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venerdì 22 aprile 2016

Un'antologia di miei fumetti per ComicOut

Questo è uno dei progetti a cui stavo lavorando in questo periodo: una raccolta di miei vecchi fumetti (come autrice completa - tranne in un caso) che uscirà in libro il mese prossimo per le edizioni ComicOut.
Per adesso non posso dare molte notizie sul contenuto, aspetto di avere il quadro completo e sicuro della pubblicazione, ma posso dire che ci saranno i miei primi fumetti pubblicati in assoluto, poi quelli pubblicati su una rivista negli anni '90 che sicuramente avranno letto in pochissimi, altri anche brevi apparsi qua e là, tre invece inediti (un paio risalenti sempre ai primi anni novanta, il terzo invece molto recente).
Sull'unico fumetto non scritto da me non dico nulla perché è ancora aperto un quiz su Facebook lanciato da Laura Scarpa, direttrice e fondatrice di ComicOut - bisogna appunto indovinare lo sceneggiatore del fumetto di cui si può vedere il particolare di una vignetta nella seconda foto.

Una delle protagoniste di un paio di storie della raccolta
Devo dire la verità: non avrei mai immaginato che un giorno i miei "fumettini" sarebbero stati riuniti in un libro (che farà parte di un catalogo in cui ci sono anche grossi nomi del fumetto italiano). Di questo devo ringraziare Laura Scarpa e la fiducia che ha sempre avuto nel mio lavoro, anche nei miei momenti di scoramento o di semplice pigrizia. Laura Scarpa è un'insegnante nata, di quelle che ti sanno motivare e che ti aiutano veramente a migliorare (non parlerò qui della nostra amicizia, che non c'entra - credo - in questo contesto).
Come verrà accolto questo libro non ho idea, quasi ogni fumetto di questa antologia presenta uno stile diverso - in un certo senso mi sento ancora adesso alla ricerca del mio "vero" stile, quello che aderisce di più al mio modo di essere.
Questo mio bighellonare tra segni e anche modi di raccontare mi è sempre parso un limite, o la conferma del fatto che non sono mai stata una "vera" autrice; tanto è vero che quando ho iniziato a lavorare prima per Intrepido e Star Comics (grazie a Marcello Toninelli), poi per la Sergio Bonelli Editore, ho quasi smesso di disegnare i "miei" fumettini (quasi, perché tra le mie carte ci sono diversi layout di episodi iniziati e subito abbandonati - tranne in un caso, che sarà presente nell'antologia).
L'incertezza su cosa volessi davvero raccontare e come mi ha fatto desistere dal continuare a insistere sul serio con le mie storielle.

Altre cose racconterò più avanti, nell'approssimarsi della pubblicazione - non conosco ancora la data ma certamente sarà in tempo per il festival ARF! che si svolgerà a Roma dal 20 al 22 maggio (sarò presente sabato e domenica).

La vignetta per il quiz da indovinare qui.


7 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Sergio, sono abbastanza contenta, solo un po'incerta sul dopo.

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  2. Complimenti! Saper fare cose diverse significa, iuxta Walt Whitman, «contenere moltitudini» ed è tanto più apprezzabile in un mondo – non dico quello del fumetto, dico proprio questo mondo su cui ci tocca camminare – in cui è già tanto se uno sa fare, di solito male, una cosa sola, e ci si aggrappa come un ubriaco a un lampione…

    Marco & Bruna

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    1. Chissà, forse il mio ideale sarebbe stato fare bene - molto bene - anche una cosa sola :)

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  3. " Smetterai di imparare dieci minuti dopo esser morto " dice Johnny Blaze, il Ghost Rider dei miei gg di bimbo , a Danny Ketch, il Ghost Rider degli anni novanta, mentre gli insegna in un paio di vignette scontornate di Tex ( nel senso di Mark Texeira ) un paio di mosse di street fighting. Una citazione colta, ammetterai. Howard Mackie non era in quel momento uno sceneggiatore da antologia - comincia ad esser leggibile dallo speciale Captain America /Ghost Rider : Fear del 1992 per le matite di Lee Weeks e le chine di Al Williamson che potrebbero essere un paio dei tuoi "musi" ispiratori - ma il consiglio del cowboy tamarro ex demone con il teschio in fiamme è un buon consiglio, oggi come allora, a distanza di tanti ghost riders ( una delle ultime versioni, se non ricordo male poteva contare sull'alter ego umano di una suora ).
    Un artista si interroga sempre sulla direzione ed il verso del suo cammino e non smette mai di rimettere in discussione quanto ha fatto.
    Chiudi gli occhi e richiama l'immagine di Pablo Picasso ultranovantenne in mutande che dipinge su lastre di vetro. A meno di vent'anni dipingeva come un artista classico. Decenni dopo schizzava come una farfalla ubriaca duetti d'amore stilizzati contro una superficie trasparente. E biotto non era così male come gente molto + giovane. So di cosa parlo: faccio la doccia indossando il cappottone della prima cover di Nat Never che ho scippato dalla batcave di Castellini.
    Devo comunque trovare un modo di evolvere anch'io: l'altra sera sono sceso in cortile con il sacchettino dell'umido e quello della indifferenziata ed indossavo il suddetto trench ed il mio toupet da Agente Alfa ( realizzato dal parrucchiere di Claudio Villa ndr ) ed un paio di giovinastri che stavano passando hanno commentato che i fans di Elvis non hanno il senso del ridicolo. Cattivi.

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  4. Ehilà, la notizia mi era sfuggita. Che forte. Sono contento. Da come ne parli sembra che nemmeno tu te l'aspettassi.
    Visto che si dovrebbe risolvere tutto entro maggio, facci avere notizie fresche, appena puoi.

    Brava. Questa è una bella roba ;)

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    1. Non me l'aspettavo no, e credo anche che Laura Scarpa rischi un po' pubblicando cose "vecchie" e disomogenee di una disegnatrice non di prima linea. Motivo per cui quando sarà uscito l'albo cercherò di pubblicizzarlo al massimo, ne sarai prontamente informato :)

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