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venerdì 29 agosto 2008

"Real", un bel manga



L'altro giorno sono passata in fumetteria (ci vado un paio di volte al mese) e vi ho trovato finalmente il nuovo volume di uno dei miei fumetti preferiti di questi ultimi anni: il manga "Real" di Takehiko Inoue.
Il numero che ho preso è il settimo, ma il primo è uscito ben 4 anni fa! Neanche una media di due volumi all'anno, e all'ultima pagina c'è l'avviso della prossima uscita: nel 2009 (arrgghh!!).
Voglio parlare di "Real" anche per invogliare i non patiti dei manga a leggere qualcosa di diverso, che potrebbe anche appassionarli; a parte la "scomodità" del senso di lettura alla giapponese ( ma è abitudine che si assume abbastanza facilmente) la storia è talmente ben scritta e disegnata che credo sia alla portata di tutti.
Per i più esperti Inoue è l'autore di un grande successo del passato come "Slam dunk" (ambientato nel mondo del basket), di cui credo siano stati trasmessi in tv anche i cartoni animati, e poi di "Vagabond", in cui il tema è invece è il mondo dei samurai - quindi un'ambientazione storica.
"Slam Dunk" non l'ho letto (se non un paio di volumetti, dei tanti pubblicati) perchè l'ambientazione e il tono erano troppo giovanilistici per me - per così dire. Il tratto poi era meno maturo che quello mostrato in "Vagabond", dove invece, specie nei primi numeri, raggiunge una notevole raffinatezza.
"Real" è ambientato nel mondo del basket in carrozzina, ovvero il basket praticato dai ragazzi con handicap, ma non è solo un manga sportivo, o un manga "educativo" che ci parla di una minoranza che vive con alcune difficoltà.
Il punto forte di Inoue sono sempre stati il disegno (è davvero un grande talento) e la caratterizzazione psicologica dei personaggi, tanti e diversi.
Qui i vari personaggi sono descritti in relazione gli uni agli altri, ma anche in parallelo, a tracciare una specie di varietà di caratteri e personalità che hanno ognuno un modo diverso di vivere la disabilità, ma anche la propria vita in generale.
Uno dei protagonisti principali poi è un "normodotato", Nomiya, che però ha contribuito all'incidente in cui perde l'uso delle gambe una sua amica - cosa che la farà sentire perpetuamente in colpa. E' un grande appassionato di basket, e per questo entra poi nella cerchia di persone che giocano in una squadra di basket in carrozzina.
Poi c'è Takahashi, un ragazzo un po' sbruffone che vede cambiata totalmente la sua vita da un incidente di strada; sarà costretto sulla carrozzina dopo una lunga riabilitazione e molte sofferenze, a causa del suo non voler accettare questa sua nuova condizione.
Togawa invece è paraplegico da diversi anni, aveva giocato al basket in carrozzina ma poi si era allontanato dalla sua squadra - anche qui Inoue approfondisce tutte le motivazioni, i problemi, i sogni di ogni ragazzo di questa bellissima storia.
Mi sembra un post già abbastanza lungo, termino qui con un'ultima osservazione: il tono della storia non è retorico o pietistico, anche se presenta molte scene drammatiche (ma anche umoristiche, in pieno Inuoe-style) e commoventi.

Inoue è pubblicato dalla divisione Planet manga della Panini. Per trovare i sette volumi fin qui usciti è consigliabile andare in fumetteria o ordinarli on line.

2 commenti:

  1. Non ho mai letto Real, parlando di Basket, non volevo leggere qualcosa di troppo simile a Slam Dunk. Però non ero a conoscenza che raccontasse del basket vissuto dagli andicappati......Molto interessante la tua analisi!!
    Credo che appena avrò tempo, provero questa serie!

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  2. Sì, è davvero diverso da "Slam Dunk", anche io non sono una patita del basket e in generale dei fumetti sportivi, ma "Real" merita almeno una prova.

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