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giovedì 9 agosto 2012

Diario di viaggio...letterario -11

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8/9/2012

La città di Milano solo adesso mi sembra che inizi a svuotarsi un po'. Tuttavia - e so di insistere su questo tasto come una vecchietta insofferente - so che questo significa sentire meglio determinati suoni e rumori molesti, che il vuoto dele strade amplifica in echi surreali. Stanotte (era quasi mezzanotte) un tipo in motoretta si è fermato sotto casa perché necessitato di parlare al cellulare: 15 minute filate senza sosta (l'interlocutore aveva poco da dire, evidentemente).
Questa cosa dell'avere sotto casa persone che parlano animatamente è una tradizione, non so perché, pare che l'angolo di strada sottostante sia particolarmente adatto a fermarsi e chiacchierare a tutte le ore - sarà la vicinanza con la strada che costeggia il naviglio, sarà che la mia via è diventata col tempo strada di passaggio per andare altrove...boh.
Questa volta la passeggiata pomeridiana con Milou si è spinta fino al parchetto oltre il naviglio (in questi giorni caldi ho evitato di farla camminare troppo); siamo state all'ombra, il giro è stato breve.

Il video con il tutorial su Manga Studio è stato molto apprezzato, a giudicare dalle visite sia sul blog che su Youtube. Loris Cantarelli mi chiede chi me lo fa fare :) (sottinteso: tutta questa fatica), e in effetti le risposte possono essere le solite, oppure no, non so bene se è un misto di divertimento, di impegno in risposta a quelli da cui attingo informazioni simili, di modo di tener viva una certa capacità di comunicare (potrebbe essermi utile un giorno).
In ogni caso la prossima volta...non sarà prossima!, sperando di trovare un modo più veloce per creare e caricare il video su Youtube.

Ieri non ho voluto vedere il video con la conferenza stampa di Schwazer, il maratoneta che ha confessato (dopo essere stato beccato dall'antidoping) di aver preso l'Epo; tuttavia sento abitualmente per radio diverse trasmissioni che ne hanno parlato ampiamente, con stralci audio di questa conferenza.
Difficile non rimanere colpiti da tutta la vicenda, anche perché è raro che un atleta, seppur beccato ai controlli, non inizi a inventarsi scuse una più fantasiosa dell'altra; è perciò da prendere sul serio l'angoscia di quest'uomo, ed è probabilmente vero quello che dice sul fatto che si sentiva costretto dalle attese altrui a continuare un'attività che non lo divertiva più da tempo.
Altro è credere ai particolari di come sia finito a comprare ed assumere l'Epo: se fosse così facile ci sarebbe da preoccuparsi - mi sembra chiaro che non è ancora pronto a dire le cose come stanno.
In una trasmissione radio ho sentito anche avanzare proposte di doping controllato e alla luce del sole, un po' come provocazione, un po' no; il problema del doping è che finché ci saranno tanti denari che girano intorno allo sport ci saranno sempre tantissimi atleti che vorranno ricorrerci, o senza alcun scrupolo, o perché si sentiranno dire che altrimenti non gareggerebbero alla pari degli altri dopati (e l'antidoping insegue sempre le nuove scoperte del doping, non so con quanta distanza).
A questo punto se tutti fossero dopati si ristabilirebbero di nuovo i valori basati sul talento e la costanza - faccio per dire, che il doping comunque è deleterio per la salute.
Quanti di quelli che sono adesso alle Olimpiadi hanno preso delle sostanze più moderne dell'Epo? Come si fa ad assistere alle gare non sapendo chi vince "in maniera naturale" e chi no?
Le dichiarazioni di Schwazer dovrebbero far riflettere: altro che "l'importante è partecipare", se non vinci non sei nulla. D'altronde tutto il sistema è basato sul mettere a fuoco solo la medaglia: i dirigenti della varie associazioni nazionali che fanno previsioni al bilancino su quante medaglie si vinceranno, l'ossessione per la classifica "del medagliere", l'importanza e la dittatura degli sponsor.
Sul doping bisognerebbe fare una riflessione più ampia, riflettere su cosa è lo sport oggi; altrimenti si continuerà così -  guardie e ladri, persone alla gogna, ipocrisie varie.

Il viaggio del giorno: "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Brückner

Letto da ragazzina, ricordo la commozione che mi aveva procurato la storia, senza per ciò riflettere molto su cosa fosse e cosa avesse rappresentato la bomba atomica - forse ero troppo piccola.
Ho ripensato a questo libro perché qualche giorno fa c'è stato l'anniversario del bombardamento su Hiroshima, e oggi quello su Nagasaki.
Qualche anno fa ho letto un libro che non è ambientato a qualche anno dopo quella tragedia (come ne "Il gran sole"), ma proprio durante il bombardamento: "La pioggia nera" di Ibuse Masuji. Se ne parla qui e concordo con la recensione; certamente non è una lettura da fare in momenti di malinconia, ma la consiglio per chi vuole sapere cosa è successo in quel giorno (e nei successivi) e cosa hanno patito i giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.

1 commento:

  1. ah ah, in fondo scriviamo tutti sul web per un misto di divertimento e impegno per comunicare... buon agosto milanese!

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