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venerdì 21 marzo 2014

Ultime letture manga (ma voi cosa mi consigliate invece?)


Così come per i fumetti occidentali, anche nei manga mi piace spaziare di genere in genere, spesso lontani tra loro.  Più avanti alcune mie letture recenti, trovate più per caso che per altro, non ho molto tempo per scoprire manga nuovi.
Ultimamente mi piacerebbe leggere dei manga con protagonisti dei giovani, anche universitari, le commedie sono preferite perché mi piacerebbe distrarmi ogni tanto, magari anche divertirmi - preferirei ambientazioni contemporanee o comunque senza elementi fantasy e paranormali. Tempo fa mi ero lanciata nella lettura di Nana, che pure mi era piaciuto, ma ho dovuto abbandonare per sfinimento. Se avete suggerimenti fate pure - anche per cose "vecchie" da recuperare.



Io amo Urasawa da quando ho letto 20th Century Boys, Monster e Pluto: è un disegnatore (e autore) eccezionale, ma soprattutto sa narrare come pochi (visivamente parlando); è espressivo e preciso al tempo stesso, il suo stile è riconoscibile anche in uno dei suoi primi lavori - questo Yawara! che è uscito per la prima volta nel lontano 1989.
In Italia pare sia stato trasmesso diversi anni fa l'anime con il nome "Jenny la ragazza del Judo" (ma io ormai da tempo non guardavo la tv, e credo che comunque non avrei fatto caso a un cartone animato del genere - trovate alcune puntate qui su Youtube).
La storia è una classica commedia con la tipica ragazza che sogna una vita normale (persino limitata direi) ma che ha un talento eccezionale per il judo che diverse persone vogliono sfruttare, a partire dal nonno (il suo maestro, grande judoka da giovane), il classico nonnino terribile di molti manga e anime.  Innamoramenti incrociati e non ricambiati fanno da motore lungo tutto il manga, nemiche judoka terribili, personaggi estremi ma anche divertenti, scene sportive non so quanto accurate (non so nulla del judo) ma che sembrano davvero realistiche - insomma, un manga piacevole da seguire, divertente, ben disegnato.



Al contrario di Yawara! (che pare sia costituito da numerosi volumi) questo shojo non è molto lungo e termina con il volume 6. La protagonista è una ragazza, Mii, che conosce due giovani che lei immagina abbiano una relazione (i due sono di carattere e aspetto opposto, come nei classici manga "boy's love" che la stessa Mii ama leggere e anche scrivere su un suo blog); l'equivoco andrà avanti per un po', ma in realtà da subito va in secondo piano per lasciare spazio alle vicende scolastiche di Mii (che avrà anche i due come professori successivamente), all'amicizia contrastata che si sviluppa con l'ombroso Ookami e il più gentile Tora - il tutto con la presenza costante dell'attività culinaria di Mii e della nonna che gestiscono un ristorantino di cucina tipica giapponese.
Gli ingredienti non sono originalissimi, e lo stile del disegno è di livello medio per questo genere di manga, tuttavia si va avanti nella storia con piacere; trovo rilassante leggere ogni tanto degli shojo se sono ben scritti e se i personaggi riescono a uscire un pochino dai soliti schemi (qui trovate qualche tavola e delle immagini di questo manga).


Di Inio Asano ho letto What a Wonderful World!, Solanin, La fine del mondo e prima dell'alba, e il primo volume di Buonanotte, Punpun (il protagonista mi ha inquietato così tanto che ho smesso di leggerlo). Asano è un talento particolare, ho apprezzato alcune sue cose e meno altre, le sue storie sono generalmente cupe, lo stile grafico è cresciuto fino ad arrivare a dei livelli davvero buoni (la prima tavola che ho postato è un esempio tra tanti).
La ragazza in riva al mare è costituito da due volumi, i protagonisti assoluti sono due ragazzi delle medie, due adolescenti alla ricerca di affetto, di senso, di equilibrio nella loro vita, anche attraverso la loro relazione che si sviluppa su un piano apparentemente solo sessuale - un sesso a volte freddo, meccanico, osservato e commentato (scene descritte senza pudori ma anche non volgari). 
Il vuoto e l'anaffettività - o meglio il non avere la capacità di capire e riconoscere i propri sentimenti - sono le cose che colpiscono di più in questo manga, uno dei più tristi che mi sia capitato di leggere ultimamente.


L'ultima segnalazione non è per un manga ma per un fumetto francese che ai manga si rifà (per i contenuti) per prenderli anche un po' in giro - con ironia e amore, direi: "Last Man" vede la partecipazione del noto Bastien Vivès assieme a  Michaël Sanlaville e Balak. Il progetto è interessante anche se non mi ha entusiasmato, tuttavia prenderò anche il secondo volume (poi vedremo). Qui le prime tavole.

9 commenti:

  1. Io ti consiglierei "Le Situazioni di Lui & Lei" di Masami Tsuda e "Il giocattolo dei bambini" di Miho Obana.

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  2. Il tuo blog è stato premiato!
    http://tamburoriparato.blogspot.com.es/2014/03/un-riconoscimento-al-blog.html

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  3. Grazie Francesco, il primo lo conosco di fama, il secondo per niente - farò ricerche alla mia fumetteria.
    @Bruna: molto onorata!, ieri avevo scritto un commento veloce su Facebook (mi cogliete in un momento un po' frenetico), credo che per domani sarà pronto un post a tema "Boomstick Award"... :)

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  4. Io niente... I manga non mi piacciono (a dir poco).

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  5. Anche io amo Urasawa: Pluto e Monster sono fantastici! Non vedo l'ora di leggere il numero 10 di Billy Bat: ti è piaciuta la storia? A me molto! Così come non vedo l'ora di leggere Master Keaton.

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  6. Ciao Patrizia,
    ti seguo con piacere da un paio di mesi (trovandomi alla mia prima esperienza lavorativa in ufficio, come grafica tirocinante, capitano momenti nei quali si debba far passare il tempo e ho scoperto il tuo blog girovagando su internet, in cerca di informazioni sulle tavolette grafiche).
    Non mi ritengo assolutamente un'appassionata di fumetto (anche se ho le mie collane favorite), ma ti ringrazio per questo spunto: "La ragazza in riva al mare" sarà sicuramente uno dei miei prossimi acquisti in fumetteria, mi incuriosisce parecchio.
    Come Francesco, anch'io ti consiglio "Il giocattolo dei bambini". Mi è piaciuto moltissimo.

    Grazie e a presto, buon proseguimento :) Martina

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  7. @P. Alexis: eh, peccato, tra i manga ci sono così tanti stili...Ti perdi qualche grande maestro come Tezuka, Taniguchi, Otomo, Urasawa...Ma capisco che i gusti sono gusti

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  8. @Alessandro: sai che Billy Bat dopo un paio di numeri l'ho abbandonato? Troppo complessa la trama, troppa ambientazione nel passato (non amo molto i combattimenti, i ninjia, quelle cose lì); probabilmente ho avuto poca pazienza. A casa ho da tempo in lista Master Keaton

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  9. @Martina: grazie, mi fa sempre piacere quando riesco a dare qualche spunto utile a chi mi legge - e naturalmente grazie per la conferma del suggerimento per il giocattolo dei bambini , adesso sono davvero curiosa!

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