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giovedì 1 settembre 2011

Una tavola e qualche link

Tavola da un Nathan Never in lavorazione ©SBE

Questo agosto è stato molto meno produttivo di luglio, tra il caldo afoso e qualche distrazione di troppo non ho lavorato come avrei dovuto; certe scene poi mi hanno preso più tempo di quello che pensavo (questa tavola fa parte di una scena che ne comprende altre due, mi sono divertita molto ma non ho idea di quanti giorni ci ho lavorato su).
La tavola fa parte di una storia di Nathan Never che uscirà a metà 2012, ne ho parlato un po' qui.
Con questo post mi accorgo che Blogger presenta l'alternativa di una nuova interfaccia, più pulita e con finalmente uno spazio ampio dove scrivere; avrei preferito anche una migliorata gestione delle immagini, ma pazienza.
Non riesco però a capire se è sempre attivo il salvataggio automatico, nel dubbio per adesso lo faccio io col mio clic, ma spero di scoprire questa cosa abbastanza importante.

Primo link al sito della Wacom dove viene presentato questo nuovo gadget tecnologico per disegnatori a cavallo tra carta e pixel: da un paio di giorni se ne parla in tutti i blog che si interessano di queste cose.
L'interesse è alto per un prodotto che pur non rivoluzionario (di cose simili ce ne sono in giro da anni, limitati però a riprodurre su un solo livello del testo o dei semplici scarabocchi) sembra promettere nuovi sviluppi (e magari un'adattamento a formati di carta più grandi, in quel caso sarei molto interessata).

Paolo Interdonato oltre ad aver suscitato la "polemica dell'estate" (qui e qui per saperne di più) nel nostro piccolo mondo fumettistico (di cui però non gli frega niente) mi ha fatto scoprire un'autrice molto valida che non conoscevo, Aude Picault, di cui parla in questo post.

Laura Scarpa ha aperto un nuovo blog dove parla di fumetti e raccoglie anche le altre sue presenze in rete, sia blog delle riviste che cura sia quelli personali come il Tumbrl e quello molto bello di ricette.

Sul sito letterario Finzioni in anteprima qualche tavola del prossimo fumetto di Alessandro Tota in uscita per Coconino Press (qui la presentazione di Tota).

Sempre Laura Scarpa in uno dei suoi post ricorda che il film "L'odio" di Kassovitz è interamente visibile su Youtube; io l'ho visto parecchi anni fa, subito dopo l'uscita nel 1995 - forse è l'occasione per rivederlo.

Paola Barbato (scrittrice e sceneggiatrice di Dylan Dog) sta cercando disegnatori per un suo nuovo misterioso progetto: qui qualche informazione per gli interessati (se non è troppo tardi, la notizia risale a qualche tempo fa credo).

Ah, qualcuno ha inserito una voce su di me in Wikipedia! Non so chi sia l'estensore, lo ringrazio per la sostanziale esattezza dei dati, peccato che nei link riportati come riferimenti ci sia ancora il vecchio sito Alice che in effetti non rinnovo più da tempo (era ingestibile) e non quello più recente su Jimdo, che invece è aggiornato per quanto riguarda i lavori pubblicati.





19 commenti:

  1. Tavola STUPENDA!!!
    Segnalazioni e link un po' meno, questa volta :)

    Realizzi pioggia e retini con sapiente maestria! Bravissima. Ho appena finito di leggere il Nathan di Silvia Corbetta e Simona Denna (il 241). Devo ammettere che anche quello è un gran bel lavoro.

    Potere alle donne? State prepotentemente prendendo possesso del bianco chiomato agente speciale?

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  2. Sul potere alle donne non so come vanno le cose in realtà, per fortuna in Bonelli non sono cose volute per principio ma semplicemente l'essere prese in considerazione per la qualità del lavoro; col tempo noto sempre più donne fumettiste, disegnatrici, anche ingegneri e scienziate - per dire.
    Credo che da una parte i pregiudizi stiano diminuendo, e dall'altra le donne aumentano di numero in professioni prima prevalentemente maschili: le cose insieme danno dei risultati:)
    Per i link: ma c'è qualcosa in particolare che magari ritieni davvero superfluo? o che addirittura ti ha dato fastidio?

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  3. Che bella questa tavola! Pioggia veramente... reale^_^. Ma anche lei eseguita con Manga?

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  4. bello! Mi piace molto la pioggia, anzi in NN ne vorrei tanta di più. Curiosità 1) Ma la pioggia la fai scancellando con la gomma? 2)Il nome del bar Hang 'em... lo scegli tu, lo sceglie lo sceneggiatore o è una scelta concordata?
    3) TUP (onomatopea) Una volta mi sono trovato a dover tradurre delle onomatopee di un manga nipponico (io ero solo l'aiutante, non il traduttore :)) e ho avuto delle difficolta pazzesche, tu come le decidi le onomatopee? Hai una sorta di 'dizionario' per cui quando si punta una pistola alla schiena sarà sempre TUP, se uno scivola sarà sempre SWISH oppure hai un tot di onomatopee che vanno bene per la medesima situazione ecc.ecc.?

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  5. >> ma c'è qualcosa in particolare
    >> che magari ritieni davvero
    >> superfluo? o che addirittura
    >> ti ha dato fastidio?

    No no. Semplicemente qualcosa di meno interessante del solito. Ma di certo non per causa tua :)

    Sulla questione disegnatrici, è interessante anche notare la loro maturazione di stile, da un tratto più "femminile" degli esordi (guarda Legs), a uno più sicuro e maturo.

    Insomma, oggi più che mai, le disegnatrici sono presenti e mature sul suolo nazionale. E la cosa mi fa piacere, visto che fino a pochi anni fa, il fumetto era ingiustamente appannaggio unico del mondo maschietto.

    Evviva elle.

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  6. Disma@: la pioggia adesso che uso Manga Studio la metto su un livello a parte, quindi uso sia il bianco che ii nero, poi se capita sgommo solo la pioggia qua e là.
    Nome del bar e onomatopee di solito sono appannaggio dello sceneggiatore: lui me le scrive e io le disegno, quindi per quanto riguarda il criterio con cui ricorrono e sono collegate ai vari tipi di scena non saprei dirti...dovresti chiedere a qualche sceneggiatore! Io in onomatopee sono negata; dovessi sceglierle io farei un casino.
    Interessante la tua esperienza come aiutante di un traduttore dal giapponese!, la dovresti raccontare...

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  7. @Patrizia sostanzialmente c'era questa casa editrice che cercava traduttori io ho dato una mano per una traduzione (facevo un adattamento diciamo)e sceglievo le onomatopee. Ma per quanto possa sembrare strano la parte più cazzuta è proprio quella di scegliere le onomatopee e ancora più complicato tradurre onomatopee giapponesi. I giapponesi hanno suoni per tutto è una lingua ricchissima di onomatopee (per dire ci sono anche onomatopee che descrivono un tipo di superficie e in italiano ti chiedi come diavolo renderla). E in quei giorni lì ho scoperto che non esistono degli standard ma ogni fumetto fa di testa sua. Mi sono letto un botto di americani, italiani e giapponesi per copiare, ma non esistono linee di condotta simili alle quali uniformarsi diciamo... un casino

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  8. Disma@: eh, sapevo che il giapponese presenta un'ampia varietà di onomatopee...lingua davvero difficile. E' anche vero che non esiste uno standard per le onomatopee in generale - diciamo che per ogni genere ci sono magari delle parole, dei suoni più usati, ma non ci sono regole precise.

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  9. Quindi questa è una tavola ufficiale del NINO!?!!?
    Guarda che i neveriani incalliti come me potrebbero avere un attacco di cuore....
    Comunque complimentoni!!Sei davvero sempre più brava. (E non è una frase di circostanza, lo penso davvero).
    Tavola stupenda.
    Sembra quasi di essere li davvero dentro la pioggia....

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  10. Mi aggiungo a Polymar, Patrizia.
    Il tuo stile continua ad affascinarmi, e se possibile ancora più raffinato. Puoi spoilerare qualcosa sulla tua tavola? E' la città est, giusto?

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  11. Quando ho partecipato alla riunione in cui Serra ha esposto il progetto della "quadrilogia" che sarebbe seguita alla fine dela guerra dei mondi ancora non si chiamava "Nino".
    Qui sul blog ho già postato un'altra vignettona e una vignetta più piccola da questa storia di Rigamonti, poca roba perché non vorrei spoilerare troppo, vista l'attesa.
    In questa tavola Nathan è nella città Est, sì, in un quartiere evidentemente malfamato; sta conducendo un'indagine. Di più non posso dire!
    Grazie per i complimenti; ero indecisa se togliere un pochino di pioggia, mi sembrava troppa, ma Serra dice che secondo lui va bene così.

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  12. Ah, quindi lo status quo della serie non cambierà poi molto, dopo la guerra dei mondi. Peccato. Ne ho parlato proprio oggi sul blog.

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  13. Luigi@: qualcosa cambia, e qualcosa no - è anche inevitabile, cambiare troppo significherebbe snaturare la serie e deludere i tradizionalisti che sono la grande maggioranza.
    E' difficile spiegare quanto e come cambierà - ci saranno ancora l'Agenzia Alfa, Nathan, Legs, le indagini, la città est (da qui la tavola in cui in effetti non si nota alcuna differenza con il pre-guerra dei mondi): il post guerra non è un reboot, non c'è neanche una rivoluzione, ma certamente ci saranno degli aggiustamenti, delle riconsiderazioni sui personaggi, sul loro modo di essere.
    Ne saprò anche io qualcosa di più quando avrò sotto mano le altre storie che si stanno disegnando parallelamente alla mia (e io sono a tavola 40 di questa storia post guerra).

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  14. Il nuovo cosetto della wacom mi sembra buono per giocarci, nulla di più. Uno schizzo su carta fatto a penna è pur sempre uno schizzo su carta fatto a penna. Niente di diverso dal passare il disegno per lo scanner. Anzi, sarà da vedere la precisione di riproduzione del “cosetto”. Senza contare che se si vuole disegnare a mano libera, essere costretti a usare la Loro penna è un limitazione e rottura maggiore di dover buttare i disegni dentro lo scanner.
    Che la wacom pensasse a fornire driver ufficiali delle sue tavolette per ubuntu, invece d'inventare l'acqua calda cercando di farla passare per rivoluzione!

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  15. Izzy@: anche il gioco è importante per chi del gioco ha saputo fare un lavoro!
    Certamente non è nulla di rivoluzionario, ma per chi ha poco tempo, per chi è in giro senza scanner, per chi aspetta una misura di carta più grande, per chi spera che il segno sia acquisito con un certo grado di fedeltà, ecc. - be', non lo butterei via come gadget (sì, è un gadget, si vive bene anche senza).
    Se si potesse usare su un A3 io mi eviterei la rottura di una doppia lenta scansione per ogni mia tavola, e potrei anche avere primi piani e sfondi su livelli diversi senza dover ritagliare e copiare e incollare, ecc.
    In due parole: a me farebbe risparmiare tempo e una certa rottura di scatole. Quindi non comprerei questa versione, ma una futura migliorata sì.

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  16. Non volevo sembrare troppo aggressivo :P
    Ma quel cosetto proprio non mi piace XD
    Con questo gadget si fanno schizzi a penna (la loro penna). Non precisi disegni a matita. Spero ci sia differenza.
    Cioè, davvero per lavoro c'è qualcuno che fa schizzi A PENNA in formato superiore all' A4, schizzi che devono NECESSARIAMENTE essere digitalizzati? Lo scopo dello schizzo su carta fatto a penna è quello d'essere rapido e comodo e grossolano di natura, buono per buttare giù le idee.
    Poi è improbabile (per usare un eufemismo) che il grado di fedeltà possa essere superiore ad una scannerizzazione a 600 dpi...
    Quello che non mi piace è come viene montata la questione “per professionisti”. Questo cosetto sta al disegno come l'ipad sta alla pittura. Ci si può giocare, ma non certo lavorare.
    Mica sono contrario al giocare. Solo che giocare non è lavorare. Farla poi passare per rivoluzione...

    Ma davvero ci metti molto a scannerizzare i tuoi disegni?
    Gli scanner moderni mi sembrano velocini...

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  17. Non ho uno scanner A3, uso una stampante Epson DX6000 in A4, quindi devo fare due scansioni per ogni tavola - a me sembra lentina ma può essere anche lo standard, non lo so.
    Wacom deve vendere, e deve vendere a tutti, anche a chi se ne intende poco e si fa abbagliare dalla pubbliciità. Un professionista sa certo valutare se una cosa così gli serve oppure no.
    Personalmente trovo il segno di certe penne davvero bello anche per disegnarci - non so come sia questa della Wacom, dovrei vedere. Per le mie esigenze attuali in cui le tavole a matita sono certe volte molto schizzate, delle tracce su cui la cosa importante è solo "l'ingombro", che sia disegnato a matita o penna non ha molta importanza, con la digitalizzazione poi il segno può essere trasformato come si vuole. Infatti poi nei video della Wacom si fanno vedere degli schizzi, non certo dei bei disegni fatti e rifiniti!
    Insomma, tutto sta a vedere l'uso che se ne fa e come effettivamente scorre questa penna Wacom sul foglio.
    A me interessa molto.

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  18. Trovo l'aggeggio della Wacom interessante: potrebbe essere un buon modo per prendere appunti e avere automaticamente anche la versione digitale... mi sa che ci farò un pensiero!

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  19. Massimo@: bravo! così poi me lo porti e me lo fai provare :)

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