Ho letto questo libro qualche anno fa, un po' sorpresa dalla diversità rispetto ai film tratti da quest'opera. La mia lettura quindi non è fresca, e all'epoca non mi ero soffermata sull'autrice di questo particolare romanzo che è uno dei primi esempi di storia "fantascientifico-horror".
Quando ho iniziato a leggere diversi articoli che ricordavano questo bicentenario mi è venuta voglia di saperne di più sulla figura di Mary Shelley - che, ricordiamolo, aveva 19 anni quando ideò il libro durante l'estate passata a Villa Diodati con Percy Shelley, Lord Byron e John William Polidori.
Ho l'abitudine di scaricare sul Kindle le anteprime dei libri, in maniera da poter capire se possono conquistare il mio interesse: durante le mie prime ricerche su Mary Shelley mi sono imbattuta nel libro di Elisabetta Marino "Mary Shelley e l'Italia - Il viaggio, il Risorgimento, la questione femminile ", di cui esiste la versione ebook.
In una nota del suo libro Elisabetta Marino parla del Diario di Mary Shelley, e mi colpisce questa frase:
"Pur essendo un diario, la scrittura del Journal appare sempre molto controllata; Mary era consapevole del fatto che qualsiasi cosa fosse scritta cessava di essere privata".Se bisognava stare attenti allora figuriamoci adesso con la velocità con cui girano le cose su internet e la facilità dei copia e incolla, gli screenshot e le copie cache (nel caso della Shelley c'era il ricordo di suo padre William Godwin: aveva incautamente inserito nelle sue Memorie delle lettere scabrose e private di Mary Wollstonecraft che avevano suscitato scandalo)!
Da qui la ricerca su Mary Shelley si è diramata andando di link in link, tanto che sono passate diverse settimane prima che finissi di raccogliere il materiale per questo post.
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Mio omaggio al personaggio di John Clare (ispirato alla Creatura di Mary Shelley e interpretato da Rory Kinnear) della serie tv Penny Dreadful (disegno realizzato con Clip Studio Paint). |
Come punto di partenza consiglio la lettura di questo articolo sul sito di Le Scienze: La genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici; tra le altre cose si racconta che il libro ebbe una trasposizione teatrale di successo:
La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ( "Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!"Nell'articolo si racconta la genesi del libro (che ebbe tre versioni, l'ultima "radicalmente rivista" e pubblicata nel 1831), le influenze sia di chi gli stava vicino (non solo il marito Shelley o Byron, ma anche Polidori che "doveva essere al corrente dei recenti esperimenti sulle tecniche di resuscitazione elettrica del fisico italiano Giovanni Aldini (nipote del bio-elettricista Luigi Galvani), e delle nuove teorie anatomiche dei fisiologi tedeschi, come Johann Friedrich Blumenbach"), ma anche le tante letture della giovane donna.
Questo articolo del New Yorker invece fa venire voglia di approfondire di più la storia dell'ambiente in cui nacque e crebbe Mary Shelley, il suo rapporto con la maternità, il modo in cui è stato simbolicamente rappresentata la Creatura, ecc.: The Strange and Twisted Life of “Frankenstein” di Jill Lepore pone l'attenzione su diversi aspetti dell'opera, una delle quali è la caratterizzazione dell'aspetto della Creatura come "africana" - che però nella versione teatrale "diventa una caricatura" (i genitori della Shelley , suo marito e anche lei stessa erano per l'abolizione della schiavitù).
"Because the creature reads as a slave, “Frankenstein” holds a unique place in American culture, as the literary scholar Elizabeth Young argued, a few years ago, in “Black Frankenstein: The Making of an American Metaphor.” “What is the use of living, when in fact I am dead,” the black abolitionist David Walker asked from Boston in 1829, in his “Appeal to the Colored Citizens of the World,” anticipating Eldridge Cleaver’s “Soul on Ice” by a century and a half. “Slavery is everywhere the pet monster of the American people,” Frederick Douglass declared in New York, on the eve of the American Civil War."