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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta iPad. Mostra tutti i post
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domenica 14 febbraio 2016

Bozzetto per "Nathan contro Legs" + consigli di lettura

Il disegno che vedete è uno dei bozzetti preliminari realizzati per lo studio della copertina di "Nathan contro Legs", l'albo da me disegnato uscito nel marzo dell'anno scorso.

Nathan contro Legs ©Sergio Bonelli Editore

E adesso i consigli di lettura:

mercoledì 24 aprile 2013

Un'altra app per leggere ebook: Readmill [aggiornato]

Readmill fa parte di quella serie di app che cercano di socializzare l'esperienza di lettura digitale; è disponibile solo per il mondo Apple.
Come DotDotDot (di cui ho scritto recentemente) si possono sottolineare e commentare frasi dei libri, per poi condividerle; a differerenza di DotDotDot non si possono mettere tag o creare scaffali e cartelle; soprattutto in Readmill tutto è concentrato sull'ebook inteso come libro, e non sugli articoli che si possono trovare in rete (anche se c'è un modo per importarli nella libreria, ne parlerò più avanti).
Gli account che non hanno ancora personalizzato il loro avatar si presentano come gufi
Gli ebook che si possono importare sono quelli in formato epub, PDF, e anche gli ebook protetti da DRM: in questo caso si importa il file ACSM, poi una volta aperto all'interno dell'iPad o dell'iPhone verrà richiesta la password per accedere all'ID Adobe, infine verrà scaricato il libro (io ho fatto una prova con l'Urania "Universo senza luce" di Daniel F. Galouye, consigliato da Luigi Bicco; per l'occasione ho sperimentato l'acquisto su Google Play, che adesso consente anche lo scaricamento del file sul computer - certo non lo consiglio per i file protetti, ma insomma...).
Con Readmill si ha la creazione di un account con relativo spazio web dal quale controllare la nostra libreria, leggere i commenti e le sottolineature nostre e altrui, scoprire e mettere libri nella nostra "wishlist", ecc., ma non potremo leggere gli ebook: quello lo si può fare solo sui device Apple (al contrario di DotDotDot che permette la lettura dei testi anche via browser).

Non si possono importare ebook Kindle, iBooks o Barnes and Noble, perché hanno una loro speciale protezione, però bizzarramente si possono importare le sottolineature dagli ebook Kindle usando un bookmarklet all'interno del nostro account Amazon.
Readmill è rivolto a un pubblico prevalentemente di lingua inglese, può capitare che le copertine non vengano importate (come è successo col mio Urania); in questo caso si possono caricare manualmente.
Questa app (come quella Kobo, se non sbaglio) monitora i nostri progressi e calcola anche la stima del tempo che rimane per finire di leggere il libro; questo alla prima apertura può essere settato come privato o pubblico, in maniera che commenti e sottolineature possano essere visibili solo da noi, oppure condivise sul sito Readmill - o su Twitter e Facebook; una pecca la trovo nella scarsa scelta per la grandezza del carattere (vedere foto), e anche nel fatto che la pagina ha margini molto ampii (e se si ruota il device in senso orizzontale il testo non si adatta in larghezza).

Readmill consiglia molti ebookstore, la massima parte sconosciuti a noi italiani, da cui è possibile mandare direttamente l'ebook acquistato all'interno dell'app; nell'elenco che vedete nelle foto appare anche Readlist, un sito che raccoglie articoli scovati sul web tramite l'app Readability.
Un modo quindi per importare in Readmill articoli dal web è quello di aprire un account Readability, installare il bookmarklet nella menubar, e dopo aver collezionato un po' di articoli mandarli direttamente in Readmill (nella foto di esempio ho trovato una raccolta in italiano su Readlist e ho fatto la prova mandandomela nel mio account Readmill).
Nella terza foto a destra si vede la possibilità di aggiungere brani da libri che non si hanno in digitale tramite un servizio chiamato Pingbook, collegato al nostro account Readmill; in realtà per poter aprire quella finestra bisogna cliccare su un titolo che già appare nella nostra libreria - in cui ci sono  per forza di cose ebook che abbiamo caricato o comprato noi; non vedo quindi la possibilità di "add highlights from physical books" come sostenuto nella pagina Support di Readmill (magari non ho capito io, eh).


Aggiornamento del 31/3/2014: Readmill chiude, qui il comunicato

venerdì 12 aprile 2013

Cose che mi sono successe di recente (e osservazioni su Manga Studio 5)

Il 10 aprile sono andata a tenere una "lezione" alla Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco; sono stata invitata da Lorenzo Sartori che da anni vi insegna fumetto, e il tema era "La rete: come sfruttarla professionalmente".
Le persone che mi conoscono e che passano sulla rete meno tempo di me mi immaginano come una piccola "guru" del web, quando è chiaro che sono una semplice curiosa che col tempo ha raccolto informazioni e qualche dritta - ma nulla rispetto ai veri conoscitori di come funzionano i meccanismi della rete, anche tecnicamente.
Tuttavia quello che mi aveva chiesto Lorenzo era dare qualche consiglio a giovani aspiranti disegnatori su come muoversi sulla rete per far conoscere il proprio lavoro e soprattutto come trovare risorse utili - documentazione, tutorial, ecc. Ho raccolto una serie di link da mostrare divisi per tema (la sicurezza in rete, come trovare documentazione di vario tipo, come aprire un blog, dove trovare tutorial, ecc.), con l'aiuto di un proiettore collegato a un pc (e la collaborazione di Giorgio Pelizzari) ho mostrato un po' di siti e spiegato poche cose - con la solita fatica che faccio nel parlare in pubblico (c'erano forse una ventina di ragazzi, o poco meno); spero di non
aver annoiato nessuno, e magari di essere stata utile a qualcuno.
Tra i ragazzi solo due avevano aperto un blog (due ragazze per la precisione), mentre qualcun altro credo fosse interessato alla cosa (anche all'apertura di un sito vero e proprio); non so se sfrutteranno i link che ho dato (sono stati poi spediti a tutti via mail) per essere più presenti in rete con i loro lavori, ma data la giovane età è probabile che siano nella fase in cui tutte le energie sono rivolte a produrli, questi lavori, magari a cercare ancora un proprio segno e una propria strada; verrà dopo il momento di fare vedere a un pubblico più vasto ciò che si è creato.

L'altro ieri ho tentato di condividere la connessione internet dal mio iMac all'iPad, come faccio spesso: l'Ipad si connetteva alla rete wi fi del computer ma non riusciva ad andare su internet; stessa cosa con l'iPod. Inutile dire che non avevo cambiato nessuna impostazione né sul Mac né su sull'iPad e iPod.
Ho provato ad attivare un router e a collegarvi l'iPad e l'iPod, con quello funzionava tutto, la navigazione su internet era senza problemi.
Io non sono una grande conoscitrice di come funziona internet e il wi fi, in caso di necessità ho sempre seguito le guide o letto articoli sul web: spesso sono arrivata alla soluzione di certe difficoltà passate un po' fortunosamente. Anche in questo caso mi sono intestardita a cercare una soluzione, ho confrontato le opzioni del network del Mac e dell'iPad, e c'erano in effetti numeri diversi (ma non so se debba essere così normalmente). Ho notato che sull'iPad il campo DNS era vuoto, mentre sul Mac erano segnati dei numeri in grigio; ho provato a inserire sull'iPad il primo dei due numeri che apparivano sul Mac e - magia - sono riuscita a navigare su internet: ignoro del tutto cosa sia successo, e cosa significano quei numeri. Ecco, tanto per spiegare ai miei cari amici che di certe cose proprio non capisco nulla (e pensare che di cose ne leggo in giro, ma basta andare a leggere qui, dove c'è una persona che ha avuto problemi simili ai miei - anche se io non ho aggiornato il sistema operativo - per capire che è un po' un casino tra DNS, IP, configurazioni e roba varia).

A fine marzo ho iniziato a notare che la linea del telefono presentava dei fruscii durante le telefonate, ma questi non impedivano la conversazione; a un certo punto si è iniziato a sentire in sottofondo anche un "tu-tuuu" ripetuto, come di segnale di occupato. Non mi ero ancora decisa a telefonare alla Telecom, anche perché uso talmente poco il telefono che certi problemi se non sono gravi tendo a dimenticarli.
Il primo aprile ricevo una telefonata sul cellulare da un signore che si presenta come "Telecom", mi dice che ha telefonato per il guasto, sa che ho chiamato e quindi mi manderà il tecnico. Ho esclamato di getto: "Ah, quindi vi siete accorti del guasto?", subito dopo ho riflettuto sul fatto che in realtà io non avevo chiamato nessuno; l'ho detto, ma il tipo ha affermato, un po' scocciato "guardi che ha chiamato lei". C'era la probabilità dell'1% che avesse chiamato qualcun altro da casa mia senza dirmi niente  per cui non mi sono sentita di affermare categoricamente che non fosse partita una chiamata di assistenza dal mio telefono, ma il tono di voce di rimprovero, e le frasi sul "mettermi d'accordo con gli altri in casa prima di chiamare" mi ha fatto escludere di volere ricevere qualsivoglia persona in casa mia. Il tipo mi ha fatto presente che se ora rifiutavo l'assistenza la prossima volta non era detto che avrebbero risposto a una mia altra richiesta, al che mi sono imbizzarrita: ho detto che la linea era a mio nome, che solo io ero titolata a chiedere l'intervento di un tecnico, che non l'avevo fatto prima, e che se ne avessi avuto bisogno prossimamente loro erano tenuti a venire. Il tono di voce del tipo è cambiato sino a diventare di delusione, "allora adesso non vuole l'intervento?...". No, ho ribadito.
Ora: chiaramente nessuno da casa mia ha mai telefonato al 187 (me ne sono accertata), il "guasto" era di una tipologia che in passato era stato risolto da "remoto", e l'andamento della telefonata mi faceva sospettare qualcosa di losco; riflettendoci credo che fossero davvero della Telecom (come facevano a sapere dei miei problemi sulla linea?), ma ho il sospetto che le riparazioni adesso siano date in appalto a diverse ditte esterne, e che queste siano pagate a "intervento": è possibile una cosa come questa? Che si prevengano addirittura le telefonate al 187? ammesso poi che questi tecnici possano sapere in anticipo quali sono le linee disturbate o guaste e accedere quindi al numero del mio cellulare.
Le riparazioni sono incluse nel salato canone che pago (e se rimango ancora con Telecom è perché fino ad adesso i pochissimi problemi di linea che ho avuto in 20 anni sono sempre stati risolti velocemente - in un caso erano da cambiare i fili della vecchia linea telefonica), quindi da me i tecnici non avrebbero ricevuto un soldo - a meno che avessero tentato di convincermi del contrario, non lo so, tutto è ormai possibile in questa Italia in cerca di persone da raggirare.
Nei giorni seguenti la linea più o meno è tornata a posto senza che io telefonassi al 187 (non avevo voglia di perdere tempo a spiegare ciò che mi era accaduto a un qualsiasi addetto di un call center - che non mi avrebbe certo fatto parlare con un responsabile). Adesso, a distanza di 10 giorni, il problema si è ripresentato, aggravato, quindi ho davvero telefonato al 187, e il risultato è  stato che sì, c'è un degrado della linea, i tecnici andranno a vedere la centralina (non verranno da me) e il guasto sarà riparato in 48 ore (spero, ma le altre volte hanno sempre mantenuto gli impegni). Tra l'altro ho raccontato cosa mi era successo il 1 aprile, ma il tipo del call center non ha fatto alcun commento.

Ho iniziato a lavorare sul gigante di Nathan Never, e con mio dispiacere ho lasciato perdere l'ipotesi di usare Manga Studio 5 (non ha le Story ma in estate, con l'arrivo delle versione EX, avrei potuto importare i file singoli creati fino a quel momento).
All'inizio avevo pensato di disegnare anche le matite in digitale, dato che in Manga Studio 5 adesso lo strumento matita è molto più personalizzabile (si possono arrivare a imitare un po' le matite di grana grossa con il trucco di applicare delle texture al segno). Ebbene, non sono riuscita a riprodurre la versatilità della mia matita vera, che con poco mi può dare un segno sottile e preciso oppure più spesso e granuloso: in Manga Studio 5 perdevo troppo tempo nel variare la grandezza del segno, e anche l'intensità (pur avendo la Wacom questa possibilità ha dei limiti - si rischia di graffiare la superficie aumentando troppo la pressione). Inoltre lavorare in grande a matita mi riusciva molto più innaturale che in fase di inchiostrazione; alla fine ho lasciato perdere e sono tornata a disegnare le matite su carta.
L'altro problema, più grosso, è che anche con il pennello (pen) mi sono trovata male: pur avendo molte più possibilità di personalizzazione per pressione, grana, e altre opzioni (ma non c'è quella che esiste in Manga Studio 4 di poter cambiare la forma della punta - da tonda a rettangolare o altro) ho notato che il segno non sembra rispondere al 100% al gesto che creo sulla tavola, come se alla fine ci sia una piccola correzione. Ora, questa caratteristica c'è in Manga Studio, si chiama appunto "correzione" (in Manga Studio 4) e "stabilizing" in MS 5: però si può azzerare, come ho fatto io in MS 4, e come ho fatto anche nel 5 - ma i risultati non sono gli stessi.
L'impressione può essere soggettiva, dovuta al modo di disegnare che ognuno di noi ha, e quindi non è detto che questa mia impressione sia valida anche per altri; so solo che in Manga Studio 4 mi trovo meglio a inchiostrare che in MS 5.
Aggiungo che ci sono altre piccole cose che mi disturbano un po' - ad esempio in MS 5 lo strumento selezione "free" non permette di rendere indipendenti i 4 angoli, ma solo di spostare "liberamente" in maniera ortogonale i 4 lati: sembrerà una cosa piccola, ma io uso molto la selezione totalmente free che ha MS 4 (c'è il mesh transform eventualmente, ma questo mi fa perdere più tempo perché ci sono diversi punti da spostare - spesso non ho bisogno di una trasformazione così precisa); poi c'è la "squadratura" che in MS 4 e 5 si crea in maniera diversa - e in MS 4 è più veloce e comoda (per come ho costruito la mia personale routine di creazione della tavola).
Attenderò l'estate e le prime recensioni di Manga Studio 5 EX per conoscere le nuove features, e sapere se varrà la pena per me spendere altri soldi per comprare un programma che tutto sommato non userei per lavoro - se così rimanessero le cose; vedremo...

venerdì 5 aprile 2013

Raccogliere, leggere e commentare ebook e post: DotDotDot

  DotDotDot: qui altre foto
Ho scoperto DotDotDot grazie a questo articolo su "Scrittore computazionale", dove c'è scritto il DotDotDot è poter riunire in un solo luogo virtuale i nostri testi digitali, ebook o articoli web che siano, ed eventualmente poterli commentare insieme alla comunità che usa questo servizio (ma i testi possono anche essere resi privati).
necessario su questa app (e anche piattaforma online di condivisione): in pratica lo scopo di
I testi importati nella app possono essere letti offline, così come con Pocket, ad esempio; a differenza di quest'ultima (e di altre app simili) DotDotDot ha un lato social molto sviluppato, la si frutta pienamente solo se si ha voglia di scoprire nuovi blog, nuovi utenti con gusti simili ai nostri (ma anche no), se si vogliono condividere le impressioni su questo o quel testo (o singole frasi). Certo, per adesso la comunità è quasi totalmente in lingua inglese, ma si possono trovare anche alcuni italiani.
Ho creato un album di foto su Google+ che riguardano sia la app per iPad che la piattaforma web, qui (cliccate su ogni singola foto per leggere anche la didascalia).
I testi che possiamo importare dal nostro computer per adesso possono essere solo in formato epub (niente PDF o Word ad esempio). Le tag che possono essere applicate alle sottolineature e ai commenti non si possono usare per gli interi articoli (peccato, magari è una funzione che verrà inserita in futuro).
Tra le varie possibilità di importazione di testi c'è anche il possibile collegamento diretto con Google Reader, pensato quando ancora era lontano l'annuncio della sua dismissione; sono curiosa di vedere che alternative saranno proposte in futuro in DotDotDot, se ce ne saranno.
Questa (anche web) app è ancora in beta, e il creatore Thomas Schinabeck (qui intervistato sempre da Scrittore computazionale) è aperto a suggerimenti e commenti: a ogni nuovo iscritto manda una mail in cui richiede la nostra opinione e suggerisce di scrivergli e telefonargli a ogni ora (!); io gli ho subito prontamente risposto chiedendo alcune cose che non mi erano chiare, una tra tutte: non si possono certo importare e leggere gli ebook con DRM, ma quelli con social DRM? In teoria è possibile, ma se rendo non privato il testo in pratica lo metto a disposizione di tutti - cosa che non si può fare, essendo anche le copie in social DRM per uso personale e protette da diritto d'autore.
Se guardo a tutti gli ebook che ho comprato finora solo una piccola parte sono leggibili free e non protetti da alcunché - praticamente solo i classici italiani.
L'idea di raccogliere in un posto solo tutte le nostre letture digitali in teoria è allettante, ma ancora piena di ostacoli (e nella lista delle letture digitali da raccogliere online lascerei fuori gli ebook - intesi come libri comprati sui vari store online).  Essendo DotDotDot una beta seguirò comunque il suo evolversi, mi piace molto la grafica e l'organizzazione della app (anche se a mio parere manca un cosa importante come la scelta delle grandezza del font degli articoli importati).
Chi si iscrive a DotDotDot può trovarmi qui (credo), anche se non sono molto attiva.

martedì 2 aprile 2013

Leggere sceneggiature su iPad

In questi giorni di riposo (dopo aver finito il lavoro di Nathan Never) non sono stata del tutto con le mani in mano: ho letto la sceneggiatura quasi definitiva del gigante scritta da Giovanni Eccher e curata da Antonio Serra, 220 tavole dense e piene di ritmo; le ho lette d'un fiato, impossibile fermarsi: lo ritengo un buon segno, io mi sono appassionata e divertita a leggerle, e spero di poter trasmettere col disegno le stesse sensazioni ai futuri lettori.
Non posso dire granché sulla trama perché finirei con lo "spoilerare" troppo: basti sapere che sono  protagonisti ben presenti lungo tutta la storia Nathan, Legs, Orson, Kathy e Branko; sono i personaggi che più amo disegnare, e che qui sono stati ben caratterizzati da Giovanni.
Leggendo la storia visualizzavo mentalmente le inquadrature, mi viene spontaneo farlo sempre, ma qui in più mi sono sforzata di vederle anche disegnate e rese dinamiche e vive: vorrei riuscire a far entrare il lettore nella storia, a farlo avvicinare il più possibile ai personaggi - sia mentre parlano sia mentre sono coinvolti in scene d'azione spettacolari (e ce ne sono diverse).
Vorrei che il mio solito segno diventasse più sottile e preciso, che le ombre siano usate per costruire e rendere le atmosfere, più che per mero realismo, che la tecnologia sia resa molto meglio di quello che ho fatto finora; anche per questo sto guardando in full immersion disegni e illustrazioni di fantascienza che trovo in quantità in siti come Pinterest, e "ripasserò" e guarderò i film di fantascienza più ricchi di tecnologia: non voglio copiare, quanto assorbire (copiare mi annoierebbe sopra ogni altra cosa).

Ricordo i tempi in cui Stefano Piani mi mandava le sceneggiature di Legs via fax (sempre più veloce della posta, comunque); adesso tutto avviene via email, e le sceneggiature sono in formato word. Di solito stampo su carta le pagine della sceneggiatura perché le uso per disegnarci in piccolo i bozzetti delle tavole - delineo il layout delle vignette e schizzo anche il disegno vero e proprio, le posizioni dei personaggi più che altro. In questo caso la sceneggiatura del gigante non è definitiva, qualche tavola sarà spostata e c'è qualche piccola correzione da fare (dialoghi, credo); per evitare di stampare la sceneggiatura con i numeri delle tavole sbagliate mi sono caricata il file sull'iPad, per la sola lettura (potevo leggerla sul Mac, sì, ma per lunghe letture di testo preferisco l'iPad, così mi posso spaparanz stendere comodamente sul letto o sulla poltrona).
Qualcuno ha mai provato a leggere documenti .doc sull'iPad? Che programma usate? Vi mantiene la formattazione e soprattutto il numero delle pagine come in origine? Ecco, a me no - non con i programmi che ho a disposizione.
Documents è un bel programma che legge documenti di Office e PDF, ma ecco cosa succede quando nella pagina del documento c'è inserito un disegno (o una tabella): si sovrappone al testo. Non solo, non mantiene la divisione tra le pagine e le conteggia a modo suo; finita la sceneggiatura mi risultavano 135 pagine invece delle 220.

Cliccare per ingrandire

Tra le opzioni utili di Documents c'è quella di poter aprire un dato documento in altro programma presente sull'iPad: ho provato così a esportare la sceneggiatura in Smart Office 2, altro programma interessante. Come forse si può intravedere nella foto con la simpatica visualizzazione in 3D anche in quel caso la tabella va a coprire il testo; e sì, il conteggio delle pagine è sballato.
Certo, questi programmi sono gratis, cosa pretendo? Ma siamo sicuri che un programma a pagamento sia migliore? Chi sa dirmi se ad esempio in GoodReader i documenti .doc vengono visualizzati pagina per pagina nella loro interezza? Non sono riuscita a trovare informazioni in merito.
Sapete cosa ho fatto? Ho aperto la sceneggiatura con LibreOffice, dove c'è un bel tastino per l'esportazione in pdf di qualsiasi file; ho esportato in pdf (e il peso in kb è rimasto praticamente invariato) e reimportato lo stesso sull'iPad, dove viene visualizzato come si deve.

Per chi è stato via per le vacanze di Pasqua ricordo il mio post recente, il solito pieno di link.

venerdì 8 febbraio 2013

Legs sulla moto (e i soliti link da visitare)

Cliccare per ingrandire - ©SBE
Il disegno di Legs in realtà è preso da una vignetta del Nathan che sto disegnando (l'originale naturalmente non ha i due colori usati per le ombre, aggiunti appositamente per trasformarla in una specie di illustrazione).
Ho avuto un piccolo stop dal lavoro dovuto a una forte infreddatura con influenza durata un giorno (malessere e un po' di febbre). Nel frattempo sono riuscita a leggermi il manualone di 600 pagine di Manga Studio 5 (pieno di tante figure e ripetizioni, eh), mi piacerebbe avere il tempo di fare un video dove ne illustro le novità, più probabilmente dovrete accontentarvi di "mini-video" in cui parlo di una o due funzioni alla volta - vedremo.

Link elencati a caso, così come sono sul mio Instapaper:

mercoledì 26 dicembre 2012

Marvin, una app per leggere epub

Nel confronto tra eReader e tablet alcuni articoli recenti parlano dell'aumento di vendite dei secondi a scapito dei primi. Forse molti lettori abituati ad usare tutti i mezzi e i servizi di internet (approfondimenti di articoli, animazioni, tabelle a colori, immagini, ecc.) invece di comprarsi due device, di cui uno dedicato solo ed esclusivamente alla lettura (l'eReader con l'e-ink), hanno iniziato ad optare per un tablet, magari in HD, complice anche l'abbassarsi dei prezzi.
In ogni caso non sono solo io che riesco a leggere anche ebook sui tablet, specialmente se i tempi di lettura non sono lunghi, e specialmente se le app dedicate alla lettura presentano sempre più strumenti per minimizzare gli effetti della retroilluminazione.
Io sull'iPad uso specialmente iBooks e l'app Kindle per leggere ebook, e Pocket per leggere articoli e post che trovo su internet; specialmente le prime due hanno diversi strumenti per personalizzare l'esperienza di lettura, tra cui la possibilità di cambiare lo sfondo scegliendo un color avana o nero (per letture notturne), oppure cambiare la font (e la sua grandezza), o anche lo spazio della cornice della pagina (nel caso dell'app Kindle).
Da poco ho scoperto un'altra app per la lettura di epub senza DRM, Marvin, che per poco tempo è scaricabile gratis (quindi sbrigatevi se volete provarla).
Marvin rispetto ad altre app di lettura ha diversi modi di personalizzare gli sfondi e il carattere, e persino la luminosità, che oltre all'intensità presenta la regolazione del contrasto e della temperatura (se si vuole un colore più caldo o più freddo).


I colori della "carta" possono essere i più vari, così come quelli delle font; inoltre si può cambiare l'interlinea, il margine e il tipo di giustificazione.
Quando iniziamo a leggere possiamo impostare una specie di avviso che può apparire dopo 15 minuti, mezzora o un'ora; inoltre quando abbandoniamo la lettura possiamo sapere (se vogliamo) per quanto tempo abbiamo letto.
Altra caratteristica molto utile è il collegamento a Dropbox da cui possiamo scaricare i nostri ebook, se li abbiamo salvati lì.
Naturalmente Marvin ha i segnalibro, la funzione di annotazione, sottolineatura, definizione di un dizionario (per i testi in inglese): quest'ultimo è attivato quando si imposta per una volta la lingua dell'iPad come inglese (si va nelle impostazioni generali, poi si sceglie Internazionale), poi se si torna al settaggio con la lingua italiana il dizionario continua ad apparire se si selezionano le parole (ringrazio Kris del supporto di Marvin  - molto gentile - che mi ha risposto prontamente e mi ha spiegato la procedura).


Una funzione particolare è quella chiamata "Deep view", che consiste nell'analizzare tutto il libro generando un elenco di nomi, posti, ecc. e la loro ricorrenza nel libro; queste possono essere visualizzate in ordine di apparizione, alfabetica, importanza, ecc. Possiamo anche generare dei brani dove appaiono alcuni termini ed esportarli via mail. Gli stessi termini possono essere cercati via web o direttamente su Wikipedia.
La funzione di "Auto Summary" elenca i brani con i "nomi" e poi li esporta come ebook nella libreria; qui una volta scaricata la app abbiamo già installati gli ebook in inglese del Conte di Montecristo, Cuore di tenebra, La metamorfosi di Kafka e un racconto di Jack London.
Marvin ha anche la possibilità di settare alcune gesture per abbassare o alzare la luminosità, e soprattutto per saltare di 5 o di 10 pagine avanti e indietro nell'ebook.
Gli ebook possono essere importati tramite iTunes, Dropbox, o anche via mail.
Qui il sito di Marvin dove sono spiegate più chiaramente le caratteristiche della app.

lunedì 24 settembre 2012

Varie -29

Un po' di notizie a tema fumetto:
©Panini Comics - Planet Manga - Kumichi Yoshizuki
  • Kenji Andrea Nakasone è un fumettista difficile da inquadrare, molto bravo e con delle potenzialità - a parere mio sarebbe bello se riuscisse a esplorare dimensioni diverse da quelle un po' ristrette della critica politico-sociale. Qui il suo blog con protagonista il suo alter ego, "Il patriota", ma da leggere online c'è anche una presentazione/recensione di Andrea Voglino, un suo fumetto uscito su ComicsWeb n. 2, e un altro su Burp n. 5.
  • "Nel maggio del 1992 Saverio Ceri, Moreno Burattini, Francesco Manetti e Alessandro Monti diedero vita a DIME PRESS. Venti anni dopo il "magazzino bonelliano" rinasce su Internet con DIME WEB!
  • "Planetes" è un manga uscito in Italia qualche anno fa in 4 volumi editi da PaniniComics, recentemente ristampati (in 3 volumi). La storia parla di un futuro non lontano in cui esiste una squadra specializzata nella raccolta dei pericolosi detriti spaziali che orbitano intorno alla Terra. Da poco Rai 4 ogni giovedì sta trasmettendo l'anime che consta di 26 episodi; per chi volesse recuperare la prima puntata (già mandata in onda) su Youtube ho trovato le versioni in lingua francese e spagnola.
  • Le macchine del tempo ormai abbondano in fumetti, film e telefilm; nel manga "Le nostre tracce del tempo" la diversità del meccanismo è data dal fatto che alle persone viene trasmessa nella loro mente una ricostruzione tridimensionale della realtà che è stata registrata per decenni ("scansionata") da un aggeggio futuribile (limitato a una sola città). Impossibile quindi modificare il presente attraverso questo "viaggio" nel passato, ma si può parlare con parenti e amici in quel dato momento, oppure assistere a scene che ci erano sfuggite (ok, è sempre improponibile dal punto di vista logico...). Come fa notare un commentatore di Animeclick.it il rischio di questo manga (dove i servizi di questa macchina vengono offerti da una minuscola società a persone che vogliono ritornare a bivi cruciali della loro vita o capire i comportamenti di amici e parenti in un dato periodo) è quello del "caso" ripetuto a ogni episodio, eppure c'è qualche elemento di continuity (relativo alla vicenda personale della protagonista) che verso la fine di questo primo volume fa intravedere degli sviluppi interessanti. Certo, il tono delle storie in certi casi è abbastanza sentimentale, ma il disegno è buono e le storie piacevoli. Da disegnatrice sono stata sorpresa di trovare un paio di volte delle vignette ruotate di 90° per farle entrare in layout che si sviluppava orizzontalmente (vedere foto 1); non è la prima volta che mi imbatto in vignette così, in un manga, ma credo siano rare - e mi domando se dai lettori giapponesi venga recepito come cosa normale durante la lettura.
  • Luigi Bicco ci ricorda lo Speciale 50 anni di Spider-Man di Conversazioni sul fumetto, ma soprattutto scrive un bell'articolo su una vecchia storia del Ragno, "Cani impazziti", scritta da Ann Nocenti e disegnata da Cindy (Cynthia) Martin, con copertine di Bill Sienkiewicz.
  • Qualcuno vuole pubblicare in Italia "Hilda and the Midnight Giant" di Luke Pearson? Mi pare molto bello.
Cose da vedere su Youtube (alcune trovate grazie a suggerimenti di amichetti su Facebook):

  • Il film "Mattatoio 5" di George Roy Hill, del 1972, tratto dal libro di Kurt Vonnegut (che a me piacque molto e che non ho mai considerato come libro di fantascienza).
  • Il film "Il villaggio dei dannati" di Carpenter, remake della più celebre versione del 1960 (ben più terrorizzante).
  • Su Questione della decisione trovo l'indicazione e il video di "Life in a Day", film-esperimento di Ridley e Tony Scott realizzato il 24 luglio 2010 con il contributo di video inviati da tutto il mondo (e no, non ho ancora visto Prometheus, ma non mi aspetto molto dopo aver letto recensioni deluse a manetta - probabile quindi che alla fine potrebbe piacermi!).

Consigli vari:

  • Su iTunes potete abbonarvi gratis al podcast con la lettura integrale di Moby Dick in originale, i vari capitoli sono letti da persone note del campo dello spettacolo e delle arti , c'è un sito dedicato al progetto (oltre all'audio delle letture ci sono dei quadri a corredo) - e al primo capitolo possiamo ascoltare la voce di Tilda Swinton.
  • Amo i blog scientifici, recentemente ne ho scoperto un altro, "Tempi profondi", di cui segnalo tanto per iniziare un post con una strigliata d'orecchie allo scrittore Ian McEwan (di cui ho letto solo "L'amore fatale", molto bello).
  • Altro blog da seguire (per chi non è eccessivamente religioso) è quello di Leonardo Tondelli che si trova sul sito de Il Post: "scherza con i fanti e lascia stare i santi" non è davvero il suo motto; ma se il tono è abbastanza ironico, i contenuti sono comunque seri e documentati.

L'angolo dell'iPad: qualcuno forse avrà giocato online a Wonderputt, una specie di minigolf con un'ambientazione davvero particolare, soprattutto nelle animazioni che accompagnano le palle nelle varie buche. Da poco tempo è possibile trovare questo gioco in versione per iPad a 0,79 €, praticamente uguale. Le 18 buche si esauriscono in fretta, anche volendo migliorare il proprio punteggio, ma l'esperienza visiva secondo me merita questi 79 centesimi.



sabato 4 agosto 2012

Diario di viaggio...letterario -9

Il viaggio inizia qui, il resto di qua


1/3 agosto 2012


Il caldo afoso in questi giorni mi fa dormire abbastanza male, e infatti credo di risentirne di giorno - il lavoro va un pochino a rilento. Peccato perché dopo lo sgombero del caseggiato di fronte non ho più avuto problemi con feste e musiche a tutte le ore, ho dormito alla grande per diversi giorni (mi spiace un po' dirlo, ma egoisticamente parlando è così).
I lavori di ristrutturazione sono iniziati ma con pochi operai, per adesso stanno scalpellando i muri interni, immagino per poter poi rifare tubature e impianto elettrico.

L'altro giorno sono andata dall'oculista per la seconda volta in un mese e mezzo: la prima per rifare le lenti per la presbiopia, che è aumentata, la seconda per sapere bene che fare dopo che ho ricominciato a vedere leggermente sfocato, specialmente davanti allo schermo. Temevo il ritorno della blefarite, invece no, necessito di occhiali anche per la media distanza (e forse non mi ero accorta prima che cominciavo a vederci male davanti a schermo); l'oculista mi ha detto di non  stare lì a spendere soldi per farmi fare le lenti da un ottico (ho anche una leggera differenza tra un occhio e l'altro), sarebbero bastati un paio d'occhiali con gradazione +1 comprati anche in farmacia.
Adesso ho dunque due paia di occhiali, uno per la lettura a breve distanza, l'altro per il lavoro davanti al monitor: spero di non peggiorare prossimamente anche il mio (lievissimo) astigmatismo!

Ormai mi capita raramente di passare in edicola, e ho diradato anche le mie visite in fumetteria, per varie ragioni; stamattina mi sono ritrovata in un ipermercato e ho visto un paio di fumetti che ho preso al volo, per curiosità.
Uno é il primo numero di "A panda piace" di Giacomo Bevilacqua, formato alla Rat-Man, prezzo 2,70 €: il personaggio é riuscito a diventare abbastanza famoso uscendo dal mondo ristretto dei web comics, mi incuriosisce sapere come andrà quest'avventura nelle edicole.
L'altro fumetto che ho comprato é Moon Knight disegnato da Alex Maleev - a dire la verità l'unico motivo per cui ho preso quest'albo; non conosco quasi nulla di questo personaggio, non so se riuscirò a capirci qualcosa dato che  a casa ho scoperto che quest'albo é il quarto di sei: maledetta presbiopia!
Non sto leggendo molto in questi giorni, ho ancora in lista diversi fumetti presi il mese scorso -  ci aggiungo anche "Dei - In vino veritas" di Crippa e Tenderini preso alla Fnac lo stesso giorno in cui ho comprato la Wacom (ah, e ho comprato anche "Atto di morte" di Hansen, mesi fa il primo libro della serie del detective gay Dave Brandstetter mi era piaciuto molto).
Inutile dire che se continuo così "Il trono di spade" di Martin riuscirò a finirlo quando avranno trasmesso le miniserie di tutta la saga! Temo che qualcuno vincerà una scommessa a proposito della mia intenzione di dedicarmi solo a questa lettura…
Ah, per chi ha un iPad e ci scarabocchia segnalo l'aggiornamento della app "ArtStudio"; ne avevo già parlato qui, mettendo in rilievo che pur essendo ottima aveva un'interfaccia grafica un po' carente: ecco, ora si può dire che l'app è quasi perfetta, una delle migliori nel suo genere.
E a proposito di app ecco arrivare anche quella de "La Settimana Enigmistica" (e c'è anche un sito per gli enigmistici digitali).

Il viaggio del giorno: "Le montagne della follia" di Lovecraft e "Le avventure di Gordon Pym" di Poe

Stamattina stavo pensando a un libro da segnalare, prima mi è venuto in mente Gordon Pym, poi le Montagne della follia, ed ero indecisa tra i due. Di questi libri ricordo specialmente l'impressione che mi hanno lasciato, più che la trama, ma in effetti a leggere Wikipedia Lovecraft studiò molto il libro di Poe e ne cita qualcosa proprio ne "Le montagne della follia"; in entrambi poi c'è l'elemento del viaggio verso terre sconosciute - o quasi all'epoca - il polo sud.
In entrambi i libri la tensione è palpabile, crescente, inquietante; specialmente il libro di Lovecraft mi spaventò molto all'epoca in cui lo lessi, più dei suoi racconti.

domenica 12 febbraio 2012

Fumetti digitali, segnalazioni veloci (più il mio Incal scomparso)

Fumetti digitali, ovvero fumetti nati per essere fruiti su supporti digitali, o anche fumetti adattati per essere letti in digitale - non è la stessa cosa, ma tanto dei primi ancora si vede poco in giro, e se c'è è un semplice riproporre lo schema della tavola cartacea.
In ogni caso il fatto di poter leggere lo stesso fumetto sia su carta che su supporto digitale in effetti allarga  potenzialmente il bacino di lettori - di poco per adesso, un giorno chissà.
In un post di qualche settimana fa avevo linkato il sito di Giorgio Pezzin e Manuela Marinato, ma non avevo fatto cenno al fatto che Pezzin crede molto nel futuro digitale del fumetto e sta lavorando per convertire in formato digitale (per iPad) la sua produzione fumettistica indipendente (qui potete  vedere quello che è già scaricabile - ci sono storie realizzate in coppia con Cavazzano, Marini, Perconti).
Sul suo blog poi potrete leggere notizie sul suo lavoro, sui suoi progetti digitali, e magari potrete scambiare dei pareri su questo argomento (e in generale sui fumetti!).

Anche il fumettista Pino Oliva si sta interessando alle possibilità del digitale, in questo caso come vetrina dei suoi lavori: la app che contiene sue storie a fumetti, illustrazioni, musiche, si può scaricare gratis qui.

L'Incal di Moebius (1981)
Tra i portali di fumetti che permettono l'acquisto di fumetti digitali io frequento Izneo e AveComics, sul primo i fumetti si possono anche "prendere in prestito" per la lettura per 10 giorni a 1,99 € (oltre che per poterli acquistare), sul secondo no, si possono solo comprare; su ambedue i siti gli albi possono essere letti sia online, che sull'iPad/iPhone tramite le app dedicate, accedendo al nostro account.
Ultimamente su AveComics ho visto quella che sembrava una nuova edizione de "L'incal" di Jodorowsky e Moebius (ne hanno fatte a bizzeffe, credo), invece è proprio un fumetto nuovo disegnato da Jose Ladronn e dal titolo "Final Incal". 
Sfogliando l'anteprima online mi è balzata subito agli occhi la vignetta a tutta pagina in cui John Difool si getta nell'abisso della gigantesca città futuristica - nel 1981 quando vidi quella stessa vignetta disegnata da Moebius mi fece una grandissima impressione, così come tutta la storia che fu pubblicata a puntate sulla rivista Metal Hurlant (versione italiana) a partire dal numero 2.
I 12 numeri di quella rivista sono all'origine del mio amore per la fantascienza fumettistica (per la fantascienza filmica devo risalire al 1977, quando vidi "Guerre stellari" al cinema: smisi improvvisamente di disegnare cowboy e indiani, come fatto dall'età di 5 anni, e iniziai a disegnare astronavi, alieni, e così via).
Su Metal Hurlant non si riuscì a completare la storia de "L'Incal", per cui pur avendo letto a pezzi e bocconi il seguito (chissà dove) non ho mai posseduto una versione intera della saga.
Non molto tempo fa le edizioni BD hanno fatto uscire questo volume, che io avevo comprato e messo poi nella pila delle cose da leggere; non avevo urgenza dato che la storia è un classico che conosco (anche se mi ricordo poco e niente della storia, che non mi hai mai interessato molto a dire la verità).
L'Incal di Ladronn
Adesso volevo andare a sfogliare il volume e vedere le differenze tra la storia disegnata da Moebius e quella disegnata da Ladronn, ma...il volume è sparito! Non lo trovo più, ho cercato dappertutto, in tutti gli scaffali, senza risultato. Sono sicura di non averlo prestato a nessuno, così la realtà è che per qualche motivo il volume sia stato fagocitato in qualche libreria del mio studio. 
Ho anche immaginato che qualcuno potesse averlo sottratto, ma l'unica persona non conosciuta che è entrata in casa è un tecnico della caldaia (io non ero lì presente), ma ipotizzare che tra tutte le cose che poteva prendersi l'uomo (cosa improbabilissima in effetti) sia stato "L'incal" sa un po' di...fantascienza!
L'unica spiegazione possibile è che il volume sia appunto nascosto da qualche parte (anche se non capisco perché avrei dovuto fare questa cosa); purtroppo ciò equivale ad ammettere che il volume è andato perduto, per avere un possibilità di trovarlo dovrei in effetti mettere ordine nel caos che ho in studio, il che vorrebbe dire avere una settimana a disposizione di vacanze per poter fare solo questa cosa: impossibile
Tornando a "Final Incal": a parte la fedeltà di Ladronn nel ricostruire le ambientazioni moebiusiane, e le somiglianze di alcune vignette, per il resto si narra credo la stessa storia ma con personaggi diversi e diversa trama. Dell'Incal originale di Moebius (quello pubblicato sulla rivista nel 1981) non ricordavo i colori così accesi, che a vederli oggi non mi piacciono granché; quelli attuali di Ladronn sono naturalmente più "pittorici" e realistici (anche se un po' monotoni), e il suo modo di disegnare è pieno di particolari e sfondi ricostruiti maniacalmente.
Non mi interessa paragonare due artisti così diversi, di cui uno ha fatto la storia del fumetto; dico solo che per quanto non capisca granché questa nuova versione de "L'Incal" il lavoro fatto da Ladronn è molto buono, se lo si prende per quello che è.
Ladronn è un disegnatore che ha cominciato con uno stile smaccatamente kyrbiano, poi si è evoluto andando verso una linea chiara più europea: un disegnatore che apprezzo, ma senza esagerare.

venerdì 16 dicembre 2011

Libri e social network


I libri sono la mia grande passione assieme a quella per il fumetto; sono quel tipo di persona che non riesce a star buona a far niente senza poter leggere qualcosa (anche le scritte sulle scatole dei cereali, come Charlie Brown - a proposito chi mi sa recuperare la striscia in questione?).
Col tempo le mie preferenze sono un po' cambiate, e anche la quantità di libri che riesco a leggere; adesso leggo poca narrativa e molta saggistica, al contrario di quando ero giovane ed ero riuscita a leggere tanti classici.
La maggior parte dei libri che ho letto nella vita non sono più con me, per problemi di spazio e traslochi, inoltre in gioventù ho fatto un uso intensivo delle biblioteche: non ho quindi una lista completa dei libri che ho letto, mi avrebbe fatto piacere averla, ma a quei tempi non badavo a queste cose.
Da qualche anno  sono iscritta al sito aNobii, che è una cosa a metà tra una libreria virtuale e un social network librario. Chi vuole può anche mettere come "privati" tutti i suoi libri, o solo alcuni, e utilizzare aNobii solo come database personale; i più però lo usano per discutere di libri nei gruppi di discussione, per vedere cosa hanno comprato i loro "amici" o "vicini", per leggere recensioni e commentarle, oppure per dare consigli.
ANobii nonostante il suo successo presenta qua e là qualche bug, e anche alcune mancanze ampiamente discusse nei forum al suo interno; io da parte mia lamento un ritardo per quanto riguarda la catalogazione degli ebook, con alcune eccezioni (vedi più avanti).

Il grande concorrente di aNobii (per adesso) è Goodreads, che però si appoggia prevalentemente al catalogo di Amazon e si rivolge ad utenti per la maggior parte di lingua inglese.
All'apparenza la struttura è simile a quella di aNobii, l'interfaccia però qui è più raffinata (anche se essendo io un po' "cecata" apprezzo di più la grandezza e la vivacità del layout anobiano), vi è uno spazio per gli autori (inglesi, con interviste, presentazioni, ecc. ), consigli di letture basati sulle nostre letture, affinabili e personalizzabili, spazi riservati al divertimento del lettore, con quiz, concorsi per vincere libri appena usciti (riservato ai lettori di US, GB e CA); c'è anche una sezione per le citazioni, con quelle più votate, quelle dei "nostri" autori, ecc.: tutto sembra pensato per un maggiore coinvolgimento del lettore - specialmente il lettore forte, direi.
Nell'importazione in batch dei libri (basta un foglio in CSV) non tutti i libri italiani vengono trovati (le percentuali variano da iscritto a iscritto, io ad esempio come prova ho caricato 200 libri e ne sono stati catalogati 184 (il numero 193 che appare adesso è dovuto alle mia aggiunte fatte dall'interno di Goodreads); leggo però sui forum che anche in Goodreads ci sono dei bug e non è detto che il numero indicato sia quello giusto.
L'ebook di "Hyperion" che ho acquistato sul sito Fanucci in Amazon non c'è come ebook (come cartaceo sì), e infatti Goodreads non l'ha trovato, al contrario di aNobii (mentre non ha trovato sempre di Fanucci "La città e la città" di Mieville). Il libro cartaceo che sto leggendo di Pievani, "La vita inaspettata", su Goodreads non c'è, in aNobii sì. Insomma, per adesso evidentemente su aNobii ci sono più probabilità che il nostro libro in lingua italiana venga catalogato (e se non lo è per le uscite recenti basta aspettare qualche giorno), è logico visto che aNobii è ben integrato in Italia e Goodreads invece è evidentemente rivolto al bacino di utenza inglese.

Da poco è arrivato sul web un nuovo social network librario che sembra voler attirare i lettori abituati ad usare i vari Facebook e Twitter: Zazie è un prodotto tutto italiano, dalla grafica fresca e semplice, ancora da migliorare per vari aspetti (ma ha aperto solo da pochi giorni!), e che ha come principale novità l'uso delle icone per segnalare il "mood" che ispira quel tale libro, e il "ComeDoveQuando" leggerlo. Anche qui si possono seguire le letture degli "amici", scoprirne di nuovi, ecc. Solo il tempo dirà se questo sito rivolto forse ai più giovani avrà successo: avendo io una certa età non sono ad esempio granché interessata a catalogare i libri che leggo attraverso queste modalità (per me un libro è leggibile ovunque e in qualsiasi modo e località), immagino però che chi ha un atteggiamento più giocoso del mio potrebbe essere interessato a Zazie.

Gli appassionati della lettura spesso hanno un rapporto viscerale con il libro: la sintonia con quello che leggono talvolta sfocia in sottolineature e brani copiati. Io non ho mai avuto questa abitudine finché ho iniziato a  leggere libri di saggistica, le mie sottolineature (o meglio, semplici indicazioni a matita a lato del testo) avevano come scopo l'individuazione di brani cardine, frasi che riassumessero i punti salienti del libro. Questa abitudine può rimanere solitaria ed essere utile solo per noi, oppure può essere condivisa con gli amici, genericamente con chi pensiamo possa essere interessato o voglia commentare questi brani significativi (o considerati tali).
Sia aNobii che Goodreads hanno nelle schede personali del libro lo spazio per le note da aggiungere - commenti, o anche citazioni di brani: in aNobii nella scheda personale del libro c'è  un apposito box che si chiama "Note a margine"; queste ultime vanno inserite a mano, con copia e incolla, indicando anche il numero di pagina. Se si va a vedere la scheda di un libro possiamo vedere se ci sono note a margine inserite da altri lettori, magari con relativo commento (in aNobii bisogna scorrere la scheda libro fino in basso per vedere se ci sono).
Parlando di condivisione naturalmente mi riferisco a internet: scansionare le pagine con un programma OCR per me è fuori discussione: ci vuole troppo tempo. Ho provato anche a fare foto di pagine di libri (come si può vedere sul mio blog "Ritagli della fumettista curiosa"); funziona in parte, anche perchè bisogna in ogni caso effettuare tre operazioni: fare la foto, poi importarla su pc, tagliare ed aggiustare, infine fare un upload.
Le cose cambiano invece se le sottolineature e le citazioni vengono effettuate su testi digitali: un copia e incolla può bastare.  Questa pratica è stata implementata e raffinata da alcuni grossi siti che vendono ebook: ad esempio Amazon o anche Kobo (meno noto da noi in Italia).

Amazon ha creato un ambiente virtuale chiuso (la cui pericolosità è stata messa in rilievo da molti) ma anche molto accattivante: basti pensare che di tutti gli ebook messi in vendita sullo store è possibile scaricare il primo capitolo gratis (un incentivo formidabile all'acquisto se il libro risveglia un minimo interesse). L'applicazione per leggere i libri di Amazon (in formato proprietario: l'AZW, un mobi, per adesso leggibile solo su e-reader Kindle) è disponibile anche per i sistemi Windows ed Apple, cosa che a me consente ad esempio di acquistare e leggere gli ebook di Amazon pur non avendo un Kindle.
Amazon è comparsa da poco con gli ebook in lingua italiana, il catalogo quindi è ancora limitato, ma non lo sarà per molto, credo; intanto è possibile trovare ogni settimana una selezione di ebook bestseller a prezzo speciale, più uno che cambia ogni giorno.
I suoi ebook una volta acquistati possono essere scaricati su tutti gli altri device che possediamo (io ad esempio ho una copia dello stesso libro su iPad e una sul Mac); inoltre questi possono essere sincronizzati: se inizio la lettura sull'iPad posso poi continuarla sul Mac, e viceversa.
Stessa sincronizzazione avviene per sottolineature e note; qui può entrare in gioco la comodità di avere del testo digitale da poter annotare o citare: chi vuole può rendere pubbliche le sue note (di singoli libri) e vedere chi altro può aver commentato quello stesso libro (per adesso di note di altri utenti se ne vedono poche data la scarsità dei libri in italiano e il loro arrivo recente, diverso é il discorso per libri inglesi, specialmente i classici).
Per visualizzare le note di altri utenti mentre si sta leggendo un libro (essendo collegati a una linea internet) c'è un apposito tasto in fondo alla pagina: da lì peraltro si accede anche alle nostre note o evidenziazioni. Possiamo anche collegare la nostra app Kindle a Twitter o Facebook: sottolineando dei brani possiamo condividerle su questi social network.
Credo che esista un modo per condividere le note solo con amici selezionati, ma non ne sono sicura (non ho capito bene cosa c'era scritto nelle FAQ in inglese che ho letto sull'argomento); in ogni modo il mio account pubblico Kindle Amazon è questo; cliccando sul nome del libro si potranno leggere integralmente i brani che ho citato e i relativi commenti. Chi ha lo stesso libro su un'applicazione Kindle potrà facilmente andare alla pagina relativa cliccando su "Read more at location…").
La cosa però che mi lascia perplessa è che il mio profilo Amazon non è collegato con link a quello Kindle, quello cioè dove appaiono pubblicamente (se così ho scelto) le mie note; né dall'interno dell'app Kindle con cui leggo i libri è possibile accedere direttamente al sito su cui sono le note. Bizzarro che sul mio account Amazon, quello dove si trova l'elenco degli ebook acquistati, la cronologia degli ordini, le impostazioni, ecc., non ci sia un accenno alle note che io ho reso pubbliche leggendo quel tale libro.

Come detto Amazon fa di tutto per coccolare e "fidelizzare" i suoi lettori: ogni app Kindle scaricata su pc o device vari ha la possibilità di avere uno o più dizionari a disposizione, a seconda della lingua in cui è scritto l'ebook; selezionando la prima volta una parola infatti ci verrà automaticamente scaricato un dizionario (Zingarelli per la lingua italiana, l'Oxford per quella inglese, e altri ancora), e avremo anche altre opzioni a disposizione: una ricerca su Google o su Wikipedia, l'eventuale presenza di extra (questo per i libri inglesi).
Un'avvertenza: se si è aperto un account Amazon e si va sulle pagine di vendita dei libri c'è la possibilità che accanto o sotto ogni libro ci sia la fascetta "Compra con 1-click"; è una modalità con la quale non bisogna usare password o conferme per dare il via all'acquisto (e al download immediato in caso di ebook). Di default dovrebbe essere disattivata, nel mio caso non lo era (anche se sui forum mi dicono fosse impossibile): se per sbaglio mi fosse capitato di cliccare sopra quel bannerino di qualsivoglia libro non mi sarebbe apparsa la finestrella con la domanda "conferma l'acquisto" - cosa che mi aspettavo non sapendo nulla di quella modalità, all'inizio (non ho smanettato nelle impostazioni quindi non ho attivato la modalità per caso, come suggeritomi da alcuni). Consiglio quindi di andare prima di tutto a fare un giro nelle impostazioni dell'account, "modalità di acquisto 1-clik", a destra c'è una finestra dove si vede se l'opzione è attivata oppure no. In ogni caso c'è sempre l'opportunità entro 30 minuti di disdire l'ordine, sicuramente per il cartaceo, non so come funziona per l'ebook, il cui download inizia dopo pochi secondi.
Con Amazon si hanno anche 5 giga di spazio per caricare nostri documenti personali che possono poi essere letti sull'ereader o sugli altri device con l'app Kindle; c'è anche la possibilità di spedirli via mail, e di autorizzare determinati mittenti. Per gli utenti del benemerito servizio Instapaper, che permette di salvare pagine web da leggere in altro momento, c'è la possibilità di mandare queste pagine (io le organizzo in folder) direttamente sul Kindle o sull'app apposita, debitamente convertite in mobi (e ci vogliono pochi secondi).

Anche il network librario di Kobo ha un suo reader, forse a breve disponibile anche in Italia. Il funzionamento è simile a quello Amazon/Kindle: app sia per device che per pc su cui scaricare  e leggere gli ebook, sincronizzazione dei commenti, uno store da cui acquistare con facilità (qui però abbiamo solo i libri in inglese).
In Kobo il risvolto social e giocoso è ampliato in maniera inquietante: se siamo in linea possiamo verificare subito quanti altri utenti stanno leggendo lo stesso libro, quali commenti hanno lasciato, ecc., oltre alle solite possibilità di condividere brani su Twitter e Facebook.
L'interfaccia grafica è molto curata e leziosa: ogni attività svolta all'interno del microcosmo Kobo è monitorata, ogni pagina letta - con conteggi anche in percentuale - ogni commento, nota, condivisione, persino le volte che si usa il vocabolario (è possibile fare anche ricerche online - tradurre persino, cosa che non c'è in Kindle); si possono cambiare i temi grafici di sfondo, anche i segnalibri - insomma, un tripudio di tutto ciò che gira intorno alla lettura, abbastanza inutile per chi vuole solo leggere un libro in santa pace, divertente per chi invece vede i libri come mezzo per socializzare e "giocare".
Personalmente mi piacerebbe avere un misto di aNobii e del sistema Kindle: poter catalogare insieme ebook e libri cartacei, avere in uno stesso posto i miei commenti e sottolineature - sia private che pubbliche, o addirittura condivise solo con alcuni amici con cui ho concordato una lettura comune.
E stamattina ecco un post di Finzioni che tratta questo argomento e annuncia le prossime novità di aNobii.

Cliccare sulle immagini per ingrandirle

mercoledì 23 novembre 2011

Fumetti in edicola e Mattotti in iPad

Tra le poche novità in edicola ho notato due albi formato Bonelli della BP Publishing: "Wisher" e "Il cacciatore". 
Confesso che il tipo di storie narrate non mi interessano granché - magari il primo un po' di più, ambientato e disegnato con piglio più moderno (nel complesso però tra fate, gnomi, magia e vampiri - temi non molto di mio gusto - direi che ho preferito concentrarmi sui disegni). 
Mi ha sorpreso abbastanza vedere due fumetti che in origine sono stati pubblicati nel formato cartonato francese, a colori, essere ridotti e stampati in bianco e nero; specialmente Wisher sembra soffrire in special modo l'assenza di colore - mentre Il cacciatore essendo disegnato in stile più classico presenta un tratteggio ricco di ombre e sopporta benissimo questo cambiamento; certamente in entrambi i casi la riduzione del formato rende più asfittiche le pagine, pensate per essere viste più in grande. 
Nonostante queste mie riserve ci si trova dinnanzi a due grandi disegnatori, che io conoscevo poco o per nulla (come nel caso di Yves Swolfs per "Il cacciatore"). Tra i due mi trovo ad apprezzare di più per gusto personale De Vita, più moderno e grafico; però non posso fare a meno di invidiare l'abilità compositiva di Yves Swolfs, il tratteggio classico ma perfetto, le anatomie sempre esatte: chi ama il fumetto avventuroso di un certo tipo non potrà che apprezzare questo albo (a cui ne seguirà un altro, come nel caso di Wisher). 
Di De Vita devo aver visto qualcosina chissà dove, tempo fa, e di sicuro avevo letto la notizia della sua passata mostra a Pordenone. In Wisher il suo segno raffinato, preciso, ricco di dettagli mi ha affascinato, e questo nonostante patissi il formato ridotto; vedendo poi le poche tavole nella versione francese (dunque a colori) sono stata quasi contenta di aver potuto ammirare le tavole di De Vita in bianco e nero: mi ero immaginata una colorazione leggera e piatta, con qualche effetto qua e là, ma che comunque lasciasse trasparire il bel segno del disegnatore - mi sembra che non sia così (ma dovrei veder bene gli albi originali francesi dal vivo). 

Chi ha un iPad spero non si sia lasciato sfuggire l'app (gratis) "Jekyll & Hyde" di Mattotti e Kramsky: l'app è talmente piena di cose da leggere e vedere (video con interventi di Mattotti, schizzi, illustrazioni, una trasposizione teatrale, il testo originale di Stevenson tradotto da Fruttero e Lucentini) da pesare più di 800 Mb! Nel suo bel blog Federico Novaro ne mette il luce qualche criticità, ma nel complesso c'è da essere contenti di poter leggere una grande opera e vederne un po' il dietro le quinte (io poi non possiedo neanche la versione cartacea). 
Personalmente avrei voluto tenere sull'iPad più a lungo questa app che però una volta vista a fondo sarò costretta a togliere visto il suo "peso" non indifferente (il mio iPad ha 16 Giga nominali di spazio, occupati per più della metà). In casi come questo, di app bellissime e ricche di contenuti anche video, meglio sarebbe linkare questi ultimi per vederli online una volta a tiro di connessione internet, dando l'opportunità di scaricare questi contenuti su pc o ipad se si vuole.
Di Mattotti segnalo anche l'imperdibile blog, e in particolare questo post con i disegni pieni del nero inquietante di foreste ancestrali e temibili - mi ricordano un sogno che feci qualche anno fa di me persa e nuda come un Homo Sapiens degli albori in una foresta scura e buia come il catrame: le sensazioni sono le stesse guardando le bellissime pennellate di Mattotti.