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giovedì 31 marzo 2011

Leggere attentamente la sceneggiatura

Terminato di disegnare la storia per “Universo Alfa” ho quasi subito ripreso in mano la storia di Mirko Perniola per “Agenzia Alfa”.
Tav 22autoNelle scene che sto disegnando  compaiono May, Branko e Betty in missione; May e Betty sono andate a una festa in una villa abbastanza sontuosa immersa in un piccolo parco, Branko invece le aspetta a debita distanza con il suo grosso furgone attrezzato (di cui  però in queste scene vediamo solo la cabina di guida, almeno fino a tavola 23) .
Come si può vedere dalla foto 1 May e Betty abbandonano la villa in auto, e quella è l’ultima vignetta in cui compare la villa – ovvero non c’è una panoramica dell’ambiente o dell’esterno della villa, e nelle tavole precedenti in effetti io ho solo “presentato” la villa con il suo giardino (e parcheggio) interno.
Ho ripreso il mio lavoro dalla tavola 23, dove si vede l’auto di May e Betty che entra nel capiente vano posteriore del furgone guidato da Branko – il tutto mentre si percorre una strada…situata dove?
E’ bene dire che nella tavola seguente il furgone dei nostri si immetterà in una strada trafficata della grande città neveriana. Dunque il percorso è dalla villa a una qualsiasi superstrada che si inoltra presumibilmente tra  palazzoni futuristici.
Nella foto 2 si vede la descrizione della prima vignetta della tavola 23: si parla di “ ampia strada (senza traffico)”, ma non dell’ambientazione precisa; Mirko giustamente si fida della mia esperienza e non si dilunga in descrizioni scontate.
Io cosa faccio? Senza pensarci troppo, forse influenzata dalla lettura della tavola successiva (dove il furgone è già in città), disegno una superstrada già cittadina. E’ vero che la villa potrebbe anche essere inserita in città, come qualche volta si è visto in Nathan, ma di solito in questi casi, proprio perché  inusuale, si fa vedere certamente la villa da lontano, con il suo parchetto ma anche con la presenza incombente (o sullo sfondo) di grattacieli e simili. Senza questa caratterizzazione viene più semplice Testo sceneggiaturaimmaginare una villa del genere alla periferia della città o anche un po’ fuori.
Nella foto 3 potete vedere la prima versione di quella vignetta, quella disegnata senza riflettere; nella foto 4 invece la versione cambiata di poco, ma dove ho voluto rendere il passaggio tra “ambiente forse campagnolo” e “ambiente cittadino” meno traumatico. A onor del vero Perniola mi aveva detto che se volevo potevo lasciare la vignetta invariata, ma sono dell’idea che se con poco si può migliorare l’”informazione” di una storia è sempre meglio farlo; lo stacco tra la vignetta di foto 1 e quella di foto 3 era troppo netto.
Inutile dire che ho cancellato e risistemato lo sfondo usando gli strumenti messi a disposizione di Manga Studio, e l’ho fatto senza curare troppo la matita facendo io il lavoro più grosso e preciso direttamente in fase di ripasso “a china”.
Ho raccontato questo piccolo aneddoto per ribadire come sia importante la lettura approfondita della sceneggiatura in rapporto al disegno, e come siano tante le variabili del racconto visivo, soprattutto se si vuole mantenere una coerenza interna e chiarezza di lettura.

Copyright©immagini Sergio Bonelli Editore - cliccare per ingrandirle

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Tav23Def2

19 commenti:

  1. ma quanto sono belli questi post..

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  2. Brava Patrizia, come al solito grande anche a spiegare queste cose tecniche. Hai ragione, è un passaggio che, se non rivisto, qualcuno avrebbe notato. E difficilmente chi legge,che non sia del mestiere, da la colpa allo sceneggiatore :))

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  3. comativa@: grazie, in effetti dovrei parlare più spesso del "dietro le quinte", immagino ci possano essere degli spunti su cui riflettere per gli appassionati di fumetti :)
    Boscho@: spero si sia capito che in questo caso la colpa era mia, non dello sceneggiatore!

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  4. Bello questo post,
    Laura Scarpa nel corso di fumetto-online ci ha dato da fare delle tavole a partire dalla sceneggiatura e devo ammettere che non è proprio facile.
    Riportare un testo in immagini è molto faticoso, bisogna avere molta fantasia, farsi un'idea mentale di quello che si vuole realizzare, far capire la storia (la parte più difficile), poi mettere tante cose (oggetti persone e altro) in spazi piccoli come le vignette, insomma una vera arte!

    Fai più post di questo tipo ;)

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  5. Braaavaaaaa! Che segno che hai!
    Ho sempre avuto passione per il disegno e i fumetti e da giovane li disegnavo da dilettante, poi ho smesso...stupidamente.

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  6. paopasc@: peccato sì, disegnare (anche se non lo si fa per lavoro) può essere divertente - o rilassante, dipende dai casi, un modo per entrare nel nostro piccolo mondo di fantasia.
    Complimenti per il blog di scienza - ma non solo, molto interessante.

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  7. E' incredibile! Stavo leggendo poco tempo fa una storia di -ehm- Zagor... "Il tesoro della città fantasma" dove pensavo -infastidito- a come il passaggio dalla foresta al deserto avvenisse in modo troppo repentino...

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  8. P. Alexis@: non ho letto l'albo citato e non conosco i retroscena (ma potresti chiedere a Burattini), potrebbe anche essere successo che un cambiamento di sceneggiatura all'ultimo momento (magari con soppressione o inclusione di nuove tavole) non abbia permesso la dovuta "amalgama"...a volte succede, si lavora quasi sempre con tempi stretti e tante cose da verificare e correggere.

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  9. La storia è vecchia e non l'ha scritta Burattini, ma Toninelli... Cmq hai fatto bene a rivedere questo aspetto perché come puoi constatare... il lettore se ne accorge... eccome!!!

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  10. Impazzisco per certi dettagli tecnici. Mi unisco al coro che vuole più post di questo tipo e mi complimento con te per la perizia che metti in questo lavoro. Non è da tutti, anzi...

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  11. Grazie Luigi, mi metterò d'impegno per trovare argomenti di questo genere di cui parlare.
    Da lettrice mi infastidisce molto una storia che non "fila" bene, che ha incongruenze che potrebbero essere risolte da una cura maggiore nella narrazione, cioè nella scelta delle inquadrature e delle sequenze.
    Qualche volta è lo sceneggiatore che può non accorgersi che sta saltando un passaggio, o che ha scritto una scena non facile da visualizzare; a questo punto è compito del disegnatore accorgersi che c'è qualcosa che non va e suggerire delle alternative più adatte. Anche perché poi a una rilettura sucessiva di solito le magagne saltano fuori, e preferisco intervenire su tavole a matita piuttosto che rifarle ex-novo!

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  12. se la sceneggiatura non ti convince puoi cambiare molte cose? se per esempio ti chiedono strane espressioni, o due primi piani consecutivi, o personaggi che sono dove non potrebbero essere...

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  13. P. Alexis@: è difficile che possa non convincermi la sceneggiatura in toto perché quasi mai ne ho avuta una completa in mano (forse è successo una volta con una sceneggiatura di Orsini, che è molto bravo e lo stimo molto).
    Se invece ho delle tavole sotto mano di cui non mi convince la struttura narrativa posso parlarne con lo sceneggiatore e il caporedattore; più spesso può capitare che ci siano un paio di vignette che reputo poco chiare, o difficili da realizzare, ed è abbastanza facile poterle cambiare secondo una scelta più razionale. Con gli sceneggiatori con cui ho lavorato non ci sono mai stati problemi, sono stati sempre molto aperti a cambiamenti che giovavano alla leggibilità della storia (pochi d'altronde).
    Tieni conto che ho lavorato con sceneggiatori che lasciano abbastanza spazio all'interpretazione dei disegnatori, le loro indicazioni sono sempre di massima, e ben motivate; io due primi piani di seguito (per dire) non li faccio mai, né a dire la verità mi è stato mai indicato, tranne in pochi casi in cui la cosa aveva un significato preciso.
    Non entro mai invece nel merito dei contenuti (non so, il modo con cui è rappresentato un personaggio, i dialoghi, ecc.), questo fa parte della gestione del personaggio e del mondo di Nathan Never che è opera degli sceneggiatori e del capo redattore.

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  14. Errata corrige: l'"Orsini" del commento precedente ovviamente è Ostini, Alberto Ostini :)

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  15. Ciao Patrizia, forse per maggior chiarezza nel tuo discorso, avresti potuto postare la sceneggiatura dell'intera tavola (a patto che non sia soggetta a NDA);-)
    Se questa volta sei stata tratta in inganno, è anche vero che a volte è proprio a causa della sceneggiatura stessa. Il passaggio dall'ambiente della villa sontuosa al truck di branko io l'avrei gestito con un cambio tavola: del tipo "andiamo, branko ci aspetta per il recupero" a fine tavola della villa con may e betty di spalle sulla spider, lungo il viale al cancello.
    Tavola dopo: soggettiva da dentro il truck buio di branko e un trapezio di luce per il portello che si sta aprendo con "ti sto aprendo il portello may, salite a bordo". A volte per risparmiare mezza tavola si fanno disegnare vignette di sequenze inutili ai fini della storia.
    Opinione mia :-)

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  16. giò11@: il resto della sceneggiatura non c'entrava col discorso che facevo anche perchè la vignetta del mio "errore" è la prima della tavola, quindi la scelta dell'ambiente andava fatta lì.
    Quello che succede dopo la vignetta con l'auto che esce dalla villa è che quest'ultima si accoda al furgone per entrarci dentro: la sequenza quindi è la più "naturale possibile", non ci sono vignette "inutili" - d'altronde non potevi conoscere il contenuto della sceneggiatura, ma proprio per questo tirata d'orecchio!, non si possono fare ipotesi se non si hanno dati sufficienti :)

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  17. Preso! :-)
    Non avevo capito che la foto 1 fosse l'ultima vignetta della tavola precedente a quella incriminata. Con il cambio tavola la sequenza è più che lecita e lineare.
    Il discorso sulla sceneggiatura era generale e non voleva applicarsi forzatamente a questa situazione: semplicemente per esigenze di chiarezza e leggibilità a volte vengono ribaditi concetti che rubano spazio in vignette e dinamicità alla storia.
    Lungi da me voler fare il lavoro degli altri: solo un'opinione personale, come detto :-)

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  18. giò11@: sì, dare indicazioni su come scrivere bene una sceneggiatura di fumetti va sempre bene:), pensavo ti riferissi ai fumetti Bonelli dove di solito questi errori non si fanno, anche perché si è sempre affamati di "spazio" e il problema è cercare di essere sintetici, al limite.

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