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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Ebook. Mostra tutti i post
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sabato 8 settembre 2018

Le mie illustrazioni per i libri di Anna Segre (e link vari)

Nel mio post precedente ho presentato le copertine da me illustrate dei libri di Anna Segre "Cento punti di ebraicità (secondo me)" e "Cento punti di lesbicità (secondo me)" (Elliot edizioni); qui faccio vedere i disegni originali senza i colori (tutto realizzato in digitale con Clip Studio Paint - nella prima illustrazione tra la folla di donne c'è anche Anna).

 Anna Segre -"Cento punti di lesbicità (secondo me)" - Elliot edizioni - Illustrazione di Patrizia Mandanici

Anna Segre - "Cento punti di ebraicità (secondo me)" - Elliot edizioni - Illustrazione di Patrizia Mandanici

A proposito di Clip Studio Paint segnalo l'uscita dell'ultimo aggiornamento (1.8.0) che porta novità nell'uso del 3D (gestione dei modelli e possibilità di scaricare un programma apposito).
Da qualche mese la nuova sezione TIPS ha portato tanti nuovi tutorial che spiegano tutte le varie funzioni di CSP - uno degli ultimi ad esempio è questo tutorial che spiega come usare il Perspective ruler per disegnare in prospettiva le finestre e le superfici degli edifici.
Come sempre ricordo il gruppo su Facebook  dedicato a questo programma che ha superato i 2000 iscritti (se volete iscrivervi mi raccomando di leggere bene le regole che trovate nel post fissato in alto).

Sul mio Tumbrl ho iniziato un mini progetto (che potrebbe rimanere tale, lo scopo è solo stimolare chi guarda i disegni), il primo post con la "costruzione di un personaggio" è qui.

Notizie varie:

lunedì 27 novembre 2017

Di giorno in giorno -4

La serie "Di giorno in giorno" parte da qua.

Per me le domeniche sono giorni come gli altri, quindi spesso passeggiata con il cane al mattino, poi più o meno lavoro (sto disegnando un Nathan Never, sono circa a metà albo).

In questi ultimi giorni di offerte legate al Black Friday si possono trovare ancora in sconto gli e-reader di varie marche, dal Kindle al Kobo al Tolino - credo i migliori venduti in Italia e che abbiano una buona assistenza. Da quando ho preso il Paperwhite consiglio sempre il modello retroilluminato, ma certo per iniziare va bene anche il modello base.
Quando posso cerco di comprare ebook in formato epub senza DRM - o in Social DRM, in maniera che li possa convertire con Calibre e caricare anche sul Kindle. Ottimo il DRM free degli Urania Mondadori - spiacevole però sapere che dopo l'acquisto (almeno su Bookrepublic, altrove non so) si hanno 24 ore di tempo per scaricare l'ebook (e poi?); qualche volta a me è capitato di non scaricare subito gli acquisti (per fortuna non Urania), può capitare per i motivi più vari. Bah.


Giorni fa ho ascoltato il podcast sui libri di Farhenheit su Radio Tre, c'era un'intervista a Scarlett Thomas di cui non ho mai letto niente, si parlava del suo libro "Il drago verde"; dato che l'ebook era in offerta a meno di 1 euro l'ho preso, un po' incuriosita (ancora adesso).
Oggi accedendo ai contenuti del mio Kindle ho notato che c'era un aggiornamento dell'ebook (cose che si possono fare col digitale), e adesso mi chiedo cosa sia cambiato (avevo letto solo le prime 2 pagine).
Come potete vedere utilizzo il mio Kindle specialmente per leggere le anteprime dei libri.


Ah, oggi ultimo giorno di sconti su Izneo, la BD in digitale (tanti fumetti francesi, molti sono dei classici).
Proseguendo con la visione di Star Trek The Next Generation mi sono imbattuta in "Per un pugno di Data" (A fistful of Datas). So che da alcuni è considerato un episodio quasi trash, ma molti di quelli più divertenti di The Next Generation lo sono - e questo lo è, nonostante sia un concentrato di stereotipi (ma la visione del tutto è talmente farsesca che è difficile prenderlo un minimo sul serio - tranne quando ne sei toccato in qualche maniera in prima persona). 
Qui Brent Spiner ha campo libero come attore polivalente e come Data riesce a sfoggiare un "southern accent" che in italiano è reso in una maniera assurda - purtroppo non ho trovato video a riguardo.
Pare che una prima versione del titolo dell'episodio fosse "The Good, the Bad and the Klingon" - non male.



Due letture della sera: su Fumettologica "Una su mille ce la fa. Essere donne e dirigere anime in Giappone" di Cristina Bignante.
Su Lo Spazio Bianco "Confessioni di un lettore di fumetti digitale" di Simone Rastelli, riflessioni con cui concordo in gran parte.

- Continua

lunedì 24 luglio 2017

Letture di ieri e di oggi

Osservando i tanti scaffali di libri e fumetti che ho in casa mi sono accorta di aver portato con me a Milano qualche libro della mia infanzia. "Robin Hood" dell'Editoriale Lucchi è uno di questi - l'edizione come si vede è del 1974, anno in cui effettivamente stavo frequentando la IV elementare (poi diventata V).
La traduzione risulta essere di C. Siniscalchi, copertinista non pervenuto.
Quest'edizione mi piace molto perché ha le pagine che sembrano tagliate col tagliacarte (o le furono per davvero?), la carta è ruvida, e sembra un libro più vecchio di quello che è (anche se sono passati più di 40 anni, sorbole!).




Oggi leggo più in digitale che su carta, per questioni di comodità e di spazio. Ho un Kindle Paperwhite e le ultime letture sono quelle che vedete in foto (ma ce ne sono molte altre che magari ho iniziato per curiosità, spesso sono anteprime scaricate dallo store Amazon).


lunedì 30 gennaio 2017

ArtRage in offerta (e altri link vari)

Qui su Facebook parlo del programma ArtRage 4 che è in offerta a metà prezzo (e tra un po' uscirà la nuova versione 5 - a metà prezzo per chi ha già la 4); ho scoperto che possono essere importati i pennelli di Photoshop!





Realizzato con ArtRage 4




martedì 10 gennaio 2017

Ebook per aspiranti scrittori di storie a fumetti (e altre cose)

"Come scrivere una Storia a Fumetti e Convincere gli Editori - Intervista a Federico Memola: Guida primi passi per chi si sente pronto a scrivere una storia a fumetti (Nick Gandolfi Interview Vol. 2)" è il lungo titolo di un ebook che contiene molti consigli utili di uno sceneggiatore dalla lunga esperienza (Federico Memola ha lavorato per la Sergio Bonelli Editore ma anche per altri importanti editori, e non solo).


La forma dell'ebook è appunto quella dell'intervista, molto agevole e piacevole da leggere; alla fine  ci sono anche dei link per scaricare materiale aggiuntivo (soggetto e sceneggiatura di esempio di Memola, bonus aggiuntivi futuri). Qui potete leggere un estratto con l'indice dei capitoli (cliccate sulla copertina).
Per chi non ha un ereader Kindle è possibile lo stesso leggere l'ebook scaricando su pc o su tablet l'app gratuita Kindle.

Altre notizie fumettose (e dintorni):

sabato 27 agosto 2016

Letture estive e playlist video del mio libro

Rispetto all'estate scorsa questa per me è andata molto meglio, sarà che le temperature medie sono state più basse (qui al nord abbiamo avuto molti temporali a giugno e luglio, qualcuno anche ad agosto), sarà che la salute mi ha assistito abbastanza. Il risultato è che ho potuto lavorare, non tanto come avrei voluto ma come detto ho avuto periodi peggiori.
Sto lavorando sì ma  sto leggendo meno del previsto; i libri nella foto ad esempio sono in lettura ma lenta lenta ahimè.
Di “Crisco Disco: Disco music and clubbing gay tra gli anni 70 e 80” ho parlato un po' nel mio blog dei Ritagli, qui; ringrazio l'autore Luca Locati Luciani che me ne ha fatto dono.
Anche "Dall'altra parte" è stato un dono di Moreno Burattini, una raccolta di racconti di genere anche diverso ma accomunati dal filo rosso del tema de "l'altra parte": qui potete leggere un po' di cosa si tratta (c'è anche un racconto inedito di Zagor, e molte illustrazioni di noti disegnatori di fumetti).


Sul mio Kindle Paperwhite sto cercando di andare avanti con un paio di libri, "Embassytown" di China Miéville e "Guerra del Peloponneso" di Marco Bettalli (tra l'altro: una delle cose che non mi piacciono del leggere gli ebook è il fatto che le copertine si vedano in bianco e nero, e anche male) .
Miéville lo puntavo da tempo per le trame dei suoi libri, che mi intrigano molto; in questo caso ho approfittato di un'offerta capitata in un momento in cui la tematica dell'alieno, del diverso, della comunicazione mi è ancora più vicina del solito. Non ne ho ancora letto molto ma mi aspettavo uno stile e un linguaggio un po' più originali.
Il secondo libro (un libretto) m'è venuta voglia di leggerlo dopo che me ne aveva parlato Antonio Serra - libro che Serra cita anche in questa intervista de I dolori della giovane libraia (oltre a tanti altri libri che adesso mi verrebbe voglia di leggere).


Su Youtube ho creato una playlist con tutti i video che più o meno hanno a che fare con  il mio libro a fumetti "Cronache dall'Ombra".
Di recente sulla pagina Facebook dedicata ho postato dei speedpaint di due alieni protagonisti di una delle storie del libro ("Al circolo"); sono disegni realizzati con Clip Studio Paint e lo strumento Symmetrical ruler (a proposito, il gruppo Facebook di Manga Studio/Clip Studio Paint ha superato i 1300 iscritti!); di seguito la playlist che inizia con il video in cui disegno Zkas (il character design l'ho ricavato dalle vignette di quel fumettino di 2 pagine - non mi rimane altro di quella storia).




mercoledì 8 giugno 2016

Libri, fumetti, ebook (e un paio di appuntamenti)

A Milano c'è la Scuola Superiore d'Arte applicata del Castello Sforzesco, ha tanti bei corsi (tra cui uno sul Fumetto) e dal 9 all'11 giugno presenta degli incontri sul tema "Fra manuale e digitale: lo stato dell'arte": il 9 giugno, sabato sera, ci saremo io e il grande Paolo Bacilieri a parlare un po'; nell'occasione chi è interessato a comprare il mio libro "Cronache dall'Ombra" lo troverà in vendita, con possibilità di dedica.
A proposito di Paolo Bacilieri e del suo (bellissimo) ultimo libro "More Fun" consiglio la lettura di questo articolo: Il senso di Bacilieri per il cruciverba: More Fun. Se volete leggere un Bacilieri "bonelliano" consiglio la lettura del Dylan Dog Magazine uscito nel marzo di quest'anno, c'è una storia di Alberto Ostini illustrata magistralmente da Paolo.


Un altro incontro milanese per la presentazione del mio libro avverrà domenica sera, è organizzato dall'Arcigay Milano - Gruppo Donna; anche qui potrà essere acquistato il libro (che dovrebbe uscire in libreria il 9 o il 10).

Libri: quelli che vorrei leggere, più che altro, o che mi intrigano per qualche motivo.
Ad esempio questo libro su Thomas Mann che narra (in forma di romanzo, per me meno interessante) "i tre giorni in cui il grande scrittore, da esule, scelse tra mille tormenti di esporsi pubblicamente contro il nazismo": "La decisione" di Britta Böhler
Avessi tempo comprerei certamente "La svolta", l'autobiografia del figlio di Thomas Mann, Klaus; oppure i libri di sua sorella Erika, dalla vita altrettanto interessante: "Quando si spengono le luci", oppure "Caro mago. Lettere e risposte 1922-1969", il carteggio con il padre Thomas.

Sul lato ebook segnalo l'autobiografia di Kim Gordon, ex musicista dei Sonic Youth, libro di cui ho scaricato l'anteprima sul mio Kindle e che mi ha fatto venire voglia di acquistarlo. "Girl in a band" parla sia della sua esperienza in una band importante sia della fine del suo matrimonio con il cantante Thurston Mooremi è piaciuto il suo modo di raccontare, il suo sguardo. Poi ho ripensato a quella volta che andai a vedere i Sonic Youth al Rolling Stones a Milano, nel 1992, da sola: un muro sonico mi fracassò quasi le orecchie, era il periodo un po' più commerciale della band, con il disco Dirty, ma erano lo stesso formidabili. Li ho seguiti per pochi altri anni, poi basta, nel complesso non posso dire che li abbia amati del tutto, certe cose non mi piacevano - troppo estreme per i miei gusti.
Qui un paio di articoli su questo libro: La sincerità di Kim Gordon; Kim Gordon racconta il successo di una donna nel rock dominato dai maschi .
Infine: mi intriga anche "Gratitudine" di Oliver Sacks, "la lettera di congedo che Oliver Sacks ha voluto indirizzare ai suoi lettori, dapprima rendendoli partecipi delle proprie sensazioni di fronte alla soglia degli ottant'anni, e più tardi informandoli, con perfetta sobrietà, di essere affetto da un male incurabile".


venerdì 15 aprile 2016

Netflix, fumetti, Kindle Oasis

Ritorno sull'argomento Netflix in relazione a una delle cose che ritengo negative di questo servizio: la segnalazione carente rispetto alle scadenze dei contenuti (serie tv, film, documentari).
Poco tempo fa sono state rimosse d'un colpo le prime 4 stagioni di Doctor Who (mentre io ero nel mezzo della visione della terza stagione); nello stesso tempo (o quasi) erano stati rimossi diversi episodi di Sherlock, ma in questo caso dopo alcuni giorni sono stati man mano  riaggiunti.
So bene che qui si tratta di vendite di diritti, di scadenze di questi diritti, delle ricorrenti ridiscussioni degli stessi; succede anche per altre piattaforme concorrenti (leggere qui a proposito di Sky).
Su Netflix le scadenze non sono segnalate, tranne quando arrivano in prossimità del giorno fatidico (un paio di settimane, almeno così ho letto) e sono segnalate nelle info del contenuto (dovendo però aprire una finestra). Ignoro se fosse stata segnalata la scadenza di Doctor Who, ma penso di no dato lo sconcerto che ha generato in diverse persone che frequentano Netflix Lovers (tanto che molti ritenevano che la sparizione fosse momentanea).
Certo, c'è sempre la sezione "In scadenza" di Netfix Lovers  (che per un periodo era scomparsa), e che comunque soffre delle stesse limitazioni nelle info da dare (sito che comunque non è magari a conoscenza del pubblico medio; la sezione "in scadenza" dovrebbe averla Netflix, ben in evidenza - a mio parere).
Me ne sono lamentata sul social Frenf.it ma sono stata accusata di ingenuità, perché "è ovvio" che i diritti sono ridiscussi ed eventualmente rinnovati in prossimità di scadenza, senza poter sapere in anticipo l'esito della contrattazione.
Mi chiedo però se non sia più onesto mettere ben in evidenza le scadenze di tutti i contenuti, anche quelli che si spera siano rinnovati, con l'avvertenza appunto che probabilmente ci sarà il rinnovo, ma almeno sapendo che potrebbe anche non essere così, e poter di conseguenza scegliere su cosa puntare a guardare per prima cosa (inizio a guardare la serie di 5 stagioni che scade tra 2 mesi o quella di 2 che scade tra 6 mesi?). Non ricordo dove ho letto che in un altro paese (o su un'altra piattaforma?) le scadenze erano tutte messe in evidenza per tutti i contenuti - quindi la cosa si può fare.

Dal sito uNoGS.com
Cosa faccio, inizio a guardare le 7 stagioni di Sons of Anarchy non sapendo se a breve saranno rimosse le prime stagioni? Paradossalmente mi sto guardando cose meno interessanti ma che so non mi disturberebbe troppo se sparissero da un giorno all'altro.
Queste guerre per i diritti stanno assumendo risvolti abbastanza penalizzanti per gli spettatori, e se va avanti così non si capisce perché poi certi "pentiti" delle visioni piratate non debbano tornare a guardarsi certe cose senza alcuna limitazione di tempo.
Comunque per chi resiste su Netflix (che nel settore "film" continua ad aggiungere più che altro ciofeche - con qualche piccolo recente miglioramento) consiglio la lettura di questi 2 articoli: 5 trucchi per usare Netflix al meglio, e 27 cose che non sai su Netflix. Inoltre sul sito uNoGS.com è possibile vedere nel dettaglio tutti i contenuti Netflix in tutti i paesi del mondo. Se si clicca sui banner blu si possono vedere i contenuti aggiunti da poco e quelli in prossima scadenza.
Lo studio di orso che vedete qui fa parte della preparazione a uno dei progetti su cui sto lavorando (per tutta una serie di coincidenze mi trovo in questo periodo a lavorare su tre diversi fronti); qui un altro studio. Sono molto contenta ma anche molto indaffarata, e un po' ansiosa nel districarmi tra queste cose diverse. A breve potrò dire di più su uno almeno dei progetti, quello più personale.

Notizie fumettose:

Infine novità in casa Amazon: è in vendita un nuovo device, Kindle Oasis, che come si dice qui "bello ma costa un botto!". Sul Post una presentazione di questo nuovo Kindle che non so chi si comprerà - la batteria ha già notoriamente una bella autonomia, ricaricarla ogni 3 o 4 settimane non mi sembra molto impegnativo. Personalmente apprezzo il ritorno dei tasti laterali, cosa che aggiunta alla nuova batteria e al nuovo design non mi sembra giustificare la differenza di prezzo con i Kindle equivalenti (questo nonostante sia incluso nel prezzo la custodia - necessaria per l'alloggiamento della batteria - costo che per gli altri Kindle non è mai conteggiato ma che quasi sempre è necessario).


domenica 14 febbraio 2016

Bozzetto per "Nathan contro Legs" + consigli di lettura

Il disegno che vedete è uno dei bozzetti preliminari realizzati per lo studio della copertina di "Nathan contro Legs", l'albo da me disegnato uscito nel marzo dell'anno scorso.

Nathan contro Legs ©Sergio Bonelli Editore

E adesso i consigli di lettura:

martedì 19 gennaio 2016

Mister No, ancora Netflix, memo e altro

Sul sito della Sergio Bonelli Editore sono state pubblicate le copertine dei primi 12 numeri di Mister No, il personaggio inventato da Sergio Bonelli e disegnato da Gallieno Ferri; in attesa di apparire a breve su tutti gli store (compresi quelli Apple e Google) questi albi in versione digitale sono già disponibili su Amazon e altri store come Bookrepublic.
Questi albi digitali si aggiungono a quelli già pubblicati di Orfani di Roberto Recchioni.



Dopo più di 2 mesi di esperienza con Netflix posso dire di essere soddisfatta, passare dalla visione sul tablet a quella su pc è una cosa semplice e veloce, si riprende subito dagli ultimi secondi visti, e l'uso dei sottotitoli è altrettanto agevole. Per quanto riguarda l'offerta posso dire che aumenta di giorno in giorno, e che comunque c'è anche troppa roba da vedere.
Per quanto riguarda i film siamo ancora un po' carenti come qualità media, ma cose da vedere ce ne sono. Quello che manca in Netflix è una catalogazione efficiente (bisogna sapere un po' cosa cercare), ma è nato da poco un sito - Netflix Lovers - che sta cercando di ovviare a questi limiti catalogando in maniera più raffinata le serie tv, i film, i documentari e i cartoni animati. Oltretutto ci sono le sezioni delle novità e dei prodotti "in scadenza" (per adesso solo uno, un cartone animato), molto utili.
Oltre a Netflix Lovers c'è un altro sito che più o meno adempie alla stessa funzione, SuNetflix.it, "la guida non ufficiale di Netflix", però essendo organizzato in maniera un po' diversa mi è capitato di scovare delle cose che non avevo notato: ad esempio il documentario italiano "Improvvisamente l'inverno scorso", del 2008, che tratta un tema di stretta attualità ("Una coppia omosessuale attraversa l'Italia, documentando l'acceso dibattito che lacera il paese sulla legislazione a favore di gay e lesbiche"; e a proposito, come stiamo messi adesso? Malvino lo dice con il consueto stile senza peli sulla lingua, e se volete sapere nei particolari la faccenda della costituzionalità o no dei matrimoni omosessuali qua un articolo; finisco con un commento ironico su chi sta contrastando questi matrimoni/unioni civili).

Altri spunti dalle serie tv su Netflix: "Master of None" [noto che SuNetflix.it ha spesso descrizioni in lingue straniere - in questo caso l'olandese: bizzarro] vede come protagonista un attore di pubblicità americano di origine indiana (i genitori sono emigrati negli USA quando erano giovani - genitori che tra l'altro appaiono nella serie interpretando se stessi). Aziz Ansari interpreta Dev, un attore di pubblicità alle prese con la tipica vita newyorkese del trentenne medio - amici, relazioni, uscite nei locali, parenti, rapporti con le donne - con in più le tematiche legate alle seconde generazioni degli immigrati (razzismo, rapporto con le proprie comunità di origine).
Non è la tipica commedia dove si ride sempre e per forza, e la serie parte forse un po' sottotono per crescere via via. Aziz Ansari prima di questa serie (ideata da lui e Alan Yang) era noto per la partecipazione a "Parks and Recreation", serie tv che ha visto tra gli attori  protagonisti anche un Chris Pratt non ancora muscolarizzato per "Guardiani della Galassia".
Alcuni episodi di Master of None sono quasi tematici, e tra quelli più interessanti segnalo "Indiani in TV" e "Signori e signore" - quest'ultimo lo consiglierei come visione a commento di ogni discussione/polemica su temi come quelli inerenti i fatti di Colonia, ad esempio.

Il tempo passa, non riesco ad aggiungere altre cose di cui avrei voluto parlare.
Intanto ricordo quello che avevo scritto in questo post: per la prima volta mi rendo disponibile per commission e vendita di tavole a fumetti. Per info: p.mandanici@gmail.com


domenica 20 dicembre 2015

Librerie e libri

Qualche giorno fa ero sul tram, stavo andando verso il centro di Milano e a una fermata ho notato una libreria di cui avevo sentito parlare, la libreria Verso; sono scesa al volo per farci un giro, sono uscita dopo 20 minuti con diversi acquisti - solo la minima parte di quelli che avrei voluto fare.
L'idea della libreria la espone in questo video Andrea Gessner, confermo l'atmosfera accogliente e anche la qualità della selezione: metà almeno dei libri li avrei voluti leggere, e un'altra parte li avevo già letti o posseduti.


Oltre a uno spazio dedicato ai bambini c'è anche una bella sezione dedicata ai fumetti nel piano superiore - e di fumetti se ne vedono anche in vetrina, là dove ho notato e preso "Il cane che guarda le stelle" di Takashi Murakami (lo trovate ad appena 1 € in formato ebook, se volete): disegno con qualche pecca ma storia bellissima (confesso che ho pianto come una fontana).
Ho preso i due libretti de L'Orma solo per la particolarità della confezione (che è in pratica un ricercato "piego di libri", non so se rischia di non arrivare a destinazione - visto il disinteresse per certe cose forse sì, chi lo sa). La selezione delle lettere di Leopardi non mi sembra di grandissimo interesse, quelle di Kafka devo ancora leggerle.
Per il periodo natalizio nella libreria c'era un angolo dedicato ai libri a tema, tra i soliti gialli e altre cose non molto interessanti (a mio gusto) la mia attenzione è stata attirata da un librettino di Claude Lévi-Strauss, "Babbo Natale giustiziato", breve saggio su un fatto di cronaca avvenuto nel 1951, l'esecuzione simbolica di un Babbo Natale sul segrato della cattedrale di Digione: molto interessante.



E per quanto riguarda gli ebook? La lettura digitale? Cercando il video sulla libreria Verso ho trovato un altro video su un'altra libreria milanese, lo spazio Open (non ci sono mai stata): anche qui c'è un bar, libri, ma anche spazi e device per la navigazione e la lettura digitale. Nel video le persone intervistate sottolineano l'esigenza di integrare i due mondi - cartaceo e digitale; si osserva che si leggono meno libri ma non meno testi, adesso divisi e sparsi tra siti, app, ebook (è un bene? è un male? chi lo sa).
Intanto segnalo un paio di ebook usciti da poco di scrittori che seguo da un po' di tempo: uno è il racconto di Sergio Donato "Tutti sono nessuno" (Sergio racconta qui come è approdato negli Zoom Feltrinelli), l'altro è "Bric-à-brac - sette storie di altri tempi" di Chiara Prezzavento.
Trovati in giro e non letti (e chissà mai se riuscirò) altri ebook che mi sembrano interessanti: "Gilliamesque", l'autobiografia di Terry Gilliam; "Futuri dimenticati" di Rudyard Kipling; "Hai un cane? È lui che ti ha scelto(a)" di Yona Friedman; "Solo il mimo canta al limitare del bosco" di Walter Tevis; "Città di concentramento" di James Graham Ballard.

Buone letture e buone feste.

lunedì 23 novembre 2015

Tempo, percorsi ed esperienze

Tanti di noi oggi sembrano avere meno tempo per tutto, e il tempo che rimane "libero" è sempre più parcellizzato, frullato in mezzo alla navigazione tra notizie, mail, social, video, immagini. In questo periodo sto cercando di ritrovare un ritmo che dia un senso a questo frullato, di ridare tempo al lavoro, di cercare di non disperdere energie che con l'età è sempre più difficile recuperare.
Confesso che la preparazione al corso di Manga Studio mi ha impegnato più del dovuto, e certo il fatto che fosse per me una prima volta mi ha spinto a dedicare più tempo del normale a ripassi di manuali e tutorial (se sia poi servito davvero non so). Del tempo non dedicato al lavoro però non mi pento, l'esperienza è stata molto bella e ho conosciuto delle persone simpatiche e interessanti; posso certamente migliorare le mie capacità espositive, e qualche punto del programma avrei potuto approfondirlo meglio, ma sono abbastanza sicura di avere trasmesso delle nozioni e di aver fatto venire voglia di usare al meglio il programma, che ha tante possibilità. Ringrazio l'Associazione Autori di Immagini che mi ha invitato a tenere il corso e in particolare Benedetta, il mio referente, che mi ha aiutato e assistito (qui potete vedere alcune delle sue creazioni con la carta).


Il tempo parcellizzato rischia di far diventare tutto superficiale, distratto, più cose leggiamo e guardiamo e meno capiamo. Non è facile rinunciare alla quantità e soprattutto selezionare ciò che più ci interessa.
Ho già linkato in un post passato Slow News, un sito-newsletter che cerca di selezionare per noi notizie che meritano di essere approfondite, da leggere senza troppa fretta; sempre grazie a loro scopro il sito This., un social dove è possibile condividere con chi ci segue un solo link al giorno: il massimo della sintesi e della selezione (mi trovate qui - è un sito dominato dalla lingua inglese e dove manca ancora una funzione di ricerca utile).
Il problema del navigare - anche solo per cercare delle informazioni mirate - è che è facile prendere strade laterali, vicoli, incroci che portano ad altro. Ad esempio ieri mi sono imbattuta nello Slow Reading Manifesto di Antonio Tombolini, che in parte riporta la preoccupazione per la  "tendenza alla fruizione veloce velocissima, allo zapping, al rimbalzo frenetico da un contenuto all’altro che il digitale e la rete hanno reso d’un tratto così agevole" (ma non è un appello "passatista", poichè "...È là, nel dominio del digitale e della rete, proprio là dove lo Slow Reading rischia l’estinzione, che va cercata e fatta crescere la sua possibile salvezza: è l’ebook, o meglio, può essere l’ebook il futuro possibile del libro e delle buone letture ai tempi della rete").
Tra l'elenco di letture formative di Tombolini mi sono imbattuta in un nome che non avevo mai sentito, von Grimmelshausen; sono andata a vedere chi era, venendo così a conoscenza del suo libro più famoso, L'avventuroso Simplicissimus, trovandone anche un riassunto in questo sito e l'ebook in vendita qui.
Insomma, è più forte di me, ogni volta che trovo qualcosa che mi incuriosisce parto con ricerche e navigazioni e deviazioni, non è facile trovare un metodo per fermarsi e limitarsi.

lunedì 9 novembre 2015

Fumetti, ebook, e poi "Leggeteli per me (2)"

Le novità della casa editrice Sergio Bonelli Editore sono davvero tante ultimamente, se siete interessati credo sarà utile guardarsi su Youtube questo incontro avvenuto a Lucca Comics di ben 2 ore.
Io in particolare segnalo la ristampa di "Greystorm. Il conquistatore" in 3 volumi cartonati che raccolgono la dozzina di albi usciti in edicola pochi anni fa: autori Antonio Serra e altri sceneggiatori, Gianmauro Cozzi come copertinista e diversi disegnatori - tra cui Simona Denna e Francesca Palomba.

Dal mio Tumbrl "Fumetti senza fine"

Un resoconto da Lucca di Matteo Stefanelli: "20 frammenti dal diario di una Lucca Comics (quasi) normale".

In edicola arriva un Diabolik nuovo in una miniserie da 4: DK è scritto da Gomboli e Faraci, disegni di Giuseppe Palumbo e copertina di Matteo Buffagni; 72 pagine tutte a colori.

Mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni al Corso base di Manga Studio che terrò a Milano questo fine settimana: qui tutte le info.
Uno degli assidui frequentatori del gruppo Manga Studio e Clip Studio Paint su Facebook è Cristiano Corsani, in arte Cryx: da informatico e amante dei fumetti ha pensato bene di disegnare una singolare autobiografia dove il filo conduttore è l'evoluzione della tecnologia informatica e dei videogiochi. L'evoluzione della specie è un albo a fumetti molto piacevole da leggere e ben narrato (un'altra prova di Cryx disegnatore la trovate qui).


Mondo ebook
Da un po' di tempo non parlo di ebook ed editoria digitale in genere, le ultime notizie si soffermavano su un rallentamento (o addirittura arretramento) delle vendite di ebook. Non ho conservato articoli precisi in merito ma credo che in questi casi sia difficile leggere bene i dati avendo cura di osservare tutti i vari ambiti.
C'è comunque chi afferma che  "l'ebook non è una moda passeggera", e chi afferma che "Il futuro degli eBook è sugli smartphone"; intanto Amazon apre la sua prima libreria (fisica) a Seattle, e a Milano viene inaugurato il servizio Prime Now con consegna in un'ora.

Il blog di Way to ePub consiglia un ebook di un'opera di Mark Twain del ciclo di Tom Sawyer, una forse delle meno note: "Tom Sawyer abroad" è stata tradotta in altri tempi con titoli diversi, ma adesso si può trovare in ebook col titolo di Tom Sawyer in viaggio, edito da Landscape Books. Lo segnalo anche perchè la storia è presente in un libro che io lessi da ragazzina, e mi piacque veramente molto: "Le nuove avventure di Tom Sawyer" nell'edizione Mursia che potete vedere qui .

Leggeteli per me (2)...
...che io di tempo non ne ho! Cose interessanti uscite in ebook (e non) e che mi piacerebbe leggere:
  • Questo lo segnalo anche perché finalmente c'è anche il nome del traduttore, Giorgio Arosi: Grandi speranze è un classico di Charles Dickens che non ho letto 
  •  Napoli, Belle Époque di Francesco Barbagallo sembra interessante - e si va a legare con il tema del periodo della Prima Guerra Mondiale, che ha rappresentato per certi versi la fine di un mondo
  • Teatro grottesco di Thomas Ligotti - non sono sicura sia il mio genere, ma mi attira
  • Chi era veramente Robespierre? Ho letto troppo poco del periodo della Rivoluzione
  • Finalmente in ebook, che il cartaceo in versione economica ha dei caratteri fitti e minuscoli: Il filo e le tracce. Vero, falso, finto di Carlo Ginzburg
  • Quanto mi piacerebbe poterlo leggere: Primo Levi di fronte e di profilo di Marco Belpoliti 
  • Una misteriosa catastrofe, ma anche l'occasione di una riflessione antropologica e sociale:  L'enigma del lago rosso  di Frank Westerman

giovedì 30 aprile 2015

Conversazione con lo scrittore Sergio Donato


L'idea era fare un'intervista a Sergio Donato simile a quelle che ho già fatto qui sul blog a disegnatori e sceneggiatori; poi (come spiego qui) è venuta fuori una specie di "conversazione" che spero sia interessante per i più. Avverto che il testo è un po' lungo, all'inizio volevo dividerlo in due ma  poi mi sono resa conto che avrei spezzato il ritmo.

Chi è Sergio Donato?
Nato nel 1975. Pugliese in culla, emiliano con la barba. La narrativa breve lo ha reso protagonista in numerose riviste e pubblicazioni, tra le quali "Robot", "Wmi", "Fantascienza.com", "Horror Magazine" e "Thriller Magazine" per Delos Books. "Urania" e "Classici del Giallo" per Mondadori. Ha pubblicato la raccolta "È qui che dobbiamo stare" per i tipi di WePub, “Scorreva rabbia” con Delos Digital ed è stato autore per Nero Press Edizioni ed ESEscifi. Collabora con il blog cararesistente.wordpress.com, per il quale ha osservato i sette vizi capitali.
Ha vinto il Premio Nero Short, il Premio Nero Lab 2011, il Premio Algernon Blackwood 2011 ed è stato finalista dell'edizione 2012; finalista anche al premio Stella Doppia 2012. Ha vinto l'Esecranda 2014.
È giurato del MyFest Gran Giallo città di Cattolica dal 2013.

Patrizia: Ciao Sergio, vorrei che questa non risultasse la classica intervista “io domando tu rispondi”, e soprattutto vorrei che parlassimo non solo del tuo lavoro di scrittore, ma anche di te come persona comunicante e curiosa (e infatti ci incrociamo spesso sui vari social della rete).
Ti parlerò un po’ liberamente, senza pensare troppo a una scaletta, ci passeremo e ripasseremo questo documento, un work in progress.
Sono andata a cercare le prime mail che ci siamo scambiati per vedere che anno era, e noto che ci conosciamo e leggiamo reciprocamente da ben 4 anni: era l’agosto del 2011 e mi chiedevi/non chiedevi di farti un disegno per la tua raccolta di racconti “È qui che dobbiamo stare”.
La mail mi aveva colpito, e poi mi erano piaciuti anche i tuoi racconti, lo stile ma soprattutto l’attenzione ai dettagli, a certi dettagli del comportamento umano, sia psicologico che fisico. 
Poi alla fine avevi scelto un disegno che avevo già realizzato per il mio blog dei Segni (adesso fermo), e la cosa interessante per me è sapere come avevi scoperto il mio blog, in generale poi qual è il tuo interesse per le arti visive, per l'illustrazione, il fumetto.

Sergio: A volte mi capita di provare una specie di comunione con le persone lontane che sento affini per alcune cose della vita come l’arte, le passioni, o semplicemente l’indole, e che si sviluppa sotto forma di una strana telepatia. L’altro giorno, molto prima di questa conversazione, stavo appunto pensando a come sono arrivato a sapere del tuo blog, tanti anni fa, e non sono riuscito a darmi una risposta: in puro stile internet. Internet non lascia memorie, lascia tracce da cui a volte si creano sentieri per le memorie future.
Non riesco proprio a ritrovare il sentiero che mi ha condotto al tuo blog, però non posso dimenticare il disegno che mi prestasti per la copertina dell’ebook fatto in casa che poi interessò l’editore WePub. Il disegno lo trovi qui e, Patrizia, ogni volta che lo guardo a me fa lo stesso effetto di un tempo. È stupendo. È pieno di così tante cose in così pochi tratti. C’è una storia, dentro. Qualunque essa sia, in quello schizzo c’è una storia. Riesci a vederla?
È uno dei motivi per cui mi piacciono la scrittura e il disegno: sono creatori di universi. Devi vederli come la teoria dell’inflazione dell’universo: un punto da cui tutto esplode e prende vita. La scrittura e il disegno hanno un punto di partenza comune, una particella da cui tutto ha origine: l’osservazione.
Un altro esempio della potenza dell’osservazione è in queste tavole di Superman contro il Parassita datate 1978 o giù di lì. Fanno parte di un albo che non ha più la copertina (che non l’ha mai avuta, se ricordo bene, perché nostro padre trovò l’albo così, in fabbrica) e contengono il punto d’inizio di un bambino. Superman dentro l’asfalto e poi Superman che scava l’asfalto spinto da un micidiale uppercut del Parassita fecero capire al bambino che l’asfalto su cui di solito camminava e che era duro, durissimo, poteva essere frantumato, scavato e riempito di storie. Era possibile andare oltre l’osservazione oggettiva di un fatto, di una cosa data per certa. Una sorta di ragionamento fuori dagli schemi ma che per un bambino, in quel momento, era solo una bella storia raccontata dai fumetti.
Le arti visive, e tutte le percezioni umane in genere, hanno un grande attrattiva su di me. Se non vivi non scrivi, dico sempre. Essendo un empatico e non un letterato, ho bisogno della mia vita o di quella degli altri per poter tradurre l’osservazione in scrittura, ma poiché non riesco a essere un nozionista, sono costretto nel ruolo di “assorbitore”. Assorbo le informazioni, le osservazioni, le arti e provo a rimodellarle in storie.

Patrizia: Un sacco di spunti nelle cose che hai detto.
“C’è una storia, dentro. Qualunque essa sia, in quello schizzo c’è una storia. Riesci a vederla?”
Be’, adesso la vedo grazie a te, vedo la tua storia, le tue storie. Anche io ho questa propensione a vedere delle storie dentro le illustrazioni, spesso le intravedo dopo che le ho fatte di getto, e mi piace immaginare che chi osservi quei disegni ne veda altre ancora. Come dici tu: “creatori di universi” - è questo che ci unisce, il piacere di vedere sbocciare e crescere tra i segni e le parole interi mondi, intere possibilità.
L’episodio che racconti a proposito del fumetto di Superman mi fa tornare in mente il tuo racconto di fantascienza
Non gli occhi di suo padre che mi aveva davvero affascinato: riuscivo a visualizzare le scene del tuo racconto quasi come fosse un fumetto, hai una certa capacità visionaria, una bella fantasia sia per la trama che per i luoghi in cui fai muovere i tuoi personaggi. Sarei curiosa di vederti alla prova con una storia di fantascienza più lunga; anche se ti sai muovere bene tra vari generi forse la fantascienza è quella che mi intriga di più - oltre ai racconti thriller con Tallone da Killer naturalmente (a proposito ci vuoi raccontare un po’ delle storie che hai scritto con questo protagonista?).

Sergio: Non possiedo la distanza lunga per natura. Poiché le mie storie nascono da un’osservazione, molto spesso sono scatti brevi, ma anche scatti fotografici. È come se dovessi tenere la maggior parte dei dettagli tutti in testa e tutti nello stesso tempo, e con un romanzo è molto più difficile, e sento di dover andare contro la mia natura che invece mi sussurra: sta qui, stai raccolto, non ti allargare. La fantascienza è stata la mamma della mia fantasia e avrà sempre un posto speciale tra i miei affetti, per questo al momento sto imbastendo un romanzo thriller ma avrei una voglia matta di scriverne uno di literary scifi.
Marion Petit” (pubblicato nell’antologia Esescifi 2014), che è uno spin-off di “Non gli occhi di suo padre” (pubblicato su Urania Collezione n.115), ha appunto lo stesso taglio sentimentale del racconto di origine. La fantascienza (la scrittura fantastica in genere) è una quinta di teatro, è uno sfondo davanti al quale si può rappresentare qualsiasi tipo di storia. Per esempio, è molto più difficile piegare un giallo al sentimento. La fantascienza invece è plastilina, è malleabile, è un organismo artistico che si adatta benissimo alle atmosfere di altri pianeti narrativi.
Il romanzo thriller che sto preparando pesca invece dall’universo di Tallone da Killer, finito sotto forma di racconti in due Gialli Mondadori (n.1322, n.1333). Il personaggio fu un altro botto nato dal nome che mi scoppiò in mente una mattina, così, dal nulla (anche se spesso i suggerimenti mi arrivano dai sogni che a loro volta si nutrono di osservazioni), e venne su già quasi completo e aveva più o meno questa faccia qui. Sono un po’ stanco dei gialli con i commissari e i marescialli, e anche delle indagini classiche. Avevo bisogno di personaggi cattivi buoni, cioè di criminali meno criminali degli altri che aiutavano quelli ancora un po’ meno criminali o semplicemente persone disadattate finite nei guai. Avevo anche voglia di intrattenere il più possibile il lettore, così ho dato un bel pestone sul pedale della scrittura scenografica e ho provato a spingere la macchina narrativa verso la costruzione tridimensionale della storia, così come avevo già fatto con “Non gli occhi di suo padre”. Non è solo show don’t tell. Credo che la buona riuscita di questo tipo di scrittura stia anche nel how to show the show don’t tell, cioè non tanto nel cosa far vedere, ma nel come un’azione viene raccontata. 
  
Patrizia: Hai ragione, nei racconti sei molto bravo, riformulo il mio desiderio: una futura raccolta di tuoi racconti sci-fi (d’altronde mi dici che c’è un filo che lega “Non gli occhi di suo padre” e “Marion Petit”).
Noto quanto il disegno che hai realizzato di Tallone da Killer assomigli a quello che avevo in mente la prima volta che ho letto un racconto con lui protagonista! 
Ok, torno a “Marion Petit”, un breve racconto contenuto in Esescifi 2014 che si trova in vendita qui su Lulu (occhio che Lulu non so perché non indica mai il prezzo comprensivo di tasse: non è 2,99 € ma 3,11): sia qui che negli altri tuoi racconti di fantascienza sono presenti spiegazioni scientifiche soprattutto relative alla fisica dei quanti - a livello divulgativo ne so qualcosa ma ammetto che ogni tanto mi ritrovo un po’ smarrita. In ogni caso è molto bello come usi queste nozioni per dare corpo a una trama che parla di sentimenti, di relazioni tra le persone, di emozioni. 
Siamo immersi in un mondo fisico, noi stessi fatti di atomi e materia che obbedisce a leggi fisiche: a me pare una cosa meravigliosa di per sé pensare a come siamo capitati in questo angolo di Universo e alle interazioni che ci sono tra noi esseri umani grazie a queste leggi. 
Sto divagando: la domanda è come ti informi sulle questioni scientifiche, cosa ti piace leggere, quanta importanza credi debba avere la cultura scientifica per un autore che voglia scrivere di fantascienza - al di là del fatto che uno scrittore debba poi piegare queste nozioni per le sue esigenze artistiche, naturalmente.

Sergio: Qualcuno famoso che ora non ricordo disse una cosa circa il tempo della documentazione di un narratore (tengo a precisare “narratore” perché, quando dipende da me, non voglio più appiccicarmi addosso l’appellativo di “scrittore”. Ha qualcosa di nobile che non possiedo), insomma disse più o meno che la scrittura finale è una pietruzza che viene fuori da una montagna di informazioni.
Non avendo una mente matematica, ma essendo affascinato come un bambino dalla scienza e dall’astrofisica, devo fare di necessità virtù. Quando scrivo fantascienza e mi servono basi scientifiche, uso qualsiasi mezzo per assorbire conoscenza, compresi i saggi e gli incroci di dati, estratti e testi divulgativi. Sono sicuro di commettere molti errori scientifici; anche per questo mi capita di accompagnare il racconto verso tematiche sentimentali o di vita: faccio in modo che la sospensione dell’incredulità trovi almeno un alibi nel tono del testo.
Noi siamo fatti di emozioni, sentimenti e scienza. L’universo è gelido e noi siamo caldi. La scienza è un’algida descrittrice della vita, la quale però è ribollente di stati d’animo e di organismi in continua mutazione. Questa antinomia tra scienza “fredda” e vita “calda” ha un fascino tutto suo.
Mi piace ancora una volta ripetere le parole della scrittrice Enrica Zunic’. Disse: “Anni fa mi chiesi come mai in Amnesty International trovavo così tanti astrofisici. Mi risposi che evidentemente la consapevolezza acuta dell'essere su una minuscola palla appena velata d'atmosfera come una pesca lo è di peluria e rotolante nello spazio faceva apparire molto insensata e ridicola oltre che ogni definizione di Sud o Nord anche ogni discriminazione.”
Bellissima. Hai mai provato a vedere i video della Terra di notte che scivola via sotto la Stazione Spaziale Internazionale? Non ti arriva quel senso di “ma che cavolo stiamo facendo a questa nostra casa? E a noi stessi?”

Patrizia: Ah sì, è emozionante vedere la Terra dallo spazio, e pensarla come una pallina persa nell’Universo rende il tutto più incredibile. Poi facendo quegli zoom da filmone americano arriviamo a vedere i particolari delle vite degli umani che “infestano” il pianeta in ogni angolo e la poesia un po’ scompare, confesso.
A parte le situazioni terribili in cui vivono milioni di persone - la stragrande maggioranza non nel nostro continente - c’è da dire che quello che noto e mi deprime sempre più col passare del tempo è il cinismo, la cattiveria, l’egoismo della società in cui vivo, di cui il riflesso in rete non è che amplificato, non distorto: le cose che sento per strada, nei mercati rionali, nelle file alla posta non sono tanto dissimili dai commenti più atroci che l’anonimato sul web sollecita (molto spesso però non c’è anonimato, non c’è timore, non c’è vergogna).
Sposto l’attenzione verso l’argomento dei social network perché tu sei presente in diversi luoghi sul web, anche se con una certa diffidenza, e perché hai anche aderito ad un esperimento particolare a un certo punto: ce ne puoi parlare?

Sergio: Recentemente ho capito che l’umanità è sempre stata così, e la “tecnologia sociale” di questo decennio non l’ha cambiata poi tanto; ha fatto in modo di farci ascoltare più voci di quelle che trent’anni fa sarebbero state solo quelle del mercato e della fila alla posta. In un picco di pessimismo, dico che da questo punto di vista Internet mi ha tolto un po’ di speranza. Se vivi fisicamente in un posto con gente brutta, un domani speri di poterne abitare uno con gente buona. Internet invece disvela l’umanità per quella che è, o che è ancora. Che i social network possano contribuire a modificare le abitudini degli esseri umani non c’è dubbio, ma quando ragiono su una massa d’individui, una comunità, una nazione, un continente, una specie, devo considerare che i cambiamenti saranno tanto più lenti all’aumentare del numero delle persone soggette alla modifica. Se vuoi, possiamo applicare a una massa sociale d’individui il secondo principio della dinamica che, per farla breve, dice così: a parità di forza, un corpo si muove tanto lentamente per quanto la sua massa è più grande. A proposito di masse, di rabbie, di mancanza di ragionamenti logici e di comportamenti umani, è un po’ quello che accade davanti a un semaforo che da rosso scatta a verde in una lunga fila di macchine. L’ultimo guidatore della fila dirà: «Ma è verde! Perché non vanno?» In realtà, quelli davanti a lui si stanno muovendo, ma tra il muoversi della prima macchina e quello dell’ultima c’è la somma dei tempi di reazione di tutti gli altri guidatori, i quali devono verifcare e attendere che la macchina che li precede si sia effettivamente mossa. Ecco che tra il verde e, diciamo, la decima macchina in coda possono trascorrere anche dieci secondi prima che quest’ultima possa accelerare.
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I social spesso mi atterriscono perché diventano un insieme di voci ed emozioni contrastanti in un unico spazio-tempo. È straniante. Gli esseri umani sono organismi analogici e non sono fatti per assorbire così a lungo stimoli digitali accesi/spenti, anche se quegli stimoli sono creati dagli uomini e hanno codici umani riconoscibili, cioè parole, immagini e suoni.
Ogni tanto quindi devo prendermi una pausa. La più lunga è stata di 99 giorni. Ho aderito a questa campagna qui. Che poi, a sua volta, non è che marketing sotto mentite spoglie. Agli inizi credevo che internet fosse un luogo. Invece Internet è soldi. Lo vedi anche dalle ricerche. Si ha quasi sempre la sensazione di stare in un negozio e non tra le pagine di un’enciclopedia della civiltà.
Oggi associo quei 99 giorni a un senso di leggerezza, però anche di consistenza. Quando decidi di eliminare un’attività dal tuo quotidiano, inevitabilmente avrai un avanzo di tempo. Io, per esempio, in una parte di quei 99 giorni ho stabilito che la migliore esecuzione del Concerto n.1 per Violino in sol minore di Max Bruch appartiene a Vadim Gluzman: calda, sostenuta, precisa, appassionata. Bellissima. Non che Facebook non mi abbia arricchito o fatto scoprire persone o cose meravigliose, ma il lavoro di setaccio in mezzo al fango è durissimo e dopo un po’ fanno male le ginocchia, a stare piegato sui ciottoli.
Tuttavia, ammetto che le indagini etologiche e sociologiche mi sono sempre piaciute. Tempo fa iniziai a studiare etologia umana, ma dovetti abbandonare perché i miei amici smettevano letteralmente di muoversi dopo averlo saputo. Credevano li analizzassi. In parte era così, e comunque preferivo degli amici mobili a dei soprammobili. (sorrido)

Patrizia: Ho seguito il link al Concerto di Max Bruch (che non so chi sia) e ho scoperto di avere ancora accesso al mio vecchio account (gratis) di Spotify. Mi è piaciuto ascoltare un po’ di musica a cui non sono abituata. Non sono granché come ascoltatrice, confesso.
Dopo aver parlato di tante cose diverse io tornerei alla letteratura: quali sono gli scrittori che ami di più? E quelli con cui sei cresciuto?

Sergio: La mia sarà una risposta semplice e abbastanza comune. La lettura arriva dai grandi, come per qualsiasi attività ricorsiva dei genitori che trova un nuovo ciclo di riproduzione nei figli. A volte possono esserci attività che, seppure ripetute, vengono stoppate dai figli e rigettate, ma non mi è mai capitato di sentire qualcuno che abbia detto: «Io non leggo perché quando ero piccolo mia madre leggeva così tanto che mi ha fatto odiare i libri.»
Quindi leggo perché mio padre leggeva tanto e leggeva solo fantascienza e gialli. Per la stessa proprietà transitiva dovrei leggere solo questi generi, ma poiché per fortuna non siamo solo la copia dei nostri genitori, quei generi mi hanno semplicemente spalancato una porta a doppio battente, e per rispondere alla tua domanda dovrei redigere un elenco di autori lunghissimo e strano per accostamenti. Te ne dico alcuni, buttati così: McEwan, Carver, Wallace, Tevis, Franzen, Davide Longo, Nabokov, Cheever, Simenon, Marai, Turgenev, Simmons, Lansdale, Lem, Sturgeon.
Sono cresciuto (nel senso del primo processo di lievitazione del pensiero letterario, da piccolo) con la trilogia de “I sovrani delle stelle” di Edmond Hamilton. Space-opera purissima. Poi sono passato ai romanzi di Skylark di E. E. Doc Smith e dopo ho incontrato il mio amico Asimov. Mi sono innamorato del misconosciuto “Galassia maledetta” del francese Francis Carsac, e ho messo su famiglia con quel genio di Stanislaw Lem, quindi l’ho tradito andando a libri con tutti gli altri, pescando a destra e a manca, senza badare a nazionalità o generi. Un’orgia che continua tuttora e che andrà avanti finché non perderò la vista, e a quel punto potrei sempre passare agli audiolibri, perché quando mi capita di non leggere per lunghi periodi di tempo mi prende come un senso di colpa; verso chi e perché non è dato sapere.

Patrizia: Vero che chi cresce tra libri è facilitato a continuare questa abitudine, e magari a trasformarla in passione (io mi chiedo ancora da dove è venuta la mia passione per i fumetti e i libri, non avendo avuto la tua fortuna: e meno male che comunque sono stata assecondata, e poi anche aiutata).
Condivido anche la passione per gli audiolibri, spero che questo mezzo “per leggere diversamente” venga sempre più diffuso.
Credo che potremmo avviarci verso la conclusione  di questa interessante conversazione, ma non prima di averti domandato qualcosa sulle tue abitudini di scrittura, le tue modalità. 
E aggiungo anche: avresti voluto che ti facessi qualche altra domanda, o che toccassi altri argomenti?

Sergio: Sono un narratore disordinato. Quando leggo di scrittori che si danno orari e modi, e rituali, io lo capisco ma mi prende un brivido. A meno che non siano tempi dettati da altri impegni, pianificare un orario quotidiano per la scrittura mi toglierebbe qualsiasi guizzo. Se mi dici di stare in un posto perché sono costretto a starci io farò di tutto per andare via da lì, e vale anche per lo scrivere. Sono già troppo preso dall’idea (vana) di riuscire a mettere una parola dietro l’altra in un modo così prossimo alla perfezione che non potrei sopportare altri vincoli. Però quando scrivo devo stare da solo (e per fortuna vivo in un posto in cui, se si sta attenti, ci si accorge del modificarsi della fauna), o al massimo posso accettare la compagnia di una musica senza adrenalina: classica o un’indie leggera, sfumata. Niente martelli rock e niente italiana, perché le parole della canzone inciamperebbero in quello che sto scrivendo.
Rileggo tanto mentre digito. Sono lento. Quando finisco un periodo devo lasciarmelo alle spalle con la falsa certezza di non tornare più indietro. Revisiono molto poco, ma se un editor mi dice “qui è da rifare, o voglio un finale diverso, o perché non facciamo così” io ascolto, contratto se è possibile, e poi mi do da fare.
E poi disegno. Così, per serendipità. Uso il tratto per liberare la mente e fare spazio alle nuove parole da digitare.
Altre domande, dici? Credevo di riceverne di più sui fumetti, ma mi avresti trovato impreparato, perché li metto nel calderone delle arti da cui prendo ispirazione. Però se dovessi dire un titolo, non so: “The Complete Essex County” di Jeff Lemire. Ha una profondità incredibile.

Patrizia: Pensa che non ho letto niente di Jeff Lemire e adesso naturalmente dovrò recuperare “The Complete Essex County”  (che ho scoperto essere uscito anche in italiano, e si trova pure in ebook).
Ti ringrazio tanto per la tua disponibilità e per il divertimento che mi hai procurato con questa modalità di “conversazione”; è qualcosa che mi piacerebbe provare con altre persone, in futuro, autori con cui vorrei scambiare delle chiacchiere, ma non è detto che sarebbero disposti a provare qualcosa di così particolare. Vedremo.

Sergio: Grazie a te, Patrizia, soprattutto per lo spazio e il tempo che hai sentito di regalarmi.