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giovedì 25 dicembre 2008

Il mio "Kamandi"




Probabilmente era verso la fine degli anni '70 che mi procurai le 11 copie degli albi di "Kamandi - l'ultimo ragazzo sulla Terra" (o, come figurava nella traduzione della Corno, "Kamandi - nuova era anno zero").
In realtà uscirono tra il 1972 e il 1979 52 albi scritti e disegnati da Jack Kirby, più un'altra manciata realizzati da altri autori - ma a me quello che interessava era il disegno ultramoderno ed espressivo del "Re", oltre che la sfrenata fantasia di quelle storie ricche di spunti di ogni tipo.
Il soggetto si prestava bene a un caleidoscopio di personaggi e situazioni: in una Terra del futuro post-catastrofe (mai ben definita, pare non una guerra nucleare, ma qualcosa riguardante un "disastro" legato comunque alle radiazioni) gli uomini si sono "evoluti" in quasi bestie, e tali sono trattati da varie specie di animali che invece hanno acquistato in questo nuovo mondo quello che erano le capacità e il posto degli esseri umani del passato. Kamandi è l'ultimo ragazzo "normale" della Terra, poichè quasi subito incontrerà degli essere umani intelligenti, ma "mutati" dalle radiazioni, che lo aiuteranno a sopravvivere in un mondo violento e pericoloso.
Il tema era trattato ampiamente all'epoca: basti ricordare i film, di poco precedenti, della serie del "pianeta delle scimmie"; Kirby però ne approfitta per affrontare non solo i temi legati alla pericolosità della tecnologia, ma anche quelli riguardanti il senso della nostra umanità, nel modo avventuroso e drammatico che gli era proprio.
Planeta DeAgostini ha ristampato in bianco e nero tutte le storie disegnate da Kirby in un volumone poderoso di più di 800 pagine; ho impiegato un po' di tempo a leggerlo, considerato il fatto che le storie a fumetti di una volta erano molto più dense e prive di pause, tanto più quando l'autore era un vulcano di idee come Kirby!
Ecco, rileggendo queste storie una delle cose che mi ha colpito di più è la sensazione di "densità" data dal modo di sceneggiare di una volta; adesso siamo abituati a cambi di ritmo ben calibrati, scene di azione che seguono a scene "lente" e di approfondimento...In "Kamandi" la riflessione è data da veloci dialoghi spesso contemporanei a scene frenetiche, oppure relegati in didascalie abbastanza discrete, che non rallentano mai la marcia costante della storia.
Il segno di Kirby per me qui raggiunge la sua maturità: plastico, denso, deciso, espressivo e moderno. I primi albi sono inchiostrati dal suo collaboratore migliore ( a mio parere), cioè Mike Royer; non male anche D. Bruce Berry che ne inchiostra parecchi, con ottima mano. E' nota la velocità con cui disegnava le sue matite Jack Kirby, e il fatto che in qualche vignetta i personaggi o gli oggetti non siano situati sempre nella giusta prospettiva non inficia in alcun modo la bellezza di queste tavole ipercinetiche e cariche di forza ed energia.
Molti lettori della vecchia serie rimpiangeranno il colore; io ho evitato apposta di riprendere in mano i miei vecchi 11 albi per poter osservare queste tavole in bianco e nero senza fare dei paragoni. Certo, le tavole sono state concepite per essere colorate, ma la visione "nuda" permette di apprezzare di più il segno - cosa che a me interessa in maniera particolare.
Dal punto di vista emotivo rileggere queste storie mi ha collegato al tipo particolare di felicità che provavo a quei tempi, alla meraviglia di incontrare personaggi incredibili come Tuftan la tigre, figlio del Grande Cesare, Canus il cane - lo scienziato , il "mostro", i feroci pipistrelli, il grillo ( o cavalletta?) Kliklak, la cui sorte mi ha commosso un po' ancora adesso - e poi gorilla, scimmie, delfini, ratti, ecc., ognuno con le proprie caratteristiche, con le proprie fissazioni tratte perlopiù dalla passata storia umana (indimenticabili e bizzarre le storie con "i segreti del Watergate", o quelle con i gangster-robot di Chicago, o quelle ambientate nel "centro commerciale Sacker").
Non mancheranno piante mutanti che camminano, germi di "fine-di-mondo", entità aliene, eserciti prussiani e "bonapartisti" composti da buldogg e gorilla...
Questo coacervo di personaggi e luoghi improbabili sono tenuti assieme da un forte senso di umanità nel tono e nel contenuto delle trame - merito del grande talento di Kirby, senza dubbio.
Per finire pubblico un mio omaggio personale a Kamandi - non una copia, ma un disegno realizzato interamente con Manga Studio Debut, dallo schizzo al risultato finale che potete guardare qui in alto.

10 commenti:

  1. Io sono uno di quei lettori che rimpiangono il colore, ma in effetti capisco il significato del tuo commento sull'interesse verso la versione "cruda" ;)

    Bello il disegno, a mio parere ha il pregio di rispettare molto il design originale del personaggio pur non sacrificando la tua personalità.

    Patrizia, approfitto anche di questo post per ringraziarti per gli auguri e ricambiare di cuore.

    A presto

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  2. Grazie Mirko, ho visto i tuoi lavori e vedo che sei un amante del genere supereroistico: per gli appassionati consiglio una visita ai tuoi siti, ci sono molti bei disegni, soprattutto mi piacciono le matite!

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  3. Scusa, una domanda: sai chi ha curato la traduzione di Kamandi nell'edizione Planeta? Non ho il volumone ma solo i vecchi albi Corno

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  4. Ciao David, traduttore risulta Francesco Spreafico.

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  5. Mi hai commosso. Credevo che nessuno si ricordasse di Kamandi ed è un piacere constatare che comunque aveva i suoi fans. Purtroppo in Italia la serie non andò bene (ma ho tutti i numeri) e la interruppero prima del previsto. Il numero con Clik-Clak è uno degli albi più commoventi di tutta l'Editoriale Corno..non l'ho mai dimenticato..
    Grazie dei ricordi

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  6. Ciao Luca, è vero che la serie all'epoca non ebbe molto successo ma non credo proprio di essere l'unica che se la ricorda con nostalgia, forse sei stato sfortunato a non incontrare altri appassionati come te:)
    Comunque invidio molto la tua collezione originale quasi completa!, tra l'altro deve avere anche un certo valore monetario (mai quanto quello sentimentale), se non sbaglio...

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  7. Giuseppe Bartorilla9 ottobre 2011 00:10

    devo dire che avevo dimenticato Kamandi, fino a quando un giorno non ho sistemato la cantina ed scoperto una vecchia scatola che non ricordavo di avere. Aperta mi sono capitate alcune copie del fumetto. Ed è stato un tuffo al cuore,sia per gli anni passati dall'ultima volta che avevo sfogliato kamandi sia perchè il personaggio e le storie mi avevano colpito particolarmente.

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  8. Grazie Patrizia, mi hai aiutato a capire perchè, da adolescente, questo fumetto (comprato in una di quelle meravigliose raccolte della corno in busta che, alla modica cifra di 250 lirette, conteneva i primi 3 episodi di Kamandi) mi piacque tanto, al punto di cercare tutti gli altri episodi. Anch'io comprai appena uscito il tomone della planeta de agostini, peccato per l'assenza del colore ma un vero e proprio tuffo nel passato...

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