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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Bozzetti. Mostra tutti i post
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mercoledì 15 luglio 2020

Kay - La guerra del buio (mio ritorno su carta stampata) e QUASI (la rivista che non legge nessuno)

Kay - La Guerra del Buio è una serie della Sergio Bonelli Editore che ripropone in una nuova veste (formato manga come gli albi di Attica) tutte le storie che nel mondo fumettistico di Nathan Never hanno visto protagonista Kay, la figlia adottiva mutante di May Frayn e Branko, due agenti Alfa.
Nei 10 albetti della serie vedremo crescere Kay, da bambina a giovane adulta che imparerà a sviluppare i suoi poteri e che vivrà diverse avventure; in questi albi soprattutto dopo i primi numeri si vedrà un montaggio delle varie storie secondo una nuova timeline, per rendere fluida una storia che in effetti si è dipanata lungo diversi anni e albi.
L'albo numero 1 di  Kay - La Guerra del Buio è uscito a maggio in tutte le fumetterie (potete trovare gli albi anche nello shop online Bonelli), mentre il 16 luglio uscirà il n. 3, quello in cui inizia una parte di storia da me disegnata diversi anni fa e che uscì nel 2015 su Agenzia Alfa 35 (storia di Mirko Perniola). Tutte le copertine di questa serie sono disegnate da Massimo Dall'Oglio.La stampa su formato piccolo è venuta molto bene, colgo comunque l'occasione di linkare dei vecchi post in cui ho pubblicato qualche tavola di quella storia - qui, qui e qui; per gli appassionati del programma Clip Studio Paint (ex Manga Studio) qui un video lunghino in cui mostro come nasceva una tavola di quella storia (mi raccomando di accelerare molto la velocità, sono lentissima nel parlare).

©Sergio Bonelli Editore - A destra l'albo del 2015 di AA in cui apparve la storia da me disegnata in Kay 3 e 4

©Sergio Bonelli Editore

E adesso passiamo a una coppia di birbanti che leggono molti fumetti - pochi Bonelli, credo:)  - e che hanno voglia di parlarne in molti modi diversi (invitando anche amici e appassionati): QUASI è la rivista che non legge quasi nessuno (per adesso sotto forma di blog) curata da Paolo Interdonato e Boris Battaglia.
In mezzo ai tanti testi interessanti sul blog di QUASI ci trovate anche una mia Susan Sontag (e in futuro persino una piccola storia a fumetti), in attesa di poter leggere anche la versione su carta.

Boris Battaglia ha già scritto diversi piccoli e interessanti libri sul fumetto e le sue storie, l'ultimo arrivato è Bande a part(e) - 1954-1974 Vent’anni Che Hanno Cambiato Il Fumetto (E In Parte Anche Il Mondo); si parla di due importanti riviste di fumetto (Pilote e Hara-Kiri) e degli autori che vi hanno preso parte.






venerdì 13 maggio 2016

La mia prossima storia di Nathan Never

Dopo la fine del mio lavoro sulla storia di Nathan scritta da Alessandro Russo (non so ancora quando sarà pubblicata) ho iniziato a disegnare un altro albo scritto da un duo d'eccezione: Silvia Mericone e Rita Porretto.
Le due sceneggiatrici hanno già scritto per Dampyr e Dylan Dog, adesso è la volta del "musone". Sulla storia per adesso non posso dire molto tranne che c'è come protagonista (accanto a  Nathan) un personaggio molto tosto, Zoe, di cui potete vedere uno studio qui sotto.
Silvia e Rita le avevo scoperte tramite la loro miniserie Dr. Morgue (Star Comics), uscita nel 2011 e 2012, dove hanno tratteggiato un bel personaggio che avrebbe meritato vita più lunga (qui potete trovare una sua mini-storia recente).
Mi piacerebbe prima o poi pubblicare qui una mia "chiacchierata" con loro, per i più curiosi rinvio al blog "Figlie della serva" (penso che il nome dica abbastanza del tono dei loro post!).


E Tex? Come detto qui sto lavorando anche a una storia per un Color Tex scritto da Antonio Serra, ma modi e tempi della realizzazione mi impongono di portare avanti i progetti in maniera parallela/alternata (per adesso).
Ricordo per chi non sia passato recentemente dal blog che sarò a Roma il 21 e 22 maggio prossimo all'ARF! festival a dedicare il mio libro "Cronache dall'Ombra", in anteprima (il libro uscirà nelle librerie il 9 giugno, edizioni ComicOut).

domenica 14 febbraio 2016

Bozzetto per "Nathan contro Legs" + consigli di lettura

Il disegno che vedete è uno dei bozzetti preliminari realizzati per lo studio della copertina di "Nathan contro Legs", l'albo da me disegnato uscito nel marzo dell'anno scorso.

Nathan contro Legs ©Sergio Bonelli Editore

E adesso i consigli di lettura:

venerdì 5 febbraio 2016

La mia Legs western

Sto mettendo un po' di ordine (poco, eh) in alcune delle cartelle che ho in casa piene di tavole, fogli, disegni, bozzetti, ecc. Metà del materiale sono bozzetti e layout definiti di tavole, disegnati su fogli sottili: prima o poi dovrò liberarmene se voglio invece tenere gli originali inchiostrati (che occupano un bello spazio ormai dopo più di 20 anni di carriera fumettistica).
Ho trovato molte cose che ormai avevo dimenticato, magari prima o poi ci ricaverò qualche post, e oltre a queste mi è capitato sottocchio lo studio di un personaggio che poi è finito in un vecchio albo di Legs Weaver - anzi due (era una storia doppia): il 40, "Giorno maledetto", seguito dal 41, "Il duello", storia scritta da Stefano Piani, anno 1999 (piango un po'), copertine di Mario Atzori.

Legs Weaver n.41 - 1999 - ©Sergio Bonelli Editore

La particolarità di questa storia è che è praticamente un western, la testata di Legs Weaver permetteva contaminazioni e citazioni praticamente illimitate. Per spiegare meglio l'ambientazione apparentemente bizzarra rispetto a quella del mondo futuribile di Nathan Never riporto il testo delle didascalie di apertura della storia:
"A causa dell'inquinamento e della Grande Catastrofe del 2024, una vasta parte del mondo ha subito una rapida desertificazione ed è stata dichiarata zona off limits...Questo quadrilatero, che si estende da Sand's Point a Seaspot e da Columbus a Las Rosas ha preso il nome di Territorio.
Molte città e insediamenti illegali sono sorti in questi anni all'interno del Territorio, formando una specie di Nuovo Far West, in cui, al riparo da tutte le leggi, si nascondono alcuni tra i più pericolosi delinquenti del paese..." 
Studio personaggio per Legs Weaver n. 41 - 42
©Sergio Bonelli Editore 
©Sergio Bonelli Editore  
©Sergio Bonelli Editore

Ogni tanto qualcuno mi chiede se dopo il mio "periodo western" avuto durante l'infanzia (fino ai 12 anni circa) io non possa tornare a disegnare qualche cowboy in qualche fumetto: be', l'ho già fatto, su Legs appunto! Certo lo stile del disegno non era quello classico dei fumetti western ma quello grafico della testata dedicata a Legs Weaver.
Nonostante tutto mi piace abbastanza la sequenza finale della seconda tavola.
Gli albi qui citati risultano esauriti, ma credo che chi voglia li possa trovare usati, persino su eBay a poco prezzo. Per chi volesse invece qualche tavola originale potete scrivere a: p.mandanici@gmail.com

sabato 12 aprile 2014

Vecchi bozzetti di Capitan Miki


Tempo fa avevo nascosto in casa un HD esterno - l'avevo nascosto così bene che neanche ricordavo più di averlo né dove fosse; giorni fa l'ho ritrovato e spulciando tra i file ho recuperato le copie in bassa definizione di 4 bozzetti che feci per una delle ristampe di Capitan Miki - erano solo prove che dubitavo andassero bene (e infatti poi le copertine sono state realizzate dal grande Corrado Mastantuono - non c'era proprio gara...).
Da piccola oltre a Tex e Topolino leggevo volentieri anche Capitan Miki, il Grande Blek e il Comandante Mark, per cui è stato comunque divertente ritornare un po' a quei ricordi di bambina che amava il fumetto avventuroso e il genere western.
A proposito di western segnalo l'uscita di una nuova collana di libri ("West") dedicata al genere  da parte di Meridiano Zero: "Lo svelto e il morto" di Louis L'Amour è il primo titolo in catalogo.
Anche l'Editoriale Cosmo vara una collana di romanzi western - ma da edicola: il primo volume di Cosmo Serie Pocket si intitola "West Texas Kill" di JD Boggs.



L'anno di realizzazione di questi bozzetti non lo ricordo, probabilmente è il 2003 ma non ci giurerei (l'anno lo si vede nella data di modifica del file, che incongruamente segnala però la creazione nel 1980!)

martedì 19 novembre 2013

In edicola un Nathan Never disegnato da me

Da oggi è in edicola il n. 270 di Nathan Never dal titolo "Effetto domino"; è la seconda parte di una storia iniziata nello scorso numero, scritta da Giovanni Eccher e che ha visto alle matite Gino Vercelli e me alle chine (digitali).
Qui potete vedere una delle tavole, prima la matita e poi la versione finale. La tavola a matita è disegnata su un foglio un po' più piccolo di un A3, poi la scansione è stata importata al computer e corretta in Manga Studio 4 EX, dove poi è stata inchiostrata e retinata.
Ammetto di essere un po' scontenta della mia inchiostrazione, alla luce anche di quanto sto facendo con il lavoro sul gigante; in ogni caso il parere del lettore è quello che conta!
Sul mio Tumbrl ho caricato un bozzetto di un'illustrazione con i protagonisti di questa storia, Nathan e i suoi "colleghi" wrestler: Wolfman, Blue Fever e Helena; nell'occasione ho aggiornato il Tumbrl e adesso c'è la possibilità di inserire dei commenti attraverso Disqus.
Qui nel blog di Sergio Giardo la copertina in bianco e nero di Nathan Never 270.

Tavola da NN 270 - ©Sergio Bonelli Editore
La bella copertina di Sergio Giardo

                 


sabato 21 settembre 2013

Riposare disegnando


Da pochi giorni sono a casa dei miei genitori, in riva al lago di Bracciano.
Il clima é ottimo, la cucina ancora migliore (mia madre é un'ottima cuoca), e oggi dovrei rivedere dei miei carissimi amici di Roma.
Nel frattempo però non perdo contatto con il gigante di Nathan Never in lavorazione: nell'immagine si può vedere il bozzetto di una tavola. Di solito faccio dei bozzettini preliminari più piccoli, questa volta ho sfruttato la grandezza dell'album da disegno per farne di più grandi e definiti, in maniera che quando disegneró le matite vere e proprie potrò essere un po' più veloce.

martedì 10 settembre 2013

Una piccola lezione di fumetto

La lezione di fumetto è quella che Antonio Serra ha dato a me durante una telefonata di 20 minuti - ho pensato di parlarne qui perché può essere d'aiuto ad aspiranti fumettisti, o comunque a capire come funzionano certi meccanismi per cercare di migliorare il proprio lavoro.
Le 3 tavole che vedete di seguito fanno parte del Gigante di Nathan Never su cui sto lavorando (ci lavorerò fino al termine del 2014). La scena è una delle poche di questa storia di 220 pagine in cui si parla seduti a un tavolo: ci sono Nathan, Sigmund e Branko, la sala è quella delle riunioni dell'Agenzia Alfa.
Le scene in cui le persone parlano senza muoversi di solito sono abbastanza noiose da disegnare, e forse anche da leggere, nonostante spesso siano fondamentali per certi passaggi narrativi della storia; io cerco sempre di renderle meno uniformi cercando di variare inquadrature e punti di vista.
Torno a ieri: disegnate queste 3 tavole le spedisco via mail allo sceneggiatore Giovanni Eccher e al curatore Antonio Serra; quest'ultimo le vede subito e mi chiama al telefono nel giro di pochi minuti: esordisce dicendomi che dal punto di vista del disegno non ha nulla da dire, vanno benissimo (e aggiunge che da quando ho iniziato il gigante ha notato che il mio disegno è migliorato molto, tra le altre cose non vede più persone sproporzionate - mi capitava - o troppo rigide; persino Nathan finalmente sembra aver perso quell'aria un po' intronata che tendevo spesso a dargli).
Ma di cosa stanno parlando i 3 protagonisti seduti al tavolo delle riunioni? Di rapporti aziendali? Di cosa cambiare nell'arredamento della sala (non so, tipo il tavolo ad esempio...)? No, in verità la discussione dovrebbe essere molto tesa, loro sono molto molto preoccupati per avvenimenti che non posso raccontare, e alla fine pianificano il modo con cui poter risolvere il problema che si trovano davanti: dai miei disegni non si capisce (vedere la prima versione a sinistra).
Quasi vignetta per vignetta Serra mi spiega che con poco posso dare un'espressività diversa ai personaggi - in pratica si tratta di lavorare sulla loro "recitazione": posture diverse, sguardi più intensi o preoccupati, illuminazione diversa - non quella generica che avevo immaginato io all'inizio.
Io non sto in silenzio, la nostra è una conversazione, Serra mi indica una cosa, io ne suggerisco un'altra seguendo il suo ragionamento; contemporaneamente (sono davanti al pc con le tavole aperte in Manga Studio, nella mano sinistra ho il telefonino e nella destra la penna ottica) inizio a correggere e disegnare e subito mi rendo conto di come queste tavole possono migliorare.
Avevo terminato una lunga giornata lavorativa alle 18 e 30, aggiungo un'altra oretta per terminare le correzioni (non posso aspettare, voglio vedere quelle tavole con il nuovo punto di vista).
Le tavole corrette le vedete sulla destra, sono disegnate un po' alla buona perché le correzioni sono state fatte direttamente e velocemente in Manga Studio (mentre gli originali sono su carta).
Cliccare sulle immagini per ingrandirle




©immagini SBE

Forse non faccio una grande figura raccontando questo episodio - avrei dovuto accorgermi anche io che le tavole non funzionavano; a mia parziale (molto parziale) discolpa posso spiegare quanti siano i pericoli del disegnatore seriale: in certi giorni in cui si è più stanchi (io poi lavoro praticamente tutti i giorni, anche se non 8 ore al giorno di filato) si legge la sceneggiatura con superficialità, non notando le indicazioni che spesso sono già presenti nelle descrizioni delle vignette (che la discussione fosse tesa Eccher l'aveva scritto all'inizio). Talvolta ci si dimentica cosa si è disegnato la settimana prima, o l'atmosfera della scena precedente, specie se per i motivi più vari si procede a pezzi e salti; e a volte ci si lascia prendere dalla necessità di risolvere problemi contingenti di disegno e inquadratura - il tavolo, il non ripetere le posizioni - e si dimentica cosa veramente si sta raccontando e come.
Un buon editor serve anche a questo: dal di fuori vede tutto a volo d'uccello, si rende conto di cosa non quadra, soprattutto sa spiegarlo bene e sa tirare fuori il meglio dal disegnatore (secondo le sue possibilità e i suoi limiti): Antonio Serra in questo è bravissimo, e tanto aiuta la sua capacità di disegnatore (non sono mai stati pubblicati suoi fumetti ma Antonio sa disegnare, anche se non ai livelli richiesti per pubblicazioni professionali come quelle bonelliane).

*Nota sul tavolo: il tavolo a forma di "A" non è facile da disegnare e mettere in prospettiva; avevo fatto dei bozzettini ma non mi convinceva la posizione delle linee di fuga. Ho così deciso di costruirmi un semplicissimo modello in 3D con Google Sketchup - che mi è venuto così così - ma l'importante era vedere in maniera approssimativa come si comportavano le linee sghembe del tavolo a seconda dei vari punti di vista: con il modello potevo ruotare attorno al tavolo con la mia "telecamera". Con soddisfazione mi sono accorta che i miei bozzettini rispettavano quello che vedevo con il modello 3D posizionato allo stesso modo :)

sabato 2 marzo 2013

Fumetti e libri: ultimi acquisti

L'avevo scritto un po' di tempo fa che "The Walking Dead" non mi aveva preso granché (specie il telefilm, di cui ho visto le prime 3 puntate), ma gli ho voluto dare una chance con l'uscita in edicola: come si vede dal numero dell'albo (il 4) mi sono in parte ricreduta, specialmente quando ho visto che Kirkman giustamente (per me) taglia le scene horror e splatter e va dritto a raccontare quello che serve; niente da dire, sceneggiatura ottima e dialoghi curati, per cui lettura piacevole nonostante la non originalità delle situazioni.
Di "Silver Spoon" pensavo di aver parlato qui nel blog in precedenza, invece no a quanto pare; più va avanti questo manga più realizzo che dietro ai toni da commedia c'è invece un sottofondo "serio" e anche difficile per me, come la questione dello sfruttamento degli animali per farne carne da mangiare; è per questo motivo che pur essendo molto attratta dal libro di Safran Foer "Se niente importa" me ne tengo alla larga, pavidamente.
"Silver Spoon" è ambientato in un istituto agrario, frequentato perlopiù da figli di allevatori o proprietari di aziende agricole; il nostro protagonista (Yugo Hachiken) è perennemente spaesato perché estraneo all'ambiente e soprattutto incerto sul suo futuro: attraverso i suoi occhi ingenui vediamo come si svolgono nei minimi particolari tutte le fasi dell'allevamento degli animali, a cui lui tende ad affezionarsi (qui un mio "Ritaglio" dal manga).
Il Tex che vedete nella foto non è più in edicola (mentre il numero seguente, dove si conclude l'avventura, lo è ma fino al 7 marzo); la storia è scritta da Mauro Boselli e disegnata da un grande Stefano Andreucci. Se siete un minimo interessati al genere cercate di recuperare il n. 627, ne vale la pena: disegni allo stesso tempo classici e moderni nel segno e nella costruzione delle vignette, storia non banale in cui Kit ha un ruolo importante (e in cui c'è una donna che non è decorativa).
"Mister Wonderful" non l'ho ancora letto - ma io le cose di Daniel Clowes le prendo a scatola chiusa, fino ad adesso non mi ha mai deluso.
Altro manga: "Yawara!" di Naoki Urasawa (l'autore di capolavori come "Monster" e "20th Century Boys"), un lavoro che risale agli inizi della sua carriera: oh, era già bravo e maturo all'epoca, sebbene con uno stile meno personale di quello che si vedrà nei sopracitati capolavori. La protagonista è una giovane ragazza dotatissima nel judo, costretta a praticarlo dal nonno che la sogna campionessa futura del Giappone; lei invece sogna una vita normale e un ragazzo, da qui il motore della storia (l'ho appena iniziato a leggere, interessata soprattutto alle dinamiche e sintetiche rappresentazioni delle scene di lotta).
Infine ho visto in fumetteria l'albetto di Ratigher (Superamici) "Le incredibili avventure di Tuta Teschio e altre storie a caso", l'ho preso perché sono sempre attirata dai fumetti "diversi" - anche se con l'età aumenta la pigrizia mentale e alla fine mi diverto più con il fumetto mainstream che con altro.

Una mia cara amica ha la passione per Steinbeck; in questo periodo stava leggendo uno dei suoi libri, ne abbiamo parlato un po' - io 30 anni fa credo di aver letto "Uomini e topi", mentre più di recente avevo letto l'inizio di "Pian della Tortilla", che pure mi stava piacendo (ma poi il libro che non era mio mi è sfuggito, per farla breve). Alla fine ho deciso di prendere "Furore" in ebook, ma adesso mi accorgo che sul forum di Podcast Hall è possibile reperire il podcast del libro, mi sembra nella lettura di Baricco. Avendo davvero poco tempo per la lettura vorrei provare ad ascoltare se il podcast mi garba (ad un primo piccolo ascolto noto che l'audio non è buonissimo, c'è un lieve rumore di sottofondo che spero di poter eliminare con qualche software audio). [AGGIORNAMENTO: ho provato con Audacity a togliere il rumore di sottofondo ma non ci sono riuscita, al massimo me ne abbassa il volume (senza ridurre il rumore, peraltro); poi ho trovato anche il radioracconto del film di John Ford tratto da "Furore" sul sito di Hollywood Party]
A proposito di podcast mi è capitato di recente di ascoltare l'audiolibro di "Dracula" di Bram Stoker; per certi versi è stata una sorpresa, tanto questo libro è stato saccheggiato, reinterpretato, usato per letture le più diverse. Mi ha colpito in particolare la struttura (non il fatto che sia un romanzo "epistolare", quanto proprio la complessità del gestire tutti i vari punti di vista e anche la cronologia, per così dire) ma soprattutto l'accento sulla dimensione religiosa - richiami frequentissimi a Dio, alla salvezza dell'anima, alla lotta tra il bene e il male, al Diavolo.
Mi piacerebbe leggere qualche saggio (libro o articolo) su questo tema, ma online non ho trovato quasi nulla, tranne questo testo.

Notizie fumettistiche veloci: a Bologna fino al 7 aprile potete vedere la mostra di Mattotti "Oltremai", 50 disegni a china su carta di affascinante bellezza; se non potete andare (come me) guardatevi la sezione "Encres" del suo sito.
Su Facebook Gipi ha postato qualche tavola del suo prossimo fumetto, ma le trovate anche qui: sono degli acquerelli stupendi, non vedo l'ora che il libro venga pubblicato.
Le Edizioni If continuano nella pubblicazione in digitale di classici del fumetto: è la volta de "Lo sconosciuto" di Magnus.
Infine Davide Castellazzi su uno dei suoi blog ha pubblicato un mio bozzetto di qualche anno fa per una copertina di "Capitan Miki" - lavoro che poi non è andato in porto.

venerdì 22 febbraio 2013

Prova a colori con Manga Studio 5

I disegni fatti di fretta non valgono un granché (a meno che si sia dei maestri, e non è il mio caso), comunque mostro lo stesso le varie fasi di lavorazione di un primo piano di Nathan Never realizzato con Manga Studio 5, dalla matita al ripasso con linea pulita, dalla mezzatinta al colore.
Sono partita non avendo bene in mente lo stile da usare, e si vede; non è così che vorrei usare il colore, per adesso sto imparando a usare gli strumenti, a vedere come ottenere certi effetti - insomma, sto esplorando (e sì, lo so, in matita Nathan aveva un aspetto migliore).
Il livello del colore l'ho usato in modalità "moltiplica" per sfruttare la mezzatinta, ma non l'ho usata bene direi. I colori sono "watercolor" più qualche tocco di "oil paint". Non ho sfruttato le possibilità che ha questo Manga Studio di poter giocare su saturazione, contrasto e altro dei vari livelli di colore: come detto sono andata un po' di fretta.
Fabio nel post precedente informava che il futuro Manga Studio 5 EX sarà un adattamento di Clip Studio Paint EX, che io non conoscevo. Potrete vedere dal filmato di presentazione quanto simile sia questo programma a Manga Studio 5; Clip Studio Paint EX per adesso si trova solo in giapponese.
Un'avvertenza per chi usa le tavolette Wacom, specialmente le Intuos: sono usciti nuovi driver che si spera possano migliorare la rispondenza al touch e alle gesture (qualche problemino c'è, in effetti). Non posso ancora dire nulla sui reali miglioramenti perché in questo periodo sto usando poco la tavoletta grafica.




lunedì 28 gennaio 2013

Ancora alieni

Un po' di studi a matita di alieni del mio vecchio ricorrente (abbandonato) progetto de "Lo straniero" - studi trovati in un blocco di carta i cui fogli sto usando per le matite del Nathan su cui sto lavorando; purtroppo ho finito i blocchi di carta leggera del Lidl, urge alternativa similare (carta poco costosa e leggera in formato A3 circa).
Questi disegni sono di qualche anno fa (5 o 6, credo). Qui trovate altri alieni.






giovedì 20 settembre 2012

Studi per un personaggio di "Greystorm"

"Greystorm" è una miniserie della Sergio Bonelli Editore uscita per 12 numeri a partire dall'ottobre 2009, gli autori sono Antonio Serra e Gianmauro Cozzi, i disegnatori tanti (qui trovate tutte le info numero per numero), ma tra loro non ci sono io, che fui parzialmente coinvolta solo nello studio di uno dei personaggi della storia: Hoanui, il figlio di Jason.
I bozzetti relativi a questo e altri personaggi non furono realizzati solo da me, e comunque poi il soggetto fu cambiato diverse volte, così come la caratterizzazione di certi personaggi, e questi bozzetti alla fine non servirono più.
Qui potete trovare alcuni studi di Cozzi, qui altre tavole (e sceneggiatura) sul sito di Alberto Ostini, e qui un'intervista a Serra su questa miniserie.
Questi disegni risalgono credo alla fine del 2007; non ricordavo neanche più di averli fatti, ma scartabellando tra le montagne di disegni e fotocopie che ho in casa salta sempre fuori qualcosa!








domenica 24 giugno 2012

Bozzetti recenti e notizie varie

 I bozzetti di Goom si riferiscono a un personaggio apparso su "La squadra fantasma" n. 3 (Universo Alfa 8 - "La regina dei robot"), mentre gli studi sul macchinario con capsula (in cui per un po' ha vissuto Sigmund) si riferiscono a Nathan Never n. 252 ("Nel cuore della macchina"), uscito il mese scorso.
Studi per GOOM
Segnalo un'intervista fatta alla sottoscritta che potete trovare sul sito Fumettando Blog - e se lo esplorate un po' troverete tante altre interviste e notizie dal mondo dei fumetti.

E poi notizie varie:
  • del programma Passioni di Radio Tre ho già parlato, ma adesso mi preme segnalare un nuovo ciclo di podcast dedicato a Hugo Pratt, "Hugo Pratt e altre latitudini" a cura di Valerio Corzani, con testimonianze e interviste ad amici e familiari del grande fumettista.
  • Su Youtube da un po' di tempo c'è un'utile opzione per attivare i sottotitoli là dove inseriti dall'autore (sulla barra del video in basso il logo è quello con "CC"); in realtà ci sono anche un paio di funzioni sperimentali che sono "Trascrivi audio" e "Traduci sottotitoli". Per chi non conosce bene l'inglese (o qualche altra lingua dell'audio del video) è un'opzione da prendere in considerazione, funziona benino, per quel che ho visto.  Fate la prova con un video tutorial di Scott McCloud che spiega come inserire il lettering nei fumetti con Illustrator.
  • A proposito di video e fumettisti ecco Bastien Vivès alle prese con Polina sul suo display digitale.
  • Per chi conosce il francese e ama i cani: sulla rivista Animals tempo fa erano uscite diverse storie con protagonista un simpaticissimo cane e il suo padrone - Grégory Panaccione ne era l'autore; adesso è possibile ordinare online il volume "Toby mon ami" (consigliatissimo).
  • Ned è un grande illustratore e fumettista, e se non lo conoscete date un'occhiata ai suoi lavori qui e qui (e molto interessanti i suoi post che raccontano del suo rapporto con Jacovitti).
  • Un curioso e fantasioso video-musical su Zuckerberg scoperto grazie a Juhan :)
Basta, torno a lavorare, e saluti a tutti i 131 iscritti al blog (quanti siete!...).
P.S: ignoro il motivo per cui il testo appare su sfondo bianco - io ho composto il post alla stessa maniera di sempre...

sabato 8 ottobre 2011

Ancora su Bonelli, e altri link

Nel post in cui ho parlato della morte di Sergio Bonelli ho accennato ai tanti commenti dei lettori sul sito della casa editrice, che mi hanno davvero commosso (se sembrerò retorica mi dispiace, chi mi conosce sa che non sono il tipo, e che quello che scrivo e provo è sincero); ad oggi sono arrivati a più di 10.000, andando a recuperare il link mi è capitato sotto'occhio il post che potete leggere accanto (cliccare per ingrandire un po'), mi sembra indicativo del lettore-tipo degli albi Bonelli (in specie i "classici", come Tex e Zagor),  ma credo che dimostri anche i motivi per cui il fumetto bonelliano è qualcosa di più di un "sistema editoriale che ha soffocato possibili alternative nel mondo del fumetto" (affermazione che sento spesso dire in giro).
D'altronde un critico attento (ma anche appassionato) come Harry mi sembra abbia centrato alcuni punti cercando i motivi di tanto affetto - e questo senza tacere delle riserve che continua ad avere su certe testate o politiche editoriali della casa editrice.
Qualche giorno fa ho fatto vedere a Luca Del Savio (dello staff della casa editrice) il mio altro omaggio a Bonelli postato di là, mi ha consigliato di mandarlo alla sezione del sito (cliccare su "Ciao Sergio") in cui ci sono vari omaggi di alcuni disegnatori; da notare (abbastanza vicino al mio) quello di Giacomo Bevilacqua, molto apprezzato in redazione.

Varie segnalazioni:
- Qui Comicsblog segnala che il British Museum ha commissionato un manga a Hoshino Yukinobu che serva ad avvicinare le giovani generazioni "alla cultura e alla scienza"; non male come idea, considerata anche la scelta del disegnatore, molto bravo.
- Segnalo la bella intervista ad Akab e Ratigher su Lo Spazio Bianco: non conoscevo Akab ma mi piace moltissimo così come apprezzo molto Ratigher. Il loro modo di fare fumetto è  particolare ed inquietante a volte, così come è giusto che sia, la loro visionarietà è geniale.
- Sempre su Lo Spazio Bianco la notizia della nuova App della Disney che dovrebbe portare "le più belle storie di Topolino su iPhone, iPod, iPad". Vedremo, per adesso ci sono tutte cose abbastanza recenti (tranne mi sembra le prime due storie di Paperinik), credo più o meno di 20 pagine l'una a 0,79 centesimi.
 Si può provare la app anche scaricando dei fumetti gratis (sezione "Digifree") e provando la lettura "guidata" per vignetta (o striscia) se messo il device in senso orizzontale. Le istruzioni precise su come usare e settare il sistema di lettura si trovano in "Impostazioni - Aiuto" (consiglio subito di cliccare sulla "I" in alto a destra quando si apre un fumetto per "rallentare" la velocità di scorrimento, che va automaticamente).
Sull'iPad che è abbastanza grande si possono leggere le storie a pagina intera, sull'iPhone/iPod evidentemente no. E' possibile anche disattivare gli effetti sonori (ebbene sì!), che sono un po' poverelli e  inutili (poi c'era anche una vignetta in cui ci si tuffava in acqua e in quel caso mi sarei aspetta l'effetto "splash", invece no).

- Masayume questa volta mi fa scoprire la disegnatrice Noelle Stevenson, che ha anche un Tumbrl e mi sembra abbastanza interessante.
- Credo di non aver ancora segnalato il blog di Sergio Giardo, disegnatore di Nathan Never e altri personaggi, lo faccio adesso!

Ah, il disegno di Legs a matita potrebbe essere qualsiasi cosa - una vignetta scartata, un flaskback...così come anche le vignette che ho postato in precedenza di Sigmund. No, vabbè, solo per non voler dare troppe sicurezze ai lettori di Nathan Never che si chiedono cosa succederà ai vari personaggi del mondo neveriano dopo la Guerra dei Mondi :)

martedì 16 agosto 2011

Post da scrivere

In teoria agosto per me è un mese lavorativo - in pratica vado a rilento e perdo tempo, ma l'intento è quello di andare avanti con il mio Nathan, le minivacanze le farò a fine settembre.
Tra fatiche dovute al caldo e altri imprevisti mi si sono accumulati almeno tre post che prima o poi dovrei completare: uno sulla piccola gita che mi sono regalata ieri, a Ferragosto, nei dintorni del nuovo quartiere che è stato costruito a due passi da casa mia, al posto dell'ex cartiera Binda. Ho fatto diverse foto, poi mi sono ricordata che ne ho anche di vecchie che testimoniano com'era prima la cartiera chiusa da anni  che ha alle spalle una storia ottocentesca di successo industriale; poi ho trovato altre notizie su questo progetto edilizio, poi ancora notizie sul quartiere confinante - anch'esso relativamente nuovo - di Cascina Caimera...insomma, alla fine il post verrà fuori molto più lungo di come l'avevo immaginato all'inizio.
Questo post poi ha scavalcato quello previsto sui video dei cani su Youtube (non approfondisco adesso, ma l'avevo immaginato come qualcosa di "leggero ed estivo" - for animals fans only però); infine ho ancora in progettazione quello sull'iPad, su cui ho potuto già provare diverse app, alcune molto interessanti.
Pazienza, da adesso in poi devo mettermi davvero in riga e non posso impiegare troppo tempo nella redazione di questi post - perlomeno andrò a rilento, ecco.
Il disegno postato è stato realizzato all'interno di ArtRage Studio per Mac in vista di una colorazione con lo strumento acquarello, che con questo programma è particolarmente realistico (con annessa scelta di una carta rugosa).
Per chi ha l'iPad in questi giorni la relativa app è scontata e costa € 3,99, consigliatissima!

mercoledì 18 maggio 2011

La squadra fantasma n.3 : “La regina dei robot”

unalfa8
Copertina: Massimiliano Bertolini
Dal 17 di maggio è in edicola il semestrale di Universo Alfa con il terzo e ultimo  numero della serie “La squadra fantasma, quello di cui ho parlato abbondantemente in questo ultimo anno e mezzo.
Stefano Vietti ha usato parole molto lusinghiere per me nella sua “postfazione” a fine albo, e lo ringrazio molto: è stata una lunga e bella  avventura durata 4 anni, e adesso le nostre strade si dividono purtroppo (almeno momentaneamente, in futuro chissà…).
Ieri per la prima volta ho potuto leggere la storia di un fiato, con tutti i testi al loro posto, con il ritmo che ha qualsiasi lettore di albi del genere. Quello che ho notato è che la sceneggiatura non ha un attimo di stanca e che la storia funziona e fila via con un certo divertimento, per me che pure la conoscevo a memoria!; poi ho notato anche tante piccole cose che non vanno nei miei disegni – ma qui vorrei essere più precisa per non sembrare la solita lamentosa insoddisfatta…
Mi è stato chiesto come posso rileggere le mie cose subito dopo che le ho terminate; giusta domanda, di norma lascerei certo più tempo per “allontanarmi” un po’ dalla frenesia che caratterizza ogni lavoro, anche per poterlo giudicare meglio, solo che non me lo posso permettere: tra poco inizierò un Nathan Never molto impegnativo e dovrò subito impostare il mio stile, prendere delle decisioni che avranno conseguenze per il mio lavoro per un anno almeno. Rileggere ed analizzare questo ultimo albo de “La squadra fantasma” per me è molto importante.
Cosa ha funzionato? Cosa meno? Dove posso migliorare il disegno? Dove il retino non ha reso come avrei voluto? In base a queste risposte deciderò di continuare la mia naturale evoluzione stilistica in un senso o in un altro.

Il primo punto fermo è che l’inchiostrazione digitale funziona, mi piace il risultato che ne è venuto fuori in fase di stampa, e quindi continuerò a inchiostrare le mie tavole con Manga Studio. Ho già spiegato in altri post come la comodità di questo software risieda anche nell’uso veloce che si può fare degli strumenti di correzione come gli ingrandimenti di parti del disegno e il cambiamento delle proporzioni; purtroppo ciò non mi ha evitato di disegnare in alcuni casi teste un po’ piccoline, toraci degli stessi personaggi un po’ diversi, ecc. Questo a dimostrazione che i disegni bisogna sempre riguardarli più e più volte a distanza di tempo (avevo già fatto delle correzioni suggeritemi da Serra, che fa quel che può, dovendo visionare e revisionare centinaia di tavole al mese).
Chi ha l’occhio fine noterà almeno una vignetta che sembra ritoccata con il bianchetto: è stata anche la mia prima impressione, e lì per lì ho pensato che fosse successo qualche guaio all’ultimo momento (anche se adesso chiedermi di fare una correzione al volo non è più un problema essendo tutto in digitale e comunicando via ADSL).
Quella vignetta in origine era stata trattata con il filtro “Blur” per rendere la visione soggettiva di una Legs che si stava riprendendo da uno svenimento; io l’avevo vista anche stampata nella misura originale, un quasi A3, e tutto sembrava a posto; invece la stampa in tipografia ha “toppato” del tutto l’effetto sfocatura, che evidentemente non viene letto correttamente dalle macchine. Allo stesso modo non è stato letto negli altri piccoli punti in cui l’ho usato (nelle vignette in cui c’è la frusta che sibila, ad esempio).
In questa terza storia ho cercato di usare i retini in maniera più “leggera”, ma in alcuni punti purtroppo i toni sono più scuri di quel che vedevo io su computer (e anche sulle stampate in A4); inoltre non sono venuti benissimo i punti di luce che cerco di usare per dare un minimo di effetto “plastico”.
Sull’argomento retini vedo che ci sono pareri discordi, e sebbene mi sembra che la maggior parte delle persone li apprezzi - o perlomeno sembra ignorarli - c’è una minoranza (forte?, non non saprei dire…) che li detesta molto, perlomeno nell’uso che se ne fa nelle serie legate a  Nathan Never.
Ammetto che nella prima storia della “Squadra fantasma” da me disegnata i retini erano troppi e troppo scuri – colpa della mia inesperienza; nella seconda e nella terza non ho l’impressione che questi nascondino o deturpino il segno, né che disequilibrino la tavola (aggiungo che non è solo un mio parere, ma anche della redazione, di Serra, di Vietti). Certo, i gusti così come intervengono a farci piacere o no  un determinato stile possono portare a non sopportare i retini o il particolare uso che se ne fa.
A me dispiace che magari solo per questo motivo (e non perché non piaccia il mio modo di disegnare) l’albo non venga acquistato oppure venga letto malvolentieri, ma pazienza, non si può accontentare tutti! 
Per quanto mi riguarda adoperare i retini non è stata una mia improvvisa decisione, ma un suggerimento iniziale di Serra nell’intento di rendere più “realistico” e “plastico” il mio disegno; poi mi ci sono appassionata, e non mi dispiace affatto l’aver adoperato questa tecnica in questi ultimi anni. Col senno di poi sarebbe stato meglio avere più esperienza coi retini, perché gestirli non è semplice – specialmente in rapporto con la resa in stampa; ma se non ci si lavora non si impara, come per quasi tutto.

Bozz tuta UA002Bozz tuta UA001
Per adesso la mia idea per il prossimo Nathan Never è di usarli ancora meno, in accordo con Serra, ma più che per accontentare i lettori anti-retini la mia scelta deriva dalla difficoltà nel prevedere certi risultati (vedi le vignette con effetto sfocatura), e anche dalla necessità di velocizzare il lavoro; perché c’è anche questo da considerare, che applicare i retini porta via del tempo ulteriore – tempo che è compreso nel compenso della tavola. Lungo l’arco di 4 anni questa cosa ha finito col pesare  un po’ – non per essere venale, ma considerato che ho anche  investito del tempo  per imparare a usare Manga Studio e a cercare di arricchire le tavole in ogni modo credo che tornare a ritmi più normali non sarebbe male (magari riuscendo a ritagliarmi una mezza giornata di riposo alla settimana…).
Insomma dopo un lavoro così lungo tirare le somme non è facile, le cose negative sembrano mischiarsi a quelle positive anche se nel complesso sono soddisfatta del risultato finale, sono convinta di avere fatto un passo avanti come disegnatrice; sono altresì convinta che devo farne ancora e che questo intento rappresenta la mia motivazione principale come disegnatrice seriale nel prosieguo del mio lavoro.

Bozz tuta UA003Bozz velivolo001
I disegni che ho postato sono degli studi per la tuta spaziale che Legs e Orson adoperano  a inizio storia con relativa navetta, infine uno studio per una tuta che appare invece nella parte finale della storia.

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sabato 14 maggio 2011

Schizzi per l' "Universo Alfa" in uscita

Il numero de "La squadra fantasma" che ho terminato di disegnare poco tempo fa uscirà in edicola il 17 maggio; il titolo è "La regina dei robot", la storia è scritta da Stefano Vietti e si troverà all'interno del semestrale "Universo Alfa", il numero 8.
Qui posto degli studi preparatori di alcuni "cattivoni" che saranno affrontati da Legs Weaver e compagnia.
Gli schizzi di quest'ultima si riferiscono invece a degli studi per un giubbotto.





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domenica 24 ottobre 2010

Fine di un progetto

Ho già parlato qui di un vecchio progetto per un fumetto realizzato interamente da me - e non in età giovanile (vedere i post con etichetta "Dai ProvaFumettomiei archivi"...). 
Il titolo provvisorio (e ormai definitivo) era "Lo straniero": il succo era che un uomo finiva su un altro pianeta, già abitato da una specie aliena antropomorfa; questi nativi si erano organizzati nel ricevere altri alieni provenienti misteriosamente da altri pianeti, come il terrestre mio protagonista.
Non racconto la genesi di questa storia - anche perché è difficile da spiegare; non attraversavo un bel periodo, dal punto di vista emotivo personale, e quando mi capita così reagisco inventando storie a fumetti. Ricordo la notte esatta (del 1999 o 2000 circa) in cui mi venne una specie di illuminazione: immaginai sequenze, personaggi, dialoghi, atmosfere.
Purtroppo quello che pensai quella notte non si materializzò che in una parte infinitesimale, a partire specialmente dal 2001 in poi - gli schizzi che vedete qui sotto (molto più tardi) sono una pallida eco di quell'idea originale.
Nel corso degli anni tentai di buttare giù soggetti, layout, sceneggiature, schizzi: niente andava bene, niente ricordava la storia immaginata quella notte - soprattutto il senso profondo che volevo dargli.  A un certo punto ho tentato anche di farla diventare una storia "normale", di fantascienza, qualcosa da poter proporre in giro (ho una sceneggiatura a layout di diverse pagine, che forse un giorno posterò).
La verità è che non sono un'autrice di storie d'avventura, non ho le capacità - non a livello professionale.
Le prime due pagine inchiostrate del mio fallito progetto si possono vedere qui sotto, dopo le illustrazioni: sono mortalmente noiose. Non so poi perché ho previsto un lettering manuale, per cui non sono portata.  Nei miei sogni avrei dovuto portare avanti questo progetto nel mio tempo libero (era il 2005), e avrei anche dovuto colorare le tavole digitalmente (ah! ah! ah!)... Un esempio di come avrebbe dovuto essere la colorazione potete vederla qui accanto, in una tavola di prova realizzata qualche anno prima di quelle in bianco e nero.
Alcuni di questi disegni si possono trovare sul sito di Alice, ma dato che lì ormai i file caricati non si ingrandiscono più (non so per quale motivo) li riposto qui.
Stranieri Straniero
In quasi tutte le versioni di questo fumetto c’è Aldor, forse l’unico alieno che il mio protagonista avrebbe potuto chiamare “amico”.
Tutte le illustrazioni  sono realizzate con il pennello GFKPN Brush Pen e poi scansionate e colorate digitalmente.
Più si va avanti con gli anni e più perdevo di vista anche la maniera con cui volevo disegnare questa storia, il segno con cui volevo caratterizzarla.
Non per niente le ultime cose realizzate (come le due tavole in bianco e nero) sono le più brutte.
Bozz. Lo Straniero001  Bozz. volti straniero002
Bozz. Aldor001 Bozz. alieni004
Tav 1 straniero Tav 2 straniero