martedì 30 giugno 2009

Stabilo anni 80





















Negli anni 80 fui fulminata dall'opera di Andrea Pazienza, come tanti. Rinunciai presto a copiare quel segno inimitabile, anche perchè era chiaro che non ne avevo nè la capacità nè il motivo.
Però l'uso del pennarello ad alcol per la colorazione di illustrazioni e fumetti mi aveva davvero entusiasmato, e per un po' consumai scatole e scatole di Stabilo dai colori brillanti.
Non sapevo come Pazienza usava effettivamente questa tecnica, io ne trovai una mia, lentissima e faticosa: per rendere il più omogenea possibile la superficie colorata andavo avanti con la punta del pennello in piccoli circoli che cercavo di non sovrapporre. Alcune tonalità invece le ottenevo sovrapponendo diversi colori (non avevo a disposizione molto denaro e cercavo di farmi durare i pennarelli che avevo il più possibile).
Chi ha vissuto in quegli anni troverà degli accenni di look tipico di quell'epoca...

Le illustrazioni sono tutte datate 1986.

domenica 21 giugno 2009

Un paio di tavole in anteprima



Ogni tanto mi ricordo di postare qualcosa di quello che sto disegnando in questo momento, ovvero la seconda storia de "La squadra fantasma" (della collana "Universo Alfa" - Sergio Bonelli Editore).
Al solito scelgo delle tavole non molto significative, per non anticipare troppo le sorprese della storia (o la comparsa di nuovi personaggi).
Queste tavole sono la numero 102 e 108 dell'albo, che alla fine sarà formato da 170 pagine; in una è protagonista Legs Weaver, nell'altra Janet Blaise, ed entrambe si stanno aggirando in una grossa città dell'Africa.
Spero che i retini non siano troppo impastati, dovendo per necessità alleggerire molto il peso delle tavole.

Copyright immagini © Sergio Bonelli Editore

mercoledì 17 giugno 2009

L'abbandono di un libro

Su "aNobii" - il sito dove ho messo su la mia libreria virtuale - i libri possono essere catalogati in molti modi, e si può scegliere quel è il loro status in quel momento: "non iniziato", "in lettura", "finito", "non finito", e poi "abbandonato".
Di "abbandonati" una volta ne avrei avuti pochissimi, per me il libro andava letto fino alla fine anche se brutto: beata gioventù! Con l'età ho imparato ad ottimizzare lo scarso tempo disponibile per la lettura, quindi se un libro palesemente disattende le mie aspettative non mi faccio più molto scrupolo di abbandonarlo: ne ho decine e decine da leggere, molti dei quali interessantissimi (spero).
Pochi giorni fa ho iniziato a leggere "La fine dell'Eternità" di Isaac Asimov, libro che avevo comprato l'anno scorso dopo aver letto dei pareri molto entusiasti su uno dei gruppi di discussione su aNobii ai quali sono iscritta (il thread era "Qual è il più bel libro di fantascienza di sempre").
More about La fine dell'eternità
Cliccando sull'immagine si andrà alla pagina del libro su "aNobii".

Di Asimov ho letto diversi libri, come si noterà dall'elenco di questi nella mia "libreria"; quelli del ciclo di "Lucky Starr" sono molto leggeri ma anche molto divertenti ed avventurosi, quelli del "ciclo dei robots" presentano delle riflessioni interessanti sulla nostra umanità, e hanno hanno una discreta trama gialla. Mi manca il ciclo della Fondazione (confesso, avevo provato a leggere il primo del ciclo, l'avevo trovato noioso: anche qui un abbandono!). Tra i "fuori ciclo" mi piacerebbe rileggere "Neanche gli dei" - letto tantissimi anni fa - che mi era parso bellissimo.
Insomma, tutto ciò per dire che anche se non posso ritenermi una fan sfegatata di Asimov tuttavia mi sembra di apprezzarlo abbastanza da non avere pregiudizi contro questo autore.
"La fine dell'Eternità" tratta di viaggi temporali, ma non solo. Per la trama di questo libro rimando ai commenti sulla pagina di "aNobii", che quella su Wikipedia rovina la lettura per gli ignari che vogliano comprare il libro. Il protagonista è un "tecnico" dell'organizzazione che gestisce viaggi nel tempo e piccole correzioni nello stesso lungo secoli e secoli e millenni nel passato e nel futuro. Una storia d'amore si inserirà come elemento perturbante, a quanto ho capito, nella vita altrimenti abbastanza tranquilla del tecnico - perturbazione le cui consequenze avranno ricadute importanti nel continuum spazio-temporale.
Orbene, iniziando a leggere il racconto ero giunta a un punto in cui mi sembrava di capire che non fossi molto coinvolta dalla lettura; forse lo stile, forse la trama, non saprei dire. Poi qualcosa mi ha fatto decidere definitivamente di abbandonare questo libro al suo destino di regalo o di rivendita: sembrerà forse poca cosa ai più, e lo capisco dal fatto che non ho ancora incontrato nessun lettore che l'abbia perlomeno accennato, ma la questione dell'immaginare un futuro dell'umanità che fa progressi incredibili in ogni campo - magari con ricadute e regressioni - ma in cui l'immagine della donna rimane quellla degli anni cinquanta in cui fu composto il libro, insomma, questa cosa qui mi ha grandemente infastidito.
Dagli accenni che fa Asimov nel descrivere i secoli a venire la donna è sempre subordinata dal punto di vista sociale: non a caso nell'organizzazione degli "Eterni" non ve n'è traccia. Questo mi ha deluso tenendo conto del fatto che Asimov dimostra una bella immaginazione nel creare mondi futuri, future tecnologie e sociologie: possibile che neanche come desiderio lontano la figura femminile sia considerata come pari all'uomo?
Detto ciò il libro non l'avrei abbandonato per irritazione "ideologica" se la scrittura mi avesse coinvolto e interessato; ma di tempo ahimè ne ho sempre meno, come già detto. Adesso devo decidere quel è la prossima lettura (oltre a quelle parallele già attive): compito arduo, troppi libri tra i quali scegliere...

AGGIORNAMENTO: se si va alla mia pagina di "aNobii" dove è presente il commento al libro di Asimov si potranno leggere dei commenti al mio commento ("lascia la tua opinione") dove si evince che avrei fatto meglio a finire il libro, prima di accusare questo libro (non Asimov tutto) di maschilismo.
Mi ha ingannato il fatto che Asimov all'inizio non descriva in che senso avvengano le manipolazioni temporali da parte degli Eterni; pare che il protagonista sia in lotta con la sua stessa organizzazione responsabile dell'arretratezza delle società umane nei secoli (almeno dal lato sociale, incluso il maschilismo).
Mi fido e faccio ammenda, lascio in linea questo post dalle conclusioni sballate (credo) a dimostrazione di come forse io debba abbandonare quasi del tutto il tentativo di leggere in maniera rilassata le opere di narrativa; le trovo spesso deludenti, mi irritano facilmente, non ho la pazienza di entrarci dentro (non più, da vecchia ed avida lettrice di tomoni come i classici russi, ad esempio).
Riproverò a finire il libro in questione? Certo che sì, per curiosità almeno, ma non adesso!

venerdì 12 giugno 2009

Mie cose in giro...


Solo per i veri fans (che so di avere, pochi ma buoni - nel senso di bontà che mostrano verso di me!) avviso che in edicola per due settimane si trova il fascicolo numero 11 di "Disegnare Manga e Anime" della De Agostini, in cui illustro brevemente il procedimento con cui applico i retini alle mie tavole (perlomeno a quelle del numero 1 de "La squadra fantasma").
Di retini parla anche Keiko Ichiguchi in un altro paio di pagine del fascicolo - fascicolo che contiene diversi consigli sull'uso del retino in particolare, oltre che articoli su argomenti "mangheschi" (manga che in generale amo in parte, e in parte conosco - dipende dallo stile e dal tipo di storie).
Il fascicolo non è facilissimo da trovare, ma nelle edicole di grande passaggio dovrebbero averne qualcuno in più di quelli prenotati da chi sta seguendo il corso.

"Yatta!" ("Evviva!" - più o meno...) era l'entusiastico grido che caratterizzava la Legs Weaver dei primi tempi dell'albo a lei dedicato dalla Sergio Bonelli Editore, non a caso leggermente "manghizzata" nello stile di alcuni disegnatori e nelle atmosfere allegre e sopra le righe delle sue prime storie.
E "Yattaaa!" è anche un sito dedicato alle eroine (principalmente, ma non solo) delle serie bonelliane - Legs, Julia e Gea - che oltre a una mailing list presenta interviste ad autori e disegnatrici/disegnatori, articoli vari, tavole e disegni, ecc. (e già che ci sono ecco il link a una mia intervista).
"Yattaaa" compie 5 anni di vita e nei prossimi mesi distribuirà una specie di book digitale con omaggi disegnati di vari fumettisti e autori. La mia illustrazione (tema: i personaggi fumettistici femminili poco realistici e molto - troppo - vicini ai sogni sensuali degli autori) è già on line, visibile a questa pagina; qui invece le pagine di altri autori che man mano aumenteranno col tempo.

mercoledì 10 giugno 2009

Segnalazioni veloci


In questo periodo di intenso lavoro (sto lavorando alla parte finale della seconda storia de "La squadra fantasma") non riesco a postare spesso, oppure lo faccio velocemente, come in questo caso.
Due brevi segnalazioni, ed ecco la prima: in edicola si trova da poco il numero 1 della nuova miniserie bonelliana scritta da Michele Medda, uno degli autori di Nathan Never (e sceneggiatore occasionale di altri personaggi bonelliani) - "Caravan" la consiglio ai lettori che hanno voglia di provare qualcosa di diverso, e che soprattutto hanno la pazienza di entrare con calma nel ritmo di una storia che si dipana per 12 numeri. Questo modo di raccontare quasi da telefilm di ultimo tipo (seguire l'evolversi di una storia principale nel lungo periodo oltre a quelle minori autoconclusive) non è la prima volta che appare in Bonelli, ma certamente è originale l'assenza dell'"eroe" protagonista, tanto che le copertine presentano personaggi sempre diversi.
Per conoscere meglio questa serie corale e la sua origine rimando al sito Bonelli dedicato (con la sezione "FAQ") e al blog di Caravan appositamente messo su da Medda.

Un altro suggerimento è la lettura dell'albo a fumetti di Alessandro Lise e Alberto Talami "Quasi quasi mi sbattezzo", edito da Becco Giallo.
Più riguardo a Quasi quasi mi sbattezzo
Cliccando sulla copertina si giunge sulla pagina di aNobii dove potrete trovare diversi commenti sull'albo (tra cui il mio), albo che è tutt'altro che una didattica e propagandistica presa di posizione a favore dello sbattezzo, o dell'ateismo, ma è soprattutto la storia del percorso personale del disegnatore Talami (detto Beto) verso l'indipendenza da dei riti e dei dogmi che per buona parte della sua vita venivano dati acriticamente per assodati - un po' come fanno molti dei parenti e amici a cui si rivolge Beto per un confronto sempre aperto e gentile.
La storia è molto godibile, ma ha anche il suo lato pratico: per chi fosse seriamente interessato a saperne di più sullo sbattezzo ci sono diverse indicazioni alla fine dell'albo - siti, libri e consigli da cui attingere informazioni.

sabato 23 maggio 2009

Due albi, due autori


Vorrei qui parlare di due autori - due grandi fumettisti - alle prese con il fumetto "popolare", pur avendo nel loro segno caratteristiche abbastanza lontane dal realismo che di solito occorre avere nel fumetto mainstream.
In edicola ancora adesso si può acquistare il "Il grande Diabolik", collana semestrale del noto fumetto quindicinale della Astorina in cui ha avuto la possibilità di esibirsi (è il caso di dire) il grande Giuseppe Palumbo, che di grandi Diabolik ne ha disegnati diversi. Il titolo dell'albo è "Io sono Diabolik", soggetto di Mario Gomboli e Tito Faraci, sceneggiatura di quest'ultimo.
Palumbo appartiene alla generazione di quelli che hanno vissuto la grande ventata di novità portata da riviste come Frigidaire, il suo personaggio più noto - Ramarro - è nato in quei dintorni.
Da quei tempi ormai lontani Palumbo ha sviluppato un segno già talentuoso e originale, dato da una pennellata duttilissima e precisa, grafica e al tempo stesso ricca di particolari - un segno che vieppiù è diventato pittorico in alcune illustrazioni ed esperimenti fumettistici di vario tipo (rimando per ciò al suo blog personale e anche a quello di Andrea Plazzi, pieno di articoli e interviste interessanti a Palumbo).
Nonostante l'originalità del lavoro del Palumbo più artistico io continuo ad ammirare il modo con cui è riuscito a confrontarsi con un personaggio non suo e dalle caratteristiche ben precise - il Diabolik seriale che per forza di cose ha una sua tradizione e dei paletti strutturali e grafici da far rispettare. "Il grande Diabolik" in realtà presenta una "gabbia" grafica quasi da comic book, con una media di vignette tra 5 e 6, e Palumbo cerca spesso di usare le strisce orizzontali che gli permettono un maggiore movimento nelle scene d'azione e piacevoli giochi grafici - sempre nel rispetto sia dell'integrità delle vignette che del realismo.
I retini sono a cura di Leonardo Vasco, bravo nel posizionarli con leggerezza e sempre al servizio del disegno raffinato e pieno di particolari di Palumbo.
Ogni vignetta è da osservare con attenzione, non è mai disegnata a caso o velocemente, gli equilibri tra bianchi neri e grigi del retino sono sapientemente calibrati - e poi c'è il segno maturo di un grande disegnatore che non si risparmia mai, è una gioia degli occhi scorrere queste pagine che vengono vendute per la miseria di 4,90 euro.

Ancora in edicola c'è il numero 7 di "Jan Dix" (Sergio Bonelli Editore) , il recente nuovo personaggio di Carlo Ambrosini che è seguito alla conclusione della serie "Napoleone". Già in quest'ultima serie aveva esordito dal punto di vista bonelliano un autore del tutto alieno allo stile "seriale" come Paolo Bacilieri, fumettista originalissimo fin dai suoi primi lavori, tra cui il più famoso è certamente "Barokko", uscito su Comic Art dal 1988.
Anche in questo caso per saperne di più su Bacilieri rimando al sito di Comicus dove si possono trovare oltre ad approfondimenti sulle sue opere anche una bella intervista.
Il segno di Paolo Bacilieri mi ha sempre affascinato, fin da quando leggevo "Barokko" su Comic Art e ci vedevo molto Pazienza, ma anche una prepotente originale personalità. Dopo tanti lavori "d'autore" Bacilieri grazie alla fiducia di Ambrosini è approdato alle tavole "ingabbiate" bonelliane, dove il suo spirito eclettico e anarchico è riuscito miracolosamente a filtrare nonostante la necessaria "normalizzazione", perlomeno strutturale. Qui le onomatopee e gli inserti testuali non proliferano e non vagano attraverso la tavola, ma il segno è sempre quello antirealistico e nello stesso tempo preciso nel riprodurre volti, edifici, strade, in un lavoro certosino di linee e volumi costruiti con magnifico senso estetico ed espressivo.
I personaggi poi sono dei racconti di per sè, questa storia di "Jan Dix" permette alla sensibilità di Bacilieri di esprimersi al meglio - bellissime tra le altre le tavole ispirate ai quadri di Rousseau.
Capisco che il modo di disegnare di Bacilieri, così particolare, possa risultare indigesto a diversi lettori bonelliani abituati al "classico", ma per tutti gli altri è una fortuna, credo, poter leggere un autore così originale che riesce ad adattarsi al canone del fumetto "popolare" rendendolo proprio e vivificandolo, in qualche modo.
Qui il suo blog.

Immagine di Bacilieri tratta da "Jan Dix" n. 7 ("La guerra", soggetto e sceneggiatura di Ambrosini) - Copyright Sergio Bonelli Editore e dei detentori diritti.

sabato 16 maggio 2009

E' arrivata ANIMAls


Torna in edicola una rivista di fumetti quasi come quelle di una volta, piene di storie (brevi per lo più) di autori diversi, racconti, interviste: e che autori! Gipi, Bacilieri, Toffolo, David B., Mannelli, tra i sicuramente noti, poi c'è un bellissimo album di illustrazioni veneziane di Mattotti, e ancora giovani autori forse meno noti ai più, come Bastien Vives che in Francia ha vinto diversi premi, o l'italiano Makkox che pubblica fumetti per il web. Ci sono le strisce di talenti come Lorena Canottiere, Tuono Pettinato, o quelle della veterana Vanna Vinci con la sua "bambina filosofica".
Ci sono poi due racconti di Michele Mari e Ugo Cornia con relative interviste, quella al giallista Mankell, e rubriche scritte da Luigi Bernardi, Francesca Sibani e Antonio Sofi...insomma, per 5 euro direi un pieno di tante cose interessanti, confezionate in un vestito grafico davvero raffinato.
Personalmente ho amato molto la storia a fumetti di Lucia Mattioli, che con poesia e profondità è riuscita ad esprimere quello che anni fa avevo immaginato certamente sotto altre forme, e con minore sintesi e talento - tant'è che il mio progetto di fumettino "alieno" è rimasto incompiuto.

Il sottotitolo della rivista recita: "fumetti, storie, la vita e nient'altro", quest'ultima frase presa dal titolo di un film di Tavernier, come racconta Laura Scarpa nell'articolo di presentazione.
Nella seconda pagina ci sono degli interventi di lettori del blog precedente a quello ufficiale della rivista - blog in cui si invitava a spedire ricordi della nostra giovinezza novecentesca. Tra gli altri compare (non lo sapevo finchè non ho comprato e letto la rivista) un mio intervento fatto sul blog in questione, il ricordo-foto di un libretto sull'educazione sessuale scritto da un collettivo femminista nel 1977!

"ANIMAls" è edita dalla Coniglio Editore e curata dalla stakanovista Laura Scarpa, a cui vanno i migliori auguri per un'avventura di certo non facile visto il momento generale e la crisi del fumetto in particolare.

martedì 5 maggio 2009

Alla ricerca di programmi per il nostro computer

Di siti dove trovare programmi da scaricare (in prova o gratis) ce ne sono parecchi, ma qui mi limito a consigliarne due molto comodi, sia per l'utilità che per la facilità di navigazione.
Il primo sito è quello di Softonic, che presenta una vasta scelta di programmi per Pc Windows, Mac, palmari e cellulari divisi per categorie. L'home page presenta una selezione di programmi appena aggiunti o aggiornati; ognuno di questi programmi è presentato e commentato dai curatori del sito in maniera molto precisa.
Un altro sito che consiglio è quello di Alternativeto, in inglese (quindi la traduzione in italiano suola come "alternativa a..."), ma molto utile per chi abbia già un'idea del programma da cercare ma che voglia trovare un'alternativa più economica se non del tutto gratis (esempio: alternative a programmi come Photoshop, Word, ecc.).
La struttura di "Alternativeto" è simile a quella di Softonic: è diviso per piattaforma (Mac, Windows, Linux e Online) ma non ha la suddivisione per categorie.

mercoledì 29 aprile 2009

Illustrazioni a go-go

Ultimamente non ho più tempo per postare niente, ma i miei giretti sulla rete li faccio lo stesso, è più forte di me.
Segnalo questo sito abbastanza famoso in cui si possono trovare tantissime illustrazioni e disegni di ogni tipo: "deviantArt". Ci sono delle vere e proprie chicche, illustrazioni dalle tecniche più varie, fumetti, tutorial... L'organizzazione è quella tipica dei social network: possibilità di lasciare commenti, di votare, di condividere, di aggregare, di trovare disegni secondo dei parametri precisi.

Icecream print by =Nocturnal-Devil on deviantART


L'illustrazione qui sopra l'ho trovata per caso sul sito di "Gamberi fantasy", un sito che visito ogni tanto perchè le recensioni o gli articoli (che trattano appunto libri e qualche volta film di genere fantasy) sono molto spassosi, aldilà del fatto che non leggo fantasy (uniche eccezioni: "Il signore degli anelli" e "Harry Potter")...
Non male questo Nocturnal-Devil, date un'occhiata alla sua collezione.

mercoledì 15 aprile 2009

Pastelli a olio


Durante i miei anni di Accademia avevo sviluppato una grande passione per i pastelli a olio, credo derivante dall'ammirazione delle prime opere a fumetti disegnate con la stessa tecnica dal grande LorenzoMattotti (tanto per dire:"Fuochi" mi aveva impressionato molto).
Nel 1989 avevo iniziato a fare illustrazioni per il settimanale "Avvenimenti", e alcune di queste erano realizzate con i pastelli a olio. Ricordo che all'epoca non potevo permettermi i pastelli francesi "Sennelier", morbidi e grassi, e dovevo usare i più grezzi ed economici "Jaxon" (ma qualche "Sennelier" l'avevo comprato lo stesso, se pur usati con parsimonia). Per il contorno nero, difficile da fare con semplici matite, alla fine avevo trovato la "mia" soluzione adoperando la matita grassa per vetri. Usavo una carta scura e morbida che non era facile a trovarsi, ma non ricordo più dove fosse situata la cartoleria che la vendeva (che poi a un certo punto smise di venderla, se non sbaglio).
Provavo un grande piacere fisico a colorare con questo tipo di pastelli, mi divertivo davvero tanto, ed è l'unico caso in cui sopportassi di sporcarmi le mani, io di solito estremamente attenta a tenermi le mani intonse con tutti gli altri strumenti di disegno.
Questo link vi manderà a una serie di cinque illustrazioni realizzate verso il 1990 che all'epoca furono spedite al comitato per la selezione delle illustrazioni da esporre all'annuale importantissima Fiera dell'illustrazione di Bologna. I miei disegni non furono selezionati, e capisco anche il perchè, ma devo dire che ancora adesso osservandoli sembra trasparire la gioia nel disegnare che avevo ai tempi.
Gli originali (degli A3) mi furono ripediti indietro del tutto integri; sul retro recano ancora l'etichetta che vi apposi (etichette mandatemi dall'organizzazione della Fiera) in cui era scritto il titolo in inglese (necessario) di ogni illustrazione, che oltretutto doveva essere legata alle altre da una sorta di ministoria.
Adesso con il senno di poi la mia storiella di una diversità respinta mi ispira una certa tristezza, ma posso capire cosa volesse dire per me all'epoca l'illustrazione finale, in cui il protagonista rinasce in quella che considera la sua vita ideale - una vita normale, come quella di tuttti gli altri.