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domenica 2 dicembre 2012

La passione per i libri: tra desiderio e realtà

Libro della collana "Capolavori della narrativa" di De Agostini - 1983
La passione della lettura ce l'ho da sempre, una passione che mi fa sembrare il tempo che non passo a praticarla tempo perso; per questo motivo quando esco di casa devo sempre avere qualcosa da leggere con me, in caso di attese e file.
Fino a quando non ho iniziato a lavorare a tempo pieno per la Bonelli ho sempre avuto parecchio tempo a disposizione per la lettura, anche da studentessa; mi piaceva studiare e lo facevo senza difficoltà,  sbrigate le pratiche scolastiche mi rimaneva tempo sia per disegnare fumetti che per leggere libri.
C'è una striscia dei Peanuts in cui mi riconosco molto, quella dove Charlie Brown sta facendo colazione e legge i testi che ci sono sulle scatole dei cereali, in mancanza d'altro: ecco, io sono così, se sono in un posto senza libri o riviste mi metto a leggere qualsiasi cosa, dalle istruzioni apposte sulle pareti degli uffici alle riviste di gossip.
Da bambina (avevo dagli 8 ai 12 anni circa) capitava che i miei mi lasciassero per qualche giorno in vacanza da una zia di mio padre, donna dalla grande intelligenza e molto devota - ma in una maniera tutta sua, senza ostentazione e tentativi di proselitismo (non mi portava mai a Messa, non mi parlava mai di religione). La zia era abbonata a Famiglia Cristiana e a Selezione dal Reader's Digest, mi sono fatta scorpacciate di queste riviste, solo per il fatto che fossero lì e che non avessi alternative: erano pur sempre "cose da leggere".
Da giovane la mia sete di letture non era sincronizzata con le disponibilità finanziare della mia famiglia, libri ne avevo ma non mi bastavano mai; verso la fine degli anni di liceo scoprii le biblioteche comunali che aprirono un intenso periodo di letture variegate e confuse (per poter avere più libri a settimana da leggere mi ero iscritta a due biblioteche). Più o meno nello stesso periodo mio padre cominciò a comprare una Storia della Letteratura della De Agostini a fascicoli, a cui settimanalmente erano allegati dei libri - tutti grandi classici; non li lessi proprio tutti, anche perché fui fulminata da Dostoevskij i cui libri lessi e rilessi più volte (almeno "Delitto e castigo" e "I fratelli Karamazov" - oggi ne sono guarita, dopo 20 anni che non leggevo Dostoevskij ho avuto modo di ascoltare le prime puntate di un audiolibro di "Delitto e castigo": l'ho trovato sorprendentemente irritante).
Fino ai 20 anni ho avuto modo di leggere tanta narrativa, poi gradualmente la saggistica ha iniziato a essere sempre più preponderante - ho iniziato con la Storia (influenzata dal mio caro amico Davide, che dopo aver fatto studi artistici come me è arrivato da poco a laurearsi in Storia), poi mi sono appassionata anche ai temi scientifici (e a vari altri argomenti, più limitati nel tempo).
Le mie letture sono state sistematiche (o quasi) solo per pochi temi, o autori: ho avuto il periodo Dostoevskij, quello Virginia Woolf, quello Kafka, quello Primo Levi; oppure il periodo in cui leggevo un sacco di libri sulla lotta armata (che non ho mai giustificato in alcun modo, il mio era interesse quasi antropologico-sociale e storico), dato che nel periodo 1978-82 ero troppo ignara per capirne qualcosa sebbene ne abbia vissuto in pieno le atmosfere (abitavo a Roma e ricordo bene i posti di blocco, le mitragliatrici e i soldati dopo il rapimento di Moro).
Quando mi sono trasferita a Milano e ho iniziato a lavorare ho potuto dare sfogo alla mia sete arretrata di libri (soprattutto di possesso di libri): ricordo che i giorni più felici erano quelli in cui mi prendevo una mattinata intera per girare per librerie, era raro che tornassi a casa senza una bustona piena.
Da allora i miei scaffali si sono riempiti di libri che mi sarebbe piaciuto leggere, sì, ma che ormai andavano ad allungare la lista di attesa: il tempo per la lettura veniva ormai mangiato da quello per il lavoro, sempre di più.
In un post di qualche tempo fa mi ero ripromessa di portare avanti la lettura di un libro, e solo quello, nel tentativo di non disperdere il tempo (come faccio di solito) in letture multiple e contemporanee: la scommessa l'ho persa (avevi ragione Juhan!), e anzi quel libro per adesso è congelato, forse messo da parte per sempre.
La verità è che davanti a me non c'è più quel tempo indefinito in cui riponiamo le cose future da fare, letture o altro: ho varcato il "mezzo del cammin" della mia vita, forse da un pezzo, e pensando in maniera razionale so per certo che tante cose non riuscirò mai più a leggerle. Amen.
Rimango però curiosa e attirata come un'ape dal miele dai consigli trovati in giro su libri che meritano attenzione, per un motivo o per l'altro: per qualche lungo sognante attimo mi vedo nell'atto di comprarlo, quel libro, e di leggerlo.
Dato che sognare non costa nulla ecco qualche libro che in un'altra vita avrei voluto davvero leggere, anche solo per curiosità (poi magari ne sarei rimasta delusa - può capitare, e con l'età sempre più spesso):
- "Un giorno all'anno" di Christa Wolf, il cui catalogo sta uscendo anche in ebook: l'idea del libro mi  intriga molto, la scelta di raccontare un giorno all'anno, sempre lo stesso, per documentare i cambiamenti della sua vita nel tempo, e della società in cui ha vissuto (mi sono anche imbattuta in un libro recente in cui si usa lo stesso meccanismo, ma non ricordo più il titolo).
Della Wolf, di cui non ho letto neanche i classici più famosi ("Medea", o "Il cielo diviso", o altri), ho potuto apprezzare la prosa e l'intelligenza attraverso l'anteprima de "La città degli angeli"; anche qui, come in "Un giorno all'anno" c'è l'autobiografia (genere che preferisco di gran lunga alla narrativa; e comunque peccato per i quasi 12 € rispetto ai 6 degli altri ebook).
- "To Say Nothing of the Dog" di Connie Willis, alla cui difficoltà della mancanza di tempo si aggiunge lo scoglio dell'inglese, che per quanto stia iniziando a masticare mi rende ancora lentissima nella lettura. Perché questo libro? Ecco una breve descrizione di chi lo consiglia, Chiara Prezzavento: "È un libro incantevole che parla di storia, viaggi nel tempo, bric-a-brac vittoriano, cattedrali da ricostruire, J.K. Jerome, cani, gatti, conseguenze, gialli classici e naiadi. Ho impiegato un po' a riconciliarmi con l'idea che fosse un libro di fantascienza, ho riso di gusto leggendolo e ve lo consiglio caldamente." (Chiara non ama la fantascienza ma io sì, ed è un ulteriore punto a favore del libro!)
- Di Jonathan Franzen diversi mesi fa avevo tentato di iniziare a leggere in ebook "Le correzioni", poi abbandonato per altri libri che mi premeva leggere di più; recentemente ho letto l'anteprima di "Più lontano ancora", un libro dove racconta la sua "avventura" in un'isola sperduta al largo del Cile, inabitata; questa scelta di isolamento totale mi ha incuriosito, sono stata molto tentata dall'acquisto.
- Michael Palin è noto per aver fatto parte dei Monty Python (io poi lo ricordo molto nel film "Un pesce di nome Wanda", anche se non aveva una parte principale); da qualche tempo su un qualche canale tv lo si è potuto vedere condurre un programma che consiste nell'andare in giro per il mondo alla scoperta di usi e costumi di varie nazioni: tutto è nato in realtà nel 1989 grazie alla BBC, che gli propose una specie di "Giro del mondo in 80 giorni" - titolo del libro che è stato tratto da quel programma. Ecco, anche questo libro m'attira molto.
- Infine un titolo un po' fuori dagli schemi, un libro di un grande autore classico - almeno così reputo Stevenson - che documenta un viaggio giovanile fatto in Europa, nelle Cévennes, in compagnia di un asino. Credo che anche il valore storico e antropologico di quello che vede Stevenson durante il viaggio abbia un certo interesse - oltre al suo rapporto con l'asino, che deve essere stato non molto facile.
Dopo aver letto di questo scrittore "L'isola del tesoro", "Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde" e "Il padiglione sulle dune" avrei messo sulla lista "Il signore di Ballantrae", ma avessi del tempo forse sceglierei prima questo.
Potrei andare avanti a lungo, ma mi riservo di parlare di altri libri "desiderati" in altri post, non vorrei annoiare troppo.







4 commenti:

  1. WOW! Io ultimamente riesco a leggere molto meno. Sono preso dai blog (miei e altrui). Poi ho bisogno degli occhiali, sul pullman balla tutto e leggere risulta faticoso. Non riuscirò a stare al passo con il mondo ma ci provo lo stesso.

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  2. Che peccato che non riesci a leggere sul pullman, tanto tempo utile sprecato...:(

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  3. Purtroppo l'unica oretta che riesco a dedicare alla lettura è quella serale, prima di dormire. Che tra libri e fumetti vola via come se nulla fosse. Fino a qualche anno fa potevo reputarmi un lettore "forte" (di romanzi, intendo). Ora il tempo è diminuito anche per me. Certo se aspetto la pensione, sto fresco :D

    Comunque belle letture le tue, non c'è che dire. Dei Fratelli Karamazov ho la versione in due tomi della Einaudi che mi aspetta da una vita.

    E per quanto riguarda Palin, che posso dirti? Sono uno che ha visto tutte le cose dei Monty Phyton. Non si può non guardare le cose che hanno girato o non leggere le cose che hanno scritto.

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  4. Ah, Brian di Nazareth è un capolavoro! Adesso sono tentata, fino a domani ho uno sconticino da poter utilizzare su Bookrepublic...mhmm...
    Comunque "i fratelli Karamazov" è un libro più complesso di "Delitto e castigo", e un po' meno morboso - comunque un'esperienza; certo che se i tuoi ritmi sono quelli che mi racconti, ebbene, sarebbe difficile affrontare quei due volumi!

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