giovedì 5 novembre 2009

Mini lezione (3) di Manga Studio: “Le vignette”

















La "minilezione" 1 è qui, la 2 è qui. Proseguo le spiegazioni immaginando di seguire il mio modo abituale di procedere quando adopero Manga Studio.

Una volta caricata all’interno della mia pagina il bozzetto a matita proseguo definendo i riquadri delle varie vignette a “china”.

Manga Studio ha al suo interno tutta una serie di gabbie di vario tipo preimpostate che si trovano nella PaletteMaterials”→ MaterialDefaultPanel Material. All’interno di questa cartella ci sono altre cartelle che sono numerate a seconda della quantità di vignette in cui è suddivisa la tavola, le quali a loro volta contengono diversi tipi di taglio e layout delle vignette. Basterà trascinare all’interno della nostra tavola uno di questi layout ed esso si sistemerà automaticamente all’interno della gabbia di base (il “Print Guide and Basic”: vedi lezione 1).

Ci sono diversi modi in realtà di creare i riquadri delle vignette:

1): Il primo è quello sopra esposto, comodo soprattutto per chi ha una suddivisione abbastanza regolare della tavola (anche se si trovano layout molto vari e particolari); basta un drag and drop, ed è fatta. Con questo metodo vengono creati dei livelli per ogni vignetta (“Panel folder”); all’interno di ogni “Panel folder” (che contiene il contorno della vignetta, il cui spessore è modificale nella Palette “Properties” – Panel Ruler- Line Width) troviamo il livello su cui potremo disegnare (“Layer”): il livello del bordo della vignetta è indipendente dal disegno contenuto nel “Layer”. Tra l’altro è possibile “sbordare” senza bisogno di cancellare dopo; basta uscire dai livelli dei “Panel folder” per rendersene conto (ossia lasciandoli deselezionati). Personalmente uso questo metodo perchè più veloce: nella cartella “Preferiti” dei “Panel Material” ho salvato il modello “1-Panel basic”, che come si intuisce dal nome è costituito dal contorno puro e semplice della tavola intera. Dopodichè suddivido la tavola seguendo le linee che ho già tracciato sul mio bozzetto a matita. Posso fare ciò usando lo strumento “Panel Ruler Cutter” nella palette degli Strumenti (è il quarto dall’alto nella colonna di sinistra): basta avvicinare il cursore sul bordo della tavola all’altezza voluta e cliccare, rilasciando il tasto dopo che le linee si sono sistemate ortogonalmente (volendo invece si possono creare vignette inclinate a piacere, basta togliere la spunta che fissa il tipo di inclinazione a 45° nel “Panel Ruler Cutter Tool Options” – ovvero la palette attraverso cui si possono cambiare i settaggi degli strumenti: vedere la lezione 1foto 1).


2): altro metodo (che sto usando ultimamente) è quello di creare al solito una “Page” nuova, poi nella Palette dei “Layers” clicclare sull’iconcina accanto a “Image”, proprio in cima all’elenco dei livelli. Nella finestra che si aprirà (con scritto “New layer”) scegliere come “Layer type→“Raster + (Panel Ruler)”. Avremo così realizzato il bordo della tavola intera; per suddividerla in strisce e vignette io adopero il solito “Panel Ruler Cutter”, ma in questo caso, creando un livello al di sotto di quello che contiene il (Panel Ruler) potrò disegnare “sbordando” (attenzione che la sbordatura che finisce all’interno di un’altra vignetta si vede, dato che qui la suddivisione in vignette non genera dei livelli indipendenti). Per chi utilizza delle vignette regolari e simmetriche è possibile adoperare un altro metodo rispetto al “taglio” con il “Panel Ruler Cutter”: si seleziona il “Layer” con all’interno il (Panel Ruler), poi si va sulla barra in alto nel menu “Ruler” → “Split Panel Ruler”. Si aprirà una finestra (“Split Panel Border Ruler”) in cui potrete decidere i vari tagli, sia in orizzontale che verticale.


3): altro metodo: nella palette "Layers" cliccare su "Ruler" e scegliere "Panel Ruler Layer"; una volta creato questo livello all'interno di "Ruler" cliccarci su col tasto destro e scegliere "Change Layer Type". Si aprirà una finestra ("Convert Panel Ruler", vedi foto...), dovrebbe essere già selezionata la voce "Generate Panel Folder", e "Convert Panel line Image To Layer": in questo modo ogni vignetta avrà il proprio "Panel Folder" con relativo bordo ("Panel Line") e "Layer" in cui disegnare. Se selezionato, e trascinato con il tool "Move layer" (palette degli "Strumenti", il quarto dall'alto, colonna di destra) potremo trascinare tutta la nostra vignetta a piacere nella tavola, scambiarla di posto con un'altra, ecc.

martedì 3 novembre 2009

Uno strano settimanale (dagli USA)


Il mio caro amico G. (fumettaro sceneggiatore e altro) mi ha fatto vedere un giorno una roba strana che sembrava un giornale tipo La Stampa, ripiegato in 4, ma il cui contenuto è costituito da storie a fumetti di personaggi DC (ovvero Superman, Lanterna Verde, Batman, ecc.).
Il nome della pubblicazione è "Wednesday Comics" ed è un settimanale la cui "copertina" si presenta come nella foto 1; una volta aperto si scopre che ogni pagina è dedicata a un solo personaggio (nella foto 2 la prima pagina offre un "Batman" della coppia Azzarello-Risso). In tutto le serie rappresentate sono 15 (compaiono anche "Metamorpho" di Gaiman-Allred, "Sgt. Rock" dei Kubert (papà e figlio), "Strange Adventures" di Pope, ecc.
L'idea è molto forte e non so quanto successo abbia avuto questo recuperare certi modi del vecchio fumetto (la brevità degli episodi); certo è che qui la cosa che salta all'occhio è la disposizione grafica della tavola, che assume aspetti da illustrazione - non per niente i diversi tipo di segno sono accomunati da un estremo gusto estetico, anche compiaciuto a volte.
A me l'idea di di poter immergermi in grande formato in queste belle vignette mi è piaciuta comunque, e mi sono fiondata nella fumetteria dove certamente avrei trovato questi "giornali": "La Borsa del Fumetto" di Milano, storica fumetteria situata tra Corso Buenos Aires e la Stazione Centrale. Sono riuscita a trovare i numeri dal 7 al 12, non per seguire le storie - a mio vedere meno importanti dell'impostazione grafica e del disegno.

giovedì 29 ottobre 2009

Letture parallele




Ultimamente mi è capitato di leggere nello stesso momento un libro e due fumetti che hanno una caratteristica in comune - beninteso declinata con sensi e modalità diverse: una presenza massiccia dell'elemento "sesso". Del sesso è schiavo il protagonista de "La morte di Bunny Munro", di sesso (e di donne) è intriso "L'amore colpevole", e il sesso è uno dei punti di vista importanti da cui parte Robert Crumb per una rappresentazione caustica della realtà americana, letto qui nel volume antologico "Fritz il gatto".
"La morte di Bunny Munro" di Nick Cave l'ho preso per caso mentre stavo ciondolando in una libreria che stava facendo il 30% di sconto su tutti i libri; sfogliandolo mi aveva attirato una frase dove il protagonista guida una Punto gialla (!), e poi mi avevano incuriosito non poco le scuse finali di Nick Cave ad Avril Lavigne e Kylie Minogue (con quest'ultima ha peraltro duettato in una canzone niente male).
Negli ultimi anni leggo pochissima narrativa - difficilmente trovo delle storie che mi interessino, per cui il fatto che abbia letto agevolmente e senza annoiarmi questo libro per me significa qualcosa, anche se non saprei dire se mi sia piaciuto veramente e cosa mi abbia lasciato.
Posso dire senz'altro che Nick Cave scrive meglio di alcuni (forse tanti) scrittori che mi sono capitati sott'occhio, e che alcune scene di "Bunny Munro" rimangono nella mente. Soprattutto Nick Cave è riuscito a dare un'oscura profondità a un personaggio del tutto superficiale e squallido, e il rapporto con il povero figlio di 9 anni (che lo ama e lo ammira nonostante il disinteresse palese del padre) è uno dei tratti più riusciti del libro (qui se ne possono leggere degli estratti).
Le scuse (credo anche un po' scherzose) di Nick Cave alle due cantanti (molto citate nel libro, e non per le loro virtù canore) si spiegano con la sessuomania del protagonista, e il linguaggio crudo ed esplicito che lo caratterizza. Bunny Munro è costantemente ossessionato dal sesso, e le donne non sono altro che il mezzo attraverso cui arrivarci, ridotte spesso, nei deliri porno del protagonista, a puri e semplici organi genitali.
La visionarietà che caratterizza il romanzo non è mai eccessiva, e la scena finale (che rappresenta il culmine immaginifico del romanzo) mi ricorda stranamente l'elemento-cornice del libro a fumetti di Maurizio Rosenzweig, "L'amore colpevole"; qui l'alter-ego di Maurizio, Davide Golia, si trova in una specie di Inferno-Tribunale a essere giudicato da donne-demoni, rappresentanti delle tante donne che il protagonista ha, secondo loro (con diverse ragioni, io credo) illuso, ingannato, amato male, amato poco o per niente.
Il processo infernale diventa la cornice fumettistica (la parte a colori, molto ben disegnata) al cui interno sono presenti alcuni racconti (in bianco e nero) di diverse epoche con protagonista Davide Golia e il suo rapporto col femminile. In questo caso il sesso è un'esplicitazione dell'amore reale di Davide Golia per le donne, solo che un amore e una devozione siffatte, pur nel rispetto della singolarità di ognuna di esse (Rosenzweig tra l'altro è un maestro nel disegnarle) diventa qualcosa di impalpabile se moltiplicato in maniera così ripetitiva. D'altra parte le avventure di Davide Golia non consistono solo nelle sue performance seduttive, ma anche nelle sue riflessioni sull'amore e sulle donne, sulla vita in generale. A tutto ciò si aggiungano delle parti molto umoristiche dove vengono rivisitati certi momenti dell'immaginario fanta-filmico e pop, mixato all'immaginario erotico del protagonista il risultato che ne viene fuori è abbastanza denso e interessante.
Di Robert Crumb non ho mai posseduto nessuna opera ma ho letto negli anni ritagli, vignette, piccole storie recuperate su riviste; è quello che si dice un classico indispensabile da conoscere per ogni fumettista. Personalmente non sono mai riuscita ad avere un feeling con questo autore sebbene ammiri molto lo stile di disegno più preciso e ricco di tratteggi della maturità. Ho acquistato il volume dei "Maestri del fumetto" per provare a leggere con più attenzione le storie lì presenti, ma la distanza rimane. So che è stato contestato dalle femministe, non so in particolare per cosa, mi sembra che l'anticonformismo e l'ironia di Crumb debbano essere liberi di manifestarsi come gli pare; il mio non è un giudizio dato dalla sua finta o reale misoginia, ma l'immagine della donna come tentatrice eterna, seduttrice e torturatrice di poveri uomini mi annoia profondamente, non ci vedo niente di nuovo; unica eccezione che mi ha divertito: le storie con Demonia (donna eccessiva, sensuale e matta), che sono un passo oltre le fissazioni sessuali del povero protagonista - direi che si va verso i confini del surreale.
Non è solo questo aspetto del sesso come ossessione che mi ha trovato poco coinvolta nelle storie di Crumb - le storie di Fritz il gatto ad esempio non mi piacciono granchè, e altre cose mi lasciano perplessa, ma tant'è, certe tavole sono comunque stupende.


mercoledì 28 ottobre 2009

La mia canzone del momento

Non esiste video ufficiale di questa canzone di Franco Battiato - "Stranizza d'amuri" tratta dall'album "L'era del cinghiale bianco" del 1979. Il giro di basso mi piace molto, e in generale la trama musicale.
In questo periodo sto riascoltando molto queste canzoni, e anche l'album seguente "Patriots", bellissimo.

domenica 25 ottobre 2009

Personale (per E., se passa da queste parti)

Un saluto personale a E., se viene e vedere questo blog, e un consiglio: se vuoi vedere qualche mio disegno qui puoi scorrere la colonna delle etichette (a destra, un po' in basso) e scegliere "Bonelli", "Fumetti" o "Illustrazioni" - così fai prima.
Altro consiglio, ma musicale, è per questa canzone che ha dei riverberi danzerecci anche se il testo non mi sembra allegrissimo: volevo mettere qui il video ma non si può, così devo linkare qui.
Buona visione!

sabato 24 ottobre 2009

Mini lezione (2) di Manga Studio: “Importare immagini”

Qui la "Mini lezione" 1.



Continuo gli esempi per il programma Manga Studio seguendo il mio modus operandi : dopo la creazione di una tavola di solito importo il mio bozzetto a matita (scansionato a 300 dpi, ma va bene qualsiasi risoluzione) che userò come traccia su cui chinare. Potrei anche realizzare le matite direttamente con Manga Studio, ma disegnare almeno questa parte del lavoro a mano mi serve per non tagliare del tutto i ponti con la manualità e con la carta; aggiungo che disegnando sul mio foglio A3 a mano riesco ad avere uno sguardo d’insieme migliore sull’impostazione della tavola.

Nella foto 1 possiamo osservare tutte le diverse opzioni di importazione (File→Import): nel mio caso sceglierò “Image File”, e potrò importare qualsiasi tipo di file grafico. A seconda della risoluzione del file bisognerà ingrandire l’immagine fino a farla aderire all’interno della nostra gabbia, o a piacere se si tratterà di inserirla in un angolo della tavola: dal momento in cui si importa l’immagine si aprirà una finestra a destra con tutte le opzioni possibili. Dopo aver dato l’”ok” troveremo l’immagine importata come livello, ma stranamente (se qualcuno conosce l’arcano me lo spieghi!) di default il livello viene considerato come “Finish” (e va bene) ma è impossibile lavorarci su (tipo voler selezionare una parte del disegno a matita e modificarla, come a me capita spesso); per poter fare ciò ( foto 2) bisogna selezionare il livello, cliccare sul tasto destro (o cliccare sull’icona in alto a destra della finestra livelli), scegliere “Change Layer Type” e cliccare su “Sketch(D)”.

Oltre a poter importare file immagine (compreso i file di Photoshop i cui diversi livelli saranno leggibili dal programma) possiamo inserire persino dei file di testo (solo in formato .txt) che possono essere modificati poi a piacere (tipo di font, grandezza, ecc.); le voci "Page", "Layer" e "Multiple layer file" si riferiscono a file creati con Manga Studio che possiamo importare nella nostra tavola (può essere utile avere bisogno di importare uno o due livelli da un'altra tavola, forse un po' difficili da riconoscere al momento dell'importazione perchè semplicemente numerati: attenzione che i livelli disegnati sono quelli contraddistinti dal suffisso .cra).

La cosa più interessante (per alcuni credo!) è però la possibilità che ha Manga Studio di importare diversi tipi di file in 3D, ovvero oggetti, treni, case, edifici, ecc. realizzati in 3D e totalmente ruotabili e configurabili con questo incredibile programma! All'interno di Manga Studio si possono trovare diversi esempi (aprire la cartella "Material" all'interno della paletta "Materials"), ma si possono trovare file in 3D in molte riviste di grafica, o su internet (verificare che l'estensione sia supportata da Manga Studio) - qui c'è un esempio nella foto 3.

Nei manga non è inusuale usare come sfondi palazzi, auto e altro derivati evidentemente da foto: per questo in Manga Studio c'è un'apposita modalità di importazione di foto - chiamata 2DLT - che permette una trattazione in senso più grafico dell'immagine, in maniera da poterla inserire (magari ritoccata adeguatamente) all'interno della nostra vignetta. Anche in questo caso ci sono degli esempi già pronti all'interno della cartella "Material".

Non usando io questa funzione (quando mi serve di riprodurre un edificio esistente, ad esempio, mi limito a prendere come esempio una foto o più di riferimento - nessun ricalco) non ho potuto approfondire il processo che dovrebbe portare a una personalizzazione del segno, tanto più che nella mia prova non riesco poi a intervenire sul livello creato - posto comunque un esempio nella foto 4.

giovedì 22 ottobre 2009

Per i milanesi: "Streep" all'Arci Bitte

Avrei dovuto pensare prima a scriverci un post, ma tant'è, mi perdo in una marea di cose - lasciamo perdere!...
"Streep" è una mostra e anche una serie di eventi/incontri a tema fumettistico che si svolgono all'Arci Bitte di via Watt a Milano. Stasera c'è Bacilieri ad esempio, e domani Gipi, e domenica Muñoz...
Per i particolari e il programma andate qui, e date un'occhiata al blog di Paolo Interdonato che è uno degli organizzatori e che racconta e aggiorna su questo evento.
Ieri sono stata per la prima volta all'Arci Bitte, che è davvero uno spazio straordinario (ancorchè un po' nascosto, consiglio una volta individuato il cancello d'accesso in via Watt di proseguire in fondo poi a sinistra, e in fondo poi a destra); la mostra consiste in una specie di percorso (organizzato attraverso pannelli appesi per aria ad altezza uomo) che traccia una linea storica in particolare del fumetto giornalistico e di realtà, con i suoi inizi che si rintracciano nell'ottocento dei disegni satirici. Per i meno appassionati e informati è a disposizione una minilibreria con in vendita una selezione di fumetti (che seguono un po' la linea espressiva tema della mostra) .
Ieri sera appunto c'era Enrico Deaglio che presentava il video con la sua intervista a Art Spiegelman, sempre interessante.
Da segnalare lo spazio mangereccio, con comodi tavoli e cucina dai piatti selezionati e molto invitanti, a leggere il menu creativo di ieri sera.

mercoledì 21 ottobre 2009

Mini lezione (1) di Manga Studio: “Iniziamo”

Qui la presentazione di queste "mini lezioni".

Voglio dare un consiglio d’acquisto (per chi non l’avesse ancora fatto) a proposito della tavoletta grafica, strumento indispensabile per chi usa programmi del genere: comprate secondo le vostre tasche, ma comprate una Wacom. Si va dalla Bamboo alla più costosa Intuos (come la mia, ahimè non più ultimo modello come questa), in ogni caso la qualità è ottima (rispondenza della penna ottica, morbidezza, duttilità, ecc.).

Bene, per iniziare seguirò i passi che solitamente compio io per iniziare a disegnare una tavola (più precisamente inchiostrare e retinare) con Manga Studio. Avviando il programma troverò la scrivania con le Palette che di solito uso (che non sono tutte), come si vede nella foto uno. In blu in alto ci sono tutte le icone che attivano o nascondono le palette, a piacere (ma possiamo farlo anche dal menu “Window”). In rosso le icone che controllano la creazione di una “pagina”, di una “storia” (non ne parlo per adesso), l’apertura del file, il salvataggio.

Un altro modo di avviare Manga Studio è nella “versione” Beginner’s Assistant - se non si trova avviato di default all’inizio possiamo attivarlo cliccando sulla freccettina nera a destra (freccia gialla) o andando sempre nel menu “Window” - ma di questo vorrei parlare in un altro post.

Sia che dobbiamo disegnare una tavola ex-novo, sia che vogliamo utilizzare matite o immagini su cui disegnare per prima cosa bisogna creare una “Pagina” (“New Page”) come indicato in foto (in verde), oppure aprendo il menu “File”-“New”-“Page”.

A questo punto si aprirà la finestra dove è possibile impostare le misure e le caratteristiche della nostra tavola (o confermarle). Nella foto due è evidenziato la cosa importante da specificare: se la nostra tavola sarà in bianco e nero o a colori (se volete usare i colori con la tavola impostata su “Monocromo” sarà impossibile).

Io come vedete uso una risoluzione a 600 dpi e una tavola grande quasi come un A3. La pagina è impostabile in ogni minima parte, a piacere (nel menu in alto “Page templates” si trovano misure già preimpostate). La gabbia reale della nostra tavola è la misura inserita in basso, in “Basic frame”. Nella foto uno in marrone è indicata come appare la nostra "gabbia" (che sarà invisibile alla stampa) e che è disattivabile attraverso il riquadro indicato ("Print guide and basic frame") una volta che non ci servirà più.

Bene, per adesso è tutto, devo tornare al lavoro!

“Mini lezioni” di Manga Studio: presentazione


Chiamerò i prossimi post su Manga Studio “mini lezioni” poiché non ho la pretesa di essere esaustiva su questo programma: io stessa ne conosco solo una minima parte, data la sua vastità e il poco tempo che ho per studiarmi il manuale (in inglese, che mastico male).

Partirò dalla mia attuale e pratica esperienza con Manga Studio EX 4, ma anche chi ha la versione Debut dovrebbe più o meno poter seguire gli esempi che farò passo passo (esempi brevi, per mancanza di tempo, spero di essere perdonata!).

Do per scontato che il lettore non sappia nulla o quasi del programma, per cui comincerò dalle basi - spero di non annoiare troppo nei primi post.

Le “mini lezioni” saranno inserite per comodità di consultazione nell’etichetta “Manga Studio” (a destra nel blog si trova la colonna con l’elenco delle “Etichette” ).

Per la ricerca di “mini lezioni” specifiche (esempio: “livelli”, “pennelli”, ecc.) consiglio l’uso di “Cerca nel blog” che trovate in alto a destra a capo pagina.

P:S: Due dei link di questo post portano all'Apple store perchè le descrizioni sono in italiano, ma è chiaro che Manga Studio è un programma disponibile sia per Windows che per Mac.

lunedì 19 ottobre 2009

Prossimamente sul blog


Intanto posto una striscia tratta dal lavoro su "La squadra fantasma" che ho iniziato a agosto e che va avanti in maniera troppo lenta, ma con molta soddisfazione; e poi annuncio che prossimamente su questo blog posterò una serie di mini lezioni su Manga Studio - in realtà dei semplici passo-passo a cominciare dalle cose più semplici, pensate per i neofiti.
Saranno più delle "pillole" di spiegazioni fornite quando il tempo me lo permetterà. Userò per questi post l'etichetta "Manga Studio" in maniera da poterle trovare riunite in una futura ricerca.