Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



giovedì 31 dicembre 2009

Illustrazioni inizio anni '90





Durante i miei anni di Accademia (di Belle Arti) a Roma iniziai a collaborare con il settimanale Avvenimenti (tra l'altro fu il mio primo lavoro della vita, e con quei soldini pazientemente messi da parte mi finanziai i primi mesi di soggiorno in una sconosciuta Milano, anni dopo), collaborazione che durò dal 1990 al 1993 circa (ma negli ultimi due anni in maniera saltuaria, dato che ero già andata via da Roma).
Ben prima di Internazionale questo settimanale ha utilizzato l'illustrazione come importante complemento/interpretazione degli articoli.
C'erano diversi illustratori molto bravi che collaboravano con Avvenimenti, e uno di quelli che ammiravo di più era Pedro Scassa, che a quei tempi aveva uno stile vagamente alla Tullio Pericoli.
Le illustrazioni andavano realizzate nel giro di 2-3 giorni circa, certe volte per il giorno dopo. Spesso avevo in mano l'articolo da leggere, altre volte no, mi si faceva il riassunto del contenuto e poi ero libera di realizzare l'illustrazione come volevo, con qualsiasi stile.
Non avendo nessuna esperienza di lavoro, tantomeno come illustratrice, i miei punti di riferimento (in quanto al modo di visualizzare l'articolo) erano gli illustratori che già lavoravano su Avvenimenti. In quanto allo stile (agli stili!) vero e proprio invece feci una specie di pout pourri di cose che già avevo assimilato e modi di disegnare che stavo sviluppando parallelamente nei miei fumettini personali.
Qui posto 4 esempi degli stili che usavo abitualmente per le illustrazioni: lo stile "pastelli a olio" che mi piaceva molto ma mi portava via più tempo (disegno con il diavolo, settembre 1991), lo stile a inchiostro (il segno) ed ecoline, i cui colori brillanti preferivo sia agli acquarelli che alle chine (il disegno con la famiglia divisa a Honk Kong, aprile 1990), lo stile a matite colorate, usate con una specie di non finito (il disegno con le donne del sudamerica, marzo 1990), infine lo stile ecoline/matite (il disegno sulla tv vietnamita, agosto 1991).
Di illustrazioni così ne ho fatte parecchie - della maggior parte ho ancora gli originali, che per adesso tengo per me, ma non credo sarà per sempre...

martedì 29 dicembre 2009

Mini lezione (10) di Manga Studio: “I filtri”

Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

Nella barra principale del programma troviamo il menu “Filter” in cui si trovano diversi filtri da poter applicare ai nostri disegni, alcuni dei quali molto utili.

Andando per ordine troveremo come primo tipo di filtri quelli della famiglia “Render”: il primo è il Vanishing Points che permette la visualizzazione di una o più griglie prospettiche (di default è una, ma cliccando su Set Auxiliary Lines se ne possono aggiungere altre); probabilmente serve per verificare la giustezza prospettica di certi nostri disegni (in particolare edifici lungo delle strade). Attenzione che per sistemare il punto di fuga bisognerà cliccare col mouse nel disegno al momento dell’apparire della finestra di settaggio, come in Foto 1 (nel mio esempio ho anche scurito le linee, così come è possibile cambiare la frequenza delle stesse).

Focus Lines invece è un filtro che permette di aggiungere delle linee reali che si irradiano da un centro – tutto naturalmente è settabile: larghezza, frequenza, simmetria o no delle linee, e anche la larghezza del punto focale (spostabile) è personalizzabile con lo strumento cerchio o la matita che si vedono nella finestra dei settaggi nella Foto 1; per questo è consigliabile immettere questo filtro su un altro livello, in maniera da poter cancellare le linee che vanno a finire dove non vogliamo (nel mio esempio sui due personaggi in primo piano).

Speed Lines è un filtro molto usato nei manga, ma non è detto possa venir utile per altri tipi di disegno data la estesa possibile personalizzazione (nella Foto 2 due dei tanti possibili tipi di Speed Lines). Le linee possono venir ruotate, aumentate di numero, ispessite, con inizio e fine a sfumare, ecc.; nella casellina Settings sono già impostati diversi tipi di Speed Lines, ma cliccando sotto in Edit si possono creare e salvare dei nostri personali Speed Lines.

Salto un paio di effetti che potrete verificare da voi (e che ritengo poco utili) e passo al secondo tipo di filtri del menu, quelli sotto la voce “Transform”: Polar Coordinates trasforma sfericamente ciò che selezionate del disegno, ma non ha possibilità di settaggi (ci sono tre tipi di filtro, fissi): nella Foto 2 un esempio. Il filtro Wave permette di far “ondeggiare” il segno (Foto 3), e qui la finestra di dialogo permette un minimo di settaggio (intensità, direzione, ecc.). Waveforms non so a cosa possa servire se non a dare qualche esempio di strana distorsione – a onde e quadrature molto personalizzabili (nella Foto 3 al centro l’effetto “Sine” e quello “Square”). “Spiral” è facile da immaginare, mentre “Zigzag” lo presento sempre nella Foto 3.

Saltando “Image Adjustments” (che riguarda i file in scala di grigio e a colori) si va agli effetti “Line Adjust”, di cui abbastanza utile è il Dust Filter: nella Foto 4 è possibile vedere come siano stati eliminati i puntini (la “polvere”) della vignetta, in particolare le lentiggini di Katy; la grandezza dei puntini da eliminare è settabile naturalmente e lo si può fare solo in determinate parti con lo strumento Selezione. “Line Width Correction” invece cambia lo spessore del segno: con l’aiuto dello strumento Selezione nella Foto 4 ho cercato di mettere in evidenza una parte di segno aumentato di 0,30 mm (Widen) sopra, e sotto l’ho diminuito sempre di 0,30 mm (Narrow). Questo stesso effetto si può ottenere “manualmente” con lo strumento “Change Width” che si trova nella palette degli Strumenti nella colonna di sinistra, il secondo dal basso.

Nella categoria “Effects” il filtro Mosaic potrebbe essere usato in scene con il classico video in cui non si vogliono far riconoscere le persone, ad esempio (Foto 4). Subito dopo vengono i filtri “Blur”, quelli che sfocano l’immagine. Ce ne sono di diversi tipi, di cui i più utili sono il Radial Blur e il Motion Blur (un esempio del primo nella Foto 5), ma il mio consiglio è che se avete Photoshop è meglio applicare lì gli effetti di questo tipo: Manga Studio è un po’ più lento.

Il filtro “Computones” serve per cambiare il tipo di tono già applicato sul disegno, magari solo in una parte del tipo di tono applicato su tutta la tavola. Ci sono molti settaggi e l’accortezza deve essere quella di aprire la finestra del filtro dopo aver selezionato il livello del segno, non quello dei retini. Arriviamo ai filtri “Distort”: cominciamo col 2D Rotate: come si vede nel secondo esempio di Foto 5 serve a ruotare la scena selezionata “muovendola” lungo i tre assi; a parer mio si può ottenere lo stesso effetto – e più velocemente – con l’opzione Distort quando si seleziona qualcosa e si sceglie la voce “Move and trasform” nel menu Edit. L’effetto Fisheye Lens potrebbe venire utile, così come il Filter Speed Rotation (ultimo esempio di Foto 5). Per ultimi i filtri “Drawing”: nella Foto 6 ho scelto alcuni esempi.

domenica 27 dicembre 2009

Prendere appunti sul web


Sul web si trova di tutto, si sa, cose inutili e brutte, ma anche tesori, informazioni altrimenti quasi impossibili da trovare così velocemente, o vere e proprie chicche (immagini per lavorare, fumetti storici, interviste, articoli, ecc.); soprattutto se si hanno delle passioni particolari è abbastanza facile trovare dei "matti" come noi, e approfondire magari l'insana fissazione navigando e scoprendo siti di ogni genere.
In questi anni di mia navigazione sul web ho sempre cercato il miglior sistema possibile per conservare pagine, o meglio articoli - se non citazioni - di cose che mi interessavano, di ogni genere; soprattutto cercavo un servizio che mi permettesse poi di catalogare online tutto l'eterogeneo materiale che sarebbe scaturito già dopo pochi mesi.
Un anno e mezzo fa ho iniziato ad usare un servizio di Google che si chiama Google Blocco note (Google Notebook, qui un simpatico articolo che ne descrive sommariamente le virtù) che però adesso non è più disponibile per un nuovo pubblico; per fortuna chi usufruiva già del servizio può continuare a usarlo, solo che Google non lo sviluppa più, nè fornisce delle nuove versioni del componente aggiuntivo per Firefox che visualizza un bel tasto che facilita l'"annotazione" al volo. Con le nuove versioni di Firefox quel componente aggiuntivo non poteva più essere usato, ma un privato utilizzatore americano di Google Blocco note ha pensato di modificare il componente per adattarlo alla nuova versione: io l'ho scoperto per caso mentre cercavo un'alternativa - e pare ci siano in giro molti utenti orfani di questo servizio (che è fatto davvero bene: possibilità di creare cartelle tematiche, non solo tag, di condividere con altri le note, commentarle, ecc.; inoltre chiarezza grafica e interfaccia in italiano).
Purtroppo però questa estensione vale solo per Firefox e per nessun altro browser - il che ne limita un po' l'usabilità (e da un po' mi è capitato di dover usare Explorer, Chrome o Safari per vari motivi, non ultimo la lentezza di caricamento del mio Firefox oberato da componenti aggiuntivi).
Non so per quanto sarà possibile aggiornare l'addon per Google Blocco note, ragion per cui ho letto con interesse l'articolo di Trackback in cui si parla di un servizio simile: Deepmemo. L'ho provato subito e non è davvero male - per chi non può più iscriversi a Google Blocco note credo sia una valida alternativa (ma è in inglese).
Le similarità tra Deepmemo e Google Blocco note sono diverse: entrambi mettono a disposizione uno spazio online in cui catalogare scritti (non solo quelli annotati nel web, si possono creare delle note ex novo), per cui ci si può collegare al sito da qualsivoglia computer. In entrambi i servizi c'è la possibilità di taggare, editare, condividere pubblicamente le note (ma Deepmemo le tags le suggerisce, anche, in maniera abbastanza intelligente); vengono conservati utilmente i link degli articoli da cui sono tratte le note. Deepmemo ha una vocazione più social, infatti la nostra bacheca si chiama "blog" e c'è una sezione "world" in cui poter leggere le note pubbliche di altri iscritti, non solo; all'interno del nostro "blog" abbiamo la possibilità di avere degli "amici" e di scrivere messaggi. Tuttavia chi vuole mantenere tutto privato non avrà alcun problema - ed è il mio caso.
Deepmemo però a differenza di Google Blocco note non permette la creazione di cartelle; in compenso presenta un comodo calendario in cui cercare le note per data. Proprio per la mancanza delle cartelle è necessaria un'attenta "taggatura", tuttavia c'è anche una comoda funzione di ricerca per parole.
Un'altra comoda funzione di Deepmemo è la messa a disposizione di un indirizzo mail a cui poter indirizzare le nostre note - automaticamente le ritroveremo nel "blog". Questa funzione è molto utile in caso di utilizzo di browser che non supportasse la toolbar di Deepmemo (nella foto l'ho copiata in fondo a destra); e attenzione agli utilizzatori di Internet Explorer 8: Deepmemo in teoria mette a disposizione il download della toolbar per questo browser (oltre che per Firefox, mentre per altri browser è a disposizione il pulsante da trascinare sulla barra dei preferiti), ma nella realtà la toolbar poi non funziona ed è impossibile disinstallarla: io ho dovuto effettuare un ripristino di sistema! Inutile dire che non funzionava neanche il semplice pulsante (da usare per salvare il testo dopo averlo selezionato).
Su Firefox e su Chrome e Safari (che non supportano la toolbar ma il pulsante sì) non ci sono problemi.
La toolbar presenta 5 pulsanti e si sistema di default sulla destra della barra del browser: all'estrema destra c'è l'icona con il login, poi la funzione "Crea nota", quella di salvataggio del testo selezionato con o senza tag, e infine il link diretto al nostro "blog" dove sono salvate le note.
Come si vede nella foto Deepmemo facilita l'esportazione diretta e contemporanea delle note anche a Twitter, a chi interessa. Più interessante la funzione di importazione delle note da Google Blocco note: nella mia schermata infatti compaiono tutte tags riguardanti la religione - niente paura, non sono una fanatica - avevo appena importato una cartella con quell'unico tipo di contenuti, e ho constatato che Deepmemo mantiene anche le tags del programma di origine, e tutti i link.



giovedì 24 dicembre 2009

Il lavoro procede


Posto qui una vignetta dalla storia de "La squadra fantasma" che sto disegnando - Legs e Janet fanno un po' di jogging sulla spiaggia, nei pressi della loro nuova casa (si vede nelle ultime pagine de "La città delle sabbie").
Per adesso (sono a tavola 43 circa) mi sto divertendo, e il lavoro al pc non risulta così pesante come immaginavo.
Stefano Vietti mi ha raccontato per bene la trama di questa storia e credo che mi divertirò ancora di più, ci sono ambienti e personaggi molto belli da disegnare. Per i lettori affezionati dovrebbe esserci un motivo di interesse in più nello scoprire finalmente molte cose del passato di Orson. Di più non dico per non rovinare la sorpresa - mi dispiace però di dover precisare che questa storia verrà pubblicata tra un anno e mezzo circa...


Immagine ©Sergio Bonelli Editore

martedì 22 dicembre 2009

ArteRage3 o Painter Essential 4?


Per chi è interessato a usare i colori digitali che cerchino di avvicinarsi alla colorazione reale (simulando carta, pennelli ed effetti vari) uno dei programmi più conosciuti e più belli è certamente Corel Painter (arrivato alla versione 11). Sul sito della Corel è possibile provare il trial di questo e altri programmi, tra cui una versione "ristretta" del gigantesco originale: Painter Essential 4.
Quest'ultimo programma ha un'estrema facilità d'uso e una grafica molto pratica (e carina anche): nella Foto 1 c'è uno screenshot effettuato mentre sto scegliendo il tipo di acquarello da usare; da notare la presenza di una colonna verticale che memorizza gli ultimi strumenti usati. In basso a sinistra compare un'icona che permette la selezione al volo di carta e colore (sebbene sia molto più divertente usare la tavolozza sulla destra).
Il Painter completo è un gigante dalle molteplici opzioni, persino troppe, e consigliato da chi ne fa un uso assiduo e professionale. Per i normali "scarabocchiatori" credo che un programmino come l'Essential basti e avanzi - ci sono diversi strumenti e cose divertenti da usare, da esplorare liberamente nella versione di prova. Se ne deciderete l'acquisto correte sul sito che per adesso il prezzo è scontato e abbordabilissimo: basta inserire il codice nella versione di prova (che dura 60 giorni) dopo averlo pagato solo 30 euro.
Un altro programma un po' diverso ma che si situa nella stessa fascia di usabilità e divertimento è ArtRage, adesso giunto alla versione 3 (con la presenza però di una versione più professionale chiamata Studio Pro, più costosa). Anche qui si consiglia il download del trial, che comprende tutte le funzionalità per un periodo di 30 giorni. Rispetto alla versione precedente di ArtRage la 3, oltre a una grafica migliorata, presenta la novità dello strumento acquarello, veramente bello e forse superiore come resa allo strumento analogo di Painter Essential (che pure ne ha di diversi tipi): nella Foto 2 un esempio veloce. Anche ArtRage 3 ha un costo contenuto, probabilmente sui 40 euro se si comprende l'Iva e si evita di farsi spedire il cd (basterà avere l'accortezza di masterizzare il file prima di installarlo).

Finello giustamente mi ricorda che c'è a disposizione nella stessa pagina delle demo la versione di ArtRage Starter Edition 2.5 gratis, con a disposizione 8 strumenti. Mi sembra però che questa versione free non supporti i file a 300 dpi come in quella nuova, che permette facilmente l'importazione di file formato Photoshop con la lettura dei livelli.



lunedì 21 dicembre 2009

Metilparaben: Petizione per la libertà di internet: aggiornamento, appello ai blogger e risorse

Internet è una risorsa complessa che deve essere gestita conoscendone bene i meccanismi. Credo sia chiaro a molti che la nostra classe politica spesso legifera senza sapere molto delle cose che maneggia: questo è uno dei casi (dando per buona la versione della buona fede...).
Metilparaben: Petizione per la libert�di internet: aggiornamento, appello ai blogger e risorse

domenica 20 dicembre 2009

Da vedere

Segnalazioni di video vari trovati in rete: il primo è un bellissimo corto (cliccare qui per il link) di animazione in 3D di Rodrigo Blaas - Spari d'inchiostro ( da cui ho tratto la notizia) dice che la visione è temporanea, per cui veloci!...: da vedere in Full screen dato che è in HD, merita.

Il secondo lo segnala Attivissimo, è una specie di carrellata a ritroso dalla nostra Terra agli estremi confini dell'Universo conosciuto: affascinante (e questo lo posto).


The Known Universe by AMNH

giovedì 17 dicembre 2009

Mini lezione (9) di Manga Studio: "I Rulers: ultima parte"

Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

Dopo i Rulers prospettici, nel menu "Ruler" (barra in alto » Ruler » New Special Ruler) troviamo altri tipi di Ruler: i Radial Ruler (Lines e Curve), il Parallel Lines e il Concentric Circle; come si evince dai nomi sono dei Rulers che aiutano a tracciare linee parallele, o concentriche, o che partono da un centro per irradiarsi con linee dritte o curve. L'uso di questi Rulers è del tutto simile a quello dei Rulers spiegati nelle mini-lezioni precedenti.
Per quanto riguarda il "Radial Curve" nella Foto 1 la freccia rossa indica uno dei punti su cui far leva trascinandoli per formare la curva che preferiamo; di default una volta attivato il Ruler questi metterà il punto focale al centro del disegno e l'estremità opposta in basso a fine disegno. Valgono anche qui le opzioni per i Ruler di altro tipo: con l'Object Selector si possono selezionare punti o linee e trascinarle.


Sempre nella Foto 1 con la freccia blu ho indicato l'aspetto che assumerà il cursore una volta attivato il Ruler "Parallel Lines": clic e trascinamento possono orientare le tre linee parallele che indicano il Ruler in questione; queste si posizioneranno invece sempre al centro dello schermo anche se spostiamo la tavola.
Nella Foto 2 c'è un esempio ottenuto con il Concentric Circle e con il Ruler Parallel Lines.
Un altro bizzarro Ruler è quello che nel menu "Ruler" si chiama New Symmetry Ruler: provate con quello semplice a un asse, ce ne sono a disposizione fino a 12 assi (ne immagino l'uso per creare una trama di mattonelle, ad esempio, da poter salvare come Pattern). In pratica il Symmetry Ruler crea uno o più specchi rispetto al segno tracciato sul foglio; anche qui ci sono dei punti su cui far leva per far ruotare il Ruler. Nella Foto 3 un esempio a 3 assi: ho tracciato dei segni solo in uno spicchio, e questi sono stati riprodotti fedelmente e simmetricamente negli altri due spicchi.

E con i Rulers è tutto!


domenica 13 dicembre 2009

Aggiunte lista fumetti (da cedere a poco)

In questo post spiegavo perchè mi devo liberare di un po' di fumetti. Ho aggiornato la lista online sottolineando le ultime aggiunte in giallo. Ho barrato i fumetti già prenotati e non più disponibili.

"La città delle sabbie": tavole a matita



Mostro tre tavole a matita non sequenziali da "La città delle sabbie", ultima mia fatica.
La prima è una matita della pagina 50 dell'albo, la seconda della pagina 22, la terza della pagina 28.
Si possono notare piccoli cambiamenti, ma più o meno la tavola definitiva è molto simile a quella a matita.
Il processo che mi porta a creare una tavola a fumetti, dall'abbozzo agli effetti al computer li ho raccontati qui.

Al solito mi scuso per il bizzarro layout del post, è davvero difficile fare ciò che si vuole con Blogger...

giovedì 10 dicembre 2009

Altri studi a matita per "La città delle sabbie"

























Dopo tante chiacchiere torno a postare dei disegni, studi a matita realizzati per l'ultima storia de "La squadra fantasma".
C'è una Legs (forse già pubblicata da qualche parte, ma non ricordo bene!), due ipotesi di look per Orson (con cappello e con bandana), e poi degli studi dei robot della corte di Ultima: tutti realizzati a matita su carta per schizzi ruvida, molto bella.

lunedì 7 dicembre 2009

Manifestazioni e numeri

Ho sempre accolto con un senso di imbarazzo e inquietudine gli annunci numerici post- manifestazioni di piazza da entrambe le parti in causa: manifestanti e avversari.
Questa sensazione si aggrava in special modo quando si tratta di manifestazioni che mi sento di condividere. La cosa che più cerco e apprezzo nella vita è una sorta di traparenza, onestà, precisione, e senso reale delle cose. La bontà di una causa, a mio parere, non può giustificare l'uso della menzogna o, più o meno gravemente, della distorsione della realtà.
Se la polizia o gli avversari politici tentano di sminuire l'importanza di una manifestazione sottolineandone la scarsa partecipazione numerica, a cosa vale rialzare la posta (accettando il loro gioco, che fa del numero l'unico criterio con cui giudicare il successo di una manifestazione) proclamando dei numeri a caso, grossi e improbabili?
Settimane fa a Radio Popolare ho ascoltato l'intervista a un rappresentante del "progetto Lince" - una specie di associazione spagnola che si è data come scopo (e lavoro) quello di contare nella maniera più precisa i partecipanti alle manifestazioni di massa (usando un metodo scientifico, a loro dire - non mi sento di poter dare giudizi, non ne so nulla).
Il link di questo "progetto" l'ho trovato sul blog di Marcoboh (nei commenti) il quale a sua volta ha cercato di usare i mezzi a disposizione di tutti: Google Maps e un po' di calcolo matematico, per fare una sua stima.
Marcoboh presume che mediamente nella manifestazione del No-B Day di sabato fossero posizionate due persone per metro quadro (o anche meno), per un totale quindi di circa 180.000/250.000 persone; Anellidifumo invece presume ce ne fossero 5 per metro quadro, lungo tutta la manifestazione allo stesso istante: da qui, dato il calcolo dei metri quadri della piazza e adiacenze, indubitabile, esce fuori la grossa cifra di 700.000 partecipanti (sempre meno del milione sparato da non so chi).
Tendo a dare più ragione a Marcoboh che ad Anellidifumo, anche se con qualche aggiustamento: forse due persone per metro quadro sono poche, e 5 troppe, tenedo conto della stazza della percentuale di corpulenti presenti, e del fatto che erano intabarrati tutti in cappotti e similia (provate e mettere 5 persone così all'interno di un metro quadro, ma poi altre 5 e altre 5 nei metri quadrati adiacenti, e ne riparliamo).
Mi sembra ovvio (come in tutte le manifestazioni, anche quelle più partecipate - ne ho esperienza...) che ci siano delle zone molto dense con manifestanti a sardina, e altre in cui ci si può muover non dico liberamente, ma abbastanza da non poter assolutamente contare i 5 a metro quadro sull'intera piazza e adiacenze allo stesso momento.
Chissà se il metodo "Lince" funziona ed è affidabile? Ho idea che sarebbero venute fuori cifre simili a quelle di Marcoboh, se consideriamo che sul sito di "Lince" c'è il conteggio dei partecipanti alla famosa manifestazione "per la Vita" di qualche mese fa in Spagna (quella dei "2 milioni" di persone di cui si vantavano questi ultracattolici): esce fuori un numero intorno ai 55.000!
Finchè non si troverà un metodo condiviso per poter contare - non dico precisamente, ma con una certa accuratezza - i partecipanti alle manifestazioni, dare risalto a dei numeri sparati a caso mi sembra deleterio e inutile, oltre che imbarazzante quando si va oltre ogni logica.
Le centinaia di migliaia di persone che si sono ritrovate a Piazza San Giovanni l'altro giorno (300.000?400.000?) hanno rappresentato altrettante centinaia di migliaia di persone che non sono potute andare per i motivi più vari ed ovvii: contarle non ha senso, e neanche compararle ad altre manifestazioni (dal conteggio altamente sospetto!).
Da parte mia ho sempre valutato la vastità delle manifestazioni ascoltando le radiocronache che descrivevano il dispiegarsi spaziale delle stesse: la coda è lì, la testa è la, corteo fitto, rado, ecc. Mi faccio il mio schema mentale (conoscendo di solito i luoghi percorsi dalle manifestazioni), qualche calcolo alla buona, e finita lì: quando inizio ad ascoltare numeri buttati a caso mi irrito.

domenica 6 dicembre 2009

Mini lezione (8) di Manga Studio: "I Rulers: 3a parte"


















Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.


"Perspective Ruler": ovvero il tipo di Ruler che permette di impostare delle guide prospettiche a una linea di fuga, due, o tre.
Avviso che ogni tanto il segno potrà non risultare "preso" dalla griglia prospettica impostata, e ogni tanto le linee selezionate da spostare potranno non rispondere subito al comando: non demoralizzarsi e riprovare con più calma il gesto con la penna (o il mouse). Anche qui la pratica ci farà capire come evitare o attenuare questi piccoli inconvenienti (a fronte di un bell'aiuto a impostare delle prospettive decenti).

Per usare questi Ruler bisogna creare al solito un livello Ruler nella nostra Palette dei Livelli, infine andare nel menu "Ruler" (nella barra in alto del programma) e selezionare "New Special Ruler". Nella Foto 1 ho scelto l'opzione "New Perspective Ruler (Two-point perspective)". In questo caso quando disegnerò nel livello Layer le linee verticali queste saranno ortogonali, mentre se avessi usato una prospettiva a tre linee di fuga avrei avuto in fuga anche le linee verticali, impostabile come le altre tramite l'apposita guida.
L'esempio nella Foto 1 è ricavato da una vignetta che sto disegnando, in cui il punto di vista è molto basso, ma nello stesso tempo abbastanza lontano dall'edificio che voglio rappresentare per non avere le linee verticali deformate dalla prospettiva (esempio: se fossi sotto un grattacielo userei la prospettiva a tre punti di fuga).
Quando si crea un "Perspective ruler" di default i due punti di fuga (nel cerchio giallo) si situano molto larghi nel file della tavola: per mostrarli nell'esempio di Foto 1 ho di fatto dovuto zoommare molto all'indietro, ma in realtà non è necessario farlo per manovrarli; nella foto sono evidenziati in rosso i due pallini che sono su ogni guida (posizionati ai lati del "Punto centrale" contrassegnato da una crocetta) e che se selezionati (l'uno o l'altro) con l'"Object Selector" e trascinati permetteranno lo spostamento del punto di fuga.
Le due guide presenti per ogni punto di fuga sono spostabili una volta selezionate col solito metodo: esse servono solo per darci un'idea della direzione delle linee che disegneremo, il nostro segno sarà indipendente dalla loro posizione.
Anche la linea dell'orizzonte è naturalmente spostabile a piacere, basta porsi col cursore su di essa (non serve selezionarla).
I segni che disegneremo possono seguire l'uno o l'altro dei punti di fuga in qualsiasi parte del foglio siano collocati: basta andare con gesto non troppo affrettato e deciso verso uno dei punti di fuga: un esempio alla Foto 2.
Se ci posizioniamo sul foglio facendo apparire la "croce frecciata" (cioè mentre siamo su una guida selezionata) cliccando sul tasto destro apparirà un menù dove si può settare ulteriormente questo strumento (Foto 1 a sinistra): "Set To Infinite" ad esempio renderà paralleli i nostri segni, essendo il punto di fuga impostato verso l'infinito; le altre opzioni servono a fissare i punti di fuga ("Vanishing Point") o la linea dell'orizzonte ("Eye Level"), o per togliere o aggiungere un altro punto di fuga.
L'ultima voce ("Perspective Ruler Detailed Setting") se selezionata presenta tra le altre cose l'opzione "Show Auxiliary Lines" (Foto 1 a destra): si può scegliere il colore (di default un grigino, ma si può cambiare cliccandoci sopra) e l'intervallo tra le linee ausiliari; queste creano un sottofondo di linee in fuga che possono facilitare il nostro disegno.
Se si ha bisogno di spostare l'intero Ruler per selezionarlo facilmente basterà mettere la spunta alla voce "Select Entire Ruler" nella Palette dell'"Object Selector Tool Options"; ricordarsi di deselezionarlo se vogliamo tornare a spostare singole guide.

Rimando alla prossima mini-lezione la fine della panoramica sui vari tipi di Rulers.

mercoledì 2 dicembre 2009

Mini lezione (7) di Manga Studio: "I Rulers: 2a parte"


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Questa volta parlerò dello strumento "Create Path" che si trova nella Palette "Tools" (Foto 1, nella prima colonna in basso) : è un altro modo per creare dei Rulers curvi. Anche in questo caso non bisogna spaventarsi di fronte all'apparente spiegazione complicata: bisogna provare e giocare un po' con lo strumento.
Naturalmente bisogna creare un livello Ruler con uno dei metodi descritti nella passata mini-lezione: sul Ruler si creeranno le forme, nei livelli "normali" si userà lo strumento del segno.
La particolarità del "Path" è che crea delle linee che uniscono i punti della forma alle "sue spalle", e la loro modifica permetterà la creazione delle curve secondo le nostre esigenze.
Nella Foto 1 lo strumento "Create Path" è stato utilizzato per tutte e tre le forme presenti: la freccia rossa verso la forma in basso evidenzia che il cursore in questo caso assumerà l'aspetto di una croce semplice; quando invece si dovrà modificare la forma con lo strumento "Object Selector" il cursore assumerà la forma di una croce con frecce (forma in alto) se è nella modalità "trascinamento" di una parte della forma (la parte trascinabile diventa rossa, e lo diventa se selezionata con l'Object Selector).
Nell'immagine sottostante invece il cursore ha assunto l'aspetto di un quadratino "brillante": in questo caso il cursore è stato avvicinato a una linea della forma, e se si clicca col mouse si creerà un nuovo punto sulla curva.

Per creare una curva semplice basta definire con un clic un primo punto, poi un secondo; col mouse basterà spostarsi di nuovo verso il primo punto e cliccare lì vicino, poi tornare a cliccare un'altra volta vicino il secondo punto: doppio clic e una semplice curva sarà formata (provare e riprovare per capire il meccanismo).
Sempre nella Foto 1 la forma in basso è stata creata selezionando l'opzione "Close curve": in questo caso dopo il secondo clic del mouse vedremo già formato un cerchio, il doppio clic fermerà il movimento della forma, e l'utilizzo dell'Object Selector permetterà di modificarla a nostro piacimento.
Al posto del doppio clic per terminare la costruzione della curva si può utilizzare anche il tasto "Invio/Enter"; e se vogliamo comunque unire le estremita di una curva già realizzata possiamo selezionare le estremità con l'Object Selector, tasto destro → "Close Selected Curve", oppure utilizzare l'opzione "Merge Selected Vertices". Al contrario possiamo utilizzare l'opzione "Separate Selected Vertex" per dividere dei pezzi di curva, se selezionati.

Nella Palette "Create Path Tool Options" la seconda iconcina vicino a quella "Create Path" è "Draw Line Along Ruler" che permette di creare delle forme direttamente col segno e direttamente nel Layer (saranno evidenziate le opzioni della grandezza del segno e della consistenza della sfumatura a fine e inizio dello stesso - stroke in e out); è un metodo più diretto e veloce, ma personalmente mi darebbe fastidio vedere sempre le "guide" verdine, a meno che per disegnare questi Path si usi un livello apposito e separato, poichè spostandoci su un altro livello le guide spariscono.

Nella prossima mini-lezione terminerò l'argomento "Rulers" parlando di quelli prospettici, concentrici, ecc. il cui utilizzo è possibile solo con la versione "Ex" di Manga Studio.

lunedì 30 novembre 2009

Devo liberarmi dei fumetti (solo alcuni, eh!)


Ogni appassionato di fumetti si troverà prima o poi ad affrontare l'annosa questione "dove infilare gli ultimi albi acquistati?". Di solito le stanze adibite a ciò vengono presto saturate: per qualche anno i più fortunati se la potranno cavare invadendo altre stanze, cantine, solai, seconde case.
Io appartengo alla categoria meno fortunata, ho un solo appartamento a disposizione, e abbastanza piccolo (e il solaio non è più utilizzabile, in quanto il materiale infiammabile vi è bandito, a dire del Comune): in realtà non sono una collezionista, i fumetti di cui non mi libererei mai sono una percentuale accettabile sul comprato, ma ormai sono 20 anni che acquisto regolarmente fumetti (e libri in quantità notevole).
Pazienza, il bello è che ho sacchi di fumetti pronti a lasciare la mia casa, ma non ho il tempo di cercare a chi poterli dare - regalati o venduti per pochissimo.
Chiedo aiuto e consigli da parte di chi segue il blog, se possibile. L'ideale è che le persone o i negozi interessati abitino a Milano e dintorni - io non posso nè spostarmi nè mettermi a passare le giornate in posta per spedire eventuali pacchi.
Posso fornire naturalmente liste approssimative di quello che vorrei dare via (mi riferisco a blocchi di "Uomo Ragno" o "Tex" in cui probabilmente ci saranno buchi nella serialità).
Ho molti "Tex" (forse 200 o più) che vanno circa dal 200 al 500 come range di numerazione - ristampe di nessun valore ma in cui ci sono storie molto belle (ma non le più belle che mi sono tenuta - qualche Ticci classico più che altro).
Ho molti "Linus" di anni recenti, molta roba Marvel discontinua, un po' di albi Bonelli vari, e poi anche albi del tipo che oggi chiamerebbero "Graphic Novel" - non so, ho un "Le avventure di Luther Cartwright", "Ritorno alla terra" di Larcenet e Ferri, "Guardie d'onore" (fantasy con topini), qualche cartonato della BD, ecc.
Se ceduti a fumetterie mi piacerebbe avere un minimo compenso una tantum, per gli altri ci si arrangia con poco e a seconda delle esigenze, regalo anche specialmente se mi posso liberare di molti sacchi di fumetti!
Odio buttare queste opere su carta negli appositi cassonetti, e non lo farò finchè riuscirò a non farmi buttare fuori da casa da essi!

Qui il link per raggiungere un documento word che ho messo on line con la lista della maggior parte dei fumetti che vorrei dar via; nei prossimi giorni probabilmente aggiungerò ancora qualcosa.

giovedì 26 novembre 2009

Mini lezione (6) di Manga Studio: "I Rulers: 1a parte"





























Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.



I "Rulers" in Manga Studio sono delle specie di "guide" modificabili lungo le quali far scorrere il segno: ci sono Rulers per le linee ("Line") e per le forme geometriche di ogni tipo ("Ellipse", "Rectangle", ecc.) . Nella versione "EX" del programma ci sono anche Rulers prospettici, concentrici, simmetrici. Ci vuole un minimo di pratica per impadronirsi di questo strumento, ma alla fine ne varrà la pena specialmente se nel nostro modo di disegnare usiamo un segno preciso e realistico.
I Rulers possono essere usati su tutti i livelli ( e in questo caso verranno creati nel livello "Ruler" all'interno della Palette "Layer" cliccandoci sopra) oppure su un livello singolo (vedere Foto 1); in quest'ultimo caso per creare il Ruler bisogna selezionare il livello prescelto e nella Palette "Properties" andare su "Layer", selezionare "Sub-Ruler: convert to Layer". Ogni spostamento o cambiamento del livello influenzerà il proprio Ruler.
Nella Foto 2 ho adoperato lo strumento "Ellipse" per creare un Ruler - chiaramente bisognerà
farlo all'interno del "Ruler Layer", selezionandolo. Per manipolare la forma a nostro piacimento abbiamo bisogno o di uno strumento "limitato" come il Ruler Handles (spostando il pallino più piccolo si ruota la forma, e cliccandoci su e trascinandolo si ingrandisce o rimpicciolisce; quello più grande serve solo per il movimento: Foto 2 freccia verde) oppure più completo come il Ruler Manipulator (Foto 2 freccia rossa). Quest'ultimo è spostabile a piacimento cliccandoci su ma evitando di toccare le freccettine o i 2 quadretti, che hanno il loro scopo: questi ultimi servono a ingrandire o rimpicciolire la forma; le 4 frecce sull'esterno servono per spostarla sul foglio, le due posizionate sul cerchio servono per ruotarla rispetto a un centro lontano.
Per disegnare lungo queste forme bisognerà spostarsi sul Layer che usiamo per il nostro segno, e per ammirare il risultato senza la visione dei Rulers basterà chiudere (l'occhietto per intenderci) il livello su cui sono posizionati.
Ma non è finita qui: il bello dei Rulers è che ci permettono di creare delle forme, delle curve altamente personalizzabili: l'altro strumento cardine dei Rulers è l'"Object Selector" (il secondo a destra in alto della Palette "Tools"); questo ci permetterà di selezionare uno dei "punti" con cui si segmenta il Ruler, più "punti" o l'intero Ruler (vedere Foto 3: "Select Entire Ruler" o/e "Add Vertex To Clicked Side"). Per deselezionare i punti (che diventano rossi se selezionati tramite clic o meglio piccola selezione tramite trascinamento), basterà cliccare su qualsiasi punto esterno al Ruler. Per creare dei nuovi punti basterà cliccare sul Ruler con l'Object Selector e quindi (dopo aver selezionato i punti che ci interessano) spostare il pezzo di forma o la linea per creare le forme che più ci aggradano.
Per tagliare dei pezzi della forma-Ruler bisogna selezionare i punti che ci interessano e tasto destro → "Delete Selected Points"; possiamo notare anche la voce "Sharpen Selected Vertex": serve per rendere "dritte" le curve che eventualmente uniscono i punti selezionati.

Per utilizzare lo strumento "Ruler" deve essere selezionata la voce "Snap" e poi "Rulers" (questa all'interno della voce "Set Snap Point") del menu "View".

martedì 24 novembre 2009

Studi a matita per "La città delle sabbie"




Per questa ultima storia de "La squadra fantasma" non ho molti studi a matita "pubblicabili": avevo bisogno di essere più pratica che "bella", di tempo ce n'era poco.
Qui c'è uno studio definitivo del robot-killer che imperverserà per buona parte della storia, poi uno studio dei volti di Orson (senza bandana) e Janet, infine uno studio di Legs con il vestito che indosserà a inizio storia.
Tutti i disegni sono realizzati a matita su carta ruvida ( chiedo perdono per la scansione fatta alla bell'e meglio di Legs, devo ancora procurarmi uno scanner formato A3).

venerdì 20 novembre 2009

Mini lezione (5) di Manga Studio: "I retini 2a parte"
















Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.


"Manga Studio Ex" - al contrario della versione "Debut" - ha lo strumento "Gradation" nella Palette "Tools" che permette di applicare una sfumatura direttamente nella parte selezionata; in altro modo ( e anche nella versione "Debut" del programma) basta aver inserito un retino qualsiasi e questo potrà essere reso "sfumato" nella Palette "Properties" alla voce "Tone" → "Tone Mode".
Con lo strumento "Gradation" possiamo impostare punto d'inizio, fine, direzione della nostra sfumatura; nella Palette "Gradation Tool Option" possiamo settare la gradualità della sfumatura (prima di applicarla), o se vogliamo una sfumatura concentrica. Di default la sfumatura circolare ha la parte più scura al centro, ma basta invertire il diagramma (spostando i punti di "Center Color" e Elipse Perimeter") per ottenere ciò che vogliamo.
Attenzione a non selezionare la voce "Draw On Selected Layer" se vogliamo mantenere il livello della sfumatura separato.
Se invece vogliamo cambiare la nostra sfumatura dopo che è stata già applicata andiamo nella Palette "Properties" alla voce "Tone": qui possiamo operare su molti parametri - intensità, grandezza del retino, tipo, colore, direzione.
Il livello creato con la sfumatura avrà nel nome un numero che indica la lunghezza della stessa; se si usano molte sfumature per non confondersi è bene rinominarle, oppure se vogliamo rintracciare un livello particolare si può sempre usare lo strumento "Select Layer" (tasto D della tastiera, oppure terzo strumento dall'alto nella colonna di sinistra della Palette "Strumenti/Tools") posizionando il cursore sopra la parte del disegno con il retino da individuare (cliccandoci su se non si usa la tastiera).

martedì 17 novembre 2009

"La squadra fantasma" ancora in edicola


A distanza di un anno e mezzo torna in edicola "La squadra fantasma" all'interno del semestrale "Universo Alfa" (Sergio Bonelli Editore). Il titolo è "La città delle sabbie" e la storia è scritta e sceneggiata da Stefano Vietti e disegnata da me. La copertina (come tutte le altre) è realizzata da Massimiliano Bertolini.
Il lungo intervallo tra una storia e l'altra delle serie ospitate da "Universo Alfa" (c'è anche "Dipartimento 51" e "Sezione Eurasia") dipendono dal fatto che un solo disegnatore si occupa dell'intera singola serie; tenendo conto che l'albo consta di 170 tavole si può dire con certezza che il lavoro sui disegni (se compiuto da una sola persona) occupa almeno (dico almeno) un anno.

"La città delle sabbie" vede impegnata la "squadra fantasma" capitanata da Legs Weaver andare in trasferta a "Umm Durman", immaginaria metropoli africana. Sono comunque presenti varie ambientazioni, molte scene d'azione, tanti personaggi, robot (di cui uno cattivissimo che sarà uno dei protagonisti delle serie).
Qui i retini non sono creati con Photoshop, come nella storia precedente, ma con Manga Studio Ex4. Sono abbastanza soddisfatta della resa dei retini (molto meno scuri e più vari), ma riguardando adesso le tavole certo avrei voluto disegnare meglio alcune vignette.
Tra un paio di settimane posterò anche alcuni studi preparatori riguardanti questa storia; nel frattempo chi fosse curioso di leggerla potrà sentirsi libero di esprimere qualsiasi giudizio qui nei commenti - positivi o negativi che siano mi aiutano sempre a guardare dall'esterno il mio lavoro cercando di migliorarlo.

domenica 15 novembre 2009

Di tutto un po'

Da qualche mese ho acquistato un PC portatile (600 €, non male) che adopero nei miei (rari) spostamenti in altra città durante periodi di lavoro: vi ho installato infatti i principali programmi che adopero per disegnare, in primis Manga Studio EX 4. Mi sono accorta dopo un po' (dato che non uso spesso questo portatile) che era lento in download e impossibilitato del tutto in upload. Ho provato a disattivare firewall, antivirus, ho cercato opzioni, divieti, permessi, niente. Stranamente però riuscivo a mandare dei file per e-mail (purchè non fossero allegati ma inseriti nella mail), e ancora più stranamente l'upload mi riusciva quando ero collegata via wi-fi invece che col cavo ethernet. Ultimamente però era diventato impossibile fare alcunchè anche col wi-fi, quindi mi ero risolta a portarlo all'assistenza dove era stato acquistato. Sospettavo un difetto della scheda di rete, ma non ritenevo improbabile un difetto di Vista (s.o. col quale è equipaggiato il mio Acer).
Infatti: per mia testardaggine ho continuato a fare ricerche on line (che non avevano dato risultati fino ad allora in merito al mio problema) e una discussione in un forum mi ha portato alla soluzione: sul sito Microsoft era segnalato un problema per Vista non proprio uguale al mio, ma alla fine il risultato è stato che l'ho risolto, e tanto mi basta! Non ho capito nulla della pagina del supporto tecnico, ma mi sono fidata dell'omino che compariva nell'icona con scritto "Fix it", "Risolvere il problema": e l'ha fatto, una volta tanto.

Siete (o eravate) fans di "Friends"? Magari di Phoebe in particolare? Conoscete l'inglese? Io poco di tutto ciò, anche se "Friends" lo vedevo e mi piaceva abbastanza, senza esagerare. L'attrice che interpretava Phoebe (Lisa Kudrow, bravissima) ha prodotto e interpretato una "Web series" - ovvero una serie che è stata studiata e prodotta per il web. In "Web Therapy" Lisa Kudrow interpreta una psichiatra che incontra i propri pazienti tramite sedute via web-cam. La cosa mi ha incuriosito, metterò alla prova il mio povero inglese...

Infine finiamo in bellezza con un video d'animazione molto divertente scoperto tramite il buon Paolo Interdonato: i dialoghi sono nell'originale giapponese ma non importa, si parla poco e solo all'inizio e il succo è comprensibile (è tutto giocato sull'espressività e la corporeità).



mercoledì 11 novembre 2009

Mini lezione (4) di Manga Studio: “I retini 1a parte”




Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

L’applicazione diretta e facile dei retini (di ogni tipo e grandezza) è una delle funzioni più interessanti di Manga Studio.

Ci sono almeno due modi di applicarlo: dopo aver creato una selezione e trascinandovi il “Tone” dentro, o applicandolo direttamente disegnando con uno strumento (“Tools”): pennino (“Pen”), pennarello (“Magic Marker”), o aerografo (“Airbrush” in “Pattern Brush”).

Troviamo i “Basic tone” (i retini più comuni) all’interno della palette “Materials”→“Tone”→“Default”. Vedremo che sono suddivisi in cartelle a seconda del tipo di retino (“Dot”: punto, “Line”: a linee, ecc.) a loro volta suddivisi in cartelle a seconda della grandezza del punto e dell’intensità. Per fare un esempio nell’ Universo Alfa in edicola dal 16 novembre (“La città delle sabbie”) ho adoperato una frequenza di puntini a 35L, mentre per la storia che sto disegnando sono passata a una frequenza di 42,5L (che è più fitta: oltre è meglio non andare, almeno per il tipo di stampa bonelliana).

Iniziamo usando la selezione sulla parte di disegno su cui vogliamo applicare il retino: possiamo usare gli strumenti di selezione che sono in alto sulla palette “Tools” (il lazo, o il rettangolo, ecc.) oppure selezionare una parte racchiusa da un segno continuo con il “Magic wand” (dall’alto il secondo strumento a sinistra). Dalla finestra “Materials” visualizziamo il retino da applicare: poi lo trasciniamo direttamente all’interno della selezione ed è fatta. Se il retino è uno di quelli che usiamo abitualmente lo potremo aggiungere nei "Preferiti" (Foto 1: o si clicca sulla prima icona selezionata in rosso, o si apre il menu sull’estrema destra il alto; si può anche selezionare il retino e col tasto destro aprire il menu).

Ogni tipo diverso di retino scelto (intendendo come diversità anche la mera intensità) crea un livello a se’ stante, cosa che facilita molte possibili operazioni. Innanzitutto se nella tavola (magari dopo aver usato altri tipi di retini) occorre usare ancora uno specifico retino già presente con il proprio livello basterà selezionarlo e poi usare gli strumenti che vogliamo: pennelli, selezione, secchiello, ecc. Quel retino non ci piace più? Basta selezionarlo nella palette “Layers” e cestinarlo. Vogliamo cambiarlo? Dopo averlo selezionato ci spostiamo nella palette “Materials”, scegliamo e selezioniamo un altro retino, poi clicchiamo sulla seconda icona in alto da sinistra, “Replace Tone”: l’intero livello sarà sostituito con il nuovo tipo di retino (Foto 2).

Il retino si può cambiare anche attraverso la palette "Properties": una volta selezionato il relativo livello si va alla voce "Tone" e lì ci sono tutti i settaggi cambiabili, a partire dal tipo di retino (punto, linea, ecc.) all'intensità, all'orientamento, al colore. In alto a sinistra ci sono anche gli strumenti per ruotarlo e spostarlo.

Altro metodo per applicare il retino è usare direttamente i vari pennini e penne, ma attenzione: dopo avere selezionato il retino bisognerà cliccare sull'immagine dello stesso che compare nella palette "Strumenti" ("Tools"); si noterà il bordo del riquadro diventare rosso e il cursore diventare un'icona quadrata con un + piccolo accanto. A quel punto si dovrà cliccare sul disegno per far apparire il relativo livello di retino (Foto 3).

Nella prossima mini-lezione parlerò del retino sfumato, ovvero del "Graduation Tool"; per adesso mi limito a segnalare un'ottima funzione che serve anche a sfumare direttamente un retino "piatto" già applicato: nella palette "Strumenti" in basso troviamo tre riquadri, due con i colori nero e bianco, l'ultimo ha una certa trasparenza. Selezionando quest'ultimo con il pennino (o simili) o l'aerografo possiamo passarlo sul retino ottenendo un effetto "sgommante". Lo stesso effetto si può ottenere sul segno pieno (il nero del "ripasso a china" per intenderci).

domenica 8 novembre 2009

Un anniversario fumettistico




E' in edicola il numero 75 di "Rat-man" di Leo Ortolani, che nell'occasione festeggia il ventennale della nascita del personaggio: tanti auguri Leo!
Rat-man è un personaggio che ha avuto un meritato successo, e che è approdato in una grande casa editrice (inizialmente Marvel Italia, poi diventata Panini Comics) dopo un periodo di autoproduzione. Nato ufficialmente nel 1989, Rat-man però esordisce nel giugno 1990 su un allegato della rivista "L'Eternauta", un librettino dal titolo"Spot" ("Autori esordienti alla ribalta", come recitava la presentazione).
In quel periodo abitavo a Roma e muovevo i primi passi da autodidatta nel mondo del fumetto; ero riuscita ad avere vari appuntamenti con Rodolfo Torti che lavorava alla redazione della rivista "Comic Art" (diretta da Rinaldo Traini), il quale oltre a essere un bravissimo e affermato disegnatore dava un'occhiata alle tavole di aspiranti fumettisti. Avevo iniziato a disegnare una storia di prova assieme a uno sceneggiatore (anch'esso esordiente) , ma la cosa non funzionò, era evidente anche a me. Avevo seri problemi nell'inchiostrazione, e il disegno era ancora acerbo, soprattutto la composizione all'interno delle vignette. Ringrazio ancora adesso Torti per la pazienza ("però si vede che hai del talento, solo che..."), e alla fine non so come partecipai anch'io alla selezione per "Spot" (ne uscirono credo tre numeri), solo che non avevo storie brevi adatte per la pubblicazione, e stranamente tra la marea di cose strane che avevo in cartellina fu scelta una tavola unica che non era un fumetto, ma una specie di composizione di vignette disgiunte tra loro, anche se nella mia testa le legava un tema (il rapporto tra Natura e Cultura!). Quella tavola in realtà (disegnata con lo stile "a incisione su linoleum") era stata regalata a una persona, non aveva molto senso pubblicarla, ma tant'è: il caso volle che fossi pubblicata nello stesso numero dell'esordio di Rat-man (oltre a essere in compagnia, tra gli altri, di un certo Massimiliano Frezzato).

Dopo qualche anno e varie vicissitudini (il mio trasferimento a Milano, la gavetta con Marcello Toninelli, ecc.) nel 1996 mi trovo a Reggio Emilia alla mostra mercato del fumetto per ricevere dall'ANAFI il premio "Rino Abertarelli" (questa la motivazione: "Premio Albertarelli per aver sostenuto, con Ossian, l’intero onere di una nuova serie, con un disegno rispettoso dei canoni tradizionali ma con l’ambizione di conferire accattivante simpatia ai personaggi e personale stilizzazione di segno"): ma questa è un'altra storia.
Alla mostra mercato incontro Leo Ortolani, che allora si stava ancora autoproducendo un Rat-man già molto noto agli appassionati (compresa me, che ho tutti i numeri originali di quel periodo). Faccio i complimenti a Leo e gli pronostico un futuro con una grossa casa editrice - pronostico facilissimo da fare data la qualità del suo lavoro: sarebbe passato un anno e Rat-man avrebbe iniziato la sua avventura nelle edicole sotto il marchio "Marvel Italia".

Il numero adesso in edicola presenta una storia che è imperdibile per ogni fumettista: è una specie di autoanalisi di difetti e ossessioni del fumettista medio, ma non solo; a tratti la riflessione sul nostro lavoro sembra amara, disincantata, seria. Ma nei fumetti di Rat-man tutto viene mitigato dalla risata che è sempre dietro l'angolo, feroce. E qui c'è da divertirsi nell'incontrare anche persone in carne e ossa, disegnatori e sceneggiatori come Ade Capone, Giuseppe Palumbo, Tito Faraci, Antonio Serra, ecc.


Ortolani è un grande fan di Jack Kirby e non lo nasconde affatto, omaggiandolo in tutte le maniere: a proposito di Kirby non posso non segnalare l'uscita in edicola del volume "Gli Eterni" della collana "Super-eroi - le grandi saghe" (collana in uscita in edicola a 9,90 euro grazie al Corriere della sera, Gazzetta dello sport, Panini Comics) che fino a qualche anno fa era introvabile se non nei costosi originali albi Corno. Attenzione al peso che è notevole, data la carta patinata e spessa, accidenti...

giovedì 5 novembre 2009

Mini lezione (3) di Manga Studio: “Le vignette”





















La "minilezione" 1 è qui, la 2 è qui. Proseguo le spiegazioni immaginando di seguire il mio modo abituale di procedere quando adopero Manga Studio.
Una volta caricata all’interno della mia pagina il bozzetto a matita proseguo definendo i riquadri delle varie vignette a “china”.

Manga Studio ha al suo interno tutta una serie di gabbie di vario tipo preimpostate che si trovano nella PaletteMaterials”→ MaterialDefaultPanel Material. All’interno di questa cartella ci sono altre cartelle che sono numerate a seconda della quantità di vignette in cui è suddivisa la tavola, le quali a loro volta contengono diversi tipi di taglio e layout delle vignette. Basterà trascinare all’interno della nostra tavola uno di questi layout ed esso si sistemerà automaticamente all’interno della gabbia di base (il “Print Guide and Basic”: vedi lezione 1).
Ci sono diversi modi in realtà di creare i riquadri delle vignette:

1): Il primo è quello sopra esposto, comodo soprattutto per chi ha una suddivisione abbastanza regolare della tavola (anche se si trovano layout molto vari e particolari); basta un drag and drop, ed è fatta. Con questo metodo vengono creati dei livelli per ogni vignetta (“Panel folder”); all’interno di ogni “Panel folder” (che contiene il contorno della vignetta, il cui spessore è modificale nella Palette “Properties” – Panel Ruler- Line Width) troviamo il livello su cui potremo disegnare (“Layer”): il livello del bordo della vignetta è indipendente dal disegno contenuto nel “Layer”. Tra l’altro è possibile “sbordare” senza bisogno di cancellare dopo; basta uscire dai livelli dei “Panel folder” per rendersene conto (ossia lasciandoli deselezionati). Personalmente uso questo metodo perchè più veloce: nella cartella “Preferiti” dei “Panel Material” ho salvato il modello “1-Panel basic”, che come si intuisce dal nome è costituito dal contorno puro e semplice della tavola intera. Dopodichè suddivido la tavola seguendo le linee che ho già tracciato sul mio bozzetto a matita. Posso fare ciò usando lo strumento “Panel Ruler Cutter” nella palette degli Strumenti (è il quarto dall’alto nella colonna di sinistra): basta avvicinare il cursore sul bordo della tavola all’altezza voluta e cliccare, rilasciando il tasto dopo che le linee si sono sistemate ortogonalmente (volendo invece si possono creare vignette inclinate a piacere, basta togliere la spunta che fissa il tipo di inclinazione a 45° nel “Panel Ruler Cutter Tool Options” – ovvero la palette attraverso cui si possono cambiare i settaggi degli strumenti: vedere la lezione 1foto 1).

2): altro metodo (che sto usando ultimamente) è quello di creare al solito una “Page” nuova, poi nella Palette dei “Layers” clicclare sull’iconcina accanto a “Image”, proprio in cima all’elenco dei livelli. Nella finestra che si aprirà (con scritto “New layer”) scegliere come “Layer type→“Raster + (Panel Ruler)”. Avremo così realizzato il bordo della tavola intera; per suddividerla in strisce e vignette io adopero il solito “Panel Ruler Cutter”, ma in questo caso, creando un livello al di sotto di quello che contiene il (Panel Ruler) potrò disegnare “sbordando” (attenzione che la sbordatura che finisce all’interno di un’altra vignetta si vede, dato che qui la suddivisione in vignette non genera dei livelli indipendenti). Per chi utilizza delle vignette regolari e simmetriche è possibile adoperare un altro metodo rispetto al “taglio” con il “Panel Ruler Cutter”: si seleziona il “Layer” con all’interno il (Panel Ruler), poi si va sulla barra in alto nel menu “Ruler” → “Split Panel Ruler”. Si aprirà una finestra (“Split Panel Border Ruler”) in cui potrete decidere i vari tagli, sia in orizzontale che verticale.

3): altro metodo: nella palette "Layers" cliccare su "Ruler" e scegliere "Panel Ruler Layer"; una volta creato questo livello all'interno di "Ruler" cliccarci su col tasto destro e scegliere "Change Layer Type". Si aprirà una finestra ("Convert Panel Ruler", vedi foto...), dovrebbe essere già selezionata la voce "Generate Panel Folder", e "Convert Panel line Image To Layer": in questo modo ogni vignetta avrà il proprio "Panel Folder" con relativo bordo ("Panel Line") e "Layer" in cui disegnare. Se selezionato, e trascinato con il tool "Move layer" (palette degli "Strumenti", il quarto dall'alto, colonna di destra) potremo trascinare tutta la nostra vignetta a piacere nella tavola, scambiarla di posto con un'altra, ecc.