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mercoledì 13 luglio 2016

Dalla pagina Facebook di "Cronache dall'ombra" -3

Qui la parte 1, qui la parte 2

20 giugno
Come è nata l'idea per la serie "Hotel" (parte 2, leggere il precedente post per la parte 1)

Tra il 1981 e il 1984 credo di essere stata a Parigi 3 volte, ospite di un mio zio che viveva lì con la compagna francese e che aveva preso in gestione un Hotel a 2 stelle nella zona di Nation. In una di queste volte mio zio mi aveva assunto come aiutante per un mese circa, ho lavorato pulendo le camere e rifacendo i letti di diverse camere disposte su 5 piani (senza ascensore).
L'hotel era abbastanza economico ma situato in un bel quartiere. Molte camere erano praticamente prese in affitto tutto l'anno, o anche più, da persone che per vicissitudini varie si erano ritrovate senza una casa, o senza una famiglia; altre invece (quelle al primo piano) erano riservate agli incontri amorosi di coppiette - niente prostitute, mio zio non voleva guai.
In generale vedevo andare e venire persone le più varie, che a volte mi colpivano molto per la loro particolarità. I miei zii mi raccontavano le storie spesso tristi dei parenti che venivano a trovare i malati dell'ospedale vicino, riservato ai bambini. Oppure le storie più allegre delle coppiette (fedigrafe?) che si vedevano in giorni fissi della settimana - come la coppia giapponese che veniva sempre alla stessa ora e che se ne andava dopo venti minuti circa (io e mio zio scommettevamo ogni volta sul minuto esatto).
Tra quelli che abitavano fissi all'hotel ricordo bene un uomo che comprava ogni giorno una camicia - aveva l'armadio ricolmo; poi il tifoso del Bordeaux che andava sempre a vedersi le partite nella saletta col televisore, quando dovevo rifargli il letto mi trovavo in imbarazzo perché non sapevo dove appoggiare l'orsacchiotto che ritrovavo sempre tra le lenzuola arrotolate; oppure gli alcolizzati ciechi che ogni tanto davano da fare ai miei zii (ricordo in particolare una volta in cui ritrovai varie bottiglie vuote negli angoli più impensabili della camera).
C'era la prostituta malata di tumore, la signora un po' anziana ma un po' bambina che saltava sul letto, l'uomo che rifaceva perfettamente il letto ogni mattina ma che io ero costretta a disfare e rifare lo stesso.
Fu un'esperienza che mi lasciò molto - per non parlare del fatto che nel tempo libero andavo in giro in una delle città più belle del mondo.
Sotto le prime 2 pagine di una delle storie inedite, rimaste a livello di matita/bozzetto.


22 giugno

Io e gli alieni
Se a 12 anni non avessi visto al cinema Guerre Stellari forse avrei continuato a disegnare fumetti western - chi lo sa. L'idea di un Universo con tante specie aliene che potevano incontrarsi in un bar come niente fosse mi colpì molto, all'epoca, e da allora i cavalli e gli indiani furono sostituiti da alieni ed astronavi.
Nel libro ci sono 4 storie di genere fantascientifico, più o meno, e in 2 di queste sono presenti degli alieni; nelle altre dure - "Libri" e "Il seme" - c'è lo stesso protagonista, nella mia mente mi sarebbe piaciuto realizzare una serie di storie brevi dal tono abbastanza malinconico, incentrate sulle vicende di un gruppo di amici e conoscenti.
Come tanti dei miei progetti non sono riuscita ad andare più in là delle due storie di "Tambra 7" (il titolo che avevo dato alla serie), e anzi ho dovuto completare il lettering che era rimasto perlopiù a matita.
A parte questa serie immaginata a inizio anni '90, dove gli alieni non ci sono, tutti gli altri progetti di genere fantascientifico presentano gli alieni, la mia fissazione. In molti casi la metafora degli alieni come "diversi" e stranieri era abbastanza evidente, ma la verità è che mi divertivo anche a disegnarli.
Nelle foto potete vedere due esempi diversi: in una si vede una tavola/layout di una storia unica intitolata "Il passato", disegnata nel 1991 e dedicata a Primo Levi (una delle storie più lunghe da me ideate, 28 pagine).
Nelle altre due foto c'è un disegno con i personaggi della serie "Lo straniero", storia a cui ho pensato per anni buttando giù studi, soggetti, realizzando illustrazioni e anche un paio di tavole. Non sono mai riuscita a trovare la chiave per raccontare una storia che non fosse troppo banale, sapevo che dovevo puntare sul tono, sulle atmosfere - troppo oltre le mie possibilità.
Molto in sintesi "Lo straniero" raccontava di un terrestre che finiva su un lontano pianeta (abitato) a causa di un evento cosmico - la stessa cosa capitava anche ad altri alieni di pianeti diversi, solo che questi erano stati catapultati lì assieme ad altri della loro specie; il mio protagonista quindi si trovava solo in un mondo pieno di alieni diversi, con tutti i problemi di convivenza del caso (gli alieni "immigrati" venivano accolti e seguiti da un Ministero apposito). Col tempo ho cambiato un po' la trama, che per un periodo si era trasformata quasi in un thriller (o comunque presentava degli elementi di mistero che volevo svelare molto lentamente); gli appunti che avevo preso non so dove siano andati a finire, comunque non fa niente perché il soggetto non era niente di particolarmente originale, non mi interessa in alcun modo riprendere in mano quest'idea.


26 giugno

Nel mio libro le storie a tematica omosessuale sono nel complesso poco più di un terzo, ma avrebbero potuto essere di più se si fosse anche potuto inserire un fumetto che fu pubblicato nell'antologia della Mondadori "Principesse azzurre 2" (uscita nel 2004 e fuori catalogo ormai).
Nel 2004 era ancora di là da venire la proposta di legge dei DICO (2007), primo tentativo di legalizzare fra le altre anche le convivenze tra persone dello stesso sesso. Per chi è curioso e vorrebbe ripercorrere quei momenti (che sembrano roba molto più vecchia di quello che in effetti è) lo può fare guardando un documentario che si trova sia su Netflix che su altre piattaforme a pagamento, tra cui Youtube (a 2,99 €): "Improvvisamente l'inverno scorso" è stato girato da Luca e Gustav, una coppia che va in giro per Roma (in quel periodo) a raccogliere le opinioni delle persone riguardo l'approvazione di quella legge (molto istruttivo). C'è anche un documentario francese che racconta questa storia, intitolato senza giri di parole "Homophobie à l'italienne".
Il link a questi due documentari li trovate nella mia playlist LGBT  che ho aggiornato di recente; tra le altre cose ho aggiunto un'intervista a Susanna Scrivo, autrice del testo "Nuvole e Arcobaleni. Il fumetto GLBT", molto interessante e ben scritto; trovate questo libro anche in ebook (PDF).
Sul tema omosessualità nei fumetti non può mancare l'apporto di Massimiliano De Giovanni, autore tra le altre cose delle storie di Matteo ed Enrico: potete vedere un video con la sua intervista sempre andando alla mia playlist su Youtube sopra linkata.
Il disegnatore Fabrice Neaud ha linkato un articolo di un sito francese che fa una selezione dei 10 migliori fumetti a tema LGBT, qui.



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