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domenica 12 agosto 2012

Diario di viaggio...letterario -12


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11/8/2012

Gita al centro (Palazzo Reale è sulla destra fuori campo, un po' più avanti)
Oggi giorno di riposo. Ho controllato la mia tabellina di marcia e il mio lavoro di inchiostrazione procede bene, sono abbastanza soddisfatta.
Con un'amica stamattina sono andata a vedere le mostre a Palazzo Reale, a Milano, che fino al 26 agosto sono gratis (così come l'accesso ai veri musei civici della città ).
Le due mostre principali sono quelle sugli anni 70 ("Addio anni 70. Arte a Milano 1969-1980") e su Fabio Mauri ("Fabio Mauri. The End"), che operó soprattutto in quegli anni: arte povera, arte concettuale, installazioni, video e perfomance, ma soprattutto arte d'impegno, arte che scende in strada e interpreta o rappresenta i movimenti sociali di quegli anni così densi e agitati.
Mi riprometto di parlare meglio di quegli anni (artisticamente parlando ) in un post a parte, improvvisamente guardando la mostra di Mauri mi sono ricordata che nel 1989 lo intervistai  in occasione della redazione della mia tesi di storia dell'arte ( fatta in collaborazione con S. M. e Renato Galasso), il titolo era: "Arte italiana. 1959-1963".
In quel periodo l'arte povera e l'arte concettuale mi piacevano tantissimo, avrei voluto fare una tesi su Piero Manzoni, ma poi la prof mi indirizzó verso una tesi più ampia, e così alla fine lavorammo in tre su diversi fronti: la ricerca sulle riviste dell'epoca, le mostre più importanti di quegli anni, le interviste a personaggi che furono importanti, sia artisti che curatori o critici.
Adesso non saprei bene come leggere certe opere (che durante gli anni d'Accademia mi colpivano soprattutto sensorialmente ed emotivamente), e infatti molte delle cose che ho visto nelle due mostre di Palazzo Reale mi hanno lasciato a volte perplessa, a volte sorpresa; diverse altre però mi sono piaciute molto, altre ancora mi sembravano provenire non da un'epoca lontana, ma da un mondo alieno.
C'erano molte riviste d'epoca da sfogliare, video da guardare, installazioni su cui riflettere; io non ci ho certo dedicato il tempo dovuto, anche perché dopo quasi un'ora e mezzo avevo la gambe distrutte; questo fatto non è solo legato al problema al ginocchio destro che ho da anni, ma anche a nuovi problemi sorti forse non a caso da quando sono aumentata di peso (ma anche prima ho sempre avuto scarsa autonomia di "passeggio", e infatti non mi sono mai piaciute le vacanze di tipo turistico - "vedi il più possibile in tot ore" - adesso poi sarebbe impossibile).
Ho fatto in tempo a vedere "I funerali dell'anarchico Pinelli" di Enrico Baj, opera esposta nell'affascinante sala delle Cariatidi (che non avevo mai visto prima). Mi riprometto di riguardare questo quadro/installazione con più attenzione e magari con l'aiuto di qualche testo critico.
Dopo aver fatto questo bel giro al Palazzo Reale mi sono seduta al bar superiore della Mondadori lì vicino, per riprendermi dalla stanchezza; da lì ho fatto la foto a piazza del Duomo.

Viaggio del giorno: "I ragazzi della via Pál" di Ferenc Molnár

Da ragazzina questo libro mi colpì molto per la sorte tristissima di Nemeczek, l'unico "soldato semplice" delle due bande di ragazzini che si affrontavano nel campo vicino una segheria.
Già allora mi sembrava eccessiva questa dedizione a un codice d'onore militaresco, ma a anche a un modo estremo di intendere la lealtà e l'amicizia (tanto da portare un ragazzo a una morte inutile e assurda). Quei ragazzini facevano le prove di quello che sarebbe diventato il carnaio della prima guerra mondiale.
Sotto un altro aspetto il libro è scritto benissimo e certamente fa leva su determinati tipi di sentimenti che possono avere il loro fascino a quella età; ancora adesso ricordo benissimo le prime frasi del libro, e diverse altre scene che mi rimasero impresse. Venivo anche io da un periodo in cui giocavo con la mia "banda" con altri ragazzini del quartiere, e certe volte il confronto era aspro, alimentato dai più testosteronici del gruppo (in una "battaglia" per non si sa cosa una volta mi beccai una pietra sulla nuca che mi procurò un bel bozzo, gli "avversari" erano dotati di fionde di un certo livello).
Se qualcuno è interessato all'audiolibro qui c'è il link alla benemerita trasmissione "Ad alta voce".

2 commenti:

  1. :-) ho scattato la stessa foto (quasi) ieri pero'. Ho visto in 30 min per la prima volta il museo del novecento, dato che e' gratis e avevo circa 45 min di tempo. Mi sono chiesto se anche le mostre fossero gratis, ora mi dai la conferma.

    il museo mi pare bruttino... tutto stretto e labirintico, merita a mio parere la sala in alto tutta vetri sulla piazza che poi porta in quella "catacomba" che e' la sala su Fontana.
    e poi Quarto stato inscatolato in un ammezzato... con pure il riflesso dei vetri... complimenti ai curatori. :-(

    ciao!

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  2. Ah, com'è piccolo il mondo :)
    Il museo del 900 non ho fatto a tempo a visitarlo, anche se ci sono stata tempo fa (ma devo rivedere bene la parte dell'arte povera).
    E' vero, è un museo contorto e piccolo, ma neanche tanto male; bella la visuale che si ha da quella sala con le vetrate.

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