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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



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venerdì 1 dicembre 2017

Di giorno in giorno -7

La serie inizia qua.

Ieri ho saltato, avevo da festeggiare un compleanno in famiglia.  Stasera comunque sarò breve perché sono un po' stanchina.

Prove di pennello con Clip Studio Paint - disegno digitale

Consiglio gadget tecnologico
: il PEAQ Portable Bluetooth Speaker è un cilindretto di metallo che funge da altoparlante per qualsiasi aggeggio che abbia un bluetooth (ma non solo, c'è un cavetto USB e jack a cui si può collegare fisicamente il device, se vicino). Io l'ho comprato a circa 20 € per un motivo laterale, per così dire: il mio vecchio iPad 2 (che uso come tv in cucina) ha un audio non molto alto, se aggiungiamo che alcune serie tv Netflix si ascoltano con difficoltà ecco la scelta di un altoparlante esterno.
La qualità è buona (se volete potete ascoltare il parere di questo ragazzo), il bluetooth funziona perfettamente anche a una distanza di diversi metri con pareti in mezzo. La possibilità di alzare il volume mi ha risolto il problema dell'audio basso dell'iPad.

Su Rai Radio Tre la trasmissione Ad Alta voce sta trasmettendo letture a tema "Prima e dopo la Rivoluzione Russa"; dopo alcuni classici russi si è arrivati alla lettura de "I 10 giorni che sconvolsero il mondo" di John Reed (lo lessi a 20 anni - quindi tanto tempo fa) e di recente  "Limonov" di Emmanuel Carrère. Incuriosita ho ascoltato la prima puntata podcast di questo famoso libro, ma a dire la verità non ne sono rimasta per niente affascinata.

Chiudo con due letture:
Paolo Interdonato: "Spirito a Pezzi: Il volto del potere", e a proposito del mio post dell'altro ieri: "Gli uomini e le donne giocano a calcio in modo diverso".

- Continua

giovedì 16 marzo 2017

Cartoomics 2017 e segnalazioni

Segnalazione urgente: il mio webinar su Clip Studio Paint ha uno slittamento e inizierà ad aprile, credo nella seconda settimana (ne darò notizia a data scelta). C'è ancora tempo quindi per le iscrizioni, tutte le info sul sito dell'Associazione Autori di Immagini. Ricordo che le lezioni sono settimanali, due ore ciascuno, serali: basta avere una buona connessione internet.

Sono stata a Cartoomics il pomeriggio di sabato 4 marzo e il giorno seguente, allo stand ComicOut. Proprio di fronte avevo lo stand della Sergio Bonelli Editore, così non ho dovuto fare molta strada per salutare amici e colleghi (e nonostante ciò ho anche mancato l'incontro con un paio di amici!).
Questa volta non ho dovuto fare molte dediche sul mio libro, a dire la verità, però ho conosciuto disegnatori e lettori, e poi ho stretto la mano a un disegnatore che ammiro molto, Gigi Cavenago, che non avevo mai incontrato (mi domandavo chi fosse quel ragazzo minuto e gentile che parlava con Laura Scarpa); mi ha fatto un po' impressione sapere che lui conosceva il mio lavoro su Legs Weaver, che ricordava con piacere come lettura giovanile!
Non ho avuto molto tempo per andare in giro, ad esempio nella parte dedicata alle autoproduzioni, ma ci pensa a parlarne un po' Lo spazio Bianco in questo articolo.

Segnalo una mia intervista rilasciata al sito Riding High, dove potete trovare articoli vari su arti visive, libri, musica ecc.: Patrizia Mandanici – Quando la realta’ incontra la fantasia.

Bianca Bagnarelli è una bravissima fumettista e illustratrice, da poco c'è la possibilità di finanziarla su Patreon direttamente avendone in cambio bozzetti, anteprime, o fumetti (dipende dalla cifra che si sceglie - molto basse comunque).

Giulio De Vita è un altro bravissimo disegnatore che questa volta si segnala per una sua invenzione, l'iLapis, una soluzione per disegnare con matite normali su tablet - qui Cristiano Corsani lo intervista.
Qui invece il crowdfunding su Kichstarter per finanziare il progetto.

Un sacco di strada per arrivare al padiglione dalla fermata della Metro

A destra un personaggio misterioso

A sinistra Gigi Cavenago con Laura Scarpa

Passaggio cosplayers


Sio e Laura Scarpa

Aldo Di Gennaro

mercoledì 1 giugno 2016

Musica, fumetti, link vari (e la pagina Facebook del mio libro)

Su Facebook è stata aperta la pagina ufficiale del mio libro a fumetti "Cronache dall'Ombra", che uscirà il 9 giugno nelle librerie; lì posterò tutte le notizie inerenti il libro - presentazioni, recensioni - e immagini e racconti sulle varie storie presenti nell'antologia. Basta mettere un "Mi piace" per ricevere tutti gli aggiornamenti.

Il nuovo disco del mio amico Federico Moi, in arte Lo Sconosciuto: "Alone" lo trovate in download qui, a soli 3 euro. Il disegno della copertina del CD è mio, ma la grafica è tutta di Federico. Su Soundcloud potete ascoltare "Auto Immune", "Alone",e anche le altre canzoni.


Un po' di link a tema fumetto:


Link a cose strane e/o interessanti:

mercoledì 27 aprile 2016

Varie -84

Trent'anni fa il disastro di Cernobyl; qualcuno ne saprà poco, soprattutto i giovani.
Qui un servizio di Radio Popolare: Gita a Chernobyl 
Un documentario video: Il disastro di Cernobyl
Un articolo su Perché si può vivere a Hiroshima e Nagasaki ma non a Chernobyl?
Gli animali alla conquista di Chernobyl



In foto due miei recenti acquisti: il seguito di Fun, More Fun di Paolo Bacilieri; il dvd di "I miei vicini Yamada" (qui un trailer del film).

lunedì 1 febbraio 2016

Varie -83

Ricordo a chi è interessato al programma Manga Studio (Clip Studio Paint) che il post "raccoglitore" che vedete in evidenza nella colonna di destra continua a essere aggiornato ogni volta che trovo link a download di pennelli o tutorial interessanti. Nel frattempo il gruppo su Facebook ha raggiunto i 1085 iscritti, se avete domande, dubbi, o se volete aiutare chi usa questo programma ed è alle prime armi venite ad iscrivervi e partecipate, non siate timidi (ma leggete bene il post d'apertura in alto).
Nathan Never  ©SBE

Ultimamente due belle notizie dal mio paese d'origine, Messina: A Messina la street art racconta bellezza e drammi del MediterraneoMediateca del fumetto a Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

Un interessante articolo di Davide Mana (ed è vero, appena metti personaggi femminili si scatenano ancor prima di vedere cos'è e se è fatto bene o male): Il nuovo "Ghostbusters"

venerdì 27 marzo 2015

Varie -77


Notizie fumettose:

Notizie varie:

venerdì 21 novembre 2014

Varie -72


Ho aggiornato il post con i consigli per aspiranti fumettisti - specialmente nella parte "Come contattare fumettisti per chiedere consigli?"; ogni tanto mi scrivono ragazzi che amano i fumetti ma: o li conoscono poco o non sanno bene come comunicare e far comprendere cosa vogliono disegnare veramente (ad esempio se hanno intenzione di continuare a fare pin-up e omaggi ai loro autori preferiti o vogliono davvero imparare a raccontare storie a fumetti, e di che tipo).

Il 3 dicembre sarò con Antonio Serra ospite dell'Università dell'Insubria e in particolare del professor Paolo Musso nell'ambito di una serie di incontri con questo tema: "Scienza e Fantascienza nei Media e nella Letteratura". L'incontro del 3 ha per titolo "Immaginare l’inimmaginabile: gli alieni nel fumetto di fantascienza": in pratica parlerò del mio rapporto con gli alieni (intesi come personaggi di fantasia, eh), di come li disegno, di cosa rappresentano per me, mentre per la parte più storica e culturale mi farò aiutare da Antonio. Credo che farò qualche disegnino dal vivo ma non so ancora in che modo.
Nella pagina dell'Università in cui è segnalato l'incontro è menzionato per sbaglio il disegnatore Ivan Calcaterra che fu ospite l'anno scorso.
Di questo e degli altri incontri del corso parlano il professor Musso e Antonio Serra nella trasmissione n. 43 di "Fantascientificast", il podcast che parla di fantascienza a 360°.

Striscia da una tavola in lavorazione di Nathan Never

Notizie a tema fumetto:

Un po' di notizie a tema ebook:

lunedì 28 luglio 2014

Considerazioni sul disegno digitale


Avvertenza per gli illustratori che lavorano in digitale da tanti anni: sebbene citi anche il lavoro degli illustratori digitali questo post è rivolto soprattutto ai fumettisti (e ai lettori) che solo da pochi anni stanno iniziando a confrontarsi con questa nuova tecnica - mi scuso quindi per la eventuali banalità (per tanti in realtà sono problematiche nuove o quasi).
Qualche settimana fa ho lanciato una specie di sondaggio sul disegno digitale, ho cercato di pubblicizzarlo su tutti i miei social e ho invitato a linkarlo in giro; i risultati sono stati un po' deludenti: sebbene quel post sia stato sicuramente letto direttamente più di 360 volte - a cui aggiungo almeno una cinquantina di contatti attraverso i feed - alla fine hanno risposto in 22 persone in tutto (tra blog e forum di Nathan Never), la maggior parte lettori, pochissimi i disegnatori.
O l'argomento non interessa, oppure le persone sono davvero pigre - non so bene - e certamente io non ho una grande visibilità sul web (mettiamoci pure che non ho "spammato" come avrei potuto tramite messaggi personali su Facebook, ad esempio, ma è più forte di me, non riesco a rompere troppo le scatole alle persone).
Una precisazione: qui affronto l'argomento del disegno realizzato all'origine in digitale (tramite l'uso di strumenti tecnologici come tavolette grafiche oppure Cintiq) e non della fruizione di fumetti e illustrazioni attraverso tablet o pc.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO
Visto il numero minimo di persone che ha risposto non esiste alcuna validità statistica, inutile dare numeri e percentuali; a me qui serve solo a imbastire un discorso sulla percezione del disegno digitale rispetto a quello classico, "naturale", su carta.
La maggior parte dei lettori non ha pregiudizi negativi sul disegno digitale, anzi, pensano che sia una "naturale evoluzione" del modo di disegnare; quelli che hanno delle riserve le esprimono nei confronti di possibili usi a loro parere negativi del digitale: abuso del copia e incolla, degli effetti digitali, oppure una certa freddezza del segno (notata però nei disegnatori ancora poco esperti o in quelli meno capaci). Alcuni anzi hanno espresso interesse verso una modalità che potrebbe permettere nuove possibilità espressive. Una persona ha risposto che preferisce il fumetto creato su carta per quello in bianco e nero ma non ha riserve per i fumetti digitali a colori.
Solo una persona, che è anche un disegnatore, lamenta la perdita di freschezza e spontaneità nell'uso del digitale rispetto alla carta (ma come lui stesso ammette è uno sguardo più da pittore "vecchia maniera", visto che il suo mestiere lo porta in effetti a guardare indietro piuttosto che avanti).
Una grande maggioranza dei lettori non fa differenza tra fumetto realizzato su carta o su digitale purché sia fatto bene (una persona ha risposto che il digitale va bene se dà un valore aggiunto, se fa risparmiare tempo no).
Due tre persone pensano che disegnare in digitale sia forse più pratico ed efficace ma "poco romantico".

Tra i pochi disegnatori che hanno risposto si mette in evidenza il pericolo dell'abuso dello zoom, che porta a valutare male la capacità di un disegno di sopportare troppi particolari; si apprezza la comodità nel correggere subito gli errori e avere comunque le tavole pulite, già sgommate; solo un paio di loro hanno menzionato la velocità di esecuzione (tra l'altro giovani disegnatori a inizio carriera).
Molti disegnatori rimbalzano spesso tra carta e digitale, magari realizzando la maggior parte del lavoro ancora su carta - ma qui il campione statistico è davvero irrilevante, non conosco davvero i numeri e la percentuale di chi vive tra i due mondi e chi invece realizza la maggior parte dei lavori in digitale.

PERCHÉ ALCUNI DISEGNATORI SCELGONO IL DIGITALE?
Il mio sondaggio non è molto rappresentativo e ho anche dimenticato di porre qualche questione in più ai disegnatori, comunque mi sembra che pochi di loro affermino di aver scelto di disegnare in digitale solo perché fa loro risparmiare tempo - almeno non come motivazione principale di questa scelta; sembra invece che questa idea sia più presente tra i lettori, che immaginano forse l'uso massiccio di alcuni "trucchetti" digitali (compresi i vituperati copia-incolla).
Un disegnatore notoriamente lento su carta riuscirà ad esserlo anche in digitale, dove magari risparmierà tempo non dovendo sgommare la matita ma magari perderà più tempo a ricercare un certo effetto (dato che ne potrà provare a iosa potendo cancellare senza problemi) o a curare di più certi particolari. Io ad esempio non sono diventata più veloce nel complesso, la mia media mensile è rimasta pressoché la stessa.
Cliccare sul nome per vedere il video: Moebius

PERCHÉ HO INIZIATO A DISEGNARE DIGITALMENTE
Io sono arrivata a disegnare (inchiostrare) in digitale circa 4 anni fa (con Universo Alfa n.8 - "La regina dei robot" - nel 2010/11), dopo una fase in cui mi sono limitata ad aggiungere digitalmente i retini sulle mie tavole cartacee (ho iniziato a farlo su "La squadra fantasma" n. 1, ovvero Universo Alfa n.2 - "Minaccia androide" - anno 2008): all'inizio ho usato (malamente credo) la trasformazione dei grigi in retini in Photoshop, poi Antonio Serra mi ha fatto scoprire Manga Studio che i retini li aveva già belli e pronti  (all'epoca c'era la versione 3, adesso dopo la 4 c'è una versione un po' diversa dalle precedenti, la 5).
Di disegnare interamente in digitale non pensavo affatto, non conoscevo molti disegnatori che ci lavoravano, e in generale mi sembrava difficile poter riprodurre il proprio segno naturale con uno strumento tecnologico; quello che mi ha convinto a fare una prova è stato l'aggravarsi della mia presbiopia: nonostante l'adozione degli occhiali da vista facevo lo stesso fatica a disegnare le scene con molti particolari, specie se piccoli, magari inseriti in panoramiche.
O ingrandivo le mie tavole, aumentando il tempo di lavorazione (e non potevo permettermelo), o trovavo un'altra soluzione: ad esempio provando a inchiostrare digitalmente, magari continuando a disegnare le mie tavole a matita.
Feci prima una prova per verificare il grado di somiglianza tra segno su carta e segno digitale: mostrai a Serra la stessa grande vignetta in due versioni, cartacea e digitale; la sua reazione mi fece capire che avrei potuto inchiostrare digitalmente senza sacrificare il mio segno "naturale" dato che era difficile distinguere tra le due versioni.
Fino ad allora non mi ero interessata delle problematiche del digitale, né a dire la verità avevo visto tutorial o cercato consigli tecnici; solo col tempo ho approfondito lo studio del programma Manga Studio e in generale del modo di disegnare digitalmente (la mia personale procedura di inchiostrazione digitale di una tavola a fumetti - adesso - la si può vedere in questo video; per sapere invece come ho iniziato a usare il digitale qui un articolo con la procedura di creazione di una mia tavola nel 2009).

Adesso le domande e i dubbi su questa scelta aumentano, mi dispiace un po' di stare perdendo il contatto con la carta e la sensibilità a tratti diversi, forse anche la possibilità di migliorare certi effetti che su carta magari è più difficile ottenere (per me) ma che mi permetterebbero di esplorare nuove strade; è anche vero però che l'uso del pennello ricaricabile e dei pennarelli non mi soddisfava più, se dovessi tornare indietro dovrei cercare nuovi modi, nuove tecniche, un nuovo segno: avrei bisogno di parecchio tempo.
Tra poco meno di un anno avrò finito i lavori adesso in sospeso, lavori tutti inchiostrati in digitale; cosa farò dopo non lo so. Non escludo nessuna ipotesi, le uniche cose che conteranno saranno la voglia di fare, la possibilità di farlo senza troppi problemi, il tempo a disposizione, il risultato finale: in base alla somma di queste esigenze penserò poi se continuare in digitale, se tornare alla carta o se dividermi tra un mezzo e l'altro.

VARIETÀ DEI MODI DI USARE IL DIGITALE
Intanto mi sono resa conto di quanti disegnatori lavorano già da tempo in digitale: i coloristi dei fumetti seriali, ad esempio, che sembravano usare tutti Photoshop; poi l'avvento della Cintiq mi sembra abbia accelerato l'adozione del digitale (e per tutte le fasi del disegno) anche da parte di molti disegnatori che magari con la tavoletta grafica si trovavano un po' a disagio.
L'uso del digitale nel fumetto e nell'illustrazione mi pare molto vario a seconda delle esigenze e delle inclinazioni personali: c'è chi ha abbandonato quasi del tutto il cartaceo e realizza tutte le fasi del proprio lavoro in digitale; chi disegna le tavole a matita e poi le inchiostra in digitale, chi al contrario fa le matite in digitale e poi le stampa in blu per poterle poi inchiostrare dal vero; chi ancora lavora su carta e poi scansiona alla fine le tavole per rifinirle in digitale con effetti vari, oppure aggiunge la colorazione.
In tutto ciò bisogna notare che molti alternano lavori su carta o in digitale a seconda del tipo di lavoro - se destinato alla vendita per collezionisti, oppure per lavori veloci e seriali, o per riviste.

ORIGINALI E CONSERVAZIONE DEI FILE DIGITALI
Bastien Vivés
I disegnatori digitali si preoccupano del fatto che non esisteranno originali dei propri lavori? Alcuni sì, la maggior parte credo di no. Il fatto che non possano poi essere venduti dei disegni originali dovrebbe preoccupare più i professionisti affermati o gli esordienti?
Non lo so, di certo ci sono tanti professionisti e tanti esordienti che usano il digitale, lo fanno nonostante tutti i contro di questo tipo di creazione: inesistenza di originali e dubbi sulle conservazioni nel tempo dei file digitali.

Sulla prima di queste problematiche è possibile rispondere attraverso la lettura di questo post ("Sulla produzione di un originale nell'illustrazione digitale") di LRNZ, ovvero Lorenzo Ceccotti: per alcuni collezionisti vecchio stampo può darsi che anche le sue proposte siano insoddisfacenti, ma di sicuro possono invece andare incontro a un pubblico che desidera lo stesso avere delle stampe di qualità di lavori digitali di grandi autori (non dimentichiamo che da tempo immemore esistono le stampe litografiche, le incisioni, quelle a tiratura limitata, ecc., e queste hanno un loro mercato pur  essendo in vendita delle copie, in pratica - anche se rese in un certo senso uniche, distinguibili).
Per la seconda questione è bene ricordare che tutti i dati digitali hanno il problema dell'obsolescenza dei supporti: è una cosa che riguarda praticamente ogni settore della nostra vita dato che la società si è informatizzata e digitalizzata, e lo sarà sempre più.
Quello che faccio personalmente (e che consiglio) è quello di salvare i file su più supporti, compresi DVD, e di conservarli anche in posti diversi (a casa di parenti ad esempio); di convertirli poi in caso dell'avvento di una nuova tecnologia; infine di stampare i file più importanti in buona qualità, sperando che presto ci sia la possibilità di farlo più facilmente e con minor costo rispetto alla soluzione proposta da LRNZ - che è rivolta in speciale modo per la vendita professionale ad alta qualità.
Vorrei anche ricordare che ci sono tanti disegnatori che in passato hanno perso originali di cui magari erano state fatte solo delle copie scarse o per nulla affatto: oggi è facile fare delle ottime scansioni dei propri lavori e premunirsi anche in caso di smarrimenti e furti. In tutto il mondo enti che hanno opere d'arte di vario tipo stanno digitalizzando tutto il patrimonio a loro disposizione: i file digitali forse non saranno eterni, ma non lo sono neanche le opere su carta e altri supporti deperibili.

ETICA NELL'USO/NON USO DEL DIGITALE?
L'idea di scrivere questo post mi è venuta dopo aver letto un paio di giudizi severi sul fumetto digitale, in particolare sul fatto che non lasciando originali si potesse in qualche modo non rispettare il lettore. Non sono potuta intervenire in una discussione dove ero di passaggio, e non ho potuto chiedere lumi: non si rispetta il lettore perché lo si priva del piacere di vedere gli originali in qualche mostra? Perché col digitale si possono usare "trucchi" non visibili? Perché il digitale è incorporeo mentre l'essenza del disegno è nella sua esistenza fisica e materica?
Non lo so, però questi giudizi mi hanno un po' angustiato, mi hanno anche fatto riflettere sulla natura del disegno digitale e sulla strada che ho intrapreso - come detto sopra ignoro se temporanea o no.
All'inizio della mia "carriera" digitale ogni tanto pensavo al fatto che il mio disegno non esisteva fisicamente, era solo un ammasso di pixel; mi dispiaceva? Sì e no, le mie prime sensazioni riguardavano soprattutto la sorpresa e la curiosità di usare "pennelli" e strumenti nuovi, e la facilità con cui potevo tenere sotto controllo le proporzioni dei personaggi e degli ambienti, oppure la comodità di poter impostare le prospettive (che, ricordo, il software non  costruisce da solo, ma bisogna che noi diamo l'impostazione giusta). 
 Non ho l'abitudine di vendere i miei originali, un po' per mancanza di tempo e contatti, un po' perché ho sempre pensato che non ci sarebbero stati molti lettori interessati a comprare le mie tavole - ci sono disegnatori molto più noti e apprezzati di me in giro; quindi questo pensiero per un po' non l'ho avuto.
Non sono una feticista della carta, in casa ho appesi pochissimi originali, nessuno mio; poi certo quando mi capitano sotto mano degli originali li guardo con piacere, specie se di grandi autori. È anche osservando tanto tempo fa degli originali di Andrea Pazienza che ho capito che usava i pennarelli (all'epoca ero giovane e sapevo poco di tutto) o che era umano anche lui e che usava talvolta le pecette.

Da giovane - ma anche dopo - per me il fumetto o anche le illustrazioni dei libri erano indissolubilmente legati al supporto su cui li leggevo/guardavo: per me la gioia era entrare nella storia, viverla sfogliando il giornale, guardarla mentre mi accucciavo nel letto o sul divano, mentre facevo merenda o andavo in autobus a scuola. Il fumetto è quello che è anche in virtù della sua serialità e della facilità di reperimento e di trasporto - non è qualcosa da appendere al muro e adorare.
Dave Gibbons
È bello che ci siano le mostre dove poter vedere come nascono realmente i disegni, ma potrei vivere anche senza mai averne vista nessuna mentre invece non potrebbe essere il contrario: dover guardare tavole incorniciate e non poter sfogliare dei fumetti, ad esempio.
Come disegnatrice il mio dovere è disegnare nel miglior modo possibile e farlo in un modo che sia ben leggibile su carta, nel formato in cui è destinato: credo che questo sia il modo con cui posso rispettare il lettore - lettore che in pochissimi casi vedrà mai un mio originale (come d'altronde è accaduto a me con centinaia di disegnatori di cui ho ammirato i fumetti). Se con il digitale io ho avuto modo di migliorare certi miei punti deboli credo che in questo modo faccio più contento il lettore - e anche me stessa.  
Autori come LRNZ stanno dando un valore specifico al disegno digitale, approfondendo ed esplorandone la tecnica e le possibilità espressive (guardate i suoi video su Youtube); ci saranno fumetti e/o illustrazioni che potranno essere concepite solo con il digitale o solo su carta, o che potranno essere un misto delle due. Per me vorrà dire che l'uso del digitale aggiungerà del nuovo nelle arti visive, che il lettore avrà più cose da vedere, diverse.

COSA VUOL DIRE "FARE FUMETTI"? COSA VUOL DIRE "LEGGERE FUMETTI"?
Alla fine se vogliamo parlare del confronto carta/digitale dobbiamo parlare anche di cosa voglia dire leggere un fumetto, e di cosa voglia dire disegnarlo.
Cosa vuole il lettore di fumetti che va in edicola, in fumetteria o in libreria? Come possiamo darglielo noi disegnatori e autori? 
Disegni, storie da guardare, da leggere, per decenni stampate su carta in migliaia di copie... Migliaia di lettori, pochissimi dei quali sapevano (e sanno) cosa sono le tavole, con cosa si disegna, quanto ci si mette.
Lavorare in digitale o su carta cambia qualcosa nel modo in cui vengono letti i fumetti (o guardate le illustrazioni su riviste e libri)? Cambia qualcosa nella loro qualità, nel senso della loro esistenza? Se disegno i miei fumetti e questi vengono pubblicati cambia qualcosa in quelle storie se i miei originali saranno poi tutti bruciati? Cambia qualcosa se invece esistono nel mio pc sotto forma di pixel?
Il disegnatore si diverte a creare forme, riprodurre e disporre ciò che vede o immagina su uno spazio, lo struttura, lo riempie di segni, di forme nere, assottiglia il segno del pennello, lo allarga, lo sporca, ci gioca anche; lo fa con pennini, pennelli, pennarelli, matite, pastelli, a volte si inventa gli strumenti, li modifica. Poi senza soluzione di continuità prova un altro strumento, è collegato con una penna USB a un pc e lui guarda a schermo il suo disegno prendere vita, adattarsi a quello che ha in mente, oppure crea nuovi effetti - proprio come disegnasse su carta.
Perché questo disegnatore dovrebbe rinunciare a usare questo nuovo mezzo? Se gli piace e si diverte, se lo aiuta in certi passaggi, se il risultato è comparabile a quello che faceva prima, una volta visto su carta - perché no?
E certo, accettando le conseguenze di non avere originali da esporre e vendere, per sua scelta (e rimando alle possibili alternative) - perché no?

PERCHÈ NO?
Parliamo anche del "romanticismo" della carta, dei profumi degli inchiostri, del calore che traspare dai disegni fatti a mano: credo siano cose che riguardano - al limite - più il disegnatore che i fumetti in sé o i lettori che leggono delle storie; la maggior parte dei disegni nati digitalmente (ovviamente parlo di opere di professionisti, o di autori abbastanza bravi - non necessariamente tanto bravi) non vengono riconosciuti in quanto tali - figli delle fredde macchine - dalla stragrande maggioranza dei lettori, spesso neanche dai disegnatori.
Però mettiamo che alcuni fumetti o illustrazioni siano riconoscibili come digitali, perché vogliono mostrarsi così, nativi digitali, altra cosa rispetto al solito: perché no? Se esprimono e comunicano quello che desidera il disegnatore, se raccontano qualcosa al lettore (e magari qualcosa di nuovo), perché no? Perché caldo è buono e freddo no? Perché l'istinto a priori viene considerato meritevole e la riflessione no? Sempre ammesso che i disegni digitali non nascano allo stesso modo di quelli su carta, seguendo l'impulso - sempre quello - a tracciare qualcosa che prima non esisteva.
E poi: anche ci mettessi meno a disegnare in digitale, ma con gli stessi risultati di sempre, perché no? Magari ho più tempo per disegnare altre belle cose (si spera), per migliorare, per esplorare; cosa importa al lettore quanto ore ci ho messo a fare una tavola? Sa il lettore che certi disegnatori ci mettono una giornata (anche meno) a realizzare un tavola e altri 3 o 4 giornate? È più valevole quello che ce ne mette 3? 
Disegnare, al pari dello scrivere storie, è un atto che parte dal cervello, é  lì che risiede il valore primario. Che io poi sia più veloce o più lenta non conta nulla nel valore di ciò che realizzo.

L'argomento del disegno digitale andrebbe affrontato in maniera più profonda di come ho fatto io qui, lasciandomi anche trascinare da opinioni molto personali; spero che questo post venga recepito anche come input e occasione per portare avanti delle riflessioni più puntuali e informate.

(Ah, il testo che va a finire quasi sopra le immagini dà fastidio anche a me ma non so come rimediare, Blogger non dà opzioni per il layout; e non capisco perché due immagini abbiano abbastanza spazio intorno e le altre due no)

domenica 13 luglio 2014

Varie -68

Prima dei consigli di lettura sul web ricordo a chi passa di qui solo saltuariamente che mi farebbe piacere avere ulteriori pareri sul disegno digitale - è tutto spiegato qui: "Sondaggio sul disegno digitale"; per adesso sono intervenuti sul mio blog 12 persone diverse e 11 nel forum di Nathan Never - pochini nel complesso sapendo che il post ha avuto almeno 300 contatti diretti (più altri attraverso i feed). C'è ancora tempo per rispondere poiché non credo di poter scrivere il post sul tema prima di un'altra settimana.



sabato 5 luglio 2014

Sondaggio sul disegno digitale



Nei prossimi giorni farò girare su tutti i social che conosco le domande che trovate qui di seguito,
spero che possiate rispondere (anche solo brevemente) e che facciate girare questo post tra i vostri contatti.
Le risposte mi serviranno per sapere anche indicativamente cosa pensano parte delle persone che leggono o disegnano i fumetti in digitale (ma non solo fumetti) - o che magari non li vorrebbero leggere perché detestano l'idea che non siano realizzati su carta.
L'idea di scrivere un post sulla contrapposizione disegno digitale/disegno su carta mi è venuta quando tempo fa quando per caso ho letto un parere di una disegnatrice sul disegno digitale, molto negativo (e non dal punto di vista tecnico ma per motivi quasi etici, per così dire).
Non che abbia le idee chiare su quello che vorrei scrivere in questo post, ma il supporto di chi vorrà rispondere a queste domande mi sarà molto utile per focalizzare gli aspetti di questo tema, che mi interessa molto.
Non è necessario rispondere a tutte le domande, che possono essere anche accorpate in una risposta.
Grazie a chi vorrà aiutarmi in questa specie di "ricerca" molto informale.

"Domande sul disegno digitale:
Mi rivolgo sia a lettori che a disegnatori, rispondete in tutta sincerità (trarrò dalla vostre risposte delle statistiche sommarie per scrivere tra poche settimane un post dedicato al tema):
- cosa ne pensate del disegno digitale?
- avete preferenza di lettura tra disegni fatti in digitale o su carta e perché?
- cosa ne pensate di chi disegna quasi esclusivamente in digitale?
E per i disegnatori:
- perché siete passati al digitale (o altrimenti perché fate una parte del lavoro in digitale)?"


giovedì 3 luglio 2014

Kristal, una mia intervista, e la fibra di Telecom

È passato un anno da quando scrissi questo post: "Kristal, la mia cagnolina da 6 mesi"; sono stati fatti diversi passi avanti con Kristal, ma ancora ce ne sono da fare soprattutto nel rapporto con gli altri cani (quando lei è al guinzaglio): nell'85% dei casi se si incrocia un cane (o se è a portata di vista) abbaia con veemenza per attirare l'attenzione, nella metà dei casi lo fa anche con fare un po' aggressivo (e certe volte non si capisce se inizia lei o l'altro cane - è molto reattiva).
Nel recinto invece riesce a convivere con pressoché tutti i tipi di cane, e se non gli stanno simpatici li allontana con fare sdegnoso, al limite agli insistenti ringhia un po'; immagino che quindi il problema sia il guinzaglio e forse una sua insicurezza quando si è in giro.
Nell'ultima settimana sta ignorando le biciclette che passano vicino, e spero che la cosa duri: purtroppo una delle sue reazioni istintive è stata sempre quella di correre abbaiando verso i veicoli a due ruote, bici e motorini (e ricordo ancora con apprensione quando appena arrivata cercava di correre dietro anche alle automobili - abitudine che le è passata abbastanza presto).
Verso i bambini è abbastanza indifferente, gli adulti invece dipende: non è mai espansiva, e spesso è diffidente, ma se si usa un certo tatto si può conquistare la sua fiducia e anche accarezzarla un po'; verso pochissimi umani invece ha avuto un'antipatia e paura che l'hanno portata ad abbaiare in maniera allarmata, ma non ha mai tentato di mordere nessuno.
In casa adesso riesce ad entrare nel bagno (di cui aveva una paura profonda, piangeva se vedeva qualcuno entrarci), non ci sta per molto tempo, e si guarda sempre intorno un po' sul chi va là, ma certamente è stata una sua bella conquista!


È cambiato anche il suo atteggiamento in risposta ai richiami, adesso è più ubbidiente e quando dal recinto devo uscire per tornare a casa non devo più insistere a lungo e magari doverla anche andare a prendere al guinzaglio (succedeva anche questo se non aveva voglia di venire via); è anche lievemente apprensiva se vede che mi allontano dal recinto per andare nei dintorni a fare qualcosa (prima se ne fregava alquanto).
Continua a non salire sulle ginocchia e a non voler essere presa in braccio; ha ancora paura dei tram (del rumore) e per adesso non sono riuscita a farla salire sui mezzi pubblici (ma non ci ho neanche provato molto); ama salire in auto ed è molto brava e tranquilla, se messa sul sedile posteriore se ne sta lì (al limite si alza per guardare meglio fuori). Inizia ad agitarsi e a emettere strani lamenti quando l'auto rallenta e sembra che si sia arrivati in qualche posto.
Un'altra cosa in cui è migliorata molto è nel momento di metterle la pettorina quando si dvee andare a fare la passeggiata: prima correva in giro per casa, andava sotto il letto, sotto il tavolo e anche l'offerta di biscottini non le impediva di fare la birba per diversi minuti, adesso invece si lascia avvicinare quasi subito (meglio se con un piccolo biscottino in mano).
Era coccolona prima, lo è anche adesso, ma non lo è sempre e in tutti i momenti, non è di quei cani troppo attaccati e sdolcinati: hai i suoi momenti di bisogno, e allora si gioca e ci si coccola intensamente, a volte con molta energia e divertimento reciproci.
È bello il fatto che adesso ci si guardi negli occhi più spesso, in cerca di intesa; questo rende così speciali i cani, che imparano in fretta frasi, suoni e gesti, e che cerchino di comunicare in tutti i modi.

Cambiamo argomento: Nick Parisi del sito Nocturnia mi ha fatto un'intervista che potete leggere qui, "Intervista con Patrizia Mandanici" (grazie molte a Nick, appassionato di fumetti e molto altro).


Nel post precedente ho parlato di come mi sia resa conto di quanto Chrome sia diventato un programma molto esoso in termini di risorse del pc; volevo provare a tornare a usare Firefox (e non Safari, sebbene sia il browser più "leggero") quindi ho voluto usare per la prima volta l'estensione Xmarks per sincronizzare i miei segnalibri - da Chrome a Firefox, quella era l'intenzione.
Niente, devo aver sbagliato qualcosa, non aiutata dal sistema di ripristino dei salvataggi precedenti di Xmarks - complicato e inefficace; ho perso mezza mattinata per capire come ritrovare i miei segnalibri, e una volta trovati è stato impossibile sincronizzarli attraverso l'estensione (ho dovuto scaricarli, poi reimportarli e perdendo anche una cartella non so perché). Insomma, ho disinstallato Xmarks e buonanotte (oh, Safari non lo uso quasi mai perché non mi piace molto l'interfaccia grafica e perché nella visione di certi video in streaming presenta dei problemi - ogni tot minuti il video ha un arresto fastidioso).
Non so se c'entri Chrome ma ho avuto esperienze diverse di visione di una partita dei mondiali su Rai Uno HD - vista sul mio Mac collegato con cavo ethernet, e vista via wi-fi su tablet Nexus 7 attraverso l'app della Rai: nel primo caso ogni 3/4 minuti appariva la rotellina e il blocco del flusso per 3/4 secondi, nel secondo caso la visione è stata ottima, fluidissima e senza alcun problema (in entrambi i casi per me vedere in HD in streaming è cento volte meglio che guardare la mia vecchia tv con  tubo catodico - le scritte ormai non le leggo più, gli omini li distinguo a malapena).
Sull'iPad non ho fatto la prova, non al momento della partita; stamattina ho provato a vedere Rai Uno HD ed è andato tutto bene per 5 minuti, poi c'è stato un attimo di blocco.
Certo le prove bisogna farle nello stesso momento, non si sa mai quanto possa influire la quantità di persone collegate, o il flusso in wi-fi che potrebbe avere dei cali - non so, faccio per dire, in realtà non sono molto informata su questioni tecniche.

Fino a 10 giorni fa la mia ADSL era una Telecom da 7 Mb, poi ho colto l'occasione dell'offerta che scadeva il 30 giugno e sono passata a Telecom Tutto Fibra.
Non sto a spiegare nei dettagli l'offerta (e occhio che le telefonate ai cellulari hanno dei limiti di tempo giornalieri e mensili), faccio prima a far vedere la differenza di velocità con uno di qui test che si possono fare online: nella foto a sinistra la mia migliore velocità prima di passare alla fibra, in quella a destra dopo l'installazione del modem Ultra Internet ( la fibra ottica non arriva direttamente in casa, ma alla centralina più vicina: "La tecnologia utilizzata da Telecom Italia è quella FTTCab (Fiber to the Cabinet), dunque attenzione a valutare anche lo stato delle dorsali che dall'armadietto in strada arrivano all'interno delle vostre abitazioni").


Per le mie esigenze questa attuale adsl va più che bene, per adesso nessun problema (ma è un po' presto) come non ne avevo avuti con la precedente: si tratta anche di fortuna, di abitare in una zona ben servita con centraline vicine e che sono ben curate - so bene che altri magari hanno avuto brutte esperienze, ma questo capita con tutte le compagnie telefoniche, credo (almeno a sentire amici o a leggere in giro). Il tecnico è stato anche onesto nel dire che se ho tutta questa velocità è perché per adesso alla centralina da cui dipendo ci sono attivate ben poche Tutto Fibra: vedremo come andrà nei prossimi mesi.
La fregatura è che tutto dipende dal modem, le prese telefoniche sono disattivate e i telefoni dipendono da questa scatoletta, ovvero: se va via la luce niente telefoni (e se il modem si guasta, ovviamente). Io poi causa un impianto in casa un po' particolare non ho potuto collegare direttamente il telefono nella stanza da letto, per cui ho dovuto prendere un cordless di tipo DECT (e badate che vanno bene solo quelli Telecom).
Le impostazioni del modem si raggiungono tramite un indirizzo sul browser (su cui si può impostare una password), da lì si può tenere tutto sotto controllo, comprese le telefonate in entrata e in uscita. Metto in foto un po' di impostazioni e voci di questo modem, che ha anche delle prese usb a cui poter attaccare...non ho capito bene cosa, vedo delle voci come "Media Server" ma di questo non ho parlato col tecnico.
Ah, ogni modem ha una sua password (stampata su un adesivo che si trova all'interno della scatola del modem), il tecnico mi ha sconsigliato di cambiarla non ho capito perché.


martedì 24 giugno 2014

Varie -67


Mac bollente? Sbarazzatevi di Google Chrome: non so se vale anche per gli altri tipi di computer e per quelli non Apple, comunque ho voluto fare una prova anche io (che uso Chrome da tempo per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare), per tenere sott'occhio uso di Ram e Cpu ho scaricato un programmino che si chiama EtreCheck; ho visionato gli stessi video su Youtube (con le stesse opzioni naturalmente) prima con Safari poi con Chrome e in effetti quest'ultimo si mangiava molte più risorse.
Ho fatto altre prove con altri siti facendo cose diverse e in generale è così, Chrome ciuccia più risorse che Safari. Io non ho un portatile ma comunque d'estate per evitare che mi si frigga qualcosa uso sempre un ventilatore rivolto verso il Mac; spesso faccio più cose con diversi programmi quindi che Chrome sia così esoso mi dà parecchio fastidio. Safari purtroppo non mi piace molto come interfaccia e non ha tutte le estensioni che uso su Chrome.
Ho provato a usare Firefox (il mio vecchio browser) che come uso di risorse si pone tra Safari e Chrome.



giovedì 27 marzo 2014

Un po' di esperienza d'uso con il Nexus 7


Ho comprato un iPad 2 un paio d'anni fa, non ho mai avuto problemi, neanche dopo aver aggiornato a iOS7. Se all'epoca ci fosse stato il retina display non avrei mai pensato di prendere il Nexus, acquistato principalmente per la maggiore risoluzione del display: già senza aver fatto comparazioni con display di altri tablet mi ero accorta del fastidio che provavo nel leggere alcune riviste, con font di cui notavo la sgranatura. La mia vista col tempo non migliora, anzi, e data la mia abitudine a leggere articoli e ebook su schermo retroilluminato ho ritenuto fosse importante poter leggere nella maniera più comoda.
Altro criterio di scelta per un nuovo tablet è stata la leggerezza - ovvero anche la dimensione: non un 10 pollici ma un 7 (non molto comodo per PDF e riviste di fumetti - ma questi li riservo per l'iPad). Infine il prezzo: non potevo andare oltre un certo budget, per cui ho escluso l'iPad mini - senza tenere conto che ero curiosa di provare un tablet Android e verificare disponibilità di app (sia per fumetti che per altro).

Dopo aver letto varie recensioni mi sono decisa per il Nexus 7 di seconda generazione: schermo da 1200×1920 p, 323 ppi; 290 grammi di peso; fotocamera posteriore da 5 MP; video fino a 1080 p; un buon processore e una buona autonomia di batteria (almeno in teoria).

Ecco, la batteria: secondo me dura meno di quel che pubblicizzano - ma non ho fatto test scientifici quindi non posso che dire che è una constatazione soggettiva: un po' di Wifi, un po' di giochi, un po' di letture - e no, non mi dura 11 ore (senza usare mai il player video o quello musicale); a parità di tipologia d'uso il mio "vecchio" iPad dura di più. Senza contare il fatto che in stand by l'iPad perde un centesimo di batteria dopo giorni, mentre il Nexus lo fa in molto meno tempo e anche repentinamente a un certo punto (anche qui ho fatto ricerche e disattivato qualsiasi impostazione succhia-energia).

Ho provato a scaricare dei giochi che già avevo sull'iPad per vedere se c'erano differenze; prendiamo Ruzzle ad esempio: su iPad posso giocare offline, sul Nexus no, neanche con la versione a pagamento. 
Un altro gioco che ho scaricato in versione free, Asphalt 8: su iPad posso giocare offline, su Nexus no; ho anche dovuto disinstallare questo gioco dal Nexus perché mi teneva occupata la linea WiFi con un aggiornamento eterno (tempo previsto: diverse ore): solo recentemente ho trovato un'impostazione per disattivare l'aggiornamento automatico delle app - inutilmente cercavo sul Nexus, dovevo andare nelle impostazioni del Google Play.

Una cosa che mi sembra funzionare bene è il collegamento wifi: mi sembra reattivo e veloce nel trovare le reti e nel collegarsi, specie alle reti salvate; purtroppo per me che ho il Mac è impossibile utilizzare la "condivisione internet" - ho fatto anche una veloce ricerca su internet, sembra che la cosa sia dovuta a un qualche protocollo di non so cosa; insomma, per collegarmi a internet devo accendere il router (che non è una cosa immediata, a volte ci vuole qualche minuto).

La fluidità della navigazione su internet e all'interno delle app è simile a quella del mio vecchio iPad, anche se non proprio uguale (sull'iPad sembra sempre un pochino più fluida a mio parere) ; il problema sono proprio le app, che per Android sono di livello molto vario, e spesso anche app di primo piano hanno problemi di stabilità - cosa che le loro controparti per iPad non hanno (esempio l'app di Internazionale: in iPad nessun problema, sul Nexus dopo poco mi va in crash - a patto di spostare mooolto lentamente la pagina PDF del giornale).
Di app in iPad ne ho provate parecchie e il 99% hanno funzionato senza mai un problema; sul Nexus che uso da poco mi sono già imbattuta in diversi crash.

Le app che uso più spesso per leggere non hanno problemi, per fortuna: Pocket, Kindle, il mio aggregatore di feed - Feedly, e anche Bluefire Reader (che però con l'aumentare degli ebook caricati diventa sempre più lento ad aprirli - oltretutto non c'è la possibilità di creare cartelle). Nessun problema neanche con Menestrello che legge audiobook ed epub3.
Certo, se si cerca di leggere all'aria aperta è abbastanza inutile, specie se c'è il sole; probabilmente anche il mio iPad 2 è un po' più luminoso (almeno così ho letto in giro).

Per scrivere, ecco, non è molto comodo neanche per me che ho le dita piccole - è facile premere il tastino sbagliato; per scrivere testi brevi ci si adatta, per testi più lunghi meglio abbinare una tastierina esterna Bluetooth.
A proposito di bluetooth: di recente ho provato a trasferire delle foto da un Acer con Windows 8 al Nexus: tutto bene, riconoscimento immediato (lasciando perdere il fatto che per trovare il bluetooth in Windows 8 ho dovuto attivare la visualizzazione "classica"); peccato solo che ho dovuto "accettare" le foto una a una - nelle impostazioni del bluetooth del Nexus non ho trovato la possibilità di riceverle in batch.

I video mi sembra si vedano proprio bene, così come alcune cose in streaming - ad esempio le trasmissioni Rai.
Skype l'ho usata poche volte, la cosa più fastidiosa è che quando si esce dalla app in realtà questa rimane attiva e per terminarla del tutto bisogna andare nelle impostazioni delle app del Nexus.
Nel complesso luci e ombre per questo tablet - come per tutti gli aggeggi elettronici dipende dal tipo di uso che se ne fa.
Confesso ad esempio che fare foto o video con questo Nexus è abbastanza divertente e persino comodo, facile da maneggiare per la sua leggerezza, ci aggiungo l'ottima esperienza di lettura e il risultato finale per me è una promozione con voti più che buoni.

Ecco uno dei fumetti che sono abbastanza leggibili su un 7 pollici - "La profezia dell'armadillo" di Zerocalcare - Bao publishing [se leggete la tavola: ho la stessa mania di Zerocalcare per quanto riguarda il cibo con condiment