Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



venerdì 26 dicembre 2008

Un fumetto che non leggerò, e mi dispiace...


La copertina di "Laika" di Nick Abadzis ha attratto subito il mio occhio - un cane in copertina, l'evidente riferimento alla nota cagnolina sacrificata nel lancio del sovietico Sputnik...
Una sfogliata al libro confermava la sensazione positiva iniziale - il disegnatore, per me sconosciuto, aveva un tratto decisamente interessante, e anche il modo di raccontare sembrava di qualità.
Questo succedeva qualche mese fa: il libro è stato riposto sullo scaffale, a malincuore, una volta realizzato che proprio il modo particolare di raccontare la storia mi avrebbe fatto vivere intensamente la crudele fine della cagnetta. Dopo di allora ogni volta che in una libreria incontro questo volume lo prendo in mano, con una voglia fortissima di acquistarlo; e sempre, con angoscia, lo rimetto a posto.
Da quando posseggo una cagnolina non riesco più a sopportare immagini e storie di cani trattati brutalmente; e non c'è niente di meglio di un buon fumetto per farmi sentire male, se il tema è quello.
Il fumetto di Abadzis in realtà non mostra nessuna immagine della sofferenza della cagnetta, poichè oltretutto la storia si incentra sulle persone che hanno avuto a che fare, in qualche modo, con Laika; ma per me l'intensità di una storia non si trova mai nel mostrato, nell'esibito, ma in quello che è sottinteso, o suggerito.
Io però mi sento di consigliare questo volume a tutti quelli che non hanno le mie debolezze, credo valga la pena leggerlo: cliccate sul primo link per maggiori dettagli sulla storia, e sul secondo per arrivare al sito dell'autore, ben fatto, dove c'è una sezione tutta dedicata a "Laika", con schizzi, foto documentarie, layout.

giovedì 25 dicembre 2008

Il mio "Kamandi"




Probabilmente era verso la fine degli anni '70 che mi procurai le 11 copie degli albi di "Kamandi - l'ultimo ragazzo sulla Terra" (o, come figurava nella traduzione della Corno, "Kamandi - nuova era anno zero").
In realtà uscirono tra il 1972 e il 1979 52 albi scritti e disegnati da Jack Kirby, più un'altra manciata realizzati da altri autori - ma a me quello che interessava era il disegno ultramoderno ed espressivo del "Re", oltre che la sfrenata fantasia di quelle storie ricche di spunti di ogni tipo.
Il soggetto si prestava bene a un caleidoscopio di personaggi e situazioni: in una Terra del futuro post-catastrofe (mai ben definita, pare non una guerra nucleare, ma qualcosa riguardante un "disastro" legato comunque alle radiazioni) gli uomini si sono "evoluti" in quasi bestie, e tali sono trattati da varie specie di animali che invece hanno acquistato in questo nuovo mondo quello che erano le capacità e il posto degli esseri umani del passato. Kamandi è l'ultimo ragazzo "normale" della Terra, poichè quasi subito incontrerà degli essere umani intelligenti, ma "mutati" dalle radiazioni, che lo aiuteranno a sopravvivere in un mondo violento e pericoloso.
Il tema era trattato ampiamente all'epoca: basti ricordare i film, di poco precedenti, della serie del "pianeta delle scimmie"; Kirby però ne approfitta per affrontare non solo i temi legati alla pericolosità della tecnologia, ma anche quelli riguardanti il senso della nostra umanità, nel modo avventuroso e drammatico che gli era proprio.
Planeta DeAgostini ha ristampato in bianco e nero tutte le storie disegnate da Kirby in un volumone poderoso di più di 800 pagine; ho impiegato un po' di tempo a leggerlo, considerato il fatto che le storie a fumetti di una volta erano molto più dense e prive di pause, tanto più quando l'autore era un vulcano di idee come Kirby!
Ecco, rileggendo queste storie una delle cose che mi ha colpito di più è la sensazione di "densità" data dal modo di sceneggiare di una volta; adesso siamo abituati a cambi di ritmo ben calibrati, scene di azione che seguono a scene "lente" e di approfondimento...In "Kamandi" la riflessione è data da veloci dialoghi spesso contemporanei a scene frenetiche, oppure relegati in didascalie abbastanza discrete, che non rallentano mai la marcia costante della storia.
Il segno di Kirby per me qui raggiunge la sua maturità: plastico, denso, deciso, espressivo e moderno. I primi albi sono inchiostrati dal suo collaboratore migliore ( a mio parere), cioè Mike Royer; non male anche D. Bruce Berry che ne inchiostra parecchi, con ottima mano. E' nota la velocità con cui disegnava le sue matite Jack Kirby, e il fatto che in qualche vignetta i personaggi o gli oggetti non siano situati sempre nella giusta prospettiva non inficia in alcun modo la bellezza di queste tavole ipercinetiche e cariche di forza ed energia.
Molti lettori della vecchia serie rimpiangeranno il colore; io ho evitato apposta di riprendere in mano i miei vecchi 11 albi per poter osservare queste tavole in bianco e nero senza fare dei paragoni. Certo, le tavole sono state concepite per essere colorate, ma la visione "nuda" permette di apprezzare di più il segno - cosa che a me interessa in maniera particolare.
Dal punto di vista emotivo rileggere queste storie mi ha collegato al tipo particolare di felicità che provavo a quei tempi, alla meraviglia di incontrare personaggi incredibili come Tuftan la tigre, figlio del Grande Cesare, Canus il cane - lo scienziato , il "mostro", i feroci pipistrelli, il grillo ( o cavalletta?) Kliklak, la cui sorte mi ha commosso un po' ancora adesso - e poi gorilla, scimmie, delfini, ratti, ecc., ognuno con le proprie caratteristiche, con le proprie fissazioni tratte perlopiù dalla passata storia umana (indimenticabili e bizzarre le storie con "i segreti del Watergate", o quelle con i gangster-robot di Chicago, o quelle ambientate nel "centro commerciale Sacker").
Non mancheranno piante mutanti che camminano, germi di "fine-di-mondo", entità aliene, eserciti prussiani e "bonapartisti" composti da buldogg e gorilla...
Questo coacervo di personaggi e luoghi improbabili sono tenuti assieme da un forte senso di umanità nel tono e nel contenuto delle trame - merito del grande talento di Kirby, senza dubbio.
Per finire pubblico un mio omaggio personale a Kamandi - non una copia, ma un disegno realizzato interamente con Manga Studio Debut, dallo schizzo al risultato finale che potete guardare qui in alto.

martedì 23 dicembre 2008

A proposito di OGM...

...segnalo questo post di Dario Bressanini, credo interessante per chi sa poco sull'argomento, o magari è stato attirato fino ad ora solo dai punti di vista allarmistici:

Blog | Scienza in cucina � Blog Archive � Gli Ogm NON sono sterili, passando da Vandana Shiva (e Veltroni) a Nanni Moretti

Dopo aver letto l'articolo consiglierei di girare per questo blog, davvero ben fatto.
Auguri di buone feste a tutti quelli che passeranno per questo blog...

venerdì 19 dicembre 2008

Una prova con Manga Studio Debut

Quest'uomo con berretto è vagamente ispirato a una persona che ho visto per strada: volevo semplicemente provare a fare un disegnino usando i colori di Manga Studio Debut, un programma stretto parente di Manga Studio EX, ma dal costo estremamente contenuto rispetto al suo parente maggiore (50 € a fronte dei 300 € dell'EX).
Il pennello di manga Studio Debut lo cercavo da tempo, e adesso l'ho trovato!
Tuttavia bisogna dire che questo programma manca di tante opzioni che programmi più grandi e vari come Painter e Photoshop hanno; per dirne una , non c'è il selettore di colore: bisogna ricordarsi di salvare nella tavolozza a disposizione tutti i colori usati, se si vogliono riusare più avanti.
Oltre ai colori Manga Studio Debut presenta la possibilità di usare i retini come in Manga Studio EX, anche se con alcune limitazioni. Ci sono le squadrature preimpostate, i balloon, sfondi vari, persino diverse pose di un modello (tipo manichino) da inserire e ricalcare, ecc.
Questo prodotto è realizzato pensando a un pubblico di disegnatori di manga, magari anche alle prime armi, ma è divertente da usare anche per i professionisti.
L'installazione di alcune parti del programma (i "materiali") non è di facile intuito, e si consiglia anche la lettura attenta del manuale "ristretto", ma superati i primi scogli Manga Studio Debut si rivela un programma del tutto soddisfacente - tenendo conto del rapporto qualità/prezzo.
Posted by Picasa

domenica 14 dicembre 2008

Appunti di lettura -1


Da un anno sono abbonata a Micromega, avendo approfittato di uno sconto particolarmente favorevole; prima compravo solo i numeri dedicati alla filosofia, alla scienza, o alla laicità. Ebbene, mesi fa uscì un doppio numero, poichè uno era dedicato all'anniversario del 68; nella mia casella di posta arrivò la busta trasparente con all'interno solo il numero "normale", essendo stato sfilato quello del 68 da qualche interessato funzionario delle poste - I presume...
Micromega fa parte del gruppo L'espresso/La Repubblica, lo stesso gruppo che pubblica la versione italiana di National Geographic, di cui sono abbonata dalla sua prima uscita. Ricordavo che anni prima mi era arrivato un numero di N.G. con delle pagine imperfette, e avevo telefonato al loro numero clienti chiedendone una nuova copia. La copia arrivò, ma mancante delle cartina allegata; ritelefonai e mi venne mandata una seconda copia, il tutto senza che mi fossero fatte storie.
Così tentai la stessa cosa con Micromega, scrivendo all'indirizzo mail riservato agli abbonamenti.
Dopodichè mi ero dimenticata della cosa finchè l'altro ieri mi è arrivata in busta imbottita il numero speciale sul 68; è arrivato un po' tardi, ma mi ha fatto piacere lo stesso constatare che la mia richiesta sia stata accolta...

Su questo numero "tardivo" di Micromega stavo leggendo la testimonianza di Sergio Staino sul suo 68 (naturalmente sotto forma di minifumetto). A quei tempi la maggiore età si conseguiva ancora a 21 anni, e Staino, che ne aveva 18, aveva la necessità si sposare la sua giovane compagna (nonostante fosse contro il "matrimonio borghese" Staino voleva aiutare la sua ragazza a fuggire da una famiglia oppressiva). Ebbene, l'escamotage trovato per potersi sposare senza il permesso dei genitori era sfruttare un gentile cedimento dello stato italiano nei confronti della Chiesa Cattolica (non l'unico, ma certo per me fino ad adesso sconosciuto): "il concordato concede al vescovo il potere di sostituirsi alla patria potestà", e quindi Staino non ha fatto altro che trovare un prete compiacente (un prete "comunista") per fare ciò che lo Stato italiano gli vietava nella maniera più assoluta...
No comment.

sabato 13 dicembre 2008

Dei "Puffi" diversi dal solito...

https://goo.gl/photos/UpcmEsRyXpAuqNsH9
Durante le scuole medie disegnavo moltissimo, e sperimentavo tipi di storie a fumetti di ogni tipo, influenzata dalle letture del momento.
Da cosa derivano questi "puffi" che hanno poco di puffesco - a parte il bizzarro nome scelto chissà perchè copiandolo da una fonte famosa?
A casa di amici avevo scoperto "Tin Tin", e anni prima avevo letto "Topolino", "Geppo", "Tiramolla" e "Nonna Abelarda"; ignoravo del tutto riviste come "Il Giornalino" e "Il Corriere dei Piccoli".
Questo per parlare del versante non realistico, dato che questi "puffi" non si ispirano alle mie letture preferite del tempo che andavano da "Tex" ad alcuni "Intrepido" e "Monello" che mi capitavano in mano saltuariamente.
Il fumetto in questione (qui il link) è stato disegnato direttamente a penna Bic su un quaderno a righe (!), e si interrompe dopo 15 pagine; peccato, perchè la storia era carina e l'ambientazione interessante.
Ancora adesso mi stupisco di come avessi assimilato spontaneamente i fondamentali del linguaggio fumettistico, dato che non conoscevo altri disegnatori, magari più esperti, nè altri appassionati, a dire la verità. A scuola l'"educazione artistica" si limitava a suggerire temi per disegni realizzati con buona volontà, senza l'aiuto di esercizi o insegnamenti sulle tecniche pittoriche.

lunedì 8 dicembre 2008

Una tavola del mio lavoro in anteprima




E' un periodo in cui mi sembra di essere tornata a livelli decenti, dal punto di vista del disegno, anche se di fondo rimane una insoddisfazione di lunga data (ma questo è un argomento che non vorrei toccare adesso, data la sua complessità).
La seconda storia de "La squadra fantasma" (della collana "Universo Alfa") che sto disegnando non è arrivata neanche a metà - sono a tavola 86 circa: ho calcolato che mi occorreranno almeno altri 5 mesi di lavoro!, e non ho tenuto conto di vacanze o imprevisti. Potrei aggiungere come altro elemento di insoddisfazione il ritmo di lavoro ancora troppo lento, ahimè, nonostante ormai mi sia impratichita abbastanza con il software che uso per retinare ("Manga studio EX 3.0").
La tavola qui accanto è la numero 70, e non deve trarre in inganno: tra una quindicina di pagine si scatenerà una scena lunga d'azione "alla Vietti", molto cinematografica e piena di bei personaggi: a me l'arduo compito di visualizzare il tutto senza deludere nessuno (in primis me stessa).

Immagine copyright©Sergio Bonelli Editore

lunedì 1 dicembre 2008

Il Vaticano in casa


Delle ultime iniziative del Vaticano si è parlato ampiamente nella blogosfera e sui giornali (non so se in televisione, quasi non la guardo): qui la notizia del "no"vaticano a sottoscrivere il documento UE (da presentare all'ONU) per la depenalizzazione dell'omossessualità nel mondo; qui la notizia nel "no" (risaputo da tempo, a quanto pare) sulla Convenzione Onu per i diritti dei disabili; un'altra notizia minore, ma non meno significativa per comprendere le ossessioni dello stato della Chiesa, riguarda questa volta la ratifica della convenzione internazionale delle bombe a grappolo, ma con la contestazione della parola "gender" che compare nel documento (leggere per credere cliccando sul link precedente).
Per farla breve, e per far "parlare" chi ha espresso meglio di come potrei fare io concetti che condivido (e sentimenti di sconcerto, depressione, disprezzo in proporzioni uguali), rimando ad alcuni post che mi sembrano significativi ( e consiglio anche la lettura dei commenti): qui il post di Gian Enrico Rusconi su "La Stampa", e qui quello di ElfoBruno su "Il Cannocchiale.it"; in più invito alla lettura di questo post di Cristiana Alicata, sebbene un po' emotivo, poichè nei commenti viene un po' fuori la questione problematica del rapporto tra fedeli cattolici e Chiesa, e del supposto consenso che ha quest'ultima, specie quando di questo consenso un'istituzione religiosa approfitta per fare della politica, e politica che tocca i diritti di tutti, non solo dei credenti (cattolici).
L'ultima notizia da "indignazione" è quella della rapida marcia indietro del governo sui prospettati tagli alle scuole private (per la maggior parte cattoliche); è bastato un immediato alzar di voce del Vaticano per far rientrare il tutto nell'arco di poche ore: potenza divina...
Inutile sperare un giorno di poter vivere in un orizzonte pubblico dove 1): dei religiosi non influenzino cosi platealmente (e spiacevolmente) la vita di un paese laico e democratico, 2): dove a ogni minuto non sia dato così risalto a qualsiasi cosa passi in mente di dire a un vescovo o chi per lui, con titoloni sui giornali, ampi servizi televisivi, ecc.; il Vaticano ce l'abbiamo in casa, e basta andare a vedere paesi come la Francia , l'Inghilterra, anche la Spagna, per rendersi conto di come si potrebbe vivere senza queste genuflessioni obbligate per qualsiasi cosa avvenga nella nostra società (senza contare la montagna di soldi che siamo obbligati a dare, anche senza volerlo, a questa istituzione teocratica e reazionaria).