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domenica 21 giugno 2009

Un paio di tavole in anteprima



Ogni tanto mi ricordo di postare qualcosa di quello che sto disegnando in questo momento, ovvero la seconda storia de "La squadra fantasma" (della collana "Universo Alfa" - Sergio Bonelli Editore).
Al solito scelgo delle tavole non molto significative, per non anticipare troppo le sorprese della storia (o la comparsa di nuovi personaggi).
Queste tavole sono la numero 102 e 108 dell'albo, che alla fine sarà formato da 170 pagine; in una è protagonista Legs Weaver, nell'altra Janet Blaise, ed entrambe si stanno aggirando in una grossa città dell'Africa.
Spero che i retini non siano troppo impastati, dovendo per necessità alleggerire molto il peso delle tavole.

Copyright immagini © Sergio Bonelli Editore

10 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Ottimo, davvero compolimenti da tutto il forum!!!!

    Continua cosi!!

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  3. Grazie a voi del forum [metto il link: http://nathannever.forumfree.net/ ], naturalmente non posto le tavole dove -ahimè - ci sono delle pose un po' rigide (al solito) aggravate da un'infelice scelta dei "costumi" da parte mia: me ne accorgo sempre troppo tardi, quando rifare tutto diventa impossibile.
    Comunque per me, dal punto di vista grafico, questa storia presenta belle tavole che si alternano a tavole un po' così; non so quale sarà poi il giudizio complessivo da parte dei lettori, se si noteranno di più le scene godibili o quelle riuscite meno...

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  4. Ottime tavole.
    Se posso, le chiedo qualche info tecnica:
    In che formato lavora?
    Che strumenti usa per inchiostrarle?
    Grazie
    g

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  5. Grazie per l'apprezzamento, "g"...
    Lavoro su un formato un po' più piccolo dell'A3 (la gabbia delle tavole è 25,5 cm x 36).
    Per inchiostrare uso in parte (primi piani, superfici grosse) un pennello ricaricabile - Pentel Brush Pen - e poi pennarelli graduati Staedtler, dallo 0,05 allo 0,3.

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  6. Complimenti un ottimo lavoro!!
    Mi scuso se dico un'eresia ma
    nei fumetti italiani si nota che gli stili sono sempre molto simili, come mai vito che sarebbe molto più bello vedere stili molto differenti tra loro come nei manga

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  7. Non so esattamente cosa intendi per "fumetti italiani"- a me non sembra che non ci sia varietà di stili in Italia, a meno che ci si limiti a guardare una certa scuola di stampo realistico, che non è l'unica presente,anche se la più visibile.
    Molti italiani pensano la stessa cosa del fumetto giapponese - ovviamente di certo fumetto: "sembrano un po' tutti uguali"! - è uno dei commenti che sento dire spesso da persone che magari leggono fumetti giapponesi saltuariamente e credono di conoscerlo...
    Quello che arriva nelle edicole è solo una minima parte della produzione dei fumettisti italiani, ahimè; quindi il problema è il mercato, non certo la mancanza di varietà di espressione dei fumettisti italiani (parere personale, eh :)
    Grazie dell'intervento!

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  8. Ammetto la mia ignoranza nel fumetto italiano visto che ho letto maggiormente le serie Bonelli!!
    Per quello che posso dire guardando le serie Bonelli, noto che nel disegno sono prive di "umanità".
    Cioè nel manga si ha la percezione di sfogliare un "opera d'arte", si cerca di evidenziare i personaggi nei momenti salienti,traspare una sorta di "teatralita"; nel fumetto Bonelli sembra piatta fin troppo minimale.
    Anche nella caraterizzazione del personaggio e delle loro emozioni.

    Per lo stile sicuramente non ho una conoscenza cosi grande da poter criticare ma guardando Hiroaki Samura, Q Hayashida Takehiko Inoue,Kentarō Miura il dubbio mi rimane in attesa di esser smentito.

    Di certo non si può fare un paragone solo con le serie Bonelli, ma visto che sono le più famose o per lo meno le più presenti in edicola la cosa mi fa pensare!!

    Questa è una mia opinione naturalmente chiedo a te che sei nel settore.

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  9. Mi sembra di intuire che sei abbastanza giovane, e dai nomi che citi ho capito che ti piace un certo modo di raccontare per immagini - "artisticità", "teatralità", "umanità" non possono essere metro di giudizio di un fumetto, specie se si paragonano le mele con le pere (il fumetto realistico/popolare italiano con i manga d'azione e d'avventura).
    A questo punto si tratta di gusti, molto semplicemente. Io potrei consigliarti di leggere Andrea Pazienza (che quanto a umanità e teatralità ne dispensava parecchio), oppure un classico italiano che si trova ristampato nelle fumetterie (Gianni De Luca), ma non penso che ti interesserebbero.
    E' giusto così, le persone dovrebbero leggere storie in cui si riconoscono, o con cui entrano in sintonia; se non ci riesce non vuol dire che quel fumetto sia poco valido.
    Il fumetto Bonelli punta sulla sceneggiatura e sulle storie più che sull'espressività e l'emozionalità dei personaggi; è una scelta stilistica, e il "suo" pubblico l'apprezza per questo (pubblico che magari ignorerebbe fumetti come quelli che hai citato, semplicemente perchè non ci vedono quello che ci vedi tu, avendo aspettative diverse).
    Tra l'altro a me piace molto Inoue, ma quello di Real e del primo Vagabond, il resto non è nelle mie corde e non lo leggo.
    Insomma, il fumetto è bello perchè è vario, e sopratutto si rivolge a pubblici diversi; se tu ti trovi bene con certi manga giapponesi perchè vuoi trovare le stesse "qualità" o caratteristiche in fumetti che esprimono una cultura (sia sociale, sia di tradizione fumettistica)totalmente diversa?
    Posso solo consigliarti di fare un giro in qualche grossa fumetteris, e sfogliare quello che trovi di fumetto italiano; vedrai che non esiste solo la scuola bonelliana!

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  10. Grazie per le tue considerazioni!!

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