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martedì 14 agosto 2012

Intervista a Luca Malisan: disegnare per la Francia con Manga Studio - 1

Fino a poche settimane fa non conoscevo Luca (anche se mi sembrava un nome già sentito, magari letto in relazione alle sue poche pubblicazioni italiane); poi è successa una di quelle cose che mi ripaga del tempo che dedico al blog e a Manga Studio, e cioè Luca Malisan mi ha scritto una mail, e l'ha fatto solo per ringraziarmi per i mini tutorial e in generale per il blog.
Luca Malisan è un colorista e un disegnatore che lavora da diversi anni per il mercato francese, nell'intervista che segue (e che ho diviso in due parti) parlerà di cose molto interessanti - del suo rapporto con la tecnologia, di Manga Studio, della Francia, del suo lavoro.
L'idea mi è nata dopo aver ricevuto un'altra sua mail che rispondeva a delle mie domande "curiose": praticamente c'era già scritta più di metà dell'intervista! Dato l'interesse che sono sicura susciterà per gli aspiranti disegnatori di fumetti questa intervista è un peccato che se la possano perdere gli interessati, la metterò in rilievo anche in autunno, quando saranno tornate molte persone dalle vacanze; ho deciso di non posticiparne la pubblicazione perché ho l'impressione che quest'anno comunque ci siano più persone rimaste a casa, ma anche quelle in vacanza mi sembrano più collegate alla rete rispetto agli anni passati.
Durante lo scambio epistolare con Luca abbiamo subito capito di avere le stesse idee su tante cose, ma la cosa che più mi ha colpito è la sua umiltà e la sua dedizione al lavoro, direi la sua passione per questo mestiere che non è affatto facile anche quando si raggiungono determinati risultati.
Dopo aver letto le sue risposte nell'intervista la tentazione era quella di fargliene tantissime altre, sicuramente l'incontro/scambio con Luca Malisan non finisce qua, magari in futuro si potrà pensare a un altro post, o qualche altra forma in cui discutere del nostro lavoro o semplicemente della nostra passione per i fumetti (nell'intervista in effetti dimentico di parlare dei fumetti che più ama - tanto eravamo concentrati sull'aspetto tecnico del produrli!).
Luca è stato tanto gentile da spiegare le fasi di lavorazione in Manga Studio con l'ausilio di foto - cosa che credo farà piacere a molti fan del programma.
A fine intervista ci saranno diversi link in caso siate interessati agli albi disegnati da Luca; intanto potete visitare lo studio Gotem in cui lavora, oppure il suo sito personale.
[cliccare sulle immagini per ingrandirle]
Tavola tratta da ""Les Amants de Carcassonne", edizioni Glènat, luglio 2012, testi di L.F. Bollée, colori di Dimitri Fogolin

Stessa tavola con il disegno in bianco e nero di Luca Malisan

Intervista a Luca Malisan

D: Ciao Luca, puoi presentarti ai lettori del mio blog parlando un po’ di te e della tua carriera di fumettista?

R: Ciao Patrizia, grazie dello spazio che mi offri! Lavoro professionalmente nel fumetto dal 2005, e ho cominciato come colorista; da circa 4 anni sono anche disegnatore, ma continuo anche a colorare. Il 90% del mio lavoro è per case editrici franco-belghe, e pochi dei miei lavori si sono visti in Italia.
Ho cominciato a disegnare e colorare nel 1997, seguendo un corso tenuto da Davide Toffolo (che nel Nord-Est faceva moltissimi corsi e credo avesse più “discepoli” che lettori!). Era un breve corso di 30 ore, che mi ha insegnato le basi del mestiere e, soprattutto, mi ha messo in contatto con altre persone che avevano la stessa passione e sogno professionale. Con alcuni di questi amici, concluso il corso, abbiamo continuato da soli e creato l'Associazione “Fame Comics”, per autoprodurre una fanzine ed altri libri a fumetti. Dopo un po' di anni eravamo diventati una piccola casa editrice, per quanto gestita su base volontaria nel nostro tempo libero.
Non ho fatto scuole artistiche, perché non ho mai creduto di riuscire a guadagnarmi da vivere solo attraverso il fumetto. Ho sempre pensato di doverlo affiancare ad un “lavoro vero” (ancora adesso capita di sentirsi dire: «Ah, fai fumetti... bello! Ma di lavoro cosa fai?»). Quindi ho studiato tutt'altro, diventando ingegnere informatico; per un po' ho fatto il programmatore di giorno e il colorista di fumetti di notte. Quando la cosa è diventata insostenibile, ho abbandonato il lavoro da impiegato (uno di quei bei contratti a tempo indeterminato di una volta, ormai estinti come i brontosauri... ricordo ancora mia madre disperata!) e ho scelto il fumetto a tempo pieno.
Finora ho disegnato 5 albi “alla francese”, e ho colorato almeno un migliaio di tavole di diversi autori. Paradossalmente è raro che riesca a colorare i miei disegni: il lavoro è molto e non essendo superveloce, ho bisogno che qualcun altro colori le mie tavole, per rispettare le scadenze. E invece continuo a colorare album di autori coi quali ho un rapporto ben collaudato.
Il lavoro poi è piano piano aumentato e nel 2008 ho fondato il “Gotem Studio” con Dimitri Fogolin e Paolo Francescutto, che erano i miei collaboratori più fidati, amici fin dai tempi del corso con Toffolo. Ora sono i miei soci, e lavoriamo fianco a fianco tutti i giorni dalla mattina alla sera.


D: Da quando hai iniziato a usare Manga Studio e come ne sei venuto a conoscenza ?
R:  Ho iniziato nel 2009, quando disegnavo il mio secondo libro in Francia. Già da qualche anno facevo esperimenti con l'inchiostrazione digitale, perché ero poco soddisfatto degli strumenti tradizionali. Ero un appassionato dell'inchiostrazione a pennino, ma i pennini stavano diventando oggetti d'antiquariato! Già usavo Photoshop per colorare, e quindi ho cominciato ad inchiostrare con quello. Con Photoshop ho inchiostrato una cinquantina di pagine (il mio primo albo francese), ma molte cose mi lasciavano insoddisfatto, in particolare gli strumenti per le linee regolari, come quelle delle architetture (che nel fumetto sono molte!). In pratica esisteva quasi solo lo strumento “riga” che tracciava linee regolarissime e freddissime.
Quindi ho sperimentato diversi altri programmi e in qualche modo sono arrivato a Manga Studio, col quale ho fatto delle prime prove. I suoi pennini mi hanno subito conquistato: mi davano la stessa sensazione dei vecchi pennini ad inchiostro che amavo. Inoltre c'erano i ruler, ed in particolare i perspective ruler, che erano una vera manna dal cielo per le architetture!
Il programma aveva tuttavia un'apparenza un po' “giocosa”, e la parola “manga” era davvero preoccupante... questo perché da sempre, ogni volta che mostravo le mie tavole a qualche professionista, mi sentivo dire: «il tuo disegno è troppo manga!». Era diventata un'ossessione, con i miei colleghi ne ridiamo ancora: non appena disegno due linee cinetiche su qualche vignetta loro mi riprendono subito dicendo: «è troppo manga!».
Ma ecco che ho incontrato le tue “Mini lezioni di Manga Studio”! Tu disegnavi Nathan Never (che era sempre stato il mio fumetto italiano preferito) e mi sono detto: «Se lo usa una disegnatrice professionista per la casa editrice di fumetti italiani per antonomasia, potrò ben usarlo io in Francia!»... Mi hai fornito non solo i primi rudimenti sul programma, ma anche la “giustificazione intellettuale”! :-D
Nel rileggerle adesso, queste cose mi sembrano davvero assurdità! Tuttavia non hai idea di quante volte mi sia sentito dire: «sei troppo manga!», tra l'altro come se fosse chissà quale malattia insanabile... Alla fine degli anni '90, inizio 2000, a quanto pare in Italia c'era una vera e propria guerra ideologica tra “manga” e “fumetti”, e i cattivi risultati di questo atteggiamento li possiamo vedere adesso, con il solco insanabile che c'è tra lettori (e mercato) di fumetti e di manga.
Io sono sempre stato “laico” su questo argomento e, pur amando il genere realistico, ho sempre usato le soluzioni che mi parevano migliori, anche retini e linee cinetiche, se mi sembrava servissero.


D:  In che maniera usi Manga Studio?
R:  Lo uso pressoché per tutta la fase di disegno. In genere stampo su carta la sceneggiatura, una tavola di fumetto per ogni foglio; sui margini del foglio, vicino al testo delle varie vignette, faccio dei piccoli disegnini a matita in cui decido le inquadrature. Quello è l'unico foglio di carta “fisico” che uso, poi passo a MS (versione 4 EX), dove ho già preparato la story all'inizio del lavoro, con le dimensioni della pagina, i margini, ecc. In Francia ogni volume ha dimensioni e margini leggermente diversi, mi faccio i vari page templates personalizzati per ciascun albo.
A quel punto disegno i riquadri delle vignette: creo un panel ruler layer, dalla sezione Ruler della palette Layers:
Poi lo ritaglio approssimativamente con il panel layer cutter e lo lascio ancora modificabile:

A questo punto copio e incollo tutti i testi dalla sceneggiatura e faccio il lettering, balloon compresi (ma senza "pipa", perché non essendoci il disegno non saprei bene dove farla puntare). In questo modo capisco se qualche vignetta è troppo piccola, se la griglia va cambiata perché il flusso di lettura dei balloon sia chiaro, ecc.
Questa fase mi prende diverso tempo, perché nel fumetto francese la griglia è molto libera (e quindi richiede responsabilità ed attenzione), gli sceneggiatori (salvo eccezioni) non danno alcuna indicazione su forma e posizione delle vignette. Alcuni addirittura non mi indicano neppure le vignette, e la loro sceneggiatura è un “racconto della pagina” con i dialoghi. Quindi è utilissima la libertà che ti dà MS nel spostare le linee della griglia (con lo strumento object selector) e tutto quanto.
A quel punto ho la mia pagina di fumetto letterata ma con le vignette tutte bianche (ho sfocato i testi della schermata, per evitare problemi, trattandosi di un lavoro in corso):
A volte, se sono ancora insicuro sulle inquadrature, stampo e faccio ancora layout su carta, ma di solito passo subito a disegnare.


D:  Quindi se non ho capito male inserisci i balloon con i testi basandoti sui disegnini realizzati a mo’ di layout - intendo per la loro disposizione. Le pipe le aggiungi dopo su un altro livello, immagino; in effetti lo strumento balloon in Manga Studio non permette di farne lunghe e con curve come si vedono nei fumetti francesi.
E’ molto interessante sapere che in Francia un disegnatore deve occuparsi anche del lettering. Se copi e incolli i testi in Manga Studio significa che usi le font del programma? O ne hai inseriti di tuoi personali? In questo caso dove li hai trovati?
R:   Sì, i balloon li posiziono in base ai layout veloci a margine sceneggiatura, ma poi li riposiziono e ritocco spesso, in base allo spazio che occupano e per agevolare il senso di lettura. Mi riservo di spostarli e ritoccarli di nuovo quando ci sarà il disegno, in modo che il tutto sia ben equilibrato esteticamente.
Per le pipe uso lo strumento di MS: si riesce facilmente a fare pipe di tutte le forme, anche con molte curve (tenere premuto CTRL e fare click sullo “scheletro” di una pipa per aggiungere un “punto di piegatura” che è poi possibile spostare per curvarla):

Riguardo alle font, io per il lettering di solito uso la “classica” WildWords della ComicCraft (versione “europea” con tutti gli accenti). Mi ero anche fatto una font personalizzata con la mia scrittura, ma non ho una bellissima grafia, e il risultato era troppo disordinato rispetto al resto della tavola. Tra le font gratuite, decenti e con gli accenti, non sono male per il lettering neppure “Anime Ace” e “Digital Strip”. Le font sono “di sistema”, quindi basta installarle nell'apposita cartella di Windows (o del Mac) e tutti i programmi possono usarle.
Di solito uso gli stili, in modo da essere omogeneo su tutto l'albo e non dovermi ricordare: «l'urlato lo facevo corpo 7 o corpo 8?». Basta creare lo stile la prima volta, dargli un nome e poi selezionarlo dalla lista quando si inserisce il testo. Ecco la schermata degli stili:





Per le onomatopee uso delle font diverse, ma lì il discorso si fa più complicato, perché di solito è necessario rasterizzare il layer di testo, per poterlo ritoccare e pasticciare a piacimento, a seconda dell'effetto sonoro. Devo dire che gli strumenti per i testi in MS non sono granché, sarebbe molto meglio Adobe InDesign per letterare. Tuttavia il pregio di aver tutto dentro lo stesso programma, e di poter spostare facilmente balloon e pipe mentre disegno mi fa sopportare tutte le magagne della gestione del testo di MS.


D:  Quali strumenti usi di più in Manga Studio, e come?
R:  Per disegnare trovo utilissimi i perspective ruler, che permettono di fare agilmente ambientazioni complesse (in Francia apprezzano moltissimo i paesaggi, i campi medi e lunghi, tocca sempre curare moltissimo gli sfondi). Sono il motivo per il quale ho trasferito in digitale anche la fase delle matite: non aveva senso diventare pazzi con lunghe stecche e righelli per fare le prospettive “a mano” quando c'era uno strumento che era così utile proprio per la fase di disegno.
Per l'inchiostrazione mi sono personalizzato alcuni strumenti, soprattutto pennini e pennelli. In particolare uso una modifica del pennino “G” per il grosso del segno, un'altra modifica del pennino “Brush” per le linee più “morbide” (i capelli ad esempio), poi gli strumenti linea o curva in alcuni casi (ma di solito preferisco creare dei ruler e seguirli con gli strumenti “manuali”, perché linee e curve hanno risultati troppo regolari). Poi qualche pattern brush per cosette come tratteggi, puntini, ecc... ma poca roba, perché secondo me i soliti pattern, se usati troppo, finiscono per attirare troppo l'attenzione e dare quello spiacevole effetto di “fatto a computer”.
Ho poi un pennello più grosso per le zone più nere (che però di solito non sono molte nel fumetto che andrà colorato). Comunque mi piace sperimentare e cambiare, quindi ogni tanto gioco con le varie impostazioni e cambio un po' i miei strumenti.
Di solito i dettagli degli sfondi (e sempre più cose) li faccio direttamente ad inchiostro, perché in digitale è altrettanto cancellabile della matita e quindi provo a risparmiare tempo lasciando la matita al minimo. Uso molte fotografie di riferimento, per sfondi ma anche pose (mi faccio degli autoscatti), e costruisco in 3D gli ambienti o gli elementi più complessi e ricorrenti.


D:  Che programma usi per costruire in 3D? Non ti porta via troppo tempo?
R:   Uso diversi programmi, ma in particolare SketchUp (che era di Google, ora è di Trimble) per le architetture e soprattutto perché permette di accedere immediatamente ad un'enorme libreria di modelli esistenti, fatti e pubblicati volontariamente da chiunque nel mondo, che permettono di trovare quasi tutto: palazzi famosi, automobili, armi... quindi si risparmia tempo perché molti modelli sono già pronti. Alla fin fine non serve che il modello sia precisissimo, ma solamente che “vada vicino” a quel che serve, per far da guida.
Ecco un esempio di una scena costruita in SketchUp (le auto provengono dalla libreria):
In alcuni casi devo invece modellare da solo un architettura, e allora vale la pena farlo solo per quegli ambienti o elementi che torneranno molto spesso oppure che sono particolarmente complessi. Comunque SketchUp è piuttosto efficiente, una volta che si impara per bene a controllarlo. Ecco un esempio di un'architettura complicata che ho preferito modellare in 3D per meglio disegnarla (mi ci è voluta una giornata di lavoro per la modellazione):

Bene, questa è la prima parte della lunga intervista a Luca, tra qualche giorno pubblicherò la seconda e ultima parte. Sono davvero contenta di aver trovato una persona come Luca, così gentile e disponibile, e anche precisa!
Se masticate un pò di francese potete trovare i suoi albi in vendita:
La croisade des enfants
La conjuration de Cluny
Le Crépuscule de Tellure, Tome 1 : Saliriandre
Le Crépuscule de Tellure, Tome 2/3 : Le Duché de Richt
Les amants de Carcassonne 
e anche delle anteprime sui siti dell'editore: qui, qui e qui.

La seconda parte dell'intervista è qui.




10 commenti:

  1. Complimenti vivissimi a entrambi!

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  2. interessante, anche per chi non e' appassionato di fumetti e ne capisce poco, come me. Interessante la diatriba tra fumetti e manga.
    ciao

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  3. bella intervista, no nvedo l ora di leggere la seconda parte,io uso poco manga studio perché non lo conosco benissimo, ma mi piacerebbe approfondire, avevo seguito le tue minilezioni, molto interessanti, mi hai chiarito diverse cose sul programma, ringrazio te e luca

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  4. @illustrAutori @Rosa: grazie molte, la seconda parte la posto subito dopo Ferragosto :)
    @onelulu: speravo che l'intervista fosse interessante da leggere anche per i non fumettisti, in fondo Luca Malisan parla del dietro le quinte di questa professione, molti immagino potrebbero essere incuriositi di sapere cosa comporta disegnare fumetti - non solo talento e carta, ma anche competenze tecniche, documentazione, professionalità.

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  5. E' interessante, sì, come lo sono le tue mini lezioni, per cui ne farò un rilancio tra qualche giorno su afNews.info :-)

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  6. Grazie Gianfranco, di solito non mi autopubblicizzo molto ma Luca Malisan è stato davvero disponibilissimo e ha raccontato tanto; domani o dopodomani credo che posterò la seconda parte

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  7. Molto interessante^^, come sempre, del resto! Alla faccia dei detrattori di MS :D

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  8. Ciao, vorrei sapere se e come è possibile accedere alla libreria/archivio di sketchup. Io ho scaricato solo la versione gratuita.
    Grazie
    Gidì

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  9. Ciao Gidì, quando tornerà dalle vacanze Malisan proverò a inoltrargli la domanda, immagino tu voglia sapere dove andare a trovare dei modelli in 3D da visualizzare in Sketchup - o sbaglio? Online non è difficile trovarli, credo basti una ricerca su Google con le parole chiave, poi una volta scaricati i file basta cliccarci sopra perchè vengano aperti automaticamente in Sketchup - se hanno delle estensioni compatibili.

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  10. Grazie Pat, proverò a fare una ricerca come suggerisci. G.

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