I libri sono la mia grande passione assieme a quella per il fumetto; sono quel tipo di persona che non riesce a star buona a far niente senza poter leggere qualcosa (anche le scritte sulle scatole dei cereali, come Charlie Brown -
a proposito chi mi sa recuperare la striscia in questione?).

Col tempo le mie preferenze sono un po' cambiate, e anche la quantità di libri che riesco a leggere; adesso leggo poca narrativa e molta saggistica, al contrario di quando ero giovane ed ero riuscita a leggere tanti classici.
La maggior parte dei libri che ho letto nella vita non sono più con me, per problemi di spazio e traslochi, inoltre in gioventù ho fatto un uso intensivo delle biblioteche: non ho quindi una lista completa dei libri che ho letto, mi avrebbe fatto piacere averla, ma a quei tempi non badavo a queste cose.
Da qualche anno sono iscritta al sito
aNobii, che è una cosa a metà tra una libreria virtuale e un social network librario. Chi vuole può anche mettere come "privati" tutti i suoi libri, o solo alcuni, e utilizzare
aNobii solo come database personale; i più però lo usano per discutere di libri nei gruppi di discussione, per vedere cosa hanno comprato i loro "amici" o "vicini", per leggere recensioni e commentarle, oppure per dare consigli.
ANobii nonostante il suo successo presenta qua e là qualche bug, e anche alcune mancanze ampiamente discusse nei forum al suo interno; io da parte mia lamento un ritardo per quanto riguarda la catalogazione degli ebook, con alcune eccezioni (vedi più avanti).
Il grande concorrente di
aNobii (per adesso) è
Goodreads, che però si appoggia prevalentemente al catalogo di
Amazon e si rivolge ad utenti per la maggior parte di lingua inglese.
All'apparenza la struttura è simile a quella di
aNobii, l'interfaccia però qui è più raffinata (anche se essendo io un po' "cecata" apprezzo di più la grandezza e la vivacità del layout anobiano), vi è uno spazio per gli autori (inglesi, con interviste, presentazioni, ecc. ), consigli di letture basati sulle nostre letture, affinabili e personalizzabili, spazi riservati al divertimento del lettore, con quiz, concorsi per vincere libri appena usciti (riservato ai lettori di US, GB e CA); c'è anche una sezione per le citazioni, con quelle più votate, quelle dei "nostri" autori, ecc.: tutto sembra pensato per un maggiore coinvolgimento del lettore - specialmente il lettore forte, direi.
Nell'importazione in batch dei libri (basta un foglio in CSV) non tutti i libri italiani vengono trovati (le percentuali variano da iscritto a iscritto,
io ad esempio come prova ho caricato 200 libri e ne sono stati catalogati 184 (il numero 193 che appare adesso è dovuto alle mia aggiunte fatte dall'interno di
Goodreads); leggo però sui forum che anche in
Goodreads ci sono dei bug e non è detto che il numero indicato sia quello giusto.
L'
ebook di "
Hyperion" che ho acquistato sul sito
Fanucci in
Amazon non c'è come
ebook (come cartaceo sì), e infatti
Goodreads non l'ha trovato, al contrario di
aNobii (mentre non ha trovato sempre di
Fanucci "
La città e la città" di
Mieville). Il libro cartaceo che sto leggendo di
Pievani, "
La vita inaspettata", su
Goodreads non c'è, in
aNobii sì. Insomma, per adesso evidentemente su
aNobii ci sono più probabilità che il nostro libro in lingua italiana venga catalogato (e se non lo è per le uscite recenti basta aspettare qualche giorno), è logico visto che
aNobii è ben integrato in Italia e
Goodreads invece è evidentemente rivolto al bacino di utenza inglese.

Da poco è arrivato sul web un nuovo social network librario che sembra voler attirare i lettori abituati ad usare i vari
Facebook e
Twitter:
Zazie è un
prodotto tutto italiano, dalla grafica fresca e semplice, ancora da migliorare per vari aspetti (ma ha aperto solo da pochi giorni!), e che ha come principale novità l'uso delle icone per segnalare il "
mood" che ispira quel tale libro, e il "
ComeDoveQuando" leggerlo. Anche qui si possono seguire le letture degli "amici", scoprirne di nuovi, ecc. Solo il tempo dirà se questo sito rivolto forse ai più giovani avrà successo: avendo io una certa età non sono ad esempio granché interessata a catalogare i libri che leggo attraverso queste modalità (per me un libro è leggibile ovunque e in qualsiasi modo e località), immagino però che chi ha un atteggiamento più giocoso del mio potrebbe essere interessato a
Zazie.
Gli appassionati della lettura spesso hanno un rapporto viscerale con il libro: la sintonia con quello che leggono talvolta sfocia in sottolineature e brani copiati. Io non ho mai avuto questa abitudine finché ho iniziato a leggere libri di saggistica, le mie sottolineature (o meglio, semplici indicazioni a matita a lato del testo) avevano come scopo l'individuazione di brani cardine, frasi che riassumessero i punti salienti del libro. Questa abitudine può rimanere solitaria ed essere utile solo per noi, oppure può essere condivisa con gli amici, genericamente con chi pensiamo possa essere interessato o voglia commentare questi brani significativi (o considerati tali).
Sia
aNobii che
Goodreads hanno nelle schede personali del libro lo spazio per le note da aggiungere - commenti, o anche citazioni di brani: in
aNobii nella scheda personale del libro
c'è un apposito box che si chiama "
Note a margine"; queste ultime vanno inserite a mano, con copia e incolla, indicando anche il numero di pagina. Se si va a vedere la scheda di un libro possiamo vedere se ci sono note a margine inserite da altri lettori, magari con relativo commento (in
aNobii bisogna scorrere la scheda libro fino in basso per vedere se ci sono).
Parlando di condivisione naturalmente mi riferisco a internet: scansionare le pagine con un programma OCR per me è fuori discussione: ci vuole troppo tempo. Ho provato anche a fare foto di pagine di libri (come si può vedere sul mio blog "
Ritagli della fumettista curiosa"); funziona in parte, anche perchè bisogna in ogni caso effettuare tre operazioni: fare la foto, poi importarla su pc, tagliare ed aggiustare, infine fare un upload.
Le cose cambiano invece se le sottolineature e le citazioni vengono effettuate su testi digitali: un copia e incolla può bastare. Questa pratica è stata implementata e raffinata da alcuni grossi siti che vendono ebook: ad esempio
Amazon o anche
Kobo (meno noto da noi in Italia).
Amazon ha creato un ambiente virtuale chiuso (la cui pericolosità è stata messa in rilievo da molti) ma anche molto accattivante: basti pensare che di tutti gli ebook messi in vendita sullo store è possibile scaricare il primo capitolo gratis (un incentivo formidabile all'acquisto se il libro risveglia un minimo interesse). L'
applicazione per leggere i libri di
Amazon (in formato proprietario: l'
AZW, un mobi, per adesso leggibile solo su
e-reader Kindle) è disponibile anche per i sistemi
Windows ed
Apple, cosa che a me consente ad esempio di acquistare e leggere gli
ebook di
Amazon pur non avendo un
Kindle.
Amazon è comparsa da poco con gli
ebook in lingua italiana, il catalogo quindi è ancora limitato, ma non lo sarà per molto, credo; intanto è possibile trovare ogni settimana una selezione di
ebook bestseller a prezzo speciale, più uno che cambia ogni giorno.
I suoi
ebook una volta acquistati possono essere scaricati su tutti gli altri device che possediamo (io ad esempio ho una copia dello stesso libro su
iPad e una sul
Mac); inoltre questi possono essere sincronizzati: se inizio la lettura sull'iPad posso poi continuarla sul Mac, e viceversa.
Stessa sincronizzazione avviene per
sottolineature e note; qui può entrare in gioco la comodità di avere del testo digitale da poter annotare o citare: chi vuole può rendere pubbliche le sue note (di singoli libri) e vedere chi altro può aver commentato quello stesso libro (per adesso di note di altri utenti se ne vedono poche data la scarsità dei libri in italiano e il loro arrivo recente, diverso é il discorso per libri inglesi, specialmente i classici).
Per visualizzare le note di altri utenti mentre si sta leggendo un libro (essendo collegati a una linea internet) c'è un apposito tasto in fondo alla pagina: da lì peraltro si accede anche alle nostre note o evidenziazioni. Possiamo anche collegare la nostra
app Kindle a
Twitter o
Facebook: sottolineando dei brani possiamo condividerle su questi social network.
Credo che esista un modo per condividere le note solo con amici selezionati, ma non ne sono sicura (non ho capito bene cosa c'era scritto nelle
FAQ in inglese che ho letto sull'argomento); in ogni modo il mio account pubblico
Kindle Amazon è
questo; cliccando sul nome del libro si potranno leggere integralmente i brani che ho citato e i relativi commenti. Chi ha lo stesso libro su un'applicazione Kindle potrà facilmente andare alla pagina relativa cliccando su "
Read more at location…").
La cosa però che mi lascia perplessa è che il mio
profilo Amazon non è collegato con link a quello
Kindle, quello cioè dove appaiono pubblicamente (se così ho scelto) le mie note; né dall'interno dell'
app Kindle con cui leggo i libri è possibile accedere direttamente al sito su cui sono le note. Bizzarro che sul mio account Amazon, quello dove si trova l'elenco degli ebook acquistati, la cronologia degli ordini, le impostazioni, ecc., non ci sia un accenno alle note che io ho reso pubbliche leggendo quel tale libro.
Come detto
Amazon fa di tutto per coccolare e "fidelizzare" i suoi lettori: ogni
app Kindle scaricata su pc o device vari ha la possibilità di avere uno o più dizionari a disposizione, a seconda della lingua in cui è scritto l'ebook; selezionando la prima volta una parola infatti ci verrà automaticamente scaricato un dizionario (
Zingarelli per la lingua italiana, l'
Oxford per quella inglese, e altri ancora), e avremo anche altre opzioni a disposizione: una ricerca su
Google o su
Wikipedia, l'eventuale presenza di extra (questo per i libri inglesi).
Un'avvertenza: se si è aperto un
account Amazon e si va sulle pagine di vendita dei libri c'è la possibilità che accanto o sotto ogni libro ci sia la fascetta "
Compra con 1-click"; è una modalità con la quale non bisogna usare password o conferme per dare il via all'acquisto (e al download immediato in caso di ebook). Di default dovrebbe essere disattivata, nel mio caso non lo era (anche se sui forum mi dicono fosse impossibile): se per sbaglio mi fosse capitato di cliccare sopra quel bannerino di qualsivoglia libro non mi sarebbe apparsa la finestrella con la domanda "
conferma l'acquisto" - cosa che mi aspettavo non sapendo nulla di quella modalità, all'inizio (non ho smanettato nelle impostazioni quindi non ho attivato la modalità per caso, come suggeritomi da alcuni). Consiglio quindi di andare prima di tutto a fare un giro nelle impostazioni dell'account, "
modalità di acquisto 1-clik", a destra c'è una finestra dove si vede se l'opzione è attivata oppure no. In ogni caso c'è sempre l'opportunità entro 30 minuti di disdire l'ordine, sicuramente per il cartaceo, non so come funziona per l'ebook, il cui download inizia dopo pochi secondi.
Con
Amazon si hanno anche
5 giga di spazio per caricare nostri
documenti personali che possono poi essere letti sull'ereader o sugli altri device con l'app Kindle; c'è anche la possibilità di spedirli
via mail, e di autorizzare determinati mittenti. Per gli utenti del benemerito servizio
Instapaper, che permette di salvare pagine web da leggere in altro momento, c'è la possibilità di mandare queste pagine (io le organizzo in folder) direttamente sul Kindle o sull'app apposita, debitamente convertite in
mobi (e ci vogliono pochi secondi).
Anche il network librario di
Kobo ha un suo
reader, forse a breve disponibile anche in Italia. Il funzionamento è simile a quello
Amazon/Kindle:
app sia per device che per pc su cui scaricare e leggere gli ebook, sincronizzazione dei commenti, uno store da cui acquistare con facilità (qui però abbiamo solo i libri in inglese).
In
Kobo il risvolto social e giocoso è ampliato in maniera inquietante: se siamo in linea possiamo verificare subito quanti altri utenti stanno leggendo lo stesso libro, quali commenti hanno lasciato, ecc., oltre alle solite possibilità di condividere brani su
Twitter e
Facebook.
L'interfaccia grafica è molto curata e leziosa: ogni attività svolta all'interno del microcosmo Kobo è monitorata, ogni pagina letta - con conteggi anche in percentuale - ogni commento, nota, condivisione, persino le volte che si usa il vocabolario (è possibile fare anche ricerche online - tradurre persino, cosa che non c'è in Kindle); si possono cambiare i temi grafici di sfondo, anche i segnalibri - insomma, un tripudio di tutto ciò che gira intorno alla lettura, abbastanza inutile per chi vuole solo leggere un libro in santa pace, divertente per chi invece vede i libri come mezzo per socializzare e "giocare".
Personalmente mi piacerebbe avere un misto di
aNobii e del sistema
Kindle: poter catalogare insieme ebook e libri cartacei, avere in uno stesso posto i miei commenti e sottolineature - sia private che pubbliche, o addirittura condivise solo con alcuni amici con cui ho concordato una lettura comune.
E stamattina ecco un
post di Finzioni che tratta questo argomento e annuncia le prossime novità di
aNobii.
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