Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



lunedì 21 gennaio 2013

Consiglio musicale: "Decalogo+1", Lo Sconosciuto

Lo Sconosciuto: ovvero Federico Moi, amico musicista di cui ho parlato qui facendogli una breve intervista (l'occasione era l'uso di una sua canzone per il mio video "Vignetta inchiostrata con Manga Studio").
Dopo il progetto solista di "Evolve Or Die" Federico si è "evoluto" ulteriormente arrivando a pubblicare il suo album più maturo (e più bello, per me), "Decalogo+1". Anche qui il versatile Federico suona tutti gli strumenti, e canta con le sue diverse "quattro voci" (corrispondenti a 4 identità).


Prima di parlare di questo lavoro metto un po' di link per chi è interessato a farsi un'idea sul tipo di musica de Lo Sconosciuto: tutto l'album si può ascoltare su SoundCloud, comprare in mp3 su iTunes, oppure si può richiedere il cd direttamente a Federico Moi (losconosciuto1@gmail.com - 10€+ spese spedizione).
Al primo ascolto si può fare fatica a entrare in sintonia con alcune canzoni, mentre altre entrano subito nella testa con i loro echi pop/rock; al secondo ascolto invece si capiscono e si apprezzano meglio tutte le trame musicali, si ascoltano meglio le parole (qui Federico usa per la prima volta l'italiano), si percepisce meglio lo spirito paradossale, ironico, dolente che scorre lungo tutto l'album.
Ascoltando Identità mi sono chiesta se non fossi una di quelle persone che "tra mille e più caselle" finisce col "barrare sempre quelle" ("Personalizza la tua vita /non essere come /questa /canzone /che è uguale a mille /altre /con la strofa e il /ritornello /sempre uguale /sempre quello"). In Odio l'invettiva è rivolta a tutti, anche a se stesso, con parole apparentemente ciniche e desolate ("Oh Dio /Odio gli ottimisti / e i pessimisti / Che hanno entrambi /fiducia /in un mondo migliore"), mentre in Volare l'invettiva è mirata e piena di palese ironia (un pre-giudizio su Fabio Volo che in parte condivido - io però due minuti di una qualche trasmissione e qualche pagina di libro li ho analizzati, e quel poco mi è bastato).
Nella visione disincantata del nostro mondo di Federico si salva la fiducia nel rapporto con l'altro, perlomeno di quello che amiamo e rispettiamo, lo si sente nella quasi ballata/canzone d'amore di Tuedio (che mi ha anche commosso un po'), un rapporto che però non viene idealizzato, come si vede nella canzone Gelosia ("E gelo sia /tra di noi /solo perché /non sei sicura /del nostro amore", "Amare è dare /volere il bene /e non è avere / la pretesa /della proprietà").
Lo sai Baba è la canzone più ascoltata dell'album, quella che forse riassume bene quello che chiamo lato dolente di questo lavoro di Federico; io però amo in maniera particolare Libertà, che tratta un tema difficile, la morte. Non so se "la morte è la vera libertà", ma penso come Federico che "sarebbe /già meglio /non vivere /nell'angoscia /non vivere nel terrore /Di /qualcosa /che non /vivremo /noi non saremo lì /in quell'istante estremo", e che "Il vero /problema /rimane /per chi /resta in questo mondo /con l'angoscia della /perdita".
Amo molto anche Sciopero (con il suo accattivante ritmo elettro-pop), ma nel complesso in ogni canzone ho trovato dei motivi su cui riflettere, il che è davvero tanto per me che ascolto poca musica e per lo più senza esserne molto coinvolta.


Sulla ragione del titolo, sulla presenza delle diverse quattro voci elettroniche usate nelle varie canzoni, sulle sue influenze musicali Federico risponde così, brevemente:

Domanda:
Come nasce il progetto “Lo Sconosciuto”?
Risposta:
Il progetto Lo Sconosciuto nasce in maniera piuttosto casuale. Sulla base di un disegno infatti è nata l’idea della prima canzone (Lo sai Baba) e le altre sono venute da sé in pochissimo tempo. E’ il mio quarto progetto solista e il primo cantato in italiano. Direi che sono molto soddisfatto e che per ora non ho intenzione di smettere. Ho già pronte alcune canzoni per il prossimo disco.
D:
A proposito di Lo sai Baba?, ci puoi spiegare un po’ meglio questo strano titolo?
R:
Il titolo è un gioco di parole, cosa su cui ho sviluppato una quasi fissazione, tra SAI BABA, noto santone indiano, e il verbo “sapere”. Quindi nella canzone Baba è il personaggio al quale ci si rivolge ma il richiamo è al santone. E’ un po’ una specie di contrapposizione tra la dura realtà quotidiana espressa attraverso immagini più o meno forti e la presunta filosofia di vita positiva ed eterea di un qualunque santone o religioso, della loro spiritualità leggera e sognante.
D:
In questo disco colpisce l’uso della voce che viene manipolata dando vita addirittura a quattro personaggi diversi, così come specificato nel libretto allegato al cd. Ci spieghi un po’ meglio che significato ha per te questa cosa?
R:
Questa storia della voce mi ha creato non pochi problemi prima in sede di produzione del disco, da parte dei vari addetti ai lavori o semplici ascoltatori, sia ora in fase di promozione e di recensione da parte dei giornalisti. Prendo atto, essendo del tutto improduttivo negare l’evidenza, che questa cosa risulta una scelta “forte”, che divide, d’altra parte io volevo semplicemente mettere in bocca certe parole a dei personaggi allo scopo di amplificare il senso di quello che dico, in maniera ironica ma allo stesso tempo drammatica. E poi il rapporto con la mia voce cantante è sempre stato molto problematico (sto cercando ora con la preparazione del live di lavorarci per essere più professionale) e quindi inconsciamente c’è anche la volontà probabilmente di voler camuffare quello che verrebbe fuori naturalmente.
D:
Perché “Decalogo +1”?
Il titolo del disco prende spunto dal fatto che quasi ogni canzone del disco rappresenta un concetto ben preciso anche se affrontato in maniera obliqua da un punto di vista fuori dagli schemi (per questo per esempio libertà è una canzone sulla morte). Il “+1” è l’unica canzone che non segue questa regola e cioè appunto “Lo sai Baba?”.
D:
Ascoltando il disco vengono alla mente diverse possibili fonti di ispirazione. Ci puoi dire quali consideri i tuoi principali punti di riferimento soprattutto per quanto riguarda la musica italiana?
R:
Questo disco è innanzitutto debitore ad un maestro che reputo tra i più grandi in assoluto nel panorama musicale italiano moderno, e cioè Franco Battiato. La cosa bizzarra è che questa influenza che a priori poteva essere data per scontata mi si è rivelata a posteriori ben più importante di quanto avessi potuto supporre. Parlando poi in generale di musica italiana alcuni nomi di artisti che mi piacciono sono Trabant, Scisma, Altro, Moltheni, Hollowblue, One dimensional man, CCCP."

Ringrazio Federico Moi per la sua amicizia e per il suo album che mi è piaciuto davvero tanto, gli auguro di andare avanti così e di fare ancora tanta musica, per lui e per chi lo segue (e mi raccomando Federico nei concerti cerca di trovare "l'equilibrio" - tu sai a cosa mi riferisco!).

4 commenti:

  1. ho letto per caso questo post. sono andato ad ascoltarlo. non male. bel senso dell'ironia, i pezzi sono ben arrangiati. lo ascoltero meglio e magari lo recensirò. Grazie.

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  2. Prego, mi fa piacere che questo cd sia stato ascoltato da qualcuno (che oltretutto mi sembra di capire ascolti molta più musica di me!). Ammetto la mia ignoranza musicale, capisco poco di arrangiamenti e composizione, mi lascio trascinare semplicemente dalle sensazioni e dalle emozioni che mi suscita la musica.

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  3. Fai bene Patrizia, bisogna proprio lasciarsi trascinare dalla musica ed emozionarsi. ci si può emozionare davanti ad uno stornello popolare come ad un concerto di Mozart. l'importante è non emozionarsi ascoltando i Negramaro, Ligabue o jovanotti, soprattutto se si ha più di 14 anni;)

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  4. Uh, io non ascolto quelli che citi ma chissà cosa ne penserebbero i fan!

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