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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



Visualizzazione post con etichetta Tavole. Mostra tutti i post
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mercoledì 15 luglio 2020

Kay - La guerra del buio (mio ritorno su carta stampata) e QUASI (la rivista che non legge nessuno)

Kay - La Guerra del Buio è una serie della Sergio Bonelli Editore che ripropone in una nuova veste (formato manga come gli albi di Attica) tutte le storie che nel mondo fumettistico di Nathan Never hanno visto protagonista Kay, la figlia adottiva mutante di May Frayn e Branko, due agenti Alfa.
Nei 10 albetti della serie vedremo crescere Kay, da bambina a giovane adulta che imparerà a sviluppare i suoi poteri e che vivrà diverse avventure; in questi albi soprattutto dopo i primi numeri si vedrà un montaggio delle varie storie secondo una nuova timeline, per rendere fluida una storia che in effetti si è dipanata lungo diversi anni e albi.
L'albo numero 1 di  Kay - La Guerra del Buio è uscito a maggio in tutte le fumetterie (potete trovare gli albi anche nello shop online Bonelli), mentre il 16 luglio uscirà il n. 3, quello in cui inizia una parte di storia da me disegnata diversi anni fa e che uscì nel 2015 su Agenzia Alfa 35 (storia di Mirko Perniola). Tutte le copertine di questa serie sono disegnate da Massimo Dall'Oglio.La stampa su formato piccolo è venuta molto bene, colgo comunque l'occasione di linkare dei vecchi post in cui ho pubblicato qualche tavola di quella storia - qui, qui e qui; per gli appassionati del programma Clip Studio Paint (ex Manga Studio) qui un video lunghino in cui mostro come nasceva una tavola di quella storia (mi raccomando di accelerare molto la velocità, sono lentissima nel parlare).

©Sergio Bonelli Editore - A destra l'albo del 2015 di AA in cui apparve la storia da me disegnata in Kay 3 e 4

©Sergio Bonelli Editore

E adesso passiamo a una coppia di birbanti che leggono molti fumetti - pochi Bonelli, credo:)  - e che hanno voglia di parlarne in molti modi diversi (invitando anche amici e appassionati): QUASI è la rivista che non legge quasi nessuno (per adesso sotto forma di blog) curata da Paolo Interdonato e Boris Battaglia.
In mezzo ai tanti testi interessanti sul blog di QUASI ci trovate anche una mia Susan Sontag (e in futuro persino una piccola storia a fumetti), in attesa di poter leggere anche la versione su carta.

Boris Battaglia ha già scritto diversi piccoli e interessanti libri sul fumetto e le sue storie, l'ultimo arrivato è Bande a part(e) - 1954-1974 Vent’anni Che Hanno Cambiato Il Fumetto (E In Parte Anche Il Mondo); si parla di due importanti riviste di fumetto (Pilote e Hara-Kiri) e degli autori che vi hanno preso parte.






giovedì 24 agosto 2017

"Gregory Hunter - I padroni della galassia": tavole in BN e a colori

Questo post inaugura l'etichetta "I ritagli della fumettista curiosa", in pratica trasferisco qui da ora in poi il tipo di post che mettevo nel blog "Ritagli della fumettista curiosa" a cui ho dato uno stop.
Di solito questi sono post "veloci" in cui segnalo un libro o un fumetto facendo foto di alcune tavole o pagine del libro, senza commenti molto lunghi.

Del libro che raccoglie la prima lunga avventura di Gregory Hunter (Sergio Bonelli Editore) ho già parlato qui (ci sono anche diversi miei disegni d'epoca); adesso invece mostro qualche tavola in bianco e nero della serie originale (disegni di Elena Pianta) messa a confronto con la versione moderna colorata (colori di Virginia Chiabotti, Edoardo Arzani, Mariano De Biase).
Mi scuso per la qualità non eccelsa delle foto (cercare di tenere aperti gli albi senza deturparli è stato alquanto difficile).

Copertina di Sergio Giardo 








La prima pagina della sezione Extra a fine volume, dove Antonio Serra racconta la genesi della serie e dove ci sono studi e illustrazioni dei vari personaggi (questi qui sopra sono di Elena Pianta).
Tutte le immagini ©Sergio Bonelli Editore

martedì 3 gennaio 2017

Le mie tavole a fumetti di Legs, Gregory e Nathan

Posseggo ancora la maggior parte delle storie a fumetti che ho disegnato per la Sergio Bonelli Editore dal 1995 (ma il primo albo, "Un'avventura per May", uscirà nel 1996). Qualche tavola l'ho regalata ad amici, qualcuna l'ho data in beneficenza, qualcuna l'ho venduta, ma ho ancora centinaia di tavole suddivise tra 7 albi di Legs Weaver più uno Speciale; 3 albi completi di Gregory Hunter e partecipazioni in altri 2; 5 numeri di Nathan Never (per conoscere date e numeri dei miei lavori si può visitare questa pagina su Jimdo).
Non conto altri albi successivi di Nathan e quelli di Universo Alfa e Agenzia Alfa perché o sono solo parzialmente su carta (mancano neri e retini) oppure sono stati realizzati interamente in digitale (di alcuni di questi ho però delle belle stampe in formato originale con il lettering).

Da tempo dovevo mettere un po' di ordine tra queste tavole e verificare la numerazione di quelle che non ho più, in maniera da poter rispondere a chi me ne chiedesse in vendita di specifiche.
Tutte le mie tavole sono state realizzate entro dei fogli A3, oppure una misura leggermente più grande, che poi ritagliavo un po', con qualche piccola variazione di gabbia durante gli anni - gabbia che a un certo punto si è assestata su un 25,5 cm x 36.
La carta che più ho usato è la Fabriano 4 semiruvida, la tecnica più usata in quegli anni è stata quella con i pennarelli graduati (Staedtler e Pigma), talvolta con presenza di segno realizzato con pennello e inchiostro.
Era da molto tempo che non riguardavo quelle tavole originali, in qualche caso mi sono meravigliata che certi miei giudizi fossero un po' troppo severi, all'epoca; in poche parole: certe tavole mi sono sembrate molto buone, e certamente dietro si vede molto lavoro (me lo dico senza problemi). I fumetti vengono pensati e realizzati per la stampa, questo è vero, ma spesso qualcosa si perde (più o meno a seconda delle caratteristiche dello stile di un disegnatore).

Non avendo tempo per scansionare le tavole ho fatto delle foto al volo, neanche ben fatte, ma spero si notino un po' di particolari in più.

Tavole originali di albi di Legs Weaver, Nathan Never, Gregory Hunter, Universo Alfa (in questo caso stampe da file digitali).

Le vignette seguenti sono tratte da Nathan Never n. 177 - "Il circo bianco" (feb. 2006), storia di Stefano Vietti (che adesso in coppia con Luca Enoch da anni sta modellando l'universo fantasy di Dragonero).

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"

Da NN n. 177 "Il circo bianco"
Da NN n. 177 "Il circo bianco"
Le vignette e tavole seguenti sono tratte da Legs Weaver n. 106 "Il laboratorio nascosto" - sett. 2004 (storia di Stefano Vietti).

Da LW n. 106 "Il laboratorio nascosto"

Da LW n. 106 "Il laboratorio nascosto"

Da LW n. 106 "Il laboratorio nascosto"

Da LW n. 106 "Il laboratorio nascosto"

Da LW n. 106 "Il laboratorio nascosto"

Tutte le immagini ©Sergio Bonelli Editore

venerdì 5 febbraio 2016

La mia Legs western

Sto mettendo un po' di ordine (poco, eh) in alcune delle cartelle che ho in casa piene di tavole, fogli, disegni, bozzetti, ecc. Metà del materiale sono bozzetti e layout definiti di tavole, disegnati su fogli sottili: prima o poi dovrò liberarmene se voglio invece tenere gli originali inchiostrati (che occupano un bello spazio ormai dopo più di 20 anni di carriera fumettistica).
Ho trovato molte cose che ormai avevo dimenticato, magari prima o poi ci ricaverò qualche post, e oltre a queste mi è capitato sottocchio lo studio di un personaggio che poi è finito in un vecchio albo di Legs Weaver - anzi due (era una storia doppia): il 40, "Giorno maledetto", seguito dal 41, "Il duello", storia scritta da Stefano Piani, anno 1999 (piango un po'), copertine di Mario Atzori.

Legs Weaver n.41 - 1999 - ©Sergio Bonelli Editore

La particolarità di questa storia è che è praticamente un western, la testata di Legs Weaver permetteva contaminazioni e citazioni praticamente illimitate. Per spiegare meglio l'ambientazione apparentemente bizzarra rispetto a quella del mondo futuribile di Nathan Never riporto il testo delle didascalie di apertura della storia:
"A causa dell'inquinamento e della Grande Catastrofe del 2024, una vasta parte del mondo ha subito una rapida desertificazione ed è stata dichiarata zona off limits...Questo quadrilatero, che si estende da Sand's Point a Seaspot e da Columbus a Las Rosas ha preso il nome di Territorio.
Molte città e insediamenti illegali sono sorti in questi anni all'interno del Territorio, formando una specie di Nuovo Far West, in cui, al riparo da tutte le leggi, si nascondono alcuni tra i più pericolosi delinquenti del paese..." 
Studio personaggio per Legs Weaver n. 41 - 42
©Sergio Bonelli Editore 
©Sergio Bonelli Editore  
©Sergio Bonelli Editore

Ogni tanto qualcuno mi chiede se dopo il mio "periodo western" avuto durante l'infanzia (fino ai 12 anni circa) io non possa tornare a disegnare qualche cowboy in qualche fumetto: be', l'ho già fatto, su Legs appunto! Certo lo stile del disegno non era quello classico dei fumetti western ma quello grafico della testata dedicata a Legs Weaver.
Nonostante tutto mi piace abbastanza la sequenza finale della seconda tavola.
Gli albi qui citati risultano esauriti, ma credo che chi voglia li possa trovare usati, persino su eBay a poco prezzo. Per chi volesse invece qualche tavola originale potete scrivere a: p.mandanici@gmail.com

martedì 14 aprile 2015

I vari livelli di una mia tavola a fumetti (da "Nathan contro Legs")


In edicola troverete ancora l'albo "Nathan contro Legs" da me disegnato, scritto da Giovanni Eccher ed edito da Sergio Bonelli Editore. Da quest'albo ho preso una tavola di esempio per far vedere quanti livelli uso di solito quando lavoro in digitale, con il programma Manga Studio (in questo caso la versione 4 EX).

Le matite sono state tutte disegnate su carta, un formato un po' più piccolo di un A3 (la gabbia è di cm. 25,5 x 36), scansionate in scala di grigi con uno scanner A3.
In Manga Studio 4 EX ho creato delle "Story" (file multipagina) da 32 tavole ciascuno, con un template con le stesse misure della mia tavola a matita a 600 dpi (ma avrebbero dovuto essere 1200).

La procedura più o meno è questa: importo la matita all'interno del file della tavola che devo disegnare, faccio la "squadratura", diminuisco l'opacità del livello matita, inizio a lavorare sul livello che chiamo "SEGNO", dove inchiostro i personaggi e talvolta gli edifici o altro che risulti in primo piano.
Poi aggiungo il livello "Sfondo" - spesso ne basta uno, talvolta per sfondi più complessi ne creo un altro a parte, o anche due.
Creo i livelli dei retini, che in questa storia sono tre: tutti a 42,5 punti con densità che vanno dal 10 al 25 al 40%.
Infine il livello che chiamo "Effetti" e che deve stare quasi in cima: ritocchi col bianco, tocchi e sfumature col pennello "secco", effetti vari (le righe degli schermi, ecc.), e poi eventualmente i livelli con gli effetti sonori, ancora sopra quello degli effetti e talvolta sopra quello della "squadratura" (in caso di "sbordatura"): in questo caso il "Cla-Clack" della pistola.
In questa pagina per comodità ho aggiunto anche il livello "Pioggia".

Nell'ultima foto potete vedere i livelli ma soprattutto i Rulers prospettici che ho usato per impostare le prospettive delle 3 vignettone.
Finita la tavola l'ho esportata in unico livello in formato PSD in monocromo (ovvero bitmap), ma avrei dovuto usare il TIFF (non chiedetemi perché, è una lunga storia, in parte dovuta al fatto che ho iniziato a disegnare questa storia molto tempo fa, e a certe regole e necessità tipografiche si è giunti quando ero già a metà dell'opera).








Adesso Smith Micro non vende più Manga Studio 4 EX, se siete interessati a questo programma dovete iniziare con Manga Studio 5, o 5 EX (o la versione digitale, uguale, che si chiama Clip Studio Paint). Se volete info e persone con cui discutere del programma potete iscrivervi al gruppo su Facebook "Manga Studio Italia".
Tutorial, articoli e materiali su Manga Studio potete trovarli riuniti nel mio post "Tutti i post e tutorial su Manga Studio".

Tutte le immagini © Sergio Bonelli Editore

venerdì 20 febbraio 2015

Varie -75


Prima o poi mi piacerebbe scrivere un post dove si raccontano nei particolari tutte le fasi del percorso che porta dalla creazione di un albo di fumetto seriale alla sua pubblicazione, ma se non voglio dare informazioni sbagliate dovrei informarmi meglio sui momenti che non vivo in prima persona - vedremo più in là, un giorno.
Di certo l'albo da me disegnato che uscirà il mese prossimo nella collana "Le grandi storie di Nathan Never" (dal titolo "Nathan contro Legs") potrebbe dare qualche spunto interessante - dal tanto tempo che occorre per rivedere una storia lunga 220 pagine e correggere refusi, incongruenze, dimenticanze, ai problemi relativi alla stampa, che vivendo da un po' di tempo un rinnovamento sia nei macchinari che nelle tecnologie adoperate da disegnatori e grafici pone nuovi problemi e nuove sfide (l'eterno problema del cercare di capire come varrà stampata una cosa che dal vivo - o da schermo - noi vediamo con determinate caratteristiche).
Ieri sono andata a vedere una prova di stampa della copertina dell'albo in questione - una prova fatta con una buona stampante, ma non certo quella che stamperà di fatto gli albi che saranno distribuiti in edicola, né questa prova era sulla carta lucidina che forse attenuerà ancora di un grado la tonalità dei colori; in ogni caso era una prova che si avvicinava alla versione finale il più possibile (così mi hanno detto per esperienza).
La copertina che potete vedere a questa pagina (più 3 tavole di anteprima) è in RGB oltretutto, non in quadricromia, e presenta dei colori più vivaci e piatti di quelli che saranno nella realtà.
©Sergio Bonelli Editore

Il titolo "Nathan contro Legs" dice abbastanza dell'argomento della storia che ha scritto Giovanni Eccher (ma altro non aggiungo); l'albo dovrebbe essere in edicola il 17 marzo, ma forse se ne potranno avere delle copie in tempo per Cartoomics, la fiera che si svolgerà a Rho (Milano) dal 13 al 15 marzo (io dovrei essere allo stand Bonelli per una sessione di firme, ho già consegnato l'illustrazione che - mi dicono - sarà stampata su una carta molto bella; ancora da confermare data e orario, quando ne avrò notizia lo comunicherò qui e sui miei altri luoghi sul web).

Intanto vado avanti con la storia per Agenzia Alfa (scritta da Mirko Perniola) di cui potete vedere qui una tavola, la prima disegnata con Manga Studio 5 (ovvero Clip Studio Paint) dopo il passaggio da Manga Studio 4 EX di cui ho parlato qui.

E ora un po' di consigli di lettura:


martedì 7 ottobre 2014

Una tavola della serie "Quartiere"


Di "Panchine" avevo messo online il bozzetto, qui; ieri ho disegnato la versione definitiva ma non mi piace granché. Ho provato a inchiostrare altri due livelli in modi diversi ma ho buttato tutto alla fine.
Mi sembra ancora di andare un po' alla cieca, non sono per niente soddisfatta.


Per sfogarmi un po' ho fatto un po' di disegno libero, questo è il risultato.



L'altro ieri è venuto a mancare Lorenzo Bartoli, fumettista e romanziere che Roberto Recchioni vuole ricordare mettendo a disposizione per la lettura una delle storie di John Doe, di cui è stato coautore. Un'occasione per conoscere meglio la sua opera (vale anche per me che non ho avuto modo di leggere molte sue cose).

A proposito del fenomeno delle Sentinelle in piedi e dell'episodio che ha visto coinvolto Gianpietro Bellotti non dico nulla ma lascio parlare altri per me: qui trovate l'intervista di Radio Popolare al nazista dell'Illinois/Il dittatore di Chaplin; qui un bel disegno di Mariano De Biase, e qui una "proposta" di Mix.

mercoledì 10 settembre 2014

"Il quartiere - 7/9/14" (seconda tavola della serie)

Il bozzetto l'ho pubblicato sul blog "Fumetti senza fine", e come potete verificare ho sbagliato la data (che qui invece ho corretto).


Sono andata a cercare su Youtube ragazze che usassero l'hula hoop come la ragazza che ho visto l'altro giorno al parco, ma l'unico video che ho trovato in cui vagamente si capisce che tipo di danza/gioco facesse è questo.
Ringrazio sia Luigi che Sergio per i consigli sul layout, e anche una mia amica; non ho ancora finito di cercare la forma giusta, vedremo andando avanti.
Una cosa a cui sto pensando è di riunire poi 3 o 4 di queste tavole della serie "Il quartiere" in un post, in maniera che possano essere lette di seguito, e cogliere meglio il progetto unitario, il passare delle giornate. Non so se mettere questi post "raccoglitori" qui o nel blog "Fumetti senza fine"; ci penserò.

Non è un bel momento per me, ho diversi piccoli problemi di salute che messi insieme mi stanno mettendo davvero in difficoltà, uno dei più fastidiosi è un cerchio alla testa (che qualche volta diventa vero e proprio mai di testa) dovuto certamente a stanchezza degli occhi, ma forse anche ai (non più) nuovi occhiali.
Nonostante abbia perso qualche giorno di lavoro (ore e mezze giornate sommate) il Nathan Never che uscirà a marzo è a buon punto, mi mancano una quarantina di tavole.

lunedì 8 settembre 2014

Un mio fumettino seriale e vari consigli di lettura


Del fumettino ho parlato sul Tumbrl "Fumetti senza fine", rimando a lì per le spiegazioni (per la precisione qui e qui).
Quel testo che fuoriesce a sinistra è brutto? Sbagliato quel fondino bianco? Forse sì, andrò avanti a tentativi, d'altronde questo fumetto/striscia è realizzato quasi in tempo reale, torno dalle passeggiate con Kristal e abbozzo, se posso la sera disegno (non tutti i giorni, ma la metodologia è quella).
Tutto realizzato con Manga Studio 5EX/Clip Studio Paint.
[Qui variazioni sul layout della tavola come suggerito nei commenti]


Ricordo a chi passa di qui per trovare info su disegno e Manga Studio che ogni tanto aggiungo dei link e aggiorno le pagine di "Risorse online per disegnatori" e  "Tutti i post e tutorial su Manga Studio".

È uscito il volume a fumetti "La vita inattesa" (Rizzoli Lizard).  "Si tratta di un volume collettivo, realizzato da una dozzina di autori di primo piano del fumetto nazionale, più un ospite straniero, che nasce come sponda disegnata di Viverla tutta, campagna di comunicazione e impegno sociale promossa dalla casa farmaceutica Pfizer a partire dal 2011, con il coinvolgimento della comunità scientifica, delle istituzioni e di un forum di Repubblica.it. L’obiettivo è promuovere la diffusione della cosiddetta Medicina Narrativa e favorire la condivisione delle testimonianze di malattia."
Sul sito di Fumettologica trovate il resto del testo e tavole di anteprima.

Auguri al Tumbrl di Laura Scarpa "Caffè a colazione" che ha compiuto 6 anni!

Il "Passenger" del fumetto: intervista a Christian G. Marra | Interviste su Lo Spazio Bianco

Ultimamente ho avuto problemi con la vista, annebbiamento, sfocatura - in parte dovuti al peggioramento lieve della mia presbiopia, in parte certamente dovuti all'intenso lavoro davanti al computer.
In questo articolo si spiegano i danni della luce blu del pc sul nostro ciclo di sonno e non solo; se ci siano delle esagerazioni non lo so, certamente non fa bene alla vista stare ore e ore davanti agli schermi, se c'è qualche accorgimento per alleviare fastidi e complicazioni ben venga.
Giorni fa in due diversi posti ho visto citare il programma F.lux per Mac (non so se ce ne siano di simili per Windows), che permette una modulazione della tonalità dei colori dello schermo a seconda dell'orario (in pratica quando il sole non c'è più); in realtà si può attivare anche a comando, io ad esempio quando mi alzo la mattina presto lo attivo in una modalità che rende lo schermo più "rosato", spesso lo faccio anche il tardo pomeriggio.

Una app per Android che segnala moltissime uscite fumettistiche italiane con rimandi a schede per conoscere autori, trama, prezzo (manca solo ai fumetti Bonelli) e data di uscita: Uscite Fumetti e Manga; molto utile la funzione "Lista degli acquisti", chiara l'interfaccia, forse un po' spartana. Da implementare il parco delle case editrici.

Per chi conosce bene (o benino) l'inglese l'Università del Colorado organizza corsi gratis online di vario tipo, ce n'è uno che mi ha segnalato un amico su "Comic Books and Graphic Novels"; il piano di studi è niente male, i video a cui potete assistere hanno i sottotitoli in inglese.

Nel gruppo Facebook di Manga Studio Italia si può parlare anche di altri programmi di disegno digitale - ad esempio Mischief, un software ancora un po' limitato in strumenti e opzioni ma che permette di disegnare in vettoriale su un "foglio" praticamente infinito.

Un consiglio per chi segue Facebook da tablet e smartphone e non vuole sprecare la propria quota mensile dati, ma anche per chi non sopporta la partenza automatica dei video: come disattivarla.

Infine una dose di video con animali per rilassarsi un po': Gelosia a quattro zampe: l'alano vuole le coccole ; Cane travestito da ragno “terrorizza” la gente ; Guardando si impara, parola di pappagalloIl labrador pazzo per il mare: la corsa in soggettiva 

lunedì 21 luglio 2014

Una tavola dal Nathan in lavorazione (a 2/3 della storia)


Non sono molte le occasioni in cui posso postare tavole intere della storia di Nathan Never che sto disegnando - il pericolo spoiler si annida quasi dietro ogni sequenza.
In questa tavola (che si trova circa a due terzi della storia) si vede un inseguimento che si protrarrà per un po'; alla guida di uno dei flyer c'è Orson, dietro di lui Legs Weaver: altro non posso dire.
Per chi non lo sapesse sto inchiostrando tutta la storia in digitale, con Manga Studio 4 EX; colgo ancora l'occasione per ricordare il "sondaggio" che ho lanciato qui a proposito del disegno digitale, aperto a tutti (aspetto ancora un po' per scrivere il post promesso).
La sceneggiatura di questa storia è di Giovanni Eccher.


Immagine ©Sergio Bonelli Editore

martedì 19 novembre 2013

In edicola un Nathan Never disegnato da me

Da oggi è in edicola il n. 270 di Nathan Never dal titolo "Effetto domino"; è la seconda parte di una storia iniziata nello scorso numero, scritta da Giovanni Eccher e che ha visto alle matite Gino Vercelli e me alle chine (digitali).
Qui potete vedere una delle tavole, prima la matita e poi la versione finale. La tavola a matita è disegnata su un foglio un po' più piccolo di un A3, poi la scansione è stata importata al computer e corretta in Manga Studio 4 EX, dove poi è stata inchiostrata e retinata.
Ammetto di essere un po' scontenta della mia inchiostrazione, alla luce anche di quanto sto facendo con il lavoro sul gigante; in ogni caso il parere del lettore è quello che conta!
Sul mio Tumbrl ho caricato un bozzetto di un'illustrazione con i protagonisti di questa storia, Nathan e i suoi "colleghi" wrestler: Wolfman, Blue Fever e Helena; nell'occasione ho aggiornato il Tumbrl e adesso c'è la possibilità di inserire dei commenti attraverso Disqus.
Qui nel blog di Sergio Giardo la copertina in bianco e nero di Nathan Never 270.

Tavola da NN 270 - ©Sergio Bonelli Editore
La bella copertina di Sergio Giardo

                 


lunedì 16 settembre 2013

Tavola inchiostrata

In questo post ho fatto vedere 3 tavole a matita del gigante di Nathan Never in lavorazione e raccontato come sono arrivata a farvi delle correzioni; oggi posto una di quelle tavole dopo l'inchiostrazione e la retinatura (saranno possibili altre piccole correzioni).

©copyright Sergio Bonelli Editore

martedì 10 settembre 2013

Una piccola lezione di fumetto

La lezione di fumetto è quella che Antonio Serra ha dato a me durante una telefonata di 20 minuti - ho pensato di parlarne qui perché può essere d'aiuto ad aspiranti fumettisti, o comunque a capire come funzionano certi meccanismi per cercare di migliorare il proprio lavoro.
Le 3 tavole che vedete di seguito fanno parte del Gigante di Nathan Never su cui sto lavorando (ci lavorerò fino al termine del 2014). La scena è una delle poche di questa storia di 220 pagine in cui si parla seduti a un tavolo: ci sono Nathan, Sigmund e Branko, la sala è quella delle riunioni dell'Agenzia Alfa.
Le scene in cui le persone parlano senza muoversi di solito sono abbastanza noiose da disegnare, e forse anche da leggere, nonostante spesso siano fondamentali per certi passaggi narrativi della storia; io cerco sempre di renderle meno uniformi cercando di variare inquadrature e punti di vista.
Torno a ieri: disegnate queste 3 tavole le spedisco via mail allo sceneggiatore Giovanni Eccher e al curatore Antonio Serra; quest'ultimo le vede subito e mi chiama al telefono nel giro di pochi minuti: esordisce dicendomi che dal punto di vista del disegno non ha nulla da dire, vanno benissimo (e aggiunge che da quando ho iniziato il gigante ha notato che il mio disegno è migliorato molto, tra le altre cose non vede più persone sproporzionate - mi capitava - o troppo rigide; persino Nathan finalmente sembra aver perso quell'aria un po' intronata che tendevo spesso a dargli).
Ma di cosa stanno parlando i 3 protagonisti seduti al tavolo delle riunioni? Di rapporti aziendali? Di cosa cambiare nell'arredamento della sala (non so, tipo il tavolo ad esempio...)? No, in verità la discussione dovrebbe essere molto tesa, loro sono molto molto preoccupati per avvenimenti che non posso raccontare, e alla fine pianificano il modo con cui poter risolvere il problema che si trovano davanti: dai miei disegni non si capisce (vedere la prima versione a sinistra).
Quasi vignetta per vignetta Serra mi spiega che con poco posso dare un'espressività diversa ai personaggi - in pratica si tratta di lavorare sulla loro "recitazione": posture diverse, sguardi più intensi o preoccupati, illuminazione diversa - non quella generica che avevo immaginato io all'inizio.
Io non sto in silenzio, la nostra è una conversazione, Serra mi indica una cosa, io ne suggerisco un'altra seguendo il suo ragionamento; contemporaneamente (sono davanti al pc con le tavole aperte in Manga Studio, nella mano sinistra ho il telefonino e nella destra la penna ottica) inizio a correggere e disegnare e subito mi rendo conto di come queste tavole possono migliorare.
Avevo terminato una lunga giornata lavorativa alle 18 e 30, aggiungo un'altra oretta per terminare le correzioni (non posso aspettare, voglio vedere quelle tavole con il nuovo punto di vista).
Le tavole corrette le vedete sulla destra, sono disegnate un po' alla buona perché le correzioni sono state fatte direttamente e velocemente in Manga Studio (mentre gli originali sono su carta).
Cliccare sulle immagini per ingrandirle




©immagini SBE

Forse non faccio una grande figura raccontando questo episodio - avrei dovuto accorgermi anche io che le tavole non funzionavano; a mia parziale (molto parziale) discolpa posso spiegare quanti siano i pericoli del disegnatore seriale: in certi giorni in cui si è più stanchi (io poi lavoro praticamente tutti i giorni, anche se non 8 ore al giorno di filato) si legge la sceneggiatura con superficialità, non notando le indicazioni che spesso sono già presenti nelle descrizioni delle vignette (che la discussione fosse tesa Eccher l'aveva scritto all'inizio). Talvolta ci si dimentica cosa si è disegnato la settimana prima, o l'atmosfera della scena precedente, specie se per i motivi più vari si procede a pezzi e salti; e a volte ci si lascia prendere dalla necessità di risolvere problemi contingenti di disegno e inquadratura - il tavolo, il non ripetere le posizioni - e si dimentica cosa veramente si sta raccontando e come.
Un buon editor serve anche a questo: dal di fuori vede tutto a volo d'uccello, si rende conto di cosa non quadra, soprattutto sa spiegarlo bene e sa tirare fuori il meglio dal disegnatore (secondo le sue possibilità e i suoi limiti): Antonio Serra in questo è bravissimo, e tanto aiuta la sua capacità di disegnatore (non sono mai stati pubblicati suoi fumetti ma Antonio sa disegnare, anche se non ai livelli richiesti per pubblicazioni professionali come quelle bonelliane).

*Nota sul tavolo: il tavolo a forma di "A" non è facile da disegnare e mettere in prospettiva; avevo fatto dei bozzettini ma non mi convinceva la posizione delle linee di fuga. Ho così deciso di costruirmi un semplicissimo modello in 3D con Google Sketchup - che mi è venuto così così - ma l'importante era vedere in maniera approssimativa come si comportavano le linee sghembe del tavolo a seconda dei vari punti di vista: con il modello potevo ruotare attorno al tavolo con la mia "telecamera". Con soddisfazione mi sono accorta che i miei bozzettini rispettavano quello che vedevo con il modello 3D posizionato allo stesso modo :)