Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



giovedì 27 maggio 2010

Varie – più una domanda…

La domanda la pongo subito per chi legge questo blog: sapete come rimediare a dei graffi sulla superficie di una Wacom? Purtroppo mi sono accorta con ritardo (molto stupidamente) che stavo disegnando con la punta della penna ormai rovinata – e dire che ho ancora tre ricambi …
Il mio prossimo investimento avrebbe dovuto essere o un Windows 7 da caricare con Boot Camp sull’iMac, o la versione EX di Manga Studio per Mac; se dovessi ricomprarmi una Wacom Intuos dovrei rinunciare alle precedenti ipotesi, uff…!

Rimando di molto (almeno un anno) anche l’acquisto di un e-book reader, che in effetti sarebbe stato uno sfizio tecnologico (anche se volevo leggerci “Internazionale” da luglio in poi – farò l’abbonamento in pdf). Un parziale rimedio a una lettura scomoda su pc potrebbe essere la rotazione dello schermo sul mio portatile Acer da 14 pollici: molte schede grafiche (credo tutte quelle recenti) hanno quest’opzione (controllare nelle impostazioni della scheda grafica). Io però per comodità ho scaricato un piccolo programmino che può avviare la rotazione con un clic dalla barra delle applicazioni: si chiama iRotate.

Segnalazione veloce di un programma dalle molte potenzialità, veramente interessante: per chi vuole scolpire tridimensionalmente le immagini ci sono oggi diversi programmi, ma tutti più o meno da studiarsi e da perderci un po’ di tempo (ad esempio “Blender”, che è molto completo,  open source e multipiattaforma).
Sculptris” è solo per Windows, ma presenta una facilità d’uso sorprendente (guardare questo video).
Prova SculptrisNella foto invece si vede la mia “scultura” realizzata in 5 minuti, per prova. Purtroppo il programma è ancora un po’ instabile e presenta frequenti crash (ma se si riavvia il programma questo può caricare il lavoro svolto fino al momento del crash): il realizzatore del programma consiglia di togliere tutte le immagini della cartella materials tranne quella di default, ma il miglioramento è solo apparente (ci sono altre cose - forse l’uso di determinati tools -che provocano i crash).
Nonostante ciò penso che sia un programma da tenere d’occhio, specie se questi problemi col tempo saranno risolti: lavorarci è veramente divertente!

mercoledì 26 maggio 2010

Ancora fumetti che parlano di fumettisti (mangaka)

More about Bakuman vol. 1"Bakuman" non presenta nella trama alcun elemento di originalità: due
compagni di scuola ambiziosi e ingenui, la solita sottotrama sentimentale con eccesso di timidezza da ambo le parti, più certe esagerazioni di marca giapponese per noi poco comprensibili e poco realistiche.
Fatta la tara a ciò la nuova storia dell'autrice di "Death Note" (Tsugumi Obha, mentre i disegni sono di Takeshi Obata) presenta almeno un motivo di interesse per chi come me è curiosa di conoscere come realizzano i fumetti i colleghi nel mondo, e per chi invece è un giovane aspirante disegnatore in stile manga: i due giovani protagonisti hanno il sogno di realizzare un manga che diventi così famoso da poter poi aspirare a diventare  un anime!
"Bakuman" è ben disegnato ma soprattutto descrive nei particolari tutto l'iter di nascita e realizzazione di un manga, dai bozzetti schizzati dallo sceneggiatore ("name", che in "Bakuman" sono anche riprodotti a ogni fine episodio), alla scelta del pennino, al modo con cui presentarsi all'editor, ecc.
Anni fa era uscito un altro fumetto che parlava della vita di un disegnatore di manga - "Manga Bomber" - che presentava però un disegno più grottesco e una trama più movimentata e meno realistica.

A proposito di rappresentazioni e racconti della vita dei fumettisti segnalo l'interessante libro del grande Alfredo Castelli "Fumettisti d'invenzione" (sottotitolo: "L'autore di fumetti nella fiction: al cinema, in televisione, nella narrativa, nella letteratura disegnata, alla radio e in altri media") edito dalla Coniglio Editore: è buffo accorgersi di come è stato variamente mitizzato il lavoro del fumettista!

domenica 23 maggio 2010

Insetti

Nella mia infanzia leggevo qualsiasi cosa mi capitasse sotto mano - libri o fumetti che fossero. Poi se una storia mi colpiva in maniera particolare cercavo di riprodurre quel piacere utilizzando per i miei fumetti dei personaggi e delle trame simili.
 Possiedo ancora un albettino (15 cm x 10 circa) costruito da me stessa con fogli di quaderni a quadretti ritagliati e cuciti con ago e filo (come si vedrà nella riproduzione della prima pagina); su questa specie di bloc notes ho disegnato "La battaglia delle mosche", con protagonisti mosche, zanzare e anche umani.
Da Battaglia delle mosche
All'epoca leggevo (e disegnavo) tanti fumetti western, ma anche Topolini e cose varie: l'ispirazione è certamente legata a delle storie che apparvero a quell'epoca, e forse anche a cartoni animati (chi lo sa?).Nella mia infanzia leggevo qualsiasi cosa mi capitasse sotto mano - libri o fumetti che fossero. Poi se una storia mi colpiva in maniera particolare cercavo di riprodurre quel piacere utilizzando per i miei fumetti dei personaggi e delle trame simili.
Non so quanti anni avessi, certamente frequentavo le elementari. L'album su Picasa presenta 10 paginette (accorpate a due a due) ma ci sono ancora 5 paginette circa che caricherò on line tra qualche tempo.

A proposito di insetti ecco qui un video molto divertente con protagonista involontaria  una mosca (filmato scoperto grazie a Paolo Interdonato )...

mercoledì 19 maggio 2010

Io, il Mac e Manga Studio: aggiornamento!

 Il post è stato aggiornato

Sono contenta del mio iMac dopo il primo periodo di rodaggio? Sì, direi proprio di sì, ma c’è un ma: il modo (a cui ho accennato qualche post fa)  con cui vengono visualizzati i disegni in Manga Studio non è all’altezza del vecchio pc – sembra incredibile, no?
Per rendere meglio l’idea di ciò che voglio dire ho caricato qui le immagini della stessa vignetta ripresa a livelli di zoom prefissati – gli stessi su Pc e su Mac
26%pc 50%pc33%pc
E spiego meglio le specifiche dei due computer: il Pc è un HP Pavillion da 3 gigahertz (Intel Pentium 4) con 1,5 giga di Ram e una scheda grafica Nvidia GeForce 9500GT (non è l’originale, l’ho cambiata io); l’iMac ha 4 giga di Ram e una scheda grafica Nvidia GeForce 9400M. Non solo: anche sul mio portatile Acer i disegni in Manga Studio si vedono bene come sull’HP.
In questo post avevo già affrontato il problema quando collegai il mio MacBook Pro con un monitor esterno; sinceramente pensavo fosse un problema di risoluzione, ma non è così: l’iMac supporta risoluzioni fino a 1920 x 1080, e io le ho provate tutte.
26%Mac33%Mac50%Mac  
Stamattina ho anche tentato di collegare Mac e Pc, e poi Mac e monitor pc sperando di trovare un perchè, ma non ci sono riuscita (ho usato l’apposito adattatore con relativo cavo, ma non c’è stato verso).
Sono un po’ delusa da questo problema, che mi costringe in pratica a disegnare quasi sempre a un livello del 50% di zoom, poichè il 25% va bene solo su primi piani, ma non credo che riuscirei (anche se lo potessi) tornare a usare un Pc, pur se nuovo e ultraveloce ( e comunque ho il portatile Acer che risponde a certe esigenze abbastanza bene, lo uso come complemento).
Come ho già ripetuto altre volte: pazienza…

AGGIORNAMENTO: ...e pazienza se l'età comincia a farsi sentire! Il caro Izzy nei commenti ha suggerito di controllare il settaggio di "View quality" nelle preferenze di "Page": ebbene, nel programma Manga Studio per pc di default è situato su "High quality", sul Mac no! Io a dire la verità avevo anche dato un'ulteriore guardata nelle preferenze, alla ricerca di possibili soluzioni, ma mi era del tutto sfuggita la finestrella di questo settaggio.
Adesso naturalmente tutto è tornato a posto, il segno zigrinato si è trasformato magicamente in segno normale.
Che dire? Ai distratti dico "occhio al pannello delle preferenze", a Izzy invece un bel "Grazie!" per il suggerimento prezioso!

Ah, la vignetta (non del tutto completata) ritrae May in allenamento, ed è tratta dalla storia che sto realizzando con Mirko Perniola (ne parlo qui). 

 Ovviamente  © immagini SBE

lunedì 17 maggio 2010

Programmini per Mac, e una segnalazione

La segnalazione - o meglio il consiglio - la dò subito: sul numero di "Linus" in edicola (maggio 2010) c'è una pagina tratta da "Hélèn Bruller è una vera stronza" che si intitola "La puttana - Così definita dagli uomini". Ne consiglio la lettura perchè mi sembra che tratti con ironia  e sapienza il modo che hanno molti uomini di apostrofare in tal modo le donne (tra l'altro questo fumetto di Hélèn Bruller non è tra i miei preferiti perchè a tratti mi piace a tratti mi annoia - più la seconda...).

Un Widget per Mac per me indispensabile è un timer da inserire nella Dashboard, veloce da impostare e con  allarme sonoro annesso: quando si lavora al computer mettendo la roba sul fuoco è addirittura vitale! Qui potete scaricare gratis "3-2-1", simpatico Countdown.

Infine tra le utility da desktop segnalo un'alternativa più completa a "Promemoria", il programma che crea dei post-it da "appiccicare" sulla Scrivania: "SketchBox" è dotato anche di un allarme sonoro connesso alla nota. Nella Foto si vede  la finestra di impostazione della data: per cambiarla posizionare il mouse all'interno delle tre sezioni e usare il trascinamento in alto o basso.

Per trovare tanti programmi simili, freeware, consiglio il sito "The FreeMac": i programmi sono divisi per tipologia e la scelta è davvero ampia e di qualità.

sabato 15 maggio 2010

Visioni giapponesi

Grazie a un video linkato su Facebook (che ogni tanto serve) ho scoperto l'esistenza di questo curioso telefilm giapponese, "Bambino!" .



Incuriosita dal tema trattato (e dall'abilità con cui tutto sommato questi giapponesi pronunciano le frasi in italiano) ho fatto un po' di ricerche e ho trovato questo sito per mangofili molto interessante; nella sezione "Link diretto" ho potuto trovare il telefilm in questione con diversi episodi sottotitolati in italiano, da vedere in streaming (però, ehm..., mi sono accorta che è possibile scaricarli - ad esempio per chi ha  Real Player con l'annesso Downloader).

Per la sezione "Anime" invece segnalo l'ottima iniziativa della "Dynit" - specializzata nella pubblicazione di anime e manga - che sul suo canale Youtube sta mettendo in visione completa diversi episodi di alcuni anime celebri: di "Neon Genesis Evangelion" ad esempio sono on line (per tempi limitati) i primi tre episodi, adesso invece c'è anche il primo episodio di "Noein", e altri ne sono previsti (e comunque ci sono molti trailer tra cui scoprire qualche nuova serie).

A chi interessa il genere buona visione!

venerdì 14 maggio 2010

Mini lezione (14) di Manga Studio: “I Materials”

Ho parlato nella mini lezione 13 dei Balloons e di come personalizzarli e salvarli nei Materials per  una successiva utilizzazione.
In realtà si può utilizzare qualsiasi immagine, disegno o scarabocchio per trasformarlo in Tone, Balloon, Pennello da inserire nei Materials, o anche salvare intere pagine, vignette, layers da conservare sempre nei Materials per una successiva utilizzazione con un “drag and drop” o un copia e incolla.
Partendo dalla lezione sui Balloon c’è da dire che possiamo crearne noi ex-novo a mano libera (Foto 1), selezionarlo, e poi dal menu Edit scegliere “Save Pattern To Dialog Balloon Material” (oppure tasto destro sull’immagine, scegliere la stessa voce all’interno di “Save” in basso). 
Il balloon così creato lo ritroveremo nella sezione “Material” della finestra “Materials”, all’interno della cartella “User”→”Dialog Balloon Material” (Foto 2).
Balloon Creare Materials
Materials

                                               Come detto qualsiasi cosa può essere salvato e riutilizzato: anche una vignetta o parte di essa, e persino con tutti i retini. In Foto 3 ho scelto una vignetta, ho selezionato nella finestra dei Layers tutti i livelli interessati,  poi la vignetta intera, infine col procedimento descritto sopra ho salvato il tutto come “Save Pattern To Character Material” (ritroveremo la vignetta in “User”→”Character Material”).
Pattern Character material
Un’altra interessante opzione è quella di creare dei pennelli che utilizzino un segno da noi creato come pattern. Nella Foto 4 c’è un veloce esempio, un mio scarabocchio che poi ho salvato (stesso procedimento dei precedenti) come “Save Pattern To Brush Material”.
In questo caso ovviamente ritroveremo il pennello nella finestra “Tools”  Pattern Brush”, e potremo poi operare sulla personalizzazione del segno (più o meno grande, distanziato, inclinato, ecc.).
Pattern Brush1
Possiamo anche crearci dei “Tone” personalizzati – creare dunque trame per vestiti, caratterizzare delle superfici, ecc. – usando lo stesso procedimento di sempre.
Nella Foto 5 ho disegnato una sagomina, l’ho selezionata e salvata come “Save Pattern To Tone Material”; a questo punto si apre una finestra e dovremo cliccare su “New Folder” e darle un nome. Troveremo poi il Tone creato  in MaterialsToneUserTone Folder.
Pattern Tone 1
Infine un accenno veloce al salvataggio del Template (la gabbia della nostra tavola) che eventualmente non dovesse essere nell’elenco di quelle predefinite (perchè personalizzata da noi stessi) da scegliere quando creiamo una “Page” o una “Story”: basta andare nel menu “File” e scegliere “Save Template”.
Altro accenno veloce: nella modalità “Story” possiamo incollare una intera pagina precedentemente salvata.  Per salvare la pagina che avremo aperta basta andare nel menu “File” e scegliere “Save Material”→Page (come visto si può salvare anche un singolo livello, se selezionato).
In Foto 6 si vede come la pagina salvata si trovi nella cartella “User” dei Material.
PatternPagina
Nella mia prova avevo creato una storia di 4 pagine, ma per qualche motivo non riuscivo ad incollarla se non in una determinata tavola: evidentemente devo studiarmi meglio il capitolo su come creare le Story, e magari parlarne in una successiva Mini lezione.

martedì 11 maggio 2010

Disegni dalla storia in lavorazione

Sto andando avanti con la storia di Mirko Perniola - ne parlo qui - e nello stesso tempo sto familiarizzando con il nuovo iMac.
Tra l'altro sto usando per adesso la versione Debut di Manga Studio (quella più "ristretta") e devo dire che sto iniziando a pensare di risparmiare 200 euro per l'upgrade alla versione completa; se dovessero servirmi i filtri e le opzioni aggiuntive di Manga Studio EX 4 posso sempre passare i file sul pc per la revisione finale.
Altra prova in corso: sto scrivendo questo post con la demo di Blogo, programma per il posting off line per Mac; se mi troverò bene potrei fare un pensiero per l'acquisto (solo 25 Euro).
Infine due parole dui disegni postati: c'è uno studio a matita di May, e poi la striscia finale di una tavola con Branko (qui lui è sullo yacth/casa della famiglia "neveriana").

Infine due parole per salutare le 42 persone che stanno seguendo questo blog, e che non intervengono mai - lo stesso capita a me con tanti dei blog che seguo, magari di fretta, magari no ma per cui non ho molte cose da commentare, eventualmente! Grazie, e spero che troviate sempre qualcosina di interessante per voi.
Copyright immagini © Sergio Bonelli Editore

domenica 9 maggio 2010

Migrare da Blogger a Wordpress?

Come accennato da qualche parte qui nel blog mi è venuta la voglia di trasferire il blog su un'altra piattaforma - in particolare Wordpress, di cui si parla abbastanza bene ed è tra le più note e usate assieme a Blogger.
Le difficoltà di inserire le immagini in precisi layout (specie se sono di diversa grandezza e in numero maggiore di due) è il difetto più vistoso di Blogger - almeno per le mie esigenze. Adesso che lavoro sul Mac poi non ho neanche il conforto del "Windows Live Writer" che in effetti è utilissimo per chi ha un Pc (e che permette di scrivere i post offline). Ho provato dei programmi per Mac, alcuni freeware, un paio a pagamento, ma nessuno era paragonabile al programma di posting per Windows.
Con il Mac dunque l'unica alternativa decente è usare l'add on di Firefox "Scribfire", di cui ho già parlato qui , che nonostante la sua utilità è meno comodo di "Windows Live Writer".
Insomma, per questo e altri motivi mi ero quasi decisa a traslocare. Dopo aver reperito qualche informazione ho aperto un blog su Wordpress, e quindi ho importato colà il mio blog "La fumettista curiosa"; lo stesso Wordpress si è incaricato di fare tutto il lavoro di importazione premendo quasi solo un pulsante. L'operazione è riuscita, ma il vero problema è stato scoprire con rammarico che i template che Wordpress mette a disposizione sono poco personalizzabili, specialmente su una cosa non da poco: la grandezza delle font del post e di tutto il template. Non solo: trovo che la maggior parte dei template di Wordpress sia troppo "stretta", e che costringa il lettore a scorrere più del dovuto la pagina del blog. I pochi "temi" che si sviluppano in larghezza hanno altre controindicazioni, tipo la bruttezza o la non chiarezza di certi elementi grafici (almeno per le mie esigenze: font troppo piccole ad esempio).



Qui ho postato tre esempi di come si vede il mio blog con diversi temi (blog che è provvisoriamente visibile a questo indirizzo: http://patriziamandanici.wordpress.com/). Inutile dire che nessuno si avvicina come stile a questo qui di Blogger!
Esistono diversi template a pagamento per Wordpress, ma non costano poco, e nessuno mi garantisce che una volta caricato il blog io abbia la possibilità di visualizzare decentemente i miei post.
Insomma, mi sembra di aver fatto un buco nell'acqua e di aver perso tempo per niente. Anzi, adesso mi toccherà cancellare il blog di là - o meglio il contenuto, mi sembra un peccato buttare via il blog, adesso che c'è.

venerdì 7 maggio 2010

E' arrivato il Mac (in anticipo)

Non ce l'ho fatta ad aspettare fine anno per acquistare il Mac, e neanche l'autunno (come era più probabile, conoscendomi): il mio "vecchio" pc era sempre più lento, specialmente nei salvataggi, all'accensione, alla ripresa dalla sospensione; e diventava difficile avere più programmi aperti, più che altro per conflitti non sempre individuabili. Perdevo anche molto tempo a scaricare i frequenti aggiornamenti di ogni tipo (certo, forse ho esagerato con i programmi installati, non lo nego) e nella cura della salute di un macchinario che se non gli si sta dietro fa presto a riempirsi di file inutili - file che prima o poi, se gli viene il ghiribizzo, combinano qualcosa.
Sto passando sempre più tempo per lavoro sul computer, quindi, data un'occhiata al conto corrente (meno asciutto di quel che credevo) ho pensato che era inutile rimandare ancora l'acquisto. Con la mia tesserina FNAC (che mi ha permesso di avere un lieve sconto) ho preso un iMac da 21 pollici, con annessa tastiera wireless e Magic Mouse (mi piace molto scorrere le pagine da lì, con quella morbidezza).
Smetterò di parlare di programmi per pc? Certo che no, ho sempre il mio portatile Acer che continuerò a usare, anche perchè sono affezionata a programmi che non hanno corrispettivi per Mac. Comincerò a parlare di Mac magnificandone le qualità? Forse, ma non mancherò di notare i difetti, che pur ci sono.
Cose belle: la velocità d'avvio, il poter usare più programmi senza problemi (e senza quei "ruminamenti" rumorosi improvvisi e lunghi da "sto facendo chissà cosa..."), la qualità eccelsa della webcam, la facilitazione nel fare certe operazioni; poi la comodità di spostare facilmente lo schermo, la tastiera leggera e piccola.
Cose non belle: magari sono cose di poco conto, ma insomma, per chi vorrebbe sfruttare tutte le possibilità date da questo computer anche piccoli "bug" possono risultare fastidiosi - esempio: i "servizi" che erano numerosi nel menu contestuale del Finder prima di questa versione di Leopard non ci sono più, e in teoria sarebbero aggiungibili da "Preferenze servizi"; così non è, e su un forum ho scoperto da tempo che questo è un problema che hanno molti altri.
Per i non esperti di Mac i "servizi" sono voci che permettono di eseguire delle azioni su file selezionati - tipo "allega a una mail", "converti in cinese" o che so io.
Io ero molto interessata alla possibilità di allegare subito un file dalla scrivania, senza prima aprire il programma di posta, e poi il messaggio.
Nella Foto 2 in realtà si vede questa voce, ma solo perchè sono riuscita ad aggiungerla dopo aver letto i consigli di un forumista. Stessa cosa per "Nuovo File di Testo", che non riuscivo a far visualizzare in nessun modo (pur avendo spuntato la voce apposita in "Preferenze servizi"). Per far ciò ho dovuto scaricare un file contenente un'"Azione" preconfezionata, e installarla.
Ma qui entra un nuovo argomento di cui volevo parlare per i fruitori "nuovi" del Mac: "Automator", un programma che praticamente fa quello che faceva "Applescript" ma in modo facilitato, per quelli come me che non avevano mai avuto la pazienza di capire cosa diavolo erano questi "script".
Be', una cosa simile in fondo c'è in Photoshop, le "Azioni": si compie una sequenza di azioni e le si registra, per poter poi applicarle in blocco ogni volta che si ha bisogno di rifare quella stessa procedura su dei file.
"Automator" permette di inventarsi un sacco di operazioni del tutto personalizzabili, e potendo coinvolgere le applicazioni e i file più diversi. In realtà sono solo agli inizi, ma una volta capita la possibilità di questo programma mi è venuta voglia di studirmelo bene, a poco a poco.
Esistono dei siti che spiegano l'uso di "Automator" per i neofiti, e siti che hanno a disposizione addirittura delle "Azioni" o dei "Flussi di lavoro" pronti da scaricare. Qui un chiaro tutorial per iniziare, qui un sito con tantissimi "Workflows", e qui un altro sito simile, con anche dei tutorial.
Io ad esempio sono riuscita a creare l'"Azione" che si vede in Foto 3: mi serviva avere la possibilità di ridimensionare ed allegare una foto (o un disegno) senza perdere tempo ad aprire un programma di grafica ed eseguire tutta la procedura. Ho salvato poi la seguenza che si vede in foto come "azione", ma pur apparendo questa nell'elenco in "Preferenze servizi" non risultava attivata nel menu contestuale. Su un forum ho letto il consiglio di utilizzare un "Flusso di lavoro" piuttosto che un'azione (sono due cose un po' diverse) e di copiarlo nella cartella di "Applescript"; questo programma esiste ancora in Leopard ma non appare più nella barra in alto. Ho abilitato la sua comparsa nel menu, ho seguito le istruzioni così adesso mi basta selezionare la foto, aprire la cartella apposita dal menu di "Applescript" e cliccare sul "Workflows" creato (che ha un suo nome).
Tutto ciò sembra farraginoso, ma in questo caso io ho dovuto aggirare un problema; in realtà si possono immaginare molte cose da fare con "Automator" che potranno semplificare o velocizzare determinate operazioni secondo le nostre esigenze.

giovedì 6 maggio 2010

Fumetti da assemblare e radio da registrare

Le mie scorribande sul web continuano: oggi presento questo buffo sito - “Commix” – per aspiranti fumettari con poco talento grafico o semplicemente pigri! Mi sono iscritta per provare velocemente il “servizio” che mette a disposizione personaggi, alcuni oggetti, sfondi, e balloon che possono essere assemblati nelle maniere più varie per creare delle strisce; queste poi possono essere pubblicate o mandate via mail agli amici.COMMIX - Comics...written just the way you want.
Nella foto, in basso, è possibile vedere l’elenco degli “artisti” che hanno messo a disposizione i vari set di “figurine” da inserire nelle vignette; io nella mia prova ho usato elementi presi da vari disegnatori – elementi che sono spostabili, ingrandibili, rovesciati, ecc.
L’idea di un fumetto modulare non è nuova, e se usato in maniera creativa non sarebbe neppure male – per chi ha poco tempo poi credo sarebbe anche la soluzione ideale!

Da un consiglio di un iscritto su Facebook che commentava l’”amico” de “La banda sul tetto” (simpatica trasmissione mattutina di Radio Popolare) sono giunta al sito di “Drivecast”. Chi ascolta molto la radio forse può trarne qualche utilità, ma anche chi dovesse per caso avere l’esigenza di registrare saltuariamente una determinata trasmissione: Drivecast praticamente organizza e programma registrazioni delle principali radio italiane, raccoglie podcast, li organizza in playlist, permette di scaricarli e di caricarli su dispositivi collegati in usb, ecc.
Io ho fatto una prova di registrazione al volo dato che è possibile farlo anche senza registrarsi (nella home page c’è una voce apposita sotto “Nuovo utente?”). Sembra un servizio ben fatto, con molte opzioni, e forse sviluppabile anche per le trasmissioni televisive (così sembrava sul video che ho visto su Youtube, ma nella versione di prova non ce n’è traccia).

My Media _ DriveCast - The new way to be always up-to-date

mercoledì 5 maggio 2010

Ancora segnalazioni di fumetti e blog


Tempo fa avevo segnalato l'uscita in edicola di una rivista di fumetti, "Animals", che è arrivata a compiere un anno. Personalmente credo che sia cresciuta in questi mesi, e ad esempio il penultimo numero (n. 11) mi è sembrato davvero bello e interessante nel complesso. Qui però concentro la mia attenzione su un fumetto che potrebbe interessare non solo gli estimatori del fumetto "d'autore", ma anche i semplici amanti degli animali - cani in particolare.
Toby è il protagonista di una serie di storie di cui l'ultima appare nel numero sopracitato (le precedenti si trovano nei numeri 4 e 5); Gregory Panaccione è il bravissimo autore che con segno fresco e preciso è riuscito nell'impresa di tradurre per noi umani ciò che pensano i cani mentre interagiscono col mondo (perchè il cane ritratto nei comportamenti è uguale al mio, il sospetto che l'analisi valga per il genere canino in generale è molto forte). Garantisco l'attendibilità delle traduzioni di Panaccione, e la sua sensibilità e ironia (guardare questo post fotografico/disegnato sul suo blog); per chi conosce il francese qui trovate anche una delle storie pubblicate su Animals (che evidentemente in origine sono state pubblicate oltralpe).

Per caso navigando nel web mi sono imbattuta sul blog di un autore di fumetti israeliano: "The realist" racconta la ricerca di una casa da parte di una famiglia, e sul blog di Asaf Hanuka possiamo vedere postate a intervalli di tempo una tavola alla volta (già uscite su un giornale). Ci sono due versioni, una in lingua ebraica, una in inglese: ovviamente bisogna cominciare a leggere dal post "Week 1". Il segno e la colorazione mi sembrano molto belli, della storia invece riesco a dire ancora poco, forse andrebbe letto un bel blocco tutto insieme per poterne dare un giudizio (è arrivato alla tavola 10). Qui il blog tenuto insieme al fratello, anche lui disegnatore dotato.

Per chi è interessato in particolar modo a come si scrivono i fumetti "popolari" o seriali segnalo la recente apertura del blog dello sceneggiatore Stefano Piani, autore non solo di storie a fumetti ma anche di sceneggiati tv. Stefano ha una lunga (ormai) carriera bonelliana, ed è stato anche il mio primo sceneggiatore ai tempi in cui esordivo su "Legs Weaver"! Sul suo blog si possono trovare riflessioni sull'arte dello scrivere all'interno di un mondo che presenta diversi paletti, sia di tempo sia di "struttura" creativa, e ci sono anche "dietro le quinte" abbastanza divertenti e interessanti...

Copyright©immagine degli aventi diritto




domenica 2 maggio 2010

Una Storia poco ricordata

Questo post nasce da un commento lasciatomi da Marco Ficarra qui, pochi giorni fa. Stalag   XB_marco_ficarra
Marco è l’autore del fumetto “Stalag XB” (edito da Becco Giallo), che racconta la storia (breve, ahimè) di un parente che durante la seconda guerra mondiale, dopo l’8 settembre, finì in un campo di prigionia. La storia di questo ragazzo è simile a quella di migliaia di soldati italiani che dopo la fine dell’alleanza con i nazisti si rifiutarono di aderire alla nascente Repubblica Sociale Italiana e patirono molte sofferenze (tanti non ne uscirono vivi) in questi campi di internamento.
Il blog “8 settembre 1943” racconta un viaggio della memoria in alcuni dei luoghi dove furono internati questi “primi resistenti”, e soprattutto presenta testimonianze e documenti di alcuni IMI (Internati Militari Italiani) che per molto tempo - e probabilmente tuttora - furono trascurati se non dimenticati dallo stato italiano al loro rientro in patria.
Una delle sezioni di questo sito che più mi ha colpito è quella dove sono presentate un centinaio di fotografie scattate dal tenente Vittorio Vialli durante la sua prigionia (di nascosto e a rischio della vita). Le foto, corredate di didascalie (i figli raccontano come avvenne la ricostruzione storica di quegli avvenimenti) rappresentano di per se stesse una storia che non ha bisogno di sceneggiatura o di dialoghi: una storia che meriterebbe di essere conosciuta anche da coloro che ignorano cosa sia una guerra o cosa abbia implicato il fascismo.