Continuo ad avere pochissimo tempo libero e di conseguenza non riesco ad aggiornare il blog nonostante abbia diverse cose messe da parte su Instapaper.
Prima notizia veloce: ho aperto un secondo account Instagram che va a sostituire il blog dedicato ai disegni che ho su Tumbrl; i motivi li spiego qui (e qui un approfondimento tecnico di Paolo Attivissimo sui cambiamenti recenti di Tumbrl).
Altra notizia veloce e fumettosa: dopo l'annuncio di qualche tempo fa della chiusura della rivista Scuola di Fumetto da parte di Laura Scarpa ecco le ultima novità - la rivista continuerà ad uscire da aprile pubblicata da Nicola Pesce Editore (NPE). Tanti auguri alla nuova gestione!
Non ho fatto a tempo a pubblicare le notizie delle ristampe di classici del fumetto da trovare in edicola (o da recuperare): Asterix (con Gazzetta e Corriere) e Cocco Bill e il meglio di Jacovitti (Hachette Fascicoli).
Visualizzazione post con etichetta Social network. Mostra tutti i post
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domenica 3 febbraio 2019
sabato 8 settembre 2018
Le mie illustrazioni per i libri di Anna Segre (e link vari)
Nel mio post precedente ho presentato le copertine da me illustrate dei libri di Anna Segre "Cento punti di ebraicità (secondo me)" e "Cento punti di lesbicità (secondo me)" (Elliot edizioni); qui faccio vedere i disegni originali senza i colori (tutto realizzato in digitale con Clip Studio Paint - nella prima illustrazione tra la folla di donne c'è anche Anna).
A proposito di Clip Studio Paint segnalo l'uscita dell'ultimo aggiornamento (1.8.0) che porta novità nell'uso del 3D (gestione dei modelli e possibilità di scaricare un programma apposito).
Da qualche mese la nuova sezione TIPS ha portato tanti nuovi tutorial che spiegano tutte le varie funzioni di CSP - uno degli ultimi ad esempio è questo tutorial che spiega come usare il Perspective ruler per disegnare in prospettiva le finestre e le superfici degli edifici.
Come sempre ricordo il gruppo su Facebook dedicato a questo programma che ha superato i 2000 iscritti (se volete iscrivervi mi raccomando di leggere bene le regole che trovate nel post fissato in alto).
Sul mio Tumbrl ho iniziato un mini progetto (che potrebbe rimanere tale, lo scopo è solo stimolare chi guarda i disegni), il primo post con la "costruzione di un personaggio" è qui.
Notizie varie:
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Anna Segre -"Cento punti di lesbicità (secondo me)" - Elliot edizioni - Illustrazione di Patrizia Mandanici |
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Anna Segre - "Cento punti di ebraicità (secondo me)" - Elliot edizioni - Illustrazione di Patrizia Mandanici |
A proposito di Clip Studio Paint segnalo l'uscita dell'ultimo aggiornamento (1.8.0) che porta novità nell'uso del 3D (gestione dei modelli e possibilità di scaricare un programma apposito).
Da qualche mese la nuova sezione TIPS ha portato tanti nuovi tutorial che spiegano tutte le varie funzioni di CSP - uno degli ultimi ad esempio è questo tutorial che spiega come usare il Perspective ruler per disegnare in prospettiva le finestre e le superfici degli edifici.
Come sempre ricordo il gruppo su Facebook dedicato a questo programma che ha superato i 2000 iscritti (se volete iscrivervi mi raccomando di leggere bene le regole che trovate nel post fissato in alto).
Sul mio Tumbrl ho iniziato un mini progetto (che potrebbe rimanere tale, lo scopo è solo stimolare chi guarda i disegni), il primo post con la "costruzione di un personaggio" è qui.
Notizie varie:
- La casa editrice Sergio Bonelli annuncia la nascita di Bonelli Entertainment votata allo sviluppo di progetti cinematografici e televisivi dei suoi personaggi.
- La rivista Le Scienze festeggia i sui primi 50 anni; segnalo anche la rivista sorella Mind (conosciuta prima come Mente e cervello) che però non ha ancora la versione digitale (al contrario de Le Scienze)
- Diego Cajelli ha scritto "Sceneggiature per Fumetti: Esercizi pratici per chi vuole soltanto disegnare" rivolto a chi ha bisogno di disegnare ma non ha magari sceneggiature sotto mano. Per adesso il libro si trova solo in versione digitale
- Dopo un periodo di sospensione del suo servizio europeo Instapaper torna accessibile ma con un ritorno al passato: c'è di nuovo la versione Premium (e di conseguenza la versione free torna ad avere alcune limitazioni)
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domenica 21 gennaio 2018
Io e i Social in questo periodo
Ognuno di noi ha alti e bassi nella vita, a me capita spesso ma non ne parlo mai, se non con pochissime persone (certe volte neanche con quelle). Non è mai facile spiegare perché nonostante la nostra vita non sia in rovina certe cose diventano difficili da fare, cose che facciamo spesso o tutti i giorni.
Ad esempio per me un segnale non buono è quando inizio a fare fatica a leggere fumetti e libri, o anche a guardare le serie tv (le ultime arrivate come interesse, quindi un campo più vasto da esplorare). Questi periodi poi sono più difficili da superare se le cose che vediamo o leggiamo intorno a noi (i social o in generale le cose che vedo su internet) diventano sempre più deprimenti.
Ho messo da parte diversi argomenti che avrei voluto trattare su questo blog, ma confesso che diventa sempre più difficile trovare le energie e il senso di questa attività.
Intanto faccio un punto della situazione rispetto ai social a cui sono iscritta, anche perché in ogni caso ogni tanto mi arrivano richieste di contatto o richieste di pareri in rapporto al mio lavoro di disegnatrice: ecco, ultimamente non sono in gran forma, spero che per certe cose basti la lettura di questi due post: Consigli per chi vuole fare il fumettista, e Risorse in rete per disegnatori.
Per quanto riguarda il programma di disegno digitale Clip Studio Paint (Manga Studio) rimando a questo post, oppure al gruppo su Facebook (che ho fondato anche per non dover rispondere privatamente a domande su questo programma).
Di seguito una panoramica dello stato attuale del mio rapporto con alcuni social (nel tempo naturalmente le cose potrebbero cambiare, come sempre).
Facebook
- Lo ripeto (anche se so che non serve a niente): se mandate richieste di amicizia o mi scrivete un messaggio oppure dovete avere un minimo di post pubblici per cui io possa capire chi siete. Non accetto amicizie di razzisti e omofobi (se riesco a capirlo). Se siete interessati al mio lavoro potete usare il tasto "SEGUI" che vi permetterà di seguire i miei post pubblici - che tanto sono gli unici che vedrete in ogni caso, anche se accettassi la vostra richiesta di amicizia (gli altri post sono riservati alle persone che conosco).
Grazie all'influenza ho frequentato meno anche Facebook di recente, ci sono tornata da poco e mi rendo conto che è sempre meno utile e che mi rende sempre più depressa.
Gli algoritmi premieranno sempre meno l'unica pagina che curo (Cronache dall'Ombra), e credo che ci siano meno interazioni anche da parte dei miei amici e contatti. Questo e altro mi fa pensare che ci sto perdendo tempo e basta, almeno in questo periodo.
Linkedin
- Ho sospeso temporaneamente l'account sperando mi arrivassero meno richieste di contatto.
Confesso che ho aperto l'account anni fa su consiglio di qualcuno ma senza neanche sapere bene perché; non lo so tutt'ora. Nel tempo ho cercato di seguire qualche consiglio letto qua e là per rendere la pagina aggiornata, ma davvero ancora non capisco perché dovrei entrare nella cerchia di un elettricista o un manager di non so quale azienda.
Ho diverse richieste in sospeso e non so cosa fare. Nel futuro prossimo accetterò solo richieste di contatto da parte di colleghi o persone che conosco.
Twitter
- Ultimamente ho tolto dallo stream alcuni contatti mentre ne ho aggiunti altri più che altro di giornalisti. Alcune discussioni su fatti di attualità preferisco seguirle qui, la brevità dei tweet mi aiuta a capire subito se voglio approfondire seguendo un link oppure no.
Instagram
- Su Instagram ci sto per mettere le foto del mio cane Kristal, inoltre seguo altri padroni di animali (non solo cani), qualche amico e il National Geographic: insomma, è il social che più mi rilassa e mi piace.
Youtube
- Sono iscritta a diversi canali ma anche qui di recente vedo pochi video.
Tumbrl
- Un'occhiata ce la do sempre, ma con meno interesse di prima. Nel mio Tumbrl dei disegni quando posso metto qualcosa, ma di rado.
Ad esempio per me un segnale non buono è quando inizio a fare fatica a leggere fumetti e libri, o anche a guardare le serie tv (le ultime arrivate come interesse, quindi un campo più vasto da esplorare). Questi periodi poi sono più difficili da superare se le cose che vediamo o leggiamo intorno a noi (i social o in generale le cose che vedo su internet) diventano sempre più deprimenti.
Ho messo da parte diversi argomenti che avrei voluto trattare su questo blog, ma confesso che diventa sempre più difficile trovare le energie e il senso di questa attività.
Intanto faccio un punto della situazione rispetto ai social a cui sono iscritta, anche perché in ogni caso ogni tanto mi arrivano richieste di contatto o richieste di pareri in rapporto al mio lavoro di disegnatrice: ecco, ultimamente non sono in gran forma, spero che per certe cose basti la lettura di questi due post: Consigli per chi vuole fare il fumettista, e Risorse in rete per disegnatori.
Per quanto riguarda il programma di disegno digitale Clip Studio Paint (Manga Studio) rimando a questo post, oppure al gruppo su Facebook (che ho fondato anche per non dover rispondere privatamente a domande su questo programma).
Di seguito una panoramica dello stato attuale del mio rapporto con alcuni social (nel tempo naturalmente le cose potrebbero cambiare, come sempre).
- Lo ripeto (anche se so che non serve a niente): se mandate richieste di amicizia o mi scrivete un messaggio oppure dovete avere un minimo di post pubblici per cui io possa capire chi siete. Non accetto amicizie di razzisti e omofobi (se riesco a capirlo). Se siete interessati al mio lavoro potete usare il tasto "SEGUI" che vi permetterà di seguire i miei post pubblici - che tanto sono gli unici che vedrete in ogni caso, anche se accettassi la vostra richiesta di amicizia (gli altri post sono riservati alle persone che conosco).
Grazie all'influenza ho frequentato meno anche Facebook di recente, ci sono tornata da poco e mi rendo conto che è sempre meno utile e che mi rende sempre più depressa.
Gli algoritmi premieranno sempre meno l'unica pagina che curo (Cronache dall'Ombra), e credo che ci siano meno interazioni anche da parte dei miei amici e contatti. Questo e altro mi fa pensare che ci sto perdendo tempo e basta, almeno in questo periodo.
- Ho sospeso temporaneamente l'account sperando mi arrivassero meno richieste di contatto.
Confesso che ho aperto l'account anni fa su consiglio di qualcuno ma senza neanche sapere bene perché; non lo so tutt'ora. Nel tempo ho cercato di seguire qualche consiglio letto qua e là per rendere la pagina aggiornata, ma davvero ancora non capisco perché dovrei entrare nella cerchia di un elettricista o un manager di non so quale azienda.
Ho diverse richieste in sospeso e non so cosa fare. Nel futuro prossimo accetterò solo richieste di contatto da parte di colleghi o persone che conosco.
- Ultimamente ho tolto dallo stream alcuni contatti mentre ne ho aggiunti altri più che altro di giornalisti. Alcune discussioni su fatti di attualità preferisco seguirle qui, la brevità dei tweet mi aiuta a capire subito se voglio approfondire seguendo un link oppure no.
- Su Instagram ci sto per mettere le foto del mio cane Kristal, inoltre seguo altri padroni di animali (non solo cani), qualche amico e il National Geographic: insomma, è il social che più mi rilassa e mi piace.
Youtube
- Sono iscritta a diversi canali ma anche qui di recente vedo pochi video.
Tumbrl
- Un'occhiata ce la do sempre, ma con meno interesse di prima. Nel mio Tumbrl dei disegni quando posso metto qualcosa, ma di rado.
mercoledì 16 agosto 2017
Consigli di letture estive sul web -1
Con ritardo scrivo questo post che raccoglie vari articoli, alcuni più lunghi del solito. L'idea (sbagliata?) è che d'estate si abbia un po' più di tempo per leggere; per me non è così, devo lavorare e recuperare del tempo perso (ma sarà tanto se riuscirò a sostenere un ritmo normale).
A proposito di tempo ho deciso di evitare di "dare un'occhiata" sul web durante le piccole pause durante il giorno (specialmente su Facebook) e limitare le mie letture o interventi sui social solo la mattina presto e la sera - in pratica fuori delle ore buone per il lavoro.
Per chi usa soprattutto smartphone e tablet per leggere i post: ricordo che si possono salvare pagine web offline (lo fanno molti browser) o app dedicate come Pocket.
Medium è una piattaforma di cui ho parlato in passato, e che nel tempo è migliorata e si è allargata; forse per essere più conosciuta le serve ancora qualcosa che non saprei bene neanche io. Segnalo un articolo di Medium Italia: "Il declino di Flint".
Tra scienza e "racconti curiosi" (e spaventosi in un certo modo): "Cosa succede quando ti colpisce un fulmine".
L'argomento è serio, e non molto discusso, ahimè (da Valigia Blu): "La sorveglianza di massa in Italia prende l’ascensore e sale di livello"
Per chi non ha un cane e si chiede perché molte persone lo prendono, o se vale la pena farlo. Sottoscrivo quasi tutto (la parte sulla mancanza dei figli non molto, ma capisco che per molte è così): "Perché un cane" di Valeria Rossi (che è mancata non molto tempo fa).
Non ho seguito il processo a Bossetti in maniera esaustiva, ma leggendo articoli o ascoltando i TG (come quasi tutti) mi sono rimasti molti dubbi, su questo e altri processi simili. Non so se questo articolo abbia ragione al 100%, certo è che c'è materia su cui riflettere: "Perché il processo a Bossetti è indegno di un Paese civile" (Linkiesta).
"Facebook è diventato il più grande cimitero del mondo, ma come cambia il lutto nell'epoca dell'immortalità tecnologica?": La morte al tempo dei social network
A proposito di tempo ho deciso di evitare di "dare un'occhiata" sul web durante le piccole pause durante il giorno (specialmente su Facebook) e limitare le mie letture o interventi sui social solo la mattina presto e la sera - in pratica fuori delle ore buone per il lavoro.
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Prova su blocco di carta nuova con pennello ricaricabile grigio: non benissimo, carta che tiene solo inchiostri densi e poco acquosi. |
Per chi usa soprattutto smartphone e tablet per leggere i post: ricordo che si possono salvare pagine web offline (lo fanno molti browser) o app dedicate come Pocket.
Medium è una piattaforma di cui ho parlato in passato, e che nel tempo è migliorata e si è allargata; forse per essere più conosciuta le serve ancora qualcosa che non saprei bene neanche io. Segnalo un articolo di Medium Italia: "Il declino di Flint".
Tra scienza e "racconti curiosi" (e spaventosi in un certo modo): "Cosa succede quando ti colpisce un fulmine".
L'argomento è serio, e non molto discusso, ahimè (da Valigia Blu): "La sorveglianza di massa in Italia prende l’ascensore e sale di livello"
Per chi non ha un cane e si chiede perché molte persone lo prendono, o se vale la pena farlo. Sottoscrivo quasi tutto (la parte sulla mancanza dei figli non molto, ma capisco che per molte è così): "Perché un cane" di Valeria Rossi (che è mancata non molto tempo fa).
Non ho seguito il processo a Bossetti in maniera esaustiva, ma leggendo articoli o ascoltando i TG (come quasi tutti) mi sono rimasti molti dubbi, su questo e altri processi simili. Non so se questo articolo abbia ragione al 100%, certo è che c'è materia su cui riflettere: "Perché il processo a Bossetti è indegno di un Paese civile" (Linkiesta).
"Facebook è diventato il più grande cimitero del mondo, ma come cambia il lutto nell'epoca dell'immortalità tecnologica?": La morte al tempo dei social network
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venerdì 2 giugno 2017
Novità in edicola, cose da leggere e il mio prossimo incontro
Comincio con l'annuncio del mio prossimo incontro pubblico a Milano, alla Libreria Antigone: sono stata invitata assieme all'autrice di fumetti Sara Spano [Samuel] il 17 giugno alle 18 e 30, a moderare l'incontro ci sarà Massimo Basili di Pride Online ("Fumetti fuori. Autrici e autori di storie queer.
con Sara Spano di "Nine Stones" e Patrizia Mandanici autrice di "Cronache dall'ombra" ed. Comicout").
Per sapere qualcosa in più su Nine Stones qui trovate la pagina Facebook. In edicola dovreste trovare il primo numero, "Danno critico"; è previsto un secondo albo edito dalla Cosmo di prossima pubblicazione.
Sarà molto interessante l'incontro alla Libreria Antigone perché questo fumetto (non per tutti) ha suscitato molto interesse e ha una fanbase vasta, entusiasta e partecipe.
Tra le ultime uscite della Sergio Bonelli Editore segnalo "Mercurio Loi", nuova serie che ha avuto origine da un albo di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca uscito nella collana Le Storie 2 anni fa. Le copertine sono realizzate da Manuele Fior (qui un articolo su Fumettologica).
Altra uscita da segnale della SBE: il Nathan Never n. 312 tutto a colori ("Il canto di Gaia"), disegni di Mario Alberti e storia di Alberto Ostini; la nuova miniserie di Cico a spasso nel tempo affidata alla penna di Tito Faraci (il primo numero - Mai dire Maya - è disegnato da Walter Venturi).
In edicola ho preso anche la seconda parte de "I Briganti" di Magnus edito da Cosmo Editoriale; del primo albo avevo parlato un pochino qui.
In libreria invece ho comprato "Il manuale dell'idiota digitale" di Diego Cajelli. Qui un articolo che ne parla un po' con breve intervista all'autore.
con Sara Spano di "Nine Stones" e Patrizia Mandanici autrice di "Cronache dall'ombra" ed. Comicout").
Per sapere qualcosa in più su Nine Stones qui trovate la pagina Facebook. In edicola dovreste trovare il primo numero, "Danno critico"; è previsto un secondo albo edito dalla Cosmo di prossima pubblicazione.
Sarà molto interessante l'incontro alla Libreria Antigone perché questo fumetto (non per tutti) ha suscitato molto interesse e ha una fanbase vasta, entusiasta e partecipe.
Tra le ultime uscite della Sergio Bonelli Editore segnalo "Mercurio Loi", nuova serie che ha avuto origine da un albo di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca uscito nella collana Le Storie 2 anni fa. Le copertine sono realizzate da Manuele Fior (qui un articolo su Fumettologica).
Altra uscita da segnale della SBE: il Nathan Never n. 312 tutto a colori ("Il canto di Gaia"), disegni di Mario Alberti e storia di Alberto Ostini; la nuova miniserie di Cico a spasso nel tempo affidata alla penna di Tito Faraci (il primo numero - Mai dire Maya - è disegnato da Walter Venturi).
In edicola ho preso anche la seconda parte de "I Briganti" di Magnus edito da Cosmo Editoriale; del primo albo avevo parlato un pochino qui.
In libreria invece ho comprato "Il manuale dell'idiota digitale" di Diego Cajelli. Qui un articolo che ne parla un po' con breve intervista all'autore.
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lunedì 19 dicembre 2016
Com'è andata oggi (19/12/16)
Oggi è andata bene finché gli appassionati di botti e miccette hanno deciso di svegliarsi proprio alle 20, orario in cui si dovrebbe far fare la passeggiata alla cagnetta - che adesso è terrorizzata.
Belle le feste.
E dunque: a Natale chi fa lavori normali forse ha dei giorni di ferie, si ha del tempo in più. Per quelli che ancora leggono qui ci sono dei consigli per un po' di libri (bella selezione) : 18 libri di fantascienza per Natale
Belle le feste.
E dunque: a Natale chi fa lavori normali forse ha dei giorni di ferie, si ha del tempo in più. Per quelli che ancora leggono qui ci sono dei consigli per un po' di libri (bella selezione) : 18 libri di fantascienza per Natale
- L'altro giorno ho parlato di Toby, l'estensione per Chrome dedicata alle tab, qui la raccolta dove l'ho trovata, ci sono diverse cose interessanti
- Su Karavansara trovo questo sito per gli amanti della radio, ma non solo, per chi è curioso delle radio del mondo e vuole viaggiare con un clic: Listen to the radio. Any radio. Now! Veramente affascinante
- Ormai lo strumento più usato per navigare su internet è lo smartphone, che supera il pc desktop. Questo fatto ha varie implicazioni (di alcune ne parla qui Diego Cajelli in una puntata di Security Corner), una di queste è che i siti vengono visti e letti su schermi minuscoli (in rapporto ai monitor ). Da tempo ho attivato la visualizzazione mobile per il mio blog, peccato che non si veda più la colonna di destra con i post in rilievo, le etichette, ecc. In cima c'è solo la possibilità di andare dalla Home alle Pagine, su cui però non posso linkare le sezioni, ma solo pagine singole, appunto. In attesa di soluzione ho iniziato a creare qualche Pagina, e tutto ciò l'ho fatto seguendo le istruzioni di questi due articoli: Come aggiungere nuove pagine da visualizzare nel menu orizzontale di un blog di Blogger; Creare Menù per le Pagine e con Link delle Etichette su Blogger. Poi ho testato la visualizzazione del mio blog dopo aver letto questo articolo: Come testare la visualizzazione di un sito con varie risoluzioni e con diversi dispositivi mobili.
- Per chi è a Milano il 14 e il 15 gennaio Laura Scarpa terrà un corso: IL DIARIO COME RICERCA DI SINTESI E FOCALIZZAZIONE DEL RACCONTO PER IMMAGINI
Per stasera è tutto (questo è il terzo post della serie "Com'è andata oggi", uno dietro l'altro, incredibile).
sabato 17 dicembre 2016
Come è andata oggi (17/12/16)
Posso superare lentezza e pigrizia solo creando uno schema e una routine e buttandomi senza pensarci troppo.
Le novità di oggi: la moderazione dei commenti. Mi spiace molto ma negli ultimi giorni qualcuno sta spammando cambiando sempre nome, da qui la necessità di moderare i commenti. Non credo sia un grande problema né per me né per voi perché la quantità dei commenti ultimamente è calata (e non sono mai stati tanti).
Cose da leggere in giro:
Le novità di oggi: la moderazione dei commenti. Mi spiace molto ma negli ultimi giorni qualcuno sta spammando cambiando sempre nome, da qui la necessità di moderare i commenti. Non credo sia un grande problema né per me né per voi perché la quantità dei commenti ultimamente è calata (e non sono mai stati tanti).
Cose da leggere in giro:
- La bufala dell’iniziativa antibufala di Facebook: non è poi tanto nuova - Questo articolo doveva essere citato in uno degli articoli "corposi" che sto preparando e di cui ho parlato nel post precedente, ma chissà, intanto lo segnalo adesso
- Come comunicano i cavalli? - Interessante!
- Tutto quello che dovete sapere su Amazon Prime Video: dispositivi supportati, qualità video, catalogo e altro - Amazon si sta allargando come una piovra, adesso i video in streaming vanno molto e quindi ecco un altro servizio (per adesso con catalogo ridotto, ma c'è da dire che il costo è proporzionato)
- Su Twitter è possibile iniziare una diretta su Periscope senza avere l'app di Periscope - Ce n'era bisogno? Boh. Ieri ho visto l'avviso sul mio Twitter, già oggi non c'era dove andare a cliccare in caso volessi vedere queste dirette (sulla colonna di destra potevano mettere l'hashtag, invece no, e io me lo sono già dimenticato)
- Dropbox abolisce la cartella “Public” per migliorare l’esperienza degli utenti - Questo dal marzo prossimo ( io due tre file li avevo condivisi pubblicamente, sul blog, e adesso non so bene cosa dovrò fare)
Internet utilitie della giornata: Toby: manage your tabs, un'estensione di Chrome che serve a gestire le schede aperte (nella foto potete vedere che i link precedenti li avevo salvati con Toby nella sezione "Blog varie").
Questa estensione potrebbe ripulirmi un po' il mio Instapaper dalle cose che metto da parte per il blog e che ho già letto, link che mi servono provvisoriamente. In Toby (che si installa con un'icona rossa nella barra del browser in alto a destra) posso suddividere le tab salvate per argomenti, le posso riaprire tutte in una volta, spostare, e anche altro (c'è anche la funzione "ricerca").
Questa estensione potrebbe ripulirmi un po' il mio Instapaper dalle cose che metto da parte per il blog e che ho già letto, link che mi servono provvisoriamente. In Toby (che si installa con un'icona rossa nella barra del browser in alto a destra) posso suddividere le tab salvate per argomenti, le posso riaprire tutte in una volta, spostare, e anche altro (c'è anche la funzione "ricerca").
L'unica cosa che non mi piace molto è il grigiolino troppo chiaro dei testi descrittivi (si può anche scegliere un tema scuro ma quei testi rimangono poco leggibili lo stesso).
lunedì 12 settembre 2016
Facebook, amici, condivisioni e newsletter
Come si può vedere dalla foto del mio profilo Facebook ho in sospeso 86 richieste di "amicizia".
Già in passato qui ho spiegato che mi piacerebbe ricevere in messaggio privato due righe di spiegazione da parte di chi mi chiede l'amicizia su Facebook, ma vabbè, non posso pretendere che le persone la pensino come me.
Molte delle richieste che ricevo sono di persone evidentemente amanti dei fumetti, o disegnatori - lo capisco dai loro profili che visito sempre a ogni richiesta (per cercare di capire chi è il richiedente).
Queste persone probabilmente non sanno che ho attivato il tasto "Segui" che è equivalente all'amicizia, permette di seguire una persona a cui si è interessati per qualche motivo (di solito sono persone che svolgono un lavoro pubblico, o artistico): è possibile leggere tutti i post rivolti a tutti, i post pubblici.
Se devo scrivere qualcosa di più particolare, magari un po' più personale, lo status su Facebook non lo rendo pubblico, ma rivolto solo a persone che più o meno conosco.
Quindi: chiunque da me non conosciuto che mi chiede l'amicizia vedrà poi solo i post pubblici, allo stesso modo di chi mi "segue".
Gli 86 richiedenti "in sospeso" sono per me un mistero, nel senso che hanno pochissimi post pubblici (quindi leggibili da me) oppure sembrano svolgere attività del tutto lontane dal fumetto (in alcuni casi i profili a pelle mi provocano disagio). Non avendo un minimo di info su questi richiedenti (e non ricevendo alcun messaggio che motivi la loro richiesta di amicizia) ho preferito soprassedere.
Se qualcuno di questi 86 per caso sta leggendo queste righe sappia dunque che può scegliere di "seguirmi" - tanto sarà la stessa cosa che vedersi accettata l'amicizia (a meno che si abbia la voglia di scrivermi due righe).
Ipotizzo anche che qualcuno pensa di chiedermi l'amicizia perché così dovrebbe capitarmi ogni tanto di vedere suoi post e foto: no, non ho proprio tempo di scorrere pagine e pagine di status di sconosciuti togliendomi la possibilità di vedere quelli delle pagine che mi interessano (anche per lavoro) e degli amici e conoscenti più cari. Ho circa 1300 "amici", e poco tempo.
Facebook per fortuna permette di selezionare quali amici vogliamo "seguire", ovvero di chi vogliamo vedere gli status - anche se ogni tanto "ci prova" e rimette nella mia bacheca "visibili" gli status di amici che avevo scelto di non seguire (come mi è successo oggi).
Io in Facebook ho creato diverse liste in cui ho raggruppato diversi tipi di amici e conoscenti - non sempre quello che scrivo penso sia adatto alla lettura di tutti; per chi non usa le liste qui un articolo che ne spiega il funzionamento: Come mostrare o nascondere post di Facebook a certi amici.
Diversi sono i motivi per cui uso le liste, ma la principale è "mantenere un certo clima di pace". Ho iniziato a usare le liste quando ingenuamente scrissi uno status (pubblico, o forse aperto agli amici tutti) sul ciclismo, facendo una domanda agli appassionati (era tempo di Giro d'Italia). Sono riuscita a farmi offendere da una persona, un "amico" a me sconosciuto, che prontamente così come m'aveva chiesto l'amicizia così me l'ha tolta.
Onde evitare altri episodi del genere ho ritenuto da allora in poi di rendere leggibili a tutti solo i post che parlano di fumetti, animali, disegno digitale.
Col tempo anche qui sul blog ho smesso di scrivere post su argomenti un pochino (proprio pochino) controversi - non che abbia tutti questi gran commentatori pronti a polemizzare (o peggio), ma con l'aumento della litigiosità in rete (a me sempre sia così) non si può mai sapere: e io non sono una combattente - o meglio, istintivamente lo sarei, perlomeno su certi temi, ma non ho tempo e voglia di affrontare discussioni potenzialmente sgradevoli con sconosciuti.
Un po' mi dispiace avere il mio Instapaper pieno di link ad articoli che a me sembrano interessanti, e che so potrebbero interessare altri 4 matti come me.
Mi è venuta una mezza idea, che non so se realizzerò, di mettere su una newsletter dove poter mettere un po' di quella roba che non mi va di mettere qui sul blog (o su Facebook): ci sarebbero un po' di temi politici, religiosi, LGBT, e altre cose che mi sembra non interessino molto qui nel blog (certe cose di scienza ad esempio).
L'idea in realtà non nasce dal nulla ma dalla mia iscrizione ad alcune newsletter, in particolare quella di Francesca Caracciolo che è orientata a temi letterari e femministi (qui il suo canale Youtube, che è dove l'ho conosciuta).
Francesca usa come servizio di newsletter Tinyletter, che credo sia uno dei più famosi, citato anche in quest'articolo: I 3 migliori siti per creare le tue newsletter gratis!
Devo capire bene come funziona questa cosa, cosa comporta, se mi andrà di farla, soprattutto se ci sarà qualcuno interessato. Poi c'è il fatto che la comunicazione più o meno rimane unidirezionale, non c'è uno spazio per commentare insieme ad altri (ma rimarrebbe la possibilità di scrivermi una mail in risposta).
Già in passato qui ho spiegato che mi piacerebbe ricevere in messaggio privato due righe di spiegazione da parte di chi mi chiede l'amicizia su Facebook, ma vabbè, non posso pretendere che le persone la pensino come me.
Molte delle richieste che ricevo sono di persone evidentemente amanti dei fumetti, o disegnatori - lo capisco dai loro profili che visito sempre a ogni richiesta (per cercare di capire chi è il richiedente).
Queste persone probabilmente non sanno che ho attivato il tasto "Segui" che è equivalente all'amicizia, permette di seguire una persona a cui si è interessati per qualche motivo (di solito sono persone che svolgono un lavoro pubblico, o artistico): è possibile leggere tutti i post rivolti a tutti, i post pubblici.
Se devo scrivere qualcosa di più particolare, magari un po' più personale, lo status su Facebook non lo rendo pubblico, ma rivolto solo a persone che più o meno conosco.
Quindi: chiunque da me non conosciuto che mi chiede l'amicizia vedrà poi solo i post pubblici, allo stesso modo di chi mi "segue".
Gli 86 richiedenti "in sospeso" sono per me un mistero, nel senso che hanno pochissimi post pubblici (quindi leggibili da me) oppure sembrano svolgere attività del tutto lontane dal fumetto (in alcuni casi i profili a pelle mi provocano disagio). Non avendo un minimo di info su questi richiedenti (e non ricevendo alcun messaggio che motivi la loro richiesta di amicizia) ho preferito soprassedere.
Se qualcuno di questi 86 per caso sta leggendo queste righe sappia dunque che può scegliere di "seguirmi" - tanto sarà la stessa cosa che vedersi accettata l'amicizia (a meno che si abbia la voglia di scrivermi due righe).
Ipotizzo anche che qualcuno pensa di chiedermi l'amicizia perché così dovrebbe capitarmi ogni tanto di vedere suoi post e foto: no, non ho proprio tempo di scorrere pagine e pagine di status di sconosciuti togliendomi la possibilità di vedere quelli delle pagine che mi interessano (anche per lavoro) e degli amici e conoscenti più cari. Ho circa 1300 "amici", e poco tempo.
Facebook per fortuna permette di selezionare quali amici vogliamo "seguire", ovvero di chi vogliamo vedere gli status - anche se ogni tanto "ci prova" e rimette nella mia bacheca "visibili" gli status di amici che avevo scelto di non seguire (come mi è successo oggi).
Io in Facebook ho creato diverse liste in cui ho raggruppato diversi tipi di amici e conoscenti - non sempre quello che scrivo penso sia adatto alla lettura di tutti; per chi non usa le liste qui un articolo che ne spiega il funzionamento: Come mostrare o nascondere post di Facebook a certi amici.
Diversi sono i motivi per cui uso le liste, ma la principale è "mantenere un certo clima di pace". Ho iniziato a usare le liste quando ingenuamente scrissi uno status (pubblico, o forse aperto agli amici tutti) sul ciclismo, facendo una domanda agli appassionati (era tempo di Giro d'Italia). Sono riuscita a farmi offendere da una persona, un "amico" a me sconosciuto, che prontamente così come m'aveva chiesto l'amicizia così me l'ha tolta.
Onde evitare altri episodi del genere ho ritenuto da allora in poi di rendere leggibili a tutti solo i post che parlano di fumetti, animali, disegno digitale.
Col tempo anche qui sul blog ho smesso di scrivere post su argomenti un pochino (proprio pochino) controversi - non che abbia tutti questi gran commentatori pronti a polemizzare (o peggio), ma con l'aumento della litigiosità in rete (a me sempre sia così) non si può mai sapere: e io non sono una combattente - o meglio, istintivamente lo sarei, perlomeno su certi temi, ma non ho tempo e voglia di affrontare discussioni potenzialmente sgradevoli con sconosciuti.
Un po' mi dispiace avere il mio Instapaper pieno di link ad articoli che a me sembrano interessanti, e che so potrebbero interessare altri 4 matti come me.
Mi è venuta una mezza idea, che non so se realizzerò, di mettere su una newsletter dove poter mettere un po' di quella roba che non mi va di mettere qui sul blog (o su Facebook): ci sarebbero un po' di temi politici, religiosi, LGBT, e altre cose che mi sembra non interessino molto qui nel blog (certe cose di scienza ad esempio).
L'idea in realtà non nasce dal nulla ma dalla mia iscrizione ad alcune newsletter, in particolare quella di Francesca Caracciolo che è orientata a temi letterari e femministi (qui il suo canale Youtube, che è dove l'ho conosciuta).
Francesca usa come servizio di newsletter Tinyletter, che credo sia uno dei più famosi, citato anche in quest'articolo: I 3 migliori siti per creare le tue newsletter gratis!
Devo capire bene come funziona questa cosa, cosa comporta, se mi andrà di farla, soprattutto se ci sarà qualcuno interessato. Poi c'è il fatto che la comunicazione più o meno rimane unidirezionale, non c'è uno spazio per commentare insieme ad altri (ma rimarrebbe la possibilità di scrivermi una mail in risposta).
giovedì 18 agosto 2016
Dalla pagina Facebook di "Cronache dall'ombra" -4
Qui la parte 1, qui la parte 2, la parte 3
7 luglio
Gli strumenti che ho usato per disegnare
La maggior parte dei fumetti presenti in "Cronache dall'Ombra" sono stati disegnati con dei pennarelli graduati come quelli che vedete in foto - le misure vanno dallo 0,05 allo 0,8 credo, quelli che usavo di più erano lo 0,3 e lo 0,5.
"Questa notte" e "Il censimento" invece sono stati disegnati col pennino - non come quello della foto (unico esemplare che mi è rimasto in casa) ma molto simile, ovvero di scarsa qualità. Per ottenere il segno "spesso" di questi fumetti ripassavo più volte sulla stessa linea, quindi impiegavo parecchio tempo.
Il pennello lo usavo poco all'epoca (in nessuno dei fumetti dell'antologia in ogni caso), purtroppo non ho avuto nessun insegnante che potesse insegnarmi le tecniche di inchiostrazione dei fumetti, certe cose le ho imparate confusamente da autodidatta, negli anni.
Con il pennello ho sempre avuto difficoltà di gestione del segno, questo anche perché non sapevo che tipo di pennelli usare e dove trovarli (questo valeva anche per il pennino, in un certo senso, ma con questo me la cavavo meglio); un esempio di uso del pennello in un mio fumetto potete vederlo a questa pagina, sono le tavole di Ossian.
Solo da pochi anni ho scoperto i pennelli ricaricabili giapponesi, mi sono riconciliata con l'inchiostro! Per vederne alcuni potete leggere questo post: Disegni, fumetti, pennelli.
Nell'antologia sono presenti tavole realizzate di recente, in digitale: la prima storia in particolare ("Quella volta") e le tavole della serie "Quartiere" che intervallano le varie storie. Per disegnare in digitale uso una tavoletta grafica Wacom Intuos e il programma Manga Studio (ovvero Clip Studio Paint). Qui su Facebook con l'aiuto di Luigi Coppola ho aperto un gruppo dedicato a questo programma e al disegno digitale: Manga Studio e Clip Studio Paint.
14 luglio
26 luglio
Tra gli anni '80 e i '90 ascoltavo molta musica, magari la mettevo in sottofondo quando dovevo solo ripassare i disegni (e non quando dovevo pensarci su, che altrimenti mi avrebbe distratto).
I miei ascolti erano abbastanza vari e poco sistematici (a parte poche band), un po' come le mie letture fumettistiche.
Se penso alle storie di Cronache dell'Ombra a cui tengo di più immagino un sottofondo musicale abbastanza malinconico, evocativo, vario.
Ho preparato una playlist su Spotify, non so bene come funziona per chi vorrà ascoltarla (leggo che su tablet e smartphone è gratis, io sto usando Spotify su pc con un account molto vecchio, e non sono abbonata).
7 luglio
Gli strumenti che ho usato per disegnare
La maggior parte dei fumetti presenti in "Cronache dall'Ombra" sono stati disegnati con dei pennarelli graduati come quelli che vedete in foto - le misure vanno dallo 0,05 allo 0,8 credo, quelli che usavo di più erano lo 0,3 e lo 0,5.
"Questa notte" e "Il censimento" invece sono stati disegnati col pennino - non come quello della foto (unico esemplare che mi è rimasto in casa) ma molto simile, ovvero di scarsa qualità. Per ottenere il segno "spesso" di questi fumetti ripassavo più volte sulla stessa linea, quindi impiegavo parecchio tempo.
Il pennello lo usavo poco all'epoca (in nessuno dei fumetti dell'antologia in ogni caso), purtroppo non ho avuto nessun insegnante che potesse insegnarmi le tecniche di inchiostrazione dei fumetti, certe cose le ho imparate confusamente da autodidatta, negli anni.
Con il pennello ho sempre avuto difficoltà di gestione del segno, questo anche perché non sapevo che tipo di pennelli usare e dove trovarli (questo valeva anche per il pennino, in un certo senso, ma con questo me la cavavo meglio); un esempio di uso del pennello in un mio fumetto potete vederlo a questa pagina, sono le tavole di Ossian.
Solo da pochi anni ho scoperto i pennelli ricaricabili giapponesi, mi sono riconciliata con l'inchiostro! Per vederne alcuni potete leggere questo post: Disegni, fumetti, pennelli.
Nell'antologia sono presenti tavole realizzate di recente, in digitale: la prima storia in particolare ("Quella volta") e le tavole della serie "Quartiere" che intervallano le varie storie. Per disegnare in digitale uso una tavoletta grafica Wacom Intuos e il programma Manga Studio (ovvero Clip Studio Paint). Qui su Facebook con l'aiuto di Luigi Coppola ho aperto un gruppo dedicato a questo programma e al disegno digitale: Manga Studio e Clip Studio Paint.
14 luglio
Per chi non conoscesse bene il mio lavoro attuale e passato do di seguito un po' di link: per cominciare una mia breve biografia su Wikipedia, la cronologia dei miei lavori sul sito Jimdo.
Due interviste: una di Pagu del 2010, l'altra di Nick Parisi del 2014.
Dal sito della Sergio Bonelli Editore un dietro le quinte/intervista a proposito dell'albo "Nathan contro Legs" uscito nel marzo 2015.
Dal mio blog, La fumettista curiosa: i miei esordi da fumettista con un'intervista in due parti a Marcello Toninelli (prima parte, seconda parte) e una a Massimo Galletti.
Studi a matita per "Ossian" (Star Comics).
![]() |
Gregory Hunter ©Sergio Bonelli Editore |
I miei ascolti erano abbastanza vari e poco sistematici (a parte poche band), un po' come le mie letture fumettistiche.
Se penso alle storie di Cronache dell'Ombra a cui tengo di più immagino un sottofondo musicale abbastanza malinconico, evocativo, vario.
Ho preparato una playlist su Spotify, non so bene come funziona per chi vorrà ascoltarla (leggo che su tablet e smartphone è gratis, io sto usando Spotify su pc con un account molto vecchio, e non sono abbonata).
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mercoledì 9 marzo 2016
Il mondo dei "book haul" su Youtube - seconda parte
La prima parte la trovate qui.
Sul mondo dei Booktuber italiani trovate un articolo qui, dove ne vengono elencati diversi (elenco fatto secondo la quantità di iscritti, non è un elenco qualitativo, così come io non sto indicando video e booktuber secondo un criterio di contenuti validi o meno).
Come avrete notato se avete spulciato la lista e visitato i canali linkati i booktuber sono quasi tutte persone di sesso femminile; mi sono un po' messa d'impegno per cercare dei ragazzi e qualcuno l'ho trovato: oltre a Snack Attack tra i più seguiti c'è Andrea Pennywise, segnalo anche Davidhook e ilpiccolo ruby.
Non è possibile infilare i booktuber in una sola categoria, pensare che siano tutti affamati di visibilità e condivisioni: questi sono una minoranza, in alcuni casi il tema libri non è il principale (o è affiancato da altri temi molto importanti come la moda - vedere il canale di Ilaria Rodella ad esempio, con le info su rossetti e orecchini usati).
Ci sono quelli poi che curano i propri video a partire dalla sigla, dal montaggio, con la volontà di "fidelizzare" il proprio pubblico - tra questi molti rimangono degli appassionati di libri che con la cura del canale contano di fare qualche soldo con le affiliazioni (Amazon, Book Depository, ecc.) per potersi comprare altri libri.
Ma quanti anni ha questo ragazzo? E legge pure in inglese. Come ammette lui stesso però "sclera" abbastanza spesso.
Il modo di presentarsi davanti alla webcam cambia a seconda del carattere e dello scopo di questi video: chi lo fa una volta ogni tanto per il gusto di scambiare opinioni con la propria rete di contatti (o chi, come questa giovane insegnante, non ha modo di scambiare opinioni con persone della propria zona e allora fa di Youtube il proprio mezzo di comunicazione), chi ne fa un impegno più costante e ci tiene appunto a farsi conoscere (magari anche da case editrici le quali qualche volta spediscono loro dei libri gratis), chi lo fa per esibizionismo, sfogando anche una certa esuberanza adolescenziale/infantile.
D'altronde a chi ci tiene a presentarsi esteticamente in ordine si contrappongono quelli/e che si presentano davanti alla webcam appena alzate/i la mattina, senza trucco (c'è chi chiede scusa per questo), col raffreddore e la voce roca, ecc. Non mancano i video mezzi sfocati, bui, o con pessimo audio - e qui di voglia di raccogliere contatti e fama in sé ne vedo ben poca.
Quasi tutti invece mostrano un attaccamento feticistico ai libri (ma non mancano i fruitori di ebook che magari comprano in carta i libri che hanno amato di più), all'oggetto libro: vengono descritte le copertine con cura, e importanti sono le sinossi che spesso bastano a far venire voglia per l'acquisto.
Come tipologia di libri naturalmente vanno molto gli young adults, le saghe fantasy, quelle sentimentali, narrativa in genere - anche di qualità - manca quasi del tutto la saggistica.
Chibiistheway legge "non per vantarsi" ma perchè le piace condividere con gli altri questa passione
I termini inglesi sono molto usati: oltre ad "Unboxing" (di cui ho parlato nella prima parte del post) c'è "Wrap up" a indicare le recensioni di libri già letti (se ho capito bene); in italiano invece è abbastanza usato "piratata", ovvero un acquisto con forte sconto, un'occasione (trovato anche un video di Matteo Fumagalli in cui le piratate sono trasformate in un Book Haul poraccio: Libri gratis e sotto i cinque euro).
Qui sotto il Wrap up di diaryofabibliophile, che come diversi booktuber (tra quelli più organizzati) è affiliata a un sito di vendita di libri: nelle info del video c'è il link su cui cliccare per avere una piccola commissione (ma se pensate che gli iscritti al suo canale sono più di 7.000...).
Nel libro Half Bad "...c'è un personaggio omosessuale e non capita troppo spesso negli young adults..."
Per finire ecco l'esempio di una booktuber americana che ha ben 264.000 iscritti!
Sul mondo dei Booktuber italiani trovate un articolo qui, dove ne vengono elencati diversi (elenco fatto secondo la quantità di iscritti, non è un elenco qualitativo, così come io non sto indicando video e booktuber secondo un criterio di contenuti validi o meno).
Come avrete notato se avete spulciato la lista e visitato i canali linkati i booktuber sono quasi tutte persone di sesso femminile; mi sono un po' messa d'impegno per cercare dei ragazzi e qualcuno l'ho trovato: oltre a Snack Attack tra i più seguiti c'è Andrea Pennywise, segnalo anche Davidhook e ilpiccolo ruby.
Non è possibile infilare i booktuber in una sola categoria, pensare che siano tutti affamati di visibilità e condivisioni: questi sono una minoranza, in alcuni casi il tema libri non è il principale (o è affiancato da altri temi molto importanti come la moda - vedere il canale di Ilaria Rodella ad esempio, con le info su rossetti e orecchini usati).
Ci sono quelli poi che curano i propri video a partire dalla sigla, dal montaggio, con la volontà di "fidelizzare" il proprio pubblico - tra questi molti rimangono degli appassionati di libri che con la cura del canale contano di fare qualche soldo con le affiliazioni (Amazon, Book Depository, ecc.) per potersi comprare altri libri.
Ma quanti anni ha questo ragazzo? E legge pure in inglese. Come ammette lui stesso però "sclera" abbastanza spesso.
Il modo di presentarsi davanti alla webcam cambia a seconda del carattere e dello scopo di questi video: chi lo fa una volta ogni tanto per il gusto di scambiare opinioni con la propria rete di contatti (o chi, come questa giovane insegnante, non ha modo di scambiare opinioni con persone della propria zona e allora fa di Youtube il proprio mezzo di comunicazione), chi ne fa un impegno più costante e ci tiene appunto a farsi conoscere (magari anche da case editrici le quali qualche volta spediscono loro dei libri gratis), chi lo fa per esibizionismo, sfogando anche una certa esuberanza adolescenziale/infantile.
D'altronde a chi ci tiene a presentarsi esteticamente in ordine si contrappongono quelli/e che si presentano davanti alla webcam appena alzate/i la mattina, senza trucco (c'è chi chiede scusa per questo), col raffreddore e la voce roca, ecc. Non mancano i video mezzi sfocati, bui, o con pessimo audio - e qui di voglia di raccogliere contatti e fama in sé ne vedo ben poca.
Quasi tutti invece mostrano un attaccamento feticistico ai libri (ma non mancano i fruitori di ebook che magari comprano in carta i libri che hanno amato di più), all'oggetto libro: vengono descritte le copertine con cura, e importanti sono le sinossi che spesso bastano a far venire voglia per l'acquisto.
Come tipologia di libri naturalmente vanno molto gli young adults, le saghe fantasy, quelle sentimentali, narrativa in genere - anche di qualità - manca quasi del tutto la saggistica.
Chibiistheway legge "non per vantarsi" ma perchè le piace condividere con gli altri questa passione
I termini inglesi sono molto usati: oltre ad "Unboxing" (di cui ho parlato nella prima parte del post) c'è "Wrap up" a indicare le recensioni di libri già letti (se ho capito bene); in italiano invece è abbastanza usato "piratata", ovvero un acquisto con forte sconto, un'occasione (trovato anche un video di Matteo Fumagalli in cui le piratate sono trasformate in un Book Haul poraccio: Libri gratis e sotto i cinque euro).
Qui sotto il Wrap up di diaryofabibliophile, che come diversi booktuber (tra quelli più organizzati) è affiliata a un sito di vendita di libri: nelle info del video c'è il link su cui cliccare per avere una piccola commissione (ma se pensate che gli iscritti al suo canale sono più di 7.000...).
Nel libro Half Bad "...c'è un personaggio omosessuale e non capita troppo spesso negli young adults..."
Per finire ecco l'esempio di una booktuber americana che ha ben 264.000 iscritti!
venerdì 4 marzo 2016
Il mondo dei "book haul" su Youtube
Che Youtube (o altri siti di condivisione video) fosse pieno di comunità dedite a mostrare le proprie passioni - materiali e non - lo sospettavo, ma raramente mi ci sono imbattuta a causa degli onnipresenti algoritmi che favoriscono la nostra chiusura in "giardinetti" culturali affini (o supposti tali); nel mio caso tutorial di disegno digitale, video di conferenze storiche o scientifiche.
Pochi giorni fa su Facebook Federico Novaro ha linkato il video di un ragazzo che parla di libri "young adults" - ragazzo tra l'altro molto sveglio e di cui ammiro l'entusiasmo e la capacità di comunicare (si chiama Marco Locatelli e il suo canale Youtube è Galassia Cartacea).
Sulla colonna di destra di Youtube appaiono i "suggerimenti" dati per affinità di visioni recenti o passate; è stato così che ho cliccato per curiosità su un video che presentava l'immagine di una giovane ragazza che reggeva entusiasta una pila di libri, nel titolo era presente il termine "book haul" - mai sentito prima.
Questo articolo spiega abbastanza bene cosa è un book haul (e in generale i video haul, che possono avere come oggetto qualsiasi cosa del mondo dei consumi): "“Vi mostro gli acquisti che ho fatto oggi” – Il fenomeno dei video haul".
I video book haul sono un sottogenere dei vlog, i video diari che da tempo sono una caratteristica del mondo social - non basta più il blog per raccontare la propria vita: farsi vedere e raccontare quasi in diretta rivolti al "proprio" pubblico ormai è pratica diffusa (sia chiaro, non sto criticando nulla, questi sono i tempi e io li osservo con un minimo di distanza, ho 50 anni e vedo il mondo molto cambiato da quello che era 30 anni fa, è una semplice constatazione).
Snack Attack (Giovanni Storiali) è uno dei booktubers più seguiti. Scrive anche su Bossy.it
Mettersi in mostra con disinvoltura e presentando spesso buone capacità comunicative è quello che mi ha colpito di più nei video di questi giovani (perlopiù adolescenti - si va dai 15 ai 25 anni circa). Da persona fondamentalmente timida (e lo ero 100 volte di più da giovane) provo una sorta di ammirazione per chi riesce a parlare delle proprie passioni in maniera così naturale.
La seconda cosa che mi ha fatto interessare a questi video è naturalmente il contenuto, ovvero la passione quasi feticista per i libri: anche io ero così (o quasi così) alla loro età, solo che la mia era una passione totalmente solitaria, non la condividevo con nessuno. Mi chiedo come mi sarei comportata se durante la mia adolescenza ci fosse stata internet; in un certo senso invidio questa possibilità odierna di poter discutere con altri delle proprie passioni, persone che ti capiscono e non ti guardano come se fossi un alieno.
Thestral Martell mostra una grande passione anche per i fumetti (in questo caso alcune raccolte Disney).
C'è poi il fatto che questi ragazzi/e fanno incetta di libri, ne comprano quantità spropositate - certo, spesso sono a metà prezzo o scontati, ma nel complesso mi sembra che abbiano a disposizione una quantità di denaro che io mi sognavo alla loro età, motivo per cui gli arraffi potevo farli solo in biblioteca (e per la mia smodata bulimia cartacea mi ero iscritta a due biblioteche per poter prendere in prestito 4 libri alla volta). Sarà per questo forse che non sono mai stata posseduta dal feticismo estremo che hanno certe persone, i libri ho dovuto imparare a lasciarli andare (e ad accontentarmi di quello che passava il convento). Ho potuto soddisfare i miei desideri di accumulo sono in età adulta, con il lavoro e un'abitazione personale (e adesso ahimè sono giunta al capolinea, non entra più nulla, stop all'arraffo senza limiti).
Alcuni dei booktubers più seguiti forse hanno attirato l'attenzione - non ho capito bene, so solo che ogni tanto vengono menzionati regali fatti da case editrici. Non mi meraviglia, questi lettori forti sono un veicolo pubblicitario molto potente, e non solo per la case editrici: Amazon e Il Libraccio sono citati spesso (un po' meno IBS) e messi in primo piano durante gli "unboxing" - gli spacchettamenti in diretta dei pacchi pieni di libri (anche questa sottocategoria è molto presente tra i cultori del book haul).
Ilenia è una delle booktubers più giovani che ho incontrato (frequenta la prima liceo). Notare il poster di Charles Darwin sullo sfondo.
Un esempio di unboxing. I falsi dilemmi del compratore compulsivo :"Lo prendo o non lo prendo?"
[seguirà seconda parte]
Pochi giorni fa su Facebook Federico Novaro ha linkato il video di un ragazzo che parla di libri "young adults" - ragazzo tra l'altro molto sveglio e di cui ammiro l'entusiasmo e la capacità di comunicare (si chiama Marco Locatelli e il suo canale Youtube è Galassia Cartacea).
Sulla colonna di destra di Youtube appaiono i "suggerimenti" dati per affinità di visioni recenti o passate; è stato così che ho cliccato per curiosità su un video che presentava l'immagine di una giovane ragazza che reggeva entusiasta una pila di libri, nel titolo era presente il termine "book haul" - mai sentito prima.
Questo articolo spiega abbastanza bene cosa è un book haul (e in generale i video haul, che possono avere come oggetto qualsiasi cosa del mondo dei consumi): "“Vi mostro gli acquisti che ho fatto oggi” – Il fenomeno dei video haul".
I video book haul sono un sottogenere dei vlog, i video diari che da tempo sono una caratteristica del mondo social - non basta più il blog per raccontare la propria vita: farsi vedere e raccontare quasi in diretta rivolti al "proprio" pubblico ormai è pratica diffusa (sia chiaro, non sto criticando nulla, questi sono i tempi e io li osservo con un minimo di distanza, ho 50 anni e vedo il mondo molto cambiato da quello che era 30 anni fa, è una semplice constatazione).
Snack Attack (Giovanni Storiali) è uno dei booktubers più seguiti. Scrive anche su Bossy.it
Mettersi in mostra con disinvoltura e presentando spesso buone capacità comunicative è quello che mi ha colpito di più nei video di questi giovani (perlopiù adolescenti - si va dai 15 ai 25 anni circa). Da persona fondamentalmente timida (e lo ero 100 volte di più da giovane) provo una sorta di ammirazione per chi riesce a parlare delle proprie passioni in maniera così naturale.
La seconda cosa che mi ha fatto interessare a questi video è naturalmente il contenuto, ovvero la passione quasi feticista per i libri: anche io ero così (o quasi così) alla loro età, solo che la mia era una passione totalmente solitaria, non la condividevo con nessuno. Mi chiedo come mi sarei comportata se durante la mia adolescenza ci fosse stata internet; in un certo senso invidio questa possibilità odierna di poter discutere con altri delle proprie passioni, persone che ti capiscono e non ti guardano come se fossi un alieno.
Thestral Martell mostra una grande passione anche per i fumetti (in questo caso alcune raccolte Disney).
C'è poi il fatto che questi ragazzi/e fanno incetta di libri, ne comprano quantità spropositate - certo, spesso sono a metà prezzo o scontati, ma nel complesso mi sembra che abbiano a disposizione una quantità di denaro che io mi sognavo alla loro età, motivo per cui gli arraffi potevo farli solo in biblioteca (e per la mia smodata bulimia cartacea mi ero iscritta a due biblioteche per poter prendere in prestito 4 libri alla volta). Sarà per questo forse che non sono mai stata posseduta dal feticismo estremo che hanno certe persone, i libri ho dovuto imparare a lasciarli andare (e ad accontentarmi di quello che passava il convento). Ho potuto soddisfare i miei desideri di accumulo sono in età adulta, con il lavoro e un'abitazione personale (e adesso ahimè sono giunta al capolinea, non entra più nulla, stop all'arraffo senza limiti).
Alcuni dei booktubers più seguiti forse hanno attirato l'attenzione - non ho capito bene, so solo che ogni tanto vengono menzionati regali fatti da case editrici. Non mi meraviglia, questi lettori forti sono un veicolo pubblicitario molto potente, e non solo per la case editrici: Amazon e Il Libraccio sono citati spesso (un po' meno IBS) e messi in primo piano durante gli "unboxing" - gli spacchettamenti in diretta dei pacchi pieni di libri (anche questa sottocategoria è molto presente tra i cultori del book haul).
Ilenia è una delle booktubers più giovani che ho incontrato (frequenta la prima liceo). Notare il poster di Charles Darwin sullo sfondo.
Un esempio di unboxing. I falsi dilemmi del compratore compulsivo :"Lo prendo o non lo prendo?"
[seguirà seconda parte]
domenica 9 agosto 2015
Usare Facebook con consapevolezza (o non usarlo per niente?)
Lo dico subito: non lascerò Facebook finché ci saranno anche minimi vantaggi per me ad essere lì; potrà succedere forse che cambierò il mio modo di usarlo a seconda dei momenti, o con l'arrivo di nuove opzioni. Certamente più informazioni avrò sulle conseguenze di quello che pubblico meglio sarà, e in generale questo vale per tutti i social, non solo Facebook.
Su Facebook ad esempio sto molto attenta a scegliere con chi condivido i contenuti che pubblico: ho inserito i miei quasi 1000 contatti (definiti tutti "amici" da Facebook) in diversi gruppi a seconda del grado di conoscenza: oltre ai canonici "familiari" e "conoscenti" ne ho creati diversi altri, e il gruppo più grosso è quello dove inserisco gli appassionati di fumetti che mi chiedono l'amicizia per il lavoro che svolgo. A seconda di quello che pubblico nel mio status questo sarà condiviso o meno con alcuni gruppi, oppure reso pubblico quando l'argomento è molto generico o inerente al fumetto (e quindi visibile anche a chi mi "segue" senza avermi chiesto l'amicizia).
Sono consapevole che anche le cose che pubblico per un gruppo ristretto (che so, gli amici intimi) può essere divulgato e visto da altri, con o senza consapevolezza: quindi non pubblico pensieri che non vorrei fossero mai resi pubblici; con la scelta dei gruppi con cui condividere questo o quello semplicemente limito la possibilità di polemiche con determinate persone, che al 90% non conosco bene (dò sempre un'occhiata veloce alle bacheche di chi mi chiede l'amicizia, non sempre si riesce a capire con chi si ha a che fare, posto che serva a qualcosa).
Il problema è che molti di noi sono presenti su Facebook sia con parte della vita privata (in senso generico) sia con il proprio lato pubblico e professionale: è facile gestire male le impostazioni di privacy, è facile mostrare a gente sconosciuta troppo di noi.
Per me è stato molto bello aver trovato un minimo di contatto con parenti che ho sparsi in mezza Italia e anche nel mondo; è bello e anche utile avere contatti e scambio di informazioni con colleghi fumettisti (molti dei quali non avrei raggiunto - che so - con il telefono, o frequentandoli di persona, dato che anche qui siamo sparsi in tutta Italia).
La maggior parte dei contatti che ho su Facebook derivano da richieste altrui, di mio mi muovo molto poco a cercare amici o colleghi, forse per una strana forma di timidezza.
Ho anche problemi nei criteri di accettazione delle "amicizie": se capisco che chi mi fa la richiesta è un razzista o qualcosa di simile non ho dubbi nel rifiutarla (che poi è sempre possibile "seguire" i miei post pubblici), se invece vedo simpatie e affiliazioni ad associazioni o movimenti che detesto mi vengono molti dubbi. Chi mi chiede l'amicizia di solito lo fa perchè interessato al mio lavoro, e quello può essere seguito attraverso l'opzione "Segui"; spero che nessuno consideri l'accettazione di un'amicizia su Facebook come un mezzo per poter conoscere di più qualcuno, e in ogni caso io personalmente non ne avrei nessuna voglia.
Nonostante le parole scritte nella mia pagina Info su Facebook (poco visibile in effetti) e anche qua sul blog - un invito a scrivermi le motivazioni della richiesta di amicizia - il 95% delle persone non lo fa, non c'è niente da fare; se le 50 persone in attesa di risposta lo facessero potrei spiegare che c'è il tasto "Segui", che sarebbe esattamente equivalente - per loro - a una accettazione dell'amicizia.
Dimenticavo: sto e starò su Facebook anche per gestire la pagina di MangaStudio e Clip Studio Paint, che ha ormai più di 900 iscritti, e la pagina di Fumetti in giro.
Io non ho una tariffa dati sullo smartphone, quindi quando non sono in casa non sono "collegata", ma la maggior parte delle persone lo è, e Facebook ormai è diventato il centro non solo dei nostri contatti con gli amici, ma anche del reperimento delle notizie in generale - cronaca, cultura, società, sport, ecc.
Così come quando cerchiamo notizie attraverso i motori di ricerca, così anche su Facebook vediamo e troviamo quello che stabiliscono gli algoritmi, che selezionano per noi migliaia e migliaia di notizie. Il rischio è quello di trovare quello che ci aspettiamo già di leggere, e che coincide con i nostri gusti (o pregiudizi, talvolta); leggere ad esempio questo articolo: "Il confronto delle idee nell'epoca di Facebook".
Questo è qualcosa di cui dobbiamo tenere conto, e che va monitorato da chi può farlo, ma non è una cosa facilmente risolvibile, a mio parere; di natura tendiamo a essere interessati a...ciò che ci interessa, e tendiamo a non voler perdere tempo con ciò che pensiamo non possa interessarci o farci male (certi tipi di notizie non riesco proprio a leggerle). È quasi inevitabile creare una bolla e viverci dentro, come è quasi inevitabile nella realtà, e non solo sul web, crearci un giro di amicizie che rispecchi almeno in buona parte i nostri interessi, i nostri gusti, le nostre credenze; magari con intersezioni con altre "bolle" un po' distanti dal nostro modo di pensare, ma in cui troviamo perlomeno persone con cui discutere civilmente.
In effetti avremmo bisogno ogni tanto dell'incontro con il "diverso totale" da noi, con la sorpresa, con l'inaspettato; non so se si potrebbe creare un algoritmo che contempli questa variabile, non so se vorremmo usarlo. Di certo ci sono nuovi social network che invece spingono al contrario, verso la creazione della "bolla" perfetta: Quag ("Stesse passioni, nuovi contatti. Ti facciamo conoscere nuove persone che condividono i tuoi stessi interessi. Persone interessanti, proprio come te.").
Tutta la nostra vita digitale è monitorata, meglio saperlo e comportarci secondo le nostre priorità, esigenze e vantaggi, se ci sono; qui un articolo che ne parla: "Come guadagna Facebook?".
C'è chi abbandona Facebook, si può fare, e le motivazioni possono essere diverse: ad esempio leggere questo articolo e relativi commenti: "Perché Facebook vale un abbandono".
Questo pezzo invece presenta una specie di racconto molto specifico e diretto sul modo di usare Facebook da parte di una persona, con tutte le contraddizioni del caso: "La mia vita su Facebook".
E questo invece presenta diversi aspetti su cui riflettere: da una parte l'importanza delle impostazioni di privacy su Facebook, dall'altra lo scatenarsi dell'aggressività uguale e contraria tra due parti opposte: "Linciamo umani".
Su Facebook ad esempio sto molto attenta a scegliere con chi condivido i contenuti che pubblico: ho inserito i miei quasi 1000 contatti (definiti tutti "amici" da Facebook) in diversi gruppi a seconda del grado di conoscenza: oltre ai canonici "familiari" e "conoscenti" ne ho creati diversi altri, e il gruppo più grosso è quello dove inserisco gli appassionati di fumetti che mi chiedono l'amicizia per il lavoro che svolgo. A seconda di quello che pubblico nel mio status questo sarà condiviso o meno con alcuni gruppi, oppure reso pubblico quando l'argomento è molto generico o inerente al fumetto (e quindi visibile anche a chi mi "segue" senza avermi chiesto l'amicizia).
Sono consapevole che anche le cose che pubblico per un gruppo ristretto (che so, gli amici intimi) può essere divulgato e visto da altri, con o senza consapevolezza: quindi non pubblico pensieri che non vorrei fossero mai resi pubblici; con la scelta dei gruppi con cui condividere questo o quello semplicemente limito la possibilità di polemiche con determinate persone, che al 90% non conosco bene (dò sempre un'occhiata veloce alle bacheche di chi mi chiede l'amicizia, non sempre si riesce a capire con chi si ha a che fare, posto che serva a qualcosa).
Il problema è che molti di noi sono presenti su Facebook sia con parte della vita privata (in senso generico) sia con il proprio lato pubblico e professionale: è facile gestire male le impostazioni di privacy, è facile mostrare a gente sconosciuta troppo di noi.
Per me è stato molto bello aver trovato un minimo di contatto con parenti che ho sparsi in mezza Italia e anche nel mondo; è bello e anche utile avere contatti e scambio di informazioni con colleghi fumettisti (molti dei quali non avrei raggiunto - che so - con il telefono, o frequentandoli di persona, dato che anche qui siamo sparsi in tutta Italia).
La maggior parte dei contatti che ho su Facebook derivano da richieste altrui, di mio mi muovo molto poco a cercare amici o colleghi, forse per una strana forma di timidezza.
Ho anche problemi nei criteri di accettazione delle "amicizie": se capisco che chi mi fa la richiesta è un razzista o qualcosa di simile non ho dubbi nel rifiutarla (che poi è sempre possibile "seguire" i miei post pubblici), se invece vedo simpatie e affiliazioni ad associazioni o movimenti che detesto mi vengono molti dubbi. Chi mi chiede l'amicizia di solito lo fa perchè interessato al mio lavoro, e quello può essere seguito attraverso l'opzione "Segui"; spero che nessuno consideri l'accettazione di un'amicizia su Facebook come un mezzo per poter conoscere di più qualcuno, e in ogni caso io personalmente non ne avrei nessuna voglia.
Nonostante le parole scritte nella mia pagina Info su Facebook (poco visibile in effetti) e anche qua sul blog - un invito a scrivermi le motivazioni della richiesta di amicizia - il 95% delle persone non lo fa, non c'è niente da fare; se le 50 persone in attesa di risposta lo facessero potrei spiegare che c'è il tasto "Segui", che sarebbe esattamente equivalente - per loro - a una accettazione dell'amicizia.
Dimenticavo: sto e starò su Facebook anche per gestire la pagina di MangaStudio e Clip Studio Paint, che ha ormai più di 900 iscritti, e la pagina di Fumetti in giro.
Io non ho una tariffa dati sullo smartphone, quindi quando non sono in casa non sono "collegata", ma la maggior parte delle persone lo è, e Facebook ormai è diventato il centro non solo dei nostri contatti con gli amici, ma anche del reperimento delle notizie in generale - cronaca, cultura, società, sport, ecc.
Così come quando cerchiamo notizie attraverso i motori di ricerca, così anche su Facebook vediamo e troviamo quello che stabiliscono gli algoritmi, che selezionano per noi migliaia e migliaia di notizie. Il rischio è quello di trovare quello che ci aspettiamo già di leggere, e che coincide con i nostri gusti (o pregiudizi, talvolta); leggere ad esempio questo articolo: "Il confronto delle idee nell'epoca di Facebook".
Questo è qualcosa di cui dobbiamo tenere conto, e che va monitorato da chi può farlo, ma non è una cosa facilmente risolvibile, a mio parere; di natura tendiamo a essere interessati a...ciò che ci interessa, e tendiamo a non voler perdere tempo con ciò che pensiamo non possa interessarci o farci male (certi tipi di notizie non riesco proprio a leggerle). È quasi inevitabile creare una bolla e viverci dentro, come è quasi inevitabile nella realtà, e non solo sul web, crearci un giro di amicizie che rispecchi almeno in buona parte i nostri interessi, i nostri gusti, le nostre credenze; magari con intersezioni con altre "bolle" un po' distanti dal nostro modo di pensare, ma in cui troviamo perlomeno persone con cui discutere civilmente.
In effetti avremmo bisogno ogni tanto dell'incontro con il "diverso totale" da noi, con la sorpresa, con l'inaspettato; non so se si potrebbe creare un algoritmo che contempli questa variabile, non so se vorremmo usarlo. Di certo ci sono nuovi social network che invece spingono al contrario, verso la creazione della "bolla" perfetta: Quag ("Stesse passioni, nuovi contatti. Ti facciamo conoscere nuove persone che condividono i tuoi stessi interessi. Persone interessanti, proprio come te.").
Tutta la nostra vita digitale è monitorata, meglio saperlo e comportarci secondo le nostre priorità, esigenze e vantaggi, se ci sono; qui un articolo che ne parla: "Come guadagna Facebook?".
C'è chi abbandona Facebook, si può fare, e le motivazioni possono essere diverse: ad esempio leggere questo articolo e relativi commenti: "Perché Facebook vale un abbandono".
Questo pezzo invece presenta una specie di racconto molto specifico e diretto sul modo di usare Facebook da parte di una persona, con tutte le contraddizioni del caso: "La mia vita su Facebook".
E questo invece presenta diversi aspetti su cui riflettere: da una parte l'importanza delle impostazioni di privacy su Facebook, dall'altra lo scatenarsi dell'aggressività uguale e contraria tra due parti opposte: "Linciamo umani".
sabato 30 maggio 2015
Avete un blog? Occhio alla nuova legge sui cookies (che sarà attiva dal 3 giugno)

La legge di cui parlo prevede degli obblighi di informazione ai visitatori del nostro blog tramite banner, pop up e anche link ; queste informazioni riguardano i cookies che praticamente tutti i siti rilasciano, una volta che li visitiamo, e che servono per la maggior parte al funzionamento degli stessi siti, e alla "profilazione" dei visitatori in diversi gradi di precisione. [Qui proseguo il discorso: "La legge sui cookies nei blog (Cookies Law): dubbi e riflessioni"]
[EDIT]: pare che ci siano precisazioni da parte delle autorità che semplificano quello che ho scritto più avanti. Leggete questo articolo (anche se mi dà della "terrorista", praticamente):
Aggiornamento 4.0 sulla Cookie Law: Il Garante e le sue ultime specifiche.
Noi adesso visitando un sito (ogni sito) dobbiamo avere la possibilità di esserne informati, ed eventualmente di rifiutare di essere profilati.
La legge risale all'anno scorso, dava un anno di tempo per adeguarsi, probabilmente tutti avranno pensato che riguardasse i siti più complessi, di vendita, o quelli che fanno soldi attraverso le visite, non lo so; fatto sta che non se ne è parlato molto in giro, e io solo adesso mi sono resa conto di questo problema, anche perchè le multe sono esageratamente salate per chi non si mette in regola con la legge.
Inizio col dire che chi ha blog sulla piattaforma di Google - Blogger - e non ha inserito nel proprio blog dei codici o dei servizi particolari (tipo AdSense, o altro) dovrebbe essere a posto: i nuovi visitatori vedranno in alto un banner con un link a una pagina dove Google spiega la sua policy sui cookies.
Su Wordpress però ho un sito che non mi sembra proponga alcun banner, a tramite un sito che monitora i cookies (http://webcookies.org/) ho visto che qualcosa c'è (vedi foto): cosa dovrei fare?
Idem per Tumbrl (vedere foto); persino Pinterest presenta dei "persistent cookies", ma su quello c'è ben poco da fare, non si può cambiare il template (credo).
Inoltre nei vari post che parlano di questo argomento (che linkerò) e nei relativi commenti non si riesce a capire bene se anche i pulsanti di condivisione social rientrino nella categoria di "cookies tecnici" per cui basterebbe il bannerino in alto di Blogger (ad esempio), e forse neanche i video embed di Youtube.
E poi: i "Persistent cookies" delle foto sono assimilabili ai "cookies profilanti"? In questi casi bisognerebbe inserire pagine e link e testi che mi pare follia che dei semplici blogger "della domenica" possano capire come fare (compresa me). Oltretutto mi sembra che rimangano ancora dei punti oscuri persino per chi di queste cose mastica un po' (leggo in rete pareri diversi).
Se entro il 3 giugno non sarò riuscita a capire bene lo stato dei vari blog sarà costretta a sospenderli momentaneamente in attesa di chiarimenti (tranne questo su Blogger).
Per dare un'idea della complessità della cosa vi linko di seguito vari post - e leggete anche i commenti:
- Come adattare il tuo blog al provvedimento del Garante della privacy in materia di privacy e cookie
- Come mi adeguo alla nuova normativa sui cookies?
- Cookie Law: cosa dice la legge, come adeguarsi e quali siti lo devono fare
- Cookie Law: tutto quello che devi sapere
- Cosa sono i cookies?
Infine il servizio che vari post citano, che dovrebbe aiutare a capire cosa fare in questi casi: Iubenda
mercoledì 20 maggio 2015
Varie -78
Periodo di lavoro intenso, studi, prove su carta e prove di scansione: ultimamente non sono molto
presente sui miei blog, ma va bene così.
Intanto ho accumulato un po' di notizie che spero possano interessare:
- Questo fine settimana a Roma c'è ARF: Festival di Storie Segni e Disegni (ospiti importanti ed eventi interessanti).
- Nello studio di Emanuele Tenderini
- Un dibattito sulla ricolorazione dei fumetti, molto interessante: Should Old Comics Be Recolored? Ever?
- Luigi Donnarumma è riuscito a riassumere la timeline dell'universo complesso di Nathan Never: complimenti!
- “Grazie ai fumetti sono diventato uno scrittore”: intervista a Joe R. Lansdale : minima&moralia
- Avventura Magazine Micheluzzi - Sergio Bonelli
- How to Draw Detailed Buildings
- • S M O K Y L A N D •: Brian K. Vaughan e Marcos Martin: The Private Eye, il futuro dei comics e Saga
- Photoshop e i suoi fratelli
- 9 novità recenti per il fumetto digitale
- Belle cose su Tumbrl: quelle che condivide Azertip (qui, e qui), quelle di Massimo Dall'Oglio, quelle di Labyrinth.
- Un Tumbrl che parla di anatomia: Artistic Anatomy
- Un bel libro per ragazzi che racconta la storia di tre primatologhe: Primati
- Non ho visto il film ma i veicoli sembrano molto belli: MAD MAX: FURY ROAD - Vehicle Showcase Site
- L'incredibile storia di due sopravvissuti della guerra tra Iran e Iraq - Il Post
- I giornali DENTRO Facebook - Il Post
- Queste meravigliose fotografie a colori sono di oltre un secolo fa
- Bizzarri: World Order
- “Sono disabile e suono punk”. Ecco i Pertti Kurikan Nimipäivät — Medium
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mercoledì 29 aprile 2015
Riflessioni e consigli di lettura
L'idea di "Fumetti in giro" (leggere qui per sapere cosa è) mi è venuta settimana scorsa dopo aver letto un commento su Facebook. Pareva anche ad altri un'idea carina, pensavo forse un po' ingenuamente che qualcun altro avesse fumetti che per varie ragioni non portava già in biblioteca o non regalava agli amici, e che avrebbe trovato simpatica l'idea di lasciarli nei parchi o comunque in luoghi non usuali, magari con un bigliettino per spiegare l'iniziativa - fumetti che magari avrebbero potuto essere sfogliati, e chissà, letti, da persone che non si avvicinano di solito alle edicole a magari neanche alle biblioteche.
Sulla Pagina Facebook in 5 giorni sono stati messi 248 "like" e ci sono stati 1419 contatti. Nessuno ha aderito a questa iniziativa "rilasciando" fumetti, né mi ha scritto che l'avrebbe fatto (ci sono stati giorni di pioggia, ma insomma...); in compenso un paio di persone hanno sollevato dubbi sull'utilità di questa cosa, con argomentazioni che forse vengono pensate anche da altri.
Su un forum di appassionati l'idea di liberarsi di fumetti è stata considerata un'eresia - ed evidentemente faccio parte della minoranza di persone che compra fumetti non solo per collezionarli e tenerli da parte con cura ma anche per leggere generi e storie di tutti i tipi, per curiosità, senza iniziare collezioni, magari incappando in buone storie ma non memorabili, oppure in storie piacevoli ma non da tenere quando in casa non c'è più posto.
Credo quindi che da una parte manchi proprio la "materia prima" - i fumetti da donare, magari dati già in beneficenza a biblioteche o amici - dall'altra non sembra così poetica, forse, l'idea di rilasciarli nei parchi in belle giornate di sole, né utile invitare le persone a parlare di come si potrebbe fare per invogliare la lettura dei fumetti, sconosciuti ai più.
Sono mancate anche le segnalazioni di posti dove già vengono lasciati i fumetti - negozi, bar, ristoranti (tranne in un caso a dire la verità) che potrei inserire in una mappa Google (come quella che ho messo sul blog come esempio con alcune fumetterie di Milano).
Tra un mesetto tirerò le somme, tenere aperto il blog e la Pagina non mi costa molto, anche se non succederà nulla - e forse è meglio che non succeda nulla, anche perchè certe azioni, pur se disinteressate e non pericolose, possono essere interpretate da alcuni in altro modo.
Dal mio Tumbrl "Fumetti senza fine" |
C'è un altro aspetto che mi colpisce dopo aver passato un po' di tempo a creare gruppi sui social network o blog vari: le persone non leggono mai a fondo le descrizioni o le spiegazioni (nel caso dei gruppi su Facebook: la ragion d'essere di un gruppo e soprattutto le regole), spesso non ci provano nemmeno, gli basta vedere la parola "fumetto" o "manga" o qualsiasi altro termine che abbia a che vedere con i loro interessi e subito arrivano a chiedere, pubblicare, pubblicizzare.
Spesso mi capita di essere contattata da persone che dicono di aver visitato il mio blog, ma poi dimostrano di non aver letto quasi nulla, soprattutto i post che parlano dei temi che interessano loro (ci sono le etichette e i box sulla colonna destra).
Col tempo ho capito che superate le 5 righe la gente lascia perdere, o legge di fretta, superate le 10 proprio non c'è speranza. Purtroppo nel gruppo Manga Studio Italia su Facebook ci sono tante cose da spiegare a chi arriva la prima volta nel gruppo, e il post bloccato in alto, quello che dice "LEGGETE PRIMA QUI!" - più o meno - supera le 10 righe.
Anche con l'iniziativa "Fumetti in giro" ho faticato a far capire che la cosa non è in concorrenza con la pratica di lasciare i fumetti e i libri nelle biblioteche, e che comunque lo spirito deve essere un po' quello gioioso/poetico di un gesto fuori dalle solite pratiche. Magari non mi so spiegare, magari le persone leggono solo quello che già vogliono leggere, non lo so; quello che posso dire è che sta diventando sempre più faticoso per me cercare di comunicare al meglio nei vari spazi social su cui sono presente, mi sembra che il fraintendimento sia sempre dietro l'angolo.
Domani dovrei pubblicare la prima parte di un'intervista/discussione con lo scrittore Sergio Donato, di cui ho già parlato in occasione della pubblicazione di diversi suoi racconti (qui, qui, e qui).
L'incontro con Sergio (e qualche altra preziosa persona) mi fa sempre pensare che il web ha (anche) degli aspetti molto positivi (e non parlo di quelli utilitaristici, evidenti); mi ripaga comunque della fatica quotidiana nello schivare troll, frustrati, maleducati, e così via.
Io e Sergio non ci siamo mai incontrati, eppure parliamo e discutiamo di un sacco di cose, sapendo di poterci permettere sincerità senza paura di incappare in fraintendimenti o malumori. Data la natura di questo rapporto la classica intervista con domande preformulate e mandate via email mi sembrava un po' limitante; così ecco l'idea (di Sergio) di creare un documento condiviso su Google Drive su cui "dialogare" con calma, intervenendo a turno e creando un percorso a seconda delle risposte di ognuno.
Una volta per caso ci siamo trovati contemporaneamente online sul documento aperto, è stata un'esperienza molto divertente "chattare" sullo stesso spazio fisico - un po' straniante.
L'unica cosa che nessuno di noi due è riuscito a fare riguardava le notifiche: nel menu dove avrebbe dovuto esserci la voce per attivarle - e sapere così se il documento era stato modificato - non compariva l'opzione; si doveva aprire il documento e vedere così l'ora e il giorno in cui era stato modificato.
Ora passiamo ai consigli:
Un progetto Indigogo che sta per terminare e che necessita ancora di aiuto - quello di RIM CITY - e un altro progetto proposto da poco: AGENZIA INCANTESIMI: BELLEZZA GLACIALE.
Al Mutty di Castiglione il 9 maggio si inaugura la mostra "Nihon: arti e grafica dal Giappone" -
„con buffet e inaugurazione della mostra collettiva degli artisti e illustratori AYUMI KUDO, KENJI ANDREA NAKASONE, SATOE TONE (fino al 31 maggio).
Un video tutorial con testo in italiano su Manga Studio 5, adatto a chi conosce molto poco il programma: Manga Studio - Linee e righelli / Tutorial Comic / Dalì School
Su Lo Spazio Bianco l'articolo "La gabbia bonelliana, questa sconosciuta", qui la prima parte e qui la seconda.
“
Potrebbe interessarti:http://www.bresciatoday.it/eventi/mostre/nihon-mutty-castiglione-maggio-2015.html
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venerdì 24 aprile 2015
"Fumetti in giro" su Facebook
Dopo l'idea iniziale di "lasciare fumetti in giro" (qui) e dopo aver discusso il nome di questo gruppo di "rilasciatori" (qui), ecco arrivare la Pagina su Facebook dedicata a questa attività: Fumetti in giro.
La Pagina dovrebbe rappresentare un punto di raccolta delle testimonianze di chi lascia i fumetti in giro (anche tramite foto o video) e magari un luogo di discussione su come incentivare la lettura dei fumetti. Si potrebbero anche indicare i luoghi delle fumetterie nelle varie regioni d'Italia, fare una sorta di elenco, o di mappa; tutte idee che potranno essere discusse sulla Pagina (nel frattempo cercherò dei collaboratori per la sua gestione).
Tutti potranno pubblicare dei post sulla Pagina previa mia (e altrui) approvazione: avendo esperienza di un gruppo dove non c'è moderazione preventiva dei post so che facilmente la situazione può sfuggire di mano con l'arrivo di spammatori o di persone che vanno totalmente OT (ovvero Off Topic).
Chi mette "Mi piace" sulla pagina potrà seguirne gli aggiornamenti.
Quindi per riassumere: sulla pagina "Fumetti in giro" si potranno postare testi, foto, video di chi ha rilasciato fumetti, chi vorrebbe farlo, chi propone idee per la diffusione del fumetto, o ne vuole parlare, chi indica fumetterie e incontri a tema. Non parliamo di corsi di fumetto, non facciamo pubblicità a scuole e corsi (ci sono altri luoghi indicati), il tema sono i possibili nuovi lettori di fumetti, non i già appassionati, i collezionisti, tanto meno i disegnatori e gli aspiranti disegnatori.
Il nome di questa iniziativa è stato scelto dopo un sondaggio (breve) tenuto grazie a un modulo di Google Drive: potete leggere qui l'elenco delle risposte, in tutto 45 (alcune erano predefinite ma c'era spazio anche per le proposte personali). Ce n'erano diverse molto belle ma alla fine credo che questo nome che vedete sia stato quello più votato e apprezzato (anche da me).
Qualche consiglio per chi vuole lasciare fumetti in giro: non lasciatene troppi in un solo punto, non deve sembrare spazzatura, né ingombrare posti che sono comunque pubblici.
Se volete potete inserire all'interno del fumetto un post-it con il link della Pagina Facebook (https://www.facebook.com/fumettiingiro), sarebbe bello che qualcuno venisse a raccontare cosa ne pensa del fumetto trovato (e sperabilmente letto). Sto pensando anche di creare delle piccole immagini con logo, link e magari codice QR da poter scaricare e stampare per i più volenterosi.
Prima di lasciare fumetti in giro verificate le previsioni del tempo, che ci siano almeno 3 giorni di non-pioggia.
Naturalmente vanno bene fumetti di ogni tipo e genere; eviterei quelli troppo difficili da capire come quelli che fanno parte di lunghe storie (tipo i Marvel, DC e compagnia bella, a meno che siano one shot molto facili da leggere).
Personalmente su Facebook detesto abbastanza gli inviti quotidiani che ricevo per cliccare "Mi piace" su questa o quella pagina, per cui non manderò questo genere di inviti tramite il mio elenco di contatti: se vi piace l'idea condividete la pagina, oppure parlatene in giro, grazie.
Ah, l'immagine e il logo potrebbero essere cambiati dietro suggerimento dei colleghi fumettisti.
giovedì 23 aprile 2015
Il gruppo dei "liberatori di fumetti in giro"
[EDIT: qui la Pagina su Facebook: https://www.facebook.com/fumettiingiro]
Nel mio ultimo post ho raccontato di come abbia lasciato sulle panchine di un parco dei fumetti che non posso tenere più in casa. Su Facebook molti amici e contatti si sono dimostrati interessati a questo gesto e ho pensato che se altri vogliono seguire la stessa filosofia - ovvero quello di cercare di "acchiappare" qualche possibile lettore - sarebbe stato bello segnalarlo su qualche posto preciso, magari un gruppo su Facebook (inutile non sfruttare questa "piazza virtuale" in cui c'è mezza Italia).
Ho messo online un modulo con un sondaggio per scegliere il nome, qui, dove poter scegliere tra alcuni proposti da me, oltre a poter aggiungere il proprio. Fino ad ora sono state date online 27 risposte, che si assommano ad altre risposte date su Facebook, che qui elencherò:
- "Fumetti liberati" prende 8 voti
- "Fumetti al parco" 5 voti
- "Fumetti da strada" 4 voti
- "Fumetti in giro" 3 voti
Io propendo per "Fumetti in giro" e lascio la spiegazione a Marcello Toninelli:
"mi sembra che "Fumetti in Giro" contenga le due "anime" dell'operazione: fumetti lasciati in giro, dove capita, e l'operazione di riciclaggio dei fumetti che "girano" (anche perché chi li prende e legge, poi può rimetterli in giro, appunto)."
Infatti quello che avevo in mente io (ma non è detto che altri concordino del tutto) è di far girare fumetti che altrimenti rimarrebbero nei solai o addirittura verrebbero buttati. Chi ha biblioteche o scuole a cui donarli faccia pure, è meglio così.
Quello che mi piace dell'idea di lasciare fumetti in luoghi diversi dal solito (non solo parchi, ma anche fermate degli autobus, bar, studi medici, ecc.) è la possibilità di raggiungere persone che o non leggono più da tempo (e non solo fumetti) o che proprio non ci pensano, che magari non frequentano le edicole, che neanche hanno idea di cosa esce adesso.
Magari solo per curiosità queste persone potrebbero prendere uno di questi strani albi e darci un'occhiata, magari verrano presi e portati in casa per i figli, i nipoti, per loro stessi - chi lo sa.
"Fumetti liberati" è un bel nome ma dà l'idea che invece quei fumetti fossero "incarcerati", e non è proprio così (magari dimenticati, magari nascosti, ma non prigionieri); d'altronde non vorrei neanche che ci fosse un'assonanza con la Liberazione, perchè non è così (non in questo caso).
"Fumetti al parco" rispecchia l'idea che avevo all'inizio, ma adesso lo trovo limitante.
Ho aggiornato il modulo, adesso (credo) potete anche cambiare voto se volete. Lascio ancora una giornata di tempo e poi domani vedremo.
Per il gruppo su Facebook [o forse anche una Pagina Facebook, per gli scopi di cui stiamo parlando forse è meglio] io pensavo anche a un punto di raccolta di suggerimenti per le persone che eventualmente raccolgano il fumetto e trovino all'interno le indicazioni per raggiungerci: potremmo mettere link alle fumetterie, fare un elenco, mettere link agli store online e persino per quelli digitali.
Pensavo infatti che all'interno di ogni fumetto "rilasciato" si potrebbe mettere un Post-it con disegnato il logo del gruppo (qui in foto un esempio, se ne avete altri più belli mandateli) e l'indirizzo web.
Chi invece rilascia i fumetti potrebbe fare delle foto e postarle nel gruppo, raccontarci un po' come è andata (suggerirei anche di non rilasciare troppi fumetti in un solo punto: non vorremmo creare "spazzatura" o farla passare per tale, né incoraggiare pratiche di accumulazione e magari rivendita!).
Nei miei sogni con questa pratica forse si recupera qualche lettore, forse qualche lettore verrà sul gruppo e ci spiegherà perchè non legge più fumetti, cosa vorrebbe leggere - insomma, avviare anche delle discussioni, spero interessanti per lettori e autori.
Ogni suggerimento è ben accetto.
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