Sono tornata da poco da una visita di qualche giorno dai miei genitori, che abitano a più di 600 km da me; di solito questi giorni di riposo li chiamo "vacanze" - e in effetti non ho fatto quasi nulla tranne che leggere molto (e disegnare qualche bozzettino su ciò che rimane della sceneggiatura del Nathan in lavorazione).
Armata del mio Kindle ho potuto passare il periodo di lettura più intenso dei miei ultimi anni, una vera goduria: ho finito di leggere tre ebook, in più sono in dirittura d'arrivo per il tomone dell'autobiografia di Salman Rushdie, "Joseph Anton", di cui avevo già letto le prime 80/90 pagine (in tutto il cartaceo ne vanta più di 600, io l'ho letto in ebook).
In "Joseph Anton" l'autore si racconta in terza persona - cosa che mi aveva lasciata un po' perplessa all'inizio - e il cardine del libro è naturalmente la vicenda della "fatwa" lanciata da Khomeini nel 1989, con tutto quel che ne conseguì per la vita dello scrittore.
Il linguaggio usato nel libro è molto piano, "normale", ma proprio questa non eccessiva "letterarietà" riesce a trasportare il lettore nella realtà della vita dell'autore, e se ne rimane avvinti: ed è molto interessante perché a partire dalla "fatwa" si innescano tutta una serie di problematiche sia politiche che culturali che io personalmente conoscevo solo in maniera superficiale, mentre qui sono esposte nel loro mutare nel tempo e soprattutto con il "dietro le quinte". Rushdie durante la sua battaglia per il principio della libertà di espressione (oltre che per la sua vita) incontra tutta una serie di personalità dei governi occidentali, scrittori, attori, cantanti, e così via - insomma, la lettura da una parte fa riflettere molto su temi importanti, dall'altra è piena di aneddoti a volte gustosi e divertenti - e questi comunque si alternano a momenti drammatici (come la morte del traduttore giapponese de "I versetti satanici" o il ferimento di quello italiano).
Ho sottolineato molte parti di questo libro, che spero di riportare in parte sul mio blog dei "Ritagli", ma qui voglio riportare un brano che mi ha ricordato un post recente di Luigi Bicco - Rushdie scrive un'immaginaria lettera a un membro del consiglio delle moschee di Bradford che lo aveva attaccato duramente:
"[...] Sulle pagine dell’“Independent” lei ha sostenuto che un libro come I versi satanici e un film come Brian di Nazareth dovrebbero essere “rimossi dalla conoscenza pubblica” perché si fondano, cito, su “metodi sbagliati”. Certo, potrà trovare persone d’accordo con lei sul fatto che il mio romanzo non vale nulla; ma è quando attacca il Circo Volante dei Monty Python che, per usare il termine caro a Bertie Wooster, lei prende la sua cantonata. Quello stravagante circo e il suo lavoro sono amati da molti, e ogni tentativo di rimuoverli dalla conoscenza pubblica si scontrerà con un esercito di avversari armati di pappagalli morti, che avanzano con camminate strambe e intonano inni sul lato positivo della vita, e immagino conosca gli sketch cui faccio riferimento.[...]"
Quando ho preso il treno per il viaggio di ritorno ho pensato di prendere un numero di Internazionale, che ultimamente per ragioni varie leggo di rado; era ancora in edicola il numero speciale di "Storie" che di solito contiene articoli lunghi di reportage o narrativi. Per puro caso questo numero era costituito di storie scritte da autori indiani, selezionate da Chandrahas Choudhury, scrittore ed editor di narrativa e di poesia della rivista indiana The Caravan.
Chandrahas Choudhury nella sua prefazione spiega che ha cercato "di mettere insieme stili quanto più diversi tra loro per mostrare come l'autore indiano di narrativa sia innanzitutto - nella sua forma più libera - un autore indiano di narrativa. In altre parole, pur ispirandosi al mondo che lo circonda, genera il suo stile attingendo da influenze che non conoscono confini. Ai suoi occhi Calvino può contare più di Salman Rushdie. Per decifrare le menti degli abitanti di un villaggio, il realismo di Giovanni Verga può servirgli più del lavoro dei grandi realisti indiani".
Ecco, questa attenzione degli scrittori indiani verso la letteratura italiana mi ha un po' sorpreso - e c'è da dire che Calvino viene citato molto da Rushdie in Joseph Anton.
Comunque ho letto tre dei racconti di questa antologia, compreso il racconto scritto dallo stesso curatore, e non è che ne sia rimasta particolarmente colpita.
Come tradizione ci sono a corredo degli articoli illustrazioni di grandi autori come la Giandelli, la Ghermandi, Ricci, Ale & Ale, Fior, Gipi: di quest'ultimo sono presenti acquerelli molto belli, uno in particolare un po' diverso dal solito, a riprova di come Gipi sia sempre in ricerca di qualcosa di diverso - senza rivoluzionare lo stile, ma lentamente esplorando modi diversi del segno e del colore.
Tornata a casa ho trovato nella casella di posta un altro sconto per ebook da acquistare su Bookrepublic.it: ne avevo un paio che avevo messo nella lista desideri, ma mancava meno di un euro per arrivare alla cifra totale scontabile. Sfogliando il catalogo di Bookrepublic mi sono imbattuta nel libro "L'uomo che volle farsi re - I costruttori di ponti", di Rudyard Kipling: mi è sembrata una scelta adatta alla mia "settimana indiana"...
sabato 12 gennaio 2013
mercoledì 2 gennaio 2013
Due tavole dal Nathan in lavorazione (senza Nathan)
Da quando inchiostro le mie tavole in digitale le matite le disegno più velocemente e con meno precisione, gli aggiustamenti li faccio poi direttamente in Manga Studio (perché poi non è che ci metta meno tempo usando il computer nel mio lavoro, nel complesso).
Giorni fa un'amica (competente) mi è venuta a trovare e ha visto le tavole a matita del Nathan Never su cui sto lavorando; io le stavo spiegando che non erano granché perché ormai disegno sapendo che dopo cambierò diverse cose una volta importata la tavola in Manga Studio, e lei per tutta risposta mi ha detto: "continua a disegnare "di fretta" le matite in questo modo, che va bene così".
Continua così la mia impressione di non riuscire affatto a giudicare il mio lavoro, quello che mi sembra buono non lo è per gli altri e viceversa.
Queste due tavole (che potrebbero essere ulteriormente ritoccate o corrette) fanno parte di una storia di Nathan Never in due parti (scritta da Giovanni Eccher), quella interamente disegnata da me è la seconda; dovrebbe uscire a fine primavera o all'inizio dell'estate di questo 2013.
(cliccare sulle tavole per ingrandirle)
Copyright © immagini Sergio Bonelli Editore
Giorni fa un'amica (competente) mi è venuta a trovare e ha visto le tavole a matita del Nathan Never su cui sto lavorando; io le stavo spiegando che non erano granché perché ormai disegno sapendo che dopo cambierò diverse cose una volta importata la tavola in Manga Studio, e lei per tutta risposta mi ha detto: "continua a disegnare "di fretta" le matite in questo modo, che va bene così".
Continua così la mia impressione di non riuscire affatto a giudicare il mio lavoro, quello che mi sembra buono non lo è per gli altri e viceversa.
Queste due tavole (che potrebbero essere ulteriormente ritoccate o corrette) fanno parte di una storia di Nathan Never in due parti (scritta da Giovanni Eccher), quella interamente disegnata da me è la seconda; dovrebbe uscire a fine primavera o all'inizio dell'estate di questo 2013.
(cliccare sulle tavole per ingrandirle)
Copyright © immagini Sergio Bonelli Editore
sabato 29 dicembre 2012
Varie -35
Ancora link sparsi, ma prometto che nel prossimo post ci sarà qualche disegno (mio in particolare):
- Interessante l'ultima copertina di Topolino in edicola, il n. 2979 (e tra le altre cose c'è una storia disegnata da Mastantuono, che per me vale sempre l'acquisto).
- Intervista al "vulcanico" Alfredo Castelli (a proposito di Martin Mystére attraverso la app ufficiale potete scaricare nuovi numeri, ma ne trovate anche al di fuori di questa app).
- Per gli amanti della foto: qui trovate un bel documentario su Thomas Struth con una carrellata di foto molte delle quali scattate in città italiane, davvero belle.
- Marina Petrillo in "Alaska" parla de "La valanga", un articolo con inserti multimediali che è molto più di questo (articolo quasi letterario, ma anche perfettamente integrato con le espansioni possibili date dalla rete).
- Un ebook della Nasa con splendide foto della Terra vista dall'alto: "La Terra come Arte".
- "Pennybook Magazine", la rivista digitale dedicata al mondo degli ebook.
- Tor.com è un sito in inglese dedicato ai testi sulla fantascienza, si possono trovare anche racconti di autori abbastanza famosi.
- Sul canale Youtube di Zagor Tv trovate le puntate trasmesse fino ad adesso su Rai 5 di Fumettology, quelle su Tex e su Diabolik, ma anche sul canale internet on demand di Rai 5 potete trovare la puntata su Tex per adesso.
mercoledì 26 dicembre 2012
Marvin, una app per leggere epub
Nel confronto tra eReader e tablet alcuni articoli recenti parlano dell'aumento di vendite dei secondi a scapito dei primi. Forse molti lettori abituati ad usare tutti i mezzi e i servizi di internet (approfondimenti di articoli, animazioni, tabelle a colori, immagini, ecc.) invece di comprarsi due device, di cui uno dedicato solo ed esclusivamente alla lettura (l'eReader con l'e-ink), hanno iniziato ad optare per un tablet, magari in HD, complice anche l'abbassarsi dei prezzi.
In ogni caso non sono solo io che riesco a leggere anche ebook sui tablet, specialmente se i tempi di lettura non sono lunghi, e specialmente se le app dedicate alla lettura presentano sempre più strumenti per minimizzare gli effetti della retroilluminazione.
Io sull'iPad uso specialmente iBooks e l'app Kindle per leggere ebook, e Pocket per leggere articoli e post che trovo su internet; specialmente le prime due hanno diversi strumenti per personalizzare l'esperienza di lettura, tra cui la possibilità di cambiare lo sfondo scegliendo un color avana o nero (per letture notturne), oppure cambiare la font (e la sua grandezza), o anche lo spazio della cornice della pagina (nel caso dell'app Kindle).
Da poco ho scoperto un'altra app per la lettura di epub senza DRM, Marvin, che per poco tempo è scaricabile gratis (quindi sbrigatevi se volete provarla).
Marvin rispetto ad altre app di lettura ha diversi modi di personalizzare gli sfondi e il carattere, e persino la luminosità, che oltre all'intensità presenta la regolazione del contrasto e della temperatura (se si vuole un colore più caldo o più freddo).
I colori della "carta" possono essere i più vari, così come quelli delle font; inoltre si può cambiare l'interlinea, il margine e il tipo di giustificazione.
Quando iniziamo a leggere possiamo impostare una specie di avviso che può apparire dopo 15 minuti, mezzora o un'ora; inoltre quando abbandoniamo la lettura possiamo sapere (se vogliamo) per quanto tempo abbiamo letto.
Altra caratteristica molto utile è il collegamento a Dropbox da cui possiamo scaricare i nostri ebook, se li abbiamo salvati lì.
Naturalmente Marvin ha i segnalibro, la funzione di annotazione, sottolineatura, definizione di un dizionario (per i testi in inglese): quest'ultimo è attivato quando si imposta per una volta la lingua dell'iPad come inglese (si va nelle impostazioni generali, poi si sceglie Internazionale), poi se si torna al settaggio con la lingua italiana il dizionario continua ad apparire se si selezionano le parole (ringrazio Kris del supporto di Marvin - molto gentile - che mi ha risposto prontamente e mi ha spiegato la procedura).
Una funzione particolare è quella chiamata "Deep view", che consiste nell'analizzare tutto il libro generando un elenco di nomi, posti, ecc. e la loro ricorrenza nel libro; queste possono essere visualizzate in ordine di apparizione, alfabetica, importanza, ecc. Possiamo anche generare dei brani dove appaiono alcuni termini ed esportarli via mail. Gli stessi termini possono essere cercati via web o direttamente su Wikipedia.
La funzione di "Auto Summary" elenca i brani con i "nomi" e poi li esporta come ebook nella libreria; qui una volta scaricata la app abbiamo già installati gli ebook in inglese del Conte di Montecristo, Cuore di tenebra, La metamorfosi di Kafka e un racconto di Jack London.
Marvin ha anche la possibilità di settare alcune gesture per abbassare o alzare la luminosità, e soprattutto per saltare di 5 o di 10 pagine avanti e indietro nell'ebook.
Gli ebook possono essere importati tramite iTunes, Dropbox, o anche via mail.
Qui il sito di Marvin dove sono spiegate più chiaramente le caratteristiche della app.
In ogni caso non sono solo io che riesco a leggere anche ebook sui tablet, specialmente se i tempi di lettura non sono lunghi, e specialmente se le app dedicate alla lettura presentano sempre più strumenti per minimizzare gli effetti della retroilluminazione.
Io sull'iPad uso specialmente iBooks e l'app Kindle per leggere ebook, e Pocket per leggere articoli e post che trovo su internet; specialmente le prime due hanno diversi strumenti per personalizzare l'esperienza di lettura, tra cui la possibilità di cambiare lo sfondo scegliendo un color avana o nero (per letture notturne), oppure cambiare la font (e la sua grandezza), o anche lo spazio della cornice della pagina (nel caso dell'app Kindle).
Da poco ho scoperto un'altra app per la lettura di epub senza DRM, Marvin, che per poco tempo è scaricabile gratis (quindi sbrigatevi se volete provarla).
Marvin rispetto ad altre app di lettura ha diversi modi di personalizzare gli sfondi e il carattere, e persino la luminosità, che oltre all'intensità presenta la regolazione del contrasto e della temperatura (se si vuole un colore più caldo o più freddo).
I colori della "carta" possono essere i più vari, così come quelli delle font; inoltre si può cambiare l'interlinea, il margine e il tipo di giustificazione.
Quando iniziamo a leggere possiamo impostare una specie di avviso che può apparire dopo 15 minuti, mezzora o un'ora; inoltre quando abbandoniamo la lettura possiamo sapere (se vogliamo) per quanto tempo abbiamo letto.
Altra caratteristica molto utile è il collegamento a Dropbox da cui possiamo scaricare i nostri ebook, se li abbiamo salvati lì.
Naturalmente Marvin ha i segnalibro, la funzione di annotazione, sottolineatura, definizione di un dizionario (per i testi in inglese): quest'ultimo è attivato quando si imposta per una volta la lingua dell'iPad come inglese (si va nelle impostazioni generali, poi si sceglie Internazionale), poi se si torna al settaggio con la lingua italiana il dizionario continua ad apparire se si selezionano le parole (ringrazio Kris del supporto di Marvin - molto gentile - che mi ha risposto prontamente e mi ha spiegato la procedura).
Una funzione particolare è quella chiamata "Deep view", che consiste nell'analizzare tutto il libro generando un elenco di nomi, posti, ecc. e la loro ricorrenza nel libro; queste possono essere visualizzate in ordine di apparizione, alfabetica, importanza, ecc. Possiamo anche generare dei brani dove appaiono alcuni termini ed esportarli via mail. Gli stessi termini possono essere cercati via web o direttamente su Wikipedia.
La funzione di "Auto Summary" elenca i brani con i "nomi" e poi li esporta come ebook nella libreria; qui una volta scaricata la app abbiamo già installati gli ebook in inglese del Conte di Montecristo, Cuore di tenebra, La metamorfosi di Kafka e un racconto di Jack London.
Marvin ha anche la possibilità di settare alcune gesture per abbassare o alzare la luminosità, e soprattutto per saltare di 5 o di 10 pagine avanti e indietro nell'ebook.
Gli ebook possono essere importati tramite iTunes, Dropbox, o anche via mail.
Qui il sito di Marvin dove sono spiegate più chiaramente le caratteristiche della app.
lunedì 24 dicembre 2012
Imparare l'inglese
Ho già suggerito in diversi post che è molto utile (e spesso necessario) imparare l'inglese, almeno quel tanto che serve per poter leggere articoli sul web. Meglio ancora se si arriva a poter leggere dei libri, come piacerebbe fare a me, che pure non ho molto tempo per studiare.
Qui ad esempio ho parlato di come abbia usato la visione di film e telefilm in lingua originale unendo l'utile al dilettevole, ma certo questo non basta; tra l'altro il percorso che si dovrebbe fare con i film è quello di passare dalla visione con sottotitoli in italiano a quelli in inglese, sperando prima o poi di poterli eliminare del tutto. Sul web il massimo che riesco a trovare sono i telefilm inglesi/americani sottotitolati in italiano, mentre mi dovrei dedicare di più a recuperare dvd dove i sottotitoli sono in diverse lingue (magari qualche serie non nuova in maniera da non spendere troppo).
Altrove ho anche accennato ai podcast in inglese della BBC, ma non ho trovato i post così qui suggerisco i link a due podcast particolari: "6 Minute English", che come suggerisce il nome in 6 minuti affronta un tema particolare e lo spiega o ne fa la storia, e "The English We Speak", che in ogni puntata spiega un modo di dire o un termine del linguaggio parlato che spesso ha diversi significati a seconda del contesto (si possono ascoltare delle scenette a due molto utili a capire il modo in cui si usano queste frasi). Naturalmente i programmi sono parlati completamente in inglese e sono rivolti a chi ha già superato un livello base della lingua; io stessa non è che capisca tutto al 100%, anzi, ma l'ascolto continuato mi permette di allenarmi a distinguere le parole e spesso a impararne di nuove.
Un'altro metodo utile per imparare un po' d'inglese è quello di abbinare la lettura del testo in lingua a un ascolto audio, non è difficile trovare in rete audiolibri di classici anche gratis (come qui, o qui, dove addirittura potete scaricare contemporaneamente i testi in formato pdf o text).
Se si ha un tablet o uno smartphone si può ascoltare l'audio e contemporaneamente seguire il testo sullo schermo (più facile se si hanno cuffiette con i comandi integrati, in maniera da poter più facilmente mettere in pausa l'audio, se occorre).
Se avete dei vostri libri digitali in inglese e volete ascoltarveli in audio c'è anche un modo non troppo comodo per creare degli audiolibri, ovvero usare un programma "text-to-speech" che poi registri la lettura (sintetica). La qualità della registrazione dipende dalla qualità delle voci, che è migliore nei programmi a pagamento, ma se volete provare con dei programmi gratis ho un paio di suggerimenti per chi ha Windows: "Balabolka", in cui potete incollare il testo e far partire la lettura con la voce di "Anna" (l'unica di default), per poi esportare il relativo file audio. Di questo programma avevo parlato un paio di anni fa, all'epoca era possibile scaricare gratis la voce italiana "Silvia", adesso non più. In Balabolka c'è anche l'opzione che permette di far leggere il testo a Google Translate, che è paragonabile alla voce di Anna; in alternativa c'è anche "ReadPlease", che però non ho provato. Infine qui un elenco di altri programmi simili.
Per chi usa tablet o smartphone Android ho trovato questa applicazione, "Text Synchronized Audiobooks", che sembra interessante. Persino su Youtube si possono trovare video di audiolibri con il testo sincronizzato...
Per chi ha un Mac è possibile crearsi un workflow con Automator, che provvede a leggere un testo copiato e a salvarlo direttamente in file audio; in rete ne ho trovato uno già fatto, qui.
Per la lettura semplice di libri (o articoli) in inglese è necessario usare dei dizionari, e spesso anche quelli "buoni" non hanno certi termini del linguaggio parlato o dello slang. Se siete in rete possono aiutare questi siti: uno specializzato in "frasi e idiomi", un altro è un "dizionario urbano" in cui c'è anche l'apporto dei lettori del sito.
Qui ci sono tantissime risorse in dizionari e vocabolari all'interno del sito di "English Club".
Con gli ebook readers (e con i tablet) è comodo leggere libri in lingua e attivare subito il dizionario tramite un tap sulla parola - è uno dei motivi che mi portò al mio primo acquisto, il Sony 350. Con il Kindle i dizionari sono diversi e scaricabili gratuitamente, ma sono monolingua - utili anche quelli, ma il monolingua inglese va bene per chi ha già una conoscenza oltre il livello di base; qui c'è da scaricare gratuitamente (e da integrare nel Kindle) un dizionario molto semplice Inglese-Italiano in formato mobi. Sul sito Amazon ce ne sono in vendita alcuni, ma non ne conosco la qualità; se qualcuno può suggerirne uno di medio livello lo acquisterei volentieri, quello gratis che ho indicato è davvero striminzito.
Da tempo ho dei libri in inglese che leggo con estrema lentezza nel mio eReader; vuoi perché uno è troppo "difficile" per il mio livello, vuoi perché l'altro non mi prende molto come storia - e se non sono più che interessata faccio fatica a impegnarmi. L'ideale forse sarebbe leggere storie brevi per ragazzi o adolescenti, dal linguaggio semplice, ma il rischio è che trovi delle cose troppo poco appetibili per me; ogni suggerimento è ben accetto!
Per darvi un'idea del livello che posso affrontare (con l'aiuto del dizionario, che se uso per 4/5 parole per pagina lo ritengo accettabile) ho iniziato da poco a leggere "Vile Victorians" di Terry Deary con disegni di Martin Brown, i bei libri della serie "Horrible Histories" che si trovano anche in italiano editi da Salani; in questo caso unisco al mio desiderio di studiare l'inglese anche l'amore per la storia, che va sempre bene, ma a questo tipo di libri vorrei unire un qualcosa di narrativo, magari di genere fantascientifico/fantasy. Ieri dopo aver letto un po' di anteprima (e aver constatato che almeno per le prime pagine riesco a tenermi sulle famose 4/5 parole/pagina da tradurre) ho preso "Un Lun Dun" di China Miéville, di cui avevo letto qualche recensione e di cui mi attirava l'ambientazione (una Londra fantastica e bizzarra dagli echi dickensiani, credo).
Qui ad esempio ho parlato di come abbia usato la visione di film e telefilm in lingua originale unendo l'utile al dilettevole, ma certo questo non basta; tra l'altro il percorso che si dovrebbe fare con i film è quello di passare dalla visione con sottotitoli in italiano a quelli in inglese, sperando prima o poi di poterli eliminare del tutto. Sul web il massimo che riesco a trovare sono i telefilm inglesi/americani sottotitolati in italiano, mentre mi dovrei dedicare di più a recuperare dvd dove i sottotitoli sono in diverse lingue (magari qualche serie non nuova in maniera da non spendere troppo).
Altrove ho anche accennato ai podcast in inglese della BBC, ma non ho trovato i post così qui suggerisco i link a due podcast particolari: "6 Minute English", che come suggerisce il nome in 6 minuti affronta un tema particolare e lo spiega o ne fa la storia, e "The English We Speak", che in ogni puntata spiega un modo di dire o un termine del linguaggio parlato che spesso ha diversi significati a seconda del contesto (si possono ascoltare delle scenette a due molto utili a capire il modo in cui si usano queste frasi). Naturalmente i programmi sono parlati completamente in inglese e sono rivolti a chi ha già superato un livello base della lingua; io stessa non è che capisca tutto al 100%, anzi, ma l'ascolto continuato mi permette di allenarmi a distinguere le parole e spesso a impararne di nuove.
Un'altro metodo utile per imparare un po' d'inglese è quello di abbinare la lettura del testo in lingua a un ascolto audio, non è difficile trovare in rete audiolibri di classici anche gratis (come qui, o qui, dove addirittura potete scaricare contemporaneamente i testi in formato pdf o text).
Se si ha un tablet o uno smartphone si può ascoltare l'audio e contemporaneamente seguire il testo sullo schermo (più facile se si hanno cuffiette con i comandi integrati, in maniera da poter più facilmente mettere in pausa l'audio, se occorre).
Per chi usa tablet o smartphone Android ho trovato questa applicazione, "Text Synchronized Audiobooks", che sembra interessante. Persino su Youtube si possono trovare video di audiolibri con il testo sincronizzato...Per chi ha un Mac è possibile crearsi un workflow con Automator, che provvede a leggere un testo copiato e a salvarlo direttamente in file audio; in rete ne ho trovato uno già fatto, qui.
Per la lettura semplice di libri (o articoli) in inglese è necessario usare dei dizionari, e spesso anche quelli "buoni" non hanno certi termini del linguaggio parlato o dello slang. Se siete in rete possono aiutare questi siti: uno specializzato in "frasi e idiomi", un altro è un "dizionario urbano" in cui c'è anche l'apporto dei lettori del sito.
Qui ci sono tantissime risorse in dizionari e vocabolari all'interno del sito di "English Club".
Con gli ebook readers (e con i tablet) è comodo leggere libri in lingua e attivare subito il dizionario tramite un tap sulla parola - è uno dei motivi che mi portò al mio primo acquisto, il Sony 350. Con il Kindle i dizionari sono diversi e scaricabili gratuitamente, ma sono monolingua - utili anche quelli, ma il monolingua inglese va bene per chi ha già una conoscenza oltre il livello di base; qui c'è da scaricare gratuitamente (e da integrare nel Kindle) un dizionario molto semplice Inglese-Italiano in formato mobi. Sul sito Amazon ce ne sono in vendita alcuni, ma non ne conosco la qualità; se qualcuno può suggerirne uno di medio livello lo acquisterei volentieri, quello gratis che ho indicato è davvero striminzito.
Da tempo ho dei libri in inglese che leggo con estrema lentezza nel mio eReader; vuoi perché uno è troppo "difficile" per il mio livello, vuoi perché l'altro non mi prende molto come storia - e se non sono più che interessata faccio fatica a impegnarmi. L'ideale forse sarebbe leggere storie brevi per ragazzi o adolescenti, dal linguaggio semplice, ma il rischio è che trovi delle cose troppo poco appetibili per me; ogni suggerimento è ben accetto!
Per darvi un'idea del livello che posso affrontare (con l'aiuto del dizionario, che se uso per 4/5 parole per pagina lo ritengo accettabile) ho iniziato da poco a leggere "Vile Victorians" di Terry Deary con disegni di Martin Brown, i bei libri della serie "Horrible Histories" che si trovano anche in italiano editi da Salani; in questo caso unisco al mio desiderio di studiare l'inglese anche l'amore per la storia, che va sempre bene, ma a questo tipo di libri vorrei unire un qualcosa di narrativo, magari di genere fantascientifico/fantasy. Ieri dopo aver letto un po' di anteprima (e aver constatato che almeno per le prime pagine riesco a tenermi sulle famose 4/5 parole/pagina da tradurre) ho preso "Un Lun Dun" di China Miéville, di cui avevo letto qualche recensione e di cui mi attirava l'ambientazione (una Londra fantastica e bizzarra dagli echi dickensiani, credo).
giovedì 20 dicembre 2012
Varie -34
Ho avuto molto da fare ultimamente, in special modo con l'arrivo della cucciolona che vedete nella foto, Kristal. Ha un anno ed è stata presa da un canile, è molto buona e coccolona, ama la neve, passeggiare a buon ritmo, e gli uccelli - a quanto pare.
Vi farò sapere più avanti come va questa nuova avventura con un cane, per adesso siamo in piena fase di conoscenza reciproca.
Per il poco tempo e la poca concentrazione che ho scuserete questi link messi del tutto a caso, sono i miei soliti suggerimenti di lettura.
Vi farò sapere più avanti come va questa nuova avventura con un cane, per adesso siamo in piena fase di conoscenza reciproca.
Per il poco tempo e la poca concentrazione che ho scuserete questi link messi del tutto a caso, sono i miei soliti suggerimenti di lettura.
- Il Tumbrl de "L'Association".
- Attraverso questo post vengo a conoscenza del blog di Nathanielle e del collettivo di autoproduzioni Manticora - dateci un'occhio.
- E' uscito in ebook l'Orlando Furioso raccontato da Italo Calvino, m'incuriosisce...
- Un bell'articolo sulla biologia dei mondi fantastici.
- Da Masayume un bel suggerimento per chi cerca di studiare l'inglese: un sito con audiolibri in lingua suddivisi per livelli di apprendimento.
- La "Guida al fumetto italiano" di Gianni Bono disponibile in una app, gratis.
- Le lettere di Charles M. Schulz all'amante, interessanti per il versante fumettistico.
- Da gennaio sui treni Italo saranno messi a disposizione in lettura (gratis) degli ebook selezionati dal catalogo Rizzoli.
- Retronaut, un sito per andare indietro nel tempo attraverso le foto.
- L'angolo del buonumore animalesco: un cucciolo che mangiando ha degli strani effetti collaterali, un cane paziente e il suo piccolo amico amante delle pozzanghere, pinguini comici, e poi per finire Buon Natale!
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