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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Serie tv. Mostra tutti i post
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sabato 14 aprile 2018

Problemi con Clip Studio Paint, Windows 10, Cintiq e tavolette grafiche (più altre cose)

Ultimamente i disegnatori digitali lamentano vari problemi con la penna delle loro tavolette grafiche (specialmente le Wacom Cintiq credo) dovuti ad aggiornamenti del sistema operativo o anche dei driver.
I problemi credo siano per la maggior parte relativi a chi ha Windows 10, e non ho ancora ben capito se dovuti all'atteso Windows 10 Spring Update (che a me ad esempio non è ancora arrivato).
In ogni caso segnalo che ieri 13 aprile sul sito Celsys (ma non nella sezione Download) c'è una patch per chi ha avuto problemi con l'uso della tavoletta (ci sono consigli anche per chi non usa Wacom): andate e leggete se fa al caso vostro.
Sul sito Facebook del gruppo Wacom User Group Italia c'è un post del 12 aprile che parla sempre dei problemi di chi ha prodotti Wacom e Windows 10: andate e vedete se anche lì trovate soluzioni che fanno per voi.
Per chi usa Photoshop e ha problemi con lo scrolling dell'immagine qui altro consiglio che trovate sul sito sopracitato.
Se volete raccontare la vostra esperienza con questi problemi ed eventuali soluzioni potete venire a commentare nel gruppo MangaStudio e Clip Studio Paint su Facebook.

Per chi avrà la possibilità di andare al Comicon a Napoli a fine mese consiglio tra le altre cose la mostra sui 40 anni di carriera di Laura Scarpa (la mia editrice del libro "Cronache dall'Ombra"). Sul sito Comic Out trovate già in vendita il suo nuovo libro a fumetti "War Painters", il racconto molto interessante dei disegnatori e pittori che seguirono e documentarono le vite dei soldati durante la Prima Guerra Mondiale.
Preannuncio anche una bella intervista a Laura Scarpa (molto personale) prossimamente su questo blog.


Segnalazioni: su Fumettologica si parla dell'interessante libro di Emil Ferris "La Mia Cosa Preferita sono i Mostri"; su Amazon potete leggere online un corposo estratto per farvi un'idea.

Non so se "Oblivion song" - il fumetto creato da Robert Kirkman (disegnato da Lorenzo De Felici e colorato da Annalisa Leoni) - sia così scarso come scrive Andrea Fiamma su Fumettologica; certamente l'apporto dei disegnatori italiani è di grande qualità e e io ho preso l'albo a scatola chiusa.
Qui potete trovare addirittura un podcast su questo fumetto - non ho idea di cosa parlino perché è in inglese e non ho le forze di cercare di comprenderne il senso!

Ultima succosa segnalazione: sono in arrivo su NetflixMonty Python! Qui un articolo su The Vision che ne parla.

martedì 27 marzo 2018

Frankenstein e dintorni - supplemento

Nel post su Frankestein di circa 3 settimane fa non avevano trovato posto alcuni link e qualche altra ramificazione dell'interessante storia di Mary Shelley e del suo entourage - ed ecco questo nuovo  post.

Proprio in questo periodo su Netflix è possibile vedere la miniserie britannica "The Frankenstein Chronicles", protagonista uno Sean Bean affranto (come sempre) nella parte di un investigatore della polizia londinese alle prese con sparizioni di bambini, cadaveri a pezzi ricuciti, anatomisti e religiosi in lotta - e poi lei, Mary Shelley, già vedova del poeta (nella serie tv si dice che sono passati 8 anni da quando è stato pubblicato "Frankestein o il moderno Prometeo", ma l'illustrazione che vedete nella foto tratta dalla serie tv è stata pubblicata nell'edizione del 1831).

Il detective John Marlott (Sean Bean) legge "Frankenstein" in The Frankenstein Chronicles

"Frankenstein: or, The Modern Prometheus" di Mary Shelley

La rielaborazione della figura della Creatura di Mary Shelley continua anche in ambito letterario: "Frankenstein a Baghdad" di Ahmed Saadawi è uscito nel 2015 presso le Edizioni E/O (in questo articolo sull'Espresso di poche settimane fa se ne parla perché è stato pubblicato di recente in lingua inglese, suscitando molto interesse).
Nell'articolo di Angiola Codacci-Pisanelli (Frankenstein a Baghdad fa la guerra al terrore) si racconta che "[...]“Frankenstein a Baghdad” è ambientato nella capitale irakena negli anni 2005-2006, durante l'invasione americana. Un periodo di disordini e di terrorismo che precedette lo scoppio della guerra civile. Il libro racconta la storia di Hadi, un robivecchi che, dopo aver perso in un attacco terroristico un carissimo amico, decide di raccogliere parti di corpi di vittime di esplosioni e di cucirle insieme fino a costruire un cadavere completo.[...]"

Suggestioni dal libro della Shelley sono rintracciate da Matteo Contin anche nel fumetto "American Monster" di Azzarello e Doe (saldaPress); vi si racconta di "un uomo misterioso completamente ricoperto di cicatrici da ustioni piombato all’improvviso in una cittadina degradata della provincia americana[...] L’uomo si chiede: «Sono qui perché voglio sapere… perché esisto?» e subito la scrittura di Brian Azzarello ci riporta alla mente il mostro per eccellenza. Così come la creatura di Frankenstein, anche quest’uomo è alla ricerca delle persone che lo hanno reso un mostro, della vendetta e di una risposta ai perché della sua esistenza.
Al contrario del mostro di Shelley, però, quello di Azzarello non ci ispira alcuna pietà, nemmeno quando lo scrittore ci svela il suo passato e il suo ruolo di vittima" (“American Monster”: il Frankenstein noir di Brian Azzarello - Fumettologica).

Un interessante articolo sulla "scienza" in Frankenstein è quello di Philip Ball: "Frankenstein, a tale of scientific hubris? Only if you’re asking Hollywood": "[...]  the actual science in the book is extremely scanty, and that involved in the actual reanimation of Victor Frankenstein’s assemblage of body parts is left entirely unspecified. Second, Frankenstein himself bears little resemblance to a practising scientist even in the nineteenth century; he comes from an older tradition of alchemy and occult science. Third, that the novel bore a message for the ethics of science was a conclusion no one apparently drew in the nineteenth century. [...]

La vita di Mary Shelley e del suo entourage hanno affascinato molto gli inglesi, e alcuni biografi ne sono stati addirittura ossessionati. Ne parla Anne Barton in questo articolo:"There's something about Mary" (tra le altre cose:  Barbara Lynne Devlin che nel suo libro "I Am Mary Shelley" afferma di essere la sua incarnazione).
Tra le varie cose affascinanti di Mary Shelley: l'aver aiutato nel 1827 le sue amiche Isabel Robinson e Mary Diana Dods a ottenere un passaporto per la Francia per poter vivere come marito e moglie (Dods pubblicava libri con lo pseudonimo David Lindsay, riuscì a usare questa identità anche nella vita - qui una biografia in inglese).

Per chi conosce l'inglese un'antologia che raccoglie il risultato della famosa notte passata sulle rive del lago Lemano (in Svizzera) da Percy Shelley, Mary (ancora Godwin), Polidori e Byron: "A Dark and Stormy Night" contiene "Frankenstein", "The Vampyre", "Fragment Of A Ghost Story", "Fragment of a Novel".
Per conoscere la versione di Polidori di quella notte forse è utile leggere il suo diario: "The diary of Dr. John William Polidori: 1816 relating to Byron, Shelley, etc (English Edition)".

Lord Byron incrocerà le vicende degli Shelley anche durante i soggiorni in Italia, interessante notare che sua figlia Ada diventerà famosa come scienziata e matematica - il lavoro di Ada Lovelace (o Ada Byron, come viene nominata in questo libro rivolto ai giovani, o ancora Ada Augusta Byron King, come viene chiamata nel libro "Le tue antenate" di Rita Levi-Montalcini) viene considerato accanto a quello di Charles Babbage (che conobbe e con il quale collaborò) come fondamentale per lo sviluppo futuro dei computer.
Qui un libro che ne approfondisce la storia. Qui invece un libro illustrato su Ada Lovelace in inglese, lo segnalo perché i disegni di Zafouko Yamamoto sono molto belli.

domenica 31 dicembre 2017

Botti di Capodanno e animali (bonus: Star Trek The Next Generations)

Forse è tardi per i consigli riguardanti la paura dei botti da parte degli animali, spero comunque che l'informazione riguardo i danni che possono provocare petardi botti e rumori forti inizi a diffondersi anche tra chi ne sa poco (sicuramente a molti non fregherà nulla comunque, ma altri invece troveranno utili queste indicazioni e magari penseranno per il futuro di spendere i soldi in altro piuttosto che con petardi pericolosi - anche per gli umani - che oltre a ricordare bombe e momenti terrorizzanti non so che piacere possano dare).
Sul sito dell'OIPA troverete un articolo che approfondisce il decalogo che vedete qui sotto (troverete anche da scaricare l'immagine per diffonderla sui social).


Per la serie "re-visione della serie  Star Trek The Next Generations" oggi parlo dell'episodio "Hotel Royale" ("The Royale", 1989), episodio 12 della seconda stagione.

Il "pessimo" libro che ispira il titolo dell'episodio

Avvertenza SPOILER.

L'Enterprise trova i relitti di un veicolo di origine terrestre nell'orbita di un inospitale pianeta, il mistero si infittisce quando Data, Ryker e Worf vengono sbarcati in un edificio sulla superficie del pianeta - edificio che al suo interno mostra un Casinò del XX secolo, con giocatori incalliti e stanze d'albergo.
La squadra dell'Enterprise (che non riesce ad uscire dall'edificio) alla fine capisce che tutto è stato costruito da una razza aliena che pensava di riprodurre l'ambiente in cui viveva l'astronauta terrestre superstite di un primo contatto andato male secoli prima (terrestre di cui saranno ritrovate le spoglie in una camera dell'edificio).
La ricostruzione ambientale effettuata dagli alieni in realtà è stata ispirata a un romanzo di genere di bassa qualità (intitolato appunto "Hotel Royale") che l'astronauta aveva portato con sé.


A proposito di cliché

Ho trovato una recensione in inglese in cui l'episodio viene salvato solo per la menzione del Teorema di Fermat (che sarebbe stato "risolto" pochi anni dopo la messa in onda da Andrew Wiles - con qualche dubbio se fosse stato proprio quella la dimostrazione a cui pensava Fermat), ma pur non essendo un episodio memorabile credo che contenga diversi spunti abbastanza divertenti o bizzarri - certo, Jammer (il recensore) è divertente quando dice che si immagina gli sceneggiatori che dicono "scriviamo un episodio che parla di luoghi comuni con dialoghi banali scrivendo esattamente un episodio così, che non ci costringa a farne uno buono!" (I suppose this is to cover the fact that "The Royale," as an episode of TNG, has shallow characters and endless cliches. Seriously, it must've been a hell of a writers' meeting: "Let's do an episode that's about bad cliches and lame dialog so we don't have to write something that's actually good!" ).
In realtà io trovo interessanti tutti gli episodi (e ce ne sono diversi) in cui gli sceneggiatori riflettono  sulla natura del loro lavoro (o si prendono in giro); coraggioso anche averlo fatto a metà di una stagione in cui si doveva cercare di superare il mezzo disastro e l'incertezza della prima.

Ryker legge la nota lasciata dal povero astronauta

 

E comunque la morale è: attenzione ai libri che portate con voi in viaggio!

sabato 16 dicembre 2017

Di giorno in giorno -13

La serie di questo tipo di post inizia qui.

Passerò il periodo natalizio a lavorare, andrò avanti con la storia breve per Tex (un Color Tex) di cui ho ricevuto altre tavole di sceneggiatura da Antonio Serra (le scrive quando può dato che è sempre parecchio preso dal suo lavoro redazionale). Quindi, come al solito, poco tempo per fare altro - anche scrivere su questo blog.

Segnalazione di una nuova collana a fumetti da edicola: Hachette Fascicoli dal 30 dicembre presenta "The Savage Sword of Conan Collection", la ristampa in bianco e nero (molto bene) dei fumetti di Roy Thomas e John Buscema che adattarono le storie di R.E. Howard negli anni '70.
Qui tutto il piano dell'opera e le info per l'acquisto.


Io non l'ho visto ancora Star Wars 8 o Gli ultimi Jedi, non so se riuscirò ad andare al cinema, sicuramente prima o poi lo guarderò con il distacco con cui guardo (quasi) tutto ormai; qui una riflessione di Diego Cajelli - non è rivolta a me evidentemente.

A proposito di saghe fantascientifiche torno un attimo a Star Trek The Next Generations (mi sono fermata per adesso, sono quasi alla fine della Prima Tremenda Stagione). Mi è capitato di vedere qualche riunione del cast in eventi pubblici - in particolare quelli recenti in seguito al Trentennale della serie - e la più "energica" mi è sembrata Marina Sirtis (Deanna Troi), perfino troppo (non l'ho vista spesso in video interviste, magari è così di natura); l'altro giorno mi è capitato di leggere questo estratto di intervista all'attrice: Sirtis: "Pensavo che mi avrebbero licenziata durante la prima stagione di The Next Generation".

L'angolo della scienza: La fisica del latte macchiato - Le Scienze

A proposito del video dell'orso polare scheletrico che sta girando adesso (io non l'ho visto, mi sono bastate le foto), a mio parere non è così che va raccontato il cambiamento climatico (che c'è): qui due articoli che ne parlano - L’orso polare in fin di vita, il cambiamento climatico e un video ingannevole per una buona causa (Licenza cc-by-nc-nd valigiablu.it) - L’orso polare e i cambiamenti climatici: tralasciare il contesto può essere controproducente.

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mercoledì 13 dicembre 2017

Di giorno in giorno -12

Dopo una pausa dalla serie Di giorno in giorno ecco che torno a consigliare qualche lettura.

Sul sito di Oggi Scienza mi sono imbattuta in diversi post molto interessanti:
Siamo ‘figli delle stelle’? La vita viaggia nello spazio con la polvere interstellare: "Un discreto numero di forme di vita si trova oltre i 150 km dalla superficie terrestre, una distanza alla quale il rischio di essere scagliati fuori dall’atmosfera dai flussi di polvere interstellare è concreto. Tra esse batteri, alghe microscopiche e piccoli animali come i tardigradi."
Le (nuove) origini dell’uomo moderno: "Si sono presumibilmente verificate diverse ondate migratorie: la prima, risalente a 120.000 anni fa, sarebbe stata seguita da una più estesa, avvenuta circa 60.000 anni dopo. [...] Alla luce di queste scoperte, la ricostruzione della storia dell’uomo appare molto più complessa di quanto atteso. Secondo gli autori, per sviluppare modelli più completi sulle migrazioni sarà fondamentale svolgere nuove ricerche nelle regioni dell’Asia che non sono state ancora studiate." Com'era prevedibile più cose si scoprono più si capisce che i nostri antenati andavano in giro e si incrociavano tra loro senza badare alle nostre periodizzazioni e schemini - tanto utili ma che rispecchiano la realtà solo in parte. Ci aspettano dei decenni davvero emozionanti per la ricerca delle origini dell'essere umano.
Materia ed energia oscura: misteri inesistenti?: se fosse così sarebbe un colpo di scena (a dire la verità mi ero sempre chiesta com'é che con tutte le cose che riusciamo a "vedere" e calcolare nell'Universo sia possibile che ci sfugga una così grande percentuale della materia - ma le mie sono perplessità da ignorante). Da leggere anche i 2 commenti dove ci si chiede come mai fino ad adesso non sia stato dato credito a questa teoria (poi boh, però interessante) - "La legge di Newton modificata con l’invarianza di scala, applicata agli ammassi, porta a ricavare delle masse da 5 a 10 volte più piccole di quelle ottenute con la formula classica, una massa in linea con quella della materia effettivamente visibile. [...] Prendiamo i due più grandi misteri dell’astronomia e della fisica attuali, quelli su cui gli scienziati si arrovellano da decine di anni, la materia e l’energia oscura. Immaginiamo ora di poterli risolvere dicendo semplicemente che non esistono e che il problema ce lo siamo creati non comprendendo quanto stavamo osservando. È proprio quanto ha fatto l’astronomo André Maeder, dell’università di Ginevra, con una serie di articoli [...]Se davvero la teoria formulata  [da] Maeder dovesse trovare conferme, in un attimo sarebbero spazzati via 80 anni di congetture sulla materia oscura e 20 anni sull’energia oscura aprendo una nuova pagina nell’astronomia. “L’annuncio di questo modello, che alla fine risolve due dei più grandi misteri dell’astronomia, rimane fedele allo spirito della scienza: niente può mai essere dato per scontato, non nei termini dell’esperienza, dell’osservazione o del ragionamento degli esseri umani” conclude Maeder."

Da Star Trek The Next Generations prima stagione (ancora un momento imbarazzante: come detto nei precedenti post dalla terza in poi la serie decolla, ma prima c'è da mettersi le mani nei capelli - e non per i vestitini della squadra)

A proposito di scienza passiamo all'etologia con un libro per bambini che sembra davvero interessante: Il piccolo libro dei grandi segreti animali di Maja Säfström (Nomos), che lo illustra, anche ("Leggendo si impara che un alce può sentire una mosca posarsi sulle sue corna, che le lontre marine si tengono per la zampa per non perdersi quando dormono in acqua, che i maiali non possono guardare il cielo, che le mosche sono sorde e che le formiche sono, insieme agli uomini, gli unici animali ad allevare altri animali. ").

Mi imbatto in questo videogioco dalla grafica davvero interessante (mi dà l'idea che sia difficile superare i vari livelli, però): Cuphead.

Altro articolo di Paolo Interdonato sulla Storia confidenziale del fumetto: #5 Wonder Woman 

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giovedì 7 dicembre 2017

Di giorno in giorno -11

La serie inizia da qua.

Continuo a leggere recensioni di libri invece dei libri stessi, è un paradosso dal quale vorrei uscire (come dalla sensazione di non avere tempo per fare nulla di quello che vorrei - ma lo voglio?):
Nella perfida terra di Dio: la Puglia mistica e criminale di Omar Di Monopoli di Elvezio Sciallis
Cécile Coulon, “La Casa delle Parole” di Francesca "Oedipa Drake"
'La vita segreta': il paradosso dell'umanista O'Hagan - La Balena Bianca

Segnalo che su IBS hanno inaugurato una sezione dedicata ai fumetti con novità e interviste: Storie disegnate.

I 40 anni della rivista Fumo di China: se ne parla in un video con Loris Cantarelli e Antonio Serra - Fumo di china: la critica con la testa tra le nuvole

Ho cominciato la re-visione di Star Trek The Next Generations dalla metà della terza stagione, so che le prime stagioni da tutti vengono definite noiose o brutte. Finito di vedere gli episodi fino alla settima stagione ho voluto provare a guardare l'inizio della serie, di cui non ricordavo nulla.
Ecco, ho visto i primi 5 episodi e devo dire che sono tra l'orrido e l'imbarazzante.
Per fortuna dopo aggiusteranno il tiro, ma capisco che chi si imbatte solo nelle prime stagioni potrebbe avere davvero un'opinione pessima di STNG; in questa serie di post ne sto parlando spesso perché lavorando al pc mi metto il quadratino con Netflix sulla destra e mi ascolto qualche puntata, dando un occhio veloce ai cambi di ambientazione. Per questo motivo lascio l'audio doppiato in italiano pur scegliendo sempre - se posso - la lingua originale della serie. In questo articolo di  Netflix Lovers pare che le statistiche degli ascoltatori in lingua originale siano molto basse ( mi stupiscono anche le basse percentuali in Germania).

Le perle dei primi episodi di Star Trek The Next Generations: il cinghiale-Klingon di Worf

Abiti del futuro (Star Trek The Next Generations)
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martedì 5 dicembre 2017

Di giorno in giorno -10

Serie di post che iniziano qua.

Su Instagram uno degli account più belli da seguire è quello del National Geographic, immagini di popoli, persone, paesaggi e animali si alternano, tutte bellissime.

Un post condiviso da National Geographic (@natgeo) in data:

Sto seguendo anche Frans Lanting, fotografo scoperto proprio sul National Geographic.

Un post condiviso da Frans Lanting (@franslanting) in data:

Più modestamente su Instagram ci siamo anche io e Kristal!

Un post condiviso da Patrizia (@patfumetto) in data:

Gli screenshot qui sotto sono presi da un episodio della serie Star Trek The Next Generations che parla di Alexander, il figlio di Wolf ; essendo figlio di un'umana e di un Klingon a un certo punto si trova ad affrontare i problemi di chi condivide due culture - nelle foto un Klingon pessimista non crede nell'integrazione o nella convivenza multiculturale.
Ripensandoci bene molti personaggi delle varie serie di Star Trek sono figli di coppie miste alieno/umano (a partire da Spock nella serie classica, ma poi Deanna Troi che è metà betazoide, o B'Elanna Torres in Voyager, e altri personaggi secondari o protagonisti di singoli episodi).
Ho quasi finito di rivedere tutta la serie, ma confesso che non avevo iniziato dalle prime stagioni; per curiosità ieri sera ho iniziato a rivedere la prima puntata e devo dire che non me la ricordavo così...diversa (per non dire altro); avevo anche dimenticato che alcuni personaggi compaiono già da questa prima puntata, e soprattutto il cameo di un personaggio che dice di avere 137 anni (tutto sommato plausibile immaginando la medicina del futuro, peccato che poi non si parli più di questi vecchietti ultracentenari che dovrebbero popolare l'Universo!).




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domenica 3 dicembre 2017

Di giorno in giorno -9

La serie comincia da qua.

La mattina è andata un po' via perché ho dovuto accompagnare un'amica dalla guardia medica - niente di grave, ma comunque un'indisposizione che per come è organizzato adesso il Servizio sanitario costringe chi deve farsi dare dei giorni di malattia ad uscire da casa e alla peggio prendere dei mezzi pubblici (ci sono solo 5 posti a Milano dove poter andare a farsi fare il certificato, quello dove sono andata io poi non ci si arriva facilmente in auto perché in zona semicentrale). Se non stai veramente veramente male nessuno viene a guardarti a casa (ma rischi di avere ricadute peggiori uscendo di casa con questo freddo, assurdo).

Ok, qualche informazione assortita:
- per amanti del fumetto e conoscitori di un pochino di francese: sul sito Les Humanoïdes Associés fino a Natale tutti i giorni in lettura gratis un albo digitale.
Neil Young ha messo online gratis tutte le sue canzoni (da giovane lo ascoltavo anche perché ho un'amica che ne era appassionatissima).
- "Ecco chi è davvero "l'abominevole uomo delle nevi" - Le Scienze (chi l'avrebbe mai detto).

Sono andata avanti un po' con Star Trek The Next Generations (ne ho parlato qui, qui e qui), sono alla settima stagione e mi sono imbattuta forse in uno dei peggiori episodi della serie, non così trash da risultare divertente: "Genesis" (7x19) farebbe rivoltare nella tomba Darwin; se non vi spaventano gli spoiler qui Jammer assicura che oltre al soggetto anche l'esecuzione è stata pessima.
L'inizio dell'episodio non era neanche tanto male - Barclay (uno dei miei personaggi preferiti) qui nelle foto dimostra tutta la sua ipocondria (come lo capisco!), poi lo sbraco graduale, una storia davvero senza senso.





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sabato 2 dicembre 2017

Di giorno in giorno -8

Di giorno in giorno comincia da qua.

Questo video su Repubblica.it bisogna vederlo, ci ricorda che di HIV e AIDS se ne parla troppo poco mentre persone continuano a infettarsi nell'ignoranza - e lo stigma permane: "Essere sieropositivi: la nostra vita con l'Hiv in un Paese che non ci vuole vedere".


Cose belle sparse: C’è un sito che raccoglie le copertine rifiutate dal New Yorker (Rivista Studio); il catalogo di una mostra di Luciano Bottaro a Bibbiena.

Cose fumettose: su Izneo c'è la BD digitale, chissà com'è questo Les Aventures d'Hergé di Stanislas & Jean-Luc Fromental & Bocquet José-Louis.
Di questo volevo parlare in altro ambito, ma se aspetto ancora...: recensione del manga di Gengoroh Tagame "Il marito di mio fratello" (Panini Comics) su Lo Spazio Bianco.

Quelle recensioni che mi fanno venire voglia di leggere i libri (poi non ci riesco, ma è un'altra questione): qui Moreno Burattini parla di "Il ragazzo cattivo" di Kate Summerscale; su Iguana Blog invece si parla di "Terminus Radioso" di Antoine Volodine.

Giorni fa avevo parlato brevemente della serie tv "Mindhunter" che è su Netflix, qui Elisa G. fa una recensione da leggere.

Amo Roma, la città, la sua storia (mi sto guardando "Suburra" solo per l'ambientazione, o quasi), il fatto che col passare del tempo si scoprono sempre pezzi e monumenti dell'antica città romana che è sepolta sotto la nuova: Roma, il tesoro sotto un tombino: alla scoperta della 'casa di Traiano'.

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mercoledì 29 novembre 2017

Di giorno in giorno -6

Cosa sono questa serie di post? Ne parlo qua.

Ieri sera alle 18 ho visto la Nazionale di calcio femminile vincere in Portogallo, è in piena corsa per le qualificazioni dei mondiali. Per un bel pezzo la partita è stata abbastanza bella, poi è subentrata una certa stanchezza e le italiane hanno subito fino a rischiare il pareggio.
Ho visto la partita sulla Rai? No, pur avendo la Rai due canali fotocopia di Sport la partita è stata mandata in onda in diretta sulla pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio.
Complimenti alle ragazze!


Ho letto "Il senso del dolore", il fumetto della Sergio Bonelli Editore che adatta le storie del Commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni. La sceneggiatura è di Claudio Falco, che credo abbia fatto un buon adattamento (non ho letto il libro però), mentre il disegnatore Daniele Bigliardo ha fatto anche di più, davvero uno splendido lavoro (qui su Youtube un video-trailer del fumetto).


Il western (sia in letteratura che al cinema) ha forse avuto in passato dei momenti d'oro, per poi diventare un genere meno di successo ma costantemente presente con qualche opera notevole nel corso degli anni - almeno questa è la mia impressione, non sono un'esperta.
Qui Tommaso Pincio ne parla un po' nell'occasione dell'uscita per Einaudi di Lonesome Dove di Larry McMurtry (parla anche di Warlock di Oakley Hall e di Cormac McCarthy).
Io da parte mia dopo un lungo periodo senza Tex (che mi aveva accompagnato dall'infanzia alle soglie dell'adolescenza) sono ritornata a leggerlo da qualche anno, e caso vuole che abbia l'occasione di disegnarne anche una breve storia.
Altra osservazione: mesi fa ho comprato e giocato un po' alla PS3 il western tardivo Red Dead Redemption, un open world come quelli che piacciono a me. Ah, e devo ancora dare un'occhiata alla serie tv Godless che è uscita da poco su Netflix.

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lunedì 27 novembre 2017

Di giorno in giorno -4

La serie "Di giorno in giorno" parte da qua.

Per me le domeniche sono giorni come gli altri, quindi spesso passeggiata con il cane al mattino, poi più o meno lavoro (sto disegnando un Nathan Never, sono circa a metà albo).

In questi ultimi giorni di offerte legate al Black Friday si possono trovare ancora in sconto gli e-reader di varie marche, dal Kindle al Kobo al Tolino - credo i migliori venduti in Italia e che abbiano una buona assistenza. Da quando ho preso il Paperwhite consiglio sempre il modello retroilluminato, ma certo per iniziare va bene anche il modello base.
Quando posso cerco di comprare ebook in formato epub senza DRM - o in Social DRM, in maniera che li possa convertire con Calibre e caricare anche sul Kindle. Ottimo il DRM free degli Urania Mondadori - spiacevole però sapere che dopo l'acquisto (almeno su Bookrepublic, altrove non so) si hanno 24 ore di tempo per scaricare l'ebook (e poi?); qualche volta a me è capitato di non scaricare subito gli acquisti (per fortuna non Urania), può capitare per i motivi più vari. Bah.


Giorni fa ho ascoltato il podcast sui libri di Farhenheit su Radio Tre, c'era un'intervista a Scarlett Thomas di cui non ho mai letto niente, si parlava del suo libro "Il drago verde"; dato che l'ebook era in offerta a meno di 1 euro l'ho preso, un po' incuriosita (ancora adesso).
Oggi accedendo ai contenuti del mio Kindle ho notato che c'era un aggiornamento dell'ebook (cose che si possono fare col digitale), e adesso mi chiedo cosa sia cambiato (avevo letto solo le prime 2 pagine).
Come potete vedere utilizzo il mio Kindle specialmente per leggere le anteprime dei libri.


Ah, oggi ultimo giorno di sconti su Izneo, la BD in digitale (tanti fumetti francesi, molti sono dei classici).
Proseguendo con la visione di Star Trek The Next Generation mi sono imbattuta in "Per un pugno di Data" (A fistful of Datas). So che da alcuni è considerato un episodio quasi trash, ma molti di quelli più divertenti di The Next Generation lo sono - e questo lo è, nonostante sia un concentrato di stereotipi (ma la visione del tutto è talmente farsesca che è difficile prenderlo un minimo sul serio - tranne quando ne sei toccato in qualche maniera in prima persona). 
Qui Brent Spiner ha campo libero come attore polivalente e come Data riesce a sfoggiare un "southern accent" che in italiano è reso in una maniera assurda - purtroppo non ho trovato video a riguardo.
Pare che una prima versione del titolo dell'episodio fosse "The Good, the Bad and the Klingon" - non male.



Due letture della sera: su Fumettologica "Una su mille ce la fa. Essere donne e dirigere anime in Giappone" di Cristina Bignante.
Su Lo Spazio Bianco "Confessioni di un lettore di fumetti digitale" di Simone Rastelli, riflessioni con cui concordo in gran parte.

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domenica 26 novembre 2017

Di giorno in giorno -3

Serie di post che comincia da qua.

Ho come l'impressione che Star Trek Generation interessi pochi (pazienza, eh), quindi mi porto nell'attualità (per modo di dire) e chiedo agli amanti del cinema cosa ne pensano della serie tv per Netflix che Spike Lee ha tratto dal suo vecchio film Lola Darling (She's Gotta Have It) - 30 anni dopo!
Ho visto i primi 10 minuti del primo episodio (e ho rivisto i primi 10 minuti del vecchio film  - anche questo recuperabile su Netflix), la serie è a colori e mantiene per adesso la stessa struttura e gli stessi personaggi, persino la sigla è molto simile a quella originale, con diverse foto che sono rimaste le stesse. Mi chiedo che senso ha Lola Darling riproposta 30 anni dopo, a meno che Spike Lee voglia parlare del fatto che c'è ancora bisogno di femminismo (ma era così nel film?, confesso che lo ricordo poco nel complesso, mi rimase più impresso il bianco e nero all'epoca).

Una serie che invece ho terminato di vedere è Mindhunter ("in parte girata da David Fincher" come scrivono su Wired), ambientata a fine anni settanta con sobrietà e stile racconta la nascita della sezione dell'FBI che ha inventato in pratica l'analisi comportamentale dei serial killer. Anche qui la questione del rapporto tra il mondo maschile e quello femminile è il fulcro della serie - da una parte il rapporto malato dei serial killer, dall'altro il modo aperto ma problematico con cui uno dei protagonisti (un bravissimo Jonathan Groff già visto in Looking) porta avanti la sua relazione con una ragazza.
La serie parte piano e ingrana lentamente, non abbandonatela; si rinuncia a ritmi frenetici, al sangue, all'enfasi, e tutto è giocato sui dialoghi, i gesti e gli sguardi.

Non dico nulla sulla giornata contro la violenza sulle donne non perché non mi interessi ma perché avrei troppe cose da dire, e non ce la faccio; posso invitare a leggere una riflessione de La giovane libraia che ne parla attraverso la recensione a un libro dove si immagina un ribaltamento del mondo, ovvero dove il potere viene gestito (con la forza) dalle donne: "Ragazze elettriche" di Naomi Alderman non l'ho letto, e non credo lo farò (mi deprimono i libri dove viene raffigurata la sopraffazione, da qualunque parte arrivi e anche se mostrata per criticarla).


Leggerò invece il secondo volume di Atlas & Axis di Pau (Tunuè) arrivato da poco, il primo volume è stato per me una sorpresa (letto non molto tempo fa).

La lettura della sera: Zerocalcare che si è fatto "fregare" dalle fake news (le vicende del liceo Virgilio).

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sabato 25 novembre 2017

Di giorno in giorno -2

Della serie di post "Di giorno in giorno" parlo qui.

Eh, stasera sono un po' stanca, intanto do una notizia importante per chi usa software di disegno digitale: in occasione del famigerato Black Friday (ho sentito che ne parlavano persino due signore di una certa età in un mercatino rionale) Clip Studio Paint è in sconto per qualche giorno, anche l'upgrade da Pro a EX è molto conveniente. Se siete a digiuno del programma venite a iscrivervi nel gruppo Facebook che ho fondato assieme a Luigi Coppola.

Da Star Trek The Next Generation "Una vita per ricordare" (5x25)

Proseguendo il discorso su Star Trek: a pranzo mi capita di guardare non The Next Generation ma Voyager (non spesso), e guarda caso l'altro ieri ho riguardato l'episodio 7x7 Body and soul ("Anima e corpo"), un episodio apparentemente leggero e divertente (il Dottore per necessità deve "entrare" nel corpo di Sette di Nove) ma dove si accenna all'uso (e all'abuso) altrui, in questo caso da parte di un ologramma maschio del corpo di una donna.
L'episodio però è girato con toni da commedia e con un certo equilibrio, inoltre dà modo a Jeri Ryan (Sette di Nove) di mostrare le sue notevoli doti recitative (qui una carrellata delle sue espressioni); in questo post del sito Memory Alpha si dice che Robert Picardo (il Dottore) ha recitato e registrato diverse scene che poi Jeri Ryan ha studiato per interpretare da "posseduta".
Altri approfondimenti sull'episodio potete leggerli qui e qui.

Oggi a pranzo invece ho rivisto l'episodio di The Next Generation "The Inner Light" ("Una vita per ricordare", 5x25), uno dei più famosi e più belli della serie (e più profetici, perché la siccità che colpisce il pianeta di cui si parla forse sarà anche il nostro destino). Non ne racconto nulla, dico solo che dovete vederlo (non ci sono sparatorie e cose strane, solo il racconto di una vita e del trascorrere del tempo). Commovente (anche se...povero Capitano!). E scopro adesso che nell'episodio appare anche il figlio di Patrick Stewart.

La lettura della sera: "Jacovitti secondo Paolo Bacilieri" su Fumettologica.


venerdì 24 novembre 2017

Di giorno in giorno -1

Ho realizzato che non riesco più a scrivere post "compiuti", magari approfondendo solo un tema. I semplici post di consigli di lettura credo siano poco interessanti sia da leggere che da scrivere (non che voglia smettere del tutto di mettere link ad articoli interessanti o che portano a news nel campo del fumetto).
Se la sera non mi butto a scrivere quel che ho visto o raccolto di giorno so che ci sono poche probabilità che lo faccia in seguito - così ecco questo esperimento, di giorno in giorno inizio a scrivere delle cose che magari continueranno nel post successivo, e così via. Vedremo come va.

Intanto informo che oggi ho aggiornato il post "Consigli per chi vuole fare il fumettista", ho preso spunto da una breve conversazione su Messenger con un giovane aspirante sceneggiatore di manga che mi ha chiesto lettura, like e condivisione del primo capitolo della sua storia (non sono una mangaka e non sono una sceneggiatrice, e anche volendo difficilmente condivido e metto like, per scelta).


Da settimane volevo segnalare l'ultimo numero della rivista Le Scienze ("Non è un mondo per donne") uscito i primi di novembre - stavo aspettando di comprarlo in digitale su Google Play (nonostante il risparmio sia minimo, 0,60 €) solo che l'uscita nell'Edicola digitale è avvenuta appena 2 giorni fa, quando ormai avevo preso il numero in edicola - e mi chiedo perché questo ritardo, mah.
Tra i temi trattati ci sono quelli dedicati al genere ("Quando sesso e genere non corrispondono", "Oltre XX e XY"), perché non è solo l'orientamento sessuale a non essere limitato a quello eterosessuale ma anche la faccenda dei generi non è così semplice come sembrerebbe (non si parla solo di transessualismo ma anche di intersessualità - condizione non così rara).

Questo numero è caduto a fagiolo in un periodo in cui mi sono imbattuta in un paio di episodi di Star Trek: The Next Generation in cui si parla un po' metaforicamente di temi quali l'identità di genere e la libertà di amare seguendo la propria natura. In particolare nella mia re-visione della serie su Netflix (serie che ho visto in tv per la prima volta negli anni novanta) sono arrivata alla stagione 5, una delle più belle forse (ma aspetto di ripercorrere le ultime 2).
A me questa serie piace proprio perché "datata" (osservazioni che ho sentito in merito), ovvero legata all'attualità e ai temi del tempo (fine anni ottanta/anni novanta); amo anche il ritmo non frenetico, la recitazione a volte compassata, persino le scene bizzarre o involontariamente comiche. Nel suo essere a volte approssimativa nella scrittura Next Generation però aveva una franchezza e un coraggio di fondo, spesso gli episodi assumevano un gran valore più per le domande che ponevano che per le risposte (dilemmi etici a non finire).

Bene, come detto a proposito di questo nuovo tipo di post proseguirò il discorso Star Trek nei prossimi giorni.
Vi lascio con una lettura fumettistica, la seconda puntata di "Storia confidenziale del fumetto: Tex" di Paolo Interdonato.

- Continua

domenica 27 agosto 2017

Osservazioni veloci su serie tv

Dopo il post dedicato interamente a Bron/Broen ecco una carrellata di serie tv su Netflix che vedrò, ho visto, sto vedendo.
Cominciamo da Peaky Blinders che avevo sempre evitato dopo aver letto la trama - non mi attraeva granchè. Poi per caso ho iniziato a vedere il primo episodio e i primi 10 minuti mi hanno fulminato: la ricostruzione della città di Birmingham dei primi del '900 è davvero affascinante, e la colonna sonora favolosa.
Ne sono così attratta che per adesso è in stand by perché vorrei vedermi questa serie in santa pace, e non nei ritagli o come sottofondo come faccio perlopiù con le altre.


The Defender la vedrò tutta unicamente per la presenza dell'attrice che si intravede qua sotto a destra sul tavolo (è spoiler? boh, so solo che dato che non vedo mai i trailer di quasi nulla per non rovinarmi la sorpresa - e neanche leggo gli articoli - per me è stata una sorpresa vederla apparire).
A me la prima stagione di Daredevil era piaciuta molto, la seconda molto meno; Jessica Jones così così (ma il personaggio tutto sommato mi piace), se avesse avuto meno puntate sarebbe stato meglio (soprattutto quelle centrali); Iron Fist e Luke Cage mollate dopo i primi episodi.
Qui a tratti ci si annoia (tutta la parte mistica legata ad Iron Fist rovina tutto), e soprattutto per me la presenza dell'attrice che impersona Elektra è ancora una volta deprimente. E vabbè.


Tanto mi era piaciuta Sense8 prima stagione e tanto faccio fatica ad andare avanti con la seconda (sono a metà, credo). Amo i personaggi, certe sequenze sono molto belle, ma davvero è tutto senza ritmo.


Di Master of None avevo parlato qui, dopo la prima stagione; in questa seconda c'è un filo rosso che lega un po' tutto, che è l'italiana Francesca, ovvero Alessandra Mastronardi (perfetta nel ruolo).
Le prime due puntate sono un po' spiazzanti, sembrano realizzate solo per soddisfare l'amore di Aziz Ansari per l'Italia e il cibo italiano (e la musica e il cinema, a dire la verità); poi andando avanti la serie comincia a raccontare una storia, certo non originalissima ma secondo me con leggerezza e con amore, anche.
Nella seconda foto sotto Dev e Francesca ballano sulle note di "Guarda come dondolo".




Le serie mollate subito: Gypsy con una indecifrabile Naomi Watts - dopo quasi due puntate non si capisce cosa racconta e perché, con questa promessa di morbosità senza senso che proprio non mi attira per niente.


Quanto mi dispiace che King nelle serie tv sia quasi sempre trattato così male (meno nei film, credo). Poi magari la serie La nebbia (The mist) decollerà dopo la seconda puntata, non so, ma guardare la solita serie con dei protagonisti con i soliti problemi che assisteranno alle morti di tutti i comprimari cretini - boh, mi sembra tempo perso (non sono un'amante dell'horror che si accontenta di vedere gente spiaccicata con begli effetti).


Questa qua sotto invece l'ho finita di vedere il mese scorso, 6 stagioni bevute insieme come una droga - e pensare che l'avevo sempre scansata causa noia delle prime puntate (e delle serie con avvocati che non ne posso più), e invece.
The Good Wife è piena di attori bravi e bravissimi, con una qualità media di scrittura molto alta (anche quando a partire dalla quarta serie cominciano a riciclare cliché narrativi e colpi di scena). Tanti temi interessanti intrecciati allo sviluppo dei personaggi - e poi c'è Kalinda, oh.


Il mio guilty pleasure del momento? Questa cosa qua sotto, che quando lavoro e non ho più podcast da ascoltare me la metto in sottofondo in italiano, mi diverte scoprire in quale modo hanno inserito questo o quel personaggio delle favole.
Da qualche parte ho letto che dopo la terza serie ha una deriva tremenda - ma boh, io la guardo per modo di dire, vedremo se diventerà troppo assurda da seguire anche come sottofondo.


Per finire un articolo di Wired sulle serie in arrivo su Netflix a settembre - Star Trek Discovery è quella che non mi perderò.