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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



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venerdì 21 luglio 2017

Selezione di post dal mio blog

Arriva l'estate e forse (forse) le persone hanno più tempo e voglia di leggere.
Questa volta invece di fare il solito elenco di link ad articoli che trovo sul web ho pensato di selezionare un po' di miei post (alcuni vecchi di anni) soprattutto per chi conosce il mio blog da poco tempo e magari ci ha dato un'occhiata superficiale.


Tra i post che risultano più letti sul mio blog c'è Consigli per chi vuole fare il fumettista, che ho aggiornato di recente. In realtà è un post che ho scritto per riassumere le varie risposte che darei a chi mi chiede le cose più varie sul mio lavoro - insomma, lo linko per risparmiare tempo.

Non posso non citare l'altro post tra i più letti: Disegnare in digitale con la tavoletta grafica (e un mio video), anche questo aggiornato di recente.

Per rimanere in tema estate ecco un post un po' particolare del 2013: La limonata al sale di Messina

La mia seconda passione dopo quella per i fumetti è quella per i libri - qui una storia che viene dal 1978: La saga di Dray Prescot - di Alan B. Akers

A proposito di libri: Conversazione con lo scrittore Sergio Donato

Qui nel blog sotto l'etichetta "Interviste" potete trovare alcuni post dove faccio domande a disegnatori e sceneggiatori di fumetti; tra le tante pesco quella a Stefano Martino, disegnatore che ha lavorato per diversi editori e che si muove da tempo tra carta e digitale: Intervista al disegnatore Stefano Martino

Quando avevo tempo scrivevo post dove spiegavo alcuni dei problemi che incontravo mentre disegnavo un albo per la Bonelli - tipo questo che riguarda l'espressività di alcuni personaggi (il "gigante" diventerà poi "Nathan contro Legs"): Una piccola lezione di fumetto

Altro problema fumettistico: Sceneggiatura e disegno: un piccolo problema risolto (parlo sempre del volume "Nathan contro Legs" sopracitato).

Qui invece faccio vedere come erano composti i livelli di una mia tavola digitale: I vari livelli di una mia tavola a fumetti (da "Nathan contro Legs")

Nel 2013 dal canile è arrivata Kristal, una cagnolina un po' difficile  ma che ho imparato ad amare nel tempo: Kristal, la mia cagnolina da 6 mesi (a lei ho praticamente dedicato il mio Instagram).

A proposito di cani (qui si era al tempo della mia cagnolina precedente, Milou): Cani, umani ed escrementi

Una mia riflessione del 2011 sull'uso dei retini nel fumetto: Retini nel fumetto: sì o no?

Infine per chi volesse conoscere qualcosa di me ai miei esordi: Il mio esordio da fumettista: intervista a Marcello Toninelli (parte 1) - Il mio esordio da fumettista: intervista a Marcello Toninelli - parte 2

giovedì 22 giugno 2017

Le foto del mio studio su Fumettologica (e altre cose)

Su Fumettologica è uscito un articolo con una mia breve intervista e le foto del mio studio (la serie è quella #Tavolidadisegno) - grazie a Sal Tascioni per le immagini (tranne l'ultima che è una mia foto di Kristal, la mia cagnolina).


Qua sopra un mio disegno a mezza tinta con Legs Weaver, ho scansionato la versione in bianco e nero perché ci sono delle cose che vorrei ritoccare, e poi colorare anche digitalmente - però se c'è qualcuno a cui piace questo originale su carta può contattarmi.

Su Fumettologica trovate anche:
L'esperienza di Calvin e Hobbes in 3D  (bizzarro)
La battaglia giapponese delle scorregge  (!)
I webcomic entrano nella collezione della biblioteca nazionale degli Stati Uniti  (interessante)

Qui una piccola storia a fumetti che può sembrare molto esagerata, ma che assicuro ha solide basi di verità (abito non molto lontano dalla zona in cui abita Stefano Tartarotti e confermo l'invasione dei moscerini - a milioni): Moscerini e telenovelas - Il Post 

Un articolo su Nathan Never di Marco Violi su Tom's Hardware - accurato, ben scritto. Violi non si è occupato della parte delle immagini, a cura della redazione, che nella prima versione non riportava le attribuzioni di tavole e illustrazioni da nessuna parte.
Avendo incrociato nella chat di un forum l'autore dell'articolo ho fatto presente la mancanza, e l'osservazione è stata inoltrata alla redazione.
Il risultato lo vedete a questo link :"Nathan Never: un grande fumetto fantascientifico ": dei nomi sono stati aggiunti, ma mancano ancora il mio a pag 1 (il profilo di Nathan), il nome di Lola Airaghi nel disegno di Legs e May a pag. 2, e a pag. 3 la striscia con Nathan sotto la pioggia è la mia, non di Paolo Di Clermente (tutti nomi e riferimenti che avevo dato anche questi in chat in un secondo momento, e che Violi aveva di nuovo indirizzato alla redazione).
Vabbè, troppo difficile correggere una seconda volta.

Un video di Stefano Azzalin che parla del Surface Book e di come si comporta la penna per disegnare (in questo caso con Clip Studio Paint), interessante anche se mi sembra ancora troppo costoso (vista anche la misura). Piuttosto per chi ha già un pc e non può spendere le cifre per una buona ma costosa Cintiq nel gruppo su Facebook di Clip Studio Paint segnalano in diversi questa XP-Pen (che non conosco).

giovedì 18 agosto 2016

Dalla pagina Facebook di "Cronache dall'ombra" -4

Qui la parte 1, qui la parte 2, la parte 3

7 luglio

Gli strumenti che ho usato per disegnare
La maggior parte dei fumetti presenti in "Cronache dall'Ombra" sono stati disegnati con dei pennarelli graduati come quelli che vedete in foto - le misure vanno dallo 0,05 allo 0,8 credo, quelli che usavo di più erano lo 0,3 e lo 0,5.
"Questa notte" e "Il censimento" invece sono stati disegnati col pennino - non come quello della foto (unico esemplare che mi è rimasto in casa) ma molto simile, ovvero di scarsa qualità. Per ottenere il segno "spesso" di questi fumetti ripassavo più volte sulla stessa linea, quindi impiegavo parecchio tempo.
Il pennello lo usavo poco all'epoca (in nessuno dei fumetti dell'antologia in ogni caso), purtroppo non ho avuto nessun insegnante che potesse insegnarmi le tecniche di inchiostrazione dei fumetti, certe cose le ho imparate confusamente da autodidatta, negli anni.
Con il pennello ho sempre avuto difficoltà di gestione del segno, questo anche perché non sapevo che tipo di pennelli usare e dove trovarli (questo valeva anche per il pennino, in un certo senso, ma con questo me la cavavo meglio); un esempio di uso del pennello in un mio fumetto potete vederlo a questa pagina, sono le tavole di Ossian.
Solo da pochi anni ho scoperto i pennelli ricaricabili giapponesi, mi sono riconciliata con l'inchiostro! Per vederne alcuni potete leggere questo post: Disegni, fumetti, pennelli.
Nell'antologia sono presenti tavole realizzate di recente, in digitale: la prima storia in particolare ("Quella volta") e le tavole della serie "Quartiere" che intervallano le varie storie. Per disegnare in digitale uso una tavoletta grafica Wacom Intuos e il programma Manga Studio (ovvero Clip Studio Paint). Qui su Facebook con l'aiuto di Luigi Coppola ho aperto un gruppo dedicato a questo programma e al disegno digitale: Manga Studio e Clip Studio Paint.




14 luglio

Per chi non conoscesse bene il mio lavoro attuale e passato do di seguito un po' di link: per cominciare una mia breve biografia su Wikipedia, la cronologia dei miei lavori sul sito Jimdo.

Due interviste: una di Pagu del 2010, l'altra di Nick Parisi del 2014.  
Dal sito della Sergio Bonelli Editore un dietro le quinte/intervista a proposito dell'albo "Nathan contro Legs" uscito nel marzo 2015.

Dal mio blog, La fumettista curiosa: i miei esordi da fumettista con un'intervista in due parti a Marcello Toninelli (prima parte, seconda parte) e una a Massimo Galletti.

 Gregory Hunter ©Sergio Bonelli Editore
26 luglio

Tra gli anni '80 e i '90 ascoltavo molta musica, magari la mettevo in sottofondo quando dovevo solo ripassare i disegni (e non quando dovevo pensarci su, che altrimenti mi avrebbe distratto).
I miei ascolti erano abbastanza vari e poco sistematici (a parte poche band), un po' come le mie letture fumettistiche.
Se penso alle storie di Cronache dell'Ombra a cui tengo di più immagino un sottofondo musicale abbastanza malinconico, evocativo, vario.
Ho preparato una playlist su Spotify, non so bene come funziona per chi vorrà ascoltarla (leggo che su tablet e smartphone è gratis, io sto usando Spotify su pc con un account molto vecchio, e non sono abbonata).


martedì 19 luglio 2016

Prove di inchiostrazione con 4 pennelli

Su Youtube ho caricato un video dove provo l'inchiostrazione con 4 pennelli tra quelli che uso abitualmente per i lavori su carta (coadiuvati da pennarelli graduati per i particolari).
I pennelli sono tutti ricaricabili tranne un Fude Pen (che però è il mio preferito). Durante il video ho aggiunto le mie considerazioni personali sul segno di ciascuno dei 4 pennelli tramite didascalie in sovrimpressione (nelle info del video ci sono nomi e link, ma li riporterò anche qui).



I pennelli a Milano si trovano quasi tutti nei negozi di Belle Arti, altrimenti è possibile ordinarli su Amazon o altri siti specializzati nella vendita di materiali da disegno giapponesi (alcuni siti li ho linkati nel mio post "Risorse online per disegnatori").

I 4 pennelli:
Kuretake Sumi Brush Pen Blister -No8
Pentel XFL Fude Pen Ricaricabile
PEN XGF35 PENTEL NERO
Pentel Pocket Brush


Il Pentel XFL è quello che ho usato per inchiostrare questo disegno.

sabato 20 giugno 2015

Disegni, fumetti, pennelli

Sto andando avanti con la nuova storia a fumetti di Nathan Never, e su carta; adesso mi sono un po' fissata a voler trovare un pennello a inchiostro ricaricabile adatto al mio segno, ci sono dei buoni candidati, e uno a dire la verità mi piace abbastanza, peccato che tra quelli nella foto sia quello con la cannuccia bordeaux, che non è ricaricabile (Fude Pen XGF35E) e che si scarica un po' presto.
L'altro pennello abbastanza buono è il Pentel XFP Ricaricabile a punta fine, ma tutto dipende dalla fortuna di trovarne uno che abbia delle setole perfette, perchè sono già due volte che becco pennelli che dopo poco si sfilacciano o si ingrossano.
Ogni tanto torno a usare il mio "vecchio" Pentel Pocket Brush, che è molto bello ma dal segno un po' troppo grosso per le mie esigenze attuali.
A volte uso anche il "pennarello calligrafico" Muji che non è male, devo stare però attenta a modularlo bene.
Sto aspettando anche il Pilot Pocket Brush Pen - Soft, che non so com'è, l'ho ordinato su Amazon e ho usato il servizio IndaBox.it per farmelo arrivare in un Carrefour vicino casa mia. Per me è tutto nuovo, vedremo come va.


Notizie fumettose:

- Dopo Tex, Dylan Dog e Dragonero su Facebook approdano le pagine ufficiali dedicate a Martin Mystère e Adam Wild; non so esattamente quando ma prima o poi arriverà anche quella di Nathan Never.
- Progetti in cerca di editori: gli autori di lunga esperienza Carlo Panaro e Luciano Gatto hanno messo su un sito (Geo and Company) presentando diversi personaggi a fumetti adatti a bambini dai 5 anni in su.
Sul sito si possono trovare filastrocche, giochi, e disegni da colorare. C'è anche una pagina Facebook dove potete trovare questi personaggi.
- Pets -Vita da animali è un film d'animazione che uscirà il prossimo anno, ahimè, per adesso dobbiamo accontentarci del divertente trailer!
- Un altro progetto fumettistico da sostenere tramite Indigogo: "Aminoacid Boy and the Chaos Order" di Diego Lazzarin, dotato di un segno e un immaginario davvero particolari.

Una strana cosa riguardante Manga Studio 5/Clip Studio Paint (o forse Anteprima del Mac, non so bene): ho già esportato qualche tavola del mio ultimo Nathan, quello che sto realizzando su carta ma di cui disegno le matite in digitale, poi convertite in cyan; tutto bene, in Manga Studio realizzo già il contorno delle vignette, e fino a poco tempo fa era tutto a posto, le vignette erano in nero pieno e la matita in cyan.
Ora invece come potete vedere in foto la linea delle vignette una volta stampata viene fuori "svuotata"; questo succede da quando di punto in bianco non sono riuscita più a stampare la tavola da Manga Studio (l'icona della stampante spariva una volta dato l'ordine di stampa), e ho rimediato aprendo l'anteprima in pdf e stampandola da là: con questi bizzarri risultati.
Naturalmente non ho cambiato nessuna impostazione, installato driver o fatto chissà cosa.



lunedì 11 maggio 2015

Nuovo lavoro e ritorno alla carta?


Dopo la fine del lavoro su Nathan uscito nel mese  di marzo ("Nathan contro Legs") sono tornata a lavorare su una storia che avevo lasciato a metà anni prima.
Da qualche giorno ho finito anche questa storia (90 tavole in tutto scritte da Mirko Perniola e in uscita su un Agenzia Alfa in autunno), e adesso mi sto preparando alla prossima storia di Nathan - ho già la sceneggiatura e la documentazione.
Per diversi motivi vorrei provare a tornare all'inchiostrazione su carta, ma prima devo vedere come va la mia vista, e soprattutto sapere quali strumenti usare per l'inchiostrazione: le ultime volte che ho lavorato su carta non ne ero molto soddisfatta.

Prima di iniziare a inchiostrare in digitale (con il programma Manga Studio) usavo un pennello ricaricabile della Pentel, il Pocket Brush, e dei pennarelli graduati Staedtler (e anche Pigma). Il Pocket Brush mi piaceva molto usarlo, ma non riuscivo per molto tempo a mantenere un segno sottile - vuoi per mia insensibilità, forse vuoi perchè col tempo la punta perdeva la sua "compostezza" e l'afflusso di inchiostro diventava maggiore.
Lavoravo su un foglio A3 e la gabbia della mia tavola era di 25,5 cm X 36; nonostante questo con i primi problemi di vista (presbiopia) anche con gli occhiali faticavo molto a disegnare i particolari delle vignette (problema che con l'inchiostrazione digitale scompare).

Se ritornassi su carta potrei provare ad ingrandire un poco la tavola, mantenendola sempre all'interno di un A3, ma soprattutto potrei realizzare le matite in digitale, in Manga Studio (Clip Studio Paint), e sfruttare comodi strumenti come i rulers prospettici, e la trasformazione delle selezioni (per correggere le sproporzioni, eventualità che a me capita più spesso del solito perchè lavoro su un tavolo non molto inclinato).
Pensavo che sarei dovuta andare in una copisteria per farmi stampare le matite in cyan su carta con grammatura  di 200 gr. minimo, ma il disegnatore Paolo Martinello mi ha consigliato di usare lo stesso la stampante "casalinga" - e infatti a quanto pare funziona (sono riuscita a stampare su un Fabriano4 da 220 gr.).L'altro giorno sono andata a fare un giro in negozi di Belle Arti e ho trovato un paio di pennelli simili al Pocket Brush ma con la punta leggermente più fine: Sono entrambi dei Fude Pen, uno ricaricabile (XFP5F), l'altro no (XGF35).

Ho iniziato a disegnare soggetti vari, per fare delle prove di inchiostrazione, e mi sono divertita così tanto che l'idea di tornare su carta mi attira sempre di più.

Qui potete vedere un paio di disegni di prova realizzati quasi interamente con i Fude Pen (e un pochino anche con il Pocket Brush): i pennarelli quasi non li ho toccati.
Realizzare le matite in digitale mi eviterà cose come, ad esempio, dover allungare un po' le gambe di Legs (su Facebook c'è la versione originale, non finita) oppure allargare le spalle di Nathan (come ho fatto un pochino qui).

giovedì 12 febbraio 2015

Il mio passaggio da Manga Studio 4 EX a Manga Studio 5 EX


Preciso: non ho il programma su CD fisico (Manga Studio 5 EX) ma quello comprato attraverso il download digitale (Clip Studio Paint EX), che sono esattamente la stessa cosa.

Dopo aver finito la lunga storia di Nathan Never che uscirà a marzo ho ripreso a disegnare un'altra storia dell'universo neveriano che avevo interrotto anni fa, mi mancano da disegnare una trentina di tavole (l'uscita di questa storia dovrebbe avvenire a inizio autunno 2015).
Nel post precedente parlavo della possibilità di passare a lavorare da Manga Studio 4 al 5, qui parlerò di come abbia deciso di farlo davvero a partire da tavola 59.
Con gli ultimi aggiornamenti di Clip Studio Paint (l'ultimo a oggi è 1.3.8.) e grazie a un settaggio particolare per chi lavora con una tavoletta Wacom non ho più avuto problemi di rallentamento usando il programma (può ancora avvenire se si usano determinati pennelli con particolari settaggi e a grandi dimensioni, ma è raro); nel gruppo Facebook di Manga Studio Italia un membro del gruppo (Cristiano Corsani) ha lanciato una specie di minisondaggio per sapere quale era la potenza dei computer di chi usa MS 5 senza problemi, e per adesso sembra che non sia possibile stabilire per certo che anche chi ha pc meno potenti possa usare al meglio questo programma (chi vuole può contribuire al minisondaggio citato).
Ho sempre detto che il pennello che usavo in MS 4 EX non ero riuscita a riprodurlo esattamente in MS 5 EX, ma dopo diversi tentativi e ricerche ne ho scelto uno che trovo soddisfacente, l'ho chiamato PenPat 2 e potete scaricarlo liberamente dalla mia cartella in Dropbox.
Su Dropbox si trova una prima versione di questo pennello all'apparenza molto simile, chiamato PenPat, ma trovo che la versione 2 sia migliore (potete scaricare anche questo).


In Manga Studio 5/Clip Studio Paint è molto bella la funzione che permette di salvare la configurazione della nostra scrivania di lavoro, il cosiddetto "Workspace"; se ne possono salvare per ogni tipo diverso di lavoro - illustrazione, fumetto, fumetto per la tal rivista o per la tal altra: basta registrarlo con un nome particolare.
Io ne ho subito creato uno chiamato "Bonelli" in cui ho tolto la palette dei colori (visto che lavoro in bianco e nero) e altre finestre che non uso (il Navigator e Information); poi ho cambiato la visualizzazione del Page Manager della mia Story mettendolo in Tab, e non in una finestra separata che mi portava via spazio. Ho anche spostato la finestra dei Tools mettendola nella colonna con i SubTool e il Brush Size guadagnando un altro pezzetto di spazio.
La colonna delle finestre di destra rimane ampia perchè io uso nel Sub View una tavola aperta da guardare come esempio (perchè ci sono i personaggi con i loro vestiti da ricopiare, o gli ambienti, ecc.).


In questo inizio di lavoro vero con Clip Studio Paint ho voluto usare per il segno dei livelli vettoriali, che qui si possono usare con molta facilità e con comodi strumenti per correggere il segno (a dire la verità non sto usando molto questa funzione per adesso perchè faccio prima a cancellare il segno venuto male o a correggerlo con il bianco). Per riempire i neri aggiungo un livello raster, poiché col vettoriale non funziona lo strumento "secchio" (Fill).
Ho avuto un po' di difficoltà a creare un template da salvare con le misure volute per le mie tavole - il "foglio" intero e poi i margini interni del taglio al vivo e della gabbia: quando andavo a immettere le misure del "Binding" dopo quelle della mia gabbia (da cui partivo) le cifre si spostavano da sole negli altri due settaggi - un delirio.
Qui nel gruppo di Manga Studio Italia Silvano Beltramo ha giustamente suggerito di procedere in quest'ordine: prima il valore del Binding, poi quello del Default Border e come ultimo impostare quello del Canvas. Nel post su Facebook prima linkato troverete le foto tratte dal programma con tutte le indicazioni di questi settaggi.



lunedì 28 luglio 2014

Considerazioni sul disegno digitale


Avvertenza per gli illustratori che lavorano in digitale da tanti anni: sebbene citi anche il lavoro degli illustratori digitali questo post è rivolto soprattutto ai fumettisti (e ai lettori) che solo da pochi anni stanno iniziando a confrontarsi con questa nuova tecnica - mi scuso quindi per la eventuali banalità (per tanti in realtà sono problematiche nuove o quasi).
Qualche settimana fa ho lanciato una specie di sondaggio sul disegno digitale, ho cercato di pubblicizzarlo su tutti i miei social e ho invitato a linkarlo in giro; i risultati sono stati un po' deludenti: sebbene quel post sia stato sicuramente letto direttamente più di 360 volte - a cui aggiungo almeno una cinquantina di contatti attraverso i feed - alla fine hanno risposto in 22 persone in tutto (tra blog e forum di Nathan Never), la maggior parte lettori, pochissimi i disegnatori.
O l'argomento non interessa, oppure le persone sono davvero pigre - non so bene - e certamente io non ho una grande visibilità sul web (mettiamoci pure che non ho "spammato" come avrei potuto tramite messaggi personali su Facebook, ad esempio, ma è più forte di me, non riesco a rompere troppo le scatole alle persone).
Una precisazione: qui affronto l'argomento del disegno realizzato all'origine in digitale (tramite l'uso di strumenti tecnologici come tavolette grafiche oppure Cintiq) e non della fruizione di fumetti e illustrazioni attraverso tablet o pc.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO
Visto il numero minimo di persone che ha risposto non esiste alcuna validità statistica, inutile dare numeri e percentuali; a me qui serve solo a imbastire un discorso sulla percezione del disegno digitale rispetto a quello classico, "naturale", su carta.
La maggior parte dei lettori non ha pregiudizi negativi sul disegno digitale, anzi, pensano che sia una "naturale evoluzione" del modo di disegnare; quelli che hanno delle riserve le esprimono nei confronti di possibili usi a loro parere negativi del digitale: abuso del copia e incolla, degli effetti digitali, oppure una certa freddezza del segno (notata però nei disegnatori ancora poco esperti o in quelli meno capaci). Alcuni anzi hanno espresso interesse verso una modalità che potrebbe permettere nuove possibilità espressive. Una persona ha risposto che preferisce il fumetto creato su carta per quello in bianco e nero ma non ha riserve per i fumetti digitali a colori.
Solo una persona, che è anche un disegnatore, lamenta la perdita di freschezza e spontaneità nell'uso del digitale rispetto alla carta (ma come lui stesso ammette è uno sguardo più da pittore "vecchia maniera", visto che il suo mestiere lo porta in effetti a guardare indietro piuttosto che avanti).
Una grande maggioranza dei lettori non fa differenza tra fumetto realizzato su carta o su digitale purché sia fatto bene (una persona ha risposto che il digitale va bene se dà un valore aggiunto, se fa risparmiare tempo no).
Due tre persone pensano che disegnare in digitale sia forse più pratico ed efficace ma "poco romantico".

Tra i pochi disegnatori che hanno risposto si mette in evidenza il pericolo dell'abuso dello zoom, che porta a valutare male la capacità di un disegno di sopportare troppi particolari; si apprezza la comodità nel correggere subito gli errori e avere comunque le tavole pulite, già sgommate; solo un paio di loro hanno menzionato la velocità di esecuzione (tra l'altro giovani disegnatori a inizio carriera).
Molti disegnatori rimbalzano spesso tra carta e digitale, magari realizzando la maggior parte del lavoro ancora su carta - ma qui il campione statistico è davvero irrilevante, non conosco davvero i numeri e la percentuale di chi vive tra i due mondi e chi invece realizza la maggior parte dei lavori in digitale.

PERCHÉ ALCUNI DISEGNATORI SCELGONO IL DIGITALE?
Il mio sondaggio non è molto rappresentativo e ho anche dimenticato di porre qualche questione in più ai disegnatori, comunque mi sembra che pochi di loro affermino di aver scelto di disegnare in digitale solo perché fa loro risparmiare tempo - almeno non come motivazione principale di questa scelta; sembra invece che questa idea sia più presente tra i lettori, che immaginano forse l'uso massiccio di alcuni "trucchetti" digitali (compresi i vituperati copia-incolla).
Un disegnatore notoriamente lento su carta riuscirà ad esserlo anche in digitale, dove magari risparmierà tempo non dovendo sgommare la matita ma magari perderà più tempo a ricercare un certo effetto (dato che ne potrà provare a iosa potendo cancellare senza problemi) o a curare di più certi particolari. Io ad esempio non sono diventata più veloce nel complesso, la mia media mensile è rimasta pressoché la stessa.
Cliccare sul nome per vedere il video: Moebius

PERCHÉ HO INIZIATO A DISEGNARE DIGITALMENTE
Io sono arrivata a disegnare (inchiostrare) in digitale circa 4 anni fa (con Universo Alfa n.8 - "La regina dei robot" - nel 2010/11), dopo una fase in cui mi sono limitata ad aggiungere digitalmente i retini sulle mie tavole cartacee (ho iniziato a farlo su "La squadra fantasma" n. 1, ovvero Universo Alfa n.2 - "Minaccia androide" - anno 2008): all'inizio ho usato (malamente credo) la trasformazione dei grigi in retini in Photoshop, poi Antonio Serra mi ha fatto scoprire Manga Studio che i retini li aveva già belli e pronti  (all'epoca c'era la versione 3, adesso dopo la 4 c'è una versione un po' diversa dalle precedenti, la 5).
Di disegnare interamente in digitale non pensavo affatto, non conoscevo molti disegnatori che ci lavoravano, e in generale mi sembrava difficile poter riprodurre il proprio segno naturale con uno strumento tecnologico; quello che mi ha convinto a fare una prova è stato l'aggravarsi della mia presbiopia: nonostante l'adozione degli occhiali da vista facevo lo stesso fatica a disegnare le scene con molti particolari, specie se piccoli, magari inseriti in panoramiche.
O ingrandivo le mie tavole, aumentando il tempo di lavorazione (e non potevo permettermelo), o trovavo un'altra soluzione: ad esempio provando a inchiostrare digitalmente, magari continuando a disegnare le mie tavole a matita.
Feci prima una prova per verificare il grado di somiglianza tra segno su carta e segno digitale: mostrai a Serra la stessa grande vignetta in due versioni, cartacea e digitale; la sua reazione mi fece capire che avrei potuto inchiostrare digitalmente senza sacrificare il mio segno "naturale" dato che era difficile distinguere tra le due versioni.
Fino ad allora non mi ero interessata delle problematiche del digitale, né a dire la verità avevo visto tutorial o cercato consigli tecnici; solo col tempo ho approfondito lo studio del programma Manga Studio e in generale del modo di disegnare digitalmente (la mia personale procedura di inchiostrazione digitale di una tavola a fumetti - adesso - la si può vedere in questo video; per sapere invece come ho iniziato a usare il digitale qui un articolo con la procedura di creazione di una mia tavola nel 2009).

Adesso le domande e i dubbi su questa scelta aumentano, mi dispiace un po' di stare perdendo il contatto con la carta e la sensibilità a tratti diversi, forse anche la possibilità di migliorare certi effetti che su carta magari è più difficile ottenere (per me) ma che mi permetterebbero di esplorare nuove strade; è anche vero però che l'uso del pennello ricaricabile e dei pennarelli non mi soddisfava più, se dovessi tornare indietro dovrei cercare nuovi modi, nuove tecniche, un nuovo segno: avrei bisogno di parecchio tempo.
Tra poco meno di un anno avrò finito i lavori adesso in sospeso, lavori tutti inchiostrati in digitale; cosa farò dopo non lo so. Non escludo nessuna ipotesi, le uniche cose che conteranno saranno la voglia di fare, la possibilità di farlo senza troppi problemi, il tempo a disposizione, il risultato finale: in base alla somma di queste esigenze penserò poi se continuare in digitale, se tornare alla carta o se dividermi tra un mezzo e l'altro.

VARIETÀ DEI MODI DI USARE IL DIGITALE
Intanto mi sono resa conto di quanti disegnatori lavorano già da tempo in digitale: i coloristi dei fumetti seriali, ad esempio, che sembravano usare tutti Photoshop; poi l'avvento della Cintiq mi sembra abbia accelerato l'adozione del digitale (e per tutte le fasi del disegno) anche da parte di molti disegnatori che magari con la tavoletta grafica si trovavano un po' a disagio.
L'uso del digitale nel fumetto e nell'illustrazione mi pare molto vario a seconda delle esigenze e delle inclinazioni personali: c'è chi ha abbandonato quasi del tutto il cartaceo e realizza tutte le fasi del proprio lavoro in digitale; chi disegna le tavole a matita e poi le inchiostra in digitale, chi al contrario fa le matite in digitale e poi le stampa in blu per poterle poi inchiostrare dal vero; chi ancora lavora su carta e poi scansiona alla fine le tavole per rifinirle in digitale con effetti vari, oppure aggiunge la colorazione.
In tutto ciò bisogna notare che molti alternano lavori su carta o in digitale a seconda del tipo di lavoro - se destinato alla vendita per collezionisti, oppure per lavori veloci e seriali, o per riviste.

ORIGINALI E CONSERVAZIONE DEI FILE DIGITALI
Bastien Vivés
I disegnatori digitali si preoccupano del fatto che non esisteranno originali dei propri lavori? Alcuni sì, la maggior parte credo di no. Il fatto che non possano poi essere venduti dei disegni originali dovrebbe preoccupare più i professionisti affermati o gli esordienti?
Non lo so, di certo ci sono tanti professionisti e tanti esordienti che usano il digitale, lo fanno nonostante tutti i contro di questo tipo di creazione: inesistenza di originali e dubbi sulle conservazioni nel tempo dei file digitali.

Sulla prima di queste problematiche è possibile rispondere attraverso la lettura di questo post ("Sulla produzione di un originale nell'illustrazione digitale") di LRNZ, ovvero Lorenzo Ceccotti: per alcuni collezionisti vecchio stampo può darsi che anche le sue proposte siano insoddisfacenti, ma di sicuro possono invece andare incontro a un pubblico che desidera lo stesso avere delle stampe di qualità di lavori digitali di grandi autori (non dimentichiamo che da tempo immemore esistono le stampe litografiche, le incisioni, quelle a tiratura limitata, ecc., e queste hanno un loro mercato pur  essendo in vendita delle copie, in pratica - anche se rese in un certo senso uniche, distinguibili).
Per la seconda questione è bene ricordare che tutti i dati digitali hanno il problema dell'obsolescenza dei supporti: è una cosa che riguarda praticamente ogni settore della nostra vita dato che la società si è informatizzata e digitalizzata, e lo sarà sempre più.
Quello che faccio personalmente (e che consiglio) è quello di salvare i file su più supporti, compresi DVD, e di conservarli anche in posti diversi (a casa di parenti ad esempio); di convertirli poi in caso dell'avvento di una nuova tecnologia; infine di stampare i file più importanti in buona qualità, sperando che presto ci sia la possibilità di farlo più facilmente e con minor costo rispetto alla soluzione proposta da LRNZ - che è rivolta in speciale modo per la vendita professionale ad alta qualità.
Vorrei anche ricordare che ci sono tanti disegnatori che in passato hanno perso originali di cui magari erano state fatte solo delle copie scarse o per nulla affatto: oggi è facile fare delle ottime scansioni dei propri lavori e premunirsi anche in caso di smarrimenti e furti. In tutto il mondo enti che hanno opere d'arte di vario tipo stanno digitalizzando tutto il patrimonio a loro disposizione: i file digitali forse non saranno eterni, ma non lo sono neanche le opere su carta e altri supporti deperibili.

ETICA NELL'USO/NON USO DEL DIGITALE?
L'idea di scrivere questo post mi è venuta dopo aver letto un paio di giudizi severi sul fumetto digitale, in particolare sul fatto che non lasciando originali si potesse in qualche modo non rispettare il lettore. Non sono potuta intervenire in una discussione dove ero di passaggio, e non ho potuto chiedere lumi: non si rispetta il lettore perché lo si priva del piacere di vedere gli originali in qualche mostra? Perché col digitale si possono usare "trucchi" non visibili? Perché il digitale è incorporeo mentre l'essenza del disegno è nella sua esistenza fisica e materica?
Non lo so, però questi giudizi mi hanno un po' angustiato, mi hanno anche fatto riflettere sulla natura del disegno digitale e sulla strada che ho intrapreso - come detto sopra ignoro se temporanea o no.
All'inizio della mia "carriera" digitale ogni tanto pensavo al fatto che il mio disegno non esisteva fisicamente, era solo un ammasso di pixel; mi dispiaceva? Sì e no, le mie prime sensazioni riguardavano soprattutto la sorpresa e la curiosità di usare "pennelli" e strumenti nuovi, e la facilità con cui potevo tenere sotto controllo le proporzioni dei personaggi e degli ambienti, oppure la comodità di poter impostare le prospettive (che, ricordo, il software non  costruisce da solo, ma bisogna che noi diamo l'impostazione giusta). 
 Non ho l'abitudine di vendere i miei originali, un po' per mancanza di tempo e contatti, un po' perché ho sempre pensato che non ci sarebbero stati molti lettori interessati a comprare le mie tavole - ci sono disegnatori molto più noti e apprezzati di me in giro; quindi questo pensiero per un po' non l'ho avuto.
Non sono una feticista della carta, in casa ho appesi pochissimi originali, nessuno mio; poi certo quando mi capitano sotto mano degli originali li guardo con piacere, specie se di grandi autori. È anche osservando tanto tempo fa degli originali di Andrea Pazienza che ho capito che usava i pennarelli (all'epoca ero giovane e sapevo poco di tutto) o che era umano anche lui e che usava talvolta le pecette.

Da giovane - ma anche dopo - per me il fumetto o anche le illustrazioni dei libri erano indissolubilmente legati al supporto su cui li leggevo/guardavo: per me la gioia era entrare nella storia, viverla sfogliando il giornale, guardarla mentre mi accucciavo nel letto o sul divano, mentre facevo merenda o andavo in autobus a scuola. Il fumetto è quello che è anche in virtù della sua serialità e della facilità di reperimento e di trasporto - non è qualcosa da appendere al muro e adorare.
Dave Gibbons
È bello che ci siano le mostre dove poter vedere come nascono realmente i disegni, ma potrei vivere anche senza mai averne vista nessuna mentre invece non potrebbe essere il contrario: dover guardare tavole incorniciate e non poter sfogliare dei fumetti, ad esempio.
Come disegnatrice il mio dovere è disegnare nel miglior modo possibile e farlo in un modo che sia ben leggibile su carta, nel formato in cui è destinato: credo che questo sia il modo con cui posso rispettare il lettore - lettore che in pochissimi casi vedrà mai un mio originale (come d'altronde è accaduto a me con centinaia di disegnatori di cui ho ammirato i fumetti). Se con il digitale io ho avuto modo di migliorare certi miei punti deboli credo che in questo modo faccio più contento il lettore - e anche me stessa.  
Autori come LRNZ stanno dando un valore specifico al disegno digitale, approfondendo ed esplorandone la tecnica e le possibilità espressive (guardate i suoi video su Youtube); ci saranno fumetti e/o illustrazioni che potranno essere concepite solo con il digitale o solo su carta, o che potranno essere un misto delle due. Per me vorrà dire che l'uso del digitale aggiungerà del nuovo nelle arti visive, che il lettore avrà più cose da vedere, diverse.

COSA VUOL DIRE "FARE FUMETTI"? COSA VUOL DIRE "LEGGERE FUMETTI"?
Alla fine se vogliamo parlare del confronto carta/digitale dobbiamo parlare anche di cosa voglia dire leggere un fumetto, e di cosa voglia dire disegnarlo.
Cosa vuole il lettore di fumetti che va in edicola, in fumetteria o in libreria? Come possiamo darglielo noi disegnatori e autori? 
Disegni, storie da guardare, da leggere, per decenni stampate su carta in migliaia di copie... Migliaia di lettori, pochissimi dei quali sapevano (e sanno) cosa sono le tavole, con cosa si disegna, quanto ci si mette.
Lavorare in digitale o su carta cambia qualcosa nel modo in cui vengono letti i fumetti (o guardate le illustrazioni su riviste e libri)? Cambia qualcosa nella loro qualità, nel senso della loro esistenza? Se disegno i miei fumetti e questi vengono pubblicati cambia qualcosa in quelle storie se i miei originali saranno poi tutti bruciati? Cambia qualcosa se invece esistono nel mio pc sotto forma di pixel?
Il disegnatore si diverte a creare forme, riprodurre e disporre ciò che vede o immagina su uno spazio, lo struttura, lo riempie di segni, di forme nere, assottiglia il segno del pennello, lo allarga, lo sporca, ci gioca anche; lo fa con pennini, pennelli, pennarelli, matite, pastelli, a volte si inventa gli strumenti, li modifica. Poi senza soluzione di continuità prova un altro strumento, è collegato con una penna USB a un pc e lui guarda a schermo il suo disegno prendere vita, adattarsi a quello che ha in mente, oppure crea nuovi effetti - proprio come disegnasse su carta.
Perché questo disegnatore dovrebbe rinunciare a usare questo nuovo mezzo? Se gli piace e si diverte, se lo aiuta in certi passaggi, se il risultato è comparabile a quello che faceva prima, una volta visto su carta - perché no?
E certo, accettando le conseguenze di non avere originali da esporre e vendere, per sua scelta (e rimando alle possibili alternative) - perché no?

PERCHÈ NO?
Parliamo anche del "romanticismo" della carta, dei profumi degli inchiostri, del calore che traspare dai disegni fatti a mano: credo siano cose che riguardano - al limite - più il disegnatore che i fumetti in sé o i lettori che leggono delle storie; la maggior parte dei disegni nati digitalmente (ovviamente parlo di opere di professionisti, o di autori abbastanza bravi - non necessariamente tanto bravi) non vengono riconosciuti in quanto tali - figli delle fredde macchine - dalla stragrande maggioranza dei lettori, spesso neanche dai disegnatori.
Però mettiamo che alcuni fumetti o illustrazioni siano riconoscibili come digitali, perché vogliono mostrarsi così, nativi digitali, altra cosa rispetto al solito: perché no? Se esprimono e comunicano quello che desidera il disegnatore, se raccontano qualcosa al lettore (e magari qualcosa di nuovo), perché no? Perché caldo è buono e freddo no? Perché l'istinto a priori viene considerato meritevole e la riflessione no? Sempre ammesso che i disegni digitali non nascano allo stesso modo di quelli su carta, seguendo l'impulso - sempre quello - a tracciare qualcosa che prima non esisteva.
E poi: anche ci mettessi meno a disegnare in digitale, ma con gli stessi risultati di sempre, perché no? Magari ho più tempo per disegnare altre belle cose (si spera), per migliorare, per esplorare; cosa importa al lettore quanto ore ci ho messo a fare una tavola? Sa il lettore che certi disegnatori ci mettono una giornata (anche meno) a realizzare un tavola e altri 3 o 4 giornate? È più valevole quello che ce ne mette 3? 
Disegnare, al pari dello scrivere storie, è un atto che parte dal cervello, é  lì che risiede il valore primario. Che io poi sia più veloce o più lenta non conta nulla nel valore di ciò che realizzo.

L'argomento del disegno digitale andrebbe affrontato in maniera più profonda di come ho fatto io qui, lasciandomi anche trascinare da opinioni molto personali; spero che questo post venga recepito anche come input e occasione per portare avanti delle riflessioni più puntuali e informate.

(Ah, il testo che va a finire quasi sopra le immagini dà fastidio anche a me ma non so come rimediare, Blogger non dà opzioni per il layout; e non capisco perché due immagini abbiano abbastanza spazio intorno e le altre due no)

venerdì 13 settembre 2013

Un progetto da sostenere (e varie altre cose da vedere)

"The true story of Mr Like" è un progetto che  si dovrebbe sviluppare attraverso 13 episodi animati di 2 minuti ciascuno; gli autori sono Massimo Colella e Giacomo Nanni (trovate le loro bio in fondo al post linkato).
Potete già ammirare il primo corto, davvero bello e inquietante; se vi piace sostenete il progetto con una donazione (si può partire da 5 € in su) e diffondete la notizia. Si possono usare carte di credito (anche le prepagate naturalmente), PayPal, oppure se avete difficoltà potete scrivere direttamente agli autori.

A Roma dal 20 al 22 settembre si svolgerà "Critical Comics", una 3 giorni della critica fumettistica organizzata da ComicOut (Laura Scarpa) con tanti incontri e tavole rotonde che si svolgeranno alla CArt Gallery.
Invece a Bologna dal 15 ottobre parte un corso in 5 lezioni di Scrittura creativa e tecniche di sceneggiatura tenuto da Massimiliano Di Giovanni, direttore artistico di Kappa Edizioni e docente di Fumetto all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Il corso costa 120 €, per info scrivere a farefumetti@libero.it (o andare su questa pagina Facebook).

Nel 2008 è uscito il film Disney di animazione "Bolt" - non ne sapevo nulla e l'ho visto solo pochi giorni fa. Chi ha un cane deve assolutamente vederlo. Intendiamoci, non è originalissimo, non ha una tecnica di animazione incredibile, la trama è molto lineare e senza grosse sorprese; l'idea base ricorda un po' "The Truman Show", ma la serie di gag e i personaggi sono irresistibili, regia e sceneggiatura sono ottimi - tutti i tempi sono giusti, e soprattutto chi ha scritto il film sembra davvero conoscere bene i cani. Oh, io mi sono anche commossa (no, non solo alla fine).

Ho aggiornato il post precedente sostituendo le tavole e ricaricandole in immagini che le affiancano a due a due. Una mia amica mi ha detto che usando un browser diverso da Chrome le vedeva disposte in un'unica colonna, una sopra l'altra: e io che avevo fatto tanta fatica ad affiancarle usando Windows Live Writer con il mio Windows 7 "virtualizzato" (che con Blogger non si può)...
Per caricare la nuova versione delle immagini ho usato solo Blogger, che le riduce comunque a formati prestabiliti (per vederle bene bisogna cliccarci su); non so se lasciarle così - forse in formato migliore per essere osservate da tutti i tipi di browser e schermi, oppure se usare di nuovo Windows Live Writer per usare un formato un po' più grande: suggerimenti?
Inoltre due parole per chi ha adottato la "verifica in due passaggi" nei vari servizi Google che la supportano (molto consigliata per una migliore sicurezza): alcuni programmi per pc non la supportano e quando si tratta di immettere la password l'accesso viene negato (è il caso di Windows Live Writer). Bisogna andare nelle impostazioni di Google e "autorizzare" lo specifico programma: viene spiegato tutto qua.

Adesso un po' di immagini e cose viste al volo:

mercoledì 14 agosto 2013

Disegnare in digitale con la tavoletta grafica (e un mio video)

[Articolo aggiornato il 17/4/2017]
Diverse persone mi hanno chiesto com'è l'esperienza di disegnare e inchiostrare in digitale (ovvero attraverso l'uso di strumenti come le tavolette grafiche  o i quasi-pc su cui si può disegnare direttamente sullo schermo - come la Cintiq della Wacom, o le Yiynova, o i tablet/pc come il Surface): se è difficile oppure no, se è lo stesso che disegnare su carta, quali tavolette grafiche sono più adatte, e così via.
Risponderò in base alla mia esperienza, che comunque rimane sempre personale: non a caso molti disegnatori che hanno provato a disegnare in digitale si sono trovati male e hanno lasciato perdere (riservando magari agli effetti aggiuntivi o ai retini una piccola parte di lavoro digitale, fatto sulle tavole dopo aver finito di disegnare "dal vero"); molti altri invece si sono trovati bene col digitale, magari non subito (per tutto ci vuole pratica e pazienza), e hanno trovato il loro software grafico di riferimento (come PhotoshopManga Studio (Clip Studio Paint), ArtRage o altri).
Io ad esempio ho avuto in prova per qualche giorno la Cintiq da 12 pollici, un'evoluzione della tavoletta grafica che diventa tutt'uno con lo schermo (si disegna avendo sotto la penna l'immagine del nostro disegno), eppure non mi sono trovata bene, avevo la sensazione che ci fosse uno spazio tra la punta della penna e l'immagine (in effetti è così, è lo spazio del vetro, seppure molto sottile) e questo mi metteva molto a disagio. Forse con la pratica questa sensazione sarebbe scomparsa, e forse no, in ogni caso la misura più grande (consigliata dai migliori professionisti) rappresentava per me un costo troppo alto.
 In pochi anni i prodotti Cintiq sono cambiati molto, ci sono nuovi prodotti e più evoluti, con schermi più sottili e "naturali". Ho avuto modo di provare qualche mese fa una Cintiq da 27 pollici e la sensazione è stata molto diversa da quella prima prova del 2013, lo schermo è decisamente sottile, e già dopo pochi minuti mi sono trovata a disegnare con scioltezza; probabilmente oggi potrei anche passare a lavorare su una Cintiq - se potessi.

La mia tavoletta grafica 
Attualmente uso una Intuos 5 Touch, con cui mi trovo abbastanza bene; se posso dare un consiglio credo che il touch non sia necessario, se volete risparmiare qualche soldo potete farne anche a meno, ci sono tanti tasti multifunzione a lato della tavoletta, per tutte le esigenze.
Prima di questa tavoletta avevo un vecchio modello di Intuos (la trovate al link precedente a fianco della nuova), e prima ancora usavo una piccolissima vecchia Wacom molto meno bella di una Bamboo o delle più recenti Intuos Art, Draw e Comic - che rappresenta il primo passo per chi vuole incominciare a usare una tavoletta Wacom (anche perché è quella che costa meno).
Notoriamente le Wacom sono le migliori in quanto a sensibilità del tratto e rispondenza del segno, ma ultimamente la concorrenza si sta facendo più agguerrita, io non ho avuto modo di provare personalmente altre marche e quindi posso solo consigliare di farlo voi, se potete; anni fa comprai una Trust e la riportai subito indietro - la differenza con la sensibilità della Wacom era abbastanza grande.
Per chi inizia a disegnare con una tavoletta grafica le Wacom Intuos Art (o le Draw, o Comic)  vanno più che bene (o anche le "vecchie" Bamboo se le trovate di seconda mano).
Per la scelta della misura: anche qui dipende dalle proprie esigenze e dalla propria comodità. La tavolette vanno di solito da una misura S, la più piccola, alla XL. Se andate a vedere le pagine della caratteristiche tecniche delle varie tavolette potrete leggere quali sono le misure in cm dell'area attiva (quella che coinciderà con lo schermo del pc) su cui far scorrere la penna. Se volete farvi un'idea dal vero tracciatene i contorni su un foglio bianco. Anche guardare dei video su Youtube con le persone che le usano aiuta a farsi un'idea (nella casella di ricerca scrivete il nome della tavoletta che vi interessa, e la misura).
La mia prima Wacom era una misura S, abbastanza piccola, eppure ci ho lavorato per un po' prima di passare alla M della Intuos 3; adesso che uso una Intuos 5 sono rimasta alla misura M, con cui mi trovo bene: la tavoletta non ingombra troppo e non devo spostare troppo il braccio e la mano per disegnare su tutto lo schermo (io adesso lavoro su un 24 pollici).

Driver e settaggi
Quando si installa una tavoletta grafica sul computer (di solito sono collegate con un cavo usb - esistono anche quelle wi-fi, senza filo, ma io del wi-fi mi fido poco, c'è sempre da temere un minimo di ritardo nel segnale) si installano contemporaneamente i driver, che è bene mantenere aggiornati andando a vedere sul sito del produttore (ogni tanto) se ci sono delle versioni nuove: questo è importante per far funzionare bene la tavoletta rispetto ai programmi che useremo (spesso dei problemi inattesi vengono risolti con l'aggiornamento dei driver).
Ultimamente però si segnalano molti problemi specialmente per le Cintiq (ma non solo)  per chi ha un determinato sistema operativo Apple (ma non solo) e chi usa un determinato programma (si possono avere problemi con Clip Studio Paint ma non con Photoshop, e viceversa), per cui molti sono dovuti tornare indietro e reinstallare gli ultimi driver funzionanti (e anche qui non è facile tornare ai driver vecchi perché bisogna disinstallare bene quelli appena installati prima di reinstallare i vecchi). In generale il consiglio è di non autorizzare gli aggiornamenti automatici e andare sul web per vedere che effetto fanno i nuovi driver con determinate tavolette (e a seconda del sistema operativo); sempre meglio rimanere coi vecchi finché funzionano.
Altra cosa importante è il settaggio delle funzioni della tavoletta: la Wacom ha un programma abbastanza completo dove possiamo provare a vedere come viene fuori il segno a seconda della pressione che esercitiamo sulla tavoletta - ma è bene non calcare troppo e avere la mano pesante altrimenti si rovina la superficie (così come è bene controllare l'usura delle punte e cambiarle per tempo: usate una pinzetta per sfilarle); inoltre possiamo attribuire delle funzioni, o dei tool, ai tasti laterali che ci sono nella tavoletta, e che aiutano il nostro lavoro senza farci staccare troppo la penna dal disegno. Qui su Youtube c'è  un video che spiega bene come installare una tavoletta grafica sul pc, come settarla, ecc.

Dalla carta ai pixel
Lo scopo di disegnare in digitale non è cambiare il nostro stile o approfittare dei mirabolanti aiuti che ci può dare questo o quel software grafico: se il nostro livello di disegno è mediocre lo rimarrà anche in digitale. Quindi se siete alle prime armi col disegno consiglio di fare un po' di scuola su carta prima di passare a divertirsi con il computer: più si è esperti a disegnare in maniera "tradizionale", meglio si saprà affrontare il passaggio alla tavoletta grafica e al computer - soprattutto si saprà meglio valutare la rispondenza del nostro segno naturale e originale, su carta, con quello riprodotto attraverso la tavoletta, e lo si saprà "dominare" meglio - aldilà dei problemi che si potrebbero trovare a seconda dei software con cui si disegna (io ad esempio all'inizio ho avuto qualche problema con una versione di Manga Studio 5 tempo fa, ma poi tra settaggi migliori, consigli e importazioni di pennelli le cose sono migliorate di molto).
La "naturalezza" del nostro disegno in digitale dipenderà da molti fattori, spesso soggettivi: come detto ognuno di noi reagirà in maniera diversa di fronte a uno strumento così diverso da quello che conosciamo. Io fin dall'inizio non ho avuto problemi nel trovarmi a guardare lo schermo e tracciare dei segni sulla tavoletta in basso, fuori vista; altri potrebbero averli.
Quasi tutti i programmi migliori di disegno digitale oggi hanno degli strumenti che permettono di personalizzare i vari pennelli, di renderli quindi più simili a quelli reali, anche negli effetti (ruvidi, sgranati, acquarellati, ecc.). Se non sappiamo bene come creare pennelli nuovi (o siamo troppo pigri) sul web è possibile trovare in vendita o in download libero pennelli di diversi programmi (Photoshop, Clip Studio Paint, ArtRage, ecc.) che poi possiamo importare nei nostri programmi.

Come uso la tavoletta grafica
Da quando ho iniziato ad usare i programmi di disegno digitale ho avuto periodi in cui mischiavo disegni su carta con l'inchiostrazione digitale, ed altri in cui disegnavo esclusivamente in digitale.
In uno dei miei ultimi Nathan Never ad esempio ho realizzato le matite delle mie tavole in digitale, poi  ho stampato le tavole in cyan (Fabriano formato A3), le ho inchiostrate con pennelli e pennarelli, le ho scansionate e importate in Clip Studio Paint per rifinirle e aggiungere i retini e gli effetti in digitale.
Un altro lavoro recente invece l'ho realizzato tutto in digitale, dalla matita all'inchiostrazione per terminare col colore: tutto con la mia fedele Intuos 5 e Clip Studio Paint. Alla fine, sia nel primo caso descritto che in quest'ultimo consegno alla redazione dei file digitali.

Il mio modo di disegnare con la tavoletta grafica è molto simile a quello di quando lavoro su carta: cerco di riprodurre gli stessi movimenti, lo stesso segno (anche se nulla vieta di sperimentare cose nuove dato che la velocità del digitale - dei ripensamenti e delle cancellature - lo permette). Quello che porta in più la lavorazione con il computer sono la facilità con cui si possono "spostare" e correggere pezzi di disegno, la comodità nell'usare strumenti come la retinatura o la colorazione, e per chi crea dei propri fumetti poter gestire velocemente i balloon e i testi è veramente una gran cosa; anche ingrandire con lo zoom una parte precisa di ciò che stiamo disegnando è molto comodo, ma non lasciate prendervi la mano riempiendo i vostri disegni di particolari: bisogna sempre calcolare che un lettore vedrà i nostri disegni ridotti di molto, a seconda dell'albo su cui saranno stampati o anche dello schermo su cui saranno visualizzati i disegni o le tavole a fumetti (un mio consiglio è di fare delle stampe di prova in A4 - se nella riduzione i nostri disegni risulteranno "impastati" o illeggibili meglio alleggerire il disegno e non perdere tempo nel disegnare particolari minuscoli che non verranno mai visti).
Di contro non avremo più da far vedere delle copie fisiche - gli "originali" di carta - ai nostri lettori, né potremo rivendere un giorno le tavole - a meno che si trovi il modo di stamparle su carte speciali, magari numerandole e firmandole, o personalizzandole (qui trovate dei link a delle interessanti discussioni sulla questione "originali su carta/disegni digitali").
 Importante: salvate spesso mentre disegnate e a fine giornata fate sempre un paio di copie di backup su supporti esterni - hard disk, chiavette usb, e magari anche backup on line, in aggiunta.
Per avere un'idea di come si disegna con la tavoletta grafica può aiutare vedere qualche video - su Youtube basta cercare "disegnare tavoletta grafica" e troverete molti video su questo tema.

Su Facebook c'è il gruppo Wacom User Group Italia che anche se focalizzato su una marca potrebbe rispondere a molti vostri dubbi sulle tavolette grafiche, problemi e impostazioni.

Qui sotto un video che mostra come lavoro in digitale (la tavola è tratta da una storia di Universo Alfa n. 35 - Sergio Bonelli Editore).

domenica 4 agosto 2013

Come importare i pennelli (Brushes) in Manga Studio 5 e 5 EX

In altri post (ad esempio qui) ho già parlato di come mi sia trovata a disagio con i pennelli di Manga Studio 5 (tanto da voler continuare il mio lavoro con Manga Studio 4 EX); tra le tante opzioni e settaggi non ero riuscita a riprodurre un pennello simile a quello che usavo nella versione 4 EX, che tende a rimanere stabile e a non "aggiustarsi" troppo da solo.
Luigi Coppola ha dato dei suggerimenti molto utili in proposito, li potete trovare nel suo video tutorial.
Oltre a questo ci sono altre soluzioni per chi proprio non riesce a "domare" il segno del proprio pennello digitale e magari non ha neanche tempo per inventarne di nuovi: trovare qualcuno che voglia condividere o vendere i propri. In rete si possono già trovare persone che mettono a disposizione "brushes" di tutti i tipi - magari non tutti belli o utili per noi, ma vale la pena darci un'occhiata (qui ad esempio, e qui).
Io ho trovato questo sito dove l'autore ha messo in vendita una cinquantina di pennelli (che possono essere importati sia in Manga Studio 5 che nel 5 EX), il prezzo per noi europei al cambio viene poco più di 3 € (l'acquisto è facilissimo, dopo aver ricevuto una prima mail di conferma basta avere la pazienza di aspettare qualche minuto e si riceverà un'altra mail con il link per scaricare una cartella zippata); la cosa bella è che questi pennelli non hanno nessuna "autocorrezione", sono stabili e precisi come i pennelli di altri programmi come Photoshop e Painter (ignoro come possa aver fatto l'autore a ottenere questi risultati).
A proposito di Photoshop ho trovato un video tutorial dove un ragazzo spiega come esportare i pennelli da Photoshop e importarli in Manga Studio 5, magari a qualcuno farà comodo.
Ho anche trovato un sito interessante (Manga Studio Sensei) dove ci sono vari tutorial su Manga Studio 5, mentre qui un disegnatore niente male parla del perché conviene passare da Manga Studio 5 alla versione 5 EX nonostante le features in più non siano tantissime (mi ha quasi convinto, a dire la verità).



Nel video qui riprodotto ho spiegato in due parole come si fa a importare questi pennelli, o altri simili che potrà capitare di avere sul proprio pc dopo averli scaricati od ottenuti da amici tramite mail. Ho dimenticato di specificare come esportare i pennelli - ma basta guardare all'inizio del video, quando si apre la finestra con l'opzione di importazione: la voce "Export sub tool" è appena sotto. Per guardare il video al meglio settare la qualità in HD (la rotellina in basso nelle iconcine di destra).

lunedì 8 luglio 2013

Una tavola e alcuni link

La tavola fa parte del gigante di Nathan Never su cui sto lavorando (fino ad adesso ho disegnato 35 tavole sulle 220 previste); Orson e Legs stanno parlando di qualcosa di non troppo allegro - di cosa lo scoprirete a febbraio 2015. La tavola non è definitiva nel senso che dovrò farci ancora qualche correzione; al solito la matita è realizzata velocemente su carta, scansionata, importata in Manga Studio 4 EX e inchiostrata totalmente in digitale.
Ed ecco i suggerimenti di lettura:





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