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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



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martedì 10 gennaio 2017

Ebook per aspiranti scrittori di storie a fumetti (e altre cose)

"Come scrivere una Storia a Fumetti e Convincere gli Editori - Intervista a Federico Memola: Guida primi passi per chi si sente pronto a scrivere una storia a fumetti (Nick Gandolfi Interview Vol. 2)" è il lungo titolo di un ebook che contiene molti consigli utili di uno sceneggiatore dalla lunga esperienza (Federico Memola ha lavorato per la Sergio Bonelli Editore ma anche per altri importanti editori, e non solo).


La forma dell'ebook è appunto quella dell'intervista, molto agevole e piacevole da leggere; alla fine  ci sono anche dei link per scaricare materiale aggiuntivo (soggetto e sceneggiatura di esempio di Memola, bonus aggiuntivi futuri). Qui potete leggere un estratto con l'indice dei capitoli (cliccate sulla copertina).
Per chi non ha un ereader Kindle è possibile lo stesso leggere l'ebook scaricando su pc o su tablet l'app gratuita Kindle.

Altre notizie fumettose (e dintorni):

sabato 27 agosto 2016

Letture estive e playlist video del mio libro

Rispetto all'estate scorsa questa per me è andata molto meglio, sarà che le temperature medie sono state più basse (qui al nord abbiamo avuto molti temporali a giugno e luglio, qualcuno anche ad agosto), sarà che la salute mi ha assistito abbastanza. Il risultato è che ho potuto lavorare, non tanto come avrei voluto ma come detto ho avuto periodi peggiori.
Sto lavorando sì ma  sto leggendo meno del previsto; i libri nella foto ad esempio sono in lettura ma lenta lenta ahimè.
Di “Crisco Disco: Disco music and clubbing gay tra gli anni 70 e 80” ho parlato un po' nel mio blog dei Ritagli, qui; ringrazio l'autore Luca Locati Luciani che me ne ha fatto dono.
Anche "Dall'altra parte" è stato un dono di Moreno Burattini, una raccolta di racconti di genere anche diverso ma accomunati dal filo rosso del tema de "l'altra parte": qui potete leggere un po' di cosa si tratta (c'è anche un racconto inedito di Zagor, e molte illustrazioni di noti disegnatori di fumetti).


Sul mio Kindle Paperwhite sto cercando di andare avanti con un paio di libri, "Embassytown" di China Miéville e "Guerra del Peloponneso" di Marco Bettalli (tra l'altro: una delle cose che non mi piacciono del leggere gli ebook è il fatto che le copertine si vedano in bianco e nero, e anche male) .
Miéville lo puntavo da tempo per le trame dei suoi libri, che mi intrigano molto; in questo caso ho approfittato di un'offerta capitata in un momento in cui la tematica dell'alieno, del diverso, della comunicazione mi è ancora più vicina del solito. Non ne ho ancora letto molto ma mi aspettavo uno stile e un linguaggio un po' più originali.
Il secondo libro (un libretto) m'è venuta voglia di leggerlo dopo che me ne aveva parlato Antonio Serra - libro che Serra cita anche in questa intervista de I dolori della giovane libraia (oltre a tanti altri libri che adesso mi verrebbe voglia di leggere).


Su Youtube ho creato una playlist con tutti i video che più o meno hanno a che fare con  il mio libro a fumetti "Cronache dall'Ombra".
Di recente sulla pagina Facebook dedicata ho postato dei speedpaint di due alieni protagonisti di una delle storie del libro ("Al circolo"); sono disegni realizzati con Clip Studio Paint e lo strumento Symmetrical ruler (a proposito, il gruppo Facebook di Manga Studio/Clip Studio Paint ha superato i 1300 iscritti!); di seguito la playlist che inizia con il video in cui disegno Zkas (il character design l'ho ricavato dalle vignette di quel fumettino di 2 pagine - non mi rimane altro di quella storia).




venerdì 13 maggio 2016

La mia prossima storia di Nathan Never

Dopo la fine del mio lavoro sulla storia di Nathan scritta da Alessandro Russo (non so ancora quando sarà pubblicata) ho iniziato a disegnare un altro albo scritto da un duo d'eccezione: Silvia Mericone e Rita Porretto.
Le due sceneggiatrici hanno già scritto per Dampyr e Dylan Dog, adesso è la volta del "musone". Sulla storia per adesso non posso dire molto tranne che c'è come protagonista (accanto a  Nathan) un personaggio molto tosto, Zoe, di cui potete vedere uno studio qui sotto.
Silvia e Rita le avevo scoperte tramite la loro miniserie Dr. Morgue (Star Comics), uscita nel 2011 e 2012, dove hanno tratteggiato un bel personaggio che avrebbe meritato vita più lunga (qui potete trovare una sua mini-storia recente).
Mi piacerebbe prima o poi pubblicare qui una mia "chiacchierata" con loro, per i più curiosi rinvio al blog "Figlie della serva" (penso che il nome dica abbastanza del tono dei loro post!).


E Tex? Come detto qui sto lavorando anche a una storia per un Color Tex scritto da Antonio Serra, ma modi e tempi della realizzazione mi impongono di portare avanti i progetti in maniera parallela/alternata (per adesso).
Ricordo per chi non sia passato recentemente dal blog che sarò a Roma il 21 e 22 maggio prossimo all'ARF! festival a dedicare il mio libro "Cronache dall'Ombra", in anteprima (il libro uscirà nelle librerie il 9 giugno, edizioni ComicOut).

martedì 6 gennaio 2015

Da aNobii a Goodreads - più notizie varie


Da anni ho usato aNobii per catalogare un po' i libri e i fumetti in volume che ho in casa; nonostante i problemi che hanno sempre afflitto la piattaforma (che è gratis comunque) per le mie esigenze andava più che bene: se non trovavo la scheda del libro che volevo "caricare" lasciavo perdere e attendevo che fosse creata (molti problemi riguardavano - e riguardano - la creazione delle schede); la casella di ricerca non ha mai funzionato bene, il badge per il blog ha funzionato per un po', poi basta, ecc.
Nel marzo 2014 aNobii è stata acquistata da Mondadori con promesse di rilancio e miglioramento della piattaforma; qualcosina è cambiata, alcune cose non in meglio: adesso se si va sulla scheda personale del libro caricato ci si accorge che i commenti (le "recensioni") i voti e lo stato di lettura si danno uscendo dallo spazio personale e andando a vedere la scheda del libro - dove ci sono tutte le altre recensioni e le notizie sul libro in generale (chi ce l'ha, dove si può acquistare, ecc.).
Scomodo e brutto.
Tempo fa avevo aperto un account anche su Goodreads, non molto frequentato dagli italiani (al contrario di aNobii) ma ben fatto; ultimamente mi sembra sia migliorato nel caricamento dei libri nuovi in italiano, e nonostante non mi piaccia molto l'interfaccia con copertine e font piccoline ho deciso di stare stabilmente lì - anche se non credo riuscirò a trasferire tutta la mia biblioteca: ho più di 1400 libri e il file csv che li contiene non viene digerito dal sito.
Attualmente su GR ci sono quasi 180 miei libri caricati 3 anni fa, credo, a caso (nel senso che facevano parte del mucchio che avevo tentato di caricare ai tempi); da adesso però ci caricherò quelli nuovi.
Per cui la situazione sarà che i libri ante-2015 rimarranno su aNobii per adesso, quelli da gennaio 2015 in poi andranno su Goodreads (e il solito avvertimento: non accetto richieste di amicizia da totali sconosciuti, se si vuole seguire la mia attività su Goodreads lo si può fare tramite il tasto "Segui").

Ok, forse va usato solo con persone vive.
Izneo è una piattaforma di vendita di fumetti (in francese) in digitale: esistono app per Android, iOS, Windows. Ho comprato solo un paio di fumetti dall'app che ho sull'iPad 2, che non è retina e che si vede così così per i fumetti a colori; l'app per Android che ho sul Nexus 7 (aggiornato a Lollipop) in apparenza funziona, ieri ho comprato un albo in offerta e l'ho scaricato, ma quando vado ad aprirlo viene fuori un messaggio di errore (messaggio di errore che viene fuori anche se tento di scaricare uno di quelli comprati tempo fa). Ho segnalato la cosa, al momento mi è impossibile usare Izneo sul Nexus (che preferivo perchè ho più spazio, mentre su iPad è quasi finito).
Non è la prima app che non riesco a usare sul Nexus (quella di Internazionale ad esempio crasha se non sposto lentamente il pdf); su iOS mai avuto problemi con nessuna app.



Di seguito un po' di link vari:

sabato 6 dicembre 2014

Parlando di alieni (e disegnandoli)


Il 3 dicembre io e Antonio Serra siamo stati invitati dal professor Paolo Musso all'Università dell'Insubria (a Varese) nell'ambito di alcuni incontri del suo corso "Scienza e Fantascienza nei Media e nella Letteratura"; Serra aveva già parlato in precedenza di media e fantascienza nell'ambito dello stesso corso, il 3 invece mi ha aiutato a dire qualcosa in più sul tema della raffigurazione degli alieni nei fumetti e nei film e telefilm - sono molto timida e non mi trovo a mio agio davanti al pubblico, anche se non folto.
Nella realtà ho più che altro disegnato alieni, prima su carta e poi in digitale; su uno schermo/telo molto grande veniva proiettato quello che disegnavo su carta tramite un apparecchio di cui non ricordo il nome, mentre per la parte digitale ho usato il mio pc portatile collegato via cavo a qualche altra cosa - in questo caso ho usato la tavoletta grafica e Manga Studio 5.
Le immagini di volti di alieni qui sotto sono i disegni che ho realizzato al volo in digitale - non avevo preparato nulla né su carta né sul pc, come quando la sera mi metto a disegnare le prime cose che mi vengono in mente al momento.


Mi sono divertita più di quello che immaginavo, il professor Musso e anche i tecnici che ci hanno aiutato a collegare la varie strumentazioni sono stati molto gentili. Al termine dell'incontro mi hanno intervistato due giovani ragazze appassionate di fantascienza a fantasy che collaborano con il sito "Isola  Illyon" (quando l'intervista sarà online metterò qui il link), è stato un piacere parlare con loro e scambiare opinioni su fumetti e film (un saluto a Lucrezia S. Franzon e a Elena).
Il professor Paolo Musso è anche autore di un libro di filosofia della scienza il cui titolo mi attira parecchio: "La scienza e l'idea di ragione. Scienza, filosofia e religione da Galileo ai buchi neri e oltre"; l'autore dice che oltre a essere libro per gli studenti dei corsi interessati è anche abbastanza divulgativo da poter essere letto da semplici curiosi della scienza (come me).

Su Facebook potete trovare una mia interpretazione di Tex Willer, un disegno a matita (digitale) pubblicato sulla bacheca del gruppo  Tex - Sergio Bonelli Editore; come ben dice un commentatore devo ancora lavorare sul viso (come minimo), ma certo non sono candidata a diventare una disegnatrice del personaggio (uno dei miei preferiti da bambina, che ho letto riletto e copiato per anni e anni). Un grazie a Mauro Boselli per aver ospitato il mio omaggio al pard nella bacheca ufficiale.

Un consiglio di lettura in ebook: Giorgio Pezzin (sceneggiatore e scrittore di tante cose, forse lo conoscerete meglio per le sue produzioni Disney)  ha scritto un libro di avventura "vecchio stile",  "Il portatore dell'Aquila".
Io ne ho letti i primi 7 capitoli (data la mia lentezza e il poco tempo a disposizione per leggere non è male), mi sto divertendo e soprattutto sto leggendo un libro ben scritto, con personaggi e trama interessanti. Consigliato ai ragazzi e agli adulti non invecchiati.

lunedì 25 agosto 2014

Il sogno dei due campi di grano (più link vari)

Ogni tanto lo ricordo qui, scusate la ripetizione: se chi viene a chiedermi l'amicizia su Facebook mi scrive anche due righe è meglio - quando vado a vedere le info pubbliche dei richiedenti e non vedo fumetti o tracce di passioni similari né amici fumettisti in comune tendo a non accettare, mi spiace.
Per chi invece è diventato mio "amico": la mia regola generale è non mettere i "mi piace" a richiesta (lo faccio molto raramente e di mia volontà, come mi gira quel momento, soprattutto su cose che ho avuto tempo di leggere, giudicare, apprezzare); così, giusto per informazione.



E adesso link un po' alla rinfusa:


domenica 13 luglio 2014

Varie -68

Prima dei consigli di lettura sul web ricordo a chi passa di qui solo saltuariamente che mi farebbe piacere avere ulteriori pareri sul disegno digitale - è tutto spiegato qui: "Sondaggio sul disegno digitale"; per adesso sono intervenuti sul mio blog 12 persone diverse e 11 nel forum di Nathan Never - pochini nel complesso sapendo che il post ha avuto almeno 300 contatti diretti (più altri attraverso i feed). C'è ancora tempo per rispondere poiché non credo di poter scrivere il post sul tema prima di un'altra settimana.



lunedì 14 ottobre 2013

Varie -52

©SBE
Una vignetta dal gigante di Nathan Never a corredo di questo post, e poi un link all'altro mio blog dei Segni (molto meno visitato di questo, quindi magari qualcuno non ha ancora visto la vignetta colorata - sempre un Nathan dal gigante). A proposito di visite sul blog devo ammettere che però il post con la vignetta colorata citato prima ha fatto un record di visite su quel blog, ben 120 (la media è sulle 17/20 visite giornaliere, con picchi sulle 50 quando carico nuovi post).
Questo blog invece sta gradualmente aumentando le visite giornaliere (si va da una media sopra i 200, con picchi anche che si avvicinano alle 400), ma i numeri che mi dà Blogger si riferiscono solo alle visite reali sul sito - credo; c'è anche un altro modo di leggere i post, ovvero dall'interno di un qualsiasi servizio di lettura dei feed come era Google Reader (a meno che uno abbia impostato sul proprio blog la lettura parziale dai feed, in maniera da essere costretti a venire sul sito per leggerli per intero: io non ho scelto questa impostazione).
L'altro giorno mi è arrivata una mail da un altro servizio di aggregazione dei feed che si chiama Feedspot, mi offriva l'iscrizione Premium gratis per un anno, e per invogliarmi mi ha fatto vedere che il mio blog viene seguito dall'interno di Feedspot da una ventina di persone (molti stranieri, curioso). In realtà ci si può iscrivere gratis e va bene lo stesso, l'account Premium dà delle opzioni in più ma non necessarie; la grafica è meno bella di quella di Feedly che sto usando attualmente, però nel complesso non è male.
Insomma, credo che calcolare le visite reali a un blog non sia facile, anche dall'interno di Feedly ho notato che diverse persone condividono i miei post, e magari non vengono mai a leggere sul sito ma lo fanno dall'interno della app; non che sia un problema per me, non ho pubblicità e non ricavo un soldo dal blog, né devo vantare numeri con chissà chi: è che mi incuriosisce il funzionamento di internet e le dinamiche di scambio e circolazione dei contenuti.
Adesso i soliti consigli di lettura messi alla rinfusa:
Qualche notizia a tema ebook:

giovedì 29 agosto 2013

Intervista allo sceneggiatore e scrittore Alberto Ostini

Alberto Ostini e l'attore Adalberto Maria Merli sul set de "I segreti di Bosco Larici"
Conosco Alberto Ostini da molti anni ormai, ci siamo incontrati nella redazione bonelliana di Legs Weaver nel periodo in cui entrambi lavoravamo alla testata; non molto tempo dopo abbiamo collaborato (lui insieme a Stefano Piani) al mio primo Legs, il n. 11 (era il 1996); ed è sempre con una storia di Alberto che ho esordito su Nathan Never nel 2002.
Già dalla piacevole lettura delle sue sceneggiature avevo immaginato che prima o poi Alberto avrebbe finito col scrivere un libro (del suo "Nika" ho già parlato qui); non so se ne seguiranno altri prima o poi (per adesso no a quanto pare), ma io spero di sì.

D: Ciao Alberto, prima di parlare del tuo libro volevo presentarti meglio ai lettori del mio blog.
Possiamo partire da che tipo di studi hai fatto, e poi cosa hai iniziato a fare nel mondo del lavoro.

R:  Ho fatto il liceo scientifico (capendo poco o nulla di derivate e leggi della fisica…), poi mi sono laureato in filosofia con un indirizzo in scienze delle comunicazioni e una tesi in “storia del cinema” sui film di Nanni Moretti.
Poi sono stato un anno in Irlanda a insegnare italiano. Da quando sono poi tornato ho cominciato a scrivere a tempo pieno, anche se continuo a insegnare un po’. Adesso tengo un corso di “teoria della sceneggiatura” ad un Master dell’università cattolica di Milano.

D: Quando hai esordito come sceneggiatore di fumetti, e come ci sei arrivato?
Una fotocopia della matita di una tavola di "Vita artificiale"  

R: Io e Stefano Piani, amico e collega di una vita, abbiamo cominciato assieme come vignettisti satirici intorno al 1990. Lui, ottimo disegnatore, faceva sia testi che disegni. Io, “disegnatore” improponibile, al di sotto degli standard della prima elementare, solo i testi. Con lo pseudonimo di “Tike” abbiamo collaborato a diverse testate, fra cui anche “Cuore”, per chi se lo ricorda… In quel periodo abbiamo conosciuto il vulcanico Serra, allora in cerca di nuovi, giovani (sic!) talenti. Così abbiamo fatto una prova per Nathan Never. Da lì è scaturita la nostra prima storia, Bauhaus Killer. Dopo quella ne sono venute molte altre sia assieme che separatamente…

D: Che fumetti leggevi prima di arrivare a scriverli per lavoro? E adesso?

R: Strano a dirsi ma io ho letto solo Topolino, poi Geppo, Provolino e Tiramolla. Un po’ i Peanuts. Ma non ho mai letto un fumetto “adulto” prima di cominciare a farli… Né Bonelli, né Marvel. Nemmeno Dylan Dog che tanto andava di moda. Ma non per una questione di snobismo. Semplicemente in casa mia non si leggevano. E, per quanto sembri strano, nella mia classe di liceo nemmeno. Quindi… non sapevo che esistevano. Grazie a Stefano ho scoperto Pazienza… e tutto il resto!
Oggi ho recuperato molta storia bonelliana, ma faccio molta fatica a leggere i fumetti dei supereroi. Sono più un tipo da graphic novel. I primi nomi che mi vengono in mente sono Taniguchi, David B., Terry Moore, Igort. Oltre ovviamente ad autori come Pratt, Frank Miller o Alan Moore. Poi grazie a te ho scoperto Kaoru Mori. Fantastica! Ma in ogni caso la mia formazione è più letteraria e cinematografica che non “fumettosa”…

D: Qual è la tua storia bonelliana a cui sei più affezionato?, o quella che ti sembra più riuscita?

R: Una sola è difficile! Su Nathan direi una delle prime da solo dal titolo Midnight Blues. Poi, non per piaggeria, Il volto del lupo, anche perché ha visto la nascita del personaggio di Asjia Heke, cui sono molto legato, e l’ultima uscita, Haiku. Ricordo con piacere anche un numero di Napoleone scritto con quel geniaccio di Paolo Bacilieri: L’ombra della sera. In generale amo le storie in cui la trama è al servizio dei personaggi e non viceversa!
Tavola da "Vita artificiale" ©SBE

D: Io e te abbiamo lavorato insieme su dei Legs e poi su Nathan (io ho esordito su Nathan proprio con una tua bella storia), e per vari motivi sono molto affezionata al Legs n. 51, “Gli amori difficili” (qui una tavola); hai ricordi particolari su questa storia? Un aneddoto? Oppure puoi raccontare come è nata l'idea, le difficoltà avute, ecc.

R: La difficoltà è stata quella di scrivere, forse per la prima volta in Bonelli, una storia esclusivamente sentimentale, in cui l’avventura non c’era nemmeno come pretesto. Dobbiamo ringraziare Antonio Serra che ci ha creduto. Racconto volentieri un aneddoto su questa storia: Sergio Bonelli mi ha fermato in corridoio e mi ha detto, con quel suo fare tipico tra il burbero e l’affettuoso, che lui preferiva le storie in cui c’era un giaguaro che saltava fuori all’improvviso e aggrediva l’eroe. Ma che la storia gli era piaciuta. Penso sia il miglior complimento che potessi ricevere! Oggi ho il rammarico di aver conosciuto e parlato troppo poco con Bonelli…

D: Parlaci un po' della tua passione per la fotografia; sul tuo sito si possono vedere alcuni dei tuoi scatti. Che macchina usi? Quali sono i tuoi fotografi preferiti?

R: Questo è veramente un hobby che ho ripreso dopo molti anni. Forse se l’avessi intrapreso da giovane avrei avuto una carriera e una professione diversa, chissà! Quello che adoro della fotografia è che ti permette di viaggiare e avere un contatto diretto con altre persone, spesso di culture radicalmente differenti. Cosa che la scrittura ti consente solo in parte. Ripensandoci…  avrei decisamente voluto fare il fotografo nella vita! La mia formazione fotografica è totalmente autodidatta. E quindi anche il compendio dei miei fotografi preferiti è del tutto “estemporaneo”, non “critico”. Il tipo di approccio che preferisco è quello che definirei “antropologico” o “umanista” che ritrovo appieno negli scatti di Eugene Smith. Mi piacciono molto i ritrattisti. Elliott Erwitt è certamente imprescindibile così come Annie Leibowitz. Poi, citando un po’ in ordine sparso:, Gianni Berengo Gardin che ho avuto l’onore di intervistare, Robert Frank, Koudelka, il “surrealismo sociologico” di Martin Parr, Diane Arbus, Nan Golding e Francesca Woodman. Per venire ai giorni nostri trovo bravissimi Francesco Zizola e, naturalmente, Paolo Pellegrin che è una spanna sopra gli altri. Ma sono talmente tanti! Io uso una Canon 5D… usandola, nella mia carenza tecnica, ben al di sotto delle sue possibilità!
Kebi e Asjia, protagonisti de "Il volto del lupo" - Nathan Never n. 152  - 2004

D:  Puoi descrivere la foto fatta in Iran che si vede qui nel mio blog? Altre ce ne sono sul tuo sito, che invito a guardare.
   Quando sei andato in Iran e in quali circostanze? Ho letto negli anni diversi reportage sul National Geographic e quello che mi ha colpito è il contrasto tra una religione così totalitaria (e violenta, non dimentichiamo che ogni anno vengono impiccate decine di persone tra cui non solo “criminali”, ma anche omosessuali) e un popolo dalla storia così antica e interessante, dal carattere aperto e amichevole, con una gioventù che aspira ad aprirsi al mondo.

R: La foto è scattata a Yazd, in cima a una delle due "torri del silenzio", delle costruzioni circolari un tempo luoghi sacri della religione zoroastriana di cui Yazd è stata il principale epicentro. Nelle torri del silenzio venivano depositati i morti fino ad essere completamente spolpati dagli avvoltoi. Le ossa venivano poi raccolte da un "sacerdote" esplicitamente incaricato che era anche l'unico autorizzato ad entrarvi.
Questa foto mi piace perchè trovo bello che due giovani si "corteggino" in un luogo che ha questa storia e il fatto che i loro due profili si staglino sopra il deserto è oltremodo simbolico. Parlare dell'iran in due righe è impossibile tanta è complessa la storia di questo paese che è quello di Ciro e Serse, della rivoluzione "socialista" di Mossadeq, del colpo di stato angloamericano (tanto per cambiare...), dello Scià e infine della rivoluzione khomeinista. Bisogna proprio leggere Persepolis... e poi rileggerlo dopo esserci andati!
Quello che posso dire in due righe è che un popolo di una ospitalità e generosità commovente. La contraddizione tra la rigidità delle regole imposte dal regime e la vitalità, l'allegria e direi quasi la "serenità" della popolazione non potrebbe essere più grande. Quello che più ti colpisce è la sofferenza per l'etichetta di "terroristi" o "fanatici integralisti" che i media occidentali affibbiano agli iraniani (che del regime sono le prime vittime...) e la gratitudine verso chi è disposto a visitare il loro paese (che è, tra l'altro, bellissimo!) ed è pronto dialogare con loro senza pregiudizi. Il "mal d'Africa" non so, ma il "mal d'Iran" esiste di sicuro!

D: Come sei arrivato a scrivere per la televisione? Che qualità ci vogliono per diventare sceneggiatore televisivo?

Yadz (Iran) - foto di ©Alberto Ostini
R: Anche qui è stato grazie a Stefano Piani che era passato alla tv molto prima di me e che era diventato editor della versione italiana del “Commissario Rex”  e cercava collaboratori. Ovviamente è stato un enorme piacere tornare a lavorare con lui dopo tanti anni e dopo i trascorsi satirici e bonelliani! Dal cane più intelligente del mondo siamo poi passati a una collection di tv movie dal titolo “6 passi nel giallo” per approdare alla prima serie interamente nostra fin dal concept, dal titolo “I segreti di Borgo Larici”, le cui riprese terminano proprio in questi giorni. Andrà in onda a inizio 2014 su Canale 5. E devo dire, da quello che ho visto, che la “creatura”, promette bene! Per fare lo sceneggiatore tv occorrono… molta flessibilità e pazienza. In una produzione televisiva ci sono in ballo molti soldi e quindi sono molte le persone coinvolte che hanno il diritto di dire la loro: il produttore, gli editor, i responsabili della rete su cui andrà in onda, il regista…. Non tutti hanno la stessa identica visione del progetto, anzi! Un bravo sceneggiatore deve essere in grado di mediare tra le diverse richieste, recepire le indicazioni intelligenti e costruttive e, possibilmente, essere capace di convincere i suoi interlocutori ad abbandonare quelle improduttive. Poi, naturalmente, bisogna essere veloci, molto veloci. Ricordo un articolo di Aldo Grasso in cui biasimava la scarsa qualità delle sceneggiature di “6 passi nel giallo”. Forse Aldo Grasso non sa (o finge di non sapere…) che in tv si scrive tutto di corsa. Io e Stefano abbiamo scritto più di un film in meno di quindici giorni. Modestia a parte, per il tempo a disposizione, sono dei capolavori! :)

D: Naturalmente devi raccontare qualche aneddoto su queste produzioni televisive – quelli che puoi raccontare!

R: I più gustosi non si possono raccontare…. Forse tra qualche anno… Diciamo, a proposito di flessibilità, che abbiamo scritto un film che doveva essere ambientato in Irlanda, poi, per questione di accesso ai finanziamenti locali, ci hanno detto si spostarlo in Alaska, quindi, sempre per motivi economici, a Malta. Alla fine poi non si è fatto… Da anni stiamo lavorando a un progetto di serie che ha vagato, come ambientazione, dal Friuli alla Louisiana! E adesso forse ha trovato una casa (definitiva?) in Trentino…

D: La scrittura: immagino che hai sempre avuto questa passione, e che magari per te stesso hai sempre scritto – o no?

R: Sono sempre stato un bambino solitario, con una grande fantasia e molta voglia di raccontare storie. Per questo motivo non trovo contraddittorio fare fumetti, tv, fotografare o scrivere un romanzo. Sono tutti mezzi espressivi, seppur diversi, che consentono di colmare uno stesso bisogno: raccontare una storia…


D: Quali sono gli scrittori che ti piacciono di più?

R: Questa è più difficile di quella sui fotografi!! Li butto lì davvero in ordine sparso: Dostoevskij, Calvino, Jo Nesbo, Don Winslow, Izzo, Murakami, De Lillo, McEwan

D: Arriviamo a Nika: come è nata l'idea di questo libro, e quando? Quanto ci hai messo a scriverlo?

R: Difficile dire come nasce una storia. Di Nika avevo in testa solo la prima immagine (un uomo che osserva una macchia di muffa sul soffitto) e l’idea generale di cui, però, non posso parlare perché rappresenta il colpo di scena della storia. Non riuscivo però a trovare uno stile adatto a questa storia. Poi, per caso, ho scoperto uno scrittore che si chiama David Almond e sono rimasto folgorato: allora esisteva uno stile per scrivere quello che avevo in mente! Mi sono incamminato su quella strada stilistica e… è saltato fuori Nika. Quasi da solo, direi, così come le storie più riuscite di Nathan.
Io, come altri, in realtà penso che gli scrittori non abbiano grandi meriti se non quello di saper ascoltare. Le storie esistono già tutte, lì, da qualche parte, nell’“iperuranio”! Aspettano solo qualcuno che abbia la pazienza e la voglia di tra-scriverle. Non sono dei veri “creativi”, io penso. Ma solo dei bravi “amanuensi” con un pizzico di intelligenza…e di tempo a disposizione. Per scrivere Nika io ci ho messo circa sette mesi.

D: Come sei arrivato a pubblicare per Mauri Spagnol? E cos'è esattamente IoScrittore?

R: Io scrittore è un torneo letterario cui può partecipare qualunque esordiente, con uno pseudonimo. Il proprio romanzo viene letto e valutato, in due diversi step, da altri partecipanti al torneo stesso. È quindi la comunità di scrittori/lettori che determina chi sono i trenta finalisti ritenuti degni di venire pubblicati nella collana omonima “Io scrittore” che è appunto di proprietà di Mauri Spagnol, organizzatore del torneo.  L’anno in cui ho partecipato con “Nika” gli iscritti erano 1.100… Una selezione piuttosto impegnativa, in effetti!

D: Il tuo libro non è stato pubblicato da un editore tradizionale, ma non è neanche totalmente ascrivibile alla categoria del “self-publishing”, dato che sei dovuto passare attraverso una non facile selezione; tuttavia quelli che hanno “giudicato” il tuo libro non è sicuro avessero competenze professionali specifiche per farlo (forse alcuni sì, su un numero così elevato di lettori, ma non ne sappiamo molto). Io ti conosco e so che come minimo sai scrivere in ottimo italiano, hai anche insegnato, di lavoro fai lo sceneggiatore, esperienza ne hai dunque, ma da lettrice che si imbatte in testi autopubblicati cosa ne so della competenza non dico letteraria, ma proprio lessicale degli scrittori?
Insomma, c’è la questione che si salta tutta la fase dell’editing, ma anche del giudizio da parte di esterni competenti (fare leggere i propri lavori a una decina di amici può essere utile, ma non so quanto valore possa avere - a meno che si abbiano amici che lavorano più o meno nel campo, come è capitato a te).
Un post come questo mette in rilievo come anche le case editrici tradizionali non siano una grande garanzia, e le si può criticare per la scarsa cura editoriale su certi libri (credo che l’emergenza economica abbia la sua influenza, con tagli al personale e altro), tuttavia non si può sottovalutare che è difficile trovare i buoni scrittori, che certamente esistono, in mezzo a una marea di titoli di scarsa se non scarsissima qualità.

R:  Il tema è assai spinoso! Con "Nika" per esempio ho partecipato due volte allo stesso concorso. Il primo anno non ho superato nemmeno la prima selezione causa tre voti bassissimi (tipo 1 o 2) da parte di persone che o valutavano i testi in maniera troppo "soggettiva" o - penso io - volevano sabotare possibili concorrenti.
Nè, come dici giustamente tu, la case editrici tradizionali sono garanzia di un'adeguata capacità di selezione. Il romanzo come "prodotto" (e quindi oggetto di marketing) mi pare abbia più considerazione del romanzo in quanto "opera letteraria". Dunque, provocatoriamente ti chiedo: ha davvero importanza che sia ben scritto? O è più importante che si presti a una proficua operazione commerciale, (tipo 50 sfumature di grigio)?
È triste ma è così. Io penso che di fronte alla "sordità" delle case editrici tradizionali, ben venga il self publishing. In fondo non è diverso da chi si autoproduce, grazie al digitale, un proprio cortometraggio. Non c'è nessuna garanzia di qualità, vero. Ma onestamente non credo che questa garanzia venga dal fatto di avere un editore tradizionale!
Rimane il problema della possibilità di diffusione in un paese fatto da molti scrittori e pochissimi lettori in cui "l'analfabetismo letterario" non solo non considerato un problema ma direi persino favorito o incoraggiato dalla corrente di pensiero dominante.

D: Nika sarebbe perfetto come libro per pre-adolescenti (anche se è piacevole da leggere a tutte le età), e io lo immagino anche corredato di belle illustrazioni: in caso possa essere ripubblicato in altra forma quale disegnatore ti piacerebbe vedere all'opera sul tuo libro?

R: Io ovviamente spero davvero che Nika abbia anche una vita cartacea oltre a quella digitale. E, visto che ti pare una bella idea illustrarlo… penso che dovresti farlo tu! [mi piacerebbe, ma temo potrei farlo solo nella mia seconda vita!] Certo, se poi per caso Dave McKean lo legge e si innamora della storia e si offre di farlo, troveremo un  compromesso… :)

D: L'ambientazione di Nika: come mai l'Inghilterra? Non si nomina mai il periodo, ma da vari riferimenti si capisce che si è intorno agli anni '50 – scelta azzeccata, a mio parere, sia per una certa aria di classicità che si respira nel libro, sia per quel certo non so che di “ingenuo” nei modi dei personaggi che rende più plausibile questa storia un po' fuori dal tempo.

R: Mi piace molto il fatto che usi la parola “ingenuità”. Gli attribuisco una connotazione positiva in contrapposizione a “cinismo”, ed è legata alla scelta degli anni 50. Io non ero nato, ma attribuisco a quell’epoca una certa “purezza”, nonostante la guerra appena terminata. Avevo bisogno di un “sentimento”, un’atmosfera e quegli anni mi restituiscono l’idea che si fosse ancora disponibili a lasciarsi sorprendere, che ci fosse ancora qualcosa di nuovo da scoprire, proprio come fa David con Nika. Ad esempio, la corsa allo spazio comincia proprio nella seconda metà degli anni cinquanta, quando è ambientato il romanzo. Io volevo insomma che David conoscesse molto poco del mondo e della vita e che scoprisse certe cose nel corso della storia. Impossibile ambientarlo oggi, dove sembra ci sia così poco da scoprire e gli adolescenti sanno già tutto! E poi non volevo che ci fossero i cellulari…
La scelta della Gran Bretagna dipende dal fatto che da quelle parti esiste un tipo di vegetazione, di bosco che era quello che nella mia testa corrisponde a quello che David esplora. Poi, se il romanzo fosse stato ambientato sulle Alpi, piuttosto che sugli Appennini, avrebbe automaticamente assunto una connotazione “realistica” in controtendenza con il tono “fantastico” della storia, al cui interno convivono, decine di elementi storici, reali (l’auto Morris Oxford, il fumetto di Dan Dare, il film L’amore è una cosa meravigliosa…) e altri completamente inventati, così da tenere tutto in equilibrio tra realtà e fantasia. Che era il mio intento principale…

Grazie molte ad Alberto, grande amico, persona sensibile e di rara gentilezza.

Nika lo trovate qui in epub, oppure qui in formato mobi (e dove se volete potete scaricare un'anteprima per vedere se può interessarvi la lettura).
                                                                       

martedì 27 agosto 2013

Varie -50

Concorso nazionale per fumettisti in memoria di Andrea Pazienza
Consigli di lettura varia e notizie per disegnatori:

Poi cose varie:

venerdì 2 agosto 2013

Fumetti: notizie estive

La notizia dell'estate è di certo la vicenda Disney-Panini; di seguito un paio di link in proposito:
Grazie a Clara Maldiluna per questa Kri...Kri...Kri/pto!
E' in edicola il n. 577 di Zagor, lo consiglio per due motivi: è l'ultima parte di una bella storia (disegnata benissimo) di Boselli e Rubini, e poi ci sono le prime 30 tavole di una storia di Moreno Burattini che qui posta le prime tavole di sceneggiatura e soprattutto parla di come si è documentato - molto utile conoscere il dietro le quinte per aspiranti sceneggiatori e non solo.

Mi sono più volte lamentata qui di certi settaggi farraginosi del nuovo Manga Studio 5; il disegnatore Luigi Coppola ha realizzato un tutorial video dove spiega come creare dei pennelli rispondenti alle nostre esigenze, davvero utile!

Michele Medda viene intervistato a lungo da Vincenzo Oliva in occasione dei 25 anni di carriera dello sceneggiatore; si parla di tante cose - del concetto di tempo, di Nathan, Dylan, dei troll, del rapporto con i lettori, dell'etica nel fumetto, e tanto altro.
E poi:

lunedì 8 luglio 2013

Una tavola e alcuni link

La tavola fa parte del gigante di Nathan Never su cui sto lavorando (fino ad adesso ho disegnato 35 tavole sulle 220 previste); Orson e Legs stanno parlando di qualcosa di non troppo allegro - di cosa lo scoprirete a febbraio 2015. La tavola non è definitiva nel senso che dovrò farci ancora qualche correzione; al solito la matita è realizzata velocemente su carta, scansionata, importata in Manga Studio 4 EX e inchiostrata totalmente in digitale.
Ed ecco i suggerimenti di lettura:





Copyright© immagini SBE

martedì 2 aprile 2013

Leggere sceneggiature su iPad

In questi giorni di riposo (dopo aver finito il lavoro di Nathan Never) non sono stata del tutto con le mani in mano: ho letto la sceneggiatura quasi definitiva del gigante scritta da Giovanni Eccher e curata da Antonio Serra, 220 tavole dense e piene di ritmo; le ho lette d'un fiato, impossibile fermarsi: lo ritengo un buon segno, io mi sono appassionata e divertita a leggerle, e spero di poter trasmettere col disegno le stesse sensazioni ai futuri lettori.
Non posso dire granché sulla trama perché finirei con lo "spoilerare" troppo: basti sapere che sono  protagonisti ben presenti lungo tutta la storia Nathan, Legs, Orson, Kathy e Branko; sono i personaggi che più amo disegnare, e che qui sono stati ben caratterizzati da Giovanni.
Leggendo la storia visualizzavo mentalmente le inquadrature, mi viene spontaneo farlo sempre, ma qui in più mi sono sforzata di vederle anche disegnate e rese dinamiche e vive: vorrei riuscire a far entrare il lettore nella storia, a farlo avvicinare il più possibile ai personaggi - sia mentre parlano sia mentre sono coinvolti in scene d'azione spettacolari (e ce ne sono diverse).
Vorrei che il mio solito segno diventasse più sottile e preciso, che le ombre siano usate per costruire e rendere le atmosfere, più che per mero realismo, che la tecnologia sia resa molto meglio di quello che ho fatto finora; anche per questo sto guardando in full immersion disegni e illustrazioni di fantascienza che trovo in quantità in siti come Pinterest, e "ripasserò" e guarderò i film di fantascienza più ricchi di tecnologia: non voglio copiare, quanto assorbire (copiare mi annoierebbe sopra ogni altra cosa).

Ricordo i tempi in cui Stefano Piani mi mandava le sceneggiature di Legs via fax (sempre più veloce della posta, comunque); adesso tutto avviene via email, e le sceneggiature sono in formato word. Di solito stampo su carta le pagine della sceneggiatura perché le uso per disegnarci in piccolo i bozzetti delle tavole - delineo il layout delle vignette e schizzo anche il disegno vero e proprio, le posizioni dei personaggi più che altro. In questo caso la sceneggiatura del gigante non è definitiva, qualche tavola sarà spostata e c'è qualche piccola correzione da fare (dialoghi, credo); per evitare di stampare la sceneggiatura con i numeri delle tavole sbagliate mi sono caricata il file sull'iPad, per la sola lettura (potevo leggerla sul Mac, sì, ma per lunghe letture di testo preferisco l'iPad, così mi posso spaparanz stendere comodamente sul letto o sulla poltrona).
Qualcuno ha mai provato a leggere documenti .doc sull'iPad? Che programma usate? Vi mantiene la formattazione e soprattutto il numero delle pagine come in origine? Ecco, a me no - non con i programmi che ho a disposizione.
Documents è un bel programma che legge documenti di Office e PDF, ma ecco cosa succede quando nella pagina del documento c'è inserito un disegno (o una tabella): si sovrappone al testo. Non solo, non mantiene la divisione tra le pagine e le conteggia a modo suo; finita la sceneggiatura mi risultavano 135 pagine invece delle 220.

Cliccare per ingrandire

Tra le opzioni utili di Documents c'è quella di poter aprire un dato documento in altro programma presente sull'iPad: ho provato così a esportare la sceneggiatura in Smart Office 2, altro programma interessante. Come forse si può intravedere nella foto con la simpatica visualizzazione in 3D anche in quel caso la tabella va a coprire il testo; e sì, il conteggio delle pagine è sballato.
Certo, questi programmi sono gratis, cosa pretendo? Ma siamo sicuri che un programma a pagamento sia migliore? Chi sa dirmi se ad esempio in GoodReader i documenti .doc vengono visualizzati pagina per pagina nella loro interezza? Non sono riuscita a trovare informazioni in merito.
Sapete cosa ho fatto? Ho aperto la sceneggiatura con LibreOffice, dove c'è un bel tastino per l'esportazione in pdf di qualsiasi file; ho esportato in pdf (e il peso in kb è rimasto praticamente invariato) e reimportato lo stesso sull'iPad, dove viene visualizzato come si deve.

Per chi è stato via per le vacanze di Pasqua ricordo il mio post recente, il solito pieno di link.

lunedì 14 gennaio 2013

Varie -36

Varie di fumetti:
Kristal, la piccola vedetta lombarda

  • il 17 gennaio a Venezia ci sarà un  grande incontro per presentare il libro di Laura Scarpa "Hugo Pratt - Le lezioni perdute", saranno presenti il giornalista Piero Zanotto, e poi Alberto Ongaro, Ivo Pavone, Stelio Fenzo, Lele Vianello, Guido Fuga.
  • Giorgio Pezzin lancia l'idea di un'Isola delle Storie dove poter fare approdare  fumettisti di ogni genere: l'unione fa la forza, specialmente in questi tempi difficili, sia per la crisi (di mercato e forse di idee) sia per i cambiamenti tecnologici in atto (che Giorgio segue con attenzione - qui la app che raccoglie i sui lavori convertiti in digitale, mentre qui potete trovare le sue opere anche in pdf o in epub senza passare per i device di Apple); poi ringrazio Giorgio per il lusinghiero post che parla del mio blog.
  •  Grégory Panaccione lo conosciamo in Italia grazie ad Animals, ma lavora soprattutto per il mercato francese - peccato, perché è bravissimo: qui in anteprima 30 tavole del suo prossimo albo, che non so se verrà pubblicato anche in Italia.
  • Giuseppe Palumbo ha disegnato diversi speciali per Diabolik, adesso esordisce per la prima volta anche nella serie regolare (e ne disegna una parte, un lungo flashback se non sbaglio).
  • illustrAutori parla dell'illustratrice Francesca Capellini, che conoscevo poco, e scopro così questa bella intervista.
  • Iniziano già a trovarsi in rete i primi tutorial su Manga Studio 5: meglio trovarsi preparati quando uscirà in estate il programma completo.
  • Fumettologicamente ci mostra il trailer del nuovo cortometraggio di Katsuhiro Otomo, Combustible.
E semplicemente varie:

  • Subito dopo aver scritto il mio precedente post sulle letture indiane mi sono imbattuta in questo blog: British Asian Mom, che oltre ad affrontare i temi generali dell'identità "British Asian" si sofferma sulle recenti vicende dello stupro della ragazza in India.
  • Non esistono solo i canili, ma anche i gattili: a Milano il Parco Canile ha prodotto un video per far conoscere la possibilità delle adozioni di gatti, che lì da loro sono circa 150. E ricordate anche che adesso è più facile viaggiare con i propri animali dalla Francia alla Gran Bretagna, e viceversa.
  • Un consiglio per un blog culturale che mi sembra interessante, 404: File Not Found.
  • La storia di Peter Linneroth, psicologo militare che si è ucciso dopo aver curato per anni soldati traumatizzati dalla guerra.
  • Un lungo ma interessante post di Jumpinshark che analizza il lavoro di Google Traduttore alle prese con "La pioggia nel pineto" di D'Annunzio.
  • Non ho idea se andrò a vedere "Cloud Atlas" (ma credo di no, se non altro perché non riesco proprio ad andare al cinema, l'ultima volta è stato un anno fa, credo), però questo articolo di Leonardo Tondelli mi ha perlomeno incuriosito (e devo ancora capire il significato di questa frase: "In certi momenti guardare Cloud Atlas è come sfogliare in piedi un fumetto in libreria: se non vi è mai capitato, forse è meglio che giriate alla larga").
  • Attivissimo parla della petizione alla Casa Bianca sulla Morte Nera, sottolineandone tutte le citazioni (e l'ironia); il Corriere sorvola sull'ironia e riporta la notizia come fosse una cosa normale.
  • Per disegnatori e possibili daltonici: Masayume consiglia questa specie di gioco/training (anche online) per mettere alla prova la nostra sensibilità ai colori.