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venerdì 26 gennaio 2018

"Conan il barbaro" ieri e oggi

Quand'ero adolescente leggevo di tutto, anche se dopo il western mi venne la passione per la fantascienza ho continuato a comprare fumetti di tutti i tipi, attirata più che dal genere dai disegnatori.
Negli anni settanta nelle nostre edicole si trovavano diversi albi pubblicati dalla Corno, supereroi americani ma non solo.
Qui sotto in foto una delle tante raccolte degli albi Corno che mi permettevano di risparmiare (di soldi in gioventù ne avevo davvero pochini): gli albi di Conan e Kazar venivano inseriti nella collana "Supereroi" della Corno (questo in particolare porta la data dell'aprile 1976: è possibile che l'abbia comprato pochi anni dopo in qualche bustona che comprendeva altre raccolte - supersconto quindi!).


In questo post avevo segnalato l'uscita in edicola della collana di Hachette Fascicoli "The Savage Sword of Conan Collection", non ho intenzione di farne la collezione anche perché non saprei dove metterla - sono ben 60 cartonati! - però ho ricevuto gentilmente i primi 2 volumi dalla casa editrice e ho potuto fare un salto temporale fino agli anni settanta delle raccolte Corno, è stato bello poter riguardare quei disegni (che avevo scolpiti nella mente, specie le storie disegnate da Barry Windsor-Smith, Buscema e Alcala).
Il bello di questa collana è che si può ammirare al meglio il segno in bianco e nero di grandi disegnatori, in alcuni casi il colore dei vecchi albi Corno copriva e sminuiva il segno (nelle foto sotto potete vedere a confronto alcune tavole a colori tratte dalla mia raccolta Corno e alcune pagine tratte dai primi 2 volumi di The Savage Sword of Conan Collection).

Pagine dal volume 2 di The Savage Sword of Conan Collection
Pagine dal volume 1 di The Savage Sword of Conan Collection

All'epoca in cui compravo queste storie, che comunque mi avevano colpito, non conoscevo i racconti di  R.E. Howard, letti in parte parecchi anni dopo. Devo dire che molti dei fumetti adattati rendono bene le atmosfere dei racconti, non è il mio genere ma alcune storie hanno davvero una forza e un fascino particolari.

Pagina dal volume 2 di The Savage Sword of Conan Collection (l'ultima vignetta me la ricordo ancora nei particolari, un tratteggio davvero bello)

6 commenti:

  1. Anch'io ho preso i primi due volumi per nostalgia (un po' più recente, la mia, perché prendevo gli albi della Cmic Art). A me Conan piaceva davvero parecchio, così come devo ammettere mi piace la sword & sorcery (per quanto io non sia molto appassionato del fantasy puro, invece).
    Mi hanno davvero impressionato le tavole di Buscema inchiostrate da Alcala. Davvero uno spettacolo per gli occhi. Avevo già l'albo della Comic Art che raccoglieva questa storia, ma il formato più grande rende proprio tanto.
    Devo purtroppo ammettere che Windsor Smith non mi ha mai particolarmente impressionato, all'epoca. Il divario con quello che è oggi è troppo ampio. Dopo aver rivisto queste prime tavole di Conan, mi sono messo a risfogliare "Adastra in Africa". L'evoluzione è straordinaria.
    Non continuerò la raccolta. Non tanto per una questione di spazio (sarei capace di far fuori altra roba, per trovargli un posto) ma per una mera questione economica. Anche se è quindicinale, i quasi 13 euro a volume sono davvero troppi, contando che sono 60 e passa volumi. Però mi piange davvero il cuore.

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    1. Vero, anche il prezzo finale della collana non è per tutti. E sì, Buscema inchiostrato da Alcala è favoloso.

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  2. Il colore dei vecchi albi Marvel non rendeva giustizia ai disegni, in molti casi. Realizzare in b/n "Il Corriere della Paura" e "Shang-Chi" fu una grande trovata dell'Editoriale Corno negli anni settanta. I disegni di Gene Colan (inchiostrato da Tom Palmer) su "Dracula" e i disegni di Paul Gulacy in "Shang-Chi" ne uscirono valorizzati. E se il Dracula di Colan è stato ristampato anche dalla Marvel in due bei volumoni in b/n, la mega-ristampa a colori di Shang-Chi a(uscita anche in Italia) fa sanguinare gli occhi. Peccato. E dire che questa ristampa si attendeva da decenni, perché un problema di diritti legato alla figura di Fu-Manchu l'aveva tenuta in frigorifero fino ad ora.

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    1. Dracula di Gene Colan lo ricordo, molto bello davvero. I fumetti di arti marziali invece per gusto personale non li leggevo!

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  3. Tom Palmer è stato uno dei primi inkers che riconoscevo senza leggere i credits. L'altro era un implume Klaus Janson. Sinnott non vale perchè è troppo facile. Ero un bimbo bislacco come il bonsai di uno Sheldon di TBBT cronodisperso nei seventies. Tende a palmerizzare tutti i disegnatori che inchiostra - Buscema, Nolan, Epting - e confesso che mi piace ritrovare le matite istintive di Gene The Dean Colan sotto chine meno personali come quelle di Giacoia o Tartaglione o Al Williamson ( gli albi Marvel coi personaggi di Clive Barker per esempio ). Anche io sono un fan dei b/n giganti della Corno. Mi piaceva un frappo lo Shang Chi immerso nelle spy stories di Moench e Paul -maquantomipiacesteranko- Gulacy. Ogni tanto le due Big Guns tentano esperimenti di comics in black and white, ma il mondo va verso il colore - basti pensare alla direzione presa anche da SBE - e temo che non vedrò mai una storia in b/n con un mad doctor preso di peso dalla letteratura pulp dello scorso secolo che si risveglia da un lungo periodo di ibernazione per un guasto del suo frigo hi-tech e non sopporta la overdose di colore del 21mo secolo per cui decide di precipitarci tutti in un eterno crepuscolo attraverso l'impiego di macchine sempre più bislacche che filtrino l'atmosfera o riprogrammino l'occhio umano e così via. Pazienza.

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    1. Sarebbe bello approfondire la tematica del rapporto tra inchiostratori e disegnatori "matitisti", non so magari esiste qualche saggio o altro in giro - io sono un po' ignorante sulla storia del fumetto, lo ammetto.

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Attraverso i commenti io vengo a sapere solo il nome che è stato indicato dal commentatore, nient’altro. Se qualcuno vuole che io tolga i propri commenti può scrivere a p.mandanici@gmail.com e provvederò alla loro eliminazione.