Per richieste varie alla sottoscritta: non cerco lavoro, non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



domenica 31 agosto 2014

Ultimi 3 fumetti acquistati (tra cui "Blue" di Pat Grant)


Volevo scrivere solo due righe al volo su tre albi a fumetti che ho preso da poco ma poi mi sono allargata un po' su Blue di Pat Grant, di cui consiglio di leggere estratti e recensione sul sito di Fumettologica: qui, qui e qui. Ho anche aggiunto degli estratti della postfazione dell'autore che sono visibili nel mio blog "Ritagli della fumettista curiosa".



"Molecole instabili" di James Sturm e Guy Davis devo ancora finirlo, ma mi sembra interessante (edizioni Marvel/Panini 9L).

"Le cronache di Centrum" di Andrevon - Khaled (edizioni Mondadori) l'ho preso solo per i disegni e l'ambientazione fantascientifica, dalla storia non mi aspetto molto (ma vedremo); non granché la copertina, e le tavole sono un po' discontinue, ma ci sono belle immagini.

Di "Blue" ho già indicato tutti i link per approfondire; qui sotto potete anche leggere la presentazione di Grant del suo fumetto, rilasciato in Creative Commons; se andate a leggere le ultime righe però vedrete che Grant comunque è stato finanziato dal governo australiano e da Express Media (qui in Italia sarebbe fantascienza).
Coincidenza vuole che dopo aver comprato "Blue" mi sia imbattuta in questo post: ILa Menca and Comics (sottotitolo: BLUE, ovvero sul Localismo e CASA MIA).
Nel fumetto di Grant non si racconta di rapporti con gli immigrati (che nel fumetto vengono ritratti come alieni - i "blue", appunto), piuttosto questi rapporti vengono visti, fotografati sotto forma di cambiamenti nella città. Questi cambiamenti possono essere letti in maniera diversa a seconda di come si vive la questione (non è mai facile la convivenza tra culture diverse, sarebbe bello lo fosse ma non lo è).
Pur non essendo io un'amante particolare dello stile genericamente "underground" ho trovato davvero belle diverse tavole di questo fumetto, e interessante il modo di raccontare la storia.





Di seguito due tavole da "Centrum"




lunedì 25 agosto 2014

Il sogno dei due campi di grano (più link vari)

Ogni tanto lo ricordo qui, scusate la ripetizione: se chi viene a chiedermi l'amicizia su Facebook mi scrive anche due righe è meglio - quando vado a vedere le info pubbliche dei richiedenti e non vedo fumetti o tracce di passioni similari né amici fumettisti in comune tendo a non accettare, mi spiace.
Per chi invece è diventato mio "amico": la mia regola generale è non mettere i "mi piace" a richiesta (lo faccio molto raramente e di mia volontà, come mi gira quel momento, soprattutto su cose che ho avuto tempo di leggere, giudicare, apprezzare); così, giusto per informazione.



E adesso link un po' alla rinfusa:


mercoledì 20 agosto 2014

Sogno con Kristal (e quesito su uso del testo in Manga Studio)

AGGIORNATO il 21/8/2014

La chiusura del mio blog dei Segni comporta la comparsa qui anche di alcuni dei miei sogni visualizzati in forma di fumetto o illustrazione; oggi posto una pagina in cui racconto un sogno con Kristal, o meglio su Kristal e sulla mia ansia rispetto alla cura che ho verso questo cane (l'avevo anche con Milou a dire il vero).
Ho realizzato il disegno interamente con Manga Studio 5, poi ho esportato in jpeg riducendolo del 50% (già da Manga Studio); ho notato che il testo nel disegno esportato era leggermente più grosso andando anche a sbordare fuori della squadratura; questo non succede se esporto al 100% (e poi successivamente riduco con altri programmi). Metto a confronto il disegno con le due modalità di esportazione, prima quello al 100%, più sotto quello esportato con la riduzione al 50%.

Qualcuno conosce il motivo di questo comportamento del programma? Il gentile Luigi Coppola ha capito il problema: prima di esportare bisogna rasterizzare il testo.

Esportazione al 100%

Esportazione al 50%


martedì 19 agosto 2014

Un pennello di Manga Studio 5 e web test speed per blog

Nonostante sia agosto e tante persone siano in vacanza (forse non così tante) il gruppo su Facebook di Manga Studio Italia continua a ricevere richieste di iscrizioni ogni giorno - ad oggi siamo arrivati a 385 membri.
Data anche la natura eterogenea degli iscritti (tra cui ci sono giovani al primo approccio o quasi con programmi di disegno digitale) ho pensato di scrivere due righe per chi ha da poco comprato Manga Studio - le riporto anche qui:
"Due parole a chi è proprio un neofita di programmi di disegno digitale e compra per la prima volta Manga Studio: non è facile usarlo, è un programma complesso di livello professionale (per il settore di riferimento, il fumetto), non bastano pochi giorni per imparare a usarlo e in teoria servirebbe un corso di settimane (il che vuol dire tempo e denaro). Corsi per adesso non ne esistono, qui in questo gruppo possiamo aiutarci l'un l'altro ma per problemi specifici, non abbiamo certo il tempo per seguire le persone passo passo nel loro apprendimento da zero - facciamo quel che si può! 
Il mio consiglio è di iniziare a "giocare" con il programma, creare file vuoti e usare tutti i tools che vedete, provate a cambiare le impostazioni, a usare tutti i tipi di livello, ad aprire tutte le finestre e i menu. 
Certo, l'ideale sarebbe leggere il manuale ma mi sembra lo facciano in pochi, vuoi per l'inglese vuoi perchè ci vuole tempo.
Il punto però è che per imparare qualsiasi cosa ci vuole tempo, sempre, dovete mettere in conto che ci vogliono degli sforzi e che la maggior parte dovrete farli voi - non esistono tutorial magici che vi fanno imparare le cose in pochi giorni.
Andate anche su Youtube e cercate i tutorial su Manga Studio, anche se sono in inglese potete vedere le procedure e i tool che vengono usati, è sempre molto utile. Inoltre linko il mio post che raccoglie tutorial e materiali su Manga Studio (la maggior parte ormai "vecchi", su Manga Studio 4, ma ce ne sono anche sul 5) - link che potete trovare sulle info del gruppo sulla colonna di destra, ma sono quasi sicura che non molti le leggono: http://patriziamandanici.blogspot.it/2012/11/tutti-i-post-e-tutorial-su-manga-studio.html
Aggiungo: non voglio intimorire i giovani e i timidi, fate pure le vostre domande, come detto se c'è qualcuno che può aiutare risponderà alle domande, altrimenti no, pazienza :) e non disperate se all'inizio tutto sembra difficile, col tempo - una volta apprese le basi - capirete che disegnare con Manga Studio potrà essere anche molto divertente. "
Legs Weaver - albo in lavorazione di Nathan Never - ©SBE
A proposito di Manga Studio segnalo questi tutorial (in inglese, ma molto ben fatti e con immagini che aiutano la comprensione); ricordo che Clip Studio Paint è il nome della versione in download digitale di Manga Studio 5 - i programmi sono uguali (grazie a Sonia che li ha segnalati nel gruppo su Facebook).
Segnalo anche il nuovo video tutorial di Doug Hills su Manga Studio 5: "Frame Tool (Revisited)".
Infine un pennello/pennino che non credo di avere ancora messo a disposizione per il download - è quello che ho in Manga Studio 5 che più si avvicina a quello con cui lavoro attualmente in Manga Studio 4EX: qui su Dropbox.

Cambio argomento: stasera ho letto un articolo di Silvia Fattori dal titolo: "Misurare la velocità del proprio sito"; ho fatto una prova con i servizi lì citati e se non ho capito male i risultati peggiori li ho avuti a causa della troppa pesantezza dei file immagine e poi altre cose che sinceramente non capisco.
Come si vede dalle foto i diversi servizi danno punteggi un po' diversi, specialmente due di questi.
Se c'è qualcuno un po' esperto di queste cose saprebbe dirmi se davvero devo cambiare qualcosa per rendere il sito più veloce e fruibile (e come) o se posso anche lasciar perdere? Inutile dire che se non è strettamente necessario eviterei di perdere troppo tempo adesso per sistemare il sito (magari più in là).



mercoledì 13 agosto 2014

Alieni in biblioteca (e un po' di link)


Questa estate la sto passando lavorando (un po' come tutte le ultime estati), la sera però se non sono troppo stanca vado avanti con il mio progetto de "La biblioteca ai confini dell'Universo"; non è una storia a fumetti definita, è più un recinto di immagini e scene che porto avanti senza uno schema preciso, cerco di divertirmi e poco più.
Qui e qui altre immagini (tutte realizzate con Manga Studio 5 EX/Clip Studio Paint), mentre qui c'è il bozzetto dell'illustrazione qui presente.


Consigli di lettura
:

Aspettando "Fun" di Paolo Bacilieri
- Un Tumbrl da seguire: L'iconoclaste
Al Tamburo Riparato: Smettiamola di inserire link che passano PageRank a chi non se lo merita
- Solo per i fan degli Smiths!: Gli X-Men come icone dei brani degli Smiths
- Alcune copertine interessanti, forse anche il contenuto (ma non ne ho letto nessuno finora): COSA LEGGO QUEST'ESTATE? ITALIANI!
- Traduzione in sardo di Richard Bach (ma sarà stato chiesto il permesso? e soprattutto è davvero sardo? all'inizio sospettavo fosse una una strana lingua che Google traduttore non riconosceva): Jonathan Livingston su cau
- Mucche e musica (questo è il secondo video che incontro con mucche amanti della musica): Un trombone nella prateria Le mucche tornano a casa; elefantino che si diverte davvero: Il primo bagno al mare per il piccolo elefante
- Servizio per riconoscere le font delle pagine web, davvero ben fatto: Hello — Fontface Ninja
Viaggio sul set di Alien, 35 anni dopo

sabato 9 agosto 2014

La biblioteca ai confini dell'Universo


Da adesso in poi forse vedrete su questo blog più disegni e meno foto di Kristal - lo spiego bene qui, sul mio altro blog "Segni della fumettista curiosa" (il post in cui annuncio la sospensione di quel blog ha ricevuto un boom di visite, molte più di quando posto qualche disegno - non è un po' strano?!).
Questo disegno del mio progetto "La biblioteca ai confini dell'Universo" l'avrei postato sul blog dei "Segni" - se interessa c'è lo schizzo a matita sul mio Tumbrl "Fumetti senza fine", mentre qui c'è una sorta di presentazione: non aggiungo altro al poco che dico di là, per adesso lascio ai lettori immaginare di cosa potrebbe parlare questa specie di fumetto/progetto che porterò avanti nei ritagli di tempo.

Realizzato tutto con Manga Studio 5 (Clip Studio Paint)

Il blog dei "Segni" si chiude praticamente con un sogno in cui compare un'oca: andando a rivedere i link salvati su Instapaper di recente ho trovato la fonte dell'ispirazione (L’amicizia con l’oca salva la vita al cane).

Solo ieri ho preso il primo speciale a colori di Dragonero - "La prima missione" - scoprendo che ci sono di mezzo (tra le tante cose) monaci amanuensi appassionati di libri e biblioteche (devo confessare che preferisco Gmor guerriero piuttosto che monaco!). La copertina per l'occasione è disegnata da Mario Alberti.

Su Fumettologica annunci di uscite di fumetti da non perdere: Dal 26 agosto la collezione di Bluberry di Charlier e Jean Giraud (Moebius), ora in edicola Leo Roa di Juan Jimenez, a settembre per Taschen esce The Complete Little Nemo di Winsor McCay (gulp!); inoltre 18 consigli di Moebius per fare fumetto che non perdono mai di efficacia.

Siete in vacanza? Mandate una cartolina strana e fumettosa alla redazione di ComicOut e vincete qualche volume di "Lezione di fumetto"; qui invece un promo di Scuola di fumetto online sempre di ComicOut.

Alcune belle tavole di Grégory Panaccione del suo prossimo fumetto; le copertine di Seth per alcuni libri della serie di Lemony Snicket; una recensione di un vecchio fumetto di Yves Chaland (Il cimitero degli elefanti) da parte di Davide Castellazzi.

Ho parlato di fumetto e disegno digitale diverse volte, ne riparlerò ancora, spero con l'aiuto di professionisti del settore; per chi si vuole specializzare in illustrazione digitale esiste una scuola professionale con diversi corsi, la iMasterArt.
A proposito di colorazione digitale ecco un post-tutorial di Simon Canthelou detto Lou, interessante il suo Tumbrl.

martedì 5 agosto 2014

Io su Facebook (se volete "seguitemi")


Ormai ho capito che sul web ci sarà sempre una percentuale (variabile) di persone che legge le cose in fretta, oppure le legge male, oppure non legge che in minima parte le home page di siti o blog altrui perché quello che gli interessa in realtà è intervenire, farsi vedere, comunicare e parlare di se stesso e dei propri lavori.
Pazienza, molto mi dicono di lasciar perdere chi non segue un minimo di netiquette, di non preoccuparmi di stare a spiegare il perché  di certe mie risposte (o non risposte), ma io penso sempre che magari c'è sempre un neofita che ne sa poco e che va informato; piuttosto mi dolgo del fatto che mi preoccupo un po' troppo anche dei maleducati manifesti, la cui unica sorte dovrebbe essere l'oblio (ma sto imparando).

L'avviso sotto la testata che "non cerco lavoro e non faccio scambio di link" sta parzialmente funzionando, non ho quasi più richieste; quella però a proposito di Facebook di presentarsi mandandomi un messaggio all'atto della richiesta di "amicizia" molto meno, quasi per nulla (con lodevoli eccezioni, grazie per chi mi ha scritto in privato).
Pazientemente vado a vedermi le pagine dei richiedenti sperando di trovare qualche informazione che mi faccia almeno capire se sono appassionati di fumetti: in questo caso tendo ad accettare la richiesta (tranne se vedo delle cose che francamente mi danno fastidio); negli altri casi lascio in sospeso e spero che se uno ci tiene tanto a diventare mio "amico" potrebbe anche informarsi meglio leggendo le info pubbliche su Facebook o sul mio blog, e magari mandandomi due righe prima o poi.
Andando però a vedere come viene visualizzata la mia pagina pubblica da un "non amico" si capisce che bisogna darsi da fare per arrivare a leggere la mia frase che avverte di mandare un messaggio: bisogna almeno andare sulla pagina "informazioni" (che non è la prima che si apre), e poi cliccare su "mostra altro" - praticamente impossibile da fare per il 99% delle persone che è già un miracolo che leggano più del mio cognome e del mio mestiere.
Secondo me una frase di auto presentazione dovrebbe essere messa in rilievo nella nostra homepage pubblica di Facebook, proprio sotto il nome, ben visibile.


Una cosa che sto imparando è quella di settare bene la privacy delle cose che metto su Facebook: è vero che sono perlopiù riguardanti il mondo del fumetto, ma capita anche che mi scappi qualche opinione su qualche fatto o delle considerazioni più personali. Prima ero più di manica larga nel settaggio su chi potesse vedere o non vedere certe cose (i miei amici sono suddivisi in gruppi di amici intimi, amici generici, parenti, amanti del fumetto, ecc.), adesso ho deciso che tutto quello che non riguarda strettamente il fumetto non sarà mai pubblico (a parte le foto con Kristal, la mia cagnolina, che lascio pubbliche anche per far vedere all'associazione che me l'ha data in adozione come la sto crescendo).
Litigare o farmi trattare nei commenti come fossi un'amica intima da sconosciuti non mi sembra il caso: anche se non parlo mai di politica, di religione o altri temi controversi c'è sempre qualcuno che si irrita per un pensiero o due parole messe in croce su qualsiasi tema.
In verità ammiro chi su Facebook riesce a starci esponendo i propri pensieri e discutendo con decine di persone che vanno da quello che è costruttivo a quello che ti prende a male parole, diversi miei colleghi lo fanno, sembra che abbiano delle spalle belle larghe (e forse anche del tempo) - io no.
Qui sul blog ho messo da poco il bottone Facebook "SEGUI" (colonna di destra, in alto): non è necessario chiedere l'amicizia alle persone su Facebook per leggere certi post; se qualcuno in questi anni me l'ha chiesta e non ha ricevuto risposta può fare due cose, scrivermi un messaggio, oppure "seguirmi" su Facebook: così facendo sarà possibile leggere i miei post pubblici (la maggioranza, quelli che riguardano il mondo del fumetto o Kristal e poco altro), tanto se dei "non conoscenti" chiedono e ottengono l'amicizia non vedranno più di quel che già vedono i "non amici" che semplicemente mi seguono.

Ormai Facebook lo uso anche per lavoro, per adesso non penso proprio di andarmene - non finché tanti colleghi sono lì; per non parlare del gruppo "Manga Studio Italia" che ho fondato pochi mesi fa e che continua a crescere ogni giorno (ad oggi sono iscritti in 358).
Questo gruppo è un buon esempio per spiegare le mie affermazioni iniziali: non tutti i nuovi iscritti leggono il post che è fisso in apertura di bacheca, quello che avverte a lettere maiuscole "DA LEGGERE PRIMA DI INTERVENIRE NEL GRUPPO"; tra le altre cose viene spiegato che i link di autopromozione vengono raccolti nei commenti di un post apposito, per lasciare la bacheca del gruppo focalizzata sulle domande inerenti il programma.
Da amministratrice potrei semplicemente cancellare il post "fuori posto" e buonanotte, ma così la persona non capirebbe perché, per cui cerco sempre di avvertire con messaggi privati o con commenti in bacheca - di solito funziona, anche se non sempre (non parlo qui degli esempi di spam conclamata che si sono presentati a volte, per adesso non sono numerosi ma se dovessero aumentare sarei costretta a non lasciare "aperto" il gruppo, cosa che mi dispiacerebbe).

Il mondo là fuori mi sembra già abbastanza litigioso e deprimente per dovermelo ritrovare (in peggio magari) anche sul web; se riuscirò a gestire sia il gruppo che la mia pagina Facebook in maniera tranquilla bene, altrimenti cercherò di diventare più "drastica".


lunedì 28 luglio 2014

Considerazioni sul disegno digitale


Avvertenza per gli illustratori che lavorano in digitale da tanti anni: sebbene citi anche il lavoro degli illustratori digitali questo post è rivolto soprattutto ai fumettisti (e ai lettori) che solo da pochi anni stanno iniziando a confrontarsi con questa nuova tecnica - mi scuso quindi per la eventuali banalità (per tanti in realtà sono problematiche nuove o quasi).
Qualche settimana fa ho lanciato una specie di sondaggio sul disegno digitale, ho cercato di pubblicizzarlo su tutti i miei social e ho invitato a linkarlo in giro; i risultati sono stati un po' deludenti: sebbene quel post sia stato sicuramente letto direttamente più di 360 volte - a cui aggiungo almeno una cinquantina di contatti attraverso i feed - alla fine hanno risposto in 22 persone in tutto (tra blog e forum di Nathan Never), la maggior parte lettori, pochissimi i disegnatori.
O l'argomento non interessa, oppure le persone sono davvero pigre - non so bene - e certamente io non ho una grande visibilità sul web (mettiamoci pure che non ho "spammato" come avrei potuto tramite messaggi personali su Facebook, ad esempio, ma è più forte di me, non riesco a rompere troppo le scatole alle persone).
Una precisazione: qui affronto l'argomento del disegno realizzato all'origine in digitale (tramite l'uso di strumenti tecnologici come tavolette grafiche oppure Cintiq) e non della fruizione di fumetti e illustrazioni attraverso tablet o pc.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO
Visto il numero minimo di persone che ha risposto non esiste alcuna validità statistica, inutile dare numeri e percentuali; a me qui serve solo a imbastire un discorso sulla percezione del disegno digitale rispetto a quello classico, "naturale", su carta.
La maggior parte dei lettori non ha pregiudizi negativi sul disegno digitale, anzi, pensano che sia una "naturale evoluzione" del modo di disegnare; quelli che hanno delle riserve le esprimono nei confronti di possibili usi a loro parere negativi del digitale: abuso del copia e incolla, degli effetti digitali, oppure una certa freddezza del segno (notata però nei disegnatori ancora poco esperti o in quelli meno capaci). Alcuni anzi hanno espresso interesse verso una modalità che potrebbe permettere nuove possibilità espressive. Una persona ha risposto che preferisce il fumetto creato su carta per quello in bianco e nero ma non ha riserve per i fumetti digitali a colori.
Solo una persona, che è anche un disegnatore, lamenta la perdita di freschezza e spontaneità nell'uso del digitale rispetto alla carta (ma come lui stesso ammette è uno sguardo più da pittore "vecchia maniera", visto che il suo mestiere lo porta in effetti a guardare indietro piuttosto che avanti).
Una grande maggioranza dei lettori non fa differenza tra fumetto realizzato su carta o su digitale purché sia fatto bene (una persona ha risposto che il digitale va bene se dà un valore aggiunto, se fa risparmiare tempo no).
Due tre persone pensano che disegnare in digitale sia forse più pratico ed efficace ma "poco romantico".

Tra i pochi disegnatori che hanno risposto si mette in evidenza il pericolo dell'abuso dello zoom, che porta a valutare male la capacità di un disegno di sopportare troppi particolari; si apprezza la comodità nel correggere subito gli errori e avere comunque le tavole pulite, già sgommate; solo un paio di loro hanno menzionato la velocità di esecuzione (tra l'altro giovani disegnatori a inizio carriera).
Molti disegnatori rimbalzano spesso tra carta e digitale, magari realizzando la maggior parte del lavoro ancora su carta - ma qui il campione statistico è davvero irrilevante, non conosco davvero i numeri e la percentuale di chi vive tra i due mondi e chi invece realizza la maggior parte dei lavori in digitale.

PERCHÉ ALCUNI DISEGNATORI SCELGONO IL DIGITALE?
Il mio sondaggio non è molto rappresentativo e ho anche dimenticato di porre qualche questione in più ai disegnatori, comunque mi sembra che pochi di loro affermino di aver scelto di disegnare in digitale solo perché fa loro risparmiare tempo - almeno non come motivazione principale di questa scelta; sembra invece che questa idea sia più presente tra i lettori, che immaginano forse l'uso massiccio di alcuni "trucchetti" digitali (compresi i vituperati copia-incolla).
Un disegnatore notoriamente lento su carta riuscirà ad esserlo anche in digitale, dove magari risparmierà tempo non dovendo sgommare la matita ma magari perderà più tempo a ricercare un certo effetto (dato che ne potrà provare a iosa potendo cancellare senza problemi) o a curare di più certi particolari. Io ad esempio non sono diventata più veloce nel complesso, la mia media mensile è rimasta pressoché la stessa.
Cliccare sul nome per vedere il video: Moebius

PERCHÉ HO INIZIATO A DISEGNARE DIGITALMENTE
Io sono arrivata a disegnare (inchiostrare) in digitale circa 4 anni fa (con Universo Alfa n.8 - "La regina dei robot" - nel 2010/11), dopo una fase in cui mi sono limitata ad aggiungere digitalmente i retini sulle mie tavole cartacee (ho iniziato a farlo su "La squadra fantasma" n. 1, ovvero Universo Alfa n.2 - "Minaccia androide" - anno 2008): all'inizio ho usato (malamente credo) la trasformazione dei grigi in retini in Photoshop, poi Antonio Serra mi ha fatto scoprire Manga Studio che i retini li aveva già belli e pronti  (all'epoca c'era la versione 3, adesso dopo la 4 c'è una versione un po' diversa dalle precedenti, la 5).
Di disegnare interamente in digitale non pensavo affatto, non conoscevo molti disegnatori che ci lavoravano, e in generale mi sembrava difficile poter riprodurre il proprio segno naturale con uno strumento tecnologico; quello che mi ha convinto a fare una prova è stato l'aggravarsi della mia presbiopia: nonostante l'adozione degli occhiali da vista facevo lo stesso fatica a disegnare le scene con molti particolari, specie se piccoli, magari inseriti in panoramiche.
O ingrandivo le mie tavole, aumentando il tempo di lavorazione (e non potevo permettermelo), o trovavo un'altra soluzione: ad esempio provando a inchiostrare digitalmente, magari continuando a disegnare le mie tavole a matita.
Feci prima una prova per verificare il grado di somiglianza tra segno su carta e segno digitale: mostrai a Serra la stessa grande vignetta in due versioni, cartacea e digitale; la sua reazione mi fece capire che avrei potuto inchiostrare digitalmente senza sacrificare il mio segno "naturale" dato che era difficile distinguere tra le due versioni.
Fino ad allora non mi ero interessata delle problematiche del digitale, né a dire la verità avevo visto tutorial o cercato consigli tecnici; solo col tempo ho approfondito lo studio del programma Manga Studio e in generale del modo di disegnare digitalmente (la mia personale procedura di inchiostrazione digitale di una tavola a fumetti - adesso - la si può vedere in questo video; per sapere invece come ho iniziato a usare il digitale qui un articolo con la procedura di creazione di una mia tavola nel 2009).

Adesso le domande e i dubbi su questa scelta aumentano, mi dispiace un po' di stare perdendo il contatto con la carta e la sensibilità a tratti diversi, forse anche la possibilità di migliorare certi effetti che su carta magari è più difficile ottenere (per me) ma che mi permetterebbero di esplorare nuove strade; è anche vero però che l'uso del pennello ricaricabile e dei pennarelli non mi soddisfava più, se dovessi tornare indietro dovrei cercare nuovi modi, nuove tecniche, un nuovo segno: avrei bisogno di parecchio tempo.
Tra poco meno di un anno avrò finito i lavori adesso in sospeso, lavori tutti inchiostrati in digitale; cosa farò dopo non lo so. Non escludo nessuna ipotesi, le uniche cose che conteranno saranno la voglia di fare, la possibilità di farlo senza troppi problemi, il tempo a disposizione, il risultato finale: in base alla somma di queste esigenze penserò poi se continuare in digitale, se tornare alla carta o se dividermi tra un mezzo e l'altro.

VARIETÀ DEI MODI DI USARE IL DIGITALE
Intanto mi sono resa conto di quanti disegnatori lavorano già da tempo in digitale: i coloristi dei fumetti seriali, ad esempio, che sembravano usare tutti Photoshop; poi l'avvento della Cintiq mi sembra abbia accelerato l'adozione del digitale (e per tutte le fasi del disegno) anche da parte di molti disegnatori che magari con la tavoletta grafica si trovavano un po' a disagio.
L'uso del digitale nel fumetto e nell'illustrazione mi pare molto vario a seconda delle esigenze e delle inclinazioni personali: c'è chi ha abbandonato quasi del tutto il cartaceo e realizza tutte le fasi del proprio lavoro in digitale; chi disegna le tavole a matita e poi le inchiostra in digitale, chi al contrario fa le matite in digitale e poi le stampa in blu per poterle poi inchiostrare dal vero; chi ancora lavora su carta e poi scansiona alla fine le tavole per rifinirle in digitale con effetti vari, oppure aggiunge la colorazione.
In tutto ciò bisogna notare che molti alternano lavori su carta o in digitale a seconda del tipo di lavoro - se destinato alla vendita per collezionisti, oppure per lavori veloci e seriali, o per riviste.

ORIGINALI E CONSERVAZIONE DEI FILE DIGITALI
Bastien Vivés
I disegnatori digitali si preoccupano del fatto che non esisteranno originali dei propri lavori? Alcuni sì, la maggior parte credo di no. Il fatto che non possano poi essere venduti dei disegni originali dovrebbe preoccupare più i professionisti affermati o gli esordienti?
Non lo so, di certo ci sono tanti professionisti e tanti esordienti che usano il digitale, lo fanno nonostante tutti i contro di questo tipo di creazione: inesistenza di originali e dubbi sulle conservazioni nel tempo dei file digitali.

Sulla prima di queste problematiche è possibile rispondere attraverso la lettura di questo post ("Sulla produzione di un originale nell'illustrazione digitale") di LRNZ, ovvero Lorenzo Ceccotti: per alcuni collezionisti vecchio stampo può darsi che anche le sue proposte siano insoddisfacenti, ma di sicuro possono invece andare incontro a un pubblico che desidera lo stesso avere delle stampe di qualità di lavori digitali di grandi autori (non dimentichiamo che da tempo immemore esistono le stampe litografiche, le incisioni, quelle a tiratura limitata, ecc., e queste hanno un loro mercato pur  essendo in vendita delle copie, in pratica - anche se rese in un certo senso uniche, distinguibili).
Per la seconda questione è bene ricordare che tutti i dati digitali hanno il problema dell'obsolescenza dei supporti: è una cosa che riguarda praticamente ogni settore della nostra vita dato che la società si è informatizzata e digitalizzata, e lo sarà sempre più.
Quello che faccio personalmente (e che consiglio) è quello di salvare i file su più supporti, compresi DVD, e di conservarli anche in posti diversi (a casa di parenti ad esempio); di convertirli poi in caso dell'avvento di una nuova tecnologia; infine di stampare i file più importanti in buona qualità, sperando che presto ci sia la possibilità di farlo più facilmente e con minor costo rispetto alla soluzione proposta da LRNZ - che è rivolta in speciale modo per la vendita professionale ad alta qualità.
Vorrei anche ricordare che ci sono tanti disegnatori che in passato hanno perso originali di cui magari erano state fatte solo delle copie scarse o per nulla affatto: oggi è facile fare delle ottime scansioni dei propri lavori e premunirsi anche in caso di smarrimenti e furti. In tutto il mondo enti che hanno opere d'arte di vario tipo stanno digitalizzando tutto il patrimonio a loro disposizione: i file digitali forse non saranno eterni, ma non lo sono neanche le opere su carta e altri supporti deperibili.

ETICA NELL'USO/NON USO DEL DIGITALE?
L'idea di scrivere questo post mi è venuta dopo aver letto un paio di giudizi severi sul fumetto digitale, in particolare sul fatto che non lasciando originali si potesse in qualche modo non rispettare il lettore. Non sono potuta intervenire in una discussione dove ero di passaggio, e non ho potuto chiedere lumi: non si rispetta il lettore perché lo si priva del piacere di vedere gli originali in qualche mostra? Perché col digitale si possono usare "trucchi" non visibili? Perché il digitale è incorporeo mentre l'essenza del disegno è nella sua esistenza fisica e materica?
Non lo so, però questi giudizi mi hanno un po' angustiato, mi hanno anche fatto riflettere sulla natura del disegno digitale e sulla strada che ho intrapreso - come detto sopra ignoro se temporanea o no.
All'inizio della mia "carriera" digitale ogni tanto pensavo al fatto che il mio disegno non esisteva fisicamente, era solo un ammasso di pixel; mi dispiaceva? Sì e no, le mie prime sensazioni riguardavano soprattutto la sorpresa e la curiosità di usare "pennelli" e strumenti nuovi, e la facilità con cui potevo tenere sotto controllo le proporzioni dei personaggi e degli ambienti, oppure la comodità di poter impostare le prospettive (che, ricordo, il software non  costruisce da solo, ma bisogna che noi diamo l'impostazione giusta). 
 Non ho l'abitudine di vendere i miei originali, un po' per mancanza di tempo e contatti, un po' perché ho sempre pensato che non ci sarebbero stati molti lettori interessati a comprare le mie tavole - ci sono disegnatori molto più noti e apprezzati di me in giro; quindi questo pensiero per un po' non l'ho avuto.
Non sono una feticista della carta, in casa ho appesi pochissimi originali, nessuno mio; poi certo quando mi capitano sotto mano degli originali li guardo con piacere, specie se di grandi autori. È anche osservando tanto tempo fa degli originali di Andrea Pazienza che ho capito che usava i pennarelli (all'epoca ero giovane e sapevo poco di tutto) o che era umano anche lui e che usava talvolta le pecette.

Da giovane - ma anche dopo - per me il fumetto o anche le illustrazioni dei libri erano indissolubilmente legati al supporto su cui li leggevo/guardavo: per me la gioia era entrare nella storia, viverla sfogliando il giornale, guardarla mentre mi accucciavo nel letto o sul divano, mentre facevo merenda o andavo in autobus a scuola. Il fumetto è quello che è anche in virtù della sua serialità e della facilità di reperimento e di trasporto - non è qualcosa da appendere al muro e adorare.
Dave Gibbons
È bello che ci siano le mostre dove poter vedere come nascono realmente i disegni, ma potrei vivere anche senza mai averne vista nessuna mentre invece non potrebbe essere il contrario: dover guardare tavole incorniciate e non poter sfogliare dei fumetti, ad esempio.
Come disegnatrice il mio dovere è disegnare nel miglior modo possibile e farlo in un modo che sia ben leggibile su carta, nel formato in cui è destinato: credo che questo sia il modo con cui posso rispettare il lettore - lettore che in pochissimi casi vedrà mai un mio originale (come d'altronde è accaduto a me con centinaia di disegnatori di cui ho ammirato i fumetti). Se con il digitale io ho avuto modo di migliorare certi miei punti deboli credo che in questo modo faccio più contento il lettore - e anche me stessa.  
Autori come LRNZ stanno dando un valore specifico al disegno digitale, approfondendo ed esplorandone la tecnica e le possibilità espressive (guardate i suoi video su Youtube); ci saranno fumetti e/o illustrazioni che potranno essere concepite solo con il digitale o solo su carta, o che potranno essere un misto delle due. Per me vorrà dire che l'uso del digitale aggiungerà del nuovo nelle arti visive, che il lettore avrà più cose da vedere, diverse.

COSA VUOL DIRE "FARE FUMETTI"? COSA VUOL DIRE "LEGGERE FUMETTI"?
Alla fine se vogliamo parlare del confronto carta/digitale dobbiamo parlare anche di cosa voglia dire leggere un fumetto, e di cosa voglia dire disegnarlo.
Cosa vuole il lettore di fumetti che va in edicola, in fumetteria o in libreria? Come possiamo darglielo noi disegnatori e autori? 
Disegni, storie da guardare, da leggere, per decenni stampate su carta in migliaia di copie... Migliaia di lettori, pochissimi dei quali sapevano (e sanno) cosa sono le tavole, con cosa si disegna, quanto ci si mette.
Lavorare in digitale o su carta cambia qualcosa nel modo in cui vengono letti i fumetti (o guardate le illustrazioni su riviste e libri)? Cambia qualcosa nella loro qualità, nel senso della loro esistenza? Se disegno i miei fumetti e questi vengono pubblicati cambia qualcosa in quelle storie se i miei originali saranno poi tutti bruciati? Cambia qualcosa se invece esistono nel mio pc sotto forma di pixel?
Il disegnatore si diverte a creare forme, riprodurre e disporre ciò che vede o immagina su uno spazio, lo struttura, lo riempie di segni, di forme nere, assottiglia il segno del pennello, lo allarga, lo sporca, ci gioca anche; lo fa con pennini, pennelli, pennarelli, matite, pastelli, a volte si inventa gli strumenti, li modifica. Poi senza soluzione di continuità prova un altro strumento, è collegato con una penna USB a un pc e lui guarda a schermo il suo disegno prendere vita, adattarsi a quello che ha in mente, oppure crea nuovi effetti - proprio come disegnasse su carta.
Perché questo disegnatore dovrebbe rinunciare a usare questo nuovo mezzo? Se gli piace e si diverte, se lo aiuta in certi passaggi, se il risultato è comparabile a quello che faceva prima, una volta visto su carta - perché no?
E certo, accettando le conseguenze di non avere originali da esporre e vendere, per sua scelta (e rimando alle possibili alternative) - perché no?

PERCHÈ NO?
Parliamo anche del "romanticismo" della carta, dei profumi degli inchiostri, del calore che traspare dai disegni fatti a mano: credo siano cose che riguardano - al limite - più il disegnatore che i fumetti in sé o i lettori che leggono delle storie; la maggior parte dei disegni nati digitalmente (ovviamente parlo di opere di professionisti, o di autori abbastanza bravi - non necessariamente tanto bravi) non vengono riconosciuti in quanto tali - figli delle fredde macchine - dalla stragrande maggioranza dei lettori, spesso neanche dai disegnatori.
Però mettiamo che alcuni fumetti o illustrazioni siano riconoscibili come digitali, perché vogliono mostrarsi così, nativi digitali, altra cosa rispetto al solito: perché no? Se esprimono e comunicano quello che desidera il disegnatore, se raccontano qualcosa al lettore (e magari qualcosa di nuovo), perché no? Perché caldo è buono e freddo no? Perché l'istinto a priori viene considerato meritevole e la riflessione no? Sempre ammesso che i disegni digitali non nascano allo stesso modo di quelli su carta, seguendo l'impulso - sempre quello - a tracciare qualcosa che prima non esisteva.
E poi: anche ci mettessi meno a disegnare in digitale, ma con gli stessi risultati di sempre, perché no? Magari ho più tempo per disegnare altre belle cose (si spera), per migliorare, per esplorare; cosa importa al lettore quanto ore ci ho messo a fare una tavola? Sa il lettore che certi disegnatori ci mettono una giornata (anche meno) a realizzare un tavola e altri 3 o 4 giornate? È più valevole quello che ce ne mette 3? 
Disegnare, al pari dello scrivere storie, è un atto che parte dal cervello, é  lì che risiede il valore primario. Che io poi sia più veloce o più lenta non conta nulla nel valore di ciò che realizzo.

L'argomento del disegno digitale andrebbe affrontato in maniera più profonda di come ho fatto io qui, lasciandomi anche trascinare da opinioni molto personali; spero che questo post venga recepito anche come input e occasione per portare avanti delle riflessioni più puntuali e informate.

(Ah, il testo che va a finire quasi sopra le immagini dà fastidio anche a me ma non so come rimediare, Blogger non dà opzioni per il layout; e non capisco perché due immagini abbiano abbastanza spazio intorno e le altre due no)

lunedì 21 luglio 2014

Una tavola dal Nathan in lavorazione (a 2/3 della storia)


Non sono molte le occasioni in cui posso postare tavole intere della storia di Nathan Never che sto disegnando - il pericolo spoiler si annida quasi dietro ogni sequenza.
In questa tavola (che si trova circa a due terzi della storia) si vede un inseguimento che si protrarrà per un po'; alla guida di uno dei flyer c'è Orson, dietro di lui Legs Weaver: altro non posso dire.
Per chi non lo sapesse sto inchiostrando tutta la storia in digitale, con Manga Studio 4 EX; colgo ancora l'occasione per ricordare il "sondaggio" che ho lanciato qui a proposito del disegno digitale, aperto a tutti (aspetto ancora un po' per scrivere il post promesso).
La sceneggiatura di questa storia è di Giovanni Eccher.


Immagine ©Sergio Bonelli Editore

domenica 13 luglio 2014

Varie -68

Prima dei consigli di lettura sul web ricordo a chi passa di qui solo saltuariamente che mi farebbe piacere avere ulteriori pareri sul disegno digitale - è tutto spiegato qui: "Sondaggio sul disegno digitale"; per adesso sono intervenuti sul mio blog 12 persone diverse e 11 nel forum di Nathan Never - pochini nel complesso sapendo che il post ha avuto almeno 300 contatti diretti (più altri attraverso i feed). C'è ancora tempo per rispondere poiché non credo di poter scrivere il post sul tema prima di un'altra settimana.