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lunedì 7 marzo 2011

Fumetti digitali

Dopo i post sugli e-book e gli e-readers (quiqui e qui) non poteva mancare uno sguardo al settore che mi interessa in maniera particolare, quello dei fumetti in formato digitale.
Ancora più che per i libri noto molta diffidenza verso l'ipotesi di una lettura dei fumetti su supporti non cartacei, ma, soprattutto, difficoltà a immaginare i possibili sviluppi di questo nuovo (diverso) modo di lettura.
Anzitutto c'è il problema del supporto digitale: se non ci si accontenta dello schermo del computer (molto scomodo in mobilità, persino per i portatili più leggeri) le alternative non sono molte: tablet o smartphone; escluderei per adesso gli e-book readers, in bianco e nero e con scarse risoluzioni (anche se ho notato che diverse persone tentano lo stesso di leggervi fumetti in bianco e nero, specialmente manga; qui ad esempio si mette a disposizione un programma che dovrebbe ritagliare e adattare scansioni di tavole per la lettura su e-readers). 
Adattare un testo scritto su supporti di diverso formato è un compito relativamente semplice, e che non comporta grossi cambiamenti sul significato dei contenuti (o no? cambiare esageratamente la font - e quindi la lunghezza del testo per pagina - di un testo usualmente leggibile su cartaceo in un determinato layout non cambia anche il nostro rapporto con la lettura, di quel libro o in generale con il nostro modo di leggere, e quindi anche sul modo in cui interpretiamo quel libro? Per non parlare della mancanza di esperienze sensoriali legate al libro oggetto, ecc.; questione che aprirebbe un lungo discorso, che non affronterò adesso); per il fumetto invece il problema è dato dal rapporto in continuità che c'è tra le vignette di una tavola (più facile invece leggere le comic strip, evidentemente).
Questo problema si presenta per l'adattamento di un fumetto già esistente destinato ad essere letto in un formato più piccolo di un A4 - fumetti che siano in origine costituiti da diverse vignette o disegni liberi ma complessi (come in certi fumetti americani); già leggere fumetti come Alan Ford o Diabolik sarebbe molto più semplice, anche su supporti piccoli.
Nonostante ciò la Marvel ad esempio ha provato qualche soluzione, non del tutto malvagia: sull'iPod Touch ad esempio la lettura si effettua vignetta per vignetta, "sfogliando" con il dito; se la vignetta si sviluppa in orizzontale si posiziona l'iPod di conseguenza, e la vignetta si adatterà automaticamente occupando al meglio lo spazio. C'è la possibilità di zoomare, di sfogliare l'intero albo tramite visualizzazione quasi a 3D, o di vedere (per quel che si può in uno schermo così piccolo) l'intera pagina prima di inoltrarsi nella lettura a singola vignetta (con effetti anche studiati laddove due vignette sono unite in contiguità, o dove la costruzione della tavola sia meno rigida).
Immagino che questo genere di lettura sia ancora migliore sull'iPad e affini, dove la visione generale della tavola si avvicina di più a una fruizione quasi "realistica" (posto che si può sempre zoomare, manipolare, ecc.).
Oltre alla Marvel sull'iTunes Store si possono trovare altre case editrici (quasi tutte americane) che hanno delle app per poter scaricare fumetti su iPhone/iPod Touch/iPad, alcuni anche gratis, per promozione. Se si digita "comics" nella casella di ricerca si troverà un lungo elenco di app o fumetti singoli (come ad esempio il fumetto "The Umbrella Accademy", uscito in cartaceo anche in Italia qualche tempo fa, o la prima parte di un albo dell'Hellboy di Mignola).
Se invece digitiamo "fumetti" si trovano delle app per poter leggere fumetti di CattivikSturmtruppenSingloids, il John Doe dell'Editoriale Aurea, il Canemucco di Makkox, e altro si sta aggiungendo con il passare del tempo; segnalo ad esempio questo articolo sullo sbarco di Zezelj su iPhone/iPadquesto sull'arrivo di Blake e Mortimer, e questo su alcune presenze di Toffolo e Toppi, ecc.
Non conosco bene il settore delle app per smartphone, però per il sistema Android ad esempio ci sono diverse applicazioni, qui e qui qualche esempio.

Fino a qui si è parlato dell'adattamento di fumetti già esistenti su cartaceo ai nuovi supporti digitali; ma che dire dei fumetti appositamente pensati e creati per il digitale?  Sono così diversi dai loro parenti di carta? Devono chiamarsi in altro modo?
Innanzitutto c'è da fare la distinzione tra i fumetti nati per essere visualizzati su schermo pc e quelli appositamente realizzati per smartphoneiPad e simili - qui si può pensare anche a un'interazione quasi "fisica", se si vuole, perchè lo schermo touch lo favorisce (e in certi casi si scivola dal "fumetto" al "fumetto game" - vedi l'esempio di cui parla Ilarialab: "A separate world" oltretutto è un prodotto italiano, abbastanza ben fatto ma che porta in una direzione diversa dalla narrazione fumettistica in quanto tale).
"Deep comix" invece è un progetto che cerca di sfruttare il supporto digitale - in primis iPad e iPhone - tentando di intraprendere strade nuove: come giustamente osserva Matteo Stefanelli non è tanto l'uso dell'effetto 3D che più interessa, quanto la cura negli elementi che caratterizzano la fruizione digitale - le transizioni tra vignetta e vignetta, l'uso dei livelli (anche quelli dei balloon e delle didascalie che possono essere rimossi), la non staticità del disegno quindi rispetto al fumetto su carta.
Se l'attenzione per adesso è tutta rivolta alla novità del "contenitore" e non al "contenuto" mi sembra anche normale: per immergermi poi nella storia (posto che sia interessante) devo prima capire come leggerla nel modo giusto, e magari nuovo - diverso il mezzo, diverse le sensazioni.
In quest'altro articolo  Stefanelli lascia la parola a Stefano Ascari, uno degli autori del progetto insieme a Emanuele Tenderiniè chiaro che le possibilità tecniche ed espressive del fumetto digitale sono diverse, ma anche non facili da decifrare in un contesto così radicalmente diverso dall'ambiente nativo del fumetto: un foglio di carta, un rettangolo bidimensionale, autonomo, che dialoga solo con le altre pagine coeve.
Se si vuole immaginare una narrazione che si serva del linguaggio grafico del fumetto ma che si esprime in tutt'altro contesto bisognerà sforzarsi di dimenticare in un certo modo le sue origini e pensare a un'altra forma di espressione e a un altro modo di leggere. Le tentazioni della multimedialità non necessariamente vogliono dire innovazione: arricchire la lettura di una sequenza di vignette (come potrei fare anche dal "vivo") con una colonna sonora non crea davvero qualcosa di nuovo - aggiunge forse un "colore" alla "tavolozza" di cui è composta la storia a fumetti (mi chiedo se sia questo il caso di "Gietz!" di Campanella Pasqualini per iPad, che oltre a colonna sonora si arricchisce di contenuti speciali rispetto al cartaceo).
Facciamo un altro esempio: se trasformo in audio gli effetti sonori nei fumetti non val la pena allora doppiare direttamente anche i dialoghi e lasciar perdere le visualizzazioni dei balloon? E il fumetto così non diventa più simile a un'animazione in 2D, molto banalmente?
Certo, l'arricchimento del fumetto digitale con questi effetti non è male se si vuole guardare al "mercato", a possibili nuovi fruitori, giovani e meno legati a un "vecchio" modo di leggere le cose; non sono contraria a possibilità del genere se si tratta di invogliare persone a leggere storie a fumetti (o storie disegnate, diciamo) tendenzialmente svogliate o aliene a questo mondo. Penso anche a un progetto, sempre italiano, espresso attraverso il fumetto per iPhone/iPod Touch "Perfect Echo" (se ne parla qui), che sembra andare in questa direzione.
Non avendo un iPad non ho potuto provare a leggere "Sulphur and Dana" di cui si parla qui, ma sul sito che presenta il progetto ci sono abbastanza spiegazioni (e un trailer) per farsi un'idea.

Come accennato all'inizio il computer rimane ancora il mezzo (elettronico) più comodo per leggere fumetti - nati digitali oppure no. Tutti più o meno ne hanno uno, al lavoro o a casa; e a tutti capita ormai di leggere fumetti o strisce o vignette su schermo, che si sia dei feticisti della carta oppure no.
Tra l'altro il web permette ciò che prima era quasi impossibile per chi non fosse un collezionista munito di denaro: leggere e guardare interi archivi di fumetti storici (per adesso ne segnalo un apio - il Digital Comic Museum , e il Comic Strip Library - ma ce ne sono tanti altri, più siti e blog che presentano le scansioni di interi albi di ogni genere). E come scrive Matteo Stefanelli qui l'iPad e affini trovano la loro ragion d'essere come device casalinghi, prolungamenti più comodi su cui leggere (anche) i fumetti.
afNews ci segnala un articolo in cui si parla dei programmi che ci servono per visualizzare i fumetti al meglio su schermo, mentre qui ci informa di iZneo (portale francese) che ha pensato appositamente a una forma di pagamento e visione di fumetti on line; Lo Spazio Bianco nota come certi fumetti (nati per la visione a schermo) siano facilmente leggibili con un tocco di rotella di mouse - e qui si può segnalare il sito di "Vertcalismi" oltre che il classico "Coreingrapho".

Certamente nessun fumetto digitale potrà mai sostituire il nostro rapporto con il fumetto cartaceo, specialmente se legato alla nostra giovinezza, a dei particolari volumi dove la carta e l'albo intero hanno un particolare e preciso significato. Come anche per i libri ci sono delle cose che non possono essere sostituite; però ci sono letture fatte anche solo per piacere momentaneo, per voglia di leggere delle storie che non necessariamente rimarranno scolpite "nella nostra anima" (faccio per dire, aborro la parola "anima"). Bene, questo tipo di letture possono benissimo essere raccolte e collezionate, se si vuole, in formato digitale - occupano poco spazio, e per chi ha passato decenni ad accumulare non è alternativa da poco: tenere fisicamente l'imperdibile,  dare via (o digitalizzare) il resto.     

10 commenti:

  1. Sempre interessanti i tuoi articoli! io, col mio fumetto Bullet & Justine proverei la strada deldigitale(logicamente in inglese). e in una tiratura molto limitata cartacea, da vendere nelle fiere o nelle fumetterie in Olanda e Belgio.
    Il formato più leggibile è Epub...

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  2. Bullet & Justine è in bianco e nero con aggiunta di grigi, potrebbe andar bene anche per grossi e-reader in formato epub. Ma hai pensato all'epub perchè? Più leggero del pdf?
    Mi sembra che esistono siti che mettono a disposizione degli strumenti per rendere fruibili i propri fumetti anche su smartphone e iPhone - non sarebbe male.

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  3. Dovrei farlo entrambi i formati, ma penso l'Epub sia il formato richiesto per l'Apple Store...
    Ci sono molti siti in cui è possibile mettere il proprio fumetto digitale, LULU, Amazon Kindle su tutti.
    Incrociamo le dita, io ci provo, e ti tengo informata (magari potrebbe servirmi anche qualche consiglio) :)

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  4. Sulle conclusioni dell'articolo mi trovi d'accordo solo parzialmente. Faccio un esempio... Al liceo ho letto diversi libri che mi colpirono particolarmente, era il periodo in cui consideravo letture degne di tale nome solo i grandi classici impegnati ( col senno di poi la cosa mi fa piuttosto ridere... Ma credo che sia una fase che più o meno passano tutti...), comunque sebbene tutt'ora senta un legame con quelle opere che mi è capitato di leggere più volte non lo sento affatto con il volume (inteso come pacco di carta) che mi è capitato di perdere e di ricomprare. La coscienza di Zeno l'avrò ricomprato 5 volte, 4 copie sono state dimenticate su treni ed autobus :)
    In compenso sono molto legata al libro "piccole donne" non all'opera, che decisamente non mi ha "scolpito l'anima" ( tanto per citarti :P ) ma proprio al mio libro, questo perché fu un regalo di mia mamma in un momento particolare.
    Tutto questo per dire che secondo me un libro, o più in generale un opera digitale ha la stessa identica dignità ed importanza della carta stampata, il fatto che non possa fisicamente toccarla o guardarla ingiallire per l'uso continuo non la rende meno viva.
    Tra l'altro se facciano un parallelo con i film, un grande classico come "via col vento" visto in VHS, DVD o dvx cambia il suo significato? Io penso di no.... Non sono riuscita a finirlo senza addormentarmi sia quando provai a vederlo in cassetta anni fa che recentemente in dvx :P
    Eppure con i film siamo passati dalla pellicola al digitale senza grossi drammi.
    Per quanto riguarda i fumetti poi sono d'accordo sul fatto che la filosofia del cartaceo non verrà soppiantata dal fumetto interattivo, e menomale, ma il digitale fornisce una serie di strumenti comunicativi in più che possono essere sfruttati o meno a seconda di cosa e come si vuole comunicare... Come il colore, nonostante ci siano moltissimi fumetti a colori ci sono tante opere in bianco e nero eppure i primi fumetti erano tutti in bianco e nero (immagino), quelli colorati sono una loro evoluzione? Quelli in bianco e nero sono obsoleti? Direi di no, direi che sono semplicemente diversi e convivono bene insieme.
    (scusate la lunghezza del commento)

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  5. Mauro@: certo che devi tenermi informata, sarò una delle prime ad acquistare e scaricare il tuo albo!
    Elisa@: io ultimamente tendo ad essere come te, a dare molta più importanza al contenuto che al supporto - con l'età sto perdendo quel poco di sentimentalismo che avevo - ma capisco anche chi è affezionato a un dato oggetto, per le tante cose che rappresenta, per l'aspetto, ecc. Come dici tu i due approcci non si escludono, tutt'altro.

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  6. Caspita, io a sentimentalismo sto già messa male adesso non oso immaginare tra qualche anno... :)
    (buffo come in 3 righe tu sia riuscita a riassumere tutto il mio pensiero, mi manca decisamente il dono della sintesi)

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  7. Elisa@: da ragazzina a scuola ero brava nei riassunti:)
    Comunque se adesso sei già molto antiromantica può darsi che con l'età ti succeda il contrario, di diventarlo invece un po'...potrebbe capitare!, chi lo sa.
    Quando si è giovani siamo convinti che certe cose di noi stessi siano immutabili, invece no...nel bene e nel male.

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  8. "io ultimamente tendo ad essere come te, a dare molta più importanza al contenuto che al supporto - con l'età sto perdendo quel poco di sentimentalismo che avevo"

    Anch'io: per esempio adesso riesco anche ad accettare senza drammi che le pagine di un libro abbiano qualche pieghetta :-) Una volta, i miei libri letti avrei potuto venderli per nuovi!

    Devo dire che negli States, almeno a Boulder dov'ero io, gli ebook sono già riusciti a cambiare il volto delle librerie universitarie: in tredici anni - dall'ultima volta che c'ero stato - gli scaffali si sono svuotati di libri e riempiti di magliette, felpe e gadgets vari. Le librerie universitarie offrono anche servizi di prestito di ebook, con una licenza a tempo.

    Le librerie generiche sono, invece, - e per fortuna! - ancora belle piene di libri.

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  9. Massimo@: eh sì, secondo me gli ebook possono essere sfruttati molto per esigenze didattiche, o comunque per chi fa ricerche, studi, ecc. Certo, ci vuole organizzazione, un minimo di competenza per l'uso degli ereaders, ecc.
    Ho sentito alla radio che ultimamente anche le persone anziane si stanno interessando agli ereaders: la possibilità di ingrandire il carattere dei testi è molto apprezzata!

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