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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Riviste varie. Mostra tutti i post
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venerdì 24 novembre 2017

Di giorno in giorno -1

Ho realizzato che non riesco più a scrivere post "compiuti", magari approfondendo solo un tema. I semplici post di consigli di lettura credo siano poco interessanti sia da leggere che da scrivere (non che voglia smettere del tutto di mettere link ad articoli interessanti o che portano a news nel campo del fumetto).
Se la sera non mi butto a scrivere quel che ho visto o raccolto di giorno so che ci sono poche probabilità che lo faccia in seguito - così ecco questo esperimento, di giorno in giorno inizio a scrivere delle cose che magari continueranno nel post successivo, e così via. Vedremo come va.

Intanto informo che oggi ho aggiornato il post "Consigli per chi vuole fare il fumettista", ho preso spunto da una breve conversazione su Messenger con un giovane aspirante sceneggiatore di manga che mi ha chiesto lettura, like e condivisione del primo capitolo della sua storia (non sono una mangaka e non sono una sceneggiatrice, e anche volendo difficilmente condivido e metto like, per scelta).


Da settimane volevo segnalare l'ultimo numero della rivista Le Scienze ("Non è un mondo per donne") uscito i primi di novembre - stavo aspettando di comprarlo in digitale su Google Play (nonostante il risparmio sia minimo, 0,60 €) solo che l'uscita nell'Edicola digitale è avvenuta appena 2 giorni fa, quando ormai avevo preso il numero in edicola - e mi chiedo perché questo ritardo, mah.
Tra i temi trattati ci sono quelli dedicati al genere ("Quando sesso e genere non corrispondono", "Oltre XX e XY"), perché non è solo l'orientamento sessuale a non essere limitato a quello eterosessuale ma anche la faccenda dei generi non è così semplice come sembrerebbe (non si parla solo di transessualismo ma anche di intersessualità - condizione non così rara).

Questo numero è caduto a fagiolo in un periodo in cui mi sono imbattuta in un paio di episodi di Star Trek: The Next Generation in cui si parla un po' metaforicamente di temi quali l'identità di genere e la libertà di amare seguendo la propria natura. In particolare nella mia re-visione della serie su Netflix (serie che ho visto in tv per la prima volta negli anni novanta) sono arrivata alla stagione 5, una delle più belle forse (ma aspetto di ripercorrere le ultime 2).
A me questa serie piace proprio perché "datata" (osservazioni che ho sentito in merito), ovvero legata all'attualità e ai temi del tempo (fine anni ottanta/anni novanta); amo anche il ritmo non frenetico, la recitazione a volte compassata, persino le scene bizzarre o involontariamente comiche. Nel suo essere a volte approssimativa nella scrittura Next Generation però aveva una franchezza e un coraggio di fondo, spesso gli episodi assumevano un gran valore più per le domande che ponevano che per le risposte (dilemmi etici a non finire).

Bene, come detto a proposito di questo nuovo tipo di post proseguirò il discorso Star Trek nei prossimi giorni.
Vi lascio con una lettura fumettistica, la seconda puntata di "Storia confidenziale del fumetto: Tex" di Paolo Interdonato.

- Continua

domenica 5 novembre 2017

Libri e riviste acquistati di recente

Qualche segnalazione veloce di cose che ho comprato di recente.

Inizio con lo speciale di Internazionale sull'anniversario della Rivoluzione Russa: la cosa interessante è che ci sono articoli che risalgono più o meno al periodo in cui si sono svolti i fatti che raccontano (al solito ci sono anche molte fotografie a corredo).

Seconda segnalazione: il libro NPE sul fumetto digitale: "E-motion. L'emozione del fumetto digitale al servizio della creatività" di Bilancetti e Marucci (con l'avvertenza che non ho ancora avuto il tempo di leggerlo). Sul fumetto digitale devo tornarci su, e intanto consiglio la visione del trailer di un documentario di Daniel Oren che uscirà prossimamente: Fumetti verticali (sono interviste a vari autori di fumetti, dovrei esserci anche io).


Un libro che spero stimolante come di solito sono i lavori di Tommaso Giartosio sui temi LGBT: "Non aver mai finito di dire. Classici gay, letture queer" di Quodlibet Editore.
Nelle prime pagine si spiega anche il senso di "lettura queer" - per me un po' ostico, lo ammetto; spero di capire meglio andando avanti [EDIT: aggiungo un link a Le parole e le cose che pubblica un ampio estratto della parte iniziale del libro].
Altri tempi quelli in cui Giartosio scriveva "Perché non possiamo non dirci. Letteratura, omosessualità, mondo" (di cui pensavo di aver parlato da qualche parte - invece no!) che purtroppo è esaurito.

Il libro di Marco Belpoliti "Chi sono i terroristi suicidi" l'ho preso un po' per caso (anche se ho un paio di altri libri dell'autore, che apprezzo): ero dalle parti della libreria Mondadori di Corso San Gottardo - che al contrario di quel che sembra è una piccola libreria gestita in maniera quasi familiare da una coppia molto attenta e che sa ben esporre i libri (e che ha un bel reparto per i ragazzi e i bambini) - non ho resistito a farci un giro; e se entro non riesco a non comprare qualcosa, ma dato che tempo non ne ho ho voluto prendere un libro piccolo.


Infine una rivista a cui sono stata abbonata per anni ma che per motivi di spazio non compro più in formato cartaceo da tempo: National Geographic Italia. Prima avevo l'abbonamento digitale su un iPad2 - ma la risoluzione non era il massimo e non mi piaceva molto leggere gli articoli; cambiato l'iPad con un Samsung ho provato a comprare un numero, l'ultimo con Jane Goodall in copertina, attraverso l'applicazione Edicola all'interno dello Store Google.
Tutto bene, la rivista si può leggere sia come fosse un pdf sia come rivista digitale a sezioni che scorrono sfruttando la verticalità e l'orizzontalità. Peccato (come si vede nella foto a destra) che quando vado a ricercare il numero non appaia dove dovrebbe essere, e la ricerca in Edicola digitando il nome della rivista mi dà sì il risultato giusto ma non cliccabile. In pratica per leggere il numero sono costretta a entrare nel mio account dove c'è l'elenco degli acquisti e da lì aprire la rivista. Un bel bug (ma di cui non ho trovato notizie altrove).


mercoledì 27 aprile 2016

Varie -84

Trent'anni fa il disastro di Cernobyl; qualcuno ne saprà poco, soprattutto i giovani.
Qui un servizio di Radio Popolare: Gita a Chernobyl 
Un documentario video: Il disastro di Cernobyl
Un articolo su Perché si può vivere a Hiroshima e Nagasaki ma non a Chernobyl?
Gli animali alla conquista di Chernobyl



In foto due miei recenti acquisti: il seguito di Fun, More Fun di Paolo Bacilieri; il dvd di "I miei vicini Yamada" (qui un trailer del film).

mercoledì 26 novembre 2014

Un numero di "Le Scienze" sui nostri antenati


Il numero speciale de Le Scienze in edicola dai primi di novembre è intitolato "La nostra storia" ed è tutto dedicato alle ultime scoperte in merito all'evoluzione umana attraverso i fossili - in pratica una fotografia di quello che è lo stato della ricerca paleoantropologica ad oggi, uno stato che è destinato a cambiare velocemente grazie alle tante scoperte  che si stanno facendo in tutto il mondo e all'avanzare delle varie tecniche di analisi e di ricerca (non solo quindi ricerca sui fossili, ma anche analisi comparate su storia del clima, dei pollini fossili, ecc.).
Da quando ho scritto questo post 3 anni fa ( Homo sapiens e le origini dell'umanità ) sono state fatte molte scoperte e la mappa della nostra evoluzione è stata rivoluzionata (c'è stato il sequenziamento del DNA dell'uomo di Neanderthal e la scoperta dell'incrocio con la nostra specie, poi nuove ipotesi per Homo floresiensis, sui Denisoviani e così via).
È tutto molto più complicato di prima, più cose si scoprono più è difficile capire come le cose devono essere poste nel simbolico albero frastagliato delle nostre parentele ancestrali: è normale sia così, l'evoluzione non ha un percorso lineare, e noi non possiamo riavvolgere all'indietro il film della nostra storia e vedere come andarono le cose.
Uno degli articoli di questo numero è intitolato "Datemi un martello", scritto da Ian Tattersall; l'articolo si conclude con questo brano:

Questa prospettiva sulla nostra evoluzione, in cui la nostra indubbiamente notevole specie è emersa da una rapida sequenza di eventi esterni casuali del tutto scollegati alle specifiche qualità dei nostri antenati, è assai meno esaltante dell'idea tradizionale di una maestosa progressione lungo gli eoni. Ma un attento esame del prodotto finale lo rende plausibile: non ci vuole chissà quale introspezione per capire che, con tutte le sue grandi capacità, H. sapiens è una specie imperfetta, un tema che riempie interi volumi, non ultimi quelli della psicologia evoluzionistica.
Vedere la nostra straordinaria specie come un accidente dell'evoluzione, però, ci da un'importante lezione. Perché se non siamo stati forgiati dall'evoluzione per essere qualcosa di specifico - adattati al nostro ambiente e fatti su misura per certi fini - allora abbiamo davvero un libero arbitrio che le altre specie non hanno. Possiamo davvero fare delle scelte sui nostri comportamenti. E questo vuoi dire, ovviamente, che di ogni scelta dobbiamo accettare la responsabilità.

Sono sempre stata affascinata dalle nostre origini, ne ho anche parlato nel post scritto tempo fa per il blog dei Segni (da cui ho preso anche l'immagine fantasiosa di un nostro simil-antenato qui sotto).

Disegno del 2011 tratto dal post "Riflessioni"

Concludo mettendo i link alle app della rivista Le Scienze per chi preferisce averla in digitale (o se non trovate più il numero in edicola e volete averla subito in lettura sui vostri tablet):  app per iOS e app per Android.
                        

giovedì 10 ottobre 2013

In digitale: una rivista di "graphic journalism" e un libro

"La Revue Dessinée" è una rivista francese trimestrale di reportage giornalistici raccontati a fumetti; è appena uscito il primo numero e io ne consiglio l'acquisto, sia in carta che in digitale (esiste una app, ma solo per iPad).
Qui potete vedere le prime due pagine di tutte le storie presenti (la più corposa è quella intitolata "Marins d'eaux dures"), interessanti e ben disegnate, pur nella varietà estrema degli stili.
La versione per iPad è ben realizzata, è facile visualizzare il sommario e anche il link "En savoir +" che porta a un paio di pagine di approfondimento dell'argomento trattato nel reportage che si sta leggendo (naturalmente se si è collegati a internet); inoltre rispetto ad altri fumetti digitali qui la visualizzazione nel 10 pollici del tablet è comoda, si legge e si vedono bene i disegni.
Il prezzo per la versione digitale è di € 3,59, decisamente onesto (ma io consiglio- per chi può- di ordinare la rivista su carta, meglio se in abbonamento per sostenere un progetto così ambizioso e bello). Come potete notare la copertina è del nostro Gipi (e qui una foto con l'autore). Qui invece potete vedere una selezione di pagine tratte dalla rivista per far vedere come vengono visualizzate certe funzioni.

Sul mio blog dei Ritagli troverete un brano tratto da "Avventurieri sul Crocevia del Mondo" di Davide Mana, in vendita su Amazon in ebook; la cosa interessante (oltre al contenuto del libro che narra dei vari esploratori ed avventurieri che si sono succeduti e incrociati lungo la Via della Seta) è che Mana per ovviare alla difficoltà di inserire immagini nell'ebook (spesso coperte da copyright) ha aperto una board su Pinterest raccogliendo sul web immagini di personaggi, cartine, persino disegni di autori come Pratt che vengono a completare il racconto storico/avventuroso del libro.

Infine qualche notizia fumettosa:
  • Dal 10 ottobre con Il Sole 24 Ore uscirà in allegato il primo volume della ristampa di Capitan Miki, il piano prevede 30 uscite.
  • Partono i corsi di Scuola di Fumetto Online, ma qui potete vedere una utile lezione esemplificativa sul blog relativo.
  • Si avvicina la data dell'uscita in edicola di "Orfani" della Sergio Bonelli Editore, ecco il lavoro che c'è stato dietro le quinte a proposito della stampa a colori. 

lunedì 8 luglio 2013

Una tavola e alcuni link

La tavola fa parte del gigante di Nathan Never su cui sto lavorando (fino ad adesso ho disegnato 35 tavole sulle 220 previste); Orson e Legs stanno parlando di qualcosa di non troppo allegro - di cosa lo scoprirete a febbraio 2015. La tavola non è definitiva nel senso che dovrò farci ancora qualche correzione; al solito la matita è realizzata velocemente su carta, scansionata, importata in Manga Studio 4 EX e inchiostrata totalmente in digitale.
Ed ecco i suggerimenti di lettura:





Copyright© immagini SBE

giovedì 6 giugno 2013

Varie -44

Segnalo l'uscita in edicola di un nuovo albo a fumetti, Long Wei, ideato e curato da Diego Cajelli (sceneggiatore di Dampyr e di tante altre cose), disegnato nel primo numero da Luca Genovese, pubblicato da Editoriale Aurea.
Long Wei è un bonellide che presenta la novità di un'ambientazione italiana (milanese) e un protagonista cinese. Ne parlano da angolazioni un po' diverse Recchioni ed Evil Monkey (il primo  nel suo post fa delle considerazioni interessanti su tirature e distribuzione, paventando anche una possibile futura scomparsa dei bonellidi - proprio per scarsa presenza e/o visibilità nelle edicole).

E' passato del tempo da quando ho dato un piccolo contributo al bel progetto Pick-a-land del gruppo Teiera; tra le tante cose da fare ho dimenticato di ringraziare le ragazze di Teiera per avermi spedito la mappa di Pick-a-land e 3 cartoline molto belle di Cristina Spanò, Giulia Sagramola e Sarah Mazzetti - lo faccio adesso!

Grazie a Paolo Interdonato sono andata in edicola il mese scorso e ho comprato la nenonata rivista di divulgazione a tema storico "Mondo Nuovo", che al contrario di altre pubblicazioni similari limita il suo "campo d'azione" all'età moderna (facendola partire dalla scoperta dell'America).
Vi collaborano storici, giornalisti e scrittori, e si promette rigore storico in ogni caso: spero sia così, perché il mio amico storico Davide nelle altre riviste di questo tipo lamentava errori e strafalcioni di ogni tipo (su questa attendo ancora il suo giudizio).
In edicola è appena uscito il secondo numero, uno degli articoli più interessanti (per me) è la storia della posa del primo cavo telegrafico intercontinentale avvenuto nel 1858 (anche se il collegamento durò poco, in quei primi pionieristici tentativi), con una tecnologia ancora tutta da inventare. Il primo collegamento duraturo data al 1866 - e da lì la storia delle comunicazioni (ma la storia in generale, direi) non sarà più la stessa (fino ad allora qualsiasi notizia viaggiava più o meno alla stessa velocità in cui viaggiavano le notizie ai tempi dell'impero romano).

Finalmente in ebook Stephen King con una manciata dei suoi titoli, tra cui l'imperdibile IT - si attendono col tempo altre pubblicazioni del vasto catalogo; peccato per la presenza del DRM...
In formato Kindle invece arrivano un po' di manga della Panini.

Segnalazione di una trasmissione radio, "La lingua batte", su Radio Tre: "un osservatorio sullo stato e sull'evoluzione della lingua italiana nei suoi vari aspetti: l'italiano che si sente nelle canzoni e quello che s'insegna, il lessico e la grammatica, i linguaggi tecnici e dialetti." Ho ascoltato un paio di puntate e sembra davvero ben fatto, interessante. Qui il podcast.

Ho adottato Kristal, la mia cagnolina, andando in un canile non lontano da Milano, ma molti dei cani che vi si trovano provengono dalla Bosnia - e Kristal infatti proviene da lì; diverse associazioni italiane effettuano viaggi in Bosnia e dintorni per salvarli da situazioni disperate.

La vignetta è tratta dal mio gigante in lavorazione, vi è ritratto Orson, un personaggio facente parte della ex Squadra Fantasma.






domenica 31 marzo 2013

Link di Pasqua e pasquetta

Spero di non aver già consigliato dei link in precedenti post (di solito controllo, ma possono sfuggirmi).



sabato 12 gennaio 2013

Libri, India, incroci

Sono tornata da poco da una visita di qualche giorno dai miei genitori, che abitano a più di 600 km da me; di solito questi giorni di riposo li chiamo "vacanze" - e in effetti non ho fatto quasi nulla tranne che leggere molto (e disegnare qualche bozzettino su ciò che rimane della sceneggiatura del Nathan in lavorazione).
Armata del mio Kindle ho potuto passare il periodo di lettura più intenso dei miei ultimi anni, una vera goduria: ho finito di leggere tre ebook, in più sono in dirittura d'arrivo per il tomone dell'autobiografia di Salman Rushdie, "Joseph Anton", di cui avevo già letto le prime 80/90 pagine (in tutto il cartaceo ne vanta più di 600, io l'ho letto in ebook).
In "Joseph Anton" l'autore si racconta in terza persona - cosa che mi aveva lasciata un po' perplessa all'inizio - e il cardine del libro è naturalmente la vicenda della "fatwa" lanciata da Khomeini nel 1989, con tutto quel che ne conseguì per la vita dello scrittore.
Il linguaggio usato nel libro è molto piano, "normale", ma proprio questa non eccessiva "letterarietà" riesce a trasportare il lettore nella realtà della vita dell'autore, e se ne rimane avvinti: ed è molto interessante perché a partire dalla "fatwa" si innescano tutta una serie di problematiche sia politiche che culturali che io personalmente conoscevo solo in maniera superficiale, mentre qui sono esposte nel loro mutare nel tempo e soprattutto con il "dietro le quinte". Rushdie durante la sua battaglia per il principio della libertà di espressione (oltre che per la sua vita) incontra tutta una serie di personalità dei governi occidentali, scrittori, attori, cantanti, e così via - insomma, la lettura da una parte fa riflettere molto su temi importanti, dall'altra è piena di aneddoti a volte gustosi e divertenti - e questi comunque si alternano a momenti drammatici (come la morte del traduttore giapponese de "I versetti satanici" o il ferimento di quello italiano).
Ho sottolineato molte parti di questo libro, che spero di riportare in parte sul mio blog dei "Ritagli", ma qui voglio riportare un brano che mi ha ricordato un post recente di Luigi Bicco -  Rushdie scrive un'immaginaria lettera a un membro del consiglio delle moschee di Bradford che lo aveva attaccato duramente:
"[...] Sulle pagine dell’“Independent” lei ha sostenuto che un libro come I versi satanici e un film come Brian di Nazareth dovrebbero essere “rimossi dalla conoscenza pubblica” perché si fondano, cito, su “metodi sbagliati”. Certo, potrà trovare persone d’accordo con lei sul fatto che il mio romanzo non vale nulla; ma è quando attacca il Circo Volante dei Monty Python che, per usare il termine caro a Bertie Wooster, lei prende la sua cantonata. Quello stravagante circo e il suo lavoro sono amati da molti, e ogni tentativo di rimuoverli dalla conoscenza pubblica si scontrerà con un esercito di avversari armati di pappagalli morti, che avanzano con camminate strambe e intonano inni sul lato positivo della vita, e immagino conosca gli sketch cui faccio riferimento.[...]"

Quando ho preso il treno per il viaggio di ritorno ho pensato di prendere un numero di Internazionale, che ultimamente per ragioni varie leggo di rado; era ancora in edicola il numero speciale di "Storie" che di solito contiene articoli lunghi di reportage o narrativi. Per puro caso questo numero era costituito di storie scritte da autori indiani, selezionate da Chandrahas Choudhury, scrittore ed editor di narrativa e di poesia della rivista indiana The Caravan.
Chandrahas Choudhury nella sua prefazione spiega che ha cercato "di mettere insieme stili quanto più diversi tra loro per mostrare come l'autore indiano di narrativa sia innanzitutto - nella sua forma più libera - un autore indiano di narrativa. In altre parole, pur ispirandosi al mondo che lo circonda, genera il suo stile attingendo da influenze che non conoscono confini. Ai suoi occhi Calvino può contare più di Salman Rushdie. Per decifrare le menti degli abitanti di un villaggio, il realismo di Giovanni Verga può servirgli più del lavoro dei grandi realisti indiani".
Ecco, questa attenzione degli scrittori indiani verso la letteratura italiana mi ha un po' sorpreso - e c'è da dire che Calvino viene citato molto da Rushdie in Joseph Anton.
Comunque ho letto tre dei racconti di questa antologia, compreso il racconto scritto dallo stesso curatore, e non è che ne sia rimasta particolarmente colpita.
Come tradizione ci sono a corredo degli articoli illustrazioni di grandi autori come la Giandelli, la Ghermandi, Ricci, Ale & Ale, Fior, Gipi: di quest'ultimo sono presenti acquerelli molto belli, uno in particolare un po' diverso dal solito, a riprova di come Gipi sia sempre in ricerca di qualcosa di diverso - senza rivoluzionare lo stile, ma lentamente esplorando modi diversi del segno e del colore.

Tornata a casa ho trovato nella casella di posta un altro sconto per ebook da acquistare su Bookrepublic.it: ne avevo un paio che avevo messo nella lista desideri, ma mancava meno di un euro per arrivare alla cifra totale scontabile. Sfogliando il catalogo di Bookrepublic mi sono imbattuta nel libro "L'uomo che volle farsi re - I costruttori di ponti", di Rudyard Kipling: mi è sembrata una scelta adatta alla mia "settimana indiana"...




mercoledì 10 ottobre 2012

La mia esperienza di lettura in digitale - 1a parte

Ho iniziato a leggere ebook su eReader un anno e mezzo fa, dopo l'acquisto di un Sony PRS 350 (da 5 pollici). Poi l'esigenza di sperimentare anche la lettura di fumetti in digitale mi ha portato a prendere anche un iPad 2, e ho iniziato a leggere libri in digitale anche lì - oltre a riviste e documenti vari (anche in pdf).
Da un paio d'anni ho anche un iPod che ho usato per ascoltare più che altro podcast durante le mie passeggiate con Milou, la mia cagnolina (ma ormai non lo faccio quasi più, purtroppo Milou ha un'autonomia sempre più breve), ma sono riuscita a leggere libri anche su questo piccolo schermo!
Da poco è arrivato anche un Kindle 4 NT (non touch), che un mio amico mi ha passato quasi per niente: il modello in questione è la versione appena precedente di quello che è in vendita adesso a 79€ (che è un po' più veloce e ha delle migliorie per quanto riguarda la visualizzazione dei caratteri). Tra un po' in Italia arriverà il Paperwhite che ingolosisce molti...

La libreria in iBooks; una pagina del libro di Ortolani "Due figlie e altri animali feroci"; l'inserimento di una nota con tastierina virtuale.
Da anni ormai per mancanza di tempo non riesco a leggere per frazioni di tempo più lunghe della mezz'ora; lo dico perché non posso affermare in maniera assoluta che la lettura su schermi retroilluminati (come quella sull'iPad e l'iPod) sia equivalente a quella su schermi a inchiostro elettronico come quelli del Sony e del Kindle: lo è per la mia personale e particolare esperienza di lettura.
Di seguito parto ad analizzare ogni singolo supporto elettronico su cui mi sono trovata a leggere dei testi:

iPod (4a generazione): è come un iPhone che però non fa le telefonate e non può essere collegato a internet in 3G, ma solo appoggiandosi a reti wi fi - il che mi è stato utile in qualche occasione; per il resto ci si può scrivere, usare app per le esigenze più varie, ecc., quindi un bell'aggeggino (peccato che la batteria dopo un anno cali vistosamente la sua durata fino a renderlo quasi inservibile per usi prolungati di cose come il wi fi, i giochi, la videocamera; dura un pochino di più per la musica, meglio per la lettura di ebook. Insomma, non è cosa che possa durare a lungo, se si vuole fare un investimento a lungo periodo è sconsigliato: credo sia meglio andare su prodotti che abbiano la batteria ricaricabile).
Lo schermo è di 3,5 pollici (il mio è il modello precedente a quello uscito da poco, più "lungo"), e sono riuscita a leggerci un libro come "Marstenheim" (che è lunghetto) e diversi altri testi. Questo tipo di lettura per me è comoda sui mezzi pubblici, quando c'è poco spazio a disposizione e magari una mano è impegnata per il sostegno (e c'è poca luce a causa dell'affollamento): con il pollice della mano che regge l'iPod basta toccare il lato dello schermo per girare la pagina.
Il carattere si può ingrandire a piacere in ogni app in cui si legga l'ebook (iBooks, Kindle, ecc.)
Certamente non è comodo leggere a lungo su schermi così piccoli, il cambio pagina per forza di cose è più frequente; eppure la portabilità estrema di un device così piccolo e leggero l'ho trovata utile in alcuni frangenti - quando non volevo portarmi delle borse, o per tragitti brevi.

iMac: non riesco a leggerci del libri o dei testi lunghi, ci lavoro quasi tutto il giorno e le uniche cose che riesco a leggere (molto velocemente) sono alcuni post dei blog che seguo - se sono abbastanza brevi. Quando mi imbatto sul web in articoli che vorrei leggere in santa pace li salvo in Instapaper o Pocket (provato anche Readability, ma alla fine ho scelto Pocket - ne parlerò più approfonditamente un'altra volta). Instapaper a dire la verità lo uso come "parcheggio" momentaneo per i post che mi serve citare nel mio blog, o per cose che prima o poi andrò a leggere, che so mi potrebbero servire in seguito; Pocket invece lo sto usando molto per leggere i post troppo lunghi - sul Mac li salvo, poi la sera con calma me li ritrovo nella app apposita sull'iPad (che li trasforma in solo testo - e foto se sono inserite nell'articolo - in maniera piacevole).

iPad: con Pocket appunto leggo tanti articoli che trovo sui siti, me li posso leggere la sera a letto, in poltrona, in cucina, volendo anche in giro (ma esco poco di casa). Giocando sulla luminosità dello schermo posso evitare di affaticare gli occhi (e chissà quanto è meglio lo schermo retina dell'iPad 3...); posso anche invertire in negativo tutto quello che appare a schermo (Impostazioni→Generali→Inverti colori), o anche farlo da dentro le applicazioni di lettura come iBooks, Kindle per iPad, persino Pocket - specialmente per la lettura serale è comodo, si stancano meno gli occhi.
L'iPad è anche molto veloce e reattivo, non è certo comparabile a un ebook reader - specialmente quando si tratta di prendere appunti con la tastiera, o anche solo per i cambi pagina.

Una pagina della rivista Limes; un'altra pagina della stessa rivista con ingrandimento del pdf (doppio tap) e le sottolineature; una pagina dalla app Kindle (mi piace il fondo seppia)
Ho diverse app da cui si possono acquistare fumetti (Comixology, Marvel, Izneo BD, Ave!Comics, Panini Digits, Dark Horse, Topolino, J-Pop, Madfire; altri fumetti invece hanno app dedicate), ma fino ad adesso a dire la verità non ne ho comprati molto, soprattutto non con continuità. Non che mi trovi male a leggere fumetti in digitale, ma è anche vero che ultimamente di fumetti in generale ne leggo meno, e quei pochi sono selezionati, li voglio tenere (e comunque spesso sono trovabili solo in cartaceo).
Non sono ancora convinta dai fumetti multimediali: ovvero, quelli che presentano audio e brevi animazioni, magari confinate all'interno delle vignette stesse (esempio questa app/fumetto?, Bottom of 9th: disegni molto belli, cura di ogni particolare, ma mi sembra di vedere un film d'animazione spezzettato in vignette e rimontato in tavole).
Come avrò già detto spesso in questo blog non so più dove mettere libri fumetti e riviste: la casa ne è piena. Quando posso quindi cerco di non acquistare in cartaceo cose che so esistere in digitale. Ultimamente stanno aumentando le versioni digitali di riviste mensili, e temo che allo scadere del mio abbonamento (cartaceo) con il National Geographic dovrò forzatamente passare a quello digitale (adesso anche in italiano); mi dispiace molto, ma a questa bella rivista sono abbonata da anni e gli scaffali con la costoletta gialla iniziano ad essere troppi rispetto a quelli di libri e fumetti.
Tra le ultime arrivate c'è la rivista Limes, la segnalo perché l'app è fatta molto bene, si possono anche sottolineare brani con l'evidenziatore e copiarli - oltre ad avere segnalibro, indici, ecc.
Non ho acquistato molti libri da Amazon, ma di quei pochi posso sincronizzarne la lettura con gli altri supporti su cui ho l'app Kindle (iPod-iPad-Mac), oltre al Kindle stesso naturalmente: in pratica se mi collego a internet (ovvero al mio account Amazon ove risiedono i libri acquistati) si aggiorna lo stato della lettura all'ultima pagina letta, in maniera che posso poi proseguire la lettura sui diversi device.
Uso l'app del Kindle anche per leggere le anteprime dei libri: sul sito Amazon si possono scaricare i primi capitoli di ogni ebook messo in vendita. Talvolta uso questa possibilità semplicemente per curiosità, per conoscere lo stile di autori che non conosco. Se il libro poi mi sembra interessante vado su Bookrepublic.it e di solito lo acquisto lì (spesso da loro mi arrivano offerte e buoni sconto).

Sul prossimo post prenderò in esame la lettura sugli eReaders veri e propri, quelli con inchiostro elettronico (quindi non retroilluminati): il Sony PRS 350 (ormai fuori produzione) e il Kindle 4 NT.

Qui la seconda parte.

martedì 31 luglio 2012

Diario di viaggio...letterario -8

Il viaggio inizia da qui.

30/7/2012

"Mi fai riposare un attimo?"
Giornata tipica senza grosse novità, la mattina andata a fare la spesa qui vicino casa, il resto della giornata passato davanti al computer a inchiostrare.
Dopo cena però mi è venuto il ghiribizzo di continuare il tutorial su Manga Studio (come creare delle "New Story") che promettevo ormai da tempo.
Ho usato il programma per Mac "Screenium" che è ottimo e che ultimamente si è aggiornato aggiungendo una parte per l'editing dei video. Purtroppo però il manuale è rimasto quello pre-aggiornamento: in pratica nessuna spiegazione su come ad esempio "riappiccicare" due parti di video dopo che se ne è tagliata una parte (l'ho scoperto solo la mattina seguente).
Un altro paio di pecche: ho usato la funzione zoom "al click del mouse", che però dura solo due secondi - un po' poco; e poi la funzione di registrazione "Voice over" taglia gli ultimi secondi di audio una volta che lo si inserisce nel video (motivo per cui ho dovuto esportare il video senza traccia audio e per cui dovrò usare un altro programma per aggiungerlo).
Sono stata impegnata a fare e rifare registrazioni (e a mettere scritte ed effetti vari) fino alle 23 e 30, ora in cui si è presentata Milou con aria di rimprovero: "Ma insomma vieni a dormire o no?".

31/7/2012

Stamattina presto ho ultimato la lavorazione sul video-tutorial, stasera tenterò di applicarci l'audio (per me è sempre una fatica, spesso sbaglio a parlare, incespico, mi fermo, mi cala la voce, ecc; devo rifare le registrazioni più di una volta). Il video è venuto lunghino, circa 12 minuti, ma adesso su Yotube si possono inserire video di varia lunghezza, e spero che non sia troppo "pesante" da caricare - vedremo…
La mattina ero in giro in via Medeghino (a Milano) e sono passata dal piccolo negozio di cibo giapponese Nera Sushi (per poter vedere tutto il menu cliccare in alto su "ordina online"). Ho ordinato degli Uramaki, spiedini di pollo e insalata di alghe, il tutto mi è stato poi recapitato a domicilio. Tutto molto buono, il gestore è molto simpatico (un italiano, il cuoco è giapponese), per chi passasse in zona il negozio è molto vicino a Piazza Agrippa (ma questo sabato chiude per ferie e riapre il 26 agosto), ci passa il 15, la 79, poco più in là c'è la fermata Abbiategrasso della metro Verde.
 Ieri  è arrivata la mia copia di National Geographic da poco in edicola, oggi vi ho letto un bell'articolo di Ernesto Ferrero su Emilio Salgari, ma ancora più interessanti le immagini a corredo (di cui parla Paola Pallottino), foto di modelli in posa per i disegni che poi ne ricavava lo stesso fotografo, il pittore  Alberto Della Valle, illustratore a inizio '900 di ben 22 romanzi dello scrittore.
Mettendo a confronto le foto e le illustrazioni poi ricavatene si può notare la precisione della copia e l'attenzione per i particolari, che pure non hanno niente di stucchevolmente "fotografico".

La foto ritrae Milou al ritorno della breve passeggiata pomeridiana: non lo fa mai, si è fermata e seduta al termine della prima rampa di scale, stanca morta - poverina! Come ho spiegato nell'ultimo post se tento di prenderla in braccio fugge via, per cui mi fermo sempre un po' a ogni fine rampa per non farla stancare troppo.

Viaggio del giorno: "America" di Franz Kafka

Ho avuto il mio periodo kafkiano intorno ai 20 anni, ho letto quasi tutto di lui (tranne Il castello), compresa qualche biografia e le lettere; ero così presa che sceneggiavo storie a fumetti molto influenzate dalle atmosfere dei suoi racconti, poi mi è passata e da allora non credo di avere più riletto niente di suo.
Se non avete letto niente di Kafka e ne avete un'idea un po' respingente consiglio di provare a leggere "America", un libro bellissimo, incompiuto, che è pieno di energia, intenso, immaginifico ma al tempo stesso "realistico" - leggendolo mi sembrava di vedere un film in bianco e nero, con una fotografia contrastata ed espressiva.
Qui ho trovato una traduzione del romanzo (che è breve) messa a disposizione online.

venerdì 15 giugno 2012

Inquietudini

Aggiornato il post il 17/6

Nell'ultimo anno si é parlato più dell'inesistente "profezia dei Maya" che di una possibile piccola (o grande) reale catastrofe a livello planetario: una tempesta solare di proporzioni notevoli, la più grossa che la Terra potrebbe subire da quando si é sviluppata la società tecnologica.
Per i particolari di questa notizia rimando al numero di "National Geographic" di giugno adesso in edicola (tra l'altro c'é uno splendido articolo sui guerrieri di terracotta cinesi), ma in sintesi vi si può leggere come entro un anno sia attesa una grande tempesta solare che potrebbe in via del tutto teorica (ammesso che raggiunga l'intensità dell'"evento di Carrington") mandare in tilt tutta la nostra rete elettrica e anche i satelliti - forse anche per mesi, assodato che le scorte dei generatori elettrici si esaurirebbero e per fabbricarne di nuovi occorrerebbe molto tempo.
Provate a immaginare una società senza elettricità: anche poche settimane basterebbero per creare danni immensi, si fermerebbero tutte le attività lavorative e produttive, le fogne, non avremmo più acqua potabile, i i trasporti sarebbero bloccati, come le comunicazioni. Ci sarebbero rischi di epidemie, assalti per il cibo - che scarseggerebbe, ospedali senza tantissimi servizi vitali; insomma, un disastro.
Non sento parlare molto di questo pericolo, posto che un'eventualità simile dovrebbe essere messa in conto dai nostri governi e dalle nostre istituzioni: esistono dei piani in caso di lunghi blackout out? Chi lo sa?
Io con gli scenari post-catastrofe ho una certa frequentazione immaginativa, anche notturna; uno dei miei sogni ricorrenti é di dover sopravvivere in una situazione disastrosa e di dover preparare in fretta uno zaino con le cose indispensabili: la maggior parte del sogno è occupata dai criteri con la quale selezionare gli oggetti da portare - e non è facile.
Adesso ad esempio mi chiedo se é il caso di comprarmi qualche caricatore a manovella, qualche batteria solare, fornelletti da campo con ricariche, scatolette, bottiglie d'acqua (uso quella del rubinetto di solito), e così via. Ho trovato questo sito dall'esplicito nome di Survival dove sono elencate tutte le varie cose a cui bisogna pensare in caso di disastri: io ci darei un occhio, non si sa mai.

A proposito di National Geographic da non molto é arrivata anche l'app versione italiana per fare l'abbonamento o acquistare numeri singoli; altro arrivo nell'App Store é Topolino: il settimanale Disney presenta qualche elemento multimediale da utilizzare se collegati a internet, il prezzo per numero é di 1,59 €, ma è possibile fare l'abbonamento annuale.

E adesso il solito elenco variegato di link:
- chi ha apprezzato il Dr. Morgue del duo Porretto/Mericone può andare sul sito Star Comics a leggere degli episodi aggiuntivi online;
- la guida di Google alla sicurezza online: da linkare agli amici meno esperti;
- arriveremo un giorno a sapere cosa pensano i nostri cani? Chi lo sa, di certo hanno pensieri e desideri complessi, come ben sa chi ne ha uno (e certe volte ci si riesce a parlare, almeno così sembra), e una certa intelligenza e arguzia.
- a Milano un gruppo di persone stufe dell'inciviltà degli automobilisti ha pensato di entrare in azione con foglietti adesivi "moralizzanti" - chissà se funzioneranno per qualcuno, ho i miei dubbi...




giovedì 18 novembre 2010

La fine

L'ultimo numero de "Le Scienze" ancora in edicola (quello targato novembre 2010) è dedicato interamente al concetto di "fine" applicato in vari campi: dalla fine delle risorse della Terra alla fine delle specie animali, dalla fine della nostra vita a quella della Terra come corpo celeste.
Qui trovate l'elenco degli articoli contenuti nella rivista (gli articoli principali sono linkabili verso una breve sintesi del contenuto), qui invece una presentazione di Marco Cattaneo.
Gli articoli sono molto interessanti, quello di Moyer poi - che è una introduzione - cerca di spiegare perchè l'essere umano sia così affascinato dal concetto di fine, in special modo perchè sia così presente la paura di catastrofi e apocalissi.
Per gli appassionati di CSI e e argomenti simili c'è un documentato articolo sulle tappe con cui si articola la dissoluzione del nostro corpo dopo la morte.
Penso spesso alla mia fine, all'ora in cui lo spettacolo finirà improvvisamente. Non credendo a un aldilà di cui non c'è nessuna prova penso alla morte come capolinea definitivo; l'unica cosa che mi consola è che io non saprò mai cosa vuol dire veramente "morire": un attimo prima sarò viva, l'attimo dopo non sarò più. Piuttosto potrei sapere cos'è il dolore, l'agonia - l'unica cosa di cui ho veramente paura - e come tutti spero in una fine veloce e incruenta.
Mi dispiace non sapere come andranno le cose qui tra qualche secolo; il mio pessimismo mi fa propendere per una umanità in grossi guai, ma non è detto che ci possa essere una sorta di svolta, di nuovo inizio dopo aver toccato il fondo - chi può saperlo?
In ogni caso so che avverrà una piccola apocalisse tra non molto (decenni? anni?), e tutto il mondo finirà: egoisticamente è così che vedo le cose con l'approssimarsi della mia scadenza...

mercoledì 1 settembre 2010

Varie - 12

Della "querelle" di cui si parla in giro sui blog a carattere fumettistico forse scriverò un post più avanti - anche se non ho molto da dire, perlomeno niente che non sia già stato detto qui e là. Il nostro è un piccolo mondo (e girano pochi soldi, ci sono pochi lettori, poca attenzione da parte dei media se non travisando alquanto la natura del fumetto e la sua varietà - insomma, poco di tutto): spesso ci si parla e ci si cita reciprocamente, non solo per amicizia personale o per farsi pubblicità, ma perchè ci si conosce più o meno tutti, e bastano uno o due gradi di separazione per raccogliere la "fumettopoli" italiana.Per cui in un gioco di specchi un po' surreale segnalo un post del blog di Moreno Burattini (di cui annunciavo la nascita qui) in cui lui elenca un po' di blog che citano il suo "Freddo cane in questa palude", tra cui il mio, avendo così l'occasione di ricordare una mia piccola "partecipazione" a un numero di Zagor in veste di "vignettista riparatrice" - Moreno racconta l'episodio, quindi non mi ripeterò qui (è visibile anche la copertina della storia in questione).

Un altro bel post  sempre di Moreno Burattini parla delle migliaia di libri che ha letto, e delle altrettante migliaia che probabilmente non riuscirà a leggere! Descrive molto bene le sue tecniche di lettura - tecniche e trucchi che con diverse varianti adottano altri voraci lettori (come Stefano Piani) e anche io nel mio piccolo (ne parlo nei commenti al post di Moreno).
Di libri ne leggevo tanti negli anni del liceo e dell'Accademia, quando avevo molto tempo libero (lo studio - per me che mi piaceva - non mi occupava molto); fondamentale la scoperta delle biblioteche comunali, dato che non avevo un quattrino: ero iscritta a due di esse così potevo prendere in prestito anche più di due libri alla volta.
Adesso che sono sommersa dal lavoro le letture sono diventate più rarefatte, e un altro problema è comparso: la carenza di spazi dove stipare libri e fumetti.
In questo post parlavo della mia intenzione di proseguire l'abbonamento alla rivista "Internazionale" passando alla versione in pdf; bene, ho recuperato un pochino di spazio nelle mie librerie (prontamente sparito), però le mie impressioni sono contrastanti: da una parte non ci sono più i ritardi nella consegna, anche se non erano molto frequenti (la metà delle volte invece del venerdì mi arrivava il sabato, e alcune volte mi è arrivato anche il lunedì) - anzi, il giovedì è già pronta la mia copia da scaricare; dall'altra la mia idea di usare il pc portatile come "lettore" si è rivelata fallimentare, perchè leggendo nei ritagli di tempo non mi viene certo voglia di stare ad aspettare Windows che si carica...
Piuttosto quando mi ricordo stampo qualche articolo lungo - ma  il tutto alla fine diventa farraginoso e scomodo, e non ho più la goduria di maltrattare la rivista di carta.

A proposito di "Internazionale" sul mio blog dei "ritagli" segnalo un breve fumetto di Duccio Boscoli (che non conoscevo), e altre cose come il racconto di Bradbury "Pioggia senza fine", "Bakuman", "Pluto", ecc.

giovedì 5 agosto 2010

Il basket in carrozzina

 Da poco ho acquistato il n. 9 di "Real", il manga di Takehiko Inoue di cui avevo già parlato qui in questo blog due anni fa (tra l'altro ho trovato un sito giapponese dedicato a questa serie, e dove alla voce "Movie" è possibile vedere dei booktrailer dei vari volumi usciti finora).
Per coincidenza qualche giorno fa su uno dei canali del digitale della Rai mi è capitato di vedere per la prima volta degli spezzoni di partite di basket in carrozzina del campionato italiano ("Real" parla di questo sport attraverso la storia di diversi ragazzi).
Io che non sono un'esperta di basket ho potuto apprezzare la spettacolarità e l'agonismo di questo sport - e grazie alla lettura di "Real" avevo anche qualche semplice nozione di base sulla "somma dei punteggi dei giocatori" di ogni squadra (ogni giocatore a seconda della gravità della disabilità ha un determinato punteggio). Quello che non sapevo è che in ogni squadra può scendere in campo (naturalmente in carrozzina) anche un normodotato che avrà un punteggio di 5; la squadra in totale non deve superare il punteggio di 14,5. Per il resto le regole sono uguali a quelli del basket "in piedi", tranne qualcuna (tipo quella che impedisce al giocatore di alzarsi col busto dalla carrozzina, considerato fallo tecnico).
Informazioni e video su questo bello sport sono reperibili sul sito di BIC Italia.

Qui sotto ho postato un esempio da Youtube (è un servizio televisivo con delle buone immagini).

martedì 6 gennaio 2009

Consiglio di lettura


Di "Internazionale" parlo spesso, è il mio settimanale preferito, ma questa volta vorrei segnalare un articolo in particolare, quello scritto da Manuel Rivas sul numero adesso in edicola (il n. 776, lo trovate fino a giovedì): il titolo è "Una storia argentina", e parla del grande sceneggiatore e intellettuale argentino Héctor Oesterheld, il famoso autore de "L'Eternauta" e di tanti altri fumetti, spesso disegnati da italiani (di cui il più famoso è Hugo Pratt).
La storia di Oesterheld è abbastanza nota, specialmente la tragica fine come "desaparecido" durante la feroce dittatura di fine anni 70 in Argentina; meno noti sono i particolari della sua vita, e dei suoi ultimi mesi di prigionia (l'articolo riporta molte testimonianze di sopravvissuti alle carceri della dittatura che lo incontrarono), nonchè il fatto che con lui furono uccise 4 sue figlie.
La bellezza dell'articolo è però nel modo in cui si legge la storia tragica di Oesterheld, e cioè attraverso la sua opera più famosa, "L'Eternauta" appunto.
Rivas riesce a dare un ritratto completo di questo grande autore, e lo fa in un modo impossibile da dimenticare.
Se non bastasse, allegato a questo numero di "Internazionale" c'è un calendario illustrato da Gipi, e all'interno altre storie e articoli di autori noti. Per me varrebbe l'acquisto anche solo la presenza delle bellissime illustrazioni di Giandelli, Shout, Stefano Ricci, Igort, Cerri, Scarabottolo, Ghermandi, Ale & Ale.
Questo numero è anche acquistabile on line sul sito di "Internazionale" e scaricabile in formato pdf, al costo di copertina (3 €).

domenica 14 dicembre 2008

Appunti di lettura -1


Da un anno sono abbonata a Micromega, avendo approfittato di uno sconto particolarmente favorevole; prima compravo solo i numeri dedicati alla filosofia, alla scienza, o alla laicità. Ebbene, mesi fa uscì un doppio numero, poichè uno era dedicato all'anniversario del 68; nella mia casella di posta arrivò la busta trasparente con all'interno solo il numero "normale", essendo stato sfilato quello del 68 da qualche interessato funzionario delle poste - I presume...
Micromega fa parte del gruppo L'espresso/La Repubblica, lo stesso gruppo che pubblica la versione italiana di National Geographic, di cui sono abbonata dalla sua prima uscita. Ricordavo che anni prima mi era arrivato un numero di N.G. con delle pagine imperfette, e avevo telefonato al loro numero clienti chiedendone una nuova copia. La copia arrivò, ma mancante delle cartina allegata; ritelefonai e mi venne mandata una seconda copia, il tutto senza che mi fossero fatte storie.
Così tentai la stessa cosa con Micromega, scrivendo all'indirizzo mail riservato agli abbonamenti.
Dopodichè mi ero dimenticata della cosa finchè l'altro ieri mi è arrivata in busta imbottita il numero speciale sul 68; è arrivato un po' tardi, ma mi ha fatto piacere lo stesso constatare che la mia richiesta sia stata accolta...

Su questo numero "tardivo" di Micromega stavo leggendo la testimonianza di Sergio Staino sul suo 68 (naturalmente sotto forma di minifumetto). A quei tempi la maggiore età si conseguiva ancora a 21 anni, e Staino, che ne aveva 18, aveva la necessità si sposare la sua giovane compagna (nonostante fosse contro il "matrimonio borghese" Staino voleva aiutare la sua ragazza a fuggire da una famiglia oppressiva). Ebbene, l'escamotage trovato per potersi sposare senza il permesso dei genitori era sfruttare un gentile cedimento dello stato italiano nei confronti della Chiesa Cattolica (non l'unico, ma certo per me fino ad adesso sconosciuto): "il concordato concede al vescovo il potere di sostituirsi alla patria potestà", e quindi Staino non ha fatto altro che trovare un prete compiacente (un prete "comunista") per fare ciò che lo Stato italiano gli vietava nella maniera più assoluta...
No comment.

martedì 2 settembre 2008

Riviste in DVD


Ieri mi sono comprata il dvd doppio della rivista "Le Scienze", 40 anni di articoli al modico prezzo di € 14,90.
Dopo mi sono chiesta: perchè l'ho fatto? Be', mi sono giustificata un po' pensando che così avrei potuto disfarmi della ventina di copie che conservo di questa rivista, e liberare dello spazio prezioso nelle mie librerie.
"Le Scienze" è una rivista che compro saltuariamente, alcuni argomenti mi interessano più di altri (antropologia, paleologia, evoluzionismo), ma ho qualche limite a comprendere gli articoli più tecnici, e quelli ricchi di formule matematiche (ah, visitate anche il blog interno di Dario Bressasini, "la Scienza in cucina", alcuni articoli sono interessantissimi e curiosi).
L'anno scorso per lo stesso motivo (la ricerca di spazio!) avevo acquistato la raccolta completa di "Diario della settimana", anche perchè dopo la battaglia di Deaglio contro i "brogli" avevo smesso di comprarlo; i suoi speciali sulla Memoria però erano imperdibili...
Un acquisto che sta diventando annuale è invece "Internazionale", un settimanale che pubblica una selezione di articoli provenienti da tutte le parti del mondo, tradotti, con un sacco di belle foto, due pagine dedicate ai fumetti più la striscia di Gipi e di Yocci. Andare il venerdì in edicola per comprare questa rivista ormai è un rito, ma già dopo un anno viene fuori che un preziosissimo scaffale viene occupato interamente da essa.
La soluzione: le annate complete raccolte in dvd (l'anno scorso il dvd costava sui 13 € se non sbaglio), una comodità unica, con un motore di ricerca interno molto efficiente.
Non mi chiedete quanto usi poi in effetti questi comodissimi dvd...ce li ho, occupano poco spazio, e tanto basta!