Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



giovedì 29 aprile 2010

Nuova storia, nuovo sceneggiatore!

Arrivata a disegnare 78 tavole (su 170) della terza storia de “La squadra fantasma” è giunto il momento di “aiutare” Stefano Vietti a concentrarsi sugli altri suoi numerosi impegni di sceneggiatore: per un paio di mesi la nostra storia andrà in stand-by. Tav1AffariFamiglia
Nel frattempo ho iniziato a disegnare una nuova storia e a collaborare con uno sceneggiatore per me “nuovo”, Mirko Perniola, già noto ai lettori di Zagor e Nathan Never, e precedentemente autore della serie autoprodotta “Anno Domini” (umorismo a go-go in ambientazione medievale).

La pagina qui postata è la tavola numero uno, e ancora non presenta i veri protagonisti della storia: May, Branko e Kay. Non anticipo nulla della trama ma posso dire che ci sarà la presenza di un’altra agente Alfa, Betty, e che la storia avrà (anche) dei toni da commedia, come nelle corde di Mirko. Probabilmente questa storia sarà pubblicata su un Agenzia Alfa futuro, a data imprecisata.
Confesso che pur avendo iniziato da poco a collaborare con Mirko mi trovo già benissimo – Perniola è un professionista ultrapreciso (qualità che amo in generale) e soprattutto un gran racimolatore di documentazione di ogni tipo (non che Vietti non lo sia , tutt’altro…).

Dato il tono e l’ambientazione diversa rispetto alle storie de “La squadra fantasma” qui ho deciso (con l’avallo di Serra naturalmente) di usare un segno e una retinatura un po’ più leggeri.
Mi sto divertendo e spero che questo si rifletta nella riuscita della storia…

martedì 27 aprile 2010

Video e foto


Altri consigli di visione, questa volta sul web:
non sono una fan di "Neon Genesis Evangelion", la famosa serie animata giapponese, e mi è capitato di vedere tempo fa solo i primi episodi; riconosco però l'importanza "storica" di questo anime, per cui quelli di voi che fossero interessati e non avessero i dvd comunico che la Dynit ha iniziato a mettere on line su Youtube i primi espisodi della prima serie (pare al ritmo di uno alla settimana, se non sbaglio).
Cambiando genere forse non tutti avranno sentito parlare del progetto "Green Porno" di Isabella Rossellini: dei mini "documentari" su come fanno sesso determinati animali (si va dalle anatre ai lombrichi, ai ragni, ecc.). La rappresentazione non è realistica, anzi, è arricchita da una fantasia ironica e colorata, pur rispettando abbastanza la verità scientifica. Qui c'è il canale dedicato a questi piccoli video, molto divertenti (e istruttivi).
Proprio adesso tramite Trumblr ho trovato questa cosa qui: indefinibile, non so neanche se mi piaccia o meno! Nella foto qui allegata non si può capire granchè, il video è una specie di sperimentazione quasi astratta (se si clicca in basso sullo "Zoom out" o su "Pan" ci si rende conto che non solo una "pazzia" di qualche fan dei Beastie Boys e di Star Wars...) e molto bizzarra.

Passiamo alle foto: qui su Flickr è possibile vedere gli scatti (che mano mano aumenteranno col tempo) del progetto "Facity". Io sono affascinata dai volti delle persone comuni e questo progetto fa per me, mi viene voglia di disegnarli - belli e "brutti", tutti unici e particolari come sono gli esseri umani.
Infine mi sono imbattuta in questo straordinario acquario che starebbe bene in un fumetto di Nathan Never...

lunedì 26 aprile 2010

Consiglio fumettistico


Sì, ultimamente mi sta capitando spesso di suggerire delle letture fumettistiche che mi sembrano valide; questa volta si tratta di una ristampa economica (cosa da non sottovalutare, solo 4,95 euro al mese) di un capolavoro dei fumetti degli ultimi anni: "Y L'ultimo uomo" di Brian K. Vaughan e Pia Guerra a cura della Planeta-De Agostini.
Vaughan è noto in Italia anche per "Ex-Machina", una variazione del tema del supereroe "normale", qui calata nell'attualità di una New York ripresa dal punto di vista dei suoi meccanismi politico-sociali: molto interessante.
Sia in "Y L'ultimo uomo" che in "Ex-Machina" la caratteristica di Vaughan che salta più agli occhi è la brillantezza dei dialoghi, serrati, ironici, mai banali; ma nella prima opera citata l'assunto di partenza ne fa in più un'opera estremamente originale e ambiziosa: una misteriosa epidemia stermina istantaneamente tutti gli esseri viventi di sesso maschile, tranne il protagonista e la sua scimmietta. Da qui partono una serie di avventure mirabolanti che porteranno Yorick in diverse parti del mondo, ma soprattutto a incontrare molti strani personaggi (per forza di cose personaggi femminili!) e pericoli di ogni sorta.
Vaughan attraverso una trama ingegnosamente costruita e a un uso efficace dei dialoghi affronta temi che vanno dalla religione all'etica, alla politica, al sociale.
J.G. Jones è l'ottimo autore delle prime copertine, poi subentrerà il grande Massimo Carnevale fino all'ultimo volume, l'undicesimo (ogni volume italiano raccoglie più albi della serie originale).
I disegni di Pia Guerra forse non sono propriamente all'altezza della qualità di questa serie; tuttavia proprio l'anonimità del segno, e la sua chiarezza, permettono di concentrarsi di più sulla storia; da non sottovalutare comunque l'abilità narrativa del modo di fumettare della Guerra: è sempre chiaro quello che succede, cosa abbastanza importante in una storia così complessa e costruita.
Io posseggo l'intera serie tranne i primi tre numeri, che mi erano stati prestati un amico; così sto approfittando di questa ristampa per completare la collezione (rileggendo il volume non posso fare a meno di ammirare la partenza fulminante della storia di Vaughan: chi la leggerà non potrà fare a meno di acquistare anche i volumi successivi).

domenica 25 aprile 2010

Tristezza

Stamattina durante la passeggiata con la mia cagnolina a Piazza Abbiategrasso mi sono 25Aprilewebimbattuta in decine di manifestini come quelli della foto appiccicati un po’ ovunque; la simpatica iniziativa veniva completata da due scritte spray visibili su un muro nei pressi della fermata dei tram che portano a Gratosoglio (il cui vero e proprio quartiere in realtà dista un paio di chilometri): “25 aprile merda” e “Fuori i partigiani da Gratosoglio”.
La cosa più inquietante è forse la totale assenza di qualsivoglia firma : “il quartiere” non vuol dire davvero niente - forse mi piacerebbe pensare che la maggioranza del quartiere Gratosoglio non sarebbe d’accordo con le affermazioni dei manifestini, ma è più probabile che se ne freghi, e basta, come ormai d’uso nella nostra apatica Italia (per non dire peggio).
L’enfasi data al piccolo micrososmo del “quartiere” non la comprendo molto; dato che c’erano potevano augurarsi la scomparsa dei partigiani da tutta Milano, no?
Ironizzo, mi domando, ma la realtà è che sono tornata a casa di pessimo umore; e non sono una che ha mai mitizzato la Resistenza o che aderisce a qualsivoglia ideologia.
Solo, semplicemente, sento che il “segno dei tempi” mi sta scavando sempre più il desiderio di fuggire da questo paese senza futuro, miserevole, ignorante, incattivito.

venerdì 23 aprile 2010

Prati urbani

Vicino casa mia, aldilà del naviglio, una volta c’era una specie di campo selvaggio soprannominato (non so da chi, nè se fosse popolarmente in uso) “l’inferno”. Accanto all’”inferno” sorgeva ( e sorge tutt’ora) un comprensorio di case popolari, e più in là un intero quartiere che si estende verso Famagosta.
Una strada a senso unico separava il naviglio dall’”inferno”, pieno di sterpaglie e sprofondato di almeno 60-70 cm rispetto al livello della strada. Questa caratteristica “geologica” faceva sì che la temperatura all’interno del perimetro del campo fosse stranamente PratoArato_800x600più bassa di qualche grado, e spesso in autunno vi sostava una coltre di nebbia umida e inquietante.
Da qualche anno l’”inferno” non c’è più, al suo posto c’è una specie di parco che circonda un intero piccolo quartiere costituito da diversi palazzi. E’ un parco niente male, attrezzato con un campetto da basket, un’area giochi, un paio di (piccole) aree per cani, molte panchine, alberi, e da poco (era ora) anche una fontanella. Il manto erboso e le piante sono ben tenute, credo che la rasatura e l’innaffiatura (d’estate) siano gestite dal comune, poiché l’accesso è libero e sono presenti i soliti cartelli generici di tutti i parchi cittadini. PratoAlberi_800x600
Bene, da qualche mese la tosatura del prato viene effettuata non più dalle solite “trebbiatrici” da prato (motorizzate, ma di mole contenuta) ma da veri e propri trattori che riducono il prato così come si vede nella prima foto: a voi sembra normale? Sedersi su un prato pieni di bozzi non è piacevole, nè è bello vedere le impronte dei cingoli lungo tutto il prato.

Nella seconda foto, oltre a far notare le solite impronte da trattore si può vedere il filare di alberi che è lo stesso della foto seguente: qui una coppia di Germani reali approfitta dello specchio d’acqua creato dalle copiose piogge del mese scorso (peccato che avevo con me solo la scarsa fotocamera del mio cellulare). Nelle altre due foto si vede la mia cagnolina che tenta di raggiungere i due pennuti, prontamente fermata da un mio ordine; per fortuna Milou non ha fatto scappare la coppia, che comunque sembrava dotata di un certo aplomb.

AnatreMilouAnatre (1)MilouAnatre
Il piccolo laghetto non è durato molto, assorbito dal terreno celermente nei due giorni seguenti; purtroppo conosco la fine che ha fatto almeno uno dei due Germani (non ho potuto distinguere se fosse il maschio o la femmina): evidentemente durante un volo (una fuga precipitosa?) verso il naviglio un’automobile deve aver investito l’uccello che era riverso sul bordo della strada (quella che costeggia il prato, ex “inferno”).
La settimana seguente mi è capitato di vedere nuotare nel naviglio, quasi vicino al punto dell’”incidente”, un’altra coppia di Germani reali: l’umana propensione a costruire storie (possibilmente a lieto fine) mi ha fatto immaginare che uno dei due uccelli potesse essere il superstite della coppia del laghetto…chissà…

mercoledì 21 aprile 2010

Era un'aggiunta al post precedente...


...che non ho potuto effettuare grazie all'ostracismo di Blogger, che si è rifiutato di modificare il post sui fumetti francesi che avevo già pubblicato. Sto meditando da un po' di abbandonare questa piattaforma che si sta rivelando non priva di difetti.

Ecco cosa avrei voluto aggiungere in coda alla parte che parla di "Coeur de papier":

"Segnalo anche la presenza di Bruno Enna come sceneggiatore all'interno del "Dylan Dog Color Fest - Humor" in uscita il 27 aprile (qui delle notizie in più e alcune tavole in anteprima); l'albo come da tradizione contiene 4 storie tutte a colori, ma realizzate all'interno di un contesto umoristico. Gli autori - sia sceneggiatori che disegnatori - sono di alto livello: Cavazzano, Faraci, Celoni, Carnevale, Mastantuono, Gualdoni, ecc. "

martedì 20 aprile 2010

Fumetti francesi a Roma

La scorsa settimana sono stata qualche giorno a Roma (la mia città d’adozione, vi ho vissuto per quasi due decenni); come ormai capita da qualche anno i miei ritorni nella capitale sono caratterizzati da una visita alla fumetteria “L’Aventure”. Il locale è situato in una delle zone più centrali di Roma, vicino Piazza del Popolo, in una traversa di Via di Ripetta (quanti ricordi!…).
Il gestore è un francese che capisce senza problemi l’italiano ma lo parla ancora pochino (ma non è un problema); la libreria non è molto grande ma è davvero carina ed è piacevolissimo sfogliare e prendere le ultime novità ammonticchiate su un bancone al centro della stanza. Burger
L’Aventure” dunque vende fumetti francesi (e belgi), ma è presente anche una sezione di fumetti italiani, di solito una selezione abbastanza ampia e di qualità. Una parte della libreria offre una scelta di ottimi fumetti e libri illustrati per l’infanzia.
Questa mia ultima visita è stata un po’ frettolosa, quindi alla fine ho fatto la scelta di non cercare fumetti degli autori che amo (e di cui magari troverò una traduzione in italiano tra un po’) , ma di andare un po’ a naso e prendere qualcosa di totalmente nuovo.
Alla fine mi sono accorta di aver scelto dei volumi in cui più o meno erano coinvolti autori italiani: segno dei tempi!

Ecco la prima scelta: “Lord of Burger”, progetto curato dall’iperattivo Alessandro Barbucci (che ne disegna la copertina) che ancora una volta propone lo stile “occidental/disneyano/mangoso” ormai affermatosi un po’ dappertutto. Non conoscevo nè sceneggiatori nè disegnatori, ma devo dire che il risultato non è male, anzi, sono curiosa di seguire la storia nel prossimo volume.
Sul sito di Barbucci ci sono altri post con schizzi e disegni di questa serie di ambientazione culinaria.

Altro volume – e qui gli autori sono del tutto italiani, anche abbastanza noti nell’ambiente fumettistico italiano: Bruno Enna e Giovanni Rigano sono i creatori della serie “Coeur de Papier”, di cui però non ho ancora letto il primo volume (“Le salon”); la mia scelta è dovuta al fascino sprigionato dai disegni di Rigano, dallo stile ricco e particolare.Coeurdepapier
Per leggere una decina di pagine di questo fumetto al link del titolo cliccare poi su “Découvrez quelques pages de cet album”.

Ultimo fumetto: “ 10 petits insectes”, di Davide Calì (famoso autore di racconti per l’infanzia) e Vincent Pianina. Anche in questo caso non ho ancora letto la storia, scelta perchè mi attiravano moltissimo gli strani animali che facevano capolino dalla copertina. Sfogliando il volume lo stile grafico ed essenziale di Pianina mi ha conquistato.

sabato 17 aprile 2010

Una stampa a linoleum


Degli anni di Accademia (mi sono diplomata/laureata in Scenografia molti anni fa) mi sono rimasti molti ricordi (belli direi), pochi grandi amici e qualche disegno non degno di nota - a parte forse qualche lavoro fatto al corso di Incisione, tra cui questa stampa realizzata grazie alla tecnica della linoleografia (o linografia).
Il corso di Incisione era tenuto da una bravissima professoressa di cui purtroppo non mi sovviene adesso il nome: abbiamo sperimentato varie tecniche di incisione (acquaforte, acquatinta se non sbaglio, punta secca e linografia, la mia preferita).
Il linoleum che noi studenti adoperavamo per lavorarci su era proprio quello utilizzato per la copertura dei pavimenti - ricordo ancora adesso il negozio dove andavo a recuperare a prezzi scontati gli scarti di questo materiale molto duttile.


La tecnica per ricavare dei disegni dalla matrice a linoleum è simile a quella della xilografia, che utilizza come materiale il legno: con degli attrezzi appositi si scava la superficie che in stampa risulterà bianca (qui un sito che vende tutta l'attrezzatura per poter creare delle stampe casalinghe).
Quello che diventerà il segno nero (o colorato) è quello che rimane in rilievo per effetto della "scavatura": passandoci sopra un rullo intriso di colore questi si depositerà esclusivamente sulla superficie non scavata (bisogna stare attenti a non far strabordare il colore). Dopo l'immagine potrà essere stampata ponendo un foglio di carta (particolare) sul linoleum e pressandolo sotto un macchinario, o a mano mediante "rullatura" (così come facevamo noi in Accademia).
Per fare questo lavoro bisogna avere abbastanza pazienza e una certa mano: si deve riportare il disegno tramite carta carbone (se non sbaglio) sul linoleum, e poi porre attenzione allo "scavo", che non deve essere nè troppo nè poco profondo; a me piaceva moltissimo usare lo "sgorbio"!
La stampa qui postata è grande 36 cm x 33 ed è una rielaborazione quasi fedele (non c'è il testo che era alla base del disegno) della prima pagina di una specie di fumetto in 5 tavole che disegnai nel 1989 circa. Questo fumetto fu poi pubblicato anni dopo (nel 1993) su Schizzo Posse n. 1 a cura del Centro Fumetto Andrea Pazienza.
Il fumetto originale (che prima o poi posterò) aveva un segno già "grosso" e predisposto all'incisione, frutto dell'influenza combinata dell'arte espressionista e delle tecniche di incisione che stavo studiando al corso proprio in quel periodo.

Di questo lavoro posseggo ancora la matrice in linoleum, e quindi in teoria si potrebbero stampare altre copie del disegno qui postato.
La cosa bella di questa tecnica in effetti è che non è necessario avere uno studio molto attrezzato - ce la si può cavare con stampe casalinghe senza molte complicazioni.

mercoledì 14 aprile 2010

Amenità varie

In questi giorni non sono a Milano e quindi ho pensato di programmare la pubblicazione di un post poco impegnativo, con un elenco di cose strane o divertenti da raggiungere sul web.
Iniziamo con un gioco in Flash: confesso che non ho praticamente mai tempo di giocare a qualsiasi gioco, e che di solito mi annoio subito (specie per i giochini in Flash che impazzano sulla rete); questo "Home sheep home" però è molto simpatico e richiede un minimo di impegno, insomma, non è noioso.

In questo blog (ma non credo sia l'unico dato che l'argomento è noto da tempo) si spiega come il nostro cervello riesca a comprendere il senso di un testo anche quando questo non è affatto corretto, purchè la prima e l'ultima lettera rimangano al loro posto. Si può verificare il tutto caricando un brano (o scrivendo on line) su questo sito che provvederà a "mescolare" l'interno delle parole.

Ok, passiamo alle cose meno serie: su questo sito dove si parla dei "nostri amati Pets" mi ha molto colpito questa splendida invenzione (che in Italia avrebbe successo zero, non so all'estero).
Io da padrona di cane sono la prima a essere schifata dalle deiezioni lasciate in giro da padroni maleducati e cretini (a cui auguro sempre di finirci dentro); a volte però la bustina e la paletta non bastano...e una bomboletta così non sarebbe male averla a portata di mano.

Per finire vi linko il sito di un artista che crea sculture subacquee: visitate le varie Gallery, ci sono delle foto veramente affascinanti e anche inquietanti. Non sapevo nulla di queste sculture - tra l'altro non sono messe lì solo per bizzarria artistica ma anche, in senso pratico, per stimolare la crescita di habitat in cui le varie creature marine possano trovare rifugio.

sabato 10 aprile 2010

Dai blog di fumetto…

La Panini da tempo edita un catalogo mensile con anticipazioni sulle uscite di fumetti e articoli vari : “Anteprima”, di solito in vendita a 1 euro nelle varie fumetterie d’Italia.
Da poco tempo è on line il numero di febbraio (con le anticipazioni di aprile) consultabile gratuitamente a questo indirizzo.

Dal sito di Comicsblog invece l’interessante notizia che su “Internet Archive” la sezione “Moving Images” contiene un sacco di vecchi filmati d’animazione molto “appetitosi”, tra cui diversi classici.
Quello che più ha colpito la mia attenzione è il link al classico (e padre dell’animazione successiva)“Gertie The Dinosaur” prodotto dal grande Winsor MacCay nel 1914.Gertie
Di questo filmato avevo tanto sentito parlare, e non pensavo fosse così particolare, con un inizio ambientato nella realtà di un museo di scienze naturali (con tanto di scheletro di dinosauro) e la presenza di Winsor MacCay stesso che disegna (che mano ragazzi!) davanti a una tavolata di scienziati (?) il dinosauro che poi prenderà “vita”.
Da notare l’interazione tra animazione e “realtà”, nel senso che McCay interagisce col dinosauro prima in voce, poi lanciandogli del cibo, infine entrando lui stesso (disegnato e animato!) nell’immaginario mondo primitivo in cui si muove Gertie: davvero stupendo! (e il video è scaricabile)
Sul blog “Fumettologicamente” qualche tempo fa un interessante post parlava di una possibile origine (plagio?) di certe storie del celebre “Little Nemo”: davvero interessante (il tema dell’”originalità” nelle arti genera spesso dei miti irrealistici e inutili).

venerdì 9 aprile 2010

Mini lezione (13) di Manga Studio: “I balloon”

Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

Inserire testi e balloon nelle tavole con Manga Studio EX è abbastanza facile.
E' meglio cominciare con i testi utilizzando l’opzione “Testo” (Text) dalla palette degli Strumenti; una volta cliccato sul foglio apparirà la Palette “Properties” dove ci sono tutte le opzioni possibili: carattere, grandezza, interlinea, ecc.
Per memorizzare il carattere che vogliamo usare per il nostro fumetto bisognerà utilizzare la Palette “Style Setting”, visualizzabile se si seleziona “Use Style” in Character Settings” (vedi Foto 1). In realtà possiamo salvare diversi set di carattere (cliccare su “new” in fondo alla palette) secondo le nostre varie esigenze – molto utile.

Il testo così formato sarà contenuto in un quadrato azzurrino modificabile in grandezza.
Nella Foto 1 in giallo è segnalata l’opzione per poter inserire testo bianco su sfondo nero, ad esempio, mentre in marrone è evidenziata la casella “View Imput Field” che permette l’inserimento di alcuni caratteri speciali.
Balloon Foto1Balloon Foto2

Per inserire il balloon (la nuvoletta) attorno al testo ci sono almeno un paio di metodi: il più veloce è utilizzabile tramite la Palette “Properties” scegliendo la voce “Dialog Balloon Settings” (vedi Foto 2).
Cliccando su “Generate Dialog Balloon” si creerà attorno al testo un balloon a scelta tra quelli del menu “Basic Shape”; come dice il nome sono selezionati solo pochi tipi di balloon, che una volta scelti sono comunque trasformabili in orizzontale e verticale. Più in basso nella palette “Dialog Balloon Settings” si notano le opzioni per lo spessore e il colore della linea del balloon, e anche del testo.
Sia il testo che il balloon hanno il loro riquadro di trasformazione, che è possibile de/selezionare (in Foto 2 riquadro verde); se deselezionati entrambi balloon e testo diventeranno una cosa sola da spostare sul foglio.
L’altro metodo per inserire i balloon è sceglierli dalla palette “Materials” (Foto 3); ce ne sono preimpostati di tutte le forme, basta trascinare il balloon sul foglio e poi modificarlo in lungo e in largo secondo il solito metodo (se non viene subito visualizzato il rettangolo modificatore azzurrino cliccare sul balloon un paio di volte).
Balloon Foto3Balloon Foto4

La pipetta, o Tail: in Foto 3 a destra (freccia e riquadro rossi) vediamo i pulsanti che permettono di creare la Tail (curva o dritta); da dentro il balloon partire con il mouse o la penna per disegnare la tail verso l’esterno, essa presenterà tre nodi da poter manovrare per renderla più curva o più lunga.
La larghezza e lo spessore della tail è configurabile in Dialogue Balloon (in blu).

Se vogliamo usare spesso un balloon di nostra creazione possiamo salvarlo nella palette dei Materials e riutilizzarlo quante volte vogliamo: nella Foto 4 al centro ho creato un balloon che voglio “registrare”; nella palette “Properties” (a sinistra nella foto) devo selezionare la voce “Match Text” che permette di salvare il balloon in una sottocartella denominata “Dialog Balloon Material” (all’interno della cartella “User”).
Se intendete usare i balloon “registrati” basterà trascinarli sulla tavola, ma senza aver prima scritto il testo; al contrario in questo caso si parte dal balloon su cui bisognerà cliccare due volte per aprire la solita finestra “Properties” e cominciare a scrivere il testo, il quale automaticamente farà allargare il balloon (per il settaggio della disposizione delle righe vedere Foto 1 riquadro celeste).
Il balloon si può salvare anche cliccandoci su col tasto destro e scegliendo “Save”→”Save Pattern To Dialog Balloon Material”.

Un’altra funzione molto utile in Manga Studio è l’importazione di file di testo (estensione .txt); basta andare nel menu File e scegliere Import. Se nel testo ci sono degli a capo questi determineranno la suddivisione in diversi livelli del testo importato. Non cercate il testo in mezzo alla tavola perchè di solito va a finire di default fuori dalle linee guida; dopodichè basterà il doppio clic sul testo per aprire la finestra Properties e quindi poter cambiare tipo di font, colore, creare il balloon, ecc.
Così come può essere importato il testo può essere esportato (sempre menu File→Export).

Io di solito non lavoro creando dei file multipli – delle Storie (Story), ma per chi ne facesse uso c’è da segnalare l’utile Editor (menu Story→Story Editor) da cui possiamo avere un controllo totale di tutti i testi inseriti nelle varie pagine: se vogliamo cambiare font a tutti i testi del fumetto potremo farlo agevolmente (dopo aver scelto la nuova font – Foto 5 riquadro a destra in basso – basterà cliccare su “Apply To All”). Nell’editor possiamo anche aggiungere o cambiare il testo dei balloon.

C’è un’ultima funzione inerente all’uso dei testi e dei balloon a cui accennare, e a dire il vero non ne ho capito bene la necessità.
Credo di aver scritto altrove che qualsiasi disegno (parte di disegno) realizzato in Manga Studio può essere selezionato e salvato (tasto destro→ Save) nei Materials per essere poi riutilizzato in copia (tramite trascinamento) nelle tavole; per la precisione il disegno si troverà nella sottocartella Character Material della cartella User.
Balloon Foto5
Nella Foto 5 osserviamo la finestra “Story Editor”: cliccando su “Change” potremo visualizzare la finestra Text; qui - oltre a poter cambiare il testo – si potrà importare un disegno per associarlo a un testo cliccando su “Select Character” ( selezionare anche le prime due caselle a sinistra).
Non so bene a cosa serva questa associazione: se apriamo la pagina in cui c’è un testo associato con un Character questo potremo vederlo nella palette Properties nella sezione Material; da lì si potrà copiarlo nella tavola o trasformarlo in un Layer. La stessa cosa si può ottenere copiandolo semplicemente dalla palette dei Materials; a meno che l’associazione testo-character serva (quando si usa Story Editor) a ricordarsi a quale personaggio appartiene un determinato dialogo.
Se qualcuno ne sa qualcosa di più è pregato di suggerirlo nei commenti, grazie!

martedì 6 aprile 2010

Varie - 8

Per i cultori di Manga Studio che sappiano un po' d'inglese consiglio la visione del filmato tutorial condotto dal disegnatore Dave Gibbons (autore di Watchman e Give me liberty) a questo indirizzo; data la lunghezza è consigliabile anche scaricarlo (credo vada bene qualsiasi programma che trova e scarica i video dalla rete - io ad esempio ho installato Real Player SP con il downloader incluso).
A proposito di Manga Studio io invece sto preparando una mini lezione sui "balloon", entro un paio di giorni dovrei postarla.

Da poco ho aggiunto un nuovo servizio di "aggregazione web" al mio paniere di internauta: Delicious è un "social bookmarks" (qui un post che ne spiega un po' il funzionamento) che raccoglie in un unico posto i link a siti o pagine web che ci interessano. Naturalmente se fosse solo questa la funzione di servizi come Delicious (o StumbleUpon, o Segnalo, o altri) ci si potrebbe accontentare dei Segnalibri dei nostri browser.
La mia Barra dei Preferiti è ormai piena di cartelle tematiche e sottocartelle, e non tutti i siti memorizzati li visito spesso; molti li conservo per usi futuri, come possibili risorse in casi particolari. I "social bookmarks" invece permettono l'uso pratico delle tags per catalogare centinaia di link con la possibilità di renderli pubblici (cioè condivisibili). Inoltre possiamo trovare siti o post a tema utilizzando proprio le tags, sfruttando così le conoscenze di altre persone.

Nella Foto 1 un esempio di come si presenta parte della pagina dei miei bookmarks (mi si trova cercando il mio username "patriziamandanici", ma non è facile se si accede per la prima volta nella home page del servizio: c'è solo la possibilità di cercare tra i link, solo dopo apparirà in alto un menu con "people", in cui digitare l'username da cercare): in verde ho segnato lo spazio in cui sono racchiuse tutte le informazioni del Bookmark; in basso a destra c'è la (o le) Tag/s; sotto il nome del link a sinistra (in giallo) una nota che a volte è già preimpostata dal sito che salviamo, e che comunque è personalizzabile a piacere (serve a dare un minimo di informazione sulla natura del sito linkato); la freccia viola indica il numerino a destra che segnala quanti altri utenti hanno linkato lo stesso sito (e possiamo vedere chi sono).

Possiamo scegliere se rendere ogni nostro bookmark privato o pubblico, se esportarli, se importarli da browser come Firefox (io l'ho fatto), possiamo condividere determinati link con gli amici di rubrica inviandoli per posta, possiamo creare un network con altri utenti-amici di Delicious, oppure (vedi Foto 2) "sottoscrivere" una tag che ci interessa per monitorare i siti di altri utenti dalla nostra home page.
Possiamo anche inserire nel nostro blog una "deliciousroll" dove mostrare gli ultimi link inseriti (queste e altre sono opzioni che si trovano ben spiegate nella pagina "Settings").
Nella Foto 2 la freccia verde indica la possibilità di navigare tra i siti trovati in una determinata pagina direttamente da Delicious usando la freccia nella toolbar in alto (apparirà una volta cliccato su "browse this bookmarks").
Nella pagina dei "Tools" ci sono i link che portano agli add-on per Firefox (o altri browser) che permettono l'aggiunta di Toolbar o pulsanti che permettono di salvare al volo (ed editare se vogliamo) i nostri link preferiti. Io ho scelto di non installare la Toolbar completa perchè mi occupava troppo spazio sul portatile; ho trascinato i due pulsanti principali "Bookmark on Delicious" e "My Delicious" sulla Barra dei Preferiti - tanto basta per usare il servizio.

Poi un consiglio per chi si trova già iscritto a Tumbrl o potrebbe averne l'intenzione (è facilissimo): "Geology Rocks" è un Tumbrl dove si postano foto ad argomento geologico - ovvero il più delle volte foto di paesaggi splendidi provenienti da tutte le parti del mondo. Alcune foto sono un po' troppo "leccate", ma in generale è davvero un bel sito dove trovare anche ispirazione per disegnare paesaggi di natura, o sfondi particolari per illustrazioni e storie a fumetti. Anche io ho un Tumbrl che però uso poco per postare cose mie originali - perlopiù seguo i Tumbrl degli altri e quando trovo qualcosa di carino la "riposto" ("reblog").

sabato 3 aprile 2010

Una ristampa, un programma per impaginare

Una notizia per chi non riesce più a trovare in fumetteria alcuni fumetti del grande Jiro Taniguchi: da maggio Panini (Planet Manga) ristamperà i suoi lavori, a partire da “L’uomo che cammina”; raccomando questo volume a tutti quelli che non conoscono quest’autore, e anche i successivi!

Invece per il “programma del giorno” ecco arrivato alla mia attenzione “PagePlus SE”, un software che permette l’impaginazione di testi e immagini per qualsiasi scopo – brochure, menu, volantini, pagine di rivista, ecc.
Prima di questo programma ho provato “Scribus” (la mia intenzione era quella di creare una finta pagina di un simil-quotidiano) ma mi sono trovata male, l’ho trovato di difficile uso e comprensione.

PagePlus SE” è la versione Free del corrispettivo programma completo e a pagamento; è in inglese (ma cercando su siti Torrent pare che si trovi anche la versione in italiano) e l’unico inconveniente a mio parere è che non è possibile esportare i lavori creati se non nel formato nativo; poco male, basta utilizzare il comando “Seleziona tutto” e “Copia” per poter incollare il lavoro in qualsiasi altro programma (io ho creato un file in Photoshop ad esempio e ho risolto così il problema).PagePlus
La cosa bella di questo programma è che è possibile adattare il testo o l’immagine (entrambi si possono importare dal nostro pc) o trascinando il frame in cui sono contenuti o lavorando sui parametri che troviamo nelle finestre con le varie opzioni (nel riquadro blu della foto vediamo le opzioni del testo). Si possono usare anche i comandi della toolbar (riquadro viola) che automaticamente permettono di sistemare il testo secondo la grandezza del frame; una volta imparati i comandi base la costruzione del layout della pagina diventa molto veloce.
I frame si possono sovrapporre, spostare, ritagliare, ruotare, colorare, così come il testo che si può inserire, o il “testo artistico” che può avere un contorno colorato, ecc.
Il programma ha molte opzioni tutte da scoprire e anche dei tutorial sotto forma di testo (in inglese naturalmente) e un file di aiuto, nonchè dei template da scaricare per bigliettini d’auguri, poster, ecc.