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domenica 12 ottobre 2008

Un articolo su Chiesa e incontro con "l'altro"


Su Micromega di questo mese (5/2008) ho letto con interesse l'articolo di Carlo Modesti Pauer, dal titolo "La conversione e la spada: da Cortés a Ratzinger". Di solito gli articoli che mi interessano di più di questa rivista sono quelli ad argomento scientifico, filosofico, o religioso (inteso come studio dell'influenza che ha la religione, e in particolare quella cattolica, sulla vita civile del nostro paese).

Pauer in questo articolo parla di come la Chiesa cattolica ha considerato l'"altro" una volta incontratolo nel Nuovo Mondo, e di come questa considerazione si sia trascinata, con varianti, fino alle soglie del XX° secolo.

Di quello che è successo ai nativi (sud/centro)americani dopo l'incontro con i "civilizzatori" occidentali più o meno siamo tutti a conoscenza (tanto per essere sintetici, sterminio di milioni di persone, pur essendo per me difficile credere ai numeri spaventosi ipotizzati nell'articolo - per orrore, più che altro). Il mio interesse però si è appuntato, come al solito, sui testi in cui la Chiesa giustificava la sua visione "conquistatrice" delle anime dei nativi (di cui pure molti occidentali dubitavano essere dotati questi "selvaggi"; interessanti le impegnative discussioni su questo annoso dilemma, ma anche sull'ipotesi che qualche discepolo dei tempi di Gesù potesse aver raggiunto le americhe, salvando le anime di questi poveri nativi, che altrimenti sarebbero stati dannati fino al 1492!).

 Le conversioni forzate dei nativi americani erano la "logica" consequenza dell'interpretazione di Marco 16,15:"Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato." Sia mai che in giro continuino a vivere persone non salvate...

Nell'articolo Pauer approfondisce meglio le origine ideologiche di questa giustificazione, ma io voglio qui riportare la citazione del discorso che facevano i colonizzatori (affiancati da missionari dotati di una bella croce in mano) una volta giunti davanti ai villaggi da conquistare: "Vi notifichiamo e vi facciamo sapere, come meglio possiamo, che il Signore Iddio, vivo ed eterno, creò il cielo e la terra, e un uomo e una donna dai quali noi e voi e tutti gli uomini del mondo furono e sono discendenti [...] Tra tutte le persone il Nostro Signore ne incaricò una, chiamata San Pietro, affinchè di tutti gli uomini del mondo fosse signore e superiore, al quale tutti dovessero obbedire, e che fosse a capo dell'intera razza umana [...] E allo stesso modo sono stati considerati coloro che furono eletti dopo di lui al soglio pontificio, e così è stato fino ad oggi, e così sarà fino alla fine del mondo". Dopo aver elencato i vari obblighi che erano pretesi dai nativi "se invece così non farete, o maliziosamente prenderete tempo, vi assicuro che con l'aiuto di Dio noi ci scaglieremo contro di voi, vi faremo guerra in tutti i modi e con tutti i mezzi che potremo, e vi assoggetteremo al giogo e all'obbedienza della Chiesa e delle Loro Maestà, e cattureremo voi e le vostre donne e i vostri figli, e ne faremo degli schiavi [...]".

L'articolo è troppo vario perchè io possa continuare a parlarne qui senza essere prolissa: per gli interessati (che immagino pochi!) ne consiglio caldamente la lettura.

Dato che faccio fatica  a trovare immagini a tema senza copyright ho scelto la copertina del famoso libro di Todorov "La conquista dell'America - Il problema dell'altro", edizione Einaudi; peraltro è nella pila dei libri che ancora devo leggere, ahimè.

Poi se qualcuno sa spiegarmi perchè in questo caso il copia incolla da documenti che ho sul pc non ha funzionato per quanto riguarda lo sfondo mi farebbe un grosso piacere...

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