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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



giovedì 31 dicembre 2009

Illustrazioni inizio anni '90





Durante i miei anni di Accademia (di Belle Arti) a Roma iniziai a collaborare con il settimanale Avvenimenti (tra l'altro fu il mio primo lavoro della vita, e con quei soldini pazientemente messi da parte mi finanziai i primi mesi di soggiorno in una sconosciuta Milano, anni dopo), collaborazione che durò dal 1990 al 1993 circa (ma negli ultimi due anni in maniera saltuaria, dato che ero già andata via da Roma).
Ben prima di Internazionale questo settimanale ha utilizzato l'illustrazione come importante complemento/interpretazione degli articoli.
C'erano diversi illustratori molto bravi che collaboravano con Avvenimenti, e uno di quelli che ammiravo di più era Pedro Scassa, che a quei tempi aveva uno stile vagamente alla Tullio Pericoli.
Le illustrazioni andavano realizzate nel giro di 2-3 giorni circa, certe volte per il giorno dopo. Spesso avevo in mano l'articolo da leggere, altre volte no, mi si faceva il riassunto del contenuto e poi ero libera di realizzare l'illustrazione come volevo, con qualsiasi stile.
Non avendo nessuna esperienza di lavoro, tantomeno come illustratrice, i miei punti di riferimento (in quanto al modo di visualizzare l'articolo) erano gli illustratori che già lavoravano su Avvenimenti. In quanto allo stile (agli stili!) vero e proprio invece feci una specie di pout pourri di cose che già avevo assimilato e modi di disegnare che stavo sviluppando parallelamente nei miei fumettini personali.
Qui posto 4 esempi degli stili che usavo abitualmente per le illustrazioni: lo stile "pastelli a olio" che mi piaceva molto ma mi portava via più tempo (disegno con il diavolo, settembre 1991), lo stile a inchiostro (il segno) ed ecoline, i cui colori brillanti preferivo sia agli acquarelli che alle chine (il disegno con la famiglia divisa a Honk Kong, aprile 1990), lo stile a matite colorate, usate con una specie di non finito (il disegno con le donne del sudamerica, marzo 1990), infine lo stile ecoline/matite (il disegno sulla tv vietnamita, agosto 1991).
Di illustrazioni così ne ho fatte parecchie - della maggior parte ho ancora gli originali, che per adesso tengo per me, ma non credo sarà per sempre...

martedì 29 dicembre 2009

Mini lezione (10) di Manga Studio: “I filtri”

Le altre mini lezioni si possono trovare cliccando sull'etichetta "Manga Studio" in fondo al post, o cercando tra le etichette nella colonna di destra del blog.

Nella barra principale del programma troviamo il menu “Filter” in cui si trovano diversi filtri da poter applicare ai nostri disegni, alcuni dei quali molto utili.

Andando per ordine troveremo come primo tipo di filtri quelli della famiglia “Render”: il primo è il Vanishing Points che permette la visualizzazione di una o più griglie prospettiche (di default è una, ma cliccando su Set Auxiliary Lines se ne possono aggiungere altre); probabilmente serve per verificare la giustezza prospettica di certi nostri disegni (in particolare edifici lungo delle strade). Attenzione che per sistemare il punto di fuga bisognerà cliccare col mouse nel disegno al momento dell’apparire della finestra di settaggio, come in Foto 1 (nel mio esempio ho anche scurito le linee, così come è possibile cambiare la frequenza delle stesse).

Focus Lines invece è un filtro che permette di aggiungere delle linee reali che si irradiano da un centro – tutto naturalmente è settabile: larghezza, frequenza, simmetria o no delle linee, e anche la larghezza del punto focale (spostabile) è personalizzabile con lo strumento cerchio o la matita che si vedono nella finestra dei settaggi nella Foto 1; per questo è consigliabile immettere questo filtro su un altro livello, in maniera da poter cancellare le linee che vanno a finire dove non vogliamo (nel mio esempio sui due personaggi in primo piano).

Speed Lines è un filtro molto usato nei manga, ma non è detto possa venir utile per altri tipi di disegno data la estesa possibile personalizzazione (nella Foto 2 due dei tanti possibili tipi di Speed Lines). Le linee possono venir ruotate, aumentate di numero, ispessite, con inizio e fine a sfumare, ecc.; nella casellina Settings sono già impostati diversi tipi di Speed Lines, ma cliccando sotto in Edit si possono creare e salvare dei nostri personali Speed Lines.

Salto un paio di effetti che potrete verificare da voi (e che ritengo poco utili) e passo al secondo tipo di filtri del menu, quelli sotto la voce “Transform”: Polar Coordinates trasforma sfericamente ciò che selezionate del disegno, ma non ha possibilità di settaggi (ci sono tre tipi di filtro, fissi): nella Foto 2 un esempio. Il filtro Wave permette di far “ondeggiare” il segno (Foto 3), e qui la finestra di dialogo permette un minimo di settaggio (intensità, direzione, ecc.). Waveforms non so a cosa possa servire se non a dare qualche esempio di strana distorsione – a onde e quadrature molto personalizzabili (nella Foto 3 al centro l’effetto “Sine” e quello “Square”). “Spiral” è facile da immaginare, mentre “Zigzag” lo presento sempre nella Foto 3.

Saltando “Image Adjustments” (che riguarda i file in scala di grigio e a colori) si va agli effetti “Line Adjust”, di cui abbastanza utile è il Dust Filter: nella Foto 4 è possibile vedere come siano stati eliminati i puntini (la “polvere”) della vignetta, in particolare le lentiggini di Katy; la grandezza dei puntini da eliminare è settabile naturalmente e lo si può fare solo in determinate parti con lo strumento Selezione. “Line Width Correction” invece cambia lo spessore del segno: con l’aiuto dello strumento Selezione nella Foto 4 ho cercato di mettere in evidenza una parte di segno aumentato di 0,30 mm (Widen) sopra, e sotto l’ho diminuito sempre di 0,30 mm (Narrow). Questo stesso effetto si può ottenere “manualmente” con lo strumento “Change Width” che si trova nella palette degli Strumenti nella colonna di sinistra, il secondo dal basso.

Nella categoria “Effects” il filtro Mosaic potrebbe essere usato in scene con il classico video in cui non si vogliono far riconoscere le persone, ad esempio (Foto 4). Subito dopo vengono i filtri “Blur”, quelli che sfocano l’immagine. Ce ne sono di diversi tipi, di cui i più utili sono il Radial Blur e il Motion Blur (un esempio del primo nella Foto 5), ma il mio consiglio è che se avete Photoshop è meglio applicare lì gli effetti di questo tipo: Manga Studio è un po’ più lento.

Il filtro “Computones” serve per cambiare il tipo di tono già applicato sul disegno, magari solo in una parte del tipo di tono applicato su tutta la tavola. Ci sono molti settaggi e l’accortezza deve essere quella di aprire la finestra del filtro dopo aver selezionato il livello del segno, non quello dei retini. Arriviamo ai filtri “Distort”: cominciamo col 2D Rotate: come si vede nel secondo esempio di Foto 5 serve a ruotare la scena selezionata “muovendola” lungo i tre assi; a parer mio si può ottenere lo stesso effetto – e più velocemente – con l’opzione Distort quando si seleziona qualcosa e si sceglie la voce “Move and trasform” nel menu Edit. L’effetto Fisheye Lens potrebbe venire utile, così come il Filter Speed Rotation (ultimo esempio di Foto 5). Per ultimi i filtri “Drawing”: nella Foto 6 ho scelto alcuni esempi.

domenica 27 dicembre 2009

Prendere appunti sul web


Sul web si trova di tutto, si sa, cose inutili e brutte, ma anche tesori, informazioni altrimenti quasi impossibili da trovare così velocemente, o vere e proprie chicche (immagini per lavorare, fumetti storici, interviste, articoli, ecc.); soprattutto se si hanno delle passioni particolari è abbastanza facile trovare dei "matti" come noi, e approfondire magari l'insana fissazione navigando e scoprendo siti di ogni genere.
In questi anni di mia navigazione sul web ho sempre cercato il miglior sistema possibile per conservare pagine, o meglio articoli - se non citazioni - di cose che mi interessavano, di ogni genere; soprattutto cercavo un servizio che mi permettesse poi di catalogare online tutto l'eterogeneo materiale che sarebbe scaturito già dopo pochi mesi.
Un anno e mezzo fa ho iniziato ad usare un servizio di Google che si chiama Google Blocco note (Google Notebook, qui un simpatico articolo che ne descrive sommariamente le virtù) che però adesso non è più disponibile per un nuovo pubblico; per fortuna chi usufruiva già del servizio può continuare a usarlo, solo che Google non lo sviluppa più, nè fornisce delle nuove versioni del componente aggiuntivo per Firefox che visualizza un bel tasto che facilita l'"annotazione" al volo. Con le nuove versioni di Firefox quel componente aggiuntivo non poteva più essere usato, ma un privato utilizzatore americano di Google Blocco note ha pensato di modificare il componente per adattarlo alla nuova versione: io l'ho scoperto per caso mentre cercavo un'alternativa - e pare ci siano in giro molti utenti orfani di questo servizio (che è fatto davvero bene: possibilità di creare cartelle tematiche, non solo tag, di condividere con altri le note, commentarle, ecc.; inoltre chiarezza grafica e interfaccia in italiano).
Purtroppo però questa estensione vale solo per Firefox e per nessun altro browser - il che ne limita un po' l'usabilità (e da un po' mi è capitato di dover usare Explorer, Chrome o Safari per vari motivi, non ultimo la lentezza di caricamento del mio Firefox oberato da componenti aggiuntivi).
Non so per quanto sarà possibile aggiornare l'addon per Google Blocco note, ragion per cui ho letto con interesse l'articolo di Trackback in cui si parla di un servizio simile: Deepmemo. L'ho provato subito e non è davvero male - per chi non può più iscriversi a Google Blocco note credo sia una valida alternativa (ma è in inglese).
Le similarità tra Deepmemo e Google Blocco note sono diverse: entrambi mettono a disposizione uno spazio online in cui catalogare scritti (non solo quelli annotati nel web, si possono creare delle note ex novo), per cui ci si può collegare al sito da qualsivoglia computer. In entrambi i servizi c'è la possibilità di taggare, editare, condividere pubblicamente le note (ma Deepmemo le tags le suggerisce, anche, in maniera abbastanza intelligente); vengono conservati utilmente i link degli articoli da cui sono tratte le note. Deepmemo ha una vocazione più social, infatti la nostra bacheca si chiama "blog" e c'è una sezione "world" in cui poter leggere le note pubbliche di altri iscritti, non solo; all'interno del nostro "blog" abbiamo la possibilità di avere degli "amici" e di scrivere messaggi. Tuttavia chi vuole mantenere tutto privato non avrà alcun problema - ed è il mio caso.
Deepmemo però a differenza di Google Blocco note non permette la creazione di cartelle; in compenso presenta un comodo calendario in cui cercare le note per data. Proprio per la mancanza delle cartelle è necessaria un'attenta "taggatura", tuttavia c'è anche una comoda funzione di ricerca per parole.
Un'altra comoda funzione di Deepmemo è la messa a disposizione di un indirizzo mail a cui poter indirizzare le nostre note - automaticamente le ritroveremo nel "blog". Questa funzione è molto utile in caso di utilizzo di browser che non supportasse la toolbar di Deepmemo (nella foto l'ho copiata in fondo a destra); e attenzione agli utilizzatori di Internet Explorer 8: Deepmemo in teoria mette a disposizione il download della toolbar per questo browser (oltre che per Firefox, mentre per altri browser è a disposizione il pulsante da trascinare sulla barra dei preferiti), ma nella realtà la toolbar poi non funziona ed è impossibile disinstallarla: io ho dovuto effettuare un ripristino di sistema! Inutile dire che non funzionava neanche il semplice pulsante (da usare per salvare il testo dopo averlo selezionato).
Su Firefox e su Chrome e Safari (che non supportano la toolbar ma il pulsante sì) non ci sono problemi.
La toolbar presenta 5 pulsanti e si sistema di default sulla destra della barra del browser: all'estrema destra c'è l'icona con il login, poi la funzione "Crea nota", quella di salvataggio del testo selezionato con o senza tag, e infine il link diretto al nostro "blog" dove sono salvate le note.
Come si vede nella foto Deepmemo facilita l'esportazione diretta e contemporanea delle note anche a Twitter, a chi interessa. Più interessante la funzione di importazione delle note da Google Blocco note: nella mia schermata infatti compaiono tutte tags riguardanti la religione - niente paura, non sono una fanatica - avevo appena importato una cartella con quell'unico tipo di contenuti, e ho constatato che Deepmemo mantiene anche le tags del programma di origine, e tutti i link.



giovedì 24 dicembre 2009

Il lavoro procede


Posto qui una vignetta dalla storia de "La squadra fantasma" che sto disegnando - Legs e Janet fanno un po' di jogging sulla spiaggia, nei pressi della loro nuova casa (si vede nelle ultime pagine de "La città delle sabbie").
Per adesso (sono a tavola 43 circa) mi sto divertendo, e il lavoro al pc non risulta così pesante come immaginavo.
Stefano Vietti mi ha raccontato per bene la trama di questa storia e credo che mi divertirò ancora di più, ci sono ambienti e personaggi molto belli da disegnare. Per i lettori affezionati dovrebbe esserci un motivo di interesse in più nello scoprire finalmente molte cose del passato di Orson. Di più non dico per non rovinare la sorpresa - mi dispiace però di dover precisare che questa storia verrà pubblicata tra un anno e mezzo circa...


Immagine ©Sergio Bonelli Editore

martedì 22 dicembre 2009

ArteRage3 o Painter Essential 4?


Per chi è interessato a usare i colori digitali che cerchino di avvicinarsi alla colorazione reale (simulando carta, pennelli ed effetti vari) uno dei programmi più conosciuti e più belli è certamente Corel Painter (arrivato alla versione 11). Sul sito della Corel è possibile provare il trial di questo e altri programmi, tra cui una versione "ristretta" del gigantesco originale: Painter Essential 4.
Quest'ultimo programma ha un'estrema facilità d'uso e una grafica molto pratica (e carina anche): nella Foto 1 c'è uno screenshot effettuato mentre sto scegliendo il tipo di acquarello da usare; da notare la presenza di una colonna verticale che memorizza gli ultimi strumenti usati. In basso a sinistra compare un'icona che permette la selezione al volo di carta e colore (sebbene sia molto più divertente usare la tavolozza sulla destra).
Il Painter completo è un gigante dalle molteplici opzioni, persino troppe, e consigliato da chi ne fa un uso assiduo e professionale. Per i normali "scarabocchiatori" credo che un programmino come l'Essential basti e avanzi - ci sono diversi strumenti e cose divertenti da usare, da esplorare liberamente nella versione di prova. Se ne deciderete l'acquisto correte sul sito che per adesso il prezzo è scontato e abbordabilissimo: basta inserire il codice nella versione di prova (che dura 60 giorni) dopo averlo pagato solo 30 euro.
Un altro programma un po' diverso ma che si situa nella stessa fascia di usabilità e divertimento è ArtRage, adesso giunto alla versione 3 (con la presenza però di una versione più professionale chiamata Studio Pro, più costosa). Anche qui si consiglia il download del trial, che comprende tutte le funzionalità per un periodo di 30 giorni. Rispetto alla versione precedente di ArtRage la 3, oltre a una grafica migliorata, presenta la novità dello strumento acquarello, veramente bello e forse superiore come resa allo strumento analogo di Painter Essential (che pure ne ha di diversi tipi): nella Foto 2 un esempio veloce. Anche ArtRage 3 ha un costo contenuto, probabilmente sui 40 euro se si comprende l'Iva e si evita di farsi spedire il cd (basterà avere l'accortezza di masterizzare il file prima di installarlo).

Finello giustamente mi ricorda che c'è a disposizione nella stessa pagina delle demo la versione di ArtRage Starter Edition 2.5 gratis, con a disposizione 8 strumenti. Mi sembra però che questa versione free non supporti i file a 300 dpi come in quella nuova, che permette facilmente l'importazione di file formato Photoshop con la lettura dei livelli.



lunedì 21 dicembre 2009

Metilparaben: Petizione per la libertà di internet: aggiornamento, appello ai blogger e risorse

Internet è una risorsa complessa che deve essere gestita conoscendone bene i meccanismi. Credo sia chiaro a molti che la nostra classe politica spesso legifera senza sapere molto delle cose che maneggia: questo è uno dei casi (dando per buona la versione della buona fede...).
Metilparaben: Petizione per la libert�di internet: aggiornamento, appello ai blogger e risorse