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mercoledì 19 agosto 2009

Molto più che una compagnia

(Importante: Milou sta benissimo, è viva e mangia insieme a noi! : purtroppo Milou mi ha lasciato a fine ottobre 2012)

Raramente su questo blog parlo di cose personali, che esulano dal mio lavoro di fumettista o di curiosa, ma questa volta ho proprio voglia di rendere omaggio a chi, del tutto inconsapevolmente, in fondo mi aiuta a vivere un pochino meglio e a farmi vedere anche il lato lavorativo in un'ottica diversa.
La cagnolina qui ritratta si chiama Milou (e non per mia scelta!), una trovatella che arrivò cucciola in casa mia quasi dieci anni fa.
Non ho mai avuto un cane prima di Milou, e quindi l'esperienza è stata del tutto nuova - con alti e bassi all'inizio. Col senno di poi la cagnolina è venuta su un po' viziatina, ma il suo carattere docile e socievole ha permesso alle due padroncine (sì, Milou è in comproprietà...) di potersela cavare abbastanza bene, senza grossi problemi. Peccato però che Milou non sia mai riuscita a capire il pericolo rappresentato dalla strada e dalle automobili: a parte il divieto di lasciare il cane senza guinzaglio, comunque in caso di "fuga" o smarrimento questa sua caratteristica è abbastanza pericolosa, senza dubbio (a ciò si aggiunga la gattofobia impulsiva).
Tutti i padroni di cani riescono a instaurare un rapporto personale e profondo con il loro animale - e quasi tutti vi diranno che al loro cane "manca la parola" ; oltre al fatto naturalmente che è intelligentissimo e capace di amore incondizionato.
La nostra è una visione antropocentrica e parziale, ma quello che si può dire durante questi millenni di convivenza con l'animale "cane" è che questo rapporto è conveniente per noi tanto quanto lo è per loro: avere il pasto assicurato tutti i giorni e un minimo di cure e luogo sicuro in cui dormire non è cosa da poco.
Non starò qui a raccontare quante cose particolari e buffe riesca a compiere Milou - ogni cane ha le sue particolarità, per quanto non tutti i cani siano provvisti dello stesso tipo di simpatia e intelligenza (proprio come le persone).
Per me Milou è importante anche perchè mi ha messo nella condizione di imparare qualcosa su me stessa, sul rapporto che ho con il lavoro e il tempo libero.
Qualche anno fa avevo iniziato a pensare che le passeggiate quotidiane con Milou rappresentassero del tempo "perso", sottratto alle tante cose che avrei voluto fare in casa (non solo lavoro dunque). Avevo l'ossessione del tempo (in parte ce l'ho ancora), sentivo di averne sempre più bisogno e quello che avevo mi sembrava di gestirlo male.
Non che Milou mi sottraesse ore intere: in fondo siamo in due in casa che si occupano equamente di lei, ma quella oretta di media giornaliera impiegata per le "passeggiate" mi sembrava essere "vuota", sottratta alla mia produzione e alle mie ricerche quotidiane.
Un paio di anni fa, in primavera, ho iniziato a cambiare atteggiamento. Specialmente il pomeriggio avevo preso l'abitudine di portare Milou in un bel parchetto non lontano da casa mia, stranamente ancora abbastanza tranquillo rispetto allo standard dei parchi milanesi.
Porto sempre un libro con me per leggere quando Milou ha voglia di stendersi tra l'erba, oppure porto la mia radiolina e ascolto "Farehneit" su Rai Tre oppure Radio 24 (le trasmissioni culturali).
A volte però molto semplicemente mi guardo attorno, osservo le persone che passano sul sentiero non lontano - corridori, genitori con passeggini, cani e padroni; guardo con curiosità il comportamento di vari tipi di animali (specialmente le cornacchie, intelligenti e aggressive), l'erba, gli alberi, il vento...
Smetto di pensare a casa, al tempo che passa. Guardo Milou, che spesso mi fissa negli occhi, felice e rilassata anche lei. Non so cosa pensi, me lo chiedo spesso. I cani comunicano con i padroni attraverso lo sguardo, attendono il cenno che indichi "possibile pappa", "possibile passeggiata", chiedono anche altre cose, ma spesso il momento sembra essere di pura estasi, pura soddisfazione del presente: sdraiate entrambe su un soffice prato, all'ombra di alti alberi, cosa mai potremmo comunicarci se non la felicità dell'attimo che stiamo vivendo? Piccola felicità, certo, inutile tempo felice, eterno momento del niente: solo io e la mia cagnolina, osservanti, sognanti.
Sto meglio da quando le mie passeggiate con Milou sono diventate un momento necessario, per quanto non "utile". E adesso purtroppo ce ne sono molte meno, poichè il caldo infernale del pomeriggio non permette più di allontanarsi troppo da casa.
Voglio molto bene alla mia cagnolina, gliene vorrei anche se non mi avesse portato ad apprezzare il "tempo vuoto", ma per questa scoperta le sarò sempre riconoscente...

1 commento:

  1. Complimenti! Fossero tutti come te non avremmo tutti questi cani abbandonati e uccisi...

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