Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



martedì 26 agosto 2008

Leggere le fonti originali

Da un po' di tempo mi sono appassionata allo "studio" delle origini del cristianesimo, da buona agnostica curiosa. Chi ha voglia di fare un salto nella mia libreria su aNobii se ne farà un'idea (cliccare su "Etichette"→"Laicità/Religione").
Una delle mie ultime letture riguarda il libro di Luciano Canfora "Filologia e libertà" (qui gli estremi del libro e un mio breve commento) in cui vengono analizzate alcune importanti encicliche papali del passato che intendevano contrastare la nascente critica biblica moderna, ovvero lo studio storico di quelle poche fonti del primo secolo dopo cristo che si riferiscono alla vita di Gesù e dei primi suoi seguaci.
Il problema delle fonti è fondamentale per chi crede nella storicità di certi avvenimenti, così come lo è quello delle traduzioni, delle copie, dei testi perduti o dolosamente censurati dalla Chiesa nascente. Un bell'argomentone! Ma non volevo parlare di questo...non esattamente.
Anche della Chiesa moderna noi supponiamo di sapere più o meno quello che pensa su questo o quello, sia perchè abbiamo papa e vescovi su tutti i canali a tutte le ore del giorno, sia perchè tante famiglie frequentano parrocchie, chiese, e via andare, magari non con costanza, ma insomma, basti guardare il successo di certe fiction televisive piene di preti e santi per rendersi conto che la morale e il modus vivendi cattolico dovrebbe essere familiare ai più, e magari superficialmente condiviso.
Quanti di questi cattolici vanno a leggersi le encicliche, o il testo completo del Catechismo della Chiesa cattolica? Quanti riflettono seriamente sulle conseguenze logiche di certi discorsi papali?
Nel libro di Canfora ciò che più mi ha fatto capire l'assurdità, il conservatorismo, l'ipocrisia dell'atteggiamento della Chiesa nei confronti della libertà di ricerca storica è stata la lettura, in appendice, delle encicliche citate dall'autore: illuminanti.
Saltando a tempi più prossimi ai nostri non posso che linkare qui un post di Malvino - un fiero mangiapreti senza peli sulla lingua, ma sottile e colto - in cui forse si capisce meglio cosa intendo: a volte bisogna davvero leggere le fonti, senza traduzioni buoniste o superficiali.

2 commenti:

  1. Domandi: "Quanti di questi cattolici vanno a leggersi le encicliche, o il testo completo del Catechismo della Chiesa cattolica? Quanti riflettono seriamente sulle conseguenze logiche di certi discorsi papali?"

    Io uno lo conosco!!!
    :-) E come ben sai te lo presentero'

    RispondiElimina
  2. Non dubitavo che qualche cattolico si informasse per bene su quello che dicono i reppresentanti supremi della sua chiesa! Le mie domande retoriche indicano che la mia esperienza mi dice che sono una minoranza...
    Personalmente non ho voglia di polemizzare con chi è coerente con se stesso e le sue convinzioni, mi interessano quelli che si contraddicono e che al peggio sono anche ipocriti!

    RispondiElimina