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sabato 29 settembre 2012

Parlando di ebook (e di novità Bonelli)

E' in edicola un Almanacco Speciale dedicato a Sergio Bonelli, di cui pochi giorni fa è stato l'anniversario della morte. Ci sono 256 pagine a colori con la riproposizione della storia di Bonelli/Nolitta "Il re del Sertao" (disegni di Roberto Diso), ma soprattutto tanti interventi di amici e collaboratori che lo ricordano.
Il 13 ottobre invece sarà in edicola il primo numero del nuovo mensile "Le Storie"; scritto da Paola Barbato e disegnato da Giampiero Casertano questa storia è ambientata durante la Rivoluzione francese. Il numero seguente è scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Andrea Accardi, ed è ambientato nel Giappone dei Samurai. Le copertine sono opera di Aldo Di Gennaro.
Per la serie dei "Romanzi a fumetti" il 25 ottobre sarà in edicola una storia scritta da Antonio Serra e disegnata da Paolo Bacilieri, "Sul pianeta perduto".


Passo ad altro argomento: in seguito alla questione "cartello degli ebook" pare che il prezzo di questi ultimi prossimamente in Europa potrebbe scendere - questo se l'Antitrust europea dovesse accertare che ci sono stati dei cartelli tra diversi editori, come si sospetta.
Non ho idea di come questo possa influenzare poi la questione del prezzo degli ebook inteso come prezzo totale che includa dei giusti compensi per autori, editori, e per chi materialmente si occupa dell'editing (di un buon editing, come parlerò più avanti).
Per tutta una serie di ragioni vedere del libri cartacei a prezzi sui 15/17 € e i corrispettivi in digitale a 12 € mi sembra sorprendente, e certamente non mi invoglia all'acquisto della versione in ebook (non è vietato regalare i nostri libri di carta già letti, e neanche rivenderli per l'usato, e se vogliamo tenerli è garantito che potranno essere lasciati in eredità a nipoti e pronipoti, se ben tenuti - cosa non certa con un file digitale, specialmente se protetto da DRM).
Tuttavia le polemiche e le discussioni tra editori che difendono "l'alto prezzo" degli ebook (assicurando che la qualità costa) e i lettori scontenti continuano: un esempio sulla pagina Facebook di Neri Pozza; l'editore interviene anche nei commenti in questo interessante articolo di Chiara Lino, che riassume un po' tutti i nodi della questione ebook.
Anche nei commenti di questo articolo di Jumpinshark si può trovare la persona che lavora nel settore cartaceo e che pensa che nonostante tutto ci siano dei costi abbastanza alti anche per la produzione di ebook. Come fare quindi dei calcoli veritieri e che tengano conto di tutti gli aspetti della produzione e distribuzione del digitale?
Spesso sugli store online (non solo Amazon, che ha una politica di prezzi aggressiva) si trovano offerte di libri anche recenti che vanno dai 0,99 ai 3,99 €. Io sono disposta a pagare di più rispetto a questi prezzi purché un ebook sia fatto bene: ovvero sia impaginato in maniera leggibile e piacevole, abbia degli indici fatti bene (le TOC, con i link ai vari capitoli), non sia appesantito da immagini inutilmente "gonfiate", abbia le note facilmente navigabili, ecc.
Creare un ebook da file di testo (come sono credo in origine i libri che poi vanno in stampa) non è affatto facile, e pagare due lire chi deve fare queste conversioni non è certo garanzia di qualità (e giustizia verso chi fa questo mestiere).
Un esempio di come non deve essere fatto un ebook lo troviamo nel resoconto ironico di un lettore, qui, o nell'infortunio che è capitato nientemeno che all'ultimo nuovissimo testo di J. K. Rowling, "The Casual Vacancy": in quest'ultimo caso l'editing era stato veramente penoso e incredibile.
Un esempio invece di ebook fatto bene possiamo vederlo qui, in un articolo che parla di Smuuks, "una start-up padovana che offre servizi editoriali avanzati a editori e autori". Io ho provato a scaricare la loro "Commedia" dantesca sia in formato mobi che in epub per leggerlo sull'iPad, e devo dire che l'esperienza di lettura è quella che ci si aspetterebbe da un testo digitale fatto bene.
Creare un testo digitale vuol dire sapere usare certi strumenti che lavorino in profondità e avere un minimo di competenza su codici e stili e cose del genere - ci capisco poco e non mi addentro nell'argomento - ma per dare un'idea basti leggere qualche discussione sul forum dedicato su Simplicissimus, ad esempio questa.

Il libro digitale minaccia quello cartaceo? Minaccia un modo di leggere e fare cultura? Secondo alcuni intellettuali francesi sì, tanto che ne hanno ricavato anche un appello. Accanto a riflessioni che possono anche essere comprese mi sembra di avvertire toni "passatisti" ed esagerati, da muro contro muro: il che non aiuta mai quando ci si trova davanti a dei cambiamenti che sono difficilmente contrastabili - semmai si possono indirizzare, tuttalpiù, ma soprattutto comprendere.
In Canada invece non sembrano temere l'espansione del settore digitale, persino le biblioteche hanno investito sugli ebook.
Tuttavia è vero che l'avvento del digitale pone delle questioni nuove sul modo di leggere e di fruire i testi: "il libro non è hardware", si dice qui; e il digitale vive in un ecosistema che cambia un po' la visione delle cose. Nell'articolo di Giuseppe Granieri si parla anche dell'idea di Amazon di rilanciare il romanzo seriale (un ritorno alle origini, quasi). Di questo parla anche un interessante post di Jumpinshark in cui si fanno dei confronti anche con le serie tv.

Per finire con quest'argomento propongo la lettura di un pezzo di Alberto Bevilacqua: il suo Panda apprezza molto gli ebook e ne spiega il motivo.

6 commenti:

  1. E segnalo quest'altro articolo letto stamattina: http://leggoergosum.wordpress.com/2012/09/29/leggere-e-scrivere-tra-le-nuvole-perderemo-davvero-la-letteratura/

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  2. Ho letto con piacere l'almanacco dedicato a Bonelli. E ritrovarsi Mister No a colori è stata una cosa davvero carina, anche se quel terzo speciale, forse, è tra i più lenti scritti da Nolitta. Sul nuovo lavoro di Serra e Bacilieri, dire che sono curioso è davvero poco. Mi piace molto l'idea di Serra che racconta una storia slegata dalla serialità e di Bacilieri che disegna una storia di fantascienza.
    E sono curioso anche su Le Storie. Anche se forse devo prendere in consideraione l'idea (ma anche no) di propormi in Bonelli come graphic designer. Il design di questa collana lascia proprio un po' a desiderare, mannaggia.

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  3. Io il volume di Le Storie l'ho già visto ieri in redazione, dal vivo rende molto meglio :)

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  4. E io ieri ho letto sia Le Storie (Il boia di Parigi) che Il pianeta perduto, e li raccomando caldamente. Non solo perché sono belle storie, ben scritte e ben disegnate, ma perché ampliano l'orizzonte della "bonellità", uscendo dal solco del "genere" e della tradizione "eroica" della casa editrice.

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  5. @ Patrizia:
    Vediamo, allora. Non che sia la cosa più importante, naturalmente. Ma nemmeno proprio l'ultima.

    Ehi! Come ha fatto Michele Medda a leggere quei volumi prima che siano usciti in edicola??? :D

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  6. Luigi, tu sai come stanno le cose, ma a scanso di equivoci spiego ai profani che non ho la macchina del tempo: semplicemente, dopo la stampa arrivano in redazione le copie "di prova" degli albi, prima della distribuzione.

    Oppure, come nel caso della storia di Serra & Bacilieri, a volte leggo la storia sfogliando le tavole originali *prima* che siano mandate in stampa.

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