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lunedì 12 marzo 2012

Il maggiore fatale

So che il web fumettistico è pieno di ricordi di Moebius/Jean Giraud in questo momento - ma come farne a meno? A parte la grandezza dell'artista credo che per tutti i disegnatori che hanno dai 40 anni in su Moebius abbia rappresentato tantissimo, anche per chi si sentiva un po' distante dal suo modo di intendere il fumetto.
Io l'ho adorato da subito in quei primi anni ottanta in cui lo scoprivo sulle pagine di Metal Hurlant; assieme a Pratt e Pazienza rappresenterà la triade mitica della mia giovinezza fumettistica.
Dopo la sbornia western che ebbi da quando seppi tenere una matita in mano fino alla fine delle medie ignorai poi del tutto i fumetti di quel genere - per cui niente "Blueberry" nella mia formazione (ed è un peccato, lo so).
Dopo la visione di "Guerre stellari" (e ancora dopo di "Alien") ci furono per me solo astronavi, alieni, e mondi lontani. Su "Metal Hurlant" lessi per la prima volta "L'Incal", che era una storia scritta da Jodorowsky, ma mi colpirono ugualmente le storie brevi e paradossali scritte interamente da Moebius: disegnate da dio, erano una festa per gli occhi.
Nel 1982 uscì un cartonato con copertina nera della Milano Libri dal titolo "Il maggiore fatale" (che è conosciuto anche come "Il garage ermetico" - titolo sotto cui si può trovare oggi, anche se non so se ci sono tavole differenti).
Ecco, quel modo di disegnare svincolato da ogni necessità di sceneggiatura non l'avevo mai visto, mi sembrò una cosa bellissima e pericolosa insieme - intuivo che solo un grande talento come il suo poteva permettersi quella cosa lì.
Ogni vignetta era un mondo - ci entravi dentro e potevi aggirarti senza sosta, trovando ogni volta qualcosa di nuovo, di inaspettato, o incontrando magari qualcosa che avevi sognato e immaginato.
D'altronde le tavole de "Il maggiore fatale" erano state disegnate due alla volta per lo più, a distanza di tempo, nei ritagli tra un "Blueberry" e l'altro (lo racconta lo stesso Moebius nella bella prefazione), senza avere uno schema o una direzione, in un bianco e nero bellissimo, a volte asciutto, a volte pieno di particolari e tratteggi plastici, meravigliosi.
"Il Garage è quindi un tipico esempio di fumetto senza una sceneggiatura prestabilita... ogni volta che mi veniva la tentazione di rinforzare la linea narrativa e si profilava un finale, buttavo tutto per aria e ripartivo alla ventura... non solo, ma ogni tanto mi capitava di aver dimenticato che cosa avevo disegnato il mese precedente... altre volte, mi ricordavo della scadenza all'ultimo momento e spedivo due pagine improvvisate in una notte... che meraviglia! Il fumetto dunque non è un lavoro serio!..."
"Il maggiore fatale" l'ho letto e riletto, ogni vignetta stampata a fuoco nella mente; quella che qui posto era una delle mie preferite: ci vedevo dentro tantissime storie, una serie anzi, e mi dispiaceva quasi che Moebius non fosse ritornato a raccontare delle "banali" storie con sceneggiatura con quei personaggi lì, di cui avrei voluto conoscere tutto.

Non tutti sanno che Moebius ha fatto studi e bozzetti per alcuni film di fantascienza come Tron, Abyss, Il Quinto Elemento, ma soprattutto Alien. Nel 1982 acquistai un bel volume che raccontava con tante immagini "La storia di Alien", e all'interno c'erano tra le altre cose dei disegni di Moebius (qui postati).

Confesso che dagli anni novanta in poi ho seguito pochissimo Moebius, dopo il ciclo di Edena (che già mi lasciava un po' perplessa) non riuscivo più a farmi coinvolgere dai suoi pur bellissimi disegni, a volte quasi astratti. Tempi diversi, sguardi diversi. Immagino che adesso vedrei le sue produzioni più slegate al fumetto con rinnovato interesse - ci vorrebbe davvero una sua grande mostra, poter vedere i suoi lavori dal vivo (ne ho visti anni fa, ed è un'esperienza grandiosa).
Concludo con qualche link, tra cui uno in cui Sergio Giardo racconta un suo breve incontro con  Moebius - anche per dare una piccola idea dell'uomo; qui dei video che "raccontano" delle storie brevi degli anni ottanta, e qui un piccolo omaggio con vignetta tratta da "Il maggiore fatale".

2 commenti:

  1. storia inversa la mia...io ho sempre amato il lato Jean Giraud, più che quello Moebius. Dunque ho tutti i suoi Blueberry e niente Garage Ermetico o L'incal...

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  2. Poco da dire. Un Maestro. Un visionario inarrivabile.

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