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lunedì 19 luglio 2010

"Nirvana"

 L'altro giorno mi è capitato di vedere una trasmissione su MTV, un patchwork di vari live dei Nirvana (ogni tanto a quanto pare su MTV trasmettono della musica, incredibile...).
I Nirvana sono stati il mio gruppo preferito nei primi anni novanta, ma soprattutto la mia colonna sonora nel periodo in cui misi piede a Milano nel 1992. Avevo una musicassetta su cui la mia cara amica M.P. aveva gentilmente riversato il loro album più famoso, "Nevermind", e mentre giravo sola soletta per una città a me ancora sconosciuta consumavo quel nastro grazie a un walkman (qualcuno se ne ricorda?), mi immergevo dentro quei suoni e quella voce a tratti urticante, a tratti malinconica. Dei testi non capivo nulla, digiuna d'inglese e altri mezzi per poter procurarmi delle traduzioni.

I Nirvana me li aveva fatti conoscere l'amica sopracitata, che all'epoca era espertissima di tutte le novità della musica alternativa, indie, garage rock, e così via. "Nevermind" (il loro secondo album) era uscito nel settembre 1991, e in Italia li conoscevano in pochi, tanto è vero che il concerto che si tenne un paio di mesi dopo a Roma, al Teatro Castello, vide la presenza di poche centinaia di persone, tra cui me e la mia amica musicofila.
Il Teatro Castello a dispetto del nome era usato come discoteca, se non sbaglio, uno stanzone basso, lungo e scuro, situato nei pressi di Borgo Sant'Angelo.
Quando andai al concerto avevo da pochi giorni la cassetta di "Nevermind" e non conoscevo bene i brani, ancora dovevo farmi un'opinione del gruppo. Be', la perfomance dei Nirvana fu eccezionale: basso chitarra e batteria, tre semplici strumenti che insieme sprigionavano un'energia incredibile. Ho l'impressione che Cobain ancora si divertisse molto, così come gli altri due matti (così mi sembravano) della band: un saltellante (a piedi nudi) enorme Novoselic, un capellone tarantolato alla batteria (Dave Grohl).
Il pubblico era tranquillo (tranne uno sparuto gruppetto di pogatori folli sotto il palco) e si poteva agevolmente passeggiare per tutto il locale, avvicinandosi a piacere al palco, davvero a portata di mano (pochi mesi dopo ai loro concerti ci sarebbe stata la calca urlante).

Nirvana Concert Setlist at Teatro Castello, Rome on November 19, 1991 | setlist.fm

Il link sopraevidenziato porta alla scaletta del concerto, ma tace sul gruppo spalla, che era quello degli "Urge Overkill" (famosi credo per la cover di "Girl, You'll Be a Woman Soon" che si sente in "Pulp Fiction").
L'album che segue "Nevermind" due anni dopo, "In Utero", non ha la freschezza e l'originalità del precedente; io avevo già iniziato un po' a distaccarmi dai Nirvana, ma nonostante ciò andai a vederli una seconda (e ultima) volta durante il tour del 1994
Era il 25 febbraio,  dopo pochi giorni a Roma Kurt Cobain avrà un collasso e il tour europeo sarà annullato. Il resto è storia - Cobain si ucciderà l'8 aprile, nella sua casa di Seattle.
Non è un caso che del concerto al Palatrussardi di Milano io abbia dei pochissimi ricordi: andai con qualcuno, ma con chi? Che canzoni ascoltai, quali mi piacquero di più? Non lo so, mi rimane una vaga sensazione di freddezza di quel concerto così diverso da quello di Roma di appena 3 anni prima -  e non solo per la diversità dei numeri (migliaia di persone  e un tutto esaurito a Milano).


A ricordo di quel periodo per me bello/brutto - il 1991/92 - scelgo una canzone da "Nevermind" che ha un incipit indimenticabile. Per me i Nirvana non furono solo "grunge": avevano una intima vena melodica/pop molto originale che unita a certi suoni e all'atteggiamento rock/garage ne facevano un gruppo davvero particolare.
Anche se Cobain non fosse morto non credo sarebbero durati ancora molto - nei tre album ufficiali del gruppo è racchiusa tutta la loro parabola musicale.




 

4 commenti:

  1. Anche a me è capitato di fermare lo sguardo su quella trasmissione di MTV.
    Al di là dei giudizi sulla band (che condivido pur non avendoli mai visti dal vivo) ogni volta che li sento mi viene in mente che dalle loro ceneri sono nati i Foo Fighters di quel geniaccio (tarantolato) di Grohl.
    Band decisamente migliore se non altro per la qualità della proposta rimasta costante nel tempo.

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  2. Davvero dici che i Foo Fighters sono molto più bravi dei Nirvana?
    Io devo dire la verità: a parte qualche brano che mi è piaciuto del loro primo album poi non sono riuscita ad appassionarmi, è un tipo di rock per i miei gusti troppo semplice, troppo "americano" - non so come dire...
    Bravo Grohl a diventare cantante e chitarrista, per questo lo ammiro, ma le canzoni proprio non le apprezzo granchè, specie quelle degli album più recenti.

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  3. Forse non ti è capitato tra le mani il secondo platter "The Colour and the Shape" (recentemente ristampato con diverse bonus tracks).
    E' il loro disco più venduto di sempre e la ragione è semplice: è davvero bellissimo. Fidati ;-)
    Non credere sia così tanto semplice: "My Hero" o "Everlong" hanno delle strutture assolutamente non scontate e che, forse, nemmeno riusciresti a trovare tra le composizioni di Cobain. E'vero che Grohl col tempo si è troppo "americanizzato" perdendo un pò smalto e ripetendo (come spesso accade quando si è baciati per troppo tempo dal successo) stilemi abusati arrivando quasi ad autoparodiarsi ma la sua voce si è sempre dimostrata molto duttile.
    Eppoi è un attore (comico) nato (^_^)
    I Nirvana dopo appena quattro album avevano già mostrato la corda e, imho, non sarebbero comunque andati avanti (forse un Cobain solista...chissà)mentre i FF dopo sei album hanno ancora qualcosa da dire.

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  4. mhmm...per adesso ti dico che mi procurerò l'album che mi hai consigliato, poi vedrò se è il caso di ricredermi!

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