-


Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post

venerdì 13 luglio 2018

Bill Watterson, Deadwood Dick e ancora GDPR

Rompo il silenzio di questo blog in occasione del 60° compleanno di Bill Watterson, l'autore di Calvin & Hobbes, uno dei miei fumetti preferiti (e uno dei pochi di genere umoristico).
Watterson ha incredibilmente smesso di disegnare fumetti diversi anni fa, magari c'è qualcuno che non conosce le strisce del ragazzino con la tigre di pezza - in caso il consiglio è di recuperare almeno qualche albo (in foto la mia collezione - credo completa - pubblicata a cavallo tra fine anni novanta e primi anni 2000 dall'etichetta Comix - Franco Cosimo Panini Editore).
Un articolo su Watterson di Andrea Fiamma forse riesce a dare un'idea di quanto era (è) particolare quest'autore: Questo è Bill Watterson.


La nuova collana Audace di Sergio Bonelli Editore presenta una serie a fumetti tratta da dei libri di Joe R. Lansdale: Deadwood Dick, sceneggiata da Michele Masiero e disegnata da Corrado Mastantuono (la trovate in edicola).
Di Joe R. Lansdale sto guardando su Prime Video la serie tv tratta da altri suoi libri, Hap & Leonard. La prima stagione è davvero bella, i protagonisti davvero azzeccati; la seconda stagione dalla metà in poi (ma anche prima) inizia a deragliare mettendo in rilievo una regia e una sceneggiatura davvero carenti. Ciò nonostante guarderò con speranza anche la terza stagione, non ancora presente nel catalogo italiano.


Nel mio post precedente parlavo dei problemi che anche blog piccoli e senza pubblicità come il mio devono affrontare in seguito all'entrata in vigore del GDPR. In verità non so ancora bene cosa fare e non so se sono a posto dal punto di vista legale; in questo articolo di Barbara Businaro - GDPR per blogger: maggiore privacy o un lucchetto alle parole? - si affrontano in maniera chiara e approfondita i vari aspetti della questione (e mi sembra che più o meno blog come il mio dovrebbero superare l'esame - ma non ne sono sicura al 100%); da leggere anche i commenti.

mercoledì 27 dicembre 2017

Di giorno in giorno -14

Questa serie di post inizia qui.

Sto aspettando che passino le feste per rilassarmi un po' (lo so che di solito è il contrario), avendo la cagnolina che è terrorizzata dai botti cercare di portarla a fare la passeggiata diventa un'impresa.

Con la serie tv di Star Trek The Next Generations sono arrivata a rivedere la seconda stagione - meglio della prima (ma non ci voleva molto) e con la momentanea sostituzione della dottoressa Crusher con altro personaggio (meno male che è durata poco, perché in effetti non funzionava); hurrà per la comparsa della barba a Ryker!
A proposito di Star Trek mi sono imbattuta in questo articolo che parla de "Il travagliato dietro le quinte di Star Trek: La Nemesi": non posso credere che abbiano preso un regista che non conosceva Star Trek e che si è pure rifiutato di vedere qualche episodio della serie - ci credo che il cast lo detestava.

Finalmente nella seconda stagione ecco Ryker con la barba!

Torno a uno dei temi del post precedente: sul finanziamento di Radio Popolare di Milano e della tavola di fumetto che ho messo in offerta (assieme a un disegno di Nathan Never) qui sul sito della radio un articolo in proposito di Disma Pestalozza.
Altro sito che utilizza il finanziamento dei lettori per vivere: Graphic News utilizza il fumetto per raccontare l'attualità.

Dopo RaiPlay ecco il sito dedicato alle radio della Rai: RaiPlay Radio (ancora da mettere a punto per me).

La seconda stagione presenta meno assurdità della prima, ma c'è sempre qualcosa di cui sorprendersi.

Mi piace molto la scienza e penso che conoscerla sia fondamentale se vogliamo migliorare il mondo in cui viviamo (e anche salvarlo, se ancora siamo in tempo): qui consigli di letture per Natale, in ritardo ma sempre validi per tutte le stagioni.
Conoscere e imparare fin da giovani è importante: qui un libro per ragazzi sui "100 passi nella scienza. Le scoperte che hanno cambiato il mondo" di Lisa Jane Gillespie (Editoriale Scienza, da 10 anni).

Termino con i "Consigli di sicurezza per gli acquisti natalizi online" di Paolo Attivissimo - anche qui sono in ritardo, ma i consigli valgono tutto l'anno.

Auguri a tutti!

giovedì 14 settembre 2017

Notizie varie (e un disegno di Tex)

Dopo una lunga pausa (lo sceneggiatore era impegnato) sono tornata a lavorare su una breve storia per un Color Tex - nel tempo libero faccio disegni a tema, in questo caso ho usato Clip Studio Paint.

La versione semplice a matita (digitale) è qui

Notizie varie a tema Fumetto:

- Sarà realizzato un film dalla serie "Strangers in Paradise" di Terry Moore! Lo stesso autore collaborerà con Angela Robinson. Auguri, eh.
- In edicola con La Gazzetta dello Sport troverete a breve la collana dedicata a "Valérian e Laurelin, Agenti spazio-temporali" di Pierre Christin e Jean-Claude Mézières, un classico della BD di fantascienza.
- Susanna Raule sulla questione dei compensi ai disegnatori: "Una questione di soldi".
- Zerocalcare e la settima stagione di Games of Thrones.
- I "Momenti di vita reale" del fumettista Daniel Cuello (autore di "Residenza Arcadia" per Bao).
- Continua con il capitolo 13 il racconto di Boris Battaglia (Da Hara-Kiri alle Graphic Novel – storie di fumetti e rivoluzioni marginali): "Qui comincia l'avventura".

Un po' di Podcast da Wikiradio (Rai Radio Tre):

- Un avvenimento del 1955 che ignoravo: Il Pogrom d'Istanbul.
- Anche di questo non avevo mai sentito parlare: La catastrofe di Mattmark.
- Quando gli stranieri ci studiano e valorizzano la nostra storia: Gerhard Rohlfs e i dialetti della Calabria.

Miscellanea di link:

- Il fumettista Matteo Bussola da qualche tempo è diventato anche scrittore - prima con il libro "Notti in bianco, baci a colazione" che riorganizzava i suoi interventi lunghi su Facebook, adesso con il secondo libro che tratta i temi della scuola: "Sono puri i loro sogni", in uscita sempre da Einaudi. Ebbene, oltre ad avere una rubrica sull'inserto Robinson de La Repubblica Bussola ha esordito in radio con una trasmissione che si chiama "I Padrieterni", co-condotta con Federico Taddia su Radio24 ogni domenica.

- A Roma c'è inQuiete, festival di scrittrici a Roma (dal 22 al 24 settembre).
- Storyboarder è un programma per visualizzare le proprie storie - gratis.
- Qui invece il fumettista Bruno Olivieri vi parla del programma di disegno digitale Medibang Paint nella versione per Android.
- A Milano dopo la chiusura della storica Libreria del Giallo si aprirà in via Padova Il Covo della Ladra (giallo, noir, fantasy) che vuole diventare un punto di riferimento per tutto il quartiere. È aperta anche una sottoscrizione.

- Un paio di avvertimenti da Paolo Attivissimo per chi frequenta il web con leggerezza: Che male c’è a pubblicare una foto della carta d’imbarco o dei biglietti per un concerto?; e Antibufala: attenti alle richieste di amicizia del signor Bonomi, è un hacker! 
- Ce la faremo a vedere un film o una serie tv decenti tratti dai libri di Stephen King? Chi lo sa, intanto qui Giorgio Fontana parla di IT, a breve nei cinema sotto forma di film.
- Cucinare la pasta senza che l'acqua continui a ribolllire? Gli esperimenti di Dario Bressanini in cucina.

lunedì 19 dicembre 2016

Com'è andata oggi (19/12/16)

Oggi è andata bene finché gli appassionati di botti e miccette hanno deciso di svegliarsi proprio alle 20, orario in cui si dovrebbe far fare la passeggiata alla cagnetta - che adesso è terrorizzata.
Belle le feste.
E dunque: a Natale chi fa lavori normali forse ha dei giorni di ferie, si ha del tempo in più. Per quelli che ancora leggono qui ci sono dei consigli per un po' di libri (bella selezione) : 18 libri di fantascienza per Natale

Per stasera è tutto (questo è il terzo post della serie "Com'è andata oggi", uno dietro l'altro, incredibile).

domenica 18 dicembre 2016

Com'è andata oggi (18/12/16)

Oggi ho lavorato quasi tutto il giorno, come ieri - alle 17 ho smesso perché ero davvero stanca, colorare diversi giorni di seguito mi pesa molto, devo stare attenta ad alternare di più le varie fasi del disegno (sto disegnando un albo a fumetti per la Bonelli, il mio primo a colori).
Stamattina a Milano si era sotto zero, la giornata poi è rimasta fredda, molto.

Ecco le mie segnalazioni di oggi:

Della serie "Leggeteli per me" (che di tempo ahimè non ne ho): Ridere nell'antica Roma di Mary Beard, Carocci Editore (In che modo, e perché, si rideva nella Roma antica? Come agiva il riso nella cultura dell’élite romana? Qual era il suo compito politico, intellettuale, ideologico? E che cosa ci dice di come funzionava la società?); 1001 libri da leggere nella vita. I grandi capolavori della narrativa mondiale a cura di P. Boxall (giusto per farsi del male).

Di seguito due disegni di Tex Willer (in uno c'è anche Kit Carson - matita su carta) realizzati per Francesco.




sabato 17 dicembre 2016

Come è andata oggi (17/12/16)

Posso superare lentezza e pigrizia solo creando uno schema e una routine e buttandomi senza pensarci troppo.

Le novità di oggi: la moderazione dei commenti. Mi spiace molto ma negli ultimi giorni qualcuno sta spammando cambiando sempre nome, da qui la necessità di moderare i commenti. Non credo sia un grande problema né per me né per voi perché la quantità dei commenti ultimamente è calata (e non sono mai stati tanti).

Cose da leggere in giro:

Internet utilitie della giornata: Toby: manage your tabs, un'estensione di Chrome che serve a gestire le schede aperte (nella foto potete vedere che i link precedenti li avevo salvati con Toby nella sezione "Blog varie").
Questa estensione potrebbe ripulirmi un po' il mio Instapaper dalle cose che metto da parte per il blog e che ho già letto, link che mi servono provvisoriamente. In Toby (che si installa con un'icona rossa nella barra del browser in alto a destra) posso suddividere le tab salvate per argomenti, le posso riaprire tutte in una volta, spostare, e anche altro (c'è anche la funzione "ricerca"). 
L'unica cosa che non mi piace molto è il grigiolino troppo chiaro dei testi descrittivi (si può anche scegliere un tema scuro ma quei testi rimangono poco leggibili lo stesso).



lunedì 23 novembre 2015

Tempo, percorsi ed esperienze

Tanti di noi oggi sembrano avere meno tempo per tutto, e il tempo che rimane "libero" è sempre più parcellizzato, frullato in mezzo alla navigazione tra notizie, mail, social, video, immagini. In questo periodo sto cercando di ritrovare un ritmo che dia un senso a questo frullato, di ridare tempo al lavoro, di cercare di non disperdere energie che con l'età è sempre più difficile recuperare.
Confesso che la preparazione al corso di Manga Studio mi ha impegnato più del dovuto, e certo il fatto che fosse per me una prima volta mi ha spinto a dedicare più tempo del normale a ripassi di manuali e tutorial (se sia poi servito davvero non so). Del tempo non dedicato al lavoro però non mi pento, l'esperienza è stata molto bella e ho conosciuto delle persone simpatiche e interessanti; posso certamente migliorare le mie capacità espositive, e qualche punto del programma avrei potuto approfondirlo meglio, ma sono abbastanza sicura di avere trasmesso delle nozioni e di aver fatto venire voglia di usare al meglio il programma, che ha tante possibilità. Ringrazio l'Associazione Autori di Immagini che mi ha invitato a tenere il corso e in particolare Benedetta, il mio referente, che mi ha aiutato e assistito (qui potete vedere alcune delle sue creazioni con la carta).


Il tempo parcellizzato rischia di far diventare tutto superficiale, distratto, più cose leggiamo e guardiamo e meno capiamo. Non è facile rinunciare alla quantità e soprattutto selezionare ciò che più ci interessa.
Ho già linkato in un post passato Slow News, un sito-newsletter che cerca di selezionare per noi notizie che meritano di essere approfondite, da leggere senza troppa fretta; sempre grazie a loro scopro il sito This., un social dove è possibile condividere con chi ci segue un solo link al giorno: il massimo della sintesi e della selezione (mi trovate qui - è un sito dominato dalla lingua inglese e dove manca ancora una funzione di ricerca utile).
Il problema del navigare - anche solo per cercare delle informazioni mirate - è che è facile prendere strade laterali, vicoli, incroci che portano ad altro. Ad esempio ieri mi sono imbattuta nello Slow Reading Manifesto di Antonio Tombolini, che in parte riporta la preoccupazione per la  "tendenza alla fruizione veloce velocissima, allo zapping, al rimbalzo frenetico da un contenuto all’altro che il digitale e la rete hanno reso d’un tratto così agevole" (ma non è un appello "passatista", poichè "...È là, nel dominio del digitale e della rete, proprio là dove lo Slow Reading rischia l’estinzione, che va cercata e fatta crescere la sua possibile salvezza: è l’ebook, o meglio, può essere l’ebook il futuro possibile del libro e delle buone letture ai tempi della rete").
Tra l'elenco di letture formative di Tombolini mi sono imbattuta in un nome che non avevo mai sentito, von Grimmelshausen; sono andata a vedere chi era, venendo così a conoscenza del suo libro più famoso, L'avventuroso Simplicissimus, trovandone anche un riassunto in questo sito e l'ebook in vendita qui.
Insomma, è più forte di me, ogni volta che trovo qualcosa che mi incuriosisce parto con ricerche e navigazioni e deviazioni, non è facile trovare un metodo per fermarsi e limitarsi.

venerdì 10 luglio 2015

Varie -79


Ho un po' di link arretrati da segnalare, ma iniziamo con le notizie più urgenti:
  • Fino al 14 luglio Clip Studio Paint è in offerta! La versione base (Pro) costa meno di 15 € (70% di sconto), mentre la versione completa (EX) ha il 60% di sconto e costa circa 85 € (ricordo che CSP è la versione digitale, uguale, di Manga Studio 5).
  • Altra novità da Celsys: Clip Studio Paint ieri ha rilasciato l'ultimo aggiornamento, si passa dunque dalla versione 1.3.8 alla 1.4.1.  Tra le novità segnalo la possibilità di esportare le storie in formato Epub e per Kindle, la possibilità di cambiare la risoluzione del file al momento dell'esportazione, o anche di cambiarlo in batch in una storia, un nuovo tool gradiente, la possibilità di esportare separatamente il testo.
  • Cookie Law: E’ arrivato il widget ufficiale per WordPress e si chiama EU Cookie Law Banner. In pratica non cambia molto rispetto a quelli "artigianali" che sono fioriti sui siti Wordpress.org (come il mio); non blocca i cookies di profilazione, se avete aggiunto servizi di terze parti. Ho smesso un po' di seguire tutta la vicenda perchè mi sembra che incontri e precisazioni da parte delle autorità preposte non hanno portato a considerare il problema del blocco totale preventivo dei cookies, quasi impossibile da ottenere se non mettendo mano nei codici e sapendo usare strumenti tecnici non alla portata dei semplici blogger. Per cui boh, vengo a sapere di un sacco di siti anche famosi o di tipo istituzionale che non bloccano tutto, e quindi potenzialmente multabili. Continua a sembrarmi tutto molto surreale.
  • Vivian Maier in Italia: per la precisione a Nuoro; un'ottima occasione per visitare la Sardegna e vedere una bellissima mostra.

domenica 14 giugno 2015

Cookie Law: rinuncio a capirci qualcosa

Mentre ero fuori Milano il Garante ha pubblicato un'infografica, e al solito sono fiorite le interpretazioni su questo documento: ormai ogni precisazione o tentativo di spiegazione e "semplificazione" della "Cookie Law" (ovvero: "Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie" - e vedete voi se la trovate sul sito del Garante perchè oggi ho scoperto che è irraggiungibile il link che ho indicato nelle mie informative: andiamo bene) originano a cascata le solite opposte interpretazioni, che a me personalmente angustiano per quanto riguarda un paio di punti: l'individuazione dei cookie che si hanno sui "propri" blog (ovvero sui blog come questo, ospitati da grandi piattaforme) e la loro tipologia (se sono profilanti o no, se sono di terze parti o no), e poi sul cosa fare: basta l'informativa e il "consenso" del visitatore (che consisterebbe in un semplice clic o addirittura solo in uno scroll) o bisogna anche bloccare i cookie prima del consenso?
Io ad esempio uso Ghostery (che è un addon disponibile per molti browser), WebCookies.org e le info di Chrome per individuare i cookie, ma ognuno di questi metodi mi trova cookie leggermente diversi: molti non ho idea da dove provengano - nel senso che ho tolto i bottoni social, ho tolto widget vari, mantenendo "pulito" il blog (i miei vari blog), ma non serve a niente, e alcuni cookie sono di lunga durata, quindi profilanti (se non ho capito male).

Poi: pare che la storia di Tumbrl (o similari) che ha sede fuori dell'UE non valga nulla come argomentazione per fregarsene di informative e banner - lo sospettavo, come al solito dipende da cosa si legge in un dato periodo, sballottati come siamo noi "ignoranti" tra chi dice che si sta facendo del terrorismo e chi dice il contrario: ma io cosa ne so?

Un'analisi dell'infografica la trovate qui: "Cookie: arriva l’infografica del Garante", dove tra l'altro mi sembra si dicano due cose in contraddizione in poche righe:
Ultimo punto da affrontare: il famigerato blocco preventivo dei cookie. Nell’infografica si parla dell’obbligo di “richiedere il consenso ai visitatori” senza specificare però se è necessario bloccare l’installazione dei cookie fino a quando l’utente non avrà aderito alla cookie policy. Come lo stesso Garante spiega è possibile acquisire il consenso tramite “scroll” per cui, nel momento in cui l’utente inizia ad interagire con il sito, sarà necessario ricaricare la pagina per procedere all’installazione dei cookie.
Come riuscire dunque a bloccare preventivamente il caricamento di quei plugin che rilasciano cookie? Per WordPress è stata di recente rilasciata la nuova versione di Italy Cookie Choices, un plugin in grado di bloccare i cookie fino all’acquisizione del consenso informato.
Ma insomma se non è specificato se bloccare l'installazione dei cookie perchè installare un plugin apposito? Che poi è un plugin per chi ha il blog su Wordpress.org, non vale per chi ce l'ha (come me) sul .com.

Un po' di cookie di terze parti del mio Tumbrl: da dove vengono? Come toglierli? Boh.


Sul sito di La mia privacy si torna ad analizzare uno degli ultimi "chiarimenti" del Garante, e lo si fa nello specifico delle varie affermazioni, trovando contraddizioni e cose poco chiare: "#cookielaw: esame senza sconti degli ultimi “chiarimenti” del Garante".
Questa Cookie Law è una legge europea, ma poi ogni paese ha adottato diverse soluzioni per permetterne l'applicazione pratica.
Leggere l’informativa dettagliata sui cookie del sito del Parlamento europeo può essere molto utile, soprattutto per capire il tipo di rapporto che c’è tra la prima parte (il Parlamenti UE) e i gestori di cookie di terze parti, compresi quelli analitici. Ad esempio, per i classici cookie relativi ai servizi Google analytics il Parlamento UE si limita ad indicare le modalità per procedere alla loro disattivazione mediante l’utilizzo dell’apposito modulo complementare per i principali browser realizzato dallo stesso gestore (Google). Altro spunto interessante riguarda la sezione dedicata ad un’altra particolare categoria di cookie di terze parti, ossia quelli utilizzati dai cosiddetti pulsanti social. Ciò conferma tutto quello che avevamo affermato fin dal principio nei nostri precedenti articoli, ovvero che tutte le tipologie di cookie di terze parti vengono considerate di pertinenza dei relativi gestori e il Parlamento UE, lungi dal bloccarne preventivamente l’utilizzo (o anche a posteriori), si limita a rimandare alle informative fornite da tali gestori terzi e ai sistemi da essi individuati per la gestione del relativo consenso. [da qui]
Insomma pare che la faccenda del "blocco preventivo" esista, o almeno molti l'interpretano così: cosa fare allora?
Su Facebook se ne è parlato qui, dove sono anche intervenuta, ma come potete vedere rispondono persone che sembrano aver letto a fondo, riflettuto, ecc., eppure la pensano in maniera diversa: un delirio.
Tra gli altri è intervenuto anche Mantellini qui: "Cookie Law: il buonsenso non la consentirebbe."

Io per adesso ho tolto i pulsanti social (una vera scocciatura per chi è abituato a usarli, per me ad esempio sono molto comodi), cercando di ridurre l'incidenza di cookie di terze parti, in attesa che qualcuno chiarisca. Però sono stufa di non essere sicura se sono a norma di legge oppure no.
Non mi interessa nulla del "periodo di tolleranza" del Garante se poi le indicazioni non cambiano: io tanto più di così non posso fare, non ci capisco nulla e sono stufa di perdere tempo.
Probabilmente riunirò il più possibile i miei vari blog (alcuni li ho resi privati, non tutti sono ufficiali), sperando che se dovesse arrivarmi una multa mi aiuteranno a pagarla tutti quelli che dicono che questo è un "allarmismo inutile": lo spero.

Al di fuori dell'ironia: credo che tutti i blogger che non sono d'accordo con questo modo di fare del garante, e che vorrebbero un web più vivibile, semplice e "democratico" dovrebbero unire le forze e farsi sentire: non è possibile che per potersi esprimere con un semplice blog (ma anche volendo guadagnarci due soldi con AdSense dopo aver perso tanto tempo a offrire magari conoscenza di vario tipo) si debbano rischiare multe salatissime - per cosa poi?, tanto chi visita i siti clicca sui banner senza andare a leggere nulla delle informative.
Tra i 150 € per chi profila direttamente e i soldi che uno deve tirar fuori per farsi mettere "in regola" il blog (o i vari blog) da chi ci capisce un minimo qui si rischia di fare sempre la fine delle vacche da mungere, sempre e comunque.

martedì 9 giugno 2015

Notizie varie (e cookie!)

Non parlerò solo di cookie, ma direi di elencare qualche altro articolo più recente rispetto a quelli che ho citato nel mio ultimo post.

Dopo la marea di critiche alle istruzioni del Garante in materia di cookie il Dott. Montuori - Direttore del Dipartimento comunicazioni e reti telematiche presso il Garante per la protezione dei dati personali - ha rilasciato un'intervista a Alground.com; inoltre è stato rilasciato un altro documento "chiarificatore" da parte del Garante per la Privacy che Valigia Blu ha commentato abbastanza duramente:
Ma il succo della normativa è di rendere consapevole il visitatore che viene tracciato e profilato dalle grandi aziende, e quindi porlo in condizioni di difendere la propria privacy. Sotto tale duplice profilo la cookie law, o meglio la sua attuazione, rimane estremamente carente. Di fatto non informa, perché è ovvio che i banner e le informative estese non sono in grado di rendere consapevole il visitatore di quello che accade ai suoi dati. Il visitatore va su un sito per leggere un articolo e ovviamente tutto ciò che si frappone tra lui e l’articolo è un ostacolo da rimuovere. Risultato? Nella stragrande maggioranza dei casi cliccheranno su Ok senza leggere (chi legge le informative?). Inoltre non tutela. Nella sua applicazione (specialmente in Italia) la normativa non fa altro che scaricare sul piccolo blogger il compito di tutelare il visitatore, cosa che è assolutamente impossibile. Chiedere il consenso per cookie di servizi terzi e dire che sta utilizzando dei cookie terzi non informa in alcun modo. L’informazione è corretta se si comunica cosa viene fatto coi cookie (finalità) non certo che ci sono (che ci sono sempre).
Ricorda di citare la fonte: http://www.valigiablu.it/il-chiarimento-del-garante-privacy-sui-cookie-un-disastro-a-rischio-moltissimi-siti-italiani/Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it
Un altro articolo interessante è quello del sito dell'Associazione Nazionale per la professionalità sul Web: "Cipolla e il Garante":
Fra un blog, una PMI e Facebook, per dire, chi è meglio perseguibile, ossia può meglio andare a ingrossare il numero dei “risultati conseguiti”? Chi non avrà altra scelta che pagare o adeguarsi e chi, invece, ha risorse legali per bloccare l’azione del Garante con anni di guerra di posizione?
Nessuno leggerà gli stupidi banner imposti dal Garante perché nessuno legge nemmeno le Condizioni di Servizio di qualsiasi servizio Web. E questo significa che chi vuole raccogliere dati avrà ancora più libertà di azione, non meno, perché potrà esibire un “consenso informato” che fino a ieri non aveva.
Infine Giuseppe Granieri: "I Cookie e la Ballata delle Informative Disinformate".

Da qualche parte ho trovato il
suggerimento di aprire un blog su MyBlog se si vuole stare tranquilli con questa Cookie Law - almeno se si vuole aprire un blog semplice senza installare servizi nuovi, che non siano già inseriti in My blog tramite widget (ci sono a disposizione Google Analytics, Adsense, Shinystat, ecc.).
Non conosco MyBlog e i blog che ho visto su questo network non mi sono piaciuti molto, comunque può essere una soluzione per chi pensava di chiudere il blog su altre piattaforme.

E adesso consigli di lettura più rilassanti:

giovedì 4 giugno 2015

Ancora sulla Cookie Law (e poi basta, spero)


Il riassunto delle puntate precedenti le trovate qui, sul mio ultimo post (che ha i link a quelli precedenti).
Rispetto all'ultimo post adesso i miei blog presentano un aspetto leggermente diverso:
ne "La fumettista curiosa" ho inserito il banner in basso - banner che è visibile anche nel modello Mobile (a patto che si scelga non il modello "standard" ma quello "personalizzato"); ho seguito le istruzioni di questo articolo: "Aggiungere barra per il consenso dei cookie su Blogger".
Nei miei due Tumbrl (Fumetti senza fine e La fumettista sempre curiosa) ho tolto il banner "coprente nero" nella home del sito, ho inserito delle pagine (raggiungibili tramite link) che hanno link alla Policy di Tumbrl.com e poi all'informativa completa con spiegazione di cosa sono i cookie ecc.
Da mobile ho verificato che la scritta viene ben visualizzata, per cui a posto così.

Questo non solo perchè qualcuno mi aveva detto che Tumbrl.com è situato in USA e non risponde alle leggi europee (sarà così?), ma perchè in un blog che mi sembra molto informato (LA MIA PRIVACY) mi hanno risposto che se non gestisco io i cookie basta l'informativa, senza banner.
Questo dovrebbe valere per tutte le piattaforme  com Blogger, Wordpress, ecc., dove i blog sono "ospitati":

Conclusione: se si utilizza una piattaforma CMS in modalità hosted, gli adempimenti relativi alla gestione di cookie (informativa e consenso) ricadono in capo al gestore della piattaforma (che dovrà, se necessario, predisporre appositi banner, ecc.). Si suggerisce, per chiarezza, di indicare nella propria informativa, da fornire in modo “tradizionale” attraverso gli appositi link visibili sul sito, il link all’informativa del gestore della piattaforma.
 Sul blog citato potete leggere oltre all'articolo precedentemente linkato (#cookielaw: the day after (v. 0.9) potete leggere un altro articolo, più approfondito: Cookie: la disciplina applicabile e le criticità del provvedimento del Garante.

Una delle cose interessanti che da questo sito sono venuta a sapere è che se arriva un avviso (in caso di non ottemperanza alla legge) non c'è possibilità di "ravvedersi" in tempo: 
Prima di irrogare una qualsiasi sanzione l’Ufficio del Garante è tenuto ad effettuare una specifica istruttoria, chiedendo informazioni al titolare o al responsabile del trattamento. Nel momento in cui viene avviata questa istruttoria è però già tardi per “sistemare le cose” perché la violazione – ove presente – si è già verificata.
Sulla necessità/cautela di mettere comunque a disposizione un link a una informativa estesa se ne parla qui, in questo interessante articolo: "20 domande sui cookie cui il garante non ha ancora risposto".
In quest'altro articolo invece ("La legge sui cookie entra in vigore tra dubbi e paure")
sembra prevalere l'interpretazione che i cookie di terze parti vadano bloccati preventivamente: si parla di come ciò (se fosse possibile fare il blocco) dovrebbe comunque essere eventualmente a carico dei responsabili dei cookie stessi; si parla anche di come questo problema costituisca ostacolo a tante aziende che vivono attraverso la pubblicità.

Qui invece ("#bloccailcookie – ma anche torniamo seri, grazie") si dice tra l'altro:

Imporre regole assurde favorirà chi traccia, paradossalmente. Perché la battaglia — al limite, se proprio consideriamo la battaglia sul cookie un baluardo di libertà, cosa che non è, secondo me — doveva essere sul default del browser, imposto a Google, Apple, Microsoft e non sui singoli siti: niente tracciamento di terze parti di default e stop, salvo che l’utente (dietro un concreto vantaggio offerto dal sito) accettasse l’eccezione per il sito stesso. Ancora più inutile, in un momento in cui il +50% del traffico è su App, in cui non c’è un cookie, ma un adv ID ancora più persistente, e in app store in cui non c’è giurisdizione che tenga.
Un p0' di articoli tra l'ironico e il sarcastico: "Questo sito usa i cookie, che strano!"; "Quel pasticciaccio brutto della cookie policy all’italiana"; "Scassatori di palle".
Poi anche questo: I Cookie e la Ballata delle Informative Disinformate

La vignetta di Daniel Cuello, e il modo molto spiritoso con cui Papersera.it accoglie i visitatori del suo sito.

Su Facebook c'è anche un gruppo dedicato a questo argomento: Fatti di cookies

Infine diversi altri metodi per individuare i cookies (se si esclude il fatto che tra loro danno risultati diversi - boh...):
- Ghostery è un componente aggiuntivo od estensione (ma anche un browser per Android ad esempio) per diversi browser, serve per individuare i cookie e gestirli - ha una grafica davvero efficace, è semplice da usare, completo. Che sia infallibile non so.
- CoockieChecker è un sito che analizza gli URL dei blog.
Altri ne avevo segnalati nei miei post recenti.



martedì 2 giugno 2015

Cosa ho fatto per essere in regola con la Cookie Law (più o meno)


Per chi torna dal lungo ponte del 2 giugno e non sa nulla di questa "Cookie Law" consiglio di leggere prima i due post che le ho dedicato nei giorni scorsi (temo tutto tempo perso): qui e poi qui.
Poi altri articoli che parlano di questa faccenda:
Perché i siti vi chiedono il consenso di usare cookie sui vostri computer - Wired
-Il cookie avvelenato ucciderà blog e siti?
-Tutto ciò che c'è da sapere sulla Cookie Law, la normativa che sta spaventando il web.
-Cosa fare per adeguarsi al Cookie Law in Italia

Innanzitutto vedrete che  il mio blog ha cambiato grafica (migliorabile, lo so, fatto di fretta): perchè?Ebbene, tempo fa avevo inserito nel template del mio blog (che era stato da me personalizzato) un codice di AddThis per far apparire i pulsanti di condivisione social, i quali non comparivano con il mio modello modificato anche se il widget di Blogger risultava attivo.
Questi pulsanti rilasciavano cookies a scadenza lunga; non avendo ancora capito bene cosa è di competenza di Google dichiarare e cosa no, se questi cookie vanno elencati oppure non ho pensato bene di togliere il codice, e buonanotte.
Il mio sito su Wordpress, di solito poco visitato, ha avuto un boom di contatti dopo ila pubblicazione del post sui cookie


Blogger fa visualizzare su tutti i suoi blog il banner in alto con il link all'informativa sui cookie (almeno a quelli che vi accedono per la prima volta). Basta questo? Boh.
Nell'informativa si può aggiungere questo indirizzo per leggere info a proposito dei cookiehttp://aboutcookies.org/
Intanto per prudenza ho dovuto disattivare su tutti i miei 4 blog su Blogger la visualizzazione ottimizzata per dispositivi mobili - e questo perchè il banner in questione non vi appare.

Stamattina ho provato a seguire le istruzioni di Idee per Computer ed Internet ("Installare Banner e Schermata Iniziale per consenso ai cookie diversi per mobile e per desktop.") per poter inserire del codice che valesse per la versione mobile, facendo apparire un banner, ma non ci sono riuscita. Sicuramente sbaglio qualcosa - in fondo sto seguendo certe istruzioni non avendo nessuna reale competenza su linguaggio HTLM e simili.

Il mio blog "Ritagli della fumettista curiosa" su Wordpress.com adesso presenta un box a destra con un testo che avvisa della Cookie Law e che presenta un link a un documento che ho caricato su Google Drive con l'informativa estesa. Il testo l'ho composto copiando qua e là e adattandolo al mio blog (esempi di Informative sulla Cookie Law potete trovarli qui, qui, qui).
Per il box ho seguito il consiglio di Luigi Bicco, il quale a sua volta ha trovato le info qui. A dire la verità non avevo capito come mettere il mio personale link per l'informativa estesa, perchè bisogna comunque usare il linguaggio htlm, ma ho cercato informazioni in rete e le ho trovate (e ho anche aggiunto il link ad Automattic, il server che ospita e gestisce Wordpress, se non ho capito male).
Qualcuno ha trovato la soluzione anche per mettere un banner in basso (come ad esempio "Se solo sapessi dire" - spiegazione e codice le trovate sulla sua pagina Facebook, qui), ma io penso sia poco visibile, e la visualizzazione su mobile è pessima perchè copre una bella parte dello schermo e non si riesce a mandarla via.

Sui miei due Tumbrl ho adottato una soluzione drastica ma che è visibile anche da mobile: a una prima visita si visualizza una pagina scura con avviso e link, una volta dato l'ok si prosegue sul sito normalmente. Potete vedere il mio Tumbr principale qui e poi "Fumetti senza fine".
Al contrario di Wordpress.com in Tumbrl i modelli possono essere personalizzati nell'HTLM, così ho seguito (non senza fatica) i consigli di questo post: "Come mostrare un avviso per accettazione dei cookie con oscuramento del sito per Blogger e Wordpress".

Nelle informative estese che ho linkato (3 leggermente diverse) ho elencato un po' di siti che ho individuato come "rilasciatori" di cookie. Non credo siano elenchi esaustivi e fissi, anche perchè cambiando pagina nei blog analizzati cambiano anche i cookies a seconda di cosa si è inserito nei post (magari anni prima!).
Oltretutto ho usato 3 diversi metodi per scoprire questi dannati cookie e ogni volta ci sono differenze, a volte piccole a volte grandi.
Un metodo per sapere che cookie ci sono in un determinato sito è andarci con Chrome (ad esempio) in sessione anonima: "Come conoscere i cookie presenti in ogni sito".
Un altro metodo è usare un sito che li rintraccia per noi (e quando viene fuori l'elenco di solito a sinistra, sul nome, c'è anche il link alla rispettiva pagina della Policy): WebCookies.org
Un altro sito simile è questo: Cookie Policy Generator.

Per testare come verranno visti i nostri siti e blog dopo aver apportato le modifiche con i vari banner si può utilizzare un sito che si chiama "Screenfly"; qui vengono simulate tutte le schermate sui device più diversi, dalla tv al pc agli smartphone di diverse marche. Come viene spiegato qui in caso di blog su Blogger che abbia attivata la visione su Mobile  "il tool Screenfly darà un risultato diverso da quello reale. Abilitando la versione mobile infatti viene anche modificato l'URL della homepage e di tutte le pagine del blog. All'indirizzo normale del sito sarà aggiunta la stringa ?m=1 e /?m=1 per la homepage". Inoltre se dobbiamo controllare il banner dei cookie dobbiamo per forza usare una sessione privata per fare queste operazioni su Screenfly.

Una precauzione in più quando si inseriscono video di Youtube nei post è abilitare la "modalità di privacy avanzata" - vedere foto (se non la vedete cliccate su "Mostra altro").


Penso di aver spiegato tutto (ah, qui se volete c'è una petizione "contro"), chi è interessato alla questione potrà trovare qualche spunto, chi giustamente vorrà fregarsene e aspettare di sapere come si evolveranno le cose si farà forse qualche risata, non so. Ho un carattere puntiglioso e l'idea di lasciare tutto come prima mi inquietava un pochino.
Spero tanto che le mie siano precauzioni inutili, anche perchè visivamente i blog adesso sono più brutti e meno navigabili di prima (la visualizzazione per Mobile di Blogger è molto utile e la rivorrei indietro).

domenica 31 maggio 2015

La legge sui cookies nei blog (Cookies Law): dubbi e riflessioni


Ne ho già parlato qui, questa legge ("Individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie") è stata emanata l'anno scorso, ed entrerà in vigore il 3 giugno.
Magari ho perso tutta la giornata di ieri inutilmente, e fanno bene le migliaia di blogger a ignorare la notizia e a continuare a scrivere post di cucina e recensioni di film come al solito - tanto nessuno di noi ha intenzionalmente installato servizi per la profilazione degli utenti tramite cookies, no?
Blogger poi ha già provveduto a mettere un banner su ogni blog della sua piattaforma (se i vostri visitatori non lo vedono è perchè non avete attivato la sidebar - vedere foto); il banner voi che siete gestori del blog non lo vedrete, i vostri visitatori sì (potete vederlo anche voi se aprite una sessione "anonima" del vostro browser).


Come logica vorrebbe anche se fossimo inadempienti il "Garante non multa subito, dà l’avviso e comunque chiede spiegazioni a cui si può ribattere anche via PEC". Credo anche che i siti su cui si appunterebbe l'attenzione del Garante siano quelli creati apposta per attività commerciali, in cui la profilazione è necessaria (e che la legge prevede debbano notificare questa attività e anche pagare 150 € - cosa che non riguarda i blogger "comuni" come me e migliaia di altri).

Tuttavia ci sono alcune questioni che rimangono in sospeso: ad esempio, perchè Wordpress.com (la piattaforma online, quella più usata dall'utente comune) non presenta il banner informativo? Su questa piattaforma (al contrario di quella .org) non è possibile attivare o installare banner, e neanche plugin (sempre se sia giusto lasciare all'utente sprovveduto l'onere di mettere avvisi e link); se ne parla qui: Cookie Law: chiarimenti finali, e poi qui: Alla fine Matt Mullenweg (il fondatore di Wordpress.com) ha risposto (lasciando molti dubbi e la voglia di sospendere il proprio blog - almeno fino a quando non si saranno chiarite le cose).

E comunque: il Garante scrive che "Qualora il sito utilizzi solo cookie tecnici non è necessario fornire all’utente l’informativa breve, tuttavia deve essere sempre e comunque disponibile un’informativa estesa che fornisca informazioni circa l’utilizzo e le finalità dei cookie presenti sul sito."
Tutti i siti e i blog rilasciano cookie tecnici che servono per il normale funzionamento: dovremmo quindi inserire una pagina con l'informativa estesa in tutti i nostri siti ("L’informativa estesa può essere una pagina a sé stante o una sezione della privacy policy del sito.")? Tumbrl, Wordpress, ecc.?
No perchè l'informativa estesa prevederebbe:
L’informativa estesa è una pagina del tuo sito web dove riportare per filo e per segno:
gli elementi di cui all’art. 13 d.lgs 196/2003
-spiegazione completa su cosa sono i cookie e su come gestirli tramite il browser
-spiegazione di come viene prestato il consenso (scroll, tasto OK oppure X + link)
-descrizione completa dei cookie tecnici suddivisi per finalità
-descrizione dei cookie di profilazione proprietari e/o di terze parti con la loro finalità
-link ai siti delle eventuali terze parti, alla loro informativa e al modulo di consenso dato dagli stessi al gestore del sito per l’installazione dei cookie profilanti.


Eh?! Un persona comune sarebbe in grado di trovare e individuare tutti i cookies del proprio sito e poi elencarli per finalità e così via? E trovare tutti i link delle terze parti... Mi sembra una follia.

Sui bottoni social poi ho letto di tutto di più; qui ad esempio: "il sito web che utilizza i cosiddetti social plugin (quindi i pulsanti social di Facebook, Twitter, Google+ e via dicendo) che comportano l’installazione di cookie, deve indicarlo nel banner informativo" (trovate queste e altre precisazioni in questo articolo: "Normativa: Cookie Law, sciogliamo tutti i dubbi").

Insomma, io ci ho capito poco sulle cose effettive che bisognerebbe fare, ma noto che anche i più informati fanno riferimento ad altri chiarimenti attesi dal Garante, e che anche tra loro hanno interpretazioni diverse sugli stessi punti.
Io per parte mia ho già perso troppo tempo e sono stufa: chiuderò momentaneamente i blog che uso meno, non ho voglia di mettere avvisi e testi che non sono neanche sicura vadano bene.
Spero che nei prossimi giorni si capisca qualcosa di più di questa legge che avrebbe dovuto essere spiegata meglio - specialmente a chi non mastica di web e informatica.

sabato 30 maggio 2015

Avete un blog? Occhio alla nuova legge sui cookies (che sarà attiva dal 3 giugno)


La legge di cui parlo prevede degli obblighi di informazione ai visitatori del nostro blog tramite banner, pop up e anche link ; queste informazioni riguardano i cookies che praticamente tutti i siti rilasciano, una volta che li visitiamo, e che servono per la maggior parte al funzionamento degli stessi siti, e alla "profilazione" dei visitatori in diversi gradi di precisione. [Qui proseguo il discorso: "La legge sui cookies nei blog (Cookies Law): dubbi e riflessioni"]

[EDIT]: pare che ci siano precisazioni da parte delle autorità che semplificano quello che ho scritto più avanti. Leggete questo articolo (anche se mi dà della "terrorista", praticamente):
Aggiornamento 4.0 sulla Cookie Law: Il Garante e le sue ultime specifiche.
 Noi adesso visitando un sito (ogni sito) dobbiamo avere la possibilità di esserne informati, ed eventualmente di rifiutare di essere profilati.
La legge risale all'anno scorso, dava un anno di tempo per adeguarsi, probabilmente tutti avranno pensato che riguardasse i siti più complessi, di vendita, o quelli che fanno soldi attraverso le visite, non lo so; fatto sta che non se ne è parlato molto in giro, e io solo adesso mi sono resa conto di questo problema, anche perchè le multe sono esageratamente salate per chi non si mette in regola con la legge.
Inizio col dire che chi ha blog sulla piattaforma di Google - Blogger - e  non ha inserito nel proprio blog dei codici o dei servizi particolari (tipo AdSense, o altro) dovrebbe essere a posto: i nuovi visitatori vedranno in alto un banner con un link a una pagina dove Google spiega la sua policy sui cookies.
Su Wordpress però ho un sito che non mi sembra proponga alcun banner, a tramite un sito che monitora i cookies (http://webcookies.org/ho visto che qualcosa c'è (vedi foto): cosa dovrei fare?
Idem per Tumbrl (vedere foto); persino Pinterest presenta dei "persistent cookies", ma su quello c'è ben poco da fare, non si può cambiare il template (credo).


Inoltre nei vari post che parlano di questo argomento (che linkerò) e nei relativi commenti non si riesce a capire bene se anche i pulsanti di condivisione social rientrino nella categoria di "cookies tecnici" per cui basterebbe il bannerino in alto di Blogger (ad esempio), e forse neanche i video embed di Youtube.
E poi: i "Persistent cookies" delle foto sono assimilabili ai "cookies profilanti"? In questi casi bisognerebbe inserire pagine e link e testi che mi pare follia che dei semplici blogger "della domenica" possano capire come fare (compresa me). Oltretutto mi sembra che rimangano ancora dei punti oscuri persino per chi di queste cose mastica un po' (leggo in rete pareri diversi).
Se entro il 3 giugno non sarò riuscita a capire bene lo stato dei vari blog sarà costretta a sospenderli momentaneamente in attesa di chiarimenti (tranne questo su Blogger).

 Per dare un'idea della complessità della cosa vi linko di seguito vari post - e leggete anche i commenti:
Infine il servizio che vari post citano, che dovrebbe aiutare a capire cosa fare in questi casi: Iubenda

giovedì 30 aprile 2015

Conversazione con lo scrittore Sergio Donato


L'idea era fare un'intervista a Sergio Donato simile a quelle che ho già fatto qui sul blog a disegnatori e sceneggiatori; poi (come spiego qui) è venuta fuori una specie di "conversazione" che spero sia interessante per i più. Avverto che il testo è un po' lungo, all'inizio volevo dividerlo in due ma  poi mi sono resa conto che avrei spezzato il ritmo.

Chi è Sergio Donato?
Nato nel 1975. Pugliese in culla, emiliano con la barba. La narrativa breve lo ha reso protagonista in numerose riviste e pubblicazioni, tra le quali "Robot", "Wmi", "Fantascienza.com", "Horror Magazine" e "Thriller Magazine" per Delos Books. "Urania" e "Classici del Giallo" per Mondadori. Ha pubblicato la raccolta "È qui che dobbiamo stare" per i tipi di WePub, “Scorreva rabbia” con Delos Digital ed è stato autore per Nero Press Edizioni ed ESEscifi. Collabora con il blog cararesistente.wordpress.com, per il quale ha osservato i sette vizi capitali.
Ha vinto il Premio Nero Short, il Premio Nero Lab 2011, il Premio Algernon Blackwood 2011 ed è stato finalista dell'edizione 2012; finalista anche al premio Stella Doppia 2012. Ha vinto l'Esecranda 2014.
È giurato del MyFest Gran Giallo città di Cattolica dal 2013.

Patrizia: Ciao Sergio, vorrei che questa non risultasse la classica intervista “io domando tu rispondi”, e soprattutto vorrei che parlassimo non solo del tuo lavoro di scrittore, ma anche di te come persona comunicante e curiosa (e infatti ci incrociamo spesso sui vari social della rete).
Ti parlerò un po’ liberamente, senza pensare troppo a una scaletta, ci passeremo e ripasseremo questo documento, un work in progress.
Sono andata a cercare le prime mail che ci siamo scambiati per vedere che anno era, e noto che ci conosciamo e leggiamo reciprocamente da ben 4 anni: era l’agosto del 2011 e mi chiedevi/non chiedevi di farti un disegno per la tua raccolta di racconti “È qui che dobbiamo stare”.
La mail mi aveva colpito, e poi mi erano piaciuti anche i tuoi racconti, lo stile ma soprattutto l’attenzione ai dettagli, a certi dettagli del comportamento umano, sia psicologico che fisico. 
Poi alla fine avevi scelto un disegno che avevo già realizzato per il mio blog dei Segni (adesso fermo), e la cosa interessante per me è sapere come avevi scoperto il mio blog, in generale poi qual è il tuo interesse per le arti visive, per l'illustrazione, il fumetto.

Sergio: A volte mi capita di provare una specie di comunione con le persone lontane che sento affini per alcune cose della vita come l’arte, le passioni, o semplicemente l’indole, e che si sviluppa sotto forma di una strana telepatia. L’altro giorno, molto prima di questa conversazione, stavo appunto pensando a come sono arrivato a sapere del tuo blog, tanti anni fa, e non sono riuscito a darmi una risposta: in puro stile internet. Internet non lascia memorie, lascia tracce da cui a volte si creano sentieri per le memorie future.
Non riesco proprio a ritrovare il sentiero che mi ha condotto al tuo blog, però non posso dimenticare il disegno che mi prestasti per la copertina dell’ebook fatto in casa che poi interessò l’editore WePub. Il disegno lo trovi qui e, Patrizia, ogni volta che lo guardo a me fa lo stesso effetto di un tempo. È stupendo. È pieno di così tante cose in così pochi tratti. C’è una storia, dentro. Qualunque essa sia, in quello schizzo c’è una storia. Riesci a vederla?
È uno dei motivi per cui mi piacciono la scrittura e il disegno: sono creatori di universi. Devi vederli come la teoria dell’inflazione dell’universo: un punto da cui tutto esplode e prende vita. La scrittura e il disegno hanno un punto di partenza comune, una particella da cui tutto ha origine: l’osservazione.
Un altro esempio della potenza dell’osservazione è in queste tavole di Superman contro il Parassita datate 1978 o giù di lì. Fanno parte di un albo che non ha più la copertina (che non l’ha mai avuta, se ricordo bene, perché nostro padre trovò l’albo così, in fabbrica) e contengono il punto d’inizio di un bambino. Superman dentro l’asfalto e poi Superman che scava l’asfalto spinto da un micidiale uppercut del Parassita fecero capire al bambino che l’asfalto su cui di solito camminava e che era duro, durissimo, poteva essere frantumato, scavato e riempito di storie. Era possibile andare oltre l’osservazione oggettiva di un fatto, di una cosa data per certa. Una sorta di ragionamento fuori dagli schemi ma che per un bambino, in quel momento, era solo una bella storia raccontata dai fumetti.
Le arti visive, e tutte le percezioni umane in genere, hanno un grande attrattiva su di me. Se non vivi non scrivi, dico sempre. Essendo un empatico e non un letterato, ho bisogno della mia vita o di quella degli altri per poter tradurre l’osservazione in scrittura, ma poiché non riesco a essere un nozionista, sono costretto nel ruolo di “assorbitore”. Assorbo le informazioni, le osservazioni, le arti e provo a rimodellarle in storie.

Patrizia: Un sacco di spunti nelle cose che hai detto.
“C’è una storia, dentro. Qualunque essa sia, in quello schizzo c’è una storia. Riesci a vederla?”
Be’, adesso la vedo grazie a te, vedo la tua storia, le tue storie. Anche io ho questa propensione a vedere delle storie dentro le illustrazioni, spesso le intravedo dopo che le ho fatte di getto, e mi piace immaginare che chi osservi quei disegni ne veda altre ancora. Come dici tu: “creatori di universi” - è questo che ci unisce, il piacere di vedere sbocciare e crescere tra i segni e le parole interi mondi, intere possibilità.
L’episodio che racconti a proposito del fumetto di Superman mi fa tornare in mente il tuo racconto di fantascienza
Non gli occhi di suo padre che mi aveva davvero affascinato: riuscivo a visualizzare le scene del tuo racconto quasi come fosse un fumetto, hai una certa capacità visionaria, una bella fantasia sia per la trama che per i luoghi in cui fai muovere i tuoi personaggi. Sarei curiosa di vederti alla prova con una storia di fantascienza più lunga; anche se ti sai muovere bene tra vari generi forse la fantascienza è quella che mi intriga di più - oltre ai racconti thriller con Tallone da Killer naturalmente (a proposito ci vuoi raccontare un po’ delle storie che hai scritto con questo protagonista?).

Sergio: Non possiedo la distanza lunga per natura. Poiché le mie storie nascono da un’osservazione, molto spesso sono scatti brevi, ma anche scatti fotografici. È come se dovessi tenere la maggior parte dei dettagli tutti in testa e tutti nello stesso tempo, e con un romanzo è molto più difficile, e sento di dover andare contro la mia natura che invece mi sussurra: sta qui, stai raccolto, non ti allargare. La fantascienza è stata la mamma della mia fantasia e avrà sempre un posto speciale tra i miei affetti, per questo al momento sto imbastendo un romanzo thriller ma avrei una voglia matta di scriverne uno di literary scifi.
Marion Petit” (pubblicato nell’antologia Esescifi 2014), che è uno spin-off di “Non gli occhi di suo padre” (pubblicato su Urania Collezione n.115), ha appunto lo stesso taglio sentimentale del racconto di origine. La fantascienza (la scrittura fantastica in genere) è una quinta di teatro, è uno sfondo davanti al quale si può rappresentare qualsiasi tipo di storia. Per esempio, è molto più difficile piegare un giallo al sentimento. La fantascienza invece è plastilina, è malleabile, è un organismo artistico che si adatta benissimo alle atmosfere di altri pianeti narrativi.
Il romanzo thriller che sto preparando pesca invece dall’universo di Tallone da Killer, finito sotto forma di racconti in due Gialli Mondadori (n.1322, n.1333). Il personaggio fu un altro botto nato dal nome che mi scoppiò in mente una mattina, così, dal nulla (anche se spesso i suggerimenti mi arrivano dai sogni che a loro volta si nutrono di osservazioni), e venne su già quasi completo e aveva più o meno questa faccia qui. Sono un po’ stanco dei gialli con i commissari e i marescialli, e anche delle indagini classiche. Avevo bisogno di personaggi cattivi buoni, cioè di criminali meno criminali degli altri che aiutavano quelli ancora un po’ meno criminali o semplicemente persone disadattate finite nei guai. Avevo anche voglia di intrattenere il più possibile il lettore, così ho dato un bel pestone sul pedale della scrittura scenografica e ho provato a spingere la macchina narrativa verso la costruzione tridimensionale della storia, così come avevo già fatto con “Non gli occhi di suo padre”. Non è solo show don’t tell. Credo che la buona riuscita di questo tipo di scrittura stia anche nel how to show the show don’t tell, cioè non tanto nel cosa far vedere, ma nel come un’azione viene raccontata. 
  
Patrizia: Hai ragione, nei racconti sei molto bravo, riformulo il mio desiderio: una futura raccolta di tuoi racconti sci-fi (d’altronde mi dici che c’è un filo che lega “Non gli occhi di suo padre” e “Marion Petit”).
Noto quanto il disegno che hai realizzato di Tallone da Killer assomigli a quello che avevo in mente la prima volta che ho letto un racconto con lui protagonista! 
Ok, torno a “Marion Petit”, un breve racconto contenuto in Esescifi 2014 che si trova in vendita qui su Lulu (occhio che Lulu non so perché non indica mai il prezzo comprensivo di tasse: non è 2,99 € ma 3,11): sia qui che negli altri tuoi racconti di fantascienza sono presenti spiegazioni scientifiche soprattutto relative alla fisica dei quanti - a livello divulgativo ne so qualcosa ma ammetto che ogni tanto mi ritrovo un po’ smarrita. In ogni caso è molto bello come usi queste nozioni per dare corpo a una trama che parla di sentimenti, di relazioni tra le persone, di emozioni. 
Siamo immersi in un mondo fisico, noi stessi fatti di atomi e materia che obbedisce a leggi fisiche: a me pare una cosa meravigliosa di per sé pensare a come siamo capitati in questo angolo di Universo e alle interazioni che ci sono tra noi esseri umani grazie a queste leggi. 
Sto divagando: la domanda è come ti informi sulle questioni scientifiche, cosa ti piace leggere, quanta importanza credi debba avere la cultura scientifica per un autore che voglia scrivere di fantascienza - al di là del fatto che uno scrittore debba poi piegare queste nozioni per le sue esigenze artistiche, naturalmente.

Sergio: Qualcuno famoso che ora non ricordo disse una cosa circa il tempo della documentazione di un narratore (tengo a precisare “narratore” perché, quando dipende da me, non voglio più appiccicarmi addosso l’appellativo di “scrittore”. Ha qualcosa di nobile che non possiedo), insomma disse più o meno che la scrittura finale è una pietruzza che viene fuori da una montagna di informazioni.
Non avendo una mente matematica, ma essendo affascinato come un bambino dalla scienza e dall’astrofisica, devo fare di necessità virtù. Quando scrivo fantascienza e mi servono basi scientifiche, uso qualsiasi mezzo per assorbire conoscenza, compresi i saggi e gli incroci di dati, estratti e testi divulgativi. Sono sicuro di commettere molti errori scientifici; anche per questo mi capita di accompagnare il racconto verso tematiche sentimentali o di vita: faccio in modo che la sospensione dell’incredulità trovi almeno un alibi nel tono del testo.
Noi siamo fatti di emozioni, sentimenti e scienza. L’universo è gelido e noi siamo caldi. La scienza è un’algida descrittrice della vita, la quale però è ribollente di stati d’animo e di organismi in continua mutazione. Questa antinomia tra scienza “fredda” e vita “calda” ha un fascino tutto suo.
Mi piace ancora una volta ripetere le parole della scrittrice Enrica Zunic’. Disse: “Anni fa mi chiesi come mai in Amnesty International trovavo così tanti astrofisici. Mi risposi che evidentemente la consapevolezza acuta dell'essere su una minuscola palla appena velata d'atmosfera come una pesca lo è di peluria e rotolante nello spazio faceva apparire molto insensata e ridicola oltre che ogni definizione di Sud o Nord anche ogni discriminazione.”
Bellissima. Hai mai provato a vedere i video della Terra di notte che scivola via sotto la Stazione Spaziale Internazionale? Non ti arriva quel senso di “ma che cavolo stiamo facendo a questa nostra casa? E a noi stessi?”

Patrizia: Ah sì, è emozionante vedere la Terra dallo spazio, e pensarla come una pallina persa nell’Universo rende il tutto più incredibile. Poi facendo quegli zoom da filmone americano arriviamo a vedere i particolari delle vite degli umani che “infestano” il pianeta in ogni angolo e la poesia un po’ scompare, confesso.
A parte le situazioni terribili in cui vivono milioni di persone - la stragrande maggioranza non nel nostro continente - c’è da dire che quello che noto e mi deprime sempre più col passare del tempo è il cinismo, la cattiveria, l’egoismo della società in cui vivo, di cui il riflesso in rete non è che amplificato, non distorto: le cose che sento per strada, nei mercati rionali, nelle file alla posta non sono tanto dissimili dai commenti più atroci che l’anonimato sul web sollecita (molto spesso però non c’è anonimato, non c’è timore, non c’è vergogna).
Sposto l’attenzione verso l’argomento dei social network perché tu sei presente in diversi luoghi sul web, anche se con una certa diffidenza, e perché hai anche aderito ad un esperimento particolare a un certo punto: ce ne puoi parlare?

Sergio: Recentemente ho capito che l’umanità è sempre stata così, e la “tecnologia sociale” di questo decennio non l’ha cambiata poi tanto; ha fatto in modo di farci ascoltare più voci di quelle che trent’anni fa sarebbero state solo quelle del mercato e della fila alla posta. In un picco di pessimismo, dico che da questo punto di vista Internet mi ha tolto un po’ di speranza. Se vivi fisicamente in un posto con gente brutta, un domani speri di poterne abitare uno con gente buona. Internet invece disvela l’umanità per quella che è, o che è ancora. Che i social network possano contribuire a modificare le abitudini degli esseri umani non c’è dubbio, ma quando ragiono su una massa d’individui, una comunità, una nazione, un continente, una specie, devo considerare che i cambiamenti saranno tanto più lenti all’aumentare del numero delle persone soggette alla modifica. Se vuoi, possiamo applicare a una massa sociale d’individui il secondo principio della dinamica che, per farla breve, dice così: a parità di forza, un corpo si muove tanto lentamente per quanto la sua massa è più grande. A proposito di masse, di rabbie, di mancanza di ragionamenti logici e di comportamenti umani, è un po’ quello che accade davanti a un semaforo che da rosso scatta a verde in una lunga fila di macchine. L’ultimo guidatore della fila dirà: «Ma è verde! Perché non vanno?» In realtà, quelli davanti a lui si stanno muovendo, ma tra il muoversi della prima macchina e quello dell’ultima c’è la somma dei tempi di reazione di tutti gli altri guidatori, i quali devono verifcare e attendere che la macchina che li precede si sia effettivamente mossa. Ecco che tra il verde e, diciamo, la decima macchina in coda possono trascorrere anche dieci secondi prima che quest’ultima possa accelerare.
Qui su Bookrepublic, qui su Amazon.
I social spesso mi atterriscono perché diventano un insieme di voci ed emozioni contrastanti in un unico spazio-tempo. È straniante. Gli esseri umani sono organismi analogici e non sono fatti per assorbire così a lungo stimoli digitali accesi/spenti, anche se quegli stimoli sono creati dagli uomini e hanno codici umani riconoscibili, cioè parole, immagini e suoni.
Ogni tanto quindi devo prendermi una pausa. La più lunga è stata di 99 giorni. Ho aderito a questa campagna qui. Che poi, a sua volta, non è che marketing sotto mentite spoglie. Agli inizi credevo che internet fosse un luogo. Invece Internet è soldi. Lo vedi anche dalle ricerche. Si ha quasi sempre la sensazione di stare in un negozio e non tra le pagine di un’enciclopedia della civiltà.
Oggi associo quei 99 giorni a un senso di leggerezza, però anche di consistenza. Quando decidi di eliminare un’attività dal tuo quotidiano, inevitabilmente avrai un avanzo di tempo. Io, per esempio, in una parte di quei 99 giorni ho stabilito che la migliore esecuzione del Concerto n.1 per Violino in sol minore di Max Bruch appartiene a Vadim Gluzman: calda, sostenuta, precisa, appassionata. Bellissima. Non che Facebook non mi abbia arricchito o fatto scoprire persone o cose meravigliose, ma il lavoro di setaccio in mezzo al fango è durissimo e dopo un po’ fanno male le ginocchia, a stare piegato sui ciottoli.
Tuttavia, ammetto che le indagini etologiche e sociologiche mi sono sempre piaciute. Tempo fa iniziai a studiare etologia umana, ma dovetti abbandonare perché i miei amici smettevano letteralmente di muoversi dopo averlo saputo. Credevano li analizzassi. In parte era così, e comunque preferivo degli amici mobili a dei soprammobili. (sorrido)

Patrizia: Ho seguito il link al Concerto di Max Bruch (che non so chi sia) e ho scoperto di avere ancora accesso al mio vecchio account (gratis) di Spotify. Mi è piaciuto ascoltare un po’ di musica a cui non sono abituata. Non sono granché come ascoltatrice, confesso.
Dopo aver parlato di tante cose diverse io tornerei alla letteratura: quali sono gli scrittori che ami di più? E quelli con cui sei cresciuto?

Sergio: La mia sarà una risposta semplice e abbastanza comune. La lettura arriva dai grandi, come per qualsiasi attività ricorsiva dei genitori che trova un nuovo ciclo di riproduzione nei figli. A volte possono esserci attività che, seppure ripetute, vengono stoppate dai figli e rigettate, ma non mi è mai capitato di sentire qualcuno che abbia detto: «Io non leggo perché quando ero piccolo mia madre leggeva così tanto che mi ha fatto odiare i libri.»
Quindi leggo perché mio padre leggeva tanto e leggeva solo fantascienza e gialli. Per la stessa proprietà transitiva dovrei leggere solo questi generi, ma poiché per fortuna non siamo solo la copia dei nostri genitori, quei generi mi hanno semplicemente spalancato una porta a doppio battente, e per rispondere alla tua domanda dovrei redigere un elenco di autori lunghissimo e strano per accostamenti. Te ne dico alcuni, buttati così: McEwan, Carver, Wallace, Tevis, Franzen, Davide Longo, Nabokov, Cheever, Simenon, Marai, Turgenev, Simmons, Lansdale, Lem, Sturgeon.
Sono cresciuto (nel senso del primo processo di lievitazione del pensiero letterario, da piccolo) con la trilogia de “I sovrani delle stelle” di Edmond Hamilton. Space-opera purissima. Poi sono passato ai romanzi di Skylark di E. E. Doc Smith e dopo ho incontrato il mio amico Asimov. Mi sono innamorato del misconosciuto “Galassia maledetta” del francese Francis Carsac, e ho messo su famiglia con quel genio di Stanislaw Lem, quindi l’ho tradito andando a libri con tutti gli altri, pescando a destra e a manca, senza badare a nazionalità o generi. Un’orgia che continua tuttora e che andrà avanti finché non perderò la vista, e a quel punto potrei sempre passare agli audiolibri, perché quando mi capita di non leggere per lunghi periodi di tempo mi prende come un senso di colpa; verso chi e perché non è dato sapere.

Patrizia: Vero che chi cresce tra libri è facilitato a continuare questa abitudine, e magari a trasformarla in passione (io mi chiedo ancora da dove è venuta la mia passione per i fumetti e i libri, non avendo avuto la tua fortuna: e meno male che comunque sono stata assecondata, e poi anche aiutata).
Condivido anche la passione per gli audiolibri, spero che questo mezzo “per leggere diversamente” venga sempre più diffuso.
Credo che potremmo avviarci verso la conclusione  di questa interessante conversazione, ma non prima di averti domandato qualcosa sulle tue abitudini di scrittura, le tue modalità. 
E aggiungo anche: avresti voluto che ti facessi qualche altra domanda, o che toccassi altri argomenti?

Sergio: Sono un narratore disordinato. Quando leggo di scrittori che si danno orari e modi, e rituali, io lo capisco ma mi prende un brivido. A meno che non siano tempi dettati da altri impegni, pianificare un orario quotidiano per la scrittura mi toglierebbe qualsiasi guizzo. Se mi dici di stare in un posto perché sono costretto a starci io farò di tutto per andare via da lì, e vale anche per lo scrivere. Sono già troppo preso dall’idea (vana) di riuscire a mettere una parola dietro l’altra in un modo così prossimo alla perfezione che non potrei sopportare altri vincoli. Però quando scrivo devo stare da solo (e per fortuna vivo in un posto in cui, se si sta attenti, ci si accorge del modificarsi della fauna), o al massimo posso accettare la compagnia di una musica senza adrenalina: classica o un’indie leggera, sfumata. Niente martelli rock e niente italiana, perché le parole della canzone inciamperebbero in quello che sto scrivendo.
Rileggo tanto mentre digito. Sono lento. Quando finisco un periodo devo lasciarmelo alle spalle con la falsa certezza di non tornare più indietro. Revisiono molto poco, ma se un editor mi dice “qui è da rifare, o voglio un finale diverso, o perché non facciamo così” io ascolto, contratto se è possibile, e poi mi do da fare.
E poi disegno. Così, per serendipità. Uso il tratto per liberare la mente e fare spazio alle nuove parole da digitare.
Altre domande, dici? Credevo di riceverne di più sui fumetti, ma mi avresti trovato impreparato, perché li metto nel calderone delle arti da cui prendo ispirazione. Però se dovessi dire un titolo, non so: “The Complete Essex County” di Jeff Lemire. Ha una profondità incredibile.

Patrizia: Pensa che non ho letto niente di Jeff Lemire e adesso naturalmente dovrò recuperare “The Complete Essex County”  (che ho scoperto essere uscito anche in italiano, e si trova pure in ebook).
Ti ringrazio tanto per la tua disponibilità e per il divertimento che mi hai procurato con questa modalità di “conversazione”; è qualcosa che mi piacerebbe provare con altre persone, in futuro, autori con cui vorrei scambiare delle chiacchiere, ma non è detto che sarebbero disposti a provare qualcosa di così particolare. Vedremo.

Sergio: Grazie a te, Patrizia, soprattutto per lo spazio e il tempo che hai sentito di regalarmi.