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22/8/2012
Grondo sudore in maniera immonda. Ho un ventilatore nello studio e uno in camera, ma quando mi sposto o devo fare delle cose altrove mi sembra di ardere - che brutta sensazione.
L'estate comunque si avvia verso la sua fase finale, un'estate particolarmente triste sia perché sono venuti a mancare diversi artisti - l'ultimo è il grande Sergio Toppi - sia perché in giro vedo intensificarsi gli effetti della crisi; per non parlare degli incendi sempre più numerosi e dei cambiamenti climatici che fanno prevedere tempi difficili per la Terra e gli esseri umani che ci vivono (non si stanno sciogliendo solo le calotte polari, basta vedere lo stato dei ghiacciai sulle Alpi - e i conseguenti aumentati incidenti mortali anche di guide esperte).
Non è che mi senta più catastrofista del solito: da tempo osservo l'andazzo delle cose umane, e cerco di informarmi nella maniera più scientifica possibile. Oltre ai dati nudi e crudi esiste sempre la variabile umana, che ogni tanto presenta delle sorprese (in senso positivo); tuttavia dato che dalla storia impariamo poco e che man mano che passano i secoli sarà sempre più difficile tornare indietro per certe cose, anche se avessimo un improvviso rinsavimento generale non è detto che avremo la possibilità di invertire la china.
Siamo usciti indenni dalla guerra fredda (che fredda non lo era tanto), e io che l'ho vissuta (anche se da giovane un po' ingenua) so quanto ci sembrava vicina la possibilità di una catastrofe nucleare; col senno di poi sembra impossibile che per qualche divergenza di opinione o addirittura per qualche errore si sarebbe potuto scatenare un conflitto con missili nucleari che sarebbero volati di qua e di là: però quando vivi dentro un'epoca e un'atmosfera certe cose non le puoi immaginare.
Nella prima metà degli anni ottanta sembrava impossibile che l'URSS sarebbe finita meno di un decennio dopo; io ero convinta che avrei vissuto tutta la vita o quasi osservando da lontano la cortina di ferro. Forse ho avuto sentore prima della gente comune che tutto questo sarebbe finito presto: mio padre era un militare (un militare non militarista, come si è sempre definito, il cui destino è stato condizionato - come per tanti siciliani - dalla necessità), lavorava al settore delle comunicazioni; ricordo un periodo nella seconda metà anni ottanta in cui ci furono delle tensioni tra i due blocchi non mi ricordo per quale avvenimento internazionale: si temeva una qualche forma di intervento sovietico.
Mio padre mi confidò che non sarebbe successo nulla: le navi sovietiche erano quasi bloccate nei loro porti a causa della mancanza di carburante; un bel campanello di allarme per "l'impero del male".
Ho divagato, ma quello che intendevo dire è che non sempre le cose vanno come sembra debbano andare; e certo spesso non ci vanno perché l'essere umano diventa ragionevole, ma perché costretto da contingenze particolari ed improvvise.
L'immagine della morte però mi ha accompagnato nelle mie riflessioni degli ultimi mesi, per ragioni diverse; non ne voglio parlare qui, adesso, in maniera approfondita, però è strano che gli stessi temi li abbia ritrovati in posti diversi. E poi voglio almeno consigliare la lettura (non facile - nel senso di emotivamente impegnativa) di un libro che ho avuto il coraggio di terminare l'altro ieri dopo un lungo centellinamento (nonostante la brevità e la bellezza del libro): "La strada" di Cormac McCarthy.
Riporto una mia specie di commento scritto abbastanza in fretta su aNobii:
"Ho iniziato questo libro qualche mese fa, ne leggevo poche pagine alla volta come se stessi maneggiando qualcosa di prezioso; eppure volendo il libro si potrebbe leggere in poco tempo, la prosa è asciutta e la storia é semplice - e una volta iniziato a leggere si é dentro senza scampo.
Il libro é un impasto miracolosamente riuscito di simbolico e realistico: non sappiamo di che genere è la catastrofe che ha trasformato la Terra in un deserto grigio e quasi disabitato, non sappiamo quanto tempo é passato da quando é successo e non sappiamo quasi nulla dei due protagonisti, un papà e il figlio: non ha importanza.
Il tono della prosa di McCarthy rende questo libro totalmente diverso dai tanti libri (e film) post-catastrofici che abbiamo letto negli ultimi decenni; e in definitiva non é un libro sulle apocalissi prossime venture: é un libro che parla della vita e della morte, di quello che siamo in quanto esseri umani, del bene e del male.
Il bambino non è un semplice bambino, é la nostra coscienza, é il nostro futuro, la nostra speranza di non lasciarci andare al male, alla non-umanità; eppure nonostante quello che rappresenta all'interno del libro non sembra meno reale di qualsiasi altro bambino, e questo grazie all'estrema cura con cui lo scrittore ha saputo caratterizzare i personaggi.
Le parole sono usate con parsimonia ed attenzione, e costruiscono un mondo vivo - per quanto poco di vivo ci sia - cupo e dolente. Ci inoltriamo con i protagonisti in lande grigie e desolate, aggrappati ai pochi segni di umanità che incontriamo, non desistiamo, non lo facciamo anche se non esiste un perché.
Da anni non leggevo un libro così bello, così triste , così denso e semplice al tempo stesso: la semplicità dei grandi temi che tormentano da sempre l'essere umano.
Lo confesso: ho pianto come una bambina alla fine, ho pianto con i protagonisti, ho pianto per quello che sono, per quello che mi attende, per quello che so e che non so."
L'uomo protagonista del libro sta camminando attraverso un mondo morto, non c'è speranza, non per lui o quelli come lui; ma è convinto di non poter privare il bambino di una possibile flebile fiammella di futuro, fosse pure un'illusione.
Mi sembra che ci sarebbe altro da dire su questo libro, ma non me ne sento capace, non ancora.
Non ritengo sia un libro spirituale, non mi sembra (poi ognuno ci può vedere quello che vuole, ovviamente); quello che ci ho trovato di bello è che parla della vita, anche quando il mondo che descrive è un mondo di morte.
Di morte parla anche Roberto Recchioni sul suo blog, ne ha parlato poco prima che si diffondesse la notizia del suicidio di Tony Scott - coincidenza incredibile. Io con Recchioni non sono d'accordo quasi mai, ma leggendo una prima volta quel post mi sarei detta d'accordo del tutto, d'istinto; poi ho riflettuto su quello che dice un commentatore, che della morte in ogni caso non si può dire nulla, e mi sono detta che in fondo è così che la penso anche io, se voglio essere onesta con me stessa: come scriveva Virginia Woolf "la morte è l'unica esperienza che non descriverò".
Quello che mi spaventa veramente è la vecchiaia, la malattia e il dolore; sto pensando al povero Richard Thompson, l'autore della striscia "Cul de Sac", che è costretto a smettere di disegnare perché affetto da morbo di Parkinson. Ci sono delle ricerche promettenti volte a trovare le cause e di conseguenza la cura per questa malattia che colpisce milioni di persone nel mondo, ma ci vorrà ancora del tempo, non credo che Thompson abbia la speranza di poter tornare a disegnare. Peccato perché è davvero un ottimo disegnatore (e peccato per lui personalmente, la sua vita è stravolta, gli auguro di poter combattere la malattia al meglio) - io poi personalmente non mi sono affezionata ai suoi personaggi, ma capisco chi invece li ama e li ha seguiti fino ad adesso.
E niente, la smetto qui perché mi rendo conto che un post così deprimente non l'ho mai scritto fino ad adesso; e il "viaggio del giorno" è evidentemente "La strada" di sui sopra, se siete in forze leggetelo che ne vale la pena.
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giovedì 23 agosto 2012
domenica 19 agosto 2012
Diario di viaggio...letterario - 13
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17/8/2012
Non ho molto da raccontare in questi giorni, il caldo afoso è tornato alla grande e sono un po' più mogia del solito, le energie le sto concentrando sul lavoro.
Da oggi torno per un po' a inchiostrare le mie tavole, quelle della seconda parte della storia di Nathan Never scritta da Giovanni Eccher. Sto ancora sperimentando la Wacom Touch per vedere se riesco ad abituarmici - a volte penso di sì, a volte penso sia meglio disattivarlo e lavorare solo con le express key; inoltre le punte per la penna che sono incluse in questa Intuos 5 le trovo troppo dure, alla fine sto usando come punta quella della mia vecchia pen (ne ho altre di scorta che avevo comprato poco tempo fa).
Con Milou naturalmente non si fanno passeggiate molto lunghe, lei soffre davvero molto il caldo (tranne quando si siede 5 minuti in cortile sotto il sole cocente), ma ho colto l'occasione per fare qualche foto del quartiere in cui noto che piante di vario tipo stanno crescendo a vista d'occhio tra asfalto e marciapiedi: non ci vuol molto a capire come tutto tornerebbe selvaggio in fretta senza la presenza dell'uomo (c'è anche un libro che parla di questo, sto aspettando che esca in ebook).
A proposito della foto dove si vede un frigorifero: mentre ci stavo passando davanti ho incrociato un tale con busta della spesa in mano, incuriosito ha aperto gli sportelli del frigo dicendo: " Vediamo se c'è qualche cadavere, va'..."; ho avuto l'impressione che si aspettasse davvero ci fosse qualcosa dentro, tanto per divertirsi un po'.
Il viaggio del giorno: "David Copperfield" di Charles Dickens
Ieri stavo ascoltando una delle tante puntate di Wikiradio che mi sono scaricata in podcast, era quella dedicata a Charles Dickens. Tra gli inserti musical/letterari della puntata c'era anche un brano di "Canto di Natale" letto da Vinicio Capossela: non l'avevo mai ascoltato e mi è piaciuto molto (il modo di leggere di Capossela, intendo, che il racconto invece l'ho letto diversi anni fa e comunque chi non ne ha mai visto uno dei tanti adattamenti?).
"David Copperfield" l'ho letto da giovane e come al solito ho dimenticato molti dei particolari della lunga storia, ma non l'impressione che mi lasciò la prima parte con David ragazzino e l'ambientazione marina; mentre del resto del romanzo ricordo soprattutto la tristezza del matrimonio con questa donna (a leggere le descrizioni dello scrittore) abbastanza vacua, mi domandavo perché mai David Copperfield avesse dovuto sposarla - anche qui come per tanti uomini che si lamentano delle consorti: te l'ha prescritto il dottore di sposarti? Poi magari a quei tempi in effetti c'era chi poteva consigliarlo come soluzione pratica per tante cose (nel podcast Roberto Bertinetti ne fa cenno, e tra le altre cose che racconta della vita di Dickens fa venire voglia di leggerne una bella biografia - e non so se c'è, in italiano).
Ricordo anche lo sceneggiato della Rai che ha la mia età, ma se lo ricordo vuol dire che ne fecero delle repliche qualche anno dopo, oppure io ne ricordo un altro, non italiano, ma andato in onda nei primi anni settanta (ah, e poi ricordo come mi colpì l'esotico nome di Uriah Heep!).
Per gli appassionati degli audiolibri qui c'è il solito podcast di "Ad alta voce" del libro "David Copperfield", peccato che non ci siano le prime 8 puntate; qui invece ho trovato un altro audiolibro, ma ne ignoro l'origine.
17/8/2012
Non ho molto da raccontare in questi giorni, il caldo afoso è tornato alla grande e sono un po' più mogia del solito, le energie le sto concentrando sul lavoro.
Da oggi torno per un po' a inchiostrare le mie tavole, quelle della seconda parte della storia di Nathan Never scritta da Giovanni Eccher. Sto ancora sperimentando la Wacom Touch per vedere se riesco ad abituarmici - a volte penso di sì, a volte penso sia meglio disattivarlo e lavorare solo con le express key; inoltre le punte per la penna che sono incluse in questa Intuos 5 le trovo troppo dure, alla fine sto usando come punta quella della mia vecchia pen (ne ho altre di scorta che avevo comprato poco tempo fa).
Con Milou naturalmente non si fanno passeggiate molto lunghe, lei soffre davvero molto il caldo (tranne quando si siede 5 minuti in cortile sotto il sole cocente), ma ho colto l'occasione per fare qualche foto del quartiere in cui noto che piante di vario tipo stanno crescendo a vista d'occhio tra asfalto e marciapiedi: non ci vuol molto a capire come tutto tornerebbe selvaggio in fretta senza la presenza dell'uomo (c'è anche un libro che parla di questo, sto aspettando che esca in ebook).
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La natura avanza |
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Ci sono diverse varietà vegetali |
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Qui dentro si possono trovare un sacco di lumache |
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Forse puliranno quando verranno su gli alberi |
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Non possono mancare in questo bel quartiere le solite nature morte tecnologiche |
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Le tv a tubo catodico vanno alla grande |
Il viaggio del giorno: "David Copperfield" di Charles Dickens
Ieri stavo ascoltando una delle tante puntate di Wikiradio che mi sono scaricata in podcast, era quella dedicata a Charles Dickens. Tra gli inserti musical/letterari della puntata c'era anche un brano di "Canto di Natale" letto da Vinicio Capossela: non l'avevo mai ascoltato e mi è piaciuto molto (il modo di leggere di Capossela, intendo, che il racconto invece l'ho letto diversi anni fa e comunque chi non ne ha mai visto uno dei tanti adattamenti?).
"David Copperfield" l'ho letto da giovane e come al solito ho dimenticato molti dei particolari della lunga storia, ma non l'impressione che mi lasciò la prima parte con David ragazzino e l'ambientazione marina; mentre del resto del romanzo ricordo soprattutto la tristezza del matrimonio con questa donna (a leggere le descrizioni dello scrittore) abbastanza vacua, mi domandavo perché mai David Copperfield avesse dovuto sposarla - anche qui come per tanti uomini che si lamentano delle consorti: te l'ha prescritto il dottore di sposarti? Poi magari a quei tempi in effetti c'era chi poteva consigliarlo come soluzione pratica per tante cose (nel podcast Roberto Bertinetti ne fa cenno, e tra le altre cose che racconta della vita di Dickens fa venire voglia di leggerne una bella biografia - e non so se c'è, in italiano).
Ricordo anche lo sceneggiato della Rai che ha la mia età, ma se lo ricordo vuol dire che ne fecero delle repliche qualche anno dopo, oppure io ne ricordo un altro, non italiano, ma andato in onda nei primi anni settanta (ah, e poi ricordo come mi colpì l'esotico nome di Uriah Heep!).
Per gli appassionati degli audiolibri qui c'è il solito podcast di "Ad alta voce" del libro "David Copperfield", peccato che non ci siano le prime 8 puntate; qui invece ho trovato un altro audiolibro, ma ne ignoro l'origine.
domenica 12 agosto 2012
Diario di viaggio...letterario -12
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11/8/2012
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Gita al centro (Palazzo Reale è sulla destra fuori campo, un po' più avanti) |
Con un'amica stamattina sono andata a vedere le mostre a Palazzo Reale, a Milano, che fino al 26 agosto sono gratis (così come l'accesso ai veri musei civici della città ).
Le due mostre principali sono quelle sugli anni 70 ("Addio anni 70. Arte a Milano 1969-1980") e su Fabio Mauri ("Fabio Mauri. The End"), che operó soprattutto in quegli anni: arte povera, arte concettuale, installazioni, video e perfomance, ma soprattutto arte d'impegno, arte che scende in strada e interpreta o rappresenta i movimenti sociali di quegli anni così densi e agitati.
Mi riprometto di parlare meglio di quegli anni (artisticamente parlando ) in un post a parte, improvvisamente guardando la mostra di Mauri mi sono ricordata che nel 1989 lo intervistai in occasione della redazione della mia tesi di storia dell'arte ( fatta in collaborazione con S. M. e Renato Galasso), il titolo era: "Arte italiana. 1959-1963".
In quel periodo l'arte povera e l'arte concettuale mi piacevano tantissimo, avrei voluto fare una tesi su Piero Manzoni, ma poi la prof mi indirizzó verso una tesi più ampia, e così alla fine lavorammo in tre su diversi fronti: la ricerca sulle riviste dell'epoca, le mostre più importanti di quegli anni, le interviste a personaggi che furono importanti, sia artisti che curatori o critici.
Adesso non saprei bene come leggere certe opere (che durante gli anni d'Accademia mi colpivano soprattutto sensorialmente ed emotivamente), e infatti molte delle cose che ho visto nelle due mostre di Palazzo Reale mi hanno lasciato a volte perplessa, a volte sorpresa; diverse altre però mi sono piaciute molto, altre ancora mi sembravano provenire non da un'epoca lontana, ma da un mondo alieno.
C'erano molte riviste d'epoca da sfogliare, video da guardare, installazioni su cui riflettere; io non ci ho certo dedicato il tempo dovuto, anche perché dopo quasi un'ora e mezzo avevo la gambe distrutte; questo fatto non è solo legato al problema al ginocchio destro che ho da anni, ma anche a nuovi problemi sorti forse non a caso da quando sono aumentata di peso (ma anche prima ho sempre avuto scarsa autonomia di "passeggio", e infatti non mi sono mai piaciute le vacanze di tipo turistico - "vedi il più possibile in tot ore" - adesso poi sarebbe impossibile).
Ho fatto in tempo a vedere "I funerali dell'anarchico Pinelli" di Enrico Baj, opera esposta nell'affascinante sala delle Cariatidi (che non avevo mai visto prima). Mi riprometto di riguardare questo quadro/installazione con più attenzione e magari con l'aiuto di qualche testo critico.
Dopo aver fatto questo bel giro al Palazzo Reale mi sono seduta al bar superiore della Mondadori lì vicino, per riprendermi dalla stanchezza; da lì ho fatto la foto a piazza del Duomo.
Viaggio del giorno: "I ragazzi della via Pál" di Ferenc Molnár
Da ragazzina questo libro mi colpì molto per la sorte tristissima di Nemeczek, l'unico "soldato semplice" delle due bande di ragazzini che si affrontavano nel campo vicino una segheria.
Già allora mi sembrava eccessiva questa dedizione a un codice d'onore militaresco, ma a anche a un modo estremo di intendere la lealtà e l'amicizia (tanto da portare un ragazzo a una morte inutile e assurda). Quei ragazzini facevano le prove di quello che sarebbe diventato il carnaio della prima guerra mondiale.
Sotto un altro aspetto il libro è scritto benissimo e certamente fa leva su determinati tipi di sentimenti che possono avere il loro fascino a quella età; ancora adesso ricordo benissimo le prime frasi del libro, e diverse altre scene che mi rimasero impresse. Venivo anche io da un periodo in cui giocavo con la mia "banda" con altri ragazzini del quartiere, e certe volte il confronto era aspro, alimentato dai più testosteronici del gruppo (in una "battaglia" per non si sa cosa una volta mi beccai una pietra sulla nuca che mi procurò un bel bozzo, gli "avversari" erano dotati di fionde di un certo livello).
Se qualcuno è interessato all'audiolibro qui c'è il link alla benemerita trasmissione "Ad alta voce".
giovedì 9 agosto 2012
Diario di viaggio...letterario -11
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8/9/2012
La città di Milano solo adesso mi sembra che inizi a svuotarsi un po'. Tuttavia - e so di insistere su questo tasto come una vecchietta insofferente - so che questo significa sentire meglio determinati suoni e rumori molesti, che il vuoto dele strade amplifica in echi surreali. Stanotte (era quasi mezzanotte) un tipo in motoretta si è fermato sotto casa perché necessitato di parlare al cellulare: 15 minute filate senza sosta (l'interlocutore aveva poco da dire, evidentemente).
Questa cosa dell'avere sotto casa persone che parlano animatamente è una tradizione, non so perché, pare che l'angolo di strada sottostante sia particolarmente adatto a fermarsi e chiacchierare a tutte le ore - sarà la vicinanza con la strada che costeggia il naviglio, sarà che la mia via è diventata col tempo strada di passaggio per andare altrove...boh.
Questa volta la passeggiata pomeridiana con Milou si è spinta fino al parchetto oltre il naviglio (in questi giorni caldi ho evitato di farla camminare troppo); siamo state all'ombra, il giro è stato breve.
Il video con il tutorial su Manga Studio è stato molto apprezzato, a giudicare dalle visite sia sul blog che su Youtube. Loris Cantarelli mi chiede chi me lo fa fare :) (sottinteso: tutta questa fatica), e in effetti le risposte possono essere le solite, oppure no, non so bene se è un misto di divertimento, di impegno in risposta a quelli da cui attingo informazioni simili, di modo di tener viva una certa capacità di comunicare (potrebbe essermi utile un giorno).
In ogni caso la prossima volta...non sarà prossima!, sperando di trovare un modo più veloce per creare e caricare il video su Youtube.
Ieri non ho voluto vedere il video con la conferenza stampa di Schwazer, il maratoneta che ha confessato (dopo essere stato beccato dall'antidoping) di aver preso l'Epo; tuttavia sento abitualmente per radio diverse trasmissioni che ne hanno parlato ampiamente, con stralci audio di questa conferenza.
Difficile non rimanere colpiti da tutta la vicenda, anche perché è raro che un atleta, seppur beccato ai controlli, non inizi a inventarsi scuse una più fantasiosa dell'altra; è perciò da prendere sul serio l'angoscia di quest'uomo, ed è probabilmente vero quello che dice sul fatto che si sentiva costretto dalle attese altrui a continuare un'attività che non lo divertiva più da tempo.
Altro è credere ai particolari di come sia finito a comprare ed assumere l'Epo: se fosse così facile ci sarebbe da preoccuparsi - mi sembra chiaro che non è ancora pronto a dire le cose come stanno.
In una trasmissione radio ho sentito anche avanzare proposte di doping controllato e alla luce del sole, un po' come provocazione, un po' no; il problema del doping è che finché ci saranno tanti denari che girano intorno allo sport ci saranno sempre tantissimi atleti che vorranno ricorrerci, o senza alcun scrupolo, o perché si sentiranno dire che altrimenti non gareggerebbero alla pari degli altri dopati (e l'antidoping insegue sempre le nuove scoperte del doping, non so con quanta distanza).
A questo punto se tutti fossero dopati si ristabilirebbero di nuovo i valori basati sul talento e la costanza - faccio per dire, che il doping comunque è deleterio per la salute.
Quanti di quelli che sono adesso alle Olimpiadi hanno preso delle sostanze più moderne dell'Epo? Come si fa ad assistere alle gare non sapendo chi vince "in maniera naturale" e chi no?
Le dichiarazioni di Schwazer dovrebbero far riflettere: altro che "l'importante è partecipare", se non vinci non sei nulla. D'altronde tutto il sistema è basato sul mettere a fuoco solo la medaglia: i dirigenti della varie associazioni nazionali che fanno previsioni al bilancino su quante medaglie si vinceranno, l'ossessione per la classifica "del medagliere", l'importanza e la dittatura degli sponsor.
Sul doping bisognerebbe fare una riflessione più ampia, riflettere su cosa è lo sport oggi; altrimenti si continuerà così - guardie e ladri, persone alla gogna, ipocrisie varie.
Il viaggio del giorno: "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Brückner
Letto da ragazzina, ricordo la commozione che mi aveva procurato la storia, senza per ciò riflettere molto su cosa fosse e cosa avesse rappresentato la bomba atomica - forse ero troppo piccola.
Ho ripensato a questo libro perché qualche giorno fa c'è stato l'anniversario del bombardamento su Hiroshima, e oggi quello su Nagasaki.
Qualche anno fa ho letto un libro che non è ambientato a qualche anno dopo quella tragedia (come ne "Il gran sole"), ma proprio durante il bombardamento: "La pioggia nera" di Ibuse Masuji. Se ne parla qui e concordo con la recensione; certamente non è una lettura da fare in momenti di malinconia, ma la consiglio per chi vuole sapere cosa è successo in quel giorno (e nei successivi) e cosa hanno patito i giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
8/9/2012
La città di Milano solo adesso mi sembra che inizi a svuotarsi un po'. Tuttavia - e so di insistere su questo tasto come una vecchietta insofferente - so che questo significa sentire meglio determinati suoni e rumori molesti, che il vuoto dele strade amplifica in echi surreali. Stanotte (era quasi mezzanotte) un tipo in motoretta si è fermato sotto casa perché necessitato di parlare al cellulare: 15 minute filate senza sosta (l'interlocutore aveva poco da dire, evidentemente).
Questa cosa dell'avere sotto casa persone che parlano animatamente è una tradizione, non so perché, pare che l'angolo di strada sottostante sia particolarmente adatto a fermarsi e chiacchierare a tutte le ore - sarà la vicinanza con la strada che costeggia il naviglio, sarà che la mia via è diventata col tempo strada di passaggio per andare altrove...boh.
Questa volta la passeggiata pomeridiana con Milou si è spinta fino al parchetto oltre il naviglio (in questi giorni caldi ho evitato di farla camminare troppo); siamo state all'ombra, il giro è stato breve.
Il video con il tutorial su Manga Studio è stato molto apprezzato, a giudicare dalle visite sia sul blog che su Youtube. Loris Cantarelli mi chiede chi me lo fa fare :) (sottinteso: tutta questa fatica), e in effetti le risposte possono essere le solite, oppure no, non so bene se è un misto di divertimento, di impegno in risposta a quelli da cui attingo informazioni simili, di modo di tener viva una certa capacità di comunicare (potrebbe essermi utile un giorno).
In ogni caso la prossima volta...non sarà prossima!, sperando di trovare un modo più veloce per creare e caricare il video su Youtube.
Ieri non ho voluto vedere il video con la conferenza stampa di Schwazer, il maratoneta che ha confessato (dopo essere stato beccato dall'antidoping) di aver preso l'Epo; tuttavia sento abitualmente per radio diverse trasmissioni che ne hanno parlato ampiamente, con stralci audio di questa conferenza.
Difficile non rimanere colpiti da tutta la vicenda, anche perché è raro che un atleta, seppur beccato ai controlli, non inizi a inventarsi scuse una più fantasiosa dell'altra; è perciò da prendere sul serio l'angoscia di quest'uomo, ed è probabilmente vero quello che dice sul fatto che si sentiva costretto dalle attese altrui a continuare un'attività che non lo divertiva più da tempo.
Altro è credere ai particolari di come sia finito a comprare ed assumere l'Epo: se fosse così facile ci sarebbe da preoccuparsi - mi sembra chiaro che non è ancora pronto a dire le cose come stanno.
In una trasmissione radio ho sentito anche avanzare proposte di doping controllato e alla luce del sole, un po' come provocazione, un po' no; il problema del doping è che finché ci saranno tanti denari che girano intorno allo sport ci saranno sempre tantissimi atleti che vorranno ricorrerci, o senza alcun scrupolo, o perché si sentiranno dire che altrimenti non gareggerebbero alla pari degli altri dopati (e l'antidoping insegue sempre le nuove scoperte del doping, non so con quanta distanza).
A questo punto se tutti fossero dopati si ristabilirebbero di nuovo i valori basati sul talento e la costanza - faccio per dire, che il doping comunque è deleterio per la salute.
Quanti di quelli che sono adesso alle Olimpiadi hanno preso delle sostanze più moderne dell'Epo? Come si fa ad assistere alle gare non sapendo chi vince "in maniera naturale" e chi no?
Le dichiarazioni di Schwazer dovrebbero far riflettere: altro che "l'importante è partecipare", se non vinci non sei nulla. D'altronde tutto il sistema è basato sul mettere a fuoco solo la medaglia: i dirigenti della varie associazioni nazionali che fanno previsioni al bilancino su quante medaglie si vinceranno, l'ossessione per la classifica "del medagliere", l'importanza e la dittatura degli sponsor.
Sul doping bisognerebbe fare una riflessione più ampia, riflettere su cosa è lo sport oggi; altrimenti si continuerà così - guardie e ladri, persone alla gogna, ipocrisie varie.
Il viaggio del giorno: "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Brückner
Letto da ragazzina, ricordo la commozione che mi aveva procurato la storia, senza per ciò riflettere molto su cosa fosse e cosa avesse rappresentato la bomba atomica - forse ero troppo piccola.
Ho ripensato a questo libro perché qualche giorno fa c'è stato l'anniversario del bombardamento su Hiroshima, e oggi quello su Nagasaki.
Qualche anno fa ho letto un libro che non è ambientato a qualche anno dopo quella tragedia (come ne "Il gran sole"), ma proprio durante il bombardamento: "La pioggia nera" di Ibuse Masuji. Se ne parla qui e concordo con la recensione; certamente non è una lettura da fare in momenti di malinconia, ma la consiglio per chi vuole sapere cosa è successo in quel giorno (e nei successivi) e cosa hanno patito i giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.
lunedì 6 agosto 2012
Diario di viaggio...letterario -10
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6/7/2012
Stamattina poco dopo le 7 e 30 (ora italiana) è atterrato il Curiosity rover su Marte (il rover è stato progettato in maniera specifica per andare a cercare tracce di vita su Marte, ma anche per effettuare tanti esperimenti scientifici).
Per caso sono incappata nella diretta dal centro missioni della Nasa, ci sono tutte queste persone con la camicia azzurra che festeggiano e si agitano felicissimi guardando una foto in bianco e nero dell'ombra del rover su Marte. Deve esservi stato un lavoro pazzesco dietro (come in tutte le imprese spaziali), immagino la tensione di chi ci ha lavorato, la fatica, l'incertezza; si tratta di guidare un macchinario complesso e delicato attraverso milioni di chilometri nello spazio e farlo atterrare su un altro pianeta.
La prima cosa che mi è venuta in mente però è come siamo piccoli e insignificanti in confronto al tutto - al tutto dell'Universo: piccoli uomini che si agitano su una pallina in mezzo allo spazio, piccoli uomini che hanno mandato un oggetto su un'altra palla un po' più in là.
Come vorrei dare uno sguardo all'umanità tra 1000 anni (ammesso che ci sia ancora)! Voltarsi a vedere indietro la storia umana da quell'epoca...
Ieri altra giornata afosa, andare in giro di giorno per me sarebbe impossibile - comunque, tanto avevo davanti un'altra giornata di lavoro, e va bene così. Con gli occhiali nuovi da media distanza mi trovo proprio bene.
Mentre lavoravo al computer mi fermavo ogni tanto per cercare di esportare da iMovie il filmato con il tutorial sulle "Story" in Manga Studio; l'ho importato in questo programma dopo averlo creato con Screenium, poi ho usato la funzione Voice Over, che qui funziona molto bene, per aggiungere la traccia audio con il mio commento. In iMovie (versione 9) è molto facile sincronizzare l'audio, eventualmente accorciarlo, spezzarlo, aumentarne il volume. Purtroppo quando si tratta di esportare il filmato è un casino: ci sono diverse possibilità di esportazione, settaggi, opzioni, misure, codec, ecc, nessuna delle quali mi mantiene una decente qualità dell'immagine - oppure la mantiene, ma mi taglia i bordi del video, in pratica mi taglia una cornice non piccola (e questo anche se gli dò come settaggio di lasciare le misure di origine del video).
Ho provato credo 25/30 esportazioni di tutti i tipi: niente. Una volta sola sono riuscita ad esportare il video con buona qualità, non tagliato, ma mi veniva fuori una roba di 20 Giga e più.
In teoria potevo caricare il video direttamente su Youtube, ma mi diceva che non potevo, che il limite massimo di durata deve essere di 10 minuti (non è vero, su Youtube se provo a caricare qualcosa da lì mi dà come limite 15 minuti).
iMovie ti odio.
La sera invece sono andata a cena con amici e amici/colleghi, siamo andati a mangiare al ristorante Warsa, un africano con specialità eritreee. Non mi intendo molto di questo tipo di cucina, comunque posso dire che tutto era molto buono e il locale piacevole. Le chiacchiere non hanno toccato per niente il mondo del fumetto ma quello del cinema e della tv - mi sono divertita molto.
Il ristorante è situato in via Melzo al 16, in una zona in cui ho abitato nel mio primo periodo milanese (intorno al 1992/1993).
Ah, e ieri mattina sono riuscita ad andare da Pozzi con Milou a fare colazione...
Il viaggio del giorno: "Gita al faro" di Virginia Woolf
E' il primo libro che ho letto della Woolf quando avevo circa 20 anni, era in un volume che comprendeva anche "Orlando" (altro splendido libro).
In "Gita al faro" vi è molto di autobiografico, e i personaggi ritratti sono ispirati al padre, alla sorella, ai suoi familiari ricordati ai tempi della sua giovinezza; il luogo descritto ricorda quello della residenza estiva della famiglia di Virginia - in Cornovaglia.
La bellezza della scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione della natura - tutto rende questo libro una lettura indispensabile al pari del classico "La signora Dalloway".
All'epoca partii da questo libro per esplorare il personaggio Woolf, oltre che la sua produzione letteraria - lettere, biografie, e il sunto del suo diario fatto dal marito Leonard.
Se posso indicare altri due titoli da leggere oltre a quelli menzionati direi "Tra un atto e l'altro" (l'ultimo suo libro che non ebbe tempo di rivedere, un piccolo gioiello) e il saggio "Una stanza tutta per sè".
6/7/2012
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"Me ne dai un pezzettino?" |
Per caso sono incappata nella diretta dal centro missioni della Nasa, ci sono tutte queste persone con la camicia azzurra che festeggiano e si agitano felicissimi guardando una foto in bianco e nero dell'ombra del rover su Marte. Deve esservi stato un lavoro pazzesco dietro (come in tutte le imprese spaziali), immagino la tensione di chi ci ha lavorato, la fatica, l'incertezza; si tratta di guidare un macchinario complesso e delicato attraverso milioni di chilometri nello spazio e farlo atterrare su un altro pianeta.
La prima cosa che mi è venuta in mente però è come siamo piccoli e insignificanti in confronto al tutto - al tutto dell'Universo: piccoli uomini che si agitano su una pallina in mezzo allo spazio, piccoli uomini che hanno mandato un oggetto su un'altra palla un po' più in là.
Come vorrei dare uno sguardo all'umanità tra 1000 anni (ammesso che ci sia ancora)! Voltarsi a vedere indietro la storia umana da quell'epoca...
Ieri altra giornata afosa, andare in giro di giorno per me sarebbe impossibile - comunque, tanto avevo davanti un'altra giornata di lavoro, e va bene così. Con gli occhiali nuovi da media distanza mi trovo proprio bene.
Mentre lavoravo al computer mi fermavo ogni tanto per cercare di esportare da iMovie il filmato con il tutorial sulle "Story" in Manga Studio; l'ho importato in questo programma dopo averlo creato con Screenium, poi ho usato la funzione Voice Over, che qui funziona molto bene, per aggiungere la traccia audio con il mio commento. In iMovie (versione 9) è molto facile sincronizzare l'audio, eventualmente accorciarlo, spezzarlo, aumentarne il volume. Purtroppo quando si tratta di esportare il filmato è un casino: ci sono diverse possibilità di esportazione, settaggi, opzioni, misure, codec, ecc, nessuna delle quali mi mantiene una decente qualità dell'immagine - oppure la mantiene, ma mi taglia i bordi del video, in pratica mi taglia una cornice non piccola (e questo anche se gli dò come settaggio di lasciare le misure di origine del video).
Ho provato credo 25/30 esportazioni di tutti i tipi: niente. Una volta sola sono riuscita ad esportare il video con buona qualità, non tagliato, ma mi veniva fuori una roba di 20 Giga e più.
In teoria potevo caricare il video direttamente su Youtube, ma mi diceva che non potevo, che il limite massimo di durata deve essere di 10 minuti (non è vero, su Youtube se provo a caricare qualcosa da lì mi dà come limite 15 minuti).
iMovie ti odio.
La sera invece sono andata a cena con amici e amici/colleghi, siamo andati a mangiare al ristorante Warsa, un africano con specialità eritreee. Non mi intendo molto di questo tipo di cucina, comunque posso dire che tutto era molto buono e il locale piacevole. Le chiacchiere non hanno toccato per niente il mondo del fumetto ma quello del cinema e della tv - mi sono divertita molto.
Il ristorante è situato in via Melzo al 16, in una zona in cui ho abitato nel mio primo periodo milanese (intorno al 1992/1993).
Ah, e ieri mattina sono riuscita ad andare da Pozzi con Milou a fare colazione...
Il viaggio del giorno: "Gita al faro" di Virginia Woolf
E' il primo libro che ho letto della Woolf quando avevo circa 20 anni, era in un volume che comprendeva anche "Orlando" (altro splendido libro).
In "Gita al faro" vi è molto di autobiografico, e i personaggi ritratti sono ispirati al padre, alla sorella, ai suoi familiari ricordati ai tempi della sua giovinezza; il luogo descritto ricorda quello della residenza estiva della famiglia di Virginia - in Cornovaglia.
La bellezza della scrittura, la caratterizzazione dei personaggi, la descrizione della natura - tutto rende questo libro una lettura indispensabile al pari del classico "La signora Dalloway".
All'epoca partii da questo libro per esplorare il personaggio Woolf, oltre che la sua produzione letteraria - lettere, biografie, e il sunto del suo diario fatto dal marito Leonard.
Se posso indicare altri due titoli da leggere oltre a quelli menzionati direi "Tra un atto e l'altro" (l'ultimo suo libro che non ebbe tempo di rivedere, un piccolo gioiello) e il saggio "Una stanza tutta per sè".
sabato 4 agosto 2012
Diario di viaggio...letterario -9
Il viaggio inizia qui, il resto di qua
1/3 agosto 2012
Il caldo afoso in questi giorni mi fa dormire abbastanza male, e infatti credo di risentirne di giorno - il lavoro va un pochino a rilento. Peccato perché dopo lo sgombero del caseggiato di fronte non ho più avuto problemi con feste e musiche a tutte le ore, ho dormito alla grande per diversi giorni (mi spiace un po' dirlo, ma egoisticamente parlando è così).
I lavori di ristrutturazione sono iniziati ma con pochi operai, per adesso stanno scalpellando i muri interni, immagino per poter poi rifare tubature e impianto elettrico.
L'altro giorno sono andata dall'oculista per la seconda volta in un mese e mezzo: la prima per rifare le lenti per la presbiopia, che è aumentata, la seconda per sapere bene che fare dopo che ho ricominciato a vedere leggermente sfocato, specialmente davanti allo schermo. Temevo il ritorno della blefarite, invece no, necessito di occhiali anche per la media distanza (e forse non mi ero accorta prima che cominciavo a vederci male davanti a schermo); l'oculista mi ha detto di non stare lì a spendere soldi per farmi fare le lenti da un ottico (ho anche una leggera differenza tra un occhio e l'altro), sarebbero bastati un paio d'occhiali con gradazione +1 comprati anche in farmacia.
Adesso ho dunque due paia di occhiali, uno per la lettura a breve distanza, l'altro per il lavoro davanti al monitor: spero di non peggiorare prossimamente anche il mio (lievissimo) astigmatismo!
Ormai mi capita raramente di passare in edicola, e ho diradato anche le mie visite in fumetteria, per varie ragioni; stamattina mi sono ritrovata in un ipermercato e ho visto un paio di fumetti che ho preso al volo, per curiosità.
Uno é il primo numero di "A panda piace" di Giacomo Bevilacqua, formato alla Rat-Man, prezzo 2,70 €: il personaggio é riuscito a diventare abbastanza famoso uscendo dal mondo ristretto dei web comics, mi incuriosisce sapere come andrà quest'avventura nelle edicole.
L'altro fumetto che ho comprato é Moon Knight disegnato da Alex Maleev - a dire la verità l'unico motivo per cui ho preso quest'albo; non conosco quasi nulla di questo personaggio, non so se riuscirò a capirci qualcosa dato che a casa ho scoperto che quest'albo é il quarto di sei: maledetta presbiopia!
Non sto leggendo molto in questi giorni, ho ancora in lista diversi fumetti presi il mese scorso - ci aggiungo anche "Dei - In vino veritas" di Crippa e Tenderini preso alla Fnac lo stesso giorno in cui ho comprato la Wacom (ah, e ho comprato anche "Atto di morte" di Hansen, mesi fa il primo libro della serie del detective gay Dave Brandstetter mi era piaciuto molto).
Inutile dire che se continuo così "Il trono di spade" di Martin riuscirò a finirlo quando avranno trasmesso le miniserie di tutta la saga! Temo che qualcuno vincerà una scommessa a proposito della mia intenzione di dedicarmi solo a questa lettura…
Ah, per chi ha un iPad e ci scarabocchia segnalo l'aggiornamento della app "ArtStudio"; ne avevo già parlato qui, mettendo in rilievo che pur essendo ottima aveva un'interfaccia grafica un po' carente: ecco, ora si può dire che l'app è quasi perfetta, una delle migliori nel suo genere.
E a proposito di app ecco arrivare anche quella de "La Settimana Enigmistica" (e c'è anche un sito per gli enigmistici digitali).
Il viaggio del giorno: "Le montagne della follia" di Lovecraft e "Le avventure di Gordon Pym" di Poe
Stamattina stavo pensando a un libro da segnalare, prima mi è venuto in mente Gordon Pym, poi le Montagne della follia, ed ero indecisa tra i due. Di questi libri ricordo specialmente l'impressione che mi hanno lasciato, più che la trama, ma in effetti a leggere Wikipedia Lovecraft studiò molto il libro di Poe e ne cita qualcosa proprio ne "Le montagne della follia"; in entrambi poi c'è l'elemento del viaggio verso terre sconosciute - o quasi all'epoca - il polo sud.
In entrambi i libri la tensione è palpabile, crescente, inquietante; specialmente il libro di Lovecraft mi spaventò molto all'epoca in cui lo lessi, più dei suoi racconti.
1/3 agosto 2012

I lavori di ristrutturazione sono iniziati ma con pochi operai, per adesso stanno scalpellando i muri interni, immagino per poter poi rifare tubature e impianto elettrico.

Adesso ho dunque due paia di occhiali, uno per la lettura a breve distanza, l'altro per il lavoro davanti al monitor: spero di non peggiorare prossimamente anche il mio (lievissimo) astigmatismo!
Ormai mi capita raramente di passare in edicola, e ho diradato anche le mie visite in fumetteria, per varie ragioni; stamattina mi sono ritrovata in un ipermercato e ho visto un paio di fumetti che ho preso al volo, per curiosità.
Uno é il primo numero di "A panda piace" di Giacomo Bevilacqua, formato alla Rat-Man, prezzo 2,70 €: il personaggio é riuscito a diventare abbastanza famoso uscendo dal mondo ristretto dei web comics, mi incuriosisce sapere come andrà quest'avventura nelle edicole.
L'altro fumetto che ho comprato é Moon Knight disegnato da Alex Maleev - a dire la verità l'unico motivo per cui ho preso quest'albo; non conosco quasi nulla di questo personaggio, non so se riuscirò a capirci qualcosa dato che a casa ho scoperto che quest'albo é il quarto di sei: maledetta presbiopia!
Non sto leggendo molto in questi giorni, ho ancora in lista diversi fumetti presi il mese scorso - ci aggiungo anche "Dei - In vino veritas" di Crippa e Tenderini preso alla Fnac lo stesso giorno in cui ho comprato la Wacom (ah, e ho comprato anche "Atto di morte" di Hansen, mesi fa il primo libro della serie del detective gay Dave Brandstetter mi era piaciuto molto).
Inutile dire che se continuo così "Il trono di spade" di Martin riuscirò a finirlo quando avranno trasmesso le miniserie di tutta la saga! Temo che qualcuno vincerà una scommessa a proposito della mia intenzione di dedicarmi solo a questa lettura…
Ah, per chi ha un iPad e ci scarabocchia segnalo l'aggiornamento della app "ArtStudio"; ne avevo già parlato qui, mettendo in rilievo che pur essendo ottima aveva un'interfaccia grafica un po' carente: ecco, ora si può dire che l'app è quasi perfetta, una delle migliori nel suo genere.
E a proposito di app ecco arrivare anche quella de "La Settimana Enigmistica" (e c'è anche un sito per gli enigmistici digitali).
Il viaggio del giorno: "Le montagne della follia" di Lovecraft e "Le avventure di Gordon Pym" di Poe
Stamattina stavo pensando a un libro da segnalare, prima mi è venuto in mente Gordon Pym, poi le Montagne della follia, ed ero indecisa tra i due. Di questi libri ricordo specialmente l'impressione che mi hanno lasciato, più che la trama, ma in effetti a leggere Wikipedia Lovecraft studiò molto il libro di Poe e ne cita qualcosa proprio ne "Le montagne della follia"; in entrambi poi c'è l'elemento del viaggio verso terre sconosciute - o quasi all'epoca - il polo sud.
In entrambi i libri la tensione è palpabile, crescente, inquietante; specialmente il libro di Lovecraft mi spaventò molto all'epoca in cui lo lessi, più dei suoi racconti.
martedì 31 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -8
Il viaggio inizia da qui.
30/7/2012
Giornata tipica senza grosse novità, la mattina andata a fare la spesa qui vicino casa, il resto della giornata passato davanti al computer a inchiostrare.
Dopo cena però mi è venuto il ghiribizzo di continuare il tutorial su Manga Studio (come creare delle "New Story") che promettevo ormai da tempo.
Ho usato il programma per Mac "Screenium" che è ottimo e che ultimamente si è aggiornato aggiungendo una parte per l'editing dei video. Purtroppo però il manuale è rimasto quello pre-aggiornamento: in pratica nessuna spiegazione su come ad esempio "riappiccicare" due parti di video dopo che se ne è tagliata una parte (l'ho scoperto solo la mattina seguente).
Un altro paio di pecche: ho usato la funzione zoom "al click del mouse", che però dura solo due secondi - un po' poco; e poi la funzione di registrazione "Voice over" taglia gli ultimi secondi di audio una volta che lo si inserisce nel video (motivo per cui ho dovuto esportare il video senza traccia audio e per cui dovrò usare un altro programma per aggiungerlo).
Sono stata impegnata a fare e rifare registrazioni (e a mettere scritte ed effetti vari) fino alle 23 e 30, ora in cui si è presentata Milou con aria di rimprovero: "Ma insomma vieni a dormire o no?".
31/7/2012
Stamattina presto ho ultimato la lavorazione sul video-tutorial, stasera tenterò di applicarci l'audio (per me è sempre una fatica, spesso sbaglio a parlare, incespico, mi fermo, mi cala la voce, ecc; devo rifare le registrazioni più di una volta). Il video è venuto lunghino, circa 12 minuti, ma adesso su Yotube si possono inserire video di varia lunghezza, e spero che non sia troppo "pesante" da caricare - vedremo…
La mattina ero in giro in via Medeghino (a Milano) e sono passata dal piccolo negozio di cibo giapponese Nera Sushi (per poter vedere tutto il menu cliccare in alto su "ordina online"). Ho ordinato degli Uramaki, spiedini di pollo e insalata di alghe, il tutto mi è stato poi recapitato a domicilio. Tutto molto buono, il gestore è molto simpatico (un italiano, il cuoco è giapponese), per chi passasse in zona il negozio è molto vicino a Piazza Agrippa (ma questo sabato chiude per ferie e riapre il 26 agosto), ci passa il 15, la 79, poco più in là c'è la fermata Abbiategrasso della metro Verde.
Ieri è arrivata la mia copia di National Geographic da poco in edicola, oggi vi ho letto un bell'articolo di Ernesto Ferrero su Emilio Salgari, ma ancora più interessanti le immagini a corredo (di cui parla Paola Pallottino), foto di modelli in posa per i disegni che poi ne ricavava lo stesso fotografo, il pittore Alberto Della Valle, illustratore a inizio '900 di ben 22 romanzi dello scrittore.
Mettendo a confronto le foto e le illustrazioni poi ricavatene si può notare la precisione della copia e l'attenzione per i particolari, che pure non hanno niente di stucchevolmente "fotografico".
La foto ritrae Milou al ritorno della breve passeggiata pomeridiana: non lo fa mai, si è fermata e seduta al termine della prima rampa di scale, stanca morta - poverina! Come ho spiegato nell'ultimo post se tento di prenderla in braccio fugge via, per cui mi fermo sempre un po' a ogni fine rampa per non farla stancare troppo.
Viaggio del giorno: "America" di Franz Kafka
Ho avuto il mio periodo kafkiano intorno ai 20 anni, ho letto quasi tutto di lui (tranne Il castello), compresa qualche biografia e le lettere; ero così presa che sceneggiavo storie a fumetti molto influenzate dalle atmosfere dei suoi racconti, poi mi è passata e da allora non credo di avere più riletto niente di suo.
Se non avete letto niente di Kafka e ne avete un'idea un po' respingente consiglio di provare a leggere "America", un libro bellissimo, incompiuto, che è pieno di energia, intenso, immaginifico ma al tempo stesso "realistico" - leggendolo mi sembrava di vedere un film in bianco e nero, con una fotografia contrastata ed espressiva.
Qui ho trovato una traduzione del romanzo (che è breve) messa a disposizione online.
30/7/2012
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"Mi fai riposare un attimo?" |
Dopo cena però mi è venuto il ghiribizzo di continuare il tutorial su Manga Studio (come creare delle "New Story") che promettevo ormai da tempo.
Ho usato il programma per Mac "Screenium" che è ottimo e che ultimamente si è aggiornato aggiungendo una parte per l'editing dei video. Purtroppo però il manuale è rimasto quello pre-aggiornamento: in pratica nessuna spiegazione su come ad esempio "riappiccicare" due parti di video dopo che se ne è tagliata una parte (l'ho scoperto solo la mattina seguente).
Un altro paio di pecche: ho usato la funzione zoom "al click del mouse", che però dura solo due secondi - un po' poco; e poi la funzione di registrazione "Voice over" taglia gli ultimi secondi di audio una volta che lo si inserisce nel video (motivo per cui ho dovuto esportare il video senza traccia audio e per cui dovrò usare un altro programma per aggiungerlo).
Sono stata impegnata a fare e rifare registrazioni (e a mettere scritte ed effetti vari) fino alle 23 e 30, ora in cui si è presentata Milou con aria di rimprovero: "Ma insomma vieni a dormire o no?".
31/7/2012
Stamattina presto ho ultimato la lavorazione sul video-tutorial, stasera tenterò di applicarci l'audio (per me è sempre una fatica, spesso sbaglio a parlare, incespico, mi fermo, mi cala la voce, ecc; devo rifare le registrazioni più di una volta). Il video è venuto lunghino, circa 12 minuti, ma adesso su Yotube si possono inserire video di varia lunghezza, e spero che non sia troppo "pesante" da caricare - vedremo…
La mattina ero in giro in via Medeghino (a Milano) e sono passata dal piccolo negozio di cibo giapponese Nera Sushi (per poter vedere tutto il menu cliccare in alto su "ordina online"). Ho ordinato degli Uramaki, spiedini di pollo e insalata di alghe, il tutto mi è stato poi recapitato a domicilio. Tutto molto buono, il gestore è molto simpatico (un italiano, il cuoco è giapponese), per chi passasse in zona il negozio è molto vicino a Piazza Agrippa (ma questo sabato chiude per ferie e riapre il 26 agosto), ci passa il 15, la 79, poco più in là c'è la fermata Abbiategrasso della metro Verde.
Ieri è arrivata la mia copia di National Geographic da poco in edicola, oggi vi ho letto un bell'articolo di Ernesto Ferrero su Emilio Salgari, ma ancora più interessanti le immagini a corredo (di cui parla Paola Pallottino), foto di modelli in posa per i disegni che poi ne ricavava lo stesso fotografo, il pittore Alberto Della Valle, illustratore a inizio '900 di ben 22 romanzi dello scrittore.
Mettendo a confronto le foto e le illustrazioni poi ricavatene si può notare la precisione della copia e l'attenzione per i particolari, che pure non hanno niente di stucchevolmente "fotografico".
La foto ritrae Milou al ritorno della breve passeggiata pomeridiana: non lo fa mai, si è fermata e seduta al termine della prima rampa di scale, stanca morta - poverina! Come ho spiegato nell'ultimo post se tento di prenderla in braccio fugge via, per cui mi fermo sempre un po' a ogni fine rampa per non farla stancare troppo.
Viaggio del giorno: "America" di Franz Kafka
Ho avuto il mio periodo kafkiano intorno ai 20 anni, ho letto quasi tutto di lui (tranne Il castello), compresa qualche biografia e le lettere; ero così presa che sceneggiavo storie a fumetti molto influenzate dalle atmosfere dei suoi racconti, poi mi è passata e da allora non credo di avere più riletto niente di suo.
Se non avete letto niente di Kafka e ne avete un'idea un po' respingente consiglio di provare a leggere "America", un libro bellissimo, incompiuto, che è pieno di energia, intenso, immaginifico ma al tempo stesso "realistico" - leggendolo mi sembrava di vedere un film in bianco e nero, con una fotografia contrastata ed espressiva.
Qui ho trovato una traduzione del romanzo (che è breve) messa a disposizione online.
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lunedì 30 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -7
Il viaggio inizia da qui. Tutti gli altri post sono leggibili sotto l'etichetta "Diario".
28/7/2012
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Ai giardinetti: due signori (dello Sri Lanka?) sembravano conoscere molto bene Milou |
Verso il tardo pomeriggio ho anche tentato di vedere cosa proponesse la Rai (non ho Sky o altre cose simili): va bene seguire la finale e poi i festeggiamenti dell'oro del tiro con l'arco, ma nel frattempo la Vezzali si batteva per la semifinale, e ancora dopo non ricordo bene quale altra importante sfida si stesse svolgendo ma ricordo che erano quasi le 19 e 30 e anche le radio hanno bucato il risultato (19 e 30 orario canonico per notiziari) - la Rai manco a parlarne, c'erano i due canali sportivi che stavano trasmettendo roba vecchia, e Rai Due con il tiro con l'arco e poi la pubblicità.
Ho letto diverse critiche anche ai commentatori della cerimonia di inaugurazione (a proposito, mi ha divertito molto l'idea della regina che si lancia dall'elicottero con James Bond), io l'ho vista solo fino all'inizio della sfilata delle squadre, ma pare che ci siano state un paio di battute un po' sessiste e anche lievemente razziste - cosa che non mi sembra nuova, è tradizione del telecronista/giornalista medio italiano, ma è anche vero che sarebbe ora di andare avanti…
Ormai non mi chiedo più perché pago il canone, è solo una tassa come tante altre, soldi che vanno a finire nel calderone.
29/7/2012
Con il ritorno del caldone le passeggiate con Milou diventano più brevi, la poverina in questi casi dimostra tutta la sua età, quando proprio vuol farmi capire che è stanca si ferma e mi guarda ansimante: "Torniamo indietro?" (io certe volte la prenderei anche in braccio, specialmente quando dobbiamo fare le scale, ma lei lo odia, al sentire la frase "vuoi venire in braccio?" e nel vedere il gesto conseguente si allontana come se fosse una cosa bruttissima).
Stamattina eravamo scese abbastanza presto, volevo arrivare fino da Pozzi per mangiare un cappuccino e un cornetto senza zucchero (così posso darne un paio di pezzettini anche a Milou); pazienza, ci torneremo quando farà un po' più fresco (da Pozzi poi i cani sono i benvenuti).
Per caso sono venuta a sapere che la nuova serie delle Short Stories della Repubblica/L'Espresso ha anche la versione in ebook, oltre che il file audio da scaricare gratis (c'è sia la versione dell'originale inglese sia quella in italiano).
Ho comprato il racconto di Fitzgerald in ebook (c'è la scelta tra formato epub e mobi) e posso dire che la possibilità di passare velocemente dalla versione in italiano a quella in inglese è davvero utile e ben fatta; chi ha un tablet o un ebook reader con lettura di mp3 può leggere la versione inglese (o italiana) mentre ascolta l'audio. Buona anche la presenza di note facilmente consultabili.
I racconti sono di grandi autori classici (la Woolf, Joyce, Conrad, ecc.) ma ci sono anche Montague, Saki, Sarah O. Jewett che non conosco.
Il viaggio del giorno: "Andromeda" di Michael Crichton
"Andromeda" è un libro di Chricton del 1969 che tratta di temi che poi si sono visti e rivisti più avanti in vari film e libri: un virus (o un batterio? non ricordo più!) rischia di decimare la popolazione terrestre - perlomeno se riuscirà a propagarsi al di fuori del laboratorio ultramoderno (fantascientifico per i tempi in cui Crichton l'ha descritto) in cui è stato confinato per essere studiato da un gruppetto di scienziati. L'organismo è stato recuperato in un paesino ed è arrivato dallo spazio a rimorchio di un satellite.
Altro non dico per non rovinare la lettura davvero avvincente a chi ignora questo libro, forse tra i meno citati tra i best-seller di questo autore.
Io lo possiedo in un'edizione simile a questa, comprato forse usato a inizio anni '80. L'ho letto e riletto con grande piacere, oltre a una scrittura asciutta ed efficace e a una trama ben congegnata ci sono spiegazioni non noiose sui pericoli di organismi a noi sconosciuti e potenzialmente patogeni (Crichton è un medico e si vede).
Ah, e qui c'è la prima parte del film che ne fu ricavato, io non l'ho mai visto, non credo abbia avuto un grosso riscontro di pubblico, almeno qui in Italia.
sabato 28 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -6
Il viaggio inizia da qui. Tutti gli altri post sono leggibili sotto l'etichetta "Diario".
27/7/2012
27/7/2012
Stamattina ho combinato poco e niente, sono andata in un grosso centro commerciale non molto lontano da casa mia per comprare un po' di cibo per Milou (tutta roba dietetica, compresi i biscottini che ormai pretende a ogni fine pasto).
Pochi giorni fa ho avuto uno scambio di messaggi molto profittevole con Luigi Coppola, storico disegnatore di Martin Mystére; anche lui ha iniziato a usare Manga Studio per inchiostrare le tavole, e al contrario di me ha esplorato e personalizzato lo strumento Pen di questo software (dopo l'estate credo che gli farò un'intervista a proposito).
Devo ringraziare Luigi perché stimolata dalla conversazione sono andata a provare dei settaggi diversi del pennello, che adesso non uso più nella forma con punta tonda ma con un rettangolo messo per obliquo: il risultato è che si ha la sensazione di usare un pennino, e oggi ad esempio mi sto rendendo conto di quanto mi sembri di lavorare meglio inchiostrando con questo tipo di punta.
Questo per dire che non sono affatto una "maestra" di Manga Studio, e che ci sono ancora cose da scoprire e perfezionare.
Nelle foto forse si può notare la differenza di segno a seconda dei vari tipo di Pen, se a forma tonda, quadrata (che ho modificato facendolo diventare un rettangolo, basta regolare…); esiste anche la forma poligonale, in cui si può scegliere il numero di angoli e la lunghezza (spostandoli con drag & drop).
La morte di mia zia mi ha fatto riandare ai tempi in cui ho vissuto a Messina (poco in realtà) o quando ci ritornavo per le vacanze; non ci torno ormai da 20 anni, non riesco a credere sia passato tutto questo tempo…
Oggi ho avuto un'illuminazione e ho usato la funzione Street View con Google maps per percorrere nuovamente quelle strade dai nomi familiari. E' un metodo davvero straniante per superare di colpo 1200 km e due decadi intere. Ho trovato la strada in cui la mia famiglia ha vissuto per due anni, quella dove abitava la zia, persino quella dove avrebbe dovuto esserci "La cassaforte del Vecchio Papero", una fumetteria aperta nel 1975 (e io devo esserci andata da subito) ancora esistente almeno fino al 2010, come documenta questo video; con Street View però non riesco a trovarla.
A proposito di questa fumetteria...
Il viaggio del giorno: "Tex" di Gianluigi Bonelli (e tanti grandi disegnatori)
Ho iniziato a leggere Tex forse verso i 9/10 anni, non ricordo bene. "La cassaforte del Vecchio Papero" sopra menzionata non coincide con i miei ricordi di un posto piccolo e oscuro (buio direi) con pile di fumetti di ogni tipo appoggiate per terra e in ogni angolo, ma può darsi che in 35 anni il luogo sia cambiato, così come è possibile che prima di questa fumetteria io ne frequentassi un'altra - chissà. Ricordo benissimo che con i pochi soldi a disposizione compravo dei fumetti, poi quando li finivo tornavo dove li avevo comprati e in cambio di 2 me ne davano 1.
Ancora adesso ho (o avevo? non lo trovo più!) un numero credo di Tex con il timbro della "Cassaforte del Vecchio Papero", lo stesso logo che si può vedere in alto sull'insegna.
Naturalmente non avevo la possibilità di comprare gli albi in modo cronologico, ho avuto fin da subito grosse lacune nella lettura di Tex, solo parzialmente coperte negli ultimi anni.
Il disegnatore che amavo di più era Ticci, una tecnica e un'espressività inarrivabili. Poi naturalmente Galleppini, Letteri, Nicolò - e parlo solo dei miei ricordi degli anni settanta.
Le storie che mi hanno colpito e che leggevo e rileggevo: le saghe con Mefisto, quelle con Morales (tra l'horror e la fantascienza), quelle ambientate nel nord (proprio "Sulle piste del nord" si intitola l'inizio di una di queste storie, una tra le più belle e disegnate da un Ticci al massimo della forma), quelle con protagonista la comunità cinese, e come storie più isolate ricordo con tanto piacere quella con l'essere misterioso chiamato Sasquatch, o quella con El Muerto (meravigliosa).
giovedì 26 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -5
Il viaggio inizia da qui
25/7/2012
Ho pranzato con due amiche, unico momento piacevole della giornata - troppo breve, anche, ma siamo tutte piene di impegni e sembra che non ci sia scampo allo scorrere del tempo.
Ho iniziato a lavorare davanti allo schermo del computer con gli occhiali da presbite rifatti solo un mese e mezzo fa; sarebbero occhiali da lettura, ma ho scoperto che così almeno vedo più nitido.
Non sono certamente gli occhiali adatti per la distanza dallo schermo (e infatti lo devo avvicinare), purtroppo l'alternativa è vedere sfocato, problema che pensavo di aver risolto - invece no, i primi d'agosto andrò da un altro oculista.
Ormai non sono tante le serie a fumetti che seguo, una di queste è "I am a hero" (ne ho accennato qui). Ho comprato il volume 6, e per quanto io non ami molto l'horror e lo splatter (specie giapponese, hanno una fantasia particolarmente macabra - almeno per i miei gusti da non specialista del genere) trovo sempre qualche piccolo motivo di interesse per continuare a leggerlo; ad esempio in mezzo a pagine piene di orrori vengo attirata da qualche tavola di flashback del protagonista, assistente mangaka, che riflette sul suo mestiere (sarà vero che un mangaka è "90% talento e 10% fortuna"?). In questo volume poi la storia va avanti con un interessante possibile sviluppo, vedremo (mi accorgo adesso che è già in uscita il volume 7).
Il viaggio del giorno: "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne
Libro della mia infanzia letto diverse volte, il prototipo dei viaggi fantastici e misteriosi che poi avrei ricercato altre volte nei libri - prototipo forse di tanti dei miei sogni, chissà...
Qualcuno si ricorda di uno sceneggiato andato in onda in tv a fine anni settanta? La sorte della povera oca mi colpì tantissimo, forse anche più dei funghi giganti, delle montagne di sale, dell'oceano interno, ecc.
Credo di aver letto di questo libro una versione ridotta per ragazzi, avevo anche comprato pochi anni fa una versione integrale che alla fine non ho letto: avevo paura di ritrovarmi davanti un altro "Ventimila leghe sotto i mari" - libro riletto in versione integrale da adulta e in cui ho trovato delle parti un po' noiose (parti che sicuramente non esistevano nella mia copia giovanile). [Qui Juhan mi dirà "hai visto che anche tu accorceresti qualche classico?" :)]
25/7/2012
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Da "I am a hero" vol. 6 di ©Kengo Hanazawa - GP Publishing |
Ho iniziato a lavorare davanti allo schermo del computer con gli occhiali da presbite rifatti solo un mese e mezzo fa; sarebbero occhiali da lettura, ma ho scoperto che così almeno vedo più nitido.
Non sono certamente gli occhiali adatti per la distanza dallo schermo (e infatti lo devo avvicinare), purtroppo l'alternativa è vedere sfocato, problema che pensavo di aver risolto - invece no, i primi d'agosto andrò da un altro oculista.
Ormai non sono tante le serie a fumetti che seguo, una di queste è "I am a hero" (ne ho accennato qui). Ho comprato il volume 6, e per quanto io non ami molto l'horror e lo splatter (specie giapponese, hanno una fantasia particolarmente macabra - almeno per i miei gusti da non specialista del genere) trovo sempre qualche piccolo motivo di interesse per continuare a leggerlo; ad esempio in mezzo a pagine piene di orrori vengo attirata da qualche tavola di flashback del protagonista, assistente mangaka, che riflette sul suo mestiere (sarà vero che un mangaka è "90% talento e 10% fortuna"?). In questo volume poi la storia va avanti con un interessante possibile sviluppo, vedremo (mi accorgo adesso che è già in uscita il volume 7).
Il viaggio del giorno: "Viaggio al centro della Terra" di Jules Verne
Libro della mia infanzia letto diverse volte, il prototipo dei viaggi fantastici e misteriosi che poi avrei ricercato altre volte nei libri - prototipo forse di tanti dei miei sogni, chissà...
Qualcuno si ricorda di uno sceneggiato andato in onda in tv a fine anni settanta? La sorte della povera oca mi colpì tantissimo, forse anche più dei funghi giganti, delle montagne di sale, dell'oceano interno, ecc.
Credo di aver letto di questo libro una versione ridotta per ragazzi, avevo anche comprato pochi anni fa una versione integrale che alla fine non ho letto: avevo paura di ritrovarmi davanti un altro "Ventimila leghe sotto i mari" - libro riletto in versione integrale da adulta e in cui ho trovato delle parti un po' noiose (parti che sicuramente non esistevano nella mia copia giovanile). [Qui Juhan mi dirà "hai visto che anche tu accorceresti qualche classico?" :)]
martedì 24 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario - 4
Il viaggio inizia da qui; per il resto andare all'etichetta "Diario".
23/7/2012
Stamattina ascoltavo distrattamente Radio Popolare e ho sentito parlare di "Tristram Shandy" di Laurence Sterne (o meglio, "Le avventure di Tristram Shandy, gentiluomo"). Quando facevo il liceo avevo iniziato a leggerlo ed ero rimasta folgorata dalla sua modernità e dal suo umorismo. Quel libro poi l'avevo prestato prima di finirlo, e come capita spesso non era più tornato indietro. Adesso mi è rivenuta voglia di continuare a leggerlo, ma in ebook non c'è (se non in inglese, e un inglese del settecento non credo sia meno difficile di un inglese dell'ottocento).
Wikipedia inglese linka un unico sito dedicato interamente a questo importante libro, e guarda un po' è un sito italiano, un progetto dello IULM; ci sono tantissimi saggi e analisi sul linguaggio del libro, sul contesto, sulle influenze che ha avuto il libro su diversi movimenti delle avanguardie novecentesche, e così via. E' possibile visionare anche l'intero libro (è nella sezione nominata LS), sembra una scansione di una edizione non recente, ma di cui non trovo l'anno; è possibile anche scaricarla.
Il pomeriggio sono andata alla redazione Bonelli per la mia ultima consegna di tavole prima della chiusura estiva (dell'amministrazione, la redazione chiude solo due settimane ad agosto).
In realtà quello che consegno sono le fotocopie in A4 dei disegni e della sceneggiatura, più i file digitali in formato Photoshop che porto in una chiavetta usb.
Quando sono andata via Serra mi ha detto che avrebbe dovuto arrivare Corrado Roi , e così quando ho visto qualcuno che stava per entrare pensavo fosse lui (che non ho mai incontrato), invece era qualcuno che assomigliava a Maurizio Rosenzweig...anzi, era lui! Ci siamo salutati, era un po' che non ci incontravamo, gli ho detto che mi aspettavo un'altra persona, forse lui era un mutaforma? Al che Maurizio ha capito che non era in forma, si stava quasi preoccupando - non ne aveva motivo, si vede che va in palestra e che si mantiene molto bene - beato lui...
Milou sta molto meglio, non si gratta più l'orecchio, quasi; purtroppo invece ha iniziato a "perdere" qualche goccina di pipì perché è terminato il Propalin che deve prendere ogni giorno per evitare questo inconveniente (lo hanno molte cagne di una certa età a cui si indurisce e desensibilizza il condotto urinario, se ho capito bene): domani mattina devo assolutamente ricordarmi di comprarlo.
Il viaggio di oggi: "Moby Dick" di Melville
Il particolare del disegno fa parte di una specie di storia un po' metaforica sulle balene, da me disegnata nel 1989 con la tecnica dei pastelli a olio, con collage di carta e interventi a tempera (sono 4 grosse tavole in tutto, prima o poi le scansionerò per la sezione "Dai miei archivi" . Sicuramente devo aver riletto a quel tempo "Moby Dick", che è un libro che mi piacque persino nelle parti più "noiose" in cui si parla a mo' di saggio di cosa sono le balene, come si cacciano, ecc., prima che sulla nave Pequod inizi la tensione della lunga caccia.
Il personaggio Queequeg è straordinario, Melville lo usa anche per dire delle cose importanti sul rispetto verso tutti gli esseri umani, anche se apparentemente diversi da noi.
Esiste un podcast su Radio Due da ascoltare (ma su Podcast Hall si trova da scaricare più facilmente), e volendo c'è anche in inglese.
Ah, e qui l'ebook di Adelphi, la versione tradotta da Cesare Pavese.
23/7/2012
Stamattina ascoltavo distrattamente Radio Popolare e ho sentito parlare di "Tristram Shandy" di Laurence Sterne (o meglio, "Le avventure di Tristram Shandy, gentiluomo"). Quando facevo il liceo avevo iniziato a leggerlo ed ero rimasta folgorata dalla sua modernità e dal suo umorismo. Quel libro poi l'avevo prestato prima di finirlo, e come capita spesso non era più tornato indietro. Adesso mi è rivenuta voglia di continuare a leggerlo, ma in ebook non c'è (se non in inglese, e un inglese del settecento non credo sia meno difficile di un inglese dell'ottocento).
Wikipedia inglese linka un unico sito dedicato interamente a questo importante libro, e guarda un po' è un sito italiano, un progetto dello IULM; ci sono tantissimi saggi e analisi sul linguaggio del libro, sul contesto, sulle influenze che ha avuto il libro su diversi movimenti delle avanguardie novecentesche, e così via. E' possibile visionare anche l'intero libro (è nella sezione nominata LS), sembra una scansione di una edizione non recente, ma di cui non trovo l'anno; è possibile anche scaricarla.
Il pomeriggio sono andata alla redazione Bonelli per la mia ultima consegna di tavole prima della chiusura estiva (dell'amministrazione, la redazione chiude solo due settimane ad agosto).
In realtà quello che consegno sono le fotocopie in A4 dei disegni e della sceneggiatura, più i file digitali in formato Photoshop che porto in una chiavetta usb.

Milou sta molto meglio, non si gratta più l'orecchio, quasi; purtroppo invece ha iniziato a "perdere" qualche goccina di pipì perché è terminato il Propalin che deve prendere ogni giorno per evitare questo inconveniente (lo hanno molte cagne di una certa età a cui si indurisce e desensibilizza il condotto urinario, se ho capito bene): domani mattina devo assolutamente ricordarmi di comprarlo.
Il viaggio di oggi: "Moby Dick" di Melville
Il particolare del disegno fa parte di una specie di storia un po' metaforica sulle balene, da me disegnata nel 1989 con la tecnica dei pastelli a olio, con collage di carta e interventi a tempera (sono 4 grosse tavole in tutto, prima o poi le scansionerò per la sezione "Dai miei archivi" . Sicuramente devo aver riletto a quel tempo "Moby Dick", che è un libro che mi piacque persino nelle parti più "noiose" in cui si parla a mo' di saggio di cosa sono le balene, come si cacciano, ecc., prima che sulla nave Pequod inizi la tensione della lunga caccia.
Il personaggio Queequeg è straordinario, Melville lo usa anche per dire delle cose importanti sul rispetto verso tutti gli esseri umani, anche se apparentemente diversi da noi.
Esiste un podcast su Radio Due da ascoltare (ma su Podcast Hall si trova da scaricare più facilmente), e volendo c'è anche in inglese.
Ah, e qui l'ebook di Adelphi, la versione tradotta da Cesare Pavese.
domenica 22 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -3
Qui l'inizio del viaggio
22/7/2012
Da due giorni Milou ha iniziato a grattarsi ogni tanto l'orecchio sinistro, sospettavo quindi un'otite (lei ne è soggetta, l'ultima le è venuta all'orecchio destro un mese e mezzo fa).Oggi poverina il dolore sembrava aumentato, non la smetteva di grattarsi e fare lo sguardo dolente; le ho fatto un po' di massaggi sotto l'orecchio, cosa che gradiva molto, e mi ha fatto molta pena quando mi sollecitava a non smettere con la zampina - il gesto che significa "ancora!".
Per essere sicura che fosse solo otite l'ho portata al pronto soccorso veterinario che in auto è distante 5 minuti; in effetti sembra abbia un'otite leggera, per cui dovrebbero bastare le gocce di Surolan. Mi ha fatto piacere sentire dal veterinario che, a parte l'otite, Milou è in forma.
Al ritorno in auto ho rischiato di investire un ciclista - più precisamente ho rischiato di investire un aspirante suicida, pure stronzo: correva parallelamente a me sul marciapiede, credo, visto che è sbucato improvvisamente all'altezza di un semaforo alla mia destra immettendosi sulla strada, verso di me, per poi raddrizzarsi nel senso normale, il tutto senza rallentare l'andatura e senza degnarmi di uno sguardo. Nel frattempo io istintivamente ho scartato verso sinistra (e meno male che non c'era nessuno a lato), se non l'avessi fatto molto probabilmente l'avrei sfiorato o preso leggermente, ma questo sarebbe bastato per mandarlo per aria malamente.
Dopo essermi ripresa il cuore che mi era balzato fuori dal petto qualche metro dopo ho suonato e gli ho fatto un gestaccio che lui ha visto, ma siccome riteneva di non aver fatto nulla di anormale mi ha mandato lui a quel paese, come a dire "ma che cavolo suoni?".
Ecco, a tutti i ciclisti che, ritenendosi categoria "debole", vessata dallo strapotere delle macchine assassine e inquinanti, con ciò convinti di essere dispensati dal seguire le regole della strada e del buon senso non posso che augurare di trovare al posto di persone come me dei possessori di Suv che si fanno sicuramente meno problemi.
Non è la prima volta che vedo ciclisti fare delle cose assurde, per non parlare del fatto che molti di loro (a mia esperienza la maggioranza) vanno sui marciapiedi come fossero delle strade, comportandosi esattamente come le auto fanno con loro: con prepotenza.
Attraverso giornalmente il passaggio pedonale che porta al ponticello sul Naviglio, e a memoria non ricordo un ciclista che si sia mai fermato davanti alle strisce con il semaforo rosso acceso.
Anche qui mi sembra che il discorso vada a finire sulla necessità di non parlare per categorie: quando si parla di ciclisti versus automobilisti sembra che gli stronzi siano tutti da una sola parte: non è così. Essendo tutti esseri umani i comportamenti buoni o sbagliati ci sono in tutte e tre le categorie interessate: automobilisti, ciclisti e pedoni.
Il viaggio di oggi: "Io Topolino", autori vari con disegni perlopiù di Floyd Gottfredson
Quando avevo 10/11 anni ho scoperto le bellissime storie del Topolino anni 30 disegnate da Floyd Gottfredson, storie che ancora adesso per me significano magia, mistero e fascino, storie come "Topolino nella casa dei fantasmi", "Topolino e il mistero dellUomo Nuvola", e così via.
Il volume "Io Topolino" su cui lessi quelle storie era gigantesco (almeno ai miei occhi di bambina) e lussuoso, e infatti non lo possedevo: era di un amichetto di famiglia benestante/ricca che me lo lasciava leggere quando andavo a trovarlo a casa sua.
Possedeva anche un bellissimo cartonato del Tarzan di Hogarth, più altri stupendi fumetti che gli regalavano e che lui ammucchiava poi da una parte, annoiandosene dopo un po'; lo ammetto, lo invidiavo tantissimo.
22/7/2012
Da due giorni Milou ha iniziato a grattarsi ogni tanto l'orecchio sinistro, sospettavo quindi un'otite (lei ne è soggetta, l'ultima le è venuta all'orecchio destro un mese e mezzo fa).Oggi poverina il dolore sembrava aumentato, non la smetteva di grattarsi e fare lo sguardo dolente; le ho fatto un po' di massaggi sotto l'orecchio, cosa che gradiva molto, e mi ha fatto molta pena quando mi sollecitava a non smettere con la zampina - il gesto che significa "ancora!".

Al ritorno in auto ho rischiato di investire un ciclista - più precisamente ho rischiato di investire un aspirante suicida, pure stronzo: correva parallelamente a me sul marciapiede, credo, visto che è sbucato improvvisamente all'altezza di un semaforo alla mia destra immettendosi sulla strada, verso di me, per poi raddrizzarsi nel senso normale, il tutto senza rallentare l'andatura e senza degnarmi di uno sguardo. Nel frattempo io istintivamente ho scartato verso sinistra (e meno male che non c'era nessuno a lato), se non l'avessi fatto molto probabilmente l'avrei sfiorato o preso leggermente, ma questo sarebbe bastato per mandarlo per aria malamente.
Dopo essermi ripresa il cuore che mi era balzato fuori dal petto qualche metro dopo ho suonato e gli ho fatto un gestaccio che lui ha visto, ma siccome riteneva di non aver fatto nulla di anormale mi ha mandato lui a quel paese, come a dire "ma che cavolo suoni?".
Ecco, a tutti i ciclisti che, ritenendosi categoria "debole", vessata dallo strapotere delle macchine assassine e inquinanti, con ciò convinti di essere dispensati dal seguire le regole della strada e del buon senso non posso che augurare di trovare al posto di persone come me dei possessori di Suv che si fanno sicuramente meno problemi.
Non è la prima volta che vedo ciclisti fare delle cose assurde, per non parlare del fatto che molti di loro (a mia esperienza la maggioranza) vanno sui marciapiedi come fossero delle strade, comportandosi esattamente come le auto fanno con loro: con prepotenza.
Attraverso giornalmente il passaggio pedonale che porta al ponticello sul Naviglio, e a memoria non ricordo un ciclista che si sia mai fermato davanti alle strisce con il semaforo rosso acceso.

Il viaggio di oggi: "Io Topolino", autori vari con disegni perlopiù di Floyd Gottfredson
Quando avevo 10/11 anni ho scoperto le bellissime storie del Topolino anni 30 disegnate da Floyd Gottfredson, storie che ancora adesso per me significano magia, mistero e fascino, storie come "Topolino nella casa dei fantasmi", "Topolino e il mistero dellUomo Nuvola", e così via.
Il volume "Io Topolino" su cui lessi quelle storie era gigantesco (almeno ai miei occhi di bambina) e lussuoso, e infatti non lo possedevo: era di un amichetto di famiglia benestante/ricca che me lo lasciava leggere quando andavo a trovarlo a casa sua.
Possedeva anche un bellissimo cartonato del Tarzan di Hogarth, più altri stupendi fumetti che gli regalavano e che lui ammucchiava poi da una parte, annoiandosene dopo un po'; lo ammetto, lo invidiavo tantissimo.
venerdì 20 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -2
Qui l'inizio del viaggio.
19/7/2012
Giornata movimentata, stamattina sono stati eseguiti degli sfratti (o sgomberi, credo che molti fossero entrati abusivamente negli ultimi mesi) nello stabile di fronte casa mia, di proprietà dell'Aler, che già ieri aveva visto andare via spontaneamente qualche famiglia.
Prossimamente scriverò un post dedicato all'avvenimento, con foto e racconto (parziale) di quello che ho visto.
Intanto qui un resoconto con un punto di vista ben preciso - mi permetto però di mettere in rilievo che pur essendo vero che la palazzina era da anni lasciata al degrado (mentre le altre simili accanto sono state col tempo tutte ristrutturate) non credo che tutte le famiglie occupanti stessero "da anni" negli appartamenti; almeno quelle che io potevo osservare quotidianamente, avendole di fronte, si sono installate pochi mesi fa. L'anno scorso la palazzina si era svuotata, forse in vista dell'inizio di lavori che poi non sono mai iniziati; gradualmente gli appartamenti sono stati poi occupati.
Il mio senso di solidarietà con chi non ha un tetto sopra la testa collide un po' con la mia esigenza di vivere in un quartiere dove la povertà non dovrebbe giustificare lo scarso senso civico e la maleducazione (ne ho parlato un pochino qui). Ma forse sto invecchiando e mi sto imborghesendo, non sopporto più nulla e il mio destino sembra quello di diventare misantropa, non lo so; so solo che da qualche anno provo un senso di disagio crescente nel vivere in questo quartiere, che è di molto peggiorato (ah, a scanso di equivoci non parlo solo di stranieri, io guardo ai comportamenti, da dove viene una persona non mi importa, e nel quartiere di italiani con scarso senso civico ce ne sono a bizzeffe).
Insomma ho lavorato poco a causa del putiferio che si è scatenato a metà mattinata, alimentato poi da giovani di qualche centro sociale che hanno fatto un po' di lotta con le forze dell'ordine. A causa di un paio di loro che stavano iniziando a prendersela con le macchine parcheggiate in zona ho vissuto qualche minuto di panico perché la mia auto era proprio a portata di danneggiamento; sono scesa di corsa e ho chiesto al mio padrone di casa se mi faceva mettere l'auto in cortile. Di danni di tipo teppistico ne ho già subiti in passato e non mi sembrava il caso di rischiare ancora.
I tafferugli sono durati poco, anche perché i ragazzi erano in pochi e i poliziotti hanno rinunciato a inseguirli. Erano in zona un'ambulanza a un camion dei vigili del fuoco, ma per fortuna non sono dovuti intervenire.
Assistere poi allo svuotamento e distruzione dei mobili degli appartamenti dello stabile non è stato bello, né tantomeno guardare delle persone dormire su dei letti in strada. Ma ne riparlerò.
Il viaggio di oggi: "Neanche gli Dei" di Isaac Asimov
Non sono una fan di Asimov anche se ho letto molti suoi libri (ma non la trilogia della Fondazione); visto che su "La fine dell'eternità" a quanto pare ho preso una cantonata (e devo ancora finirlo!) rimedio consigliando un suo libro abbastanza originale che io lessi tanti tanti anni fa all'interno di una raccolta Mondadori che comprendeva anche "Il tiranno dei mondi" e "Abissi d'acciaio".
In "Neanche gli Dei" ci sono degli alieni, ma molto diversi dalla solita classica immagine, ci sono mondi paralleli, ci sono degli scienziati, c'è un pericolo incombente, c'è soprattutto una maniera molto bella e immaginifica di rappresentare questa società aliena e alcuni dei suoi componenti. All'epoca in cui lo lessi mi colpì tantissimo, e chissà che prima o poi riesca a rileggerlo.
19/7/2012
Giornata movimentata, stamattina sono stati eseguiti degli sfratti (o sgomberi, credo che molti fossero entrati abusivamente negli ultimi mesi) nello stabile di fronte casa mia, di proprietà dell'Aler, che già ieri aveva visto andare via spontaneamente qualche famiglia.
Prossimamente scriverò un post dedicato all'avvenimento, con foto e racconto (parziale) di quello che ho visto.
Intanto qui un resoconto con un punto di vista ben preciso - mi permetto però di mettere in rilievo che pur essendo vero che la palazzina era da anni lasciata al degrado (mentre le altre simili accanto sono state col tempo tutte ristrutturate) non credo che tutte le famiglie occupanti stessero "da anni" negli appartamenti; almeno quelle che io potevo osservare quotidianamente, avendole di fronte, si sono installate pochi mesi fa. L'anno scorso la palazzina si era svuotata, forse in vista dell'inizio di lavori che poi non sono mai iniziati; gradualmente gli appartamenti sono stati poi occupati.
Il mio senso di solidarietà con chi non ha un tetto sopra la testa collide un po' con la mia esigenza di vivere in un quartiere dove la povertà non dovrebbe giustificare lo scarso senso civico e la maleducazione (ne ho parlato un pochino qui). Ma forse sto invecchiando e mi sto imborghesendo, non sopporto più nulla e il mio destino sembra quello di diventare misantropa, non lo so; so solo che da qualche anno provo un senso di disagio crescente nel vivere in questo quartiere, che è di molto peggiorato (ah, a scanso di equivoci non parlo solo di stranieri, io guardo ai comportamenti, da dove viene una persona non mi importa, e nel quartiere di italiani con scarso senso civico ce ne sono a bizzeffe).
Insomma ho lavorato poco a causa del putiferio che si è scatenato a metà mattinata, alimentato poi da giovani di qualche centro sociale che hanno fatto un po' di lotta con le forze dell'ordine. A causa di un paio di loro che stavano iniziando a prendersela con le macchine parcheggiate in zona ho vissuto qualche minuto di panico perché la mia auto era proprio a portata di danneggiamento; sono scesa di corsa e ho chiesto al mio padrone di casa se mi faceva mettere l'auto in cortile. Di danni di tipo teppistico ne ho già subiti in passato e non mi sembrava il caso di rischiare ancora.
I tafferugli sono durati poco, anche perché i ragazzi erano in pochi e i poliziotti hanno rinunciato a inseguirli. Erano in zona un'ambulanza a un camion dei vigili del fuoco, ma per fortuna non sono dovuti intervenire.
Assistere poi allo svuotamento e distruzione dei mobili degli appartamenti dello stabile non è stato bello, né tantomeno guardare delle persone dormire su dei letti in strada. Ma ne riparlerò.
Il viaggio di oggi: "Neanche gli Dei" di Isaac Asimov
Non sono una fan di Asimov anche se ho letto molti suoi libri (ma non la trilogia della Fondazione); visto che su "La fine dell'eternità" a quanto pare ho preso una cantonata (e devo ancora finirlo!) rimedio consigliando un suo libro abbastanza originale che io lessi tanti tanti anni fa all'interno di una raccolta Mondadori che comprendeva anche "Il tiranno dei mondi" e "Abissi d'acciaio".
In "Neanche gli Dei" ci sono degli alieni, ma molto diversi dalla solita classica immagine, ci sono mondi paralleli, ci sono degli scienziati, c'è un pericolo incombente, c'è soprattutto una maniera molto bella e immaginifica di rappresentare questa società aliena e alcuni dei suoi componenti. All'epoca in cui lo lessi mi colpì tantissimo, e chissà che prima o poi riesca a rileggerlo.
giovedì 19 luglio 2012
Diario di viaggio...letterario -1
Estate, tempo di vacanze per molti, non per tutti: c'è chi rimane nel proprio luogo di residenza perché le vacanze le ha in altri periodi (che in certi casi non è male), c'è chi non può partire perché non ha i soldi, c'è chi deve badare a genitori anziani (succede sempre più spesso), e c'è anche chi le vacanze le farà chissà quando, e poche (è il mio caso: forse mi prenderò 4 giorni di riposo a ottobre andando fuori Milano).
Molti blogger in viaggio tengono una specie di diario delle vacanze, postando delle descrizioni di ciò che vedono. Altri aderiscono all'invito della trasmissione "Tre uomini in barca" di Radio Popolare e questo diario vacanziero lo collocano lì, in compagnia di quello di altri (alcuni brani di questi resoconti vengono letti giornalmente in radio).
Se non sbaglio sono accettati anche i diari/blog di stanziali in città (perlomeno così era ai tempi in cui la conduttrice era Marina Petrillo), così ho deciso di tenerne uno anche io, ma dato che non posso muovermi fisicamente lo farò anche attraverso i libri, in special modo quelli che mi hanno fatto viaggiare mentalmente.
18/7/2012
Da un po' di giorni le feste sudamericane si sono rarefatte, e adesso capisco perché: hanno iniziato a sgomberare il palazzo qui di fronte - palazzo tra l'altro che è in pessime condizioni e che attende di essere ristrutturato (gira voce nel quartiere che forse ne butteranno giù una parte per fare posto a dei giardini).
Sono passata al mercatino comunale di ritorno dalla passeggiata con Milou, avevo in tasca pochi euro e li ho spesi quasi tutti per prendere una parte di cocomero che pesava quasi 5 kg. Ho chiesto al fruttivendolo quanto sarebbe venuto a costare perché non ero sicura di arrivarci con i soldi, ma lui molto gentilmente mi ha detto che avrei potuto portarglieli successivamente.
Non vado spesso al mercatino, è un po' caro e io per mancanza di tempo tendo a comprare tutto in un luogo (piccoli supermercati della zona), ma mi ero accorta che da quel fruttivendolo le cose che avevo comprato erano sempre buone e gustose (cosa non scontata) e soprattutto che non insisteva nell'invito all'acquisto, anzi, mi consigliava le occasioni a prezzo minore (di cose da mangiare in giornata magari).
Con un avanzo di 70 centesimi mi sono diretta dalla signora della panetteria (sempre nel mercatino) chiedendo cosa riuscivo a comprare con quella cifra; mossa a pietà mi ha detto che sicuramente ne venivano fuori due panini ma se ne volevo un altro me lo dava senza problemi (forse mi aveva scambiato per un'indigente, chi lo sa).
Il resto della giornata l'ho passato inchiostrando una tavola della storia disegnata da Vercelli e mettendo un po' di retini (pochi) in quelle che avevo già finito nei giorni precedenti.
Ah, e poi nel pomeriggio ho avuto una visione nel dormiveglia.
Il viaggio di oggi: "Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain
Posseggo ancora il libro in questione che lessi l'estate dei miei 8/9 anni (e che poi rilessi più volte); non l'ho qui a portata di mano, è rimasto a casa dei miei, ma posso dire con quasi sicurezza che i disegni erano realizzati dallo stesso autore della copertina riportata in questo post - anzi, quell'immagine lì la ricordo come una di quelle interne al libro (invece sono riuscita a trovare la copertina del libro "Le nuove avventure di Tom Sawyer" che lessi pochi anni dopo - libro meno noto ma che consiglio per la presenza di diversi episodi esilaranti).
La lettura di questo libro è legata a una precisa immagine, e ancora di più a una particolare sensazione di felicità e benessere che ho provato raramente nella vita: ero sdraiata su di un letto in una camera illuminata da una luce soffusa pomeridiana - la ricordo provenire dall'alto, polverosa. Aldilà della porta doveva esserci un salone/cucina, forse degli ospiti che parlavano con i miei; io ero al sicuro, totalmente immersa nella storia del libro. Ero in un'altra dimensione, ed era bellissimo.
Credo che molti abbiano letto il libro o visto qualche riduzione cinematografica. L'edizione di cui parlo è possibile non fosse quella integrale, anche se in realtà il libro originale non è molto lungo; mi piacerebbe rileggerlo. Online si trovano facilmente edizioni in inglese da scaricare gratis, io ce l'ho e ho provato a leggerlo con l'aiuto del dizionario inglese-italiano, ma la lingua di Twain non è facile da tradurre per una come me che l'inglese sta iniziando a leggerlo adesso.
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