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sabato 3 marzo 2018

Frankenstein e dintorni

A 200 anni dalla pubblicazione di "Frankestein o il moderno Prometeo" di Mary Shelley la Creatura e il suo artefice, il dottor Frankenstein, continuano a stimolare la produzione di film, serie tv, libri, articoli - quasi sempre usando la suggestione di certi temi o personaggi più che approfondire il testo originale.
Ho letto questo libro qualche anno fa, un po' sorpresa dalla diversità rispetto ai film tratti da quest'opera. La mia lettura quindi non è fresca, e all'epoca non mi ero soffermata sull'autrice di questo particolare romanzo che è uno dei primi esempi di storia "fantascientifico-horror".
Quando ho iniziato a leggere diversi articoli che ricordavano questo bicentenario mi è venuta voglia di saperne di più sulla figura di Mary Shelley - che, ricordiamolo, aveva 19 anni quando ideò il libro durante l'estate passata a Villa Diodati con Percy Shelley, Lord Byron e John William Polidori.

Ho l'abitudine di scaricare sul Kindle le anteprime dei libri, in maniera da poter capire se possono conquistare il mio interesse: durante le mie prime ricerche su Mary Shelley mi sono imbattuta nel libro di Elisabetta Marino "Mary Shelley e l'Italia - Il viaggio, il Risorgimento, la questione femminile ", di cui esiste la versione ebook.
In una nota del suo libro Elisabetta Marino parla del Diario di Mary Shelley, e mi colpisce questa frase:
"Pur essendo un diario, la scrittura del Journal appare sempre molto controllata; Mary era consapevole del fatto che qualsiasi cosa fosse scritta cessava di essere privata".
Se bisognava stare attenti allora figuriamoci adesso con la velocità con cui girano le cose su internet e la facilità dei copia e incolla, gli screenshot e le copie cache (nel caso della Shelley c'era il ricordo di suo padre William Godwin: aveva incautamente inserito nelle sue Memorie delle lettere scabrose e private di Mary Wollstonecraft che avevano suscitato scandalo)!
Da qui la ricerca su Mary Shelley si è diramata andando di link in link, tanto che sono passate diverse settimane prima che finissi di raccogliere il materiale per questo post.

Mio omaggio al personaggio di John Clare (ispirato alla Creatura di Mary Shelley e interpretato da Rory Kinnear) della serie tv Penny Dreadful (disegno realizzato con Clip Studio Paint).

Come punto di partenza consiglio la lettura di questo articolo sul sito di Le ScienzeLa genesi di Frankenstein, tra scienza e dilemmi etici; tra le altre cose si racconta che il libro ebbe una trasposizione teatrale di successo:
La prima versione teatrale, Presunzione: o il destino di Frankenstein, fu rappresentata all'English Opera House di Londra nel 1823, di fronte a un pubblico enorme e accompagnata da una pubblicità scandalistica ( "Non portate le mogli, non portate le vostre figlie, non portate le vostre famiglie"). Mary Shelley, che era presente, sottolineò che "nei primi spettacoli le signore svenivano, con tutta la confusione che ne segue!"
 Nell'articolo si racconta la genesi del libro (che ebbe tre versioni, l'ultima "radicalmente rivista" e pubblicata nel 1831), le influenze sia di chi gli stava vicino (non solo il marito Shelley o Byron, ma anche Polidori che "doveva essere al corrente dei recenti esperimenti sulle tecniche di resuscitazione elettrica del fisico italiano Giovanni Aldini (nipote del bio-elettricista Luigi Galvani), e delle nuove teorie anatomiche dei fisiologi tedeschi, come Johann Friedrich Blumenbach"), ma anche le tante letture della giovane donna.

Questo articolo del New Yorker invece fa venire voglia di approfondire di più la storia dell'ambiente in cui nacque e crebbe Mary Shelley, il suo rapporto con la maternità, il modo in cui è stato simbolicamente rappresentata la Creatura, ecc.: The Strange and Twisted Life of “Frankenstein” di Jill Lepore  pone l'attenzione su diversi aspetti dell'opera, una delle quali è la caratterizzazione dell'aspetto della Creatura come "africana" - che però nella versione teatrale "diventa una caricatura" (i genitori della Shelley , suo marito e anche lei stessa erano per l'abolizione della schiavitù).

"Because the creature reads as a slave, “Frankenstein” holds a unique place in American culture, as the literary scholar Elizabeth Young argued, a few years ago, in “Black Frankenstein: The Making of an American Metaphor.” “What is the use of living, when in fact I am dead,” the black abolitionist David Walker asked from Boston in 1829, in his “Appeal to the Colored Citizens of the World,” anticipating Eldridge Cleaver’s “Soul on Ice” by a century and a half. “Slavery is everywhere the pet monster of the American people,” Frederick Douglass declared in New York, on the eve of the American Civil War."

MaryShelley

I genitori di Mary Shelley meriterebbero altri post a parte, qui mi limito a linkare la biografia di William Godwin (un importante filoso libertario) su Wikipedia e a citarne un brano per mostrare da quale famiglia particolare provenisse: "Fra [William Godwin e Mary Wollstonecraft] iniziò una relazione e decisero di sposarsi dopo che Mary rimase incinta. Il fatto che Mary fosse una «ragazza madre» e che si sposasse quando già aspettava un bambino, poteva scandalizzare la società dell'epoca, non certo Godwin che, non a caso, nel suo scritto Political Justice, si era dichiarato favorevole all'abolizione dell'istituto matrimoniale.[17] Si sposarono soltanto per far cessare, per quanto possibile, i pettegolezzi e l'ostracismo della società londinese verso Mary: infatti, dopo il matrimonio celebrato il 29 marzo 1797, andarono ad abitare in due case adiacenti, in modo da conservare ciascuno la propria indipendenza."
Su Godwin qui un articolo de Il Sole 24 ore (La società senza stato di William Godwin).

Mary Wollstonecraft fu una scrittrice e un'attivista protofemminista (suo il libro del 1792 "A Vindication of the Rights of Woman" - qui lo trovate come "Sui diritti delle donne", qui invece in coppia con il precedente "Rivendicazione dei diritti degli uomini"). In italiano si trovano anche "Scritti sulla Rivoluzione francese" e il libro "Mary".
Qui un libro biografico per approfondire: Mary Wollstonecraft tra (auto)biografia e critica sociale. La sua narrativa e il ritratto di William Godwin di Gemma Persico.

Ma torniamo al libro della Creatura: anzi, parto col consigliare l'audiolibro "Frankenstein" presente su Ad alta voce di Rai Radio 3 e letto da Tommaso Ragno. In occasione del bicentenario Radio 3 ha prodotto anche una serie di puntate che rivisitano il mito: Frankenstein serial - La Creatura ha ancora bisogno d'amore.

Il libro è possibile trovarlo in svariate edizioni: segnalo il "Frankenstein" della Mondadori che contiene un saggio di Muriel Spark, autrice di una biografia della Shelley ormai esaurita in italiano (si trova in inglese).
Questa edizione invece mi attrae per le illustrazioni di Lynd Ward; quest'altra edizione "scolastica" mi fa sorgere una domanda: cosa sarà "l'espansione online"?
Segnalo anche "Frankenstein. Il mio primo libro sul corpo umano. Mary Shelley per i più piccoli" di Jennifer Adams; a quanto pare però (leggendo l'unica recensione su Amazon) sembra essere più un dizionarietto anatomico per bambini piccoli che altro.

In italiano non ho ancora trovato un saggio storico che ricostruisca la genesi del libro della Shelley - ci sono delle versioni "romanzate" (se non sbaglio) come "Mary Shelley e la maledizione del lago" di Adriano Angelini Sut (che mi appresto a leggere) e "Mary e il mostro. Amore e ribellione. Come Mary Shelley creò Frankenstein" di Lita Judge.
Di recente è uscito "Frankenstein - Il mito tra scienza e immaginario" di Marco Ciardi e Pier Luigi Gaspa:  "uno storico della scienza e uno studioso della cultura di massa ricostruiscono lo sfondo culturale di questo capolavoro, con particolare attenzione alle teorie scientifiche dell’epoca, e narrano la genesi e lo sviluppo del mito di Frankenstein fra teatro, cinema, televisione e fumetti".

Sembra interessante anche questo libro, purtroppo solo in inglese: "Making the Monster: The Science Behind Mary Shelley's Frankenstein" di Kathryn Harkup.
Spero invece in una traduzione della biografia di Fiona Sampson "In Search of Mary Shelley: The Girl Who Wrote Frankenstein.

Frankenstein 1818 edition title page

Mary Shelley ha un rapporto particolare con l'Italia, che ha visitato più di una volta e in cui sono morti il marito Percy e due figli. In questo documentario su Rai Storia - "Travelogue: Mary Shelley" - si raccontano i suoi viaggi e le tappe italiane (molto interessante).
Sul soggiorno del poeta e della scrittrice in Italia si trovano due libri: "Come un incantesimo. Mary e Percy Shelley nel golfo dei poeti" di Carla Sanguinetti e "Isole in fiore. Mary e Percy B. Shelley tra Este, Venezia e i Colli Euganei" a cura di Francesco Selmin.

Di Mary Shelley in italiano è stato pubblicato un libro con lettere e diari (esaurito: "La custode del tempio. Lettere e diari"), un altro con lettere ("I miei sogni mi appartengono. Lettere della donna che reinventò la paura")  e svariati romanzi: "Matilda", "Il segreto di Falkner", "La ragazza invisibile", "Metamorfosi: racconti gotici"; poi gli esauriti "Valperga", "Maurice o La capanna del pescatore", e soprattutto "L'ultimo uomo".

Così come "Frankenstein" da molti viene ritenuto il capostipite del genere fantascientifico (horror), così "L'ultimo uomo" parrebbe il precursore del genere post apocalittico: un uomo sopravvive a una specie di peste che stermina man mano tutta l'umanità.
Non ho trovato molte informazioni in giro (qui c'è una breve recensione di Marco Rossetti), ma il libro sembra interessante e credo meriterebbe una ristampa.
[prossimamente un altro post con derivazioni da questo e altre info]

Dreamt that my little baby came to life again; that it had only been cold, and that we rubbed it before the fire, andit lived. Awake and find no baby. I think about the little thing all day. Not in good spirits. (MWS, Journal, 70)


8 commenti:

  1. Ahemmm... Frankenstein Junior (Young Frankenstein) 😋

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    1. È un classico notissimo, cerco di citare cose meno conosciute.

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  2. Poi c'è su Netflix "The Frankenstein Chronicles"

    www.netflix.com/title/80161335?source=android

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    1. Lo so, l'avevo segnato, ma ne parlerò nel prossimo post assieme ad altre cose (altrimenti veniva troppo lungo).

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  3. https://shar.es/1LhcSf. C'e' anche l'edizione letta da Tommaso Ragno in Ad Alta Voce di radio3. E' un libro sorprendente, molto diverso, come dici tu, dalle edizioni cinematografiche. Senza la versione audio, non l'avrei mai "letto"! Ciao Patrizia.

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  4. Ops..hai ragione, scusa, non l'avevo visto! :-)

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    1. E devo ancora segnalare altre cose che avevo messo da parte per un altro post!

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Attraverso i commenti io vengo a sapere solo il nome che è stato indicato dal commentatore, nient’altro. Se qualcuno vuole che io tolga i propri commenti può scrivere a p.mandanici@gmail.com e provvederò alla loro eliminazione.