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venerdì 30 settembre 2011

Un piccolo omaggio a Sergio Bonelli

Sono tornata oggi dopo essere stata via da Milano per 5 giorni (e mi dispiace anche di aver preso proprio in questo periodo la decisione di programmare dei post che sembrano calati da un'altra realtà).
Ero con un'amica alla quale avevo promesso 5 giorni di passeggiate e riposo - e così ho cercato di fare nonostante la mia tristezza.
Nel piccolo centro in cui ero in vacanza non avevo collegamento internet né tv, la notizia della morte di Sergio Bonelli me l'ha data Antonio Serra mentre ero in viaggio (ho poi letto il giorno dopo sul Corriere della Sera il bel ricordo di Alfredo Castelli).
Non ho veramente capito quanto mi abbia fatto male questa scomparsa se non tornando a casa e leggendo i primi commenti dei lettori sul sito della casa editrice: la morte di una persona diventa spaventosamente reale solo quando ci si rende conto di quante persone ha aiutato, reso felice, divertito, consolato con il suo operato. Per molte persone i fumetti non sono solo un passatempo, un angolo di divertimento e basta: non sono stati solo questo neanche per me, che pure ho avuto un'infanzia e una giovinezza abbastanza felice - e mi dispiace ogni tanto dimenticarlo, presa come sono dagli aspetti professionali del mio mestiere.
Sergio Bonelli con la sua passione e il suo lavoro ha permesso a me, e a tanti come me, di sognare e immaginare, di viaggiare e conoscere luoghi e personaggi, di sperare, anche, sperare che da qualche parte il senso di giustizia non sia solo appannaggio di "eroi di carta"; e adesso che mi trovo da questa parte della barricata mi sento persino orgogliosa di avere la possibilità di contribuire anche se in maniera infinitesimale alla costruzione di questo immaginario importante ancora per tante persone - lettori che  Sergio Bonelli rispettava molto e che spero di poter rispettare anche io cercando di fare il mio lavoro al meglio delle mie possibilità.
Quando ero in vacanza  ho provato a scrivere qualcosa, specialmente dopo aver trovato dei numeri di Mister No proprio nell'abitazione che occupavo; mi era sembrata una bella coincidenza (lo copio e incollo alla fine di questo post).
Mi sono immersa nelle storie scritte da Sergio Bonelli tornando ad essere la giovane ed entusiasta lettrice di un tempo, mi sono divertita molto e ho apprezzato l'ironia ma anche le riflessioni anti-idelologiche di storie come "Il re del Sertão", dove il mitico bandito gancaceiro Lampião viene mitizzato e utilizzato in maniera diversa da opposti gruppi sociali.
Da subito ho pensato di disegnare un Mister No come piccolo omaggio a Sergio Bonelli - qui faccio in tempo solo a mettere il disegno a matita, prossimamente ne vorrei realizzare una versione a china.


"La notizia della morte improvvisa di Sergio Bonelli mi ha raggiunto mentre ero in viaggio verso la località dove avrei trascorso 4 giorni di vacanze.
Le sensazioni che ho provato sono state tante e diverse, ma prima ancora che come mio datore di lavoro, come editore che ha fatto la storia del fumetto in Italia, il mio primo pensiero va a colui che, assieme al padre, ha rappresentato così tanto per la mia infanzia e la mia adolescenza, e per il mio immaginario di fumettista. Sono cresciuta leggendo gli albi Bonelli, immergendomi in quel modo, vivendoci, plasmandolo poi con la mia immaginazione, infine acquisendone la tecnica, il ritmo narrativo, andando poi avanti con la mia formazione di disegnatrice essendone però rimasta sempre debitrice, nonostante il mio segno fosse non classicamente realistico.
Adesso Sergio Bonelli non c'è più e faccio fatico a crederci. Lo incontravo raramente in redazione, non vi ho scambiato mai più di qualche parola, o saluto veloce - io ne ero assolutamente intimidita.
Persone più vicine a lui sapranno parlare meglio della sua generosità, del suo fiuto fumettistico, dell'amore e il rispetto che aveva verso il fumetto ma soprattutto verso i fumettisti. Ha approvato anche progetti che non erano assolutamente nelle sue corde, ma sapeva che c'era un vasto pubblico che li avrebbe apprezzati e ne riconosceva quindi il valore e la necessità.
Per quel che so leggeva tutti gli albi (ormai decine al mese) di tutti i personaggi della casa editrice che uscivano in edicola - intendo prima che fossero pubblicati. So che le mie tavole non gli dispiacevano (per me un grande traguardo!), e non era così per tutti - aveva i suoi gusti, le sue preferenze naturalmente.
Adesso si chiude un'era, e non so come si trasformerà, si evolverà questa storica casa editrice - perché è chiaro che gradualmente, o meno gradualmente, le cose cambieranno. Questa casa editrice è (era?) Sergio Bonelli.
Nel bed & breakfast in cui sono stata in questi giorni c'è uno sgabuzzino dove il proprietario (mio amico ed esperto fumettofilo) ha situato uno scaffale pieno di fumetti. Dopo una brevissima ricerca ho trovato una raccolta Mondadori di 3 storie di Mister No, il personaggio inventato da Sergio Bonelli che credo sia quello che amava e che rappresentava di più, così vicino alle sue esperienze reali ( i suoi mitici viaggi in Sudamerica).
Leggere questi albi mi è sembrato un buon modo di rendergli omaggio, in un certo senso [scopro oggi che anche Chemako ha avuto la stessa idea]; oltretutto ammetto che nella mia gioventù ho colpevolmente trascurato le letture di questo personaggio a favore di Tex, Il Comandante Mark, Zagor.
Le 3 storie di questa raccolta (arricchite da una sua interessante prefazione) sono tutte scritte da Sergio Bonelli e firmate con il suo pseudonimo, Guido Nolitta: "Magia Nera" (1986), "Uomini nella Giungla" (1987), "Il re del Sertão" (1988), tutti disegnati da Roberto Diso."


5 commenti:

  1. sottoscrivo questa tua frase in pieno: "Sergio Bonelli con la sua passione e il suo lavoro ha permesso a me, e a tanti come me, di sognare e immaginare, di viaggiare e conoscere luoghi e personaggi, di sperare, anche, sperare che da qualche parte il senso di giustizia non sia solo appannaggio di "eroi di carta"; , è proprio così anche per me...da più di 30 anni che leggo i Bonelli.

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  2. anche a me ha colpito la tua frase sul senso di giustizia stimolato nel lettore dalle storie di Bonelli. Non ci avevo mai pensato ma, forse, un substrato, magari inconscio, dei miei ideali viene proprio da lì...

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  3. Mi ha veramente shoccato la morte di Sergio Bonelli... Poco tempo prima, in un'intervista su FDC dedicata ai 50 anni di Zagor, si era detto preoccupato per i "successivi 5 anni"... dove secondo lui la crisi del fumetto si sarebbe fatta sentire ancora di piu'. Però non lamentava stanchezza... si apprestava a combattere la sua battaglia...
    Io invece l'ho conosciuto nel 2010... ero convinto che se non l'avessi fatto allora non l'avrei fatto piu'. E ancora... quando ho saputo che si è operato all'anca ho avuto un brivido lungo la schiena... E anche su Facebook ero l'unico a lamentarmi che mancasse da 3 mesi in redazione... Per tutti, forse anche per lui, era un problema da niente... Ma come odio aver avuto ragione... Ciao Sergio... in un altro mondo... in un'altra dimensione ti rincontreremo, ne sono sicuro.

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  4. Se penso a cosa mi colpiva da giovane nelle storie di Tex, Zagor e degli altri albi è proprio questa presenza costante della lotta contro le ingiustizie e la necessità di proteggere i deboli dai soprusi, e tutto questo in maniera disinteressata, per puro altruismo, o per senso di empatia.
    Non era didatticismo o buonismo, era proprio il mostrare l'essenza e la base del vivere comune tra umani, il minimo comun denominatore che dovrebbe unirci - poi si sa che non è così nella realtà, però per degli adolescenti riuscire a entrare in questa visione delle cose secondo me è importante, se sei predisposto e sensibile queste cose poi ti rimangono dentro.

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  5. hai sempre parole molto oneste. Ed è vero, le frasi lasciate dai lettori mi hanno commossa, più di quelle di noi addetti ai lavori, anche se amici sinceri. Sgio ha lasciato tanto, a tutti.

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