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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



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mercoledì 11 novembre 2009

Mini lezione (4) di Manga Studio: “I retini 1a parte”




Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

L’applicazione diretta e facile dei retini (di ogni tipo e grandezza) è una delle funzioni più interessanti di Manga Studio.

Ci sono almeno due modi di applicarlo: dopo aver creato una selezione e trascinandovi il “Tone” dentro, o applicandolo direttamente disegnando con uno strumento (“Tools”): pennino (“Pen”), pennarello (“Magic Marker”), o aerografo (“Airbrush” in “Pattern Brush”).

Troviamo i “Basic tone” (i retini più comuni) all’interno della palette “Materials”→“Tone”→“Default”. Vedremo che sono suddivisi in cartelle a seconda del tipo di retino (“Dot”: punto, “Line”: a linee, ecc.) a loro volta suddivisi in cartelle a seconda della grandezza del punto e dell’intensità. Per fare un esempio nell’ Universo Alfa in edicola dal 16 novembre (“La città delle sabbie”) ho adoperato una frequenza di puntini a 35L, mentre per la storia che sto disegnando sono passata a una frequenza di 42,5L (che è più fitta: oltre è meglio non andare, almeno per il tipo di stampa bonelliana).

Iniziamo usando la selezione sulla parte di disegno su cui vogliamo applicare il retino: possiamo usare gli strumenti di selezione che sono in alto sulla palette “Tools” (il lazo, o il rettangolo, ecc.) oppure selezionare una parte racchiusa da un segno continuo con il “Magic wand” (dall’alto il secondo strumento a sinistra). Dalla finestra “Materials” visualizziamo il retino da applicare: poi lo trasciniamo direttamente all’interno della selezione ed è fatta. Se il retino è uno di quelli che usiamo abitualmente lo potremo aggiungere nei "Preferiti" (Foto 1: o si clicca sulla prima icona selezionata in rosso, o si apre il menu sull’estrema destra il alto; si può anche selezionare il retino e col tasto destro aprire il menu).

Ogni tipo diverso di retino scelto (intendendo come diversità anche la mera intensità) crea un livello a se’ stante, cosa che facilita molte possibili operazioni. Innanzitutto se nella tavola (magari dopo aver usato altri tipi di retini) occorre usare ancora uno specifico retino già presente con il proprio livello basterà selezionarlo e poi usare gli strumenti che vogliamo: pennelli, selezione, secchiello, ecc. Quel retino non ci piace più? Basta selezionarlo nella palette “Layers” e cestinarlo. Vogliamo cambiarlo? Dopo averlo selezionato ci spostiamo nella palette “Materials”, scegliamo e selezioniamo un altro retino, poi clicchiamo sulla seconda icona in alto da sinistra, “Replace Tone”: l’intero livello sarà sostituito con il nuovo tipo di retino (Foto 2).

Il retino si può cambiare anche attraverso la palette "Properties": una volta selezionato il relativo livello si va alla voce "Tone" e lì ci sono tutti i settaggi cambiabili, a partire dal tipo di retino (punto, linea, ecc.) all'intensità, all'orientamento, al colore. In alto a sinistra ci sono anche gli strumenti per ruotarlo e spostarlo.

Altro metodo per applicare il retino è usare direttamente i vari pennini e penne, ma attenzione: dopo avere selezionato il retino bisognerà cliccare sull'immagine dello stesso che compare nella palette "Strumenti" ("Tools"); si noterà il bordo del riquadro diventare rosso e il cursore diventare un'icona quadrata con un + piccolo accanto. A quel punto si dovrà cliccare sul disegno per far apparire il relativo livello di retino (Foto 3).

Nella prossima mini-lezione parlerò del retino sfumato, ovvero del "Graduation Tool"; per adesso mi limito a segnalare un'ottima funzione che serve anche a sfumare direttamente un retino "piatto" già applicato: nella palette "Strumenti" in basso troviamo tre riquadri, due con i colori nero e bianco, l'ultimo ha una certa trasparenza. Selezionando quest'ultimo con il pennino (o simili) o l'aerografo possiamo passarlo sul retino ottenendo un effetto "sgommante". Lo stesso effetto si può ottenere sul segno pieno (il nero del "ripasso a china" per intenderci).

giovedì 5 novembre 2009

Mini lezione (3) di Manga Studio: “Le vignette”





















La "minilezione" 1 è qui, la 2 è qui. Proseguo le spiegazioni immaginando di seguire il mio modo abituale di procedere quando adopero Manga Studio.
Una volta caricata all’interno della mia pagina il bozzetto a matita proseguo definendo i riquadri delle varie vignette a “china”.

Manga Studio ha al suo interno tutta una serie di gabbie di vario tipo preimpostate che si trovano nella PaletteMaterials”→ MaterialDefaultPanel Material. All’interno di questa cartella ci sono altre cartelle che sono numerate a seconda della quantità di vignette in cui è suddivisa la tavola, le quali a loro volta contengono diversi tipi di taglio e layout delle vignette. Basterà trascinare all’interno della nostra tavola uno di questi layout ed esso si sistemerà automaticamente all’interno della gabbia di base (il “Print Guide and Basic”: vedi lezione 1).
Ci sono diversi modi in realtà di creare i riquadri delle vignette:

1): Il primo è quello sopra esposto, comodo soprattutto per chi ha una suddivisione abbastanza regolare della tavola (anche se si trovano layout molto vari e particolari); basta un drag and drop, ed è fatta. Con questo metodo vengono creati dei livelli per ogni vignetta (“Panel folder”); all’interno di ogni “Panel folder” (che contiene il contorno della vignetta, il cui spessore è modificale nella Palette “Properties” – Panel Ruler- Line Width) troviamo il livello su cui potremo disegnare (“Layer”): il livello del bordo della vignetta è indipendente dal disegno contenuto nel “Layer”. Tra l’altro è possibile “sbordare” senza bisogno di cancellare dopo; basta uscire dai livelli dei “Panel folder” per rendersene conto (ossia lasciandoli deselezionati). Personalmente uso questo metodo perchè più veloce: nella cartella “Preferiti” dei “Panel Material” ho salvato il modello “1-Panel basic”, che come si intuisce dal nome è costituito dal contorno puro e semplice della tavola intera. Dopodichè suddivido la tavola seguendo le linee che ho già tracciato sul mio bozzetto a matita. Posso fare ciò usando lo strumento “Panel Ruler Cutter” nella palette degli Strumenti (è il quarto dall’alto nella colonna di sinistra): basta avvicinare il cursore sul bordo della tavola all’altezza voluta e cliccare, rilasciando il tasto dopo che le linee si sono sistemate ortogonalmente (volendo invece si possono creare vignette inclinate a piacere, basta togliere la spunta che fissa il tipo di inclinazione a 45° nel “Panel Ruler Cutter Tool Options” – ovvero la palette attraverso cui si possono cambiare i settaggi degli strumenti: vedere la lezione 1foto 1).

2): altro metodo (che sto usando ultimamente) è quello di creare al solito una “Page” nuova, poi nella Palette dei “Layers” clicclare sull’iconcina accanto a “Image”, proprio in cima all’elenco dei livelli. Nella finestra che si aprirà (con scritto “New layer”) scegliere come “Layer type→“Raster + (Panel Ruler)”. Avremo così realizzato il bordo della tavola intera; per suddividerla in strisce e vignette io adopero il solito “Panel Ruler Cutter”, ma in questo caso, creando un livello al di sotto di quello che contiene il (Panel Ruler) potrò disegnare “sbordando” (attenzione che la sbordatura che finisce all’interno di un’altra vignetta si vede, dato che qui la suddivisione in vignette non genera dei livelli indipendenti). Per chi utilizza delle vignette regolari e simmetriche è possibile adoperare un altro metodo rispetto al “taglio” con il “Panel Ruler Cutter”: si seleziona il “Layer” con all’interno il (Panel Ruler), poi si va sulla barra in alto nel menu “Ruler” → “Split Panel Ruler”. Si aprirà una finestra (“Split Panel Border Ruler”) in cui potrete decidere i vari tagli, sia in orizzontale che verticale.

3): altro metodo: nella palette "Layers" cliccare su "Ruler" e scegliere "Panel Ruler Layer"; una volta creato questo livello all'interno di "Ruler" cliccarci su col tasto destro e scegliere "Change Layer Type". Si aprirà una finestra ("Convert Panel Ruler", vedi foto...), dovrebbe essere già selezionata la voce "Generate Panel Folder", e "Convert Panel line Image To Layer": in questo modo ogni vignetta avrà il proprio "Panel Folder" con relativo bordo ("Panel Line") e "Layer" in cui disegnare. Se selezionato, e trascinato con il tool "Move layer" (palette degli "Strumenti", il quarto dall'alto, colonna di destra) potremo trascinare tutta la nostra vignetta a piacere nella tavola, scambiarla di posto con un'altra, ecc.

sabato 24 ottobre 2009

Mini lezione (2) di Manga Studio: “Importare immagini”

Qui la "Mini lezione" 1.



Continuo gli esempi per il programma Manga Studio seguendo il mio modus operandi : dopo la creazione di una tavola di solito importo il mio bozzetto a matita (scansionato a 300 dpi, ma va bene qualsiasi risoluzione) che userò come traccia su cui chinare. Potrei anche realizzare le matite direttamente con Manga Studio, ma disegnare almeno questa parte del lavoro a mano mi serve per non tagliare del tutto i ponti con la manualità e con la carta; aggiungo che disegnando sul mio foglio A3 a mano riesco ad avere uno sguardo d’insieme migliore sull’impostazione della tavola.

Nella foto 1 possiamo osservare tutte le diverse opzioni di importazione (File→Import): nel mio caso sceglierò “Image File”, e potrò importare qualsiasi tipo di file grafico. A seconda della risoluzione del file bisognerà ingrandire l’immagine fino a farla aderire all’interno della nostra gabbia, o a piacere se si tratterà di inserirla in un angolo della tavola: dal momento in cui si importa l’immagine si aprirà una finestra a destra con tutte le opzioni possibili. Dopo aver dato l’”ok” troveremo l’immagine importata come livello, ma stranamente (se qualcuno conosce l’arcano me lo spieghi!) di default il livello viene considerato come “Finish” (e va bene) ma è impossibile lavorarci su (tipo voler selezionare una parte del disegno a matita e modificarla, come a me capita spesso); per poter fare ciò ( foto 2) bisogna selezionare il livello, cliccare sul tasto destro (o cliccare sull’icona in alto a destra della finestra livelli), scegliere “Change Layer Type” e cliccare su “Sketch(D)”.

Oltre a poter importare file immagine (compreso i file di Photoshop i cui diversi livelli saranno leggibili dal programma) possiamo inserire persino dei file di testo (solo in formato .txt) che possono essere modificati poi a piacere (tipo di font, grandezza, ecc.); le voci "Page", "Layer" e "Multiple layer file" si riferiscono a file creati con Manga Studio che possiamo importare nella nostra tavola (può essere utile avere bisogno di importare uno o due livelli da un'altra tavola, forse un po' difficili da riconoscere al momento dell'importazione perchè semplicemente numerati: attenzione che i livelli disegnati sono quelli contraddistinti dal suffisso .cra).

La cosa più interessante (per alcuni credo!) è però la possibilità che ha Manga Studio di importare diversi tipi di file in 3D, ovvero oggetti, treni, case, edifici, ecc. realizzati in 3D e totalmente ruotabili e configurabili con questo incredibile programma! All'interno di Manga Studio si possono trovare diversi esempi (aprire la cartella "Material" all'interno della paletta "Materials"), ma si possono trovare file in 3D in molte riviste di grafica, o su internet (verificare che l'estensione sia supportata da Manga Studio) - qui c'è un esempio nella foto 3.

Nei manga non è inusuale usare come sfondi palazzi, auto e altro derivati evidentemente da foto: per questo in Manga Studio c'è un'apposita modalità di importazione di foto - chiamata 2DLT - che permette una trattazione in senso più grafico dell'immagine, in maniera da poterla inserire (magari ritoccata adeguatamente) all'interno della nostra vignetta. Anche in questo caso ci sono degli esempi già pronti all'interno della cartella "Material".

Non usando io questa funzione (quando mi serve di riprodurre un edificio esistente, ad esempio, mi limito a prendere come esempio una foto o più di riferimento - nessun ricalco) non ho potuto approfondire il processo che dovrebbe portare a una personalizzazione del segno, tanto più che nella mia prova non riesco poi a intervenire sul livello creato - posto comunque un esempio nella foto 4.

mercoledì 21 ottobre 2009

Mini lezione (1) di Manga Studio: “Iniziamo”

Qui la presentazione di queste "mini lezioni".

Voglio dare un consiglio d’acquisto (per chi non l’avesse ancora fatto) a proposito della tavoletta grafica, strumento indispensabile per chi usa programmi del genere: comprate secondo le vostre tasche, ma comprate una Wacom. Si va dalla Bamboo alla più costosa Intuos (come la mia, ahimè non più ultimo modello come questa), in ogni caso la qualità è ottima (rispondenza della penna ottica, morbidezza, duttilità, ecc.).

Bene, per iniziare seguirò i passi che solitamente compio io per iniziare a disegnare una tavola (più precisamente inchiostrare e retinare) con Manga Studio. Avviando il programma troverò la scrivania con le Palette che di solito uso (che non sono tutte), come si vede nella foto uno. In blu in alto ci sono tutte le icone che attivano o nascondono le palette, a piacere (ma possiamo farlo anche dal menu “Window”). In rosso le icone che controllano la creazione di una “pagina”, di una “storia” (non ne parlo per adesso), l’apertura del file, il salvataggio.

Un altro modo di avviare Manga Studio è nella “versione” Beginner’s Assistant - se non si trova avviato di default all’inizio possiamo attivarlo cliccando sulla freccettina nera a destra (freccia gialla) o andando sempre nel menu “Window” - ma di questo vorrei parlare in un altro post.

Sia che dobbiamo disegnare una tavola ex-novo, sia che vogliamo utilizzare matite o immagini su cui disegnare per prima cosa bisogna creare una “Pagina” (“New Page”) come indicato in foto (in verde), oppure aprendo il menu “File”-“New”-“Page”.

A questo punto si aprirà la finestra dove è possibile impostare le misure e le caratteristiche della nostra tavola (o confermarle). Nella foto due è evidenziato la cosa importante da specificare: se la nostra tavola sarà in bianco e nero o a colori (se volete usare i colori con la tavola impostata su “Monocromo” sarà impossibile).

Io come vedete uso una risoluzione a 600 dpi e una tavola grande quasi come un A3. La pagina è impostabile in ogni minima parte, a piacere (nel menu in alto “Page templates” si trovano misure già preimpostate). La gabbia reale della nostra tavola è la misura inserita in basso, in “Basic frame”. Nella foto uno in marrone è indicata come appare la nostra "gabbia" (che sarà invisibile alla stampa) e che è disattivabile attraverso il riquadro indicato ("Print guide and basic frame") una volta che non ci servirà più.

Bene, per adesso è tutto, devo tornare al lavoro!

“Mini lezioni” di Manga Studio: presentazione


Chiamerò i prossimi post su Manga Studio “mini lezioni” poiché non ho la pretesa di essere esaustiva su questo programma: io stessa ne conosco solo una minima parte, data la sua vastità e il poco tempo che ho per studiarmi il manuale (in inglese, che mastico male).

Partirò dalla mia attuale e pratica esperienza con Manga Studio EX 4, ma anche chi ha la versione Debut dovrebbe più o meno poter seguire gli esempi che farò passo passo (esempi brevi, per mancanza di tempo, spero di essere perdonata!).

Do per scontato che il lettore non sappia nulla o quasi del programma, per cui comincerò dalle basi - spero di non annoiare troppo nei primi post.

Le “mini lezioni” saranno inserite per comodità di consultazione nell’etichetta “Manga Studio” (a destra nel blog si trova la colonna con l’elenco delle “Etichette” ).

Per la ricerca di “mini lezioni” specifiche (esempio: “livelli”, “pennelli”, ecc.) consiglio l’uso di “Cerca nel blog” che trovate in alto a destra a capo pagina.

P:S: Due dei link di questo post portano all'Apple store perchè le descrizioni sono in italiano, ma è chiaro che Manga Studio è un programma disponibile sia per Windows che per Mac.