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venerdì 4 marzo 2016

Il mondo dei "book haul" su Youtube

Che Youtube (o altri siti di condivisione video) fosse pieno di comunità dedite a mostrare le proprie passioni - materiali e non - lo sospettavo, ma raramente mi ci sono imbattuta a causa degli onnipresenti algoritmi che favoriscono la nostra chiusura in "giardinetti" culturali affini (o supposti tali); nel mio caso tutorial di disegno digitale, video di conferenze storiche o scientifiche.
Pochi giorni fa su Facebook Federico Novaro ha linkato il video di un ragazzo che parla di libri "young adults" - ragazzo tra l'altro molto sveglio e di cui ammiro l'entusiasmo e la capacità di comunicare (si chiama Marco Locatelli e il suo canale Youtube è Galassia Cartacea).
Sulla colonna di destra di Youtube appaiono i "suggerimenti" dati per affinità di visioni recenti o passate; è stato così che ho cliccato per curiosità su un video che presentava l'immagine di una giovane ragazza che reggeva entusiasta una pila di libri, nel titolo era presente il termine "book haul" - mai sentito prima.
Questo articolo spiega abbastanza bene cosa è un book haul (e in generale i video haul, che possono avere come oggetto qualsiasi cosa del mondo dei consumi): "“Vi mostro gli acquisti che ho fatto oggi” – Il fenomeno dei video haul".
I video book haul sono un sottogenere dei vlog, i video diari che da tempo sono una caratteristica del mondo social - non basta più il blog per raccontare la propria vita: farsi vedere e raccontare quasi in diretta rivolti al "proprio" pubblico ormai è pratica diffusa (sia chiaro, non sto criticando nulla, questi sono i tempi e io li osservo con un minimo di distanza, ho 50 anni e vedo il mondo molto cambiato da quello che era 30 anni fa, è una semplice constatazione).


Snack Attack (Giovanni Storiali) è uno dei booktubers più seguiti. Scrive anche su Bossy.it

Mettersi in mostra con disinvoltura e presentando spesso buone capacità comunicative è quello che mi ha colpito di più nei video di questi giovani (perlopiù adolescenti - si va dai 15 ai 25 anni circa). Da persona fondamentalmente timida (e lo ero 100 volte di più da giovane) provo una sorta di ammirazione per chi riesce a parlare delle proprie passioni in maniera così naturale.
La seconda cosa che mi ha fatto interessare a questi video è naturalmente il contenuto, ovvero la passione quasi feticista per i libri: anche io ero così (o quasi così) alla loro età, solo che la mia era una passione totalmente solitaria, non la condividevo con nessuno. Mi chiedo come mi sarei comportata se durante la mia adolescenza ci fosse stata internet; in un certo senso invidio questa possibilità odierna di poter discutere con altri delle proprie passioni, persone che ti capiscono e non ti guardano come se fossi un alieno.

Thestral Martell mostra una grande passione anche per i fumetti (in questo caso alcune raccolte Disney).

C'è poi il fatto che questi ragazzi/e fanno incetta di libri, ne comprano quantità spropositate - certo, spesso sono a metà prezzo o scontati, ma nel complesso mi sembra che abbiano a disposizione una quantità di denaro che io mi sognavo alla loro età, motivo per cui gli arraffi potevo farli solo in biblioteca (e per la mia smodata bulimia cartacea mi ero iscritta a due biblioteche per poter prendere in prestito 4 libri alla volta). Sarà per questo forse che non sono mai stata posseduta dal feticismo estremo che hanno certe persone, i libri ho dovuto imparare a lasciarli andare (e ad accontentarmi di quello che passava il convento). Ho potuto soddisfare i miei desideri di accumulo sono in età adulta, con il lavoro e un'abitazione personale (e adesso ahimè sono giunta al capolinea, non entra più nulla, stop all'arraffo senza limiti).
Alcuni dei booktubers più seguiti forse hanno attirato l'attenzione - non ho capito bene, so solo che ogni tanto vengono menzionati regali fatti da case editrici.  Non mi meraviglia, questi lettori forti sono un veicolo pubblicitario molto potente, e non solo per la case editrici: Amazon e Il Libraccio sono citati spesso (un po' meno IBS) e messi in primo piano durante gli "unboxing" - gli spacchettamenti in diretta dei pacchi pieni di libri (anche questa sottocategoria è molto presente tra i cultori del book haul).

Ilenia è una delle booktubers più giovani che ho incontrato (frequenta la prima liceo). Notare il poster di Charles Darwin sullo sfondo.



Un esempio di unboxing. I falsi dilemmi del compratore compulsivo :"Lo prendo o non lo prendo?"

[seguirà seconda parte]




7 commenti:

  1. Interessante. Fenomeno che probabilmente nasce con il videogaming, dove già una ventina di anni fa vari giovani utenti realizzavano tutorial o recensioni del gioco di turno, mostrando il gameplay in diretta e parlando in cuffietta (a volte comparendo in prima persona in un piccolo riquadro in un angolo del video).
    Devo ammettere però di non essere particolarmente interessato a vedere in video persone che parlano di libri. Per fumetti e film è già diverso.
    Che ben vengano tutti loro, in ogni caso, se si è liberi di consultarli gratuitamente da Youtube :)

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    1. I video sui fumetti forse mi interessano meno perché ci sono troppo dentro, basta! Quelli sui film li vedrei con interesse solo se ne vedessi di più al cinema, cosa che ormai succede di rado.

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  2. Il videogaming è una incursione del Primo dei Caduti nella Realtà Prima. Mi sono sempre professato agnostico e ho atteso per decenni di vedere nel tubo il bosone di Higgs che spiegava come avesse iniziato tutta la faccenda, ma ammetto che Crepascolino ipnotizzato davanti al tablet che gli spiega con la voce di un tizio che dovrebbe essere fuori a guadagnare i dindi per comperarsi una pila di libri come aggirarsi per la Magica Terra degli Omini di Lego Vestiti da Bats e Supes e Spidey mi ha fatto realizzare, finalmente, che il Maligno esiste ed è infatti il tizio che ti racconta una storia e ti porta fuori strada, lontano dalla luce. Del sole che illumina il parco dove gli altri bimbi scendono dallo scivolo e calciano una palla di pezza. Pfui.

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    1. Eh, vita difficile con questi strumenti diavoleschi. Forse dovresti dare un limite di uso - tot minuti al giorno, il resto giochi all'aperto o giochi reali. Immagino non sia per niente facile.

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  3. Che poi credo sia doveroso specificare che molti dei cosiddetti youtubers non sono delle persone che condividono una passione, ma dei ragazzini in cerca di successo. In parole povere sperano (riuscendoci a volte) a fare i soldi in quel modo. Per questo i video sono particolarmente curati, dalla inquadratura alla musica alle luci, al makeup. Non è uno scambio di passioni, cercano semplicemente di venderti il loro prodotto, che su youtube significa fare in modo che tu veda il video e spinga altre persone a fare altrettanto. Non cercano accettazione o comprensione o scambio di opinioni, ma soldi, il sogno di diventare il nuovo pewdiepie. Qui si spiega come mai gli youtubers più gettonati non siano cessi… sono showman (o showoman), nulla di meno.
    In linea di massima non sono contrario, finché divertono. Ma comunque è diseducativo, al pari delle veline. Difficile chiedere a tuo figlio di studiare quando a fare il coglione davanti alla webcam puoi fare molti (ma molti molti) più soldi che con una laurea. Senza manco muovere il culo da casa.
    Il che non vuol dire che non ci siano persone davvero serie o che il media sia sbagliato.
    Solo che è sbagliato confrontare quello che eravamo noi da giovani con loro. Noi avevamo una passione. Loro un business.

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    1. Sì, be', a voler essere precisi è inutile confrontare due epoche così diverse - se questi ragazzi fossero nati 30 anni fa avrebbero altri modi di porsi, e quello che sono adesso deriva in parte da quello che non abbiamo fatto noi all'epoca, probabilmente.
      Io poi ne sto facendo un discorso più personale, confrontando la me stessa ventenne con il ventenne che oggi ha la stessa passione e un giro di contatti non troppo vasto. Ci sono e non sono pochi. Ovviamente c'è chi lo fa per "lavoro" - alcuni lo dicono apertamente - o per narcisismo. Ormai per ogni tipo di passione c'è il lato "esibizionista", è il frutto dei tempi. Non me ne scandalizzo, ne prendo atto, poi per mio gusto mi vado a cercare i booktuber più diversi, quelli brutti, quelli impediti, quelli più ingenui, ma non disprezzo chi sa parlare bene e mi fa scoprire libri nuovi. Pagato o non.

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    2. Dimenticavo: c'è in bozza la seconda parte di questo post dove affronterò anche il tema di cui parli.

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