Per richieste varie alla sottoscritta: non cerco lavoro, non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



venerdì 20 febbraio 2015

Varie -75


Prima o poi mi piacerebbe scrivere un post dove si raccontano nei particolari tutte le fasi del percorso che porta dalla creazione di un albo di fumetto seriale alla sua pubblicazione, ma se non voglio dare informazioni sbagliate dovrei informarmi meglio sui momenti che non vivo in prima persona - vedremo più in là, un giorno.
Di certo l'albo da me disegnato che uscirà il mese prossimo nella collana "Le grandi storie di Nathan Never" (dal titolo "Nathan contro Legs") potrebbe dare qualche spunto interessante - dal tanto tempo che occorre per rivedere una storia lunga 220 pagine e correggere refusi, incongruenze, dimenticanze, ai problemi relativi alla stampa, che vivendo da un po' di tempo un rinnovamento sia nei macchinari che nelle tecnologie adoperate da disegnatori e grafici pone nuovi problemi e nuove sfide (l'eterno problema del cercare di capire come varrà stampata una cosa che dal vivo - o da schermo - noi vediamo con determinate caratteristiche).
Ieri sono andata a vedere una prova di stampa della copertina dell'albo in questione - una prova fatta con una buona stampante, ma non certo quella che stamperà di fatto gli albi che saranno distribuiti in edicola, né questa prova era sulla carta lucidina che forse attenuerà ancora di un grado la tonalità dei colori; in ogni caso era una prova che si avvicinava alla versione finale il più possibile (così mi hanno detto per esperienza).
La copertina che potete vedere a questa pagina (più 3 tavole di anteprima) è in RGB oltretutto, non in quadricromia, e presenta dei colori più vivaci e piatti di quelli che saranno nella realtà.
©Sergio Bonelli Editore

Il titolo "Nathan contro Legs" dice abbastanza dell'argomento della storia che ha scritto Giovanni Eccher (ma altro non aggiungo); l'albo dovrebbe essere in edicola il 17 marzo, ma forse se ne potranno avere delle copie in tempo per Cartoomics, la fiera che si svolgerà a Rho (Milano) dal 13 al 15 marzo (io dovrei essere allo stand Bonelli per una sessione di firme, ho già consegnato l'illustrazione che - mi dicono - sarà stampata su una carta molto bella; ancora da confermare data e orario, quando ne avrò notizia lo comunicherò qui e sui miei altri luoghi sul web).

Intanto vado avanti con la storia per Agenzia Alfa (scritta da Mirko Perniola) di cui potete vedere qui una tavola, la prima disegnata con Manga Studio 5 (ovvero Clip Studio Paint) dopo il passaggio da Manga Studio 4 EX di cui ho parlato qui.

E ora un po' di consigli di lettura:


giovedì 12 febbraio 2015

Il mio passaggio da Manga Studio 4 EX a Manga Studio 5 EX


Preciso: non ho il programma su CD fisico (Manga Studio 5 EX) ma quello comprato attraverso il download digitale (Clip Studio Paint EX), che sono esattamente la stessa cosa.

Dopo aver finito la lunga storia di Nathan Never che uscirà a marzo ho ripreso a disegnare un'altra storia dell'universo neveriano che avevo interrotto anni fa, mi mancano da disegnare una trentina di tavole (l'uscita di questa storia dovrebbe avvenire a inizio autunno 2015).
Nel post precedente parlavo della possibilità di passare a lavorare da Manga Studio 4 al 5, qui parlerò di come abbia deciso di farlo davvero a partire da tavola 59.
Con gli ultimi aggiornamenti di Clip Studio Paint (l'ultimo a oggi è 1.3.8.) e grazie a un settaggio particolare per chi lavora con una tavoletta Wacom non ho più avuto problemi di rallentamento usando il programma (può ancora avvenire se si usano determinati pennelli con particolari settaggi e a grandi dimensioni, ma è raro); nel gruppo Facebook di Manga Studio Italia un membro del gruppo (Cristiano Corsani) ha lanciato una specie di minisondaggio per sapere quale era la potenza dei computer di chi usa MS 5 senza problemi, e per adesso sembra che non sia possibile stabilire per certo che anche chi ha pc meno potenti possa usare al meglio questo programma (chi vuole può contribuire al minisondaggio citato).
Ho sempre detto che il pennello che usavo in MS 4 EX non ero riuscita a riprodurlo esattamente in MS 5 EX, ma dopo diversi tentativi e ricerche ne ho scelto uno che trovo soddisfacente, l'ho chiamato PenPat 2 e potete scaricarlo liberamente dalla mia cartella in Dropbox.
Su Dropbox si trova una prima versione di questo pennello all'apparenza molto simile, chiamato PenPat, ma trovo che la versione 2 sia migliore (potete scaricare anche questo).


In Manga Studio 5/Clip Studio Paint è molto bella la funzione che permette di salvare la configurazione della nostra scrivania di lavoro, il cosiddetto "Workspace"; se ne possono salvare per ogni tipo diverso di lavoro - illustrazione, fumetto, fumetto per la tal rivista o per la tal altra: basta registrarlo con un nome particolare.
Io ne ho subito creato uno chiamato "Bonelli" in cui ho tolto la palette dei colori (visto che lavoro in bianco e nero) e altre finestre che non uso (il Navigator e Information); poi ho cambiato la visualizzazione del Page Manager della mia Story mettendolo in Tab, e non in una finestra separata che mi portava via spazio. Ho anche spostato la finestra dei Tools mettendola nella colonna con i SubTool e il Brush Size guadagnando un altro pezzetto di spazio.
La colonna delle finestre di destra rimane ampia perchè io uso nel Sub View una tavola aperta da guardare come esempio (perchè ci sono i personaggi con i loro vestiti da ricopiare, o gli ambienti, ecc.).


In questo inizio di lavoro vero con Clip Studio Paint ho voluto usare per il segno dei livelli vettoriali, che qui si possono usare con molta facilità e con comodi strumenti per correggere il segno (a dire la verità non sto usando molto questa funzione per adesso perchè faccio prima a cancellare il segno venuto male o a correggerlo con il bianco). Per riempire i neri aggiungo un livello raster, poiché col vettoriale non funziona lo strumento "secchio" (Fill).
Ho avuto un po' di difficoltà a creare un template da salvare con le misure volute per le mie tavole - il "foglio" intero e poi i margini interni del taglio al vivo e della gabbia: quando andavo a immettere le misure del "Binding" dopo quelle della mia gabbia (da cui partivo) le cifre si spostavano da sole negli altri due settaggi - un delirio.
Qui nel gruppo di Manga Studio Italia Silvano Beltramo ha giustamente suggerito di procedere in quest'ordine: prima il valore del Binding, poi quello del Default Border e come ultimo impostare quello del Canvas. Nel post su Facebook prima linkato troverete le foto tratte dal programma con tutte le indicazioni di questi settaggi.



martedì 3 febbraio 2015

Varie -74


Cambiare modo di lavorare
 Finito il grosso lavoro sulla storia di Nathan Never che uscirà a marzo dovrò riprendere a breve a disegnare una storia iniziata più di 2 anni fa. In questo breve periodo di pausa tra una storia e l'altra ho pensato che vorrei cambiare un po' la mia metodologia di lavoro, trovare un modo per stare meno ore davanti al computer. In estate ho cambiato gli occhiali e quindi i miei problemi di vista potevano essere dovuti anche alla difficile transizione, ma era da tempo che avevo segni di affaticamento - che sono continuati anche dopo, fino a poco tempo fa.
Mi piacerebbe anche passare a Manga Studio 5 EX (ovvero Clip Studio Paint EX) in maniera definitiva, ma ci sono cose che ancora trovo più comode nel 4 - come fare quindi?
Questi problemi pratici più l'esigenza di tornare parzialmente a lavorare su carta mi spingono verso un cambiamento. Questo post di PJ Holden -"Working traditionally in Manga Studio"- mi ha fatto riflettere un po': il suo procedimento è un po' macchinoso, passare continuamente da carta, pc, scanner e viceversa non fa per me, mi stuferei subito.
Forse l'ideale sarebbe stato fare dei bozzetti a matita su carta piccoli e veloci, scansionarli e importarli in Manga Studio, disegnare le matite (con relative prospettive ben impostate grazie al tool del programma), stamparle in cyan e poi inchiostrarle con china (tornando a usare Pentel Brush o strumenti simili e pennarelli).
Il problema è che per stampare su fogli con un minimo di grammatura dovrei rivolgermi a un negozio attrezzato per fare fotocopie in A3 su carte non da ufficio - e temo che non ce ne siano vicino casa (io ho questa stampante, che pure adopera l'A3: Epson WF-7515).
Oltretutto fare avanti e indietro da un negozio, essendo vincolata ai suoi orari, non fa per me.
L'alternativa a cui ho pensato è questa: bozzetti in digitale - con prospettive più precise, stampa in A3 di questi bozzetti e poi disegno a matita preciso su carta (non so ancora se sulla stessa, al rovescio, o su altro foglio tramite tavolo luminoso); scansione e poi inchiostrazione digitale (con molti meno retini del mio solito).
Non so, non mi convince del tutto ma ritornare al 100% sul cartaceo non mi va, ci sono cose del digitale che aiutano a esprimermi meglio, sia nell'aggiustare le proporzioni sia nell'aggiungere effetti particolari, sia nel correggere velocemente gli errori.
Il disegno qui postato è un segno del mio parziale ritorno alla carta, ho bisogno di un po' di esercizio; in questo caso ho usato degli acquerelli per disegnare due dei principali protagonisti della storia mia e di Giovanni Eccher che uscirà a marzo: Nathan e Legs (non è il titolo, eh).

Fumetti e dintorni
 Ormai è passato un po' di tempo, ma qui metto altri link per altre letture riguardanti Charlie Hebdo:
A latere la vicenda della copertina-omaggio di Topolino (poi non scelta per la pubblicazione), due articoli su Fumettologica:
Nel 2009 usciva "Io e te su Naboo" di Mabel Morri, adesso l'autrice ogni settimana mette a disposizione in visione gratuita un capitolo della storia alla volta.

Intervista su Lo Spazio BiancoAntonio Lucchi: il disegno in digitale a servizio dell’avventura classica di Adam Wild

In digitale uno degli ultimi lavori disegnati di Maurizio Rosenzweig: Clown Fatale


Computer e dintorni
 Verso il 10 gennaio ho iniziato ad avere dei problemi con lo schermo del computer (un iMac 21,5 pollici di fine 2009): a un certo punto lo schermo diventava nero, come si spegnesse, mentre invece il computer era chiaramente acceso; se messo in pausa tramite il tasto posteriore e poi riavviato tutto tornava normale, lo schermo si riaccendeva - durava bene per qualche ora, a volte due ore, a volte di più, poi però lo schermo ridiventava nero.
Subito ho scritto uno status su Facebook per chiedere aiuto, ma temevo già un problema grave all'alimentazione o alla scheda madre. Non ho effettuato backup particolari perchè già li faccio giornalmente, ma mi stavo preparando al crash finale, soprattutto a predisporre il Mac per portarlo da una eventuale assistenza senza temere di farmi "rubare" le password (questo è ancora un problema, mettiamo che il crash sia improvviso e uno non abbia tempo di correre ai ripari? Boh).
Sal Tascioni mi ha chiesto di fare una cosa che non mi sarebbe mai passata per la testa: provare a staccare le prese usb, stare per un po' così, poi ricominciare a rimetterle una per una.
All'inizio ha funzionato molto bene, non ho avuto più il problema, solo dopo diverso tempo, quando ho ricominciato a usare la tavoletta grafica, il problema si è ripresentato (ma non mentre stavo usando la tavoletta).
Ho cominciato a staccare la tavoletta quando non la usavo, poi le ho anche cambiato il cavo (questo di recente); per adesso niente schermo nero, vediamo come andrà nelle prossime settimane.
Di Sal Tascioni potete leggere un interessante articolo su Medium- "Perchè il mio computer non funziona?"- che spiega diverse cose (oltre all'importanza delle prese usb e dei cavi).

Altro possibile problema con mio iMac: ho intenzione di passare da Snow Leopard a... altro, non Yosemite, di cui molti parlano male (e che a occhio può essere che il mio "vecchio" iMac sopporti male). Su Facebook mi hanno sconsigliato persino Mavericks, per cui non mi rimarrebbe che Mountain Lion.
Snow Leopard è un sistema operativo apprezzato da tutti, e in effetti io non ho mai avuto particolari problemi; adesso però sto cominciando a patire il fatto che tanti programmi che vorrei usare non sono compatibili con il 10.6.8 - il mio. Inoltre potrei cogliere l'occasione di rinfrescare un po' il mio Mac con una installazione "pulita", il che vuol dire un po' di attenzione in più e più tempo per reinstallare programmi e dati.
Il mio iMac ha 12 Giga di Ram. In rete ho trovato diversi articoli che spiegano come fare questa installazione da "zero", ma non vorrei aver letto quelli meno accurati. Inoltre non ho ancora capito bene, in caso di fallimento dell'installazione di Mountain Lion, come tornare indietro al 100%.
Ho il backup totale di Time Machine, ma da qualche parte ho letto che non basterebbe quello che reinstallare il sistema operativo. Ho anche un backup realizzato con Carbon Copy Cloner, ma anche qui non so bene se ho realizzato la copia completa avviabile con Hard Disk inizializzato.

Da tempo uso LibreOffice per documenti e fogli di calcolo, ma ultimamente è diventato lentissimo a caricarsi per la prima apertura (non è mai stato molto veloce, a dire la verità). Adesso è uscita la versione 4.4 che dicono sia più veloce, ma io non la posso installare perchè Snow Leopard non la supporta (ecco). Ho provato a seguire i consigli qui elencati, che valgono anche per versioni precedenti, ma credo di aver guadagnato forse un paio di secondi all'apertura - pochi rispetto a quelli che mi tocca aspettare nel complesso.


sabato 31 gennaio 2015

La pasta fatta in casa della mia mamma


Durante il mio soggiorno/vacanza a casa dei miei genitori ho aiutato un po' mia madre a fare la pasta in casa, mi sono divertita e ho pensato di documentare tutti i passaggi (le foto sono state realizzate in due giorni diversi, in uno si erano poi preparate le lasagne, nell'altro le tagliatelle).


La mia mamma fa tutto a occhio, anni e anni di impastamento le permettono di non usare misurini e bilance.
Ha usato della farina di grano tenero, credo, con aggiunta di un po' di quella di grano duro.
Notare la macchina per fare le sfoglie che non sembra dimostrare i suoi 45 anni e più (!), facendo una ricerca su internet di quel tipo se ne vendono ancora, sia usate che nuove.


C'è stato un primo "impastamento" con 3 uova, a un certo punto mia madre si è accorta che occorreva aggiungere un altro uovo. Dopo aver creato la "pagnotta" (e fatta riposare qualche minuto sotto uno straccio per non farla, seccare) con un coltello mia madre l'ha divisa in circa 6 pezzettoni.


Nella macchina si passa un paio di volte il "pezzo" con spessore più grande, dopo si piega la sfoglia in due e la si ripassa con uno spessore più fino - ed ecco che vengono fuori le sfoglie lunghe lunghe.
Le sfoglie vengono tagliate,  si iniziano a passare nella macchina nello stampo per tagliatelle: quelle più corte vengono separate da quelle più lunghe.


Il primo giorno le sfoglie sono state usate per fare le lasagne - ovvero passate prima in acqua bollente, poi messe in un recipiente con acqua fredda, infine impilate con il condimento nella pirofila (condimento semplice: ragù, uova sode, formaggio - non besciamella per mia esplicita richiesta!).
Parte delle tagliatelle vengono congelate pronte per essere utilizzate al volo, alla bisogna.
Grazie mamma!

venerdì 23 gennaio 2015

Appunti sparsi dal lago

Scrivo da casa dei miei genitori, dopo la fine del lavoro su Nathan mi sono presa una settimana di riposo (più o meno).

I libri
Su Facebook ho chiesto consigli su cosa leggere durante questa settimana - non che abbia gli scaffali vuoti, tutt'altro, ma l'ampia scelta a volte é paralizzante, specie se si vorrebbe essere sorpresi.
Mi sono stati suggeriti Simenon, "Il più grande uomo scimmia del pleistocene", e un altro libro di un'autrice che prima o poi vorrei leggere ma che non si trova in ebook (una delle condizioni per la lettura).
Simenon mi intrigava leggerlo in francese per poter esercitare la lingua (che mastico un po' per vecchie frequentazioni sia scolastiche che familiari), ma tutto sommato quando sono in "vacanza" vorrei farmi trascinare dalle letture, non faticarci su.
Intervista a Lux - Internazionale 

Olive Kitteridge
Oltre al Nexus 7 su cui leggere gli ebook mi sono portata un libro cartaceo, "Olive Kitteridge" di Elisabeth Strout
Questo libro l'ho preso dopo aver visto la miniserie tv omonima, bellissima; dopo aver letto il primo capitolo posso dire di aver trovato un raro esempio di perfetta trasposizione da libro a film (diviso in 4 parti): stesse atmosfere, stesse scene, stesso ritmo - oserei dire stesso stile.
Mia madre, che di solito legge romanzi d'amore (ma non gli Harmony, che sono troppo "leggeri e stupidini"), gli ha dato un occhio e mi sembrava interessata; se riuscissi a farglielo leggere chissà che riesca a portarla su una strada  un po' diversa. Per cui glielo regalerò e io finirò di leggerlo durante un altro soggiorno al lago. 

Podcast
Durante il viaggio sul treno mi piace alternare le letture e l'ascolto di qualche podcast - quelli che apprezzo di più sono le trasmissioni di Wikiradio, Radio3 scienza, Digitalia, Moebius.
Sul PC sono abbonata ai podcast tramite iTunes, sullo smartphone Windows Phone ho provato diverse app, compresa quella in dotazione al cellulare, ma le trovo tutte farraginose - da quelle dove non si legge il titolo dell'episodio a quelle dove per  scaricare gli episodi bisogna fare diversi passaggi (per poi scoprire magari che non si è scaricato un bel nulla).
Sul tablet Nexus 7 su cui leggo gli ebook usavo una app che non era male ma che ho dovuto disinstallare per non ricordo più quale problema. Adesso ne ho trovata una molto bella e completa, piena di opzioni di ogni tipo che è anche possibile usare gratis (ma io consiglio di comprarla perché merita): Podcast Addict.
Ha tutto: un buon motore di ricerca, velocità di riproduzione, un timer, un equalizer, tante opzioni per la gestione dei file.




Internazionale
Durante il mio viaggio verso Roma ho anche letto il numero di Internazionale con il reportage di Zerocalcare - non avrei mai immaginato che sarebbe andato esaurito (per chi è interessato: sul numero successivo adesso in edicola il fumetto di Zerocalcare è stato ristampato e allegato).
Tra i vari articoli che parlavano della strage di Charlie Hebdo ne segnalo uno con l'intervista a Lux, disegnatore della rivista ("Morti e basta"), di cui ho fotografato la parte finale.
Per recuperare il numero di cui parlo ( il 1085) si può scaricare la app per i vari device (ma sconsiglio quella per Android su Nexus 7 perché crasha spesso - a meno che ci siano stati dei miglioramenti di cui non sono a conoscenza); è sempre possibile comprare il numero arretrato in PDF dal sito web.

Mobile 
Ho iniziato a scrivere questo post dalla app di Blogger per Android, dopo ho continuato sul web perché inserire le foto dalla app era quasi impossibile. 
Anche scrivere il post dal sito web su un tablet 7 pollici è una discreta rottura - non riesco ancora a capire come tante persone ormai riescano a scrivere su blog stando lontani dal PC fisso. 

mercoledì 21 gennaio 2015

Un fumettino del 1977

A casa dei miei genitori c'è ancora la "mia" stanzetta con libri e oggetti risalenti come minimo a 20 anni fa e oltre; quando vado a trovarli - come in questo caso - ogni tanto riapro i cassetti e frugo tra vecchi album e quaderni.
Già tempo fa qui sul blog ho pubblicato dei miei fumetti realizzati in età giovanile (si possono recuperare andando a cliccare sull'etichetta "Dai miei archivi"), e un paio di quelli erano stati disegnati su librettini utilizzati per le "riffe"; quello che ho trovato oggi fa parte del medesimo tipo, ma a differenza di quelli é realizzato a matita.
Al solito non ha titolo, non ha una fine ed è naturalmente un western!
Le foto sono prese un po' a caso, e non so se la app di Blogger per tablet manterrà l'ordine di caricamento.

venerdì 16 gennaio 2015

Fumetti, attualità, riposo (il mio)

I grigi li ho usati per un livello a mezza tinta

Era l'aprile del 2013 quando ho iniziato a disegnare "il gigante" di Nathan Never che poi è diventato "Le Grandi Storie di Nathan Never" (n.2): il formato dell'albo in edicola sarà come quello del mensile, per grandezza, mentre la foliazione rimane "gigante" - 220 tavole.
In questi giorni ho praticamente ultimato il lavoro, compresa la copertina che mi ha impegnato non poco, visto che non realizzavo disegni a colori da molto tempo (parlo di cose ufficiali, di lavoro, non le mie cosine fatte al volo per i miei blog).


Quando l'albo sarà in edicola potrò postare schizzi, bozzetti, correzioni; per adesso potete vedere la palette di colori che ho utilizzato in Clip Studio Paint (ovvero Manga Studio 5 EX).
Ho esagerato e lavorato a 600 dpi (ma mi è stato fatto capire da chi ha avuto rapporti con le tipografie che alla fine va bene così, meglio più che meno) e il programma ha lavorato come avrebbe fatto con 300 - ovvero lento solo al momento del salvataggio (è un difetto che riscontro in MS 5 a differenza del 4); per questo ho salvato meno spesso di quanto sia abituata con Manga Studio 4 (che invece ho usato per le tavole in bianco e nero).
Ho usato il profilo colore CMYK che vedete nella foto sotto, lasciando perdere le altre opzioni di cui so poco (qualcuno saprebbe spiegarmi per caso?); per avere un minimo di garanzia che i colori che vedevo io a schermo non fossero troppo falsi ho portato il file in redazione e il buon Gianmauro Cozzi mi ha aiutato ad aggiustare i livelli (risultavano troppo "mosci" e poco contrastati).

Come mi sento dopo più di un anno e mezzo di lavoro sulla stessa storia? Meno stanca che qualche mese fa, quando forse ho lavorato a ritmi più alti e con il caldo dell'estate (più i mal di testa dovuti agli occhiali nuovi, credo, e più altri acciacchi di salute che mi hanno angustiato per tutto il 2014); un po' frastornata perchè a dicembre ho avuto testa per altro (faccende familiari), quindi non abbastanza contenta come avrei creduto fino a qualche mese fa per aver condotto in porto un lavoro nel complesso buono (neanche mi soffermo sul fatto che avrei voluto che fosse più buono - tanto sapete come la penso).
Il merito di non essermi mai "stufata" della storia in sé dipende dall'abilità di Giovanni Eccher (lo sceneggiatore di cui potete leggere un'interessante intervista qui, con qualche anticipazione sul tema della nostra storia) di aver sfoderato scenari sempre diversi e alternato scene d'azione a scene più intime ed intense, con personaggi che amo disegnare (grazie Giovanni!).
Dopo un po' di riposo tornerò al lavoro su una storia iniziata...ad aprile 2010!, e interrotta per lavori più urgenti; le tavole da disegnare non sono molte ma mi terranno occupata fino a metà primavera.
E certo, non sarà facile riprendere dopo così tanto tempo una storia, specialmente dal punto di vista del disegno - penso di essere andata un pochino" avanti" da allora. Riguarderò tutte le tavole, alla fine, e cercherò di correggere e armonizzare le parti meno coerenti.


Raramente parlo di attualità, non amo molto intervenire nei dibattiti che spesso si sviluppano nel mondo nel fumetto o che riguardano i grandi avvenimenti mondiali (o anche italiani); qualche volta riporto dei link ad altri articoli, come informazione.
Sui fatti parigini riguardanti Charlie Hebdo ormai ci sono valanghe di articoli, pareri, commenti.
Al di là di tutto, come fumettista e lettrice di fumetti la morte di Wolinski mi ha colpito in maniera particolare (gli altri li conoscevo meno); Paolo Interdonato - che di storia del fumetto ne sa - racconta qui come è nato Charlie e chi erano gli uomini che l'hanno creato. Se non siete ultrasensibili leggete anche la lettera della figlia di Wolinski.

Del caso "Charlie-fumettisti italiani-Corriere" credo si sia parlato molto negli ultimi giorni, per chi ne sapesse poco o nulla ecco un po' di link:
Dalla Parte di Asso: Matite in difesa della libertà di stampa... editori che se ne fregano del diritto d'autore.
Il caso Charlie Hebdo, De Bortoli si scusa: "Siamo a disposizione degli autori. Si tratta di un'operazione benefica" - Wired
Di nuovo sul caso "Corriere della Sera". Quando le pezze sono peggiori del danno
Corriere.it e Internet, un rapporto difficile
Dalla Parte di Asso: Del come il Corriere della Sera sia incapace di dire: abbiamo fatto una cazzata.
In MEDIA stat virtus?
Se pubblico una vignetta su Facebook, davvero chiunque può usarla? Alcuni dati per ragionare | Il Disinformatico
Major italian newspaper angers cartoonists by printing their tribute to Charlie Hebdo without permission


martedì 6 gennaio 2015

Da aNobii a Goodreads - più notizie varie


Da anni ho usato aNobii per catalogare un po' i libri e i fumetti in volume che ho in casa; nonostante i problemi che hanno sempre afflitto la piattaforma (che è gratis comunque) per le mie esigenze andava più che bene: se non trovavo la scheda del libro che volevo "caricare" lasciavo perdere e attendevo che fosse creata (molti problemi riguardavano - e riguardano - la creazione delle schede); la casella di ricerca non ha mai funzionato bene, il badge per il blog ha funzionato per un po', poi basta, ecc.
Nel marzo 2014 aNobii è stata acquistata da Mondadori con promesse di rilancio e miglioramento della piattaforma; qualcosina è cambiata, alcune cose non in meglio: adesso se si va sulla scheda personale del libro caricato ci si accorge che i commenti (le "recensioni") i voti e lo stato di lettura si danno uscendo dallo spazio personale e andando a vedere la scheda del libro - dove ci sono tutte le altre recensioni e le notizie sul libro in generale (chi ce l'ha, dove si può acquistare, ecc.).
Scomodo e brutto.
Tempo fa avevo aperto un account anche su Goodreads, non molto frequentato dagli italiani (al contrario di aNobii) ma ben fatto; ultimamente mi sembra sia migliorato nel caricamento dei libri nuovi in italiano, e nonostante non mi piaccia molto l'interfaccia con copertine e font piccoline ho deciso di stare stabilmente lì - anche se non credo riuscirò a trasferire tutta la mia biblioteca: ho più di 1400 libri e il file csv che li contiene non viene digerito dal sito.
Attualmente su GR ci sono quasi 180 miei libri caricati 3 anni fa, credo, a caso (nel senso che facevano parte del mucchio che avevo tentato di caricare ai tempi); da adesso però ci caricherò quelli nuovi.
Per cui la situazione sarà che i libri ante-2015 rimarranno su aNobii per adesso, quelli da gennaio 2015 in poi andranno su Goodreads (e il solito avvertimento: non accetto richieste di amicizia da totali sconosciuti, se si vuole seguire la mia attività su Goodreads lo si può fare tramite il tasto "Segui").

Ok, forse va usato solo con persone vive.
Izneo è una piattaforma di vendita di fumetti (in francese) in digitale: esistono app per Android, iOS, Windows. Ho comprato solo un paio di fumetti dall'app che ho sull'iPad 2, che non è retina e che si vede così così per i fumetti a colori; l'app per Android che ho sul Nexus 7 (aggiornato a Lollipop) in apparenza funziona, ieri ho comprato un albo in offerta e l'ho scaricato, ma quando vado ad aprirlo viene fuori un messaggio di errore (messaggio di errore che viene fuori anche se tento di scaricare uno di quelli comprati tempo fa). Ho segnalato la cosa, al momento mi è impossibile usare Izneo sul Nexus (che preferivo perchè ho più spazio, mentre su iPad è quasi finito).
Non è la prima app che non riesco a usare sul Nexus (quella di Internazionale ad esempio crasha se non sposto lentamente il pdf); su iOS mai avuto problemi con nessuna app.



Di seguito un po' di link vari:

domenica 21 dicembre 2014

Varie -73


Non so se posterò qualcosa prima di Natale, per cui faccio adesso ai lettori del blog gli auguri di buone feste - se possibile state sereni e non mangiate troppo.

Due mie presenze da segnalare (un mio testo e un'intervista): una la trovate sul blog Vibrisse di Giulio Mozzi, fa parte della serie "La formazione del/della fumettista" curata da Matteo Bussola; l'altra è l'intervista fattami da Lucrezia F. Franzon al termine dell'incontro all'Università dell'Insubria e uscita sul sito Isola Illyon.

Ultimi acquisti (ebbene sì, è uscito "I am a hero" 11)
Notizie fumettose:

 Varie:




lunedì 15 dicembre 2014

Una giornata fumettosa con gli amici


Sabato scorso un raro evento è venuto a scuotermi dalla mia clausura lavorativa - a Milano erano presenti due miei cari amici "romani", a cui si è aggiunta un'amica milanese che ammiro molto per le cose fa (una di queste ad esempio è la partecipazione al gruppo di volontari che ha dato assistenza e rifocillato i profughi siriani in transito da Milano alla Stazione Centrale - gruppo che è stato anche premiato di recente con l'Ambrogino d'Oro).

"War painter" di Laura Scarpa
Date da mangiare e da bere a Laura Scarpa e lei andrà avanti a disegnare per ore

L'amica "romana" Laura Scarpa mi ha fatto dono del suo libretto "War painter" con dedica e disegno realizzato in un pub dei Navigli (dono che hanno ricevuto anche gli altri due amici); ho anche ricevuto con grande piacere il volume "Natali neri e altre storie di guerra" di Fabio Visintin, che il mio amico storico - molto pignolo con i disegnatori che si avventurano in rappresentazioni storiche - ha affermato essere molto accurato nel disegno di uniformi ed elmetti.
Laura Scarpa era presente a Milano per partecipare all'evento organizzato da Radio Popolare: "Parole, suoni, disegni. Come rendere coinvolgente il racconto della Grande Guerra?". A quanto pare ha disegnato anche lì, tanto per cambiare.
E a proposito di disegno la visione assidua di Laura alle prese con i suoi acquerelli volanti e le penne a ricarica d'acqua mi ha fatto venire una grande voglia di tornare a disegnare su carta, magari anche con colori o mezze tinte - insomma, dal prossimo anno vorrei disegnare meno al computer e più dal vero; vedremo se riuscirò nell'intento e soprattutto se potrò organizzare diversamente le mie giornate.

Davide lo storico, Silvia e Laura
Intanto oltre a mangiare bere e chiacchierare in un paio di pub della zona Navigli siamo anche passati alla Bao Boutique in via Vigevano (aperta fino al 21 dicembre) dove ho comprato il volume "Golem" di LRZN (in anteprima dato che uscirà ufficialmente a gennaio); niente dedica per me poiché c'era un po' di fila.
Ho passato davvero una bella serata a chiacchierare di tante cose con i miei amici ma soprattutto di fumetti, libri, persone, di cose passate e cose da fare: in quei momenti il tempo si ferma, gli acciacchi non si sentono più, si sognano altre serate.

A destra il menu del pub inserito dentro dei fumetti (oltre ai manga c'era anche un "The walking dead")