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lunedì 27 novembre 2017

Di giorno in giorno -4

La serie "Di giorno in giorno" parte da qua.

Per me le domeniche sono giorni come gli altri, quindi spesso passeggiata con il cane al mattino, poi più o meno lavoro (sto disegnando un Nathan Never, sono circa a metà albo).

In questi ultimi giorni di offerte legate al Black Friday si possono trovare ancora in sconto gli e-reader di varie marche, dal Kindle al Kobo al Tolino - credo i migliori venduti in Italia e che abbiano una buona assistenza. Da quando ho preso il Paperwhite consiglio sempre il modello retroilluminato, ma certo per iniziare va bene anche il modello base.
Quando posso cerco di comprare ebook in formato epub senza DRM - o in Social DRM, in maniera che li possa convertire con Calibre e caricare anche sul Kindle. Ottimo il DRM free degli Urania Mondadori - spiacevole però sapere che dopo l'acquisto (almeno su Bookrepublic, altrove non so) si hanno 24 ore di tempo per scaricare l'ebook (e poi?); qualche volta a me è capitato di non scaricare subito gli acquisti (per fortuna non Urania), può capitare per i motivi più vari. Bah.


Giorni fa ho ascoltato il podcast sui libri di Farhenheit su Radio Tre, c'era un'intervista a Scarlett Thomas di cui non ho mai letto niente, si parlava del suo libro "Il drago verde"; dato che l'ebook era in offerta a meno di 1 euro l'ho preso, un po' incuriosita (ancora adesso).
Oggi accedendo ai contenuti del mio Kindle ho notato che c'era un aggiornamento dell'ebook (cose che si possono fare col digitale), e adesso mi chiedo cosa sia cambiato (avevo letto solo le prime 2 pagine).
Come potete vedere utilizzo il mio Kindle specialmente per leggere le anteprime dei libri.


Ah, oggi ultimo giorno di sconti su Izneo, la BD in digitale (tanti fumetti francesi, molti sono dei classici).
Proseguendo con la visione di Star Trek The Next Generation mi sono imbattuta in "Per un pugno di Data" (A fistful of Datas). So che da alcuni è considerato un episodio quasi trash, ma molti di quelli più divertenti di The Next Generation lo sono - e questo lo è, nonostante sia un concentrato di stereotipi (ma la visione del tutto è talmente farsesca che è difficile prenderlo un minimo sul serio - tranne quando ne sei toccato in qualche maniera in prima persona). 
Qui Brent Spiner ha campo libero come attore polivalente e come Data riesce a sfoggiare un "southern accent" che in italiano è reso in una maniera assurda - purtroppo non ho trovato video a riguardo.
Pare che una prima versione del titolo dell'episodio fosse "The Good, the Bad and the Klingon" - non male.



Due letture della sera: su Fumettologica "Una su mille ce la fa. Essere donne e dirigere anime in Giappone" di Cristina Bignante.
Su Lo Spazio Bianco "Confessioni di un lettore di fumetti digitale" di Simone Rastelli, riflessioni con cui concordo in gran parte.

- Continua

4 commenti:

  1. No, no. A me TNG interessa (giusto per rispondere al tuo post precedente).
    Ricordo benissimo A Fistful of Datas. Episodio assurdo dove, se non ricordo male dai contenuti extra in DVD, la troupe aveva l'occasione di mettere mano ai set di non mi ricordo più quale pellicola western. A parte questo, considera che fu il primo episodio scritto da un nuovo autore che portò la sua smaliziata voglia di trash anche in DS9.
    In ogni caso, come dici anche tu, in TNG di episodi del genere ce ne sono diversi.
    Fortunatamente ricordo bene (perché proprio all'inizio di quest'anno ho terminato di rivedere tutte le stagioni) che dalla quinta in particolare si va in crescendo (già a partire dalla fine, con l'episodio "Una Vita per Ricordare"). Nella sesta e settima sono presenti alcuni dei migliori episodi dell'intera saga (se hai già visto "Per un Pugno di Data", dovresti essere vicina a "Il Peso del Comando", tanto per dire. Poi c'è "Il Ritorno dei Borg", "L'Arma Perduta" e parechie altre cosette).

    Alla fine della visione, mi sono accorto che la serie si porta dietro tutti gli anni che ha, ma questo non ne scalfisce la bellezza. Che a parte qualche episodio grottesco di mezzo, il resto è tanta buona televisione di fantascienza. All'epoca, la migliore in circolazione senza dubbio.

    Ma forse parlo solo da appassionato, chissà :)

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  2. Eh, sì, sei appassionato, ma anche io eh!
    Antonio Serra tempo fa in una discussione mi diceva che The Next Generation è invecchiata male, credo che parlasse sia del lato tecnico che del lato dei contenuti. Per me non è proprio così, ovvero, il fatto che sia "invecchiata" ne fa uno specchio abbastanza fedele dell'epoca,del modo di fare serie tv, ma anche di vedere la società; eppure certe questioni sono rimaste attuali, solo trattate diversamente.
    A me poi quel modo pacato di recitare (a volte troppo, sembra quasi fuori fuoco rispetto alla drammaticità di certe situazioni) rilassa, e mi dà tempo per riflettere su quello che mi si sta raccontando.
    Una cosa che notavo è la grande quantità di donne ingegneri o che comunque fanno mestieri importanti che appaiono negli episodi: certo, questo dà modo spesso di far interagire sentimentalmente gli uomini della squadra, ma non ci sono quasi mai sorprese o disagio perché il capo è una donna - in quel futuro immaginario non è un problema. Dopo 30 anni mi sembra che quel futuro lì sembri sempre più lontano.
    Ah, io amo anche gli episodi grotteschi! E d'accordo che la serie va in crescendo :)

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  3. Vero. Hai ragione. Il ruolo della donna ha sempre avuto un peso specifico, nella serie. Anche quelli di contorno. A me, ad esempio, sono molto piaciute le parti della moglie di Worf e soprattutto del guardiamarina Ro Laren (che purtroppo si sono viste poco).
    Secondo me, comunque, la forza più grande è nella costruzione dei protagonisti che crescono episodio dopo episodio e soprattutto ognuno con le proprie rogne e i propri conflitti: Worf accusato dal proprio popolo di essere un traditore, la "cecità" di La Forge, la ricerca di umanità di Data, la "maledizione" sensitiva di Troi, la perdita della dottoressa Crusher o Picard e il suo continuo sentirsi combattuto tra i doveri di un capitano e il desiderio di fare la cosa giusta.
    Tutte battaglie che tra l'altro rappresentano il punto di partenza di tanti degli episodi più belli della serie.
    In nessun'altra serie dedicata all'universo di Star Trek, i personaggi sono stati così tanto approfonditi.

    O così ricordo, almeno. Prossimamente, infatti, continuerò la mia opera di "rivisione" cronologica passando a DS9. Anzi, credo che comicerò molto presto, vista la cocente delusione che sto provando per Discovery. Non sono di quelli che si scontentano facilmente e anzi accetto anche di buon grado il lavoro per cercare di trasportare nel nuovo secolo televisivo il titolo, ma al quinto episodio visto, mi sono convinto che Discovery è un perfetto esempio di cosa NON si doveva fare per riportare lo Star Trek televisivo ai giorni nostri. Sia dal punto di vista della scrittura, sia da quello della costruzione di quei pochi, scellerati personaggi.
    Poi magari dal sesto episodio mi ricredo. Ma ho seri dubbi.

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    Risposte
    1. Mi sa che dopo il ripasso con Next Generation attacco anche io con DS9, che ricordo meno.
      Su Discovery a malincuore mi tocca dare ragione a chi aveva diffidato dall'inizio; io ho dato fiducia agli scrittori fino alla quarta puntata circa, aspettando quello che avevano promesso i creatori - un'approfondimento sui Klingon e sulle loro motivazioni, la loro società, ecc.
      Peccato perché a me non importava molto del canone, e comunque tante cose che venivano contestate come non Trek sinceramente io le stavo vedendo in Next Generation - certo se si considera canone solo la serie classica allora addio.
      La scrittura dei personaggi e delle loro motivazioni è davvero confusa e certe volte contraddittoria; un grande lavoro di contorno su scenografie e makup buttato via. Mi dispiace davvero molto che ci sia poco da salvare.

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Attraverso i commenti io vengo a sapere solo il nome che è stato indicato dal commentatore, nient’altro. Se qualcuno vuole che io tolga i propri commenti può scrivere a p.mandanici@gmail.com e provvederò alla loro eliminazione.