Per richieste varie alla sottoscritta: non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



giovedì 27 agosto 2015

Leggeteli per me

"Leggeteli per me" potrebbe diventare una rubrica ricorrente su questo blog, visto il tempo sempre minore che posso dedicare alla lettura di libri e fumetti. Ormai riesco (quasi) a fermarmi in tempo prima di comprare libri che vorrei leggere ma che probabilmente finirebbero a ingrossare una pila già molto lunga.
Non posso leggere molti libri della mia lista desideri, ma qualcun altro potrebbe, no?
Allego ai titoli seguenti le descrizioni che si trovano sui siti dell'editore, credo siano quelle che si trovano in quarta di copertina, più due righe (in corsivo) di mio commento.

Fredrik Sjöberg L'arte di collezionare mosche

Tutti nell'intimo siamo collezionisti di mosche, anche se non ce ne siamo mai accorti.

«Nessuna persona sensata si interessa alle mosche», e soprattutto, ahimè, non le ragazze. Ma sono questi screditati insetti ad aver cambiato la vita di Fredrik Sjöberg, o meglio, la curiosa famiglia dei sirfidi, che abbondano nell’idilliaca isoletta svedese dove si è trasferito e di cui è uno dei maggiori esperti e collezionisti. E sono loro il suo ironico punto di partenza per osservare la vita da un’altra ottica, l’alfabeto di una lingua nuova per leggere il paesaggio, e forse il mondo. La lentezza; la poesia dell’attesa; la sicurezza del vivere entro i confini ristretti di un’isola perché «si dorme meglio con la porta chiusa»; il collezionismo come bisogno di controllare il caos dell’esistenza; gli altri grandi irrequieti, Chatwin, Lawrence, Kundera, affascinati dalla catalogazione: attraverso divagazioni, storie, aneddoti si resta presi nella rete di un’incantata affabulazione, fino a scoprire che «tutti nell’intimo siamo collezionisti di mosche, anche se non ce ne siamo mai accorti». Un inclassificabile romanzo-conversazione in cui all’esperienza dell’autore fa da controcanto l’avventurosa vita di René Malaise, geniale inventore della trappola che ha permesso di scoprire migliaia di nuove specie: un don Chisciotte alla Balzac, esploratore in Kamčatka, nella Birmania dei tagliatori di teste, in luoghi selvaggi che erano allora chiazze bianche sulle carte geografiche, illustre scienziato e teorico visionario dell’esistenza di Atlantide. L’uomo degli eccessi che diventa per Sjöberg il suo inafferrabile alter ego. Sarà poi così vero, allora, che la felicità è a portata di mano, che basta contemplare il proprio giardino, che l’arte di porsi limiti è forse il suo segreto?

Di questo libro ho sentito parlare in una trasmissione di Radio3 Scienza, questa; è stato intervistato l'autore e certamente questo ha stimolato la mia curiosità nei confronti del libro.



AA. VV.  Sette pezzi d'America
dal watergate a scientology, i grandi scandali americani raccontati dai premi pulitzer


Un particolare mosaico degli ultimi trent’anni di storia americana attraverso sette grandi inchieste giornalistiche premiate dal Pulitzer. Dal caso Watergate allo scandalo dei preti pedofili, dal Vietnam a Scientology fino all’industria del tabacco, vengono denunciati omicidi, corruzioni, abusi e insabbiamenti nel governo e nelle multinazionali, nelle religioni e nella scienza. In questo libro sono raccolti gli articoli originali e la ricostruzione delle indagini portate avanti da reporter di testate celebri come New York Times, Wall Street Journal, Washington Post e Boston Globe, ma anche da tre battaglieri giornali di provincia. Sette inchieste memorabili, che non hanno soltanto raccontato la storia: l’hanno cambiata.

Mi piacciono i reportage scritti bene (anche se non so se è questo il caso, ma probabilmente sì), mi interessa la storia americana, i grandi casi: avrebbe potuto essere una bella lettura.


Horst Bredekamp  Immagini che ci guardano


Uno fra i più autorevoli storici dell’arte dei nostri giorni si interroga sul perché l’idea stessa di immagine, il suo fascino e la sua potenza siano temi sempre attuali. Questo dipende in primo luogo dall’inedita predominanza del visuale in tutti gli ambiti del nostro quotidiano. Ma dietro si annida un problema più profondo e paradossale: le immagini, in quanto artefatti, non possiedono vita propria, eppure sviluppano una presenza che le differenzia e le eleva rispetto alla materia inanimata. Da qui l’aspettativa che la riflessione possa spingersi oltre il livello del puro sguardo, della mera contemplazione.
Nell’apparente conflitto tra fissità e vitalità sta il vero potere attivo delle immagini. Partendo da questo presupposto, Horst Bredekamp sviluppa una teoria dell’atto iconico complementare a quella dell’atto linguistico e distingue tre aree in cui le immagini operano attivamente: la vita artificiale, lo scambio di immagine e corpo e l’energia autonoma della forma.
Il volume rappresenta la summa di decennali ricerche sulla fenomenologia delle immagini e sulla loro forza intrinseca.

Questo volume di Bredekamp è stato segnalato da Boris "Borja" Battaglia, lo immagino un po' denso ma interessante. Eh, pazienza.


Antonio Faeti  Gli amici ritrovati. Tra le righe dei grandi romanzi per ragazzi


Gli amici ritrovati, con riferimento al grande romanzo di Fred Uhlman, sono alcuni dei libri che Faeti ha letto, amato e infine raccontato per anni, sotto forma di prefazioni e postfazioni. Non si tratta di letture critiche, ma di suggestioni, riflessioni personalissime, nelle quali confluiscono, insieme ai richiami letterari, i racconti di vita vissuta, l'esperienza come maestro elementare, le strade di Bologna, il cinema, i fumetti, l'Italia del dopoguerra e quella dei giorni nostri. Il risultato è una selezione di "introduzioni alla lettura", come lui stesso le definisce, che ci aiuta a orientarci nelle librerie dei bambini e dei ragazzi, ci spinge a ripescare le nostre letture dell'infanzia, ci guida alla scoperta di libri mai letti, ci fa ritrovare emozioni letterarie sopite. E in questo modo, fatalmente, ci porta a ritrovare qualcosa anche di noi.


AA.VV.  Umanesimo e rivolta in Blade Runner 



“Il mio romanzo diventerà una livida, gigantesca accozzaglia di androidi in scadenza che uccidono gli umani, nel mezzo di un caos mortale – il tutto estremamente emozionante da vedere. Al confronto, il mio libro risulta noioso”. Così Philip K. Dick, in un testo del 1981, a proposito di Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, quando il suo romanzo stava per diventare un film “da quindici milioni di dollari”. Si può concordare, in parte ci sembra legittimo, con Dick: Blade Runner, è innegabile, non ha molto da spartire con il testo da cui prende le mosse, resta però il fatto che quella gigantesca accozzaglia di androidi in scadenza, cioè Blade Runner di Ridley Scott, ha segnato una frattura nel modo di fare e intendere il cinema di fantascienza. Umanesimo e rivolta in Blade Runner: Ridley Scott vs Philip K. Dick quinto volume della serie “corpo a corpo” è dedicato a questi due capolavori della science fiction, e, come di consueto, si caratterizza per l’approccio libero da vincoli disciplinari e per l’ampia e differenziata provenienza dei contributi. Come al solito non c’è nessuna pretesa di dare risposte definitive, e meno che mai quella di stabilire “meglio il libro, meglio il film”. Aprire piuttosto a domande, insinuare dubbi, invitare alla riflessione, crediamo sia ancora utile lavorare così, perché se questo è lo scopo nobile delle opere d’arte a maggior ragione deve essere almeno l’intento del lavoro critico che su quelle opere si fa.

Ho sempre voluto leggere qualche saggio di approfondimento su Blade Runner, uno dei miei film preferiti. Chissà com'è. 

lunedì 24 agosto 2015

Varie -80

Insalata di link ad articoli di varia natura, credo interessanti o divertenti da leggere. Buon fine agosto!

giovedì 20 agosto 2015

Mio corso su Manga Studio 5 a Milano, a novembre

L'Associazione Autori di Immagini (ex Associazione Illustratori) organizza da tempo corsi di tutti i tipi (come potete vedere sul loro sito) tra cui un breve corso su Manga Studio 5 /Clip Studio Paint che sarà da me tenuto in 2 giorni a Milano, il 14 e il 15 novembre (8 ore in entrambi i giorni con pausa pranzo in mezzo).
Ho deciso di dare una panoramica del programma ma anche di dare qualche indicazione in più sulla creazione della tavola a fumetti, poiché credo che il programma interessi molto i fumettisti, più che gli illustratori (per quanto adesso l'ultima versione del programma abbia raggiunto una buona qualità nella gestione e nell'uso del colore).


Data anche la complessità del programma ho ritenuto che fosse utile riservare qualche ora del secondo giorno a fare un po' di pratica, in maniera da poter poi rispondere ai possibili problemi all'istante - si ricordano meglio certe procedure, certe opzioni se sperimentate subito; per questo è consigliato venire con un pc portatile e tavoletta grafica, per quanto non sia vietato portare un mouse al posto della tavoletta grafica, o anche solo un quaderno per prendere appunti - ma troverei molto difficile memorizzare bene le informazioni, in quest'ultimo caso.
Il corso partirà se si raggiunge un minimo di 15 iscrizioni, e avete tempo per questo fino a 5 giorni prima del 14 novembre.
Trovate tutti i post e i link che riguardano il programma Manga Studio (Clip Studio Paint) in questo post, dove ho raccolto link a tutorial, articoli, risorse varie.
 Esiste anche un gruppo su Facebook dedicato a questo programma che ha più di 900 iscritti - troverete consigli e discussioni sulle varie problematiche.
 
Di seguito un programma di massima del mio corso, a cui si aggiungerà il tempo dedicato a un'esercitazione pratica (potrebbe essere la creazione veloce di una striscia a fumetti dal bozzetto all'esportazione finale):

Interfaccia grafica
Personalizzare lo spazio di lavoro (Workspace)
Come impostare le preferenze del programma
Palette e menu bar

Gli strumenti
I pennelli: come personalizzarli e crearne di nuovi
I rulers (i righelli): linee, cerchi, effetti vari, ecc.
I rulers prospettici: come impostare una prospettiva
Altri strumenti (sfumature, effetti, selezioni, ecc.) 

I livelli
Livelli normali e livelli vettoriali
Livelli a retino
Gestione e impostazioni dei livelli

Il colore
Gestire le palette dei colori
RGB e CYMK

Creare una storia a fumetti

Come impostare una tavola dal bozzetto alla versione finale (inchiostrazione, retini, colore)
 Per la versione EX (che ha in più la funzione “multipages”) come impostare una storia a fumetti con più pagine
Come importare disegni o schizzi da usare nelle tavole a fumetti
Impostare la squadratura (Ruler Frame)
Come inserire testo e balloon
Impostazioni per l’esportazione delle tavole

I modelli 3D
Come usare i modelli 3D presenti nel programma
Come importare i modelli 3D

 Trovate il modulo per l'iscrizione e altre info qui, e potete scrivere per domande ulteriori a: info@associazioneillustratori.it

domenica 9 agosto 2015

Usare Facebook con consapevolezza (o non usarlo per niente?)

Lo dico subito: non lascerò Facebook finché ci saranno anche minimi vantaggi per me ad essere lì; potrà succedere forse che cambierò il mio modo di usarlo a seconda dei momenti, o con l'arrivo di nuove opzioni. Certamente più informazioni avrò sulle conseguenze di quello che pubblico meglio sarà, e in generale questo vale per tutti i social, non solo Facebook.
Su Facebook ad esempio sto molto attenta a scegliere con chi condivido i contenuti che pubblico: ho inserito i miei quasi 1000 contatti (definiti tutti "amici" da Facebook) in diversi gruppi a seconda del grado di conoscenza: oltre ai canonici "familiari" e "conoscenti" ne ho creati diversi altri, e il gruppo più grosso è quello dove inserisco gli appassionati di fumetti che mi chiedono l'amicizia per il lavoro che svolgo. A seconda di quello che pubblico nel mio status questo sarà condiviso o meno con alcuni gruppi, oppure reso pubblico quando l'argomento è molto generico o inerente al fumetto (e quindi visibile anche a chi mi "segue" senza avermi chiesto l'amicizia).

Sono consapevole che anche le cose che pubblico per un gruppo ristretto (che so, gli amici intimi) può essere divulgato e visto da altri, con o senza consapevolezza: quindi non pubblico pensieri che non vorrei fossero mai resi pubblici; con la scelta dei gruppi con cui condividere questo o quello semplicemente limito la possibilità di polemiche con determinate persone, che al 90% non conosco bene (dò sempre un'occhiata veloce alle bacheche di chi mi chiede l'amicizia, non sempre si riesce a capire con chi si ha a che fare, posto che serva a qualcosa).
Il problema è che molti di noi sono presenti su Facebook sia con parte della vita privata (in senso generico) sia con il proprio lato pubblico e professionale: è facile gestire male le impostazioni di privacy, è facile mostrare a gente sconosciuta troppo di noi.
Per me è stato molto bello aver trovato un minimo di contatto con parenti che ho sparsi in mezza Italia e anche nel mondo; è bello e anche utile avere contatti e scambio di informazioni con colleghi fumettisti (molti dei quali non avrei raggiunto - che so - con il telefono, o frequentandoli di persona, dato che anche qui siamo sparsi in tutta Italia).


La maggior parte dei contatti che ho su Facebook derivano da richieste altrui, di mio mi muovo molto poco a cercare amici o colleghi, forse per una strana forma di timidezza.
Ho anche problemi nei criteri di accettazione delle "amicizie": se capisco che chi mi fa la richiesta è un razzista o qualcosa di simile non ho dubbi nel rifiutarla (che poi è sempre possibile "seguire" i miei post pubblici), se invece vedo simpatie e affiliazioni ad associazioni o movimenti che detesto mi vengono molti dubbi. Chi mi chiede l'amicizia di solito lo fa perchè interessato al mio lavoro, e quello può essere seguito attraverso l'opzione "Segui"; spero che nessuno consideri l'accettazione di un'amicizia su Facebook come un mezzo per poter conoscere di più qualcuno, e in ogni caso io personalmente non ne avrei nessuna voglia.
Nonostante le parole scritte nella mia pagina Info su Facebook (poco visibile in effetti) e anche qua sul blog - un invito a scrivermi le motivazioni della richiesta di amicizia - il 95% delle persone non lo fa, non c'è niente da fare; se le 50 persone in attesa di risposta lo facessero potrei spiegare che c'è il tasto "Segui", che sarebbe esattamente equivalente - per loro - a una accettazione dell'amicizia.

Dimenticavo: sto e starò su Facebook anche per gestire la pagina di MangaStudio e Clip Studio Paint, che ha ormai più di 900 iscritti, e la pagina di Fumetti in giro.

Io non ho una tariffa dati sullo smartphone, quindi quando non sono in casa non sono "collegata", ma la maggior parte delle persone lo è, e Facebook  ormai è diventato il centro non solo dei nostri contatti con gli amici, ma anche del reperimento delle notizie in generale - cronaca, cultura, società, sport, ecc.
Così come quando cerchiamo notizie attraverso i motori di ricerca, così anche su Facebook vediamo e troviamo quello che stabiliscono gli algoritmi, che selezionano per noi migliaia e migliaia di notizie. Il rischio è quello di trovare quello che ci aspettiamo già di leggere, e che coincide con i nostri gusti (o pregiudizi, talvolta); leggere ad esempio questo articolo: "Il confronto delle idee nell'epoca di Facebook".
Questo è qualcosa di cui dobbiamo tenere conto, e che va monitorato da chi può farlo, ma non è una cosa facilmente risolvibile, a mio parere; di natura tendiamo a essere interessati a...ciò che ci interessa, e tendiamo a non voler perdere tempo con ciò che pensiamo non possa interessarci o farci male (certi tipi di notizie non riesco proprio a leggerle). È quasi inevitabile creare una bolla e viverci dentro, come è quasi inevitabile nella realtà, e non solo sul web, crearci un giro di amicizie che rispecchi almeno in buona parte i nostri interessi, i nostri gusti, le nostre credenze; magari con intersezioni con altre "bolle" un po'  distanti dal nostro modo di pensare, ma in cui troviamo perlomeno persone con cui discutere civilmente.
In effetti avremmo bisogno ogni tanto dell'incontro con il "diverso totale" da noi, con la sorpresa, con l'inaspettato; non so se si potrebbe creare un algoritmo che contempli questa variabile, non so se vorremmo usarlo. Di certo ci sono nuovi social network che invece spingono al contrario, verso la creazione della "bolla" perfetta: Quag ("Stesse passioni, nuovi contatti. Ti facciamo conoscere nuove persone che condividono i tuoi stessi interessi. Persone interessanti, proprio come te.").

Tutta la nostra vita digitale è monitorata, meglio saperlo e comportarci secondo le nostre priorità, esigenze e vantaggi, se ci sono; qui un articolo che ne parla: "Come guadagna Facebook?".
C'è chi abbandona Facebook, si può fare, e le motivazioni possono essere diverse: ad esempio leggere questo articolo e relativi commenti: "Perché Facebook vale un abbandono".
Questo pezzo invece presenta una specie di racconto molto specifico e diretto sul modo di usare Facebook da parte di una persona, con tutte le contraddizioni del caso: "La mia vita su Facebook".
E questo invece presenta diversi aspetti su cui riflettere: da una parte l'importanza delle impostazioni di privacy su Facebook, dall'altra lo scatenarsi dell'aggressività uguale e contraria tra due parti opposte: "Linciamo umani".

giovedì 6 agosto 2015

Post estivo

Post estivo, ovvero un po' confusionario - il grande caldo persistente ha scombussolato un po' i miei ritmi e devo dire ha influito anche sull'umore e la voglia di fare certe cose.

Innanzitutto un aggiornamento per chi ha letto sul mio blog l'ultimo post a proposito della vicenda del fumettista Luca Vanzella e del marito argentino: per adesso Roberto Ruager potrà rimanere in Italia.

Su Facebook è arrivata anche la pagina ufficiale di Nathan Never gestita dalla Sergio Bonelli Editore; eventuali anticipazioni, disegni o bozzetti della storia che sto disegnando saranno pubblicate lì, e non più sul mio blog (con la storia sto andando avanti un po' lentamente sia per impegni personali sia perchè il caldo mi sta stancando molto).

Ho anche diversi articoli da consigliare (con argomenti vari - scienza, vita digitale, storia, foto, ecc.) ma credo li riunirò in un altro post.


Per chi non segue il mio Tumbrl "Fumetti senza fine" (o il mio account su Facebook): il disegno qui riprodotto fa parte di una serie di studi su un progetto di fumetto (per adesso davvero in alto mare) di cui ho iniziato a parlare qui (dentro ci sono altri link verso altri disegni su Tumbrl). Come scritto più recentemente su quel blog credo che potrei cambiare il titolo, e il filo rosso della storia - che se veramente riuscissi a metterla giù dovrebbe essere lunga diverse decine di pagine.
Per adesso ci sono flash, immagini, piccole sequenze, e una sottile profonda urgenza, e disagio, e incertezza su dove andrò a finire. Il poco tempo non aiuta, neanche l'umore altalenante.

Buona estate, spero la passiate meglio di me!



martedì 21 luglio 2015

Solidarietà tra fumettisti, matrimoni gay e una piccola polemica

Screenshot da Gay.it
Il Luca menzionato nella foto qui a corredo (fatta a un articolo di Gay.it) è Luca Vanzella, sceneggiatore di fumetti, sposato da diversi mesi con un fotografo argentino (in Argentina i matrimoni gay sono legali).
La notizia del rischio di espulsione dall'Italia del marito di Luca Vanzella gira da un po' sui vari social network, specialmente tra chi è sensibile alla lotta per i diritti civili delle coppie gay, ma gli articoli che sono girati fino a poco tempo fa non citavano per esteso il nome di Vanzella, e quindi nell'ambiente fumettistico la notizia è arrivata un po' in ritardo.
Io ad esempio ho capito che era coinvolto un collega solo dopo aver letto il post del 13 luglio di Wally Rainbow ("Solidarietà..."), dove viene raccontato chi è Luca Vanzella e quale è il problema che sta affrontando (confido che possa essere risolto dato che se ne sta interessando la Rete Lenford, un team di avvocati che si occupano dei diritti LGBTI che proprio recentemente ha vinto un ricorso alla Cassazione contro la sterilizzazione forzata per la rettificazione degli atti di stato civile delle persone transessuali).

Wally Rainbow ha un blog dove parla della rappresentazione dell'omosessualità nei fumetti - un blog militante e che è caratterizzato da toni e contenuti "senza peli sulla lingua": fumetti Marvel, DC, Bonelli, italiani in genere, manga, ecc. vengono messi al setaccio e commentati secondo l'aspettativa dell'autore di vedere rappresentati nei fumetti quelli che sono i cambiamenti nella società, anche la presenza più visibile e attiva di una minoranza che proprio in questi ultimi anni sta lottando in molti paesi (tra le altre cose) per l'ottenimento del matrimonio egualitario.
Aldilà delle specifiche opinioni di Wally Rainbow su determinati fumetti, o artisti, o case editrici credo che gli argomenti affrontati (e le notizie riportate, spesso poco o per niente note nell'ambiente fumettistico italiano) siano degni di attenzione,  con questioni che in effetti talvolta andrebbero approfondite. Si capiscono meglio i toni polemici dell'autore se si leggono un bel po' di post assieme, senza soffermarsi solo sugli ultimi due da me citati.

Detto questo rimando alla lettura non solo di "Solidarietà...", dove Wally sembra "sfidare" i fumettisti a parlare apertamente del problema di Vanzella sui rispettivi social, ma anche del post seguente, "Chiarimenti...", dove tiene conto delle reazioni al suo post e di come la notizia sia stata poi "diversamente" linkata (la foto di me che mangio una brioche è presa dal mio profilo Facebook, dato che sono citata nell'articolo).
Sono intervenuta nei commenti al primo post dubitando che ci fossero motivi di omofobia latente tra i miei colleghi, ho condiviso il post di Wally Rainbow su Facebook e lì ho spiegato che si poteva anche non essere del tutto d'accordo o in generale con i toni usati (che a quanto pare hanno urtato diverse persone), ma che quello comunque era il post dove Luca Vanzella, fumettista, veniva citato (al contrario degli altri due articoli che hanno parlato della notizia, quello di Gay.it e quello di Redattore Sociale).
Dopo aver letto il secondo post "Chiarimenti..." e dopo aver verificato che in effetti il post di Wally Rainbow era stato linkato da un piccolo numero dei miei contatti (la notizia della Corte USA che permette i matrimoni gay invece era stata linkata moltissimo, al confronto), mi ha dato un po' da pensare.
Mi viene il dubbio che parecchi non hanno linkato Wally e Gay.it perchè troppo... militanti? imbarazzanti per certi contatti? Non posso saperlo, e la mia è una sensazione basata su quello che ho visto attraverso la mia cerchia dei contatti (che non comprende certo tutti i fumettisti italiani).
Di certo - come scrive Wally Rainbow - la notizia riguardante uno sceneggiatore abbastanza noto non è stata quasi riportata da nessun sito fumettistico.

Dato che si è parlato di omosessualità e diritti civili segnalo un  libro molto interessante (e importante nel suo genere) uscito da poco: "Tutta un'altra storia - L'omosessualità dall'antichità al secondo dopoguerra" di Giovanni Dall'Orto.
Questo libro "è una storia dell'omosessualità e degli omosessuali, e non dell'omofobia e degli omofobi, a differenza di molti altri saggi provenienti dal mondo accademico, che da trent'anni si concentrano su ciò che hanno detto giudici, inquisitori, preti, psicoanalisti, psichiatri, moralisti, dottori...disinteressandosi di cosa pensassero le loro vittime" (dalla prefazione dell'autore).
Libro poderoso ma avvincente, molto documentato e con un bell'apparato di note a fondo libro; quando lo finirò ne parlerò in maniera più approfondita.

venerdì 10 luglio 2015

Varie -79


Ho un po' di link arretrati da segnalare, ma iniziamo con le notizie più urgenti:
  • Fino al 14 luglio Clip Studio Paint è in offerta! La versione base (Pro) costa meno di 15 € (70% di sconto), mentre la versione completa (EX) ha il 60% di sconto e costa circa 85 € (ricordo che CSP è la versione digitale, uguale, di Manga Studio 5).
  • Altra novità da Celsys: Clip Studio Paint ieri ha rilasciato l'ultimo aggiornamento, si passa dunque dalla versione 1.3.8 alla 1.4.1.  Tra le novità segnalo la possibilità di esportare le storie in formato Epub e per Kindle, la possibilità di cambiare la risoluzione del file al momento dell'esportazione, o anche di cambiarlo in batch in una storia, un nuovo tool gradiente, la possibilità di esportare separatamente il testo.
  • Cookie Law: E’ arrivato il widget ufficiale per WordPress e si chiama EU Cookie Law Banner. In pratica non cambia molto rispetto a quelli "artigianali" che sono fioriti sui siti Wordpress.org (come il mio); non blocca i cookies di profilazione, se avete aggiunto servizi di terze parti. Ho smesso un po' di seguire tutta la vicenda perchè mi sembra che incontri e precisazioni da parte delle autorità preposte non hanno portato a considerare il problema del blocco totale preventivo dei cookies, quasi impossibile da ottenere se non mettendo mano nei codici e sapendo usare strumenti tecnici non alla portata dei semplici blogger. Per cui boh, vengo a sapere di un sacco di siti anche famosi o di tipo istituzionale che non bloccano tutto, e quindi potenzialmente multabili. Continua a sembrarmi tutto molto surreale.
  • Vivian Maier in Italia: per la precisione a Nuoro; un'ottima occasione per visitare la Sardegna e vedere una bellissima mostra.

sabato 4 luglio 2015

Fumetti per l'estate


Due parole per ognuno di questi fumetti, alcuni già letti, altri ancora no.
  • "Agatha - I misteri di una vita" di Martinetti - Lebeau - Franc (Edizioni BD)
     Qui potete leggere qualche pagina, così vi fate un'idea. È la biografia di Agatha Christie raccontata  attraverso un classico stile a linea chiara, molto pulito, ma non noioso, grazie anche a una  sceneggiatura non troppo didascalica, scorrevole e in alcuni punti efficace; di solito le biografie a  fumetti non sono per niente facili da scrivere.
    Il genere mi attira e nello stesso tempo mi respinge, sono sempre alla ricerca di qualcosa di diverso  dal solito, ma non troppo (le biografie troppo romanzate e "personali" mi interessano poco).

  • "Hitler" di Shigeru Mizuki - Rizzoli Lizard
     A proposito della scelta di questo tipo di copertina per questo fumetto segnalo una discussione avvenuta mesi fa durante il Bookpride di Milano (marzo 2015), in un incontro dal titolo "Comic Difference: Il peso dell'immagine" (partecipanti: Laura Scarpa, Paolo Interdonato, Boris Battaglia, Claudio Calìa, Paolo Bacilieri). Il link del video porta al momento in cui si parla della copertina (è Boris Battaglia che sta esponendo la sua opinione), e poco più avanti interverrà anche la responsabile della grafica della Rizzoli-Lizard.
    Sul tema della visibilità di svastiche e saluti nazisti è interessante notare la differenza con la copertina dell'edizione di Drawn & Quarterly.
    Boris Battaglia parla di questo libro anche qui, ne racconta la storia (in origine viene pubblicato in Giappone nel 1971), spiega il perchè delle differenza di stile tra i personaggi principali, grotteschi, e le ambientazioni, quasi tutte realistiche, riprese da foto (ma comunque ritoccate in maniera da far risaltare la cupezza di quelle immagini, di quelle atmosfere).

  • "Barba di perle" di Flavia Biondi - Renbooks
    "Santo vive e lavora a Firenze. E ruba orecchini e collane nei negozi, rischiando sempre di finire male. Quando Davide, il suo pseudo-ragazzo, scopre che Santo tiene oggetti da donna in un cassetto, comincia a farsi qualche domanda, ma neanche Santo sa cosa rispondere, perchè le domande che si pone sono molteplici: sulla sua identità di genere, sui pregiudizi, sull’amore e su come essere se stessi in un mondo che ci vuole tutti omologati. Forse per Santo è giunto il momento di guardarsi dentro e capirsi… "
    Flavia Biondi è davvero brava, un segno interessante, un bel modo di raccontare e di definire i personaggi, una crescita sicura che si vede già con il più recente "L'orgoglio di Leone".
    Qui un ritratto dell'autrice fatto da Mabel Morri, qui una piccola recensione di Giulio Macaione.



  • "Megahex" di Simon Hanselmann - Coconino Press
    Acquistato d'istinto dopo averne sfogliato alcune pagine, non avevo mai letto niente di questo  autore.
    Dopo aver letto un po' di storielle con protagonisti una strega, un gatto, un gufo e altri bizzarri personaggi che si drogano continuamente, fanno cose assurde e autolesioniste, si esibiscono in ogni genere di cose che possono essere catalogate come "disgustose" - e dissacranti, immagino - non so cosa dire.
    Il tipo di segno finto ingenuo mi attira sempre, come i colori acidi e le anti-narrazioni; è che forse sto invecchiando e le cose deprimenti mi deprimono.


  • "Wow" n.1 (di 3) - I fumetti di Focus Junior
    Trovate questo albo di ben 150 pagine in edicola (tra poco uscirà il secondo numero). Le storie sono quasi tutte ottime e presentano un ventaglio di stili e personaggi del fumetto di scuola francese, tutto a colori, rivolto a un pubblico giovanile (ma non solo, spero).


lunedì 29 giugno 2015

Matrimoni gay e Gay Pride

Il 26 giugno la notizia che la corte suprema degli Stati Uniti consente il matrimonio gay in tutti gli Stati Uniti ha fatto il giro del mondo; in alcuni dei suoi stati  il matrimonio egualitario era già permesso, ma certamente adesso le coppie gay di tutti gli stati non saranno costrette a muoversi e viaggiare per ottenere gli stessi diritti.
Negli ultimi tempi anche Messico e Irlanda si sono aggiunti agli stati che permettono il matrimonio egualitario, ma sappiamo bene che il peso che hanno gli Stati Uniti come cartina di tornasole di certi argomenti (nel bene e nel male) ha attratto l'attenzione di un vasto pubblico (e mettiamoci anche il twitter del presidente Obama).
Se volete leggere un po' di storia dell'istituzione del matrimonio gay potete leggere questo articolo, se invece volete vedere quale è la situazione nel mondo di questo traguardo potete vedere qui una mappa (cliccando sui vari stati potete leggere più informazioni); qui invece una panoramica delle prime pagine di diversi giornali USA.

Certamente non tutte le coppie gay correranno a sposarsi, avendone la possibilità - lo stesso accade per le coppie etero, d'altronde; penso che il punto sia "avere le stesse possibilità di tutti gli altri cittadini" - niente di più, niente di meno (è quello che volevano questi due signori, che hanno dovuto aspettare decenni per vedere riconosciuta la loro unione).

Ieri pomeriggio mentre leggevo di tante persone su Facebook che parlavano di questa notizia e mentre per le strade di Milano si stava svolgendo il Gay Pride mi è venuta voglia di fare un disegno omaggio: ho aperto Manga Studio 5, ho visualizzato per un attimo l'immagine che potete vedere del ragazzo con i capelli "rainbow" (è simile a un personaggio che ogni tanto disegno, con questi capelli un po' "dreadlock"), e ho disegnato per 20 minuti circa.
Ho postato il disegno su Tumbrl, poi l'ho condiviso su Facebook (e anche Frenf.it): in una giornata di solito un po' "morta" come sabato il disegno ha ricevuto un numero di "like" e condivisioni che non avevo mai avuto in passato per nessun altro disegno.
Che dire? Ancora una volta disegnare di getto (e col "cuore") viene apprezzato più che altri miei lavori in cui ho speso ore, e giorni; ci sarebbe da riflettere, ma tutto sommato non mi importa tanto quanto sapere che tanti amici (oltre che sconosciuti) hanno trovato qualcosa di bello in un mio disegno: è una cosa che ogni volta mi commuove sempre un po'.
Se siete andati sul post originale su Tumbrl avrete visto i due link che ho aggiunto per conoscere il significato della sigla LGBTQIA; se non l'avete fatto li rimetto qui, uno è un post in italiano (ma manca il significato di "Asessuale"), l'altro più completo è in inglese.

A proposito del Gay Pride e delle solite rimostranze sulla utilità o meno della "baracconata" invito a leggere questo articolo su Das Kabarett, e riporto anche un brano :
Noi marciamo per l'estensione dei diritti e per l'integrazione, questo sia chiaro. Ciò vuol dire che questi diritti già esistono, ma altri ne godono, mentre noi no, e che vogliamo tutti al nostro fianco, perché è una battaglia che ci coinvolge in quanto società. Non chiediamo il matrimonio omosessuale, chiediamo di potere accedere all'istituto matrimoniale e possiamo anche trattare sul termine, certo che possiamo: siano anche unioni civili, purché l'asse sul quale ci si muove sia quello civile/religioso, non quello omosessuale/eterosessuale, che sarebbe discriminazione. A questo punto, che siano unioni civili anche quelle di coppie eterosessuali sposate in municipio. Non chiediamo di avere accesso al "detto vincolante" di un credo religioso, non si tratta di forzare o di offendere una fede, ci mancherebbe, ma di avere pari diritti in uno stato laico.
Linko anche la testimonianza di un "sentinello" etero al suo primo Pride (milanese), su Facebook.

sabato 20 giugno 2015

Disegni, fumetti, pennelli

Sto andando avanti con la nuova storia a fumetti di Nathan Never, e su carta; adesso mi sono un po' fissata a voler trovare un pennello a inchiostro ricaricabile adatto al mio segno, ci sono dei buoni candidati, e uno a dire la verità mi piace abbastanza, peccato che tra quelli nella foto sia quello con la cannuccia bordeaux, che non è ricaricabile (Fude Pen XGF35E) e che si scarica un po' presto.
L'altro pennello abbastanza buono è il Pentel XFP Ricaricabile a punta fine, ma tutto dipende dalla fortuna di trovarne uno che abbia delle setole perfette, perchè sono già due volte che becco pennelli che dopo poco si sfilacciano o si ingrossano.
Ogni tanto torno a usare il mio "vecchio" Pentel Pocket Brush, che è molto bello ma dal segno un po' troppo grosso per le mie esigenze attuali.
A volte uso anche il "pennarello calligrafico" Muji che non è male, devo stare però attenta a modularlo bene.
Sto aspettando anche il Pilot Pocket Brush Pen - Soft, che non so com'è, l'ho ordinato su Amazon e ho usato il servizio IndaBox.it per farmelo arrivare in un Carrefour vicino casa mia. Per me è tutto nuovo, vedremo come va.


Notizie fumettose:

- Dopo Tex, Dylan Dog e Dragonero su Facebook approdano le pagine ufficiali dedicate a Martin Mystère e Adam Wild; non so esattamente quando ma prima o poi arriverà anche quella di Nathan Never.
- Progetti in cerca di editori: gli autori di lunga esperienza Carlo Panaro e Luciano Gatto hanno messo su un sito (Geo and Company) presentando diversi personaggi a fumetti adatti a bambini dai 5 anni in su.
Sul sito si possono trovare filastrocche, giochi, e disegni da colorare. C'è anche una pagina Facebook dove potete trovare questi personaggi.
- Pets -Vita da animali è un film d'animazione che uscirà il prossimo anno, ahimè, per adesso dobbiamo accontentarci del divertente trailer!
- Un altro progetto fumettistico da sostenere tramite Indigogo: "Aminoacid Boy and the Chaos Order" di Diego Lazzarin, dotato di un segno e un immaginario davvero particolari.

Una strana cosa riguardante Manga Studio 5/Clip Studio Paint (o forse Anteprima del Mac, non so bene): ho già esportato qualche tavola del mio ultimo Nathan, quello che sto realizzando su carta ma di cui disegno le matite in digitale, poi convertite in cyan; tutto bene, in Manga Studio realizzo già il contorno delle vignette, e fino a poco tempo fa era tutto a posto, le vignette erano in nero pieno e la matita in cyan.
Ora invece come potete vedere in foto la linea delle vignette una volta stampata viene fuori "svuotata"; questo succede da quando di punto in bianco non sono riuscita più a stampare la tavola da Manga Studio (l'icona della stampante spariva una volta dato l'ordine di stampa), e ho rimediato aprendo l'anteprima in pdf e stampandola da là: con questi bizzarri risultati.
Naturalmente non ho cambiato nessuna impostazione, installato driver o fatto chissà cosa.