Per richieste varie alla sottoscritta: non cerco lavoro, non faccio scambio link e banner, vorrei che le richieste di "amicizia" e di "contatti" fossero accompagnate da presentazioni - grazie!



lunedì 28 luglio 2014

Considerazioni sul disegno digitale


Avvertenza per gli illustratori che lavorano in digitale da tanti anni: sebbene citi anche il lavoro degli illustratori digitali questo post è rivolto soprattutto ai fumettisti (e ai lettori) che solo da pochi anni stanno iniziando a confrontarsi con questa nuova tecnica - mi scuso quindi per la eventuali banalità (per tanti in realtà sono problematiche nuove o quasi).
Qualche settimana fa ho lanciato una specie di sondaggio sul disegno digitale, ho cercato di pubblicizzarlo su tutti i miei social e ho invitato a linkarlo in giro; i risultati sono stati un po' deludenti: sebbene quel post sia stato sicuramente letto direttamente più di 360 volte - a cui aggiungo almeno una cinquantina di contatti attraverso i feed - alla fine hanno risposto in 22 persone in tutto (tra blog e forum di Nathan Never), la maggior parte lettori, pochissimi i disegnatori.
O l'argomento non interessa, oppure le persone sono davvero pigre - non so bene - e certamente io non ho una grande visibilità sul web (mettiamoci pure che non ho "spammato" come avrei potuto tramite messaggi personali su Facebook, ad esempio, ma è più forte di me, non riesco a rompere troppo le scatole alle persone).
Una precisazione: qui affronto l'argomento del disegno realizzato all'origine in digitale (tramite l'uso di strumenti tecnologici come tavolette grafiche oppure Cintiq) e non della fruizione di fumetti e illustrazioni attraverso tablet o pc.

I RISULTATI DEL SONDAGGIO
Visto il numero minimo di persone che ha risposto non esiste alcuna validità statistica, inutile dare numeri e percentuali; a me qui serve solo a imbastire un discorso sulla percezione del disegno digitale rispetto a quello classico, "naturale", su carta.
La maggior parte dei lettori non ha pregiudizi negativi sul disegno digitale, anzi, pensano che sia una "naturale evoluzione" del modo di disegnare; quelli che hanno delle riserve le esprimono nei confronti di possibili usi a loro parere negativi del digitale: abuso del copia e incolla, degli effetti digitali, oppure una certa freddezza del segno (notata però nei disegnatori ancora poco esperti o in quelli meno capaci). Alcuni anzi hanno espresso interesse verso una modalità che potrebbe permettere nuove possibilità espressive. Una persona ha risposto che preferisce il fumetto creato su carta per quello in bianco e nero ma non ha riserve per i fumetti digitali a colori.
Solo una persona, che è anche un disegnatore, lamenta la perdita di freschezza e spontaneità nell'uso del digitale rispetto alla carta (ma come lui stesso ammette è uno sguardo più da pittore "vecchia maniera", visto che il suo mestiere lo porta in effetti a guardare indietro piuttosto che avanti).
Una grande maggioranza dei lettori non fa differenza tra fumetto realizzato su carta o su digitale purché sia fatto bene (una persona ha risposto che il digitale va bene se dà un valore aggiunto, se fa risparmiare tempo no).
Due tre persone pensano che disegnare in digitale sia forse più pratico ed efficace ma "poco romantico".

Tra i pochi disegnatori che hanno risposto si mette in evidenza il pericolo dell'abuso dello zoom, che porta a valutare male la capacità di un disegno di sopportare troppi particolari; si apprezza la comodità nel correggere subito gli errori e avere comunque le tavole pulite, già sgommate; solo un paio di loro hanno menzionato la velocità di esecuzione (tra l'altro giovani disegnatori a inizio carriera).
Molti disegnatori rimbalzano spesso tra carta e digitale, magari realizzando la maggior parte del lavoro ancora su carta - ma qui il campione statistico è davvero irrilevante, non conosco davvero i numeri e la percentuale di chi vive tra i due mondi e chi invece realizza la maggior parte dei lavori in digitale.

PERCHÉ ALCUNI DISEGNATORI SCELGONO IL DIGITALE?
Il mio sondaggio non è molto rappresentativo e ho anche dimenticato di porre qualche questione in più ai disegnatori, comunque mi sembra che pochi di loro affermino di aver scelto di disegnare in digitale solo perché fa loro risparmiare tempo - almeno non come motivazione principale di questa scelta; sembra invece che questa idea sia più presente tra i lettori, che immaginano forse l'uso massiccio di alcuni "trucchetti" digitali (compresi i vituperati copia-incolla).
Un disegnatore notoriamente lento su carta riuscirà ad esserlo anche in digitale, dove magari risparmierà tempo non dovendo sgommare la matita ma magari perderà più tempo a ricercare un certo effetto (dato che ne potrà provare a iosa potendo cancellare senza problemi) o a curare di più certi particolari. Io ad esempio non sono diventata più veloce nel complesso, la mia media mensile è rimasta pressoché la stessa.
Cliccare sul nome per vedere il video: Moebius

PERCHÉ HO INIZIATO A DISEGNARE DIGITALMENTE
Io sono arrivata a disegnare (inchiostrare) in digitale circa 4 anni fa (con Universo Alfa n.8 - "La regina dei robot" - nel 2010/11), dopo una fase in cui mi sono limitata ad aggiungere digitalmente i retini sulle mie tavole cartacee (ho iniziato a farlo su "La squadra fantasma" n. 1, ovvero Universo Alfa n.2 - "Minaccia androide" - anno 2008): all'inizio ho usato (malamente credo) la trasformazione dei grigi in retini in Photoshop, poi Antonio Serra mi ha fatto scoprire Manga Studio che i retini li aveva già belli e pronti  (all'epoca c'era la versione 3, adesso dopo la 4 c'è una versione un po' diversa dalle precedenti, la 5).
Di disegnare interamente in digitale non pensavo affatto, non conoscevo molti disegnatori che ci lavoravano, e in generale mi sembrava difficile poter riprodurre il proprio segno naturale con uno strumento tecnologico; quello che mi ha convinto a fare una prova è stato l'aggravarsi della mia presbiopia: nonostante l'adozione degli occhiali da vista facevo lo stesso fatica a disegnare le scene con molti particolari, specie se piccoli, magari inseriti in panoramiche.
O ingrandivo le mie tavole, aumentando il tempo di lavorazione (e non potevo permettermelo), o trovavo un'altra soluzione: ad esempio provando a inchiostrare digitalmente, magari continuando a disegnare le mie tavole a matita.
Feci prima una prova per verificare il grado di somiglianza tra segno su carta e segno digitale: mostrai a Serra la stessa grande vignetta in due versioni, cartacea e digitale; la sua reazione mi fece capire che avrei potuto inchiostrare digitalmente senza sacrificare il mio segno "naturale" dato che era difficile distinguere tra le due versioni.
Fino ad allora non mi ero interessata delle problematiche del digitale, né a dire la verità avevo visto tutorial o cercato consigli tecnici; solo col tempo ho approfondito lo studio del programma Manga Studio e in generale del modo di disegnare digitalmente (la mia personale procedura di inchiostrazione digitale di una tavola a fumetti - adesso - la si può vedere in questo video; per sapere invece come ho iniziato a usare il digitale qui un articolo con la procedura di creazione di una mia tavola nel 2009).

Adesso le domande e i dubbi su questa scelta aumentano, mi dispiace un po' di stare perdendo il contatto con la carta e la sensibilità a tratti diversi, forse anche la possibilità di migliorare certi effetti che su carta magari è più difficile ottenere (per me) ma che mi permetterebbero di esplorare nuove strade; è anche vero però che l'uso del pennello ricaricabile e dei pennarelli non mi soddisfava più, se dovessi tornare indietro dovrei cercare nuovi modi, nuove tecniche, un nuovo segno: avrei bisogno di parecchio tempo.
Tra poco meno di un anno avrò finito i lavori adesso in sospeso, lavori tutti inchiostrati in digitale; cosa farò dopo non lo so. Non escludo nessuna ipotesi, le uniche cose che conteranno saranno la voglia di fare, la possibilità di farlo senza troppi problemi, il tempo a disposizione, il risultato finale: in base alla somma di queste esigenze penserò poi se continuare in digitale, se tornare alla carta o se dividermi tra un mezzo e l'altro.

VARIETÀ DEI MODI DI USARE IL DIGITALE
Intanto mi sono resa conto di quanti disegnatori lavorano già da tempo in digitale: i coloristi dei fumetti seriali, ad esempio, che sembravano usare tutti Photoshop; poi l'avvento della Cintiq mi sembra abbia accelerato l'adozione del digitale (e per tutte le fasi del disegno) anche da parte di molti disegnatori che magari con la tavoletta grafica si trovavano un po' a disagio.
L'uso del digitale nel fumetto e nell'illustrazione mi pare molto vario a seconda delle esigenze e delle inclinazioni personali: c'è chi ha abbandonato quasi del tutto il cartaceo e realizza tutte le fasi del proprio lavoro in digitale; chi disegna le tavole a matita e poi le inchiostra in digitale, chi al contrario fa le matite in digitale e poi le stampa in blu per poterle poi inchiostrare dal vero; chi ancora lavora su carta e poi scansiona alla fine le tavole per rifinirle in digitale con effetti vari, oppure aggiunge la colorazione.
In tutto ciò bisogna notare che molti alternano lavori su carta o in digitale a seconda del tipo di lavoro - se destinato alla vendita per collezionisti, oppure per lavori veloci e seriali, o per riviste.

ORIGINALI E CONSERVAZIONE DEI FILE DIGITALI
Bastien Vivés
I disegnatori digitali si preoccupano del fatto che non esisteranno originali dei propri lavori? Alcuni sì, la maggior parte credo di no. Il fatto che non possano poi essere venduti dei disegni originali dovrebbe preoccupare più i professionisti affermati o gli esordienti?
Non lo so, di certo ci sono tanti professionisti e tanti esordienti che usano il digitale, lo fanno nonostante tutti i contro di questo tipo di creazione: inesistenza di originali e dubbi sulle conservazioni nel tempo dei file digitali.

Sulla prima di queste problematiche è possibile rispondere attraverso la lettura di questo post ("Sulla produzione di un originale nell'illustrazione digitale") di LRNZ, ovvero Lorenzo Ceccotti: per alcuni collezionisti vecchio stampo può darsi che anche le sue proposte siano insoddisfacenti, ma di sicuro possono invece andare incontro a un pubblico che desidera lo stesso avere delle stampe di qualità di lavori digitali di grandi autori (non dimentichiamo che da tempo immemore esistono le stampe litografiche, le incisioni, quelle a tiratura limitata, ecc., e queste hanno un loro mercato pur  essendo in vendita delle copie, in pratica - anche se rese in un certo senso uniche, distinguibili).
Per la seconda questione è bene ricordare che tutti i dati digitali hanno il problema dell'obsolescenza dei supporti: è una cosa che riguarda praticamente ogni settore della nostra vita dato che la società si è informatizzata e digitalizzata, e lo sarà sempre più.
Quello che faccio personalmente (e che consiglio) è quello di salvare i file su più supporti, compresi DVD, e di conservarli anche in posti diversi (a casa di parenti ad esempio); di convertirli poi in caso dell'avvento di una nuova tecnologia; infine di stampare i file più importanti in buona qualità, sperando che presto ci sia la possibilità di farlo più facilmente e con minor costo rispetto alla soluzione proposta da LRNZ - che è rivolta in speciale modo per la vendita professionale ad alta qualità.
Vorrei anche ricordare che ci sono tanti disegnatori che in passato hanno perso originali di cui magari erano state fatte solo delle copie scarse o per nulla affatto: oggi è facile fare delle ottime scansioni dei propri lavori e premunirsi anche in caso di smarrimenti e furti. In tutto il mondo enti che hanno opere d'arte di vario tipo stanno digitalizzando tutto il patrimonio a loro disposizione: i file digitali forse non saranno eterni, ma non lo sono neanche le opere su carta e altri supporti deperibili.

ETICA NELL'USO/NON USO DEL DIGITALE?
L'idea di scrivere questo post mi è venuta dopo aver letto un paio di giudizi severi sul fumetto digitale, in particolare sul fatto che non lasciando originali si potesse in qualche modo non rispettare il lettore. Non sono potuta intervenire in una discussione dove ero di passaggio, e non ho potuto chiedere lumi: non si rispetta il lettore perché lo si priva del piacere di vedere gli originali in qualche mostra? Perché col digitale si possono usare "trucchi" non visibili? Perché il digitale è incorporeo mentre l'essenza del disegno è nella sua esistenza fisica e materica?
Non lo so, però questi giudizi mi hanno un po' angustiato, mi hanno anche fatto riflettere sulla natura del disegno digitale e sulla strada che ho intrapreso - come detto sopra ignoro se temporanea o no.
All'inizio della mia "carriera" digitale ogni tanto pensavo al fatto che il mio disegno non esisteva fisicamente, era solo un ammasso di pixel; mi dispiaceva? Sì e no, le mie prime sensazioni riguardavano soprattutto la sorpresa e la curiosità di usare "pennelli" e strumenti nuovi, e la facilità con cui potevo tenere sotto controllo le proporzioni dei personaggi e degli ambienti, oppure la comodità di poter impostare le prospettive (che, ricordo, il software non  costruisce da solo, ma bisogna che noi diamo l'impostazione giusta). 
 Non ho l'abitudine di vendere i miei originali, un po' per mancanza di tempo e contatti, un po' perché ho sempre pensato che non ci sarebbero stati molti lettori interessati a comprare le mie tavole - ci sono disegnatori molto più noti e apprezzati di me in giro; quindi questo pensiero per un po' non l'ho avuto.
Non sono una feticista della carta, in casa ho appesi pochissimi originali, nessuno mio; poi certo quando mi capitano sotto mano degli originali li guardo con piacere, specie se di grandi autori. È anche osservando tanto tempo fa degli originali di Andrea Pazienza che ho capito che usava i pennarelli (all'epoca ero giovane e sapevo poco di tutto) o che era umano anche lui e che usava talvolta le pecette.

Da giovane - ma anche dopo - per me il fumetto o anche le illustrazioni dei libri erano indissolubilmente legati al supporto su cui li leggevo/guardavo: per me la gioia era entrare nella storia, viverla sfogliando il giornale, guardarla mentre mi accucciavo nel letto o sul divano, mentre facevo merenda o andavo in autobus a scuola. Il fumetto è quello che è anche in virtù della sua serialità e della facilità di reperimento e di trasporto - non è qualcosa da appendere al muro e adorare.
Dave Gibbons
È bello che ci siano le mostre dove poter vedere come nascono realmente i disegni, ma potrei vivere anche senza mai averne vista nessuna mentre invece non potrebbe essere il contrario: dover guardare tavole incorniciate e non poter sfogliare dei fumetti, ad esempio.
Come disegnatrice il mio dovere è disegnare nel miglior modo possibile e farlo in un modo che sia ben leggibile su carta, nel formato in cui è destinato: credo che questo sia il modo con cui posso rispettare il lettore - lettore che in pochissimi casi vedrà mai un mio originale (come d'altronde è accaduto a me con centinaia di disegnatori di cui ho ammirato i fumetti). Se con il digitale io ho avuto modo di migliorare certi miei punti deboli credo che in questo modo faccio più contento il lettore - e anche me stessa.  
Autori come LRNZ stanno dando un valore specifico al disegno digitale, approfondendo ed esplorandone la tecnica e le possibilità espressive (guardate i suoi video su Youtube); ci saranno fumetti e/o illustrazioni che potranno essere concepite solo con il digitale o solo su carta, o che potranno essere un misto delle due. Per me vorrà dire che l'uso del digitale aggiungerà del nuovo nelle arti visive, che il lettore avrà più cose da vedere, diverse.

COSA VUOL DIRE "FARE FUMETTI"? COSA VUOL DIRE "LEGGERE FUMETTI"?
Alla fine se vogliamo parlare del confronto carta/digitale dobbiamo parlare anche di cosa voglia dire leggere un fumetto, e di cosa voglia dire disegnarlo.
Cosa vuole il lettore di fumetti che va in edicola, in fumetteria o in libreria? Come possiamo darglielo noi disegnatori e autori? 
Disegni, storie da guardare, da leggere, per decenni stampate su carta in migliaia di copie... Migliaia di lettori, pochissimi dei quali sapevano (e sanno) cosa sono le tavole, con cosa si disegna, quanto ci si mette.
Lavorare in digitale o su carta cambia qualcosa nel modo in cui vengono letti i fumetti (o guardate le illustrazioni su riviste e libri)? Cambia qualcosa nella loro qualità, nel senso della loro esistenza? Se disegno i miei fumetti e questi vengono pubblicati cambia qualcosa in quelle storie se i miei originali saranno poi tutti bruciati? Cambia qualcosa se invece esistono nel mio pc sotto forma di pixel?
Il disegnatore si diverte a creare forme, riprodurre e disporre ciò che vede o immagina su uno spazio, lo struttura, lo riempie di segni, di forme nere, assottiglia il segno del pennello, lo allarga, lo sporca, ci gioca anche; lo fa con pennini, pennelli, pennarelli, matite, pastelli, a volte si inventa gli strumenti, li modifica. Poi senza soluzione di continuità prova un altro strumento, è collegato con una penna USB a un pc e lui guarda a schermo il suo disegno prendere vita, adattarsi a quello che ha in mente, oppure crea nuovi effetti - proprio come disegnasse su carta.
Perché questo disegnatore dovrebbe rinunciare a usare questo nuovo mezzo? Se gli piace e si diverte, se lo aiuta in certi passaggi, se il risultato è comparabile a quello che faceva prima, una volta visto su carta - perché no?
E certo, accettando le conseguenze di non avere originali da esporre e vendere, per sua scelta (e rimando alle possibili alternative) - perché no?

PERCHÈ NO?
Parliamo anche del "romanticismo" della carta, dei profumi degli inchiostri, del calore che traspare dai disegni fatti a mano: credo siano cose che riguardano - al limite - più il disegnatore che i fumetti in sé o i lettori che leggono delle storie; la maggior parte dei disegni nati digitalmente (ovviamente parlo di opere di professionisti, o di autori abbastanza bravi - non necessariamente tanto bravi) non vengono riconosciuti in quanto tali - figli delle fredde macchine - dalla stragrande maggioranza dei lettori, spesso neanche dai disegnatori.
Però mettiamo che alcuni fumetti o illustrazioni siano riconoscibili come digitali, perché vogliono mostrarsi così, nativi digitali, altra cosa rispetto al solito: perché no? Se esprimono e comunicano quello che desidera il disegnatore, se raccontano qualcosa al lettore (e magari qualcosa di nuovo), perché no? Perché caldo è buono e freddo no? Perché l'istinto a priori viene considerato meritevole e la riflessione no? Sempre ammesso che i disegni digitali non nascano allo stesso modo di quelli su carta, seguendo l'impulso - sempre quello - a tracciare qualcosa che prima non esisteva.
E poi: anche ci mettessi meno a disegnare in digitale, ma con gli stessi risultati di sempre, perché no? Magari ho più tempo per disegnare altre belle cose (si spera), per migliorare, per esplorare; cosa importa al lettore quanto ore ci ho messo a fare una tavola? Sa il lettore che certi disegnatori ci mettono una giornata (anche meno) a realizzare un tavola e altri 3 o 4 giornate? È più valevole quello che ce ne mette 3? 
Disegnare, al pari dello scrivere storie, è un atto che parte dal cervello, é  lì che risiede il valore primario. Che io poi sia più veloce o più lenta non conta nulla nel valore di ciò che realizzo.

L'argomento del disegno digitale andrebbe affrontato in maniera più profonda di come ho fatto io qui, lasciandomi anche trascinare da opinioni molto personali; spero che questo post venga recepito anche come input e occasione per portare avanti delle riflessioni più puntuali e informate.

(Ah, il testo che va a finire quasi sopra le immagini dà fastidio anche a me ma non so come rimediare, Blogger non dà opzioni per il layout; e non capisco perché due immagini abbiano abbastanza spazio intorno e le altre due no)

lunedì 21 luglio 2014

Una tavola dal Nathan in lavorazione (a 2/3 della storia)


Non sono molte le occasioni in cui posso postare tavole intere della storia di Nathan Never che sto disegnando - il pericolo spoiler si annida quasi dietro ogni sequenza.
In questa tavola (che si trova circa a due terzi della storia) si vede un inseguimento che si protrarrà per un po'; alla guida di uno dei flyer c'è Orson, dietro di lui Legs Weaver: altro non posso dire.
Per chi non lo sapesse sto inchiostrando tutta la storia in digitale, con Manga Studio 4 EX; colgo ancora l'occasione per ricordare il "sondaggio" che ho lanciato qui a proposito del disegno digitale, aperto a tutti (aspetto ancora un po' per scrivere il post promesso).
La sceneggiatura di questa storia è di Giovanni Eccher.


Immagine ©Sergio Bonelli Editore

domenica 13 luglio 2014

Varie -68

Prima dei consigli di lettura sul web ricordo a chi passa di qui solo saltuariamente che mi farebbe piacere avere ulteriori pareri sul disegno digitale - è tutto spiegato qui: "Sondaggio sul disegno digitale"; per adesso sono intervenuti sul mio blog 12 persone diverse e 11 nel forum di Nathan Never - pochini nel complesso sapendo che il post ha avuto almeno 300 contatti diretti (più altri attraverso i feed). C'è ancora tempo per rispondere poiché non credo di poter scrivere il post sul tema prima di un'altra settimana.



sabato 5 luglio 2014

Sondaggio sul disegno digitale



Nei prossimi giorni farò girare su tutti i social che conosco le domande che trovate qui di seguito,
spero che possiate rispondere (anche solo brevemente) e che facciate girare questo post tra i vostri contatti.
Le risposte mi serviranno per sapere anche indicativamente cosa pensano parte delle persone che leggono o disegnano i fumetti in digitale (ma non solo fumetti) - o che magari non li vorrebbero leggere perché detestano l'idea che non siano realizzati su carta.
L'idea di scrivere un post sulla contrapposizione disegno digitale/disegno su carta mi è venuta quando tempo fa quando per caso ho letto un parere di una disegnatrice sul disegno digitale, molto negativo (e non dal punto di vista tecnico ma per motivi quasi etici, per così dire).
Non che abbia le idee chiare su quello che vorrei scrivere in questo post, ma il supporto di chi vorrà rispondere a queste domande mi sarà molto utile per focalizzare gli aspetti di questo tema, che mi interessa molto.
Non è necessario rispondere a tutte le domande, che possono essere anche accorpate in una risposta.
Grazie a chi vorrà aiutarmi in questa specie di "ricerca" molto informale.

"Domande sul disegno digitale:
Mi rivolgo sia a lettori che a disegnatori, rispondete in tutta sincerità (trarrò dalla vostre risposte delle statistiche sommarie per scrivere tra poche settimane un post dedicato al tema):
- cosa ne pensate del disegno digitale?
- avete preferenza di lettura tra disegni fatti in digitale o su carta e perché?
- cosa ne pensate di chi disegna quasi esclusivamente in digitale?
E per i disegnatori:
- perché siete passati al digitale (o altrimenti perché fate una parte del lavoro in digitale)?"


giovedì 3 luglio 2014

Kristal, una mia intervista, e la fibra di Telecom

È passato un anno da quando scrissi questo post: "Kristal, la mia cagnolina da 6 mesi"; sono stati fatti diversi passi avanti con Kristal, ma ancora ce ne sono da fare soprattutto nel rapporto con gli altri cani (quando lei è al guinzaglio): nell'85% dei casi se si incrocia un cane (o se è a portata di vista) abbaia con veemenza per attirare l'attenzione, nella metà dei casi lo fa anche con fare un po' aggressivo (e certe volte non si capisce se inizia lei o l'altro cane - è molto reattiva).
Nel recinto invece riesce a convivere con pressoché tutti i tipi di cane, e se non gli stanno simpatici li allontana con fare sdegnoso, al limite agli insistenti ringhia un po'; immagino che quindi il problema sia il guinzaglio e forse una sua insicurezza quando si è in giro.
Nell'ultima settimana sta ignorando le biciclette che passano vicino, e spero che la cosa duri: purtroppo una delle sue reazioni istintive è stata sempre quella di correre abbaiando verso i veicoli a due ruote, bici e motorini (e ricordo ancora con apprensione quando appena arrivata cercava di correre dietro anche alle automobili - abitudine che le è passata abbastanza presto).
Verso i bambini è abbastanza indifferente, gli adulti invece dipende: non è mai espansiva, e spesso è diffidente, ma se si usa un certo tatto si può conquistare la sua fiducia e anche accarezzarla un po'; verso pochissimi umani invece ha avuto un'antipatia e paura che l'anno portata ad abbaiare in maniera allarmata, ma non ha mai tentato di mordere nessuno.
In casa adesso riesce ad entrare nel bagno (di cui aveva una paura profonda, piangeva se vedeva qualcuno entrarci), non ci sta per molto tempo, e si guarda sempre intorno un po' sul chi va là, ma certamente è stata una sua bella conquista!


È cambiato anche il suo atteggiamento in risposta ai richiami, adesso è più ubbidiente e quando dal recinto devo uscire per tornare a casa non devo più insistere a lungo e magari doverla anche andare a prendere al guinzaglio (succedeva anche questo se non aveva voglia di venire via); è anche lievemente apprensiva se vede che mi allontano dal recinto per andare nei dintorni a fare qualcosa (prima se ne fregava alquanto).
Continua a non salire sulle ginocchia e a non voler essere presa in braccio; ha ancora paura dei tram (del rumore) e per adesso non sono riuscita a farla salire sui mezzi pubblici (ma non ci ho neanche provato molto); ama salire in auto ed è molto brava e tranquilla, se messa sul sedile posteriore se ne sta lì (al limite si alza per guardare meglio fuori). Inizia ad agitarsi e a emettere strani lamenti quando l'auto rallenta e sembra che si sia arrivati in qualche posto.
Un'altra cosa in cui è migliorata molto è nel momento di metterle la pettorina quando si dvee andare a fare la passeggiata: prima correva in giro per casa, andava sotto il letto, sotto il tavolo e anche l'offerta di biscottini non le impediva di fare la birba per diversi minuti, adesso invece si lascia avvicinare quasi subito (meglio se con un piccolo biscottino in mano).
Era coccolona prima, lo è anche adesso, ma non lo è sempre e in tutti i momenti, non è di quei cani troppo attaccati e sdolcinati: hai i suoi momenti di bisogno, e allora si gioca e ci si coccola intensamente, a volte con molta energia e divertimento reciproci.
È bello il fatto che adesso ci si guardi negli occhi più spesso, in cerca di intesa; questo rende così speciali i cani, che imparano in fretta frasi, suoni e gesti, e che cerchino di comunicare in tutti i modi.

Cambiamo argomento: Nick Parisi del sito Nocturnia mi ha fatto un'intervista che potete leggere qui, "Intervista con Patrizia Mandanici" (grazie molte a Nick, appassionato di fumetti e molto altro).


Nel post precedente ho parlato di come mi sia resa conto di quanto Chrome sia diventato un programma molto esoso in termini di risorse del pc; volevo provare a tornare a usare Firefox (e non Safari, sebbene sia il browser più "leggero") quindi ho voluto usare per la prima volta l'estensione Xmarks per sincronizzare i miei segnalibri - da Chrome a Firefox, quella era l'intenzione.
Niente, devo aver sbagliato qualcosa, non aiutata dal sistema di ripristino dei salvataggi precedenti di Xmarks - complicato e inefficace; ho perso mezza mattinata per capire come ritrovare i miei segnalibri, e una volta trovati è stato impossibile sincronizzarli attraverso l'estensione (ho dovuto scaricarli, poi reimportarli e perdendo anche una cartella non so perché). Insomma, ho disinstallato Xmarks e buonanotte (oh, Safari non lo uso quasi mai perché non mi piace molto l'interfaccia grafica e perché nella visione di certi video in streaming presenta dei problemi - ogni tot minuti il video ha un arresto fastidioso).
Non so se c'entri Chrome ma ho avuto esperienze diverse di visione di una partita dei mondiali su Rai Uno HD - vista sul mio Mac collegato con cavo ethernet, e vista via wi-fi su tablet Nexus 7 attraverso l'app della Rai: nel primo caso ogni 3/4 minuti appariva la rotellina e il blocco del flusso per 3/4 secondi, nel secondo caso la visione è stata ottima, fluidissima e senza alcun problema (in entrambi i casi per me vedere in HD in streaming è cento volte meglio che guardare la mia vecchia tv con  tubo catodico - le scritte ormai non le leggo più, gli omini li distinguo a malapena).
Sull'iPad non ho fatto la prova, non al momento della partita; stamattina ho provato a vedere Rai Uno HD ed è andato tutto bene per 5 minuti, poi c'è stato un attimo di blocco.
Certo le prove bisogna farle nello stesso momento, non si sa mai quanto possa influire la quantità di persone collegate, o il flusso in wi-fi che potrebbe avere dei cali - non so, faccio per dire, in realtà non sono molto informata su questioni tecniche.

Fino a 10 giorni fa la mia ADSL era una Telecom da 7 Mb, poi ho colto l'occasione dell'offerta che scadeva il 30 giugno e sono passata a Telecom Tutto Fibra.
Non sto a spiegare nei dettagli l'offerta (e occhio che le telefonate ai cellulari hanno dei limiti di tempo giornalieri e mensili), faccio prima a far vedere la differenza di velocità con uno di qui test che si possono fare online: nella foto a sinistra la mia migliore velocità prima di passare alla fibra, in quella a destra dopo l'installazione del modem Ultra Internet ( la fibra ottica non arriva direttamente in casa, ma alla centralina più vicina: "La tecnologia utilizzata da Telecom Italia è quella FTTCab (Fiber to the Cabinet), dunque attenzione a valutare anche lo stato delle dorsali che dall'armadietto in strada arrivano all'interno delle vostre abitazioni").


Per le mie esigenze questa attuale adsl va più che bene, per adesso nessun problema (ma è un po' presto) come non ne avevo avuti con la precedente: si tratta anche di fortuna, di abitare in una zona ben servita con centraline vicine e che sono ben curate - so bene che altri magari hanno avuto brutte esperienze, ma questo capita con tutte le compagnie telefoniche, credo (almeno a sentire amici o a leggere in giro). Il tecnico è stato anche onesto nel dire che se ho tutta questa velocità è perché per adesso alla centralina da cui dipendo ci sono attivate ben poche Tutto Fibra: vedremo come andrà nei prossimi mesi.
La fregatura è che tutto dipende dal modem, le prese telefoniche sono disattivate e i telefoni dipendono da questa scatoletta, ovvero: se va via la luce niente telefoni (e se il modem si guasta, ovviamente). Io poi causa un impianto in casa un po' particolare non ho potuto collegare direttamente il telefono nella stanza da letto, per cui ho dovuto prendere un cordless di tipo DECT (e badate che vanno bene solo quelli Telecom).
Le impostazioni del modem si raggiungono tramite un indirizzo sul browser (su cui si può impostare una password), da lì si può tenere tutto sotto controllo, comprese le telefonate in entrata e in uscita. Metto in foto un po' di impostazioni e voci di questo modem, che ha anche delle prese usb a cui poter attaccare...non ho capito bene cosa, vedo delle voci come "Media Server" ma di questo non ho parlato col tecnico.
Ah, ogni modem ha una sua password (stampata su un adesivo che si trova all'interno della scatola del modem), il tecnico mi ha sconsigliato di cambiarla non ho capito perché.


martedì 24 giugno 2014

Varie -67


Mac bollente? Sbarazzatevi di Google Chrome: non so se vale anche per gli altri tipi di computer e per quelli non Apple, comunque ho voluto fare una prova anche io (che uso Chrome da tempo per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare), per tenere sott'occhio uso di Ram e Cpu ho scaricato un programmino che si chiama EtreCheck; ho visionato gli stessi video su Youtube (con le stesse opzioni naturalmente) prima con Safari poi con Chrome e in effetti quest'ultimo si mangiava molte più risorse.
Ho fatto altre prove con altri siti facendo cose diverse e in generale è così, Chrome ciuccia più risorse che Safari. Io non ho un portatile ma comunque d'estate per evitare che mi si frigga qualcosa uso sempre un ventilatore rivolto verso il Mac; spesso faccio più cose con diversi programmi quindi che Chrome sia così esoso mi dà parecchio fastidio. Safari purtroppo non mi piace molto come interfaccia e non ha tutte le estensioni che uso su Chrome.
Ho provato a usare Firefox (il mio vecchio browser) che come uso di risorse si pone tra Safari e Chrome.



sabato 21 giugno 2014

Gli Ultravox nel 1984


Negli anni ottanta ascoltavo molta musica, dalla new wave al pop elettronico, dalla musica dark agli Smiths. Alcuni dei gruppi e degli artisti che ascoltavo a quel tempo li ho seguiti per un po' anche dopo (ad esempio i Depeche Mode), altri li ho lasciati lì, alle soglie degli anni novanta e spesso li ho proprio dimenticati.
Ecco, gli Ultravox li avevo dimenticati, solo che ieri facendo zapping alla tv è spuntato fuori il video di "Dancing with tears in my eyes" - uno di quelli che parlavano dell'ossessione del tempo, il pericolo della Bomba; non ascoltavo quella canzone credo da più di 25 anni, improvvisamente mi sono ricordata di quante volte l'avevo riascoltata e di come il video mi avesse colpito (la paura di una guerra nucleare adesso può sembrare assurda, ma ai tempi non lo era affatto: non tanto perché si pensasse a degli attacchi voluti dalle due superpotenze, quanto che ci fosse la possibilità di un qualche tipo di incidente).



Dopo la visione del video mi sono passate velocemente delle immagini che assomigliavano più a un sogno che a un ricordo: un viaggio in auto con un'amica (e il fratello?) fuori Roma, una spiaggia, il tramonto, un concerto degli Ultravox, il nome Nettuno - e nient'altro.
Ero andata a vedere un concerto degli Ultravox? Quando? Di sicuro a metà anni ottanta - ma era vero o me l'ero immaginato?
Una ricerca su internet mi ha dato al risposta: sì, gli Ultravox hanno suonato a Nettuno il 4 settembre 1984 (poi a Bologna, Genova e Milano lo stesso anno); la scaletta di quel giorno non l'ho trovata, ma c'è quella di Milano che immagino sia stata simile. Ho anche scoperto che a quel concerto di Nettuno ci andò un mio compagno di liceo che ricorda anche un gruppo di supporto (nome sconosciuto, qualcuno invece ne sa qualcosa? su internet non ho trovato nulla).
In questo post si parla un po' della storia della band relativamente ai concerti italiani iniziati già nel lontano 1981, per avere poi un ritorno abbastanza recente con quasi tutta la vecchia formazione capitanata dal cantante Midge Ure (negli anni ottanta quei baffetti e quello stile decadente mitteleuropeo lo rendevano un po' diverso dai post punk dark o dai colorati cantanti elettro-pop che imperversavano).
Ieri sera sono andata su Youtube e ho trovato un "The Best Of" completo che contiene in effetti tutte le canzoni che ascoltavo all'epoca - e mi sono resa conto che le sapevo quasi a memoria.

lunedì 16 giugno 2014

I mondiali di calcio


[Aggiornato il 17/6 con nuovo link in fondo]
A me il calcio é sempre piaciuto come sport, da ragazzina ci giocavo - anche se con gli amichetti del quartiere - e fino a una certa età seguivo anche i campionati e compravo le figurine per gli albi Panini (e le usavo per giocare, anche!).
Non sto qui a raccontare cosa é diventato il mondo del calcio e quello che ci gira intorno, cosa significhi poi a livello sociale avere questa macchina fabbrica-illusioni e distraente - senza parlare dei fanatismi che scatena a tutti i livelli; c'é di che aver voglia di non occuparsene affatto, lo so.
Peccato però che per chi ha tanto amato il gioco in sé é difficile non farsi coinvolgere almeno dalla visione delle partite che possono presentare un certo interesse sia per intensità che per tecnica (certo, non capita spesso); certi colpi, certi passaggi, certi gesti atletici ancora mi attirano e mi fa piacere guardarli, non ci posso fare niente (e questo nonostante negli ultimi tempi i giocatori - esteticamente - per me siano inguardabili).
Nel 1982 in famiglia avevamo ancora un televisore in bianco e nero, minuscolo, fu proprio in occasione dei mondiali che mio padre decise di prendere un nuovo favoloso televisore a colori (solo chi é cresciuto col bianco e nero può capire lo choc di questo passaggio). Quando vinse l'Italia mio padre per festeggiare aprí una bottiglia di spumante, eravamo solo io e la mia famiglia, intorno nessun casino o quasi, vivevamo in un piccolo centro isolato in periferia di Roma.
Non ricordo per quale motivo ho fatto la foto a Tardelli durante una delle decine di riproposizioni della finale che ci furono negli anni seguenti, forse avevo in mente un progetto di qualche tipo (ovviamente non capendo nulla di fotografia non ho impostato i tempi giusti per poter "fermare" le immagini video; ho usato una Nikon F ).


L'altro ieri ero curiosa di vedere che razza di nazionale sarebbe venuta fuori con la partita con l'Inghilterra, e nonostante io di solito vada a nanna molto presto sono riuscita a resistere fino alla fine - aiutata forse dalle mie contemporanee occhiate su Twitter, che ho usato come uno specchio degli umori italici (almeno della parte che stava guardando la partita).
Non mi addentro in commenti tecnici, non sono neanche una tifosa in senso classico - mi fanno sorridere sia gli entusiasmi precoci e fuori luogo così come le critiche anticipate e autodistruttive: un mondiale è sempre frutto di occasioni ed eventi inaspettati.
La partita è stata meno noiosa di quel che pensavo (anche se ci sono stati momenti di melina, comprensibili non fosse altro per il caldo tremendo che c'era - bastava guardare i volti dei giocatori prima che iniziasse la partita), con momenti che per chi ama questo gioco valevano la visione: quel tiro di Balotelli salvato sulla linea da un inglese (fosse entrato sarebbe entrato sicuramente nel podio dei gol più belli del mondiale), il traversone di Candreva verso lo stesso Balotelli che poi ha infilato di testa, la punizione di Pirlo che ha sfidato le leggi della fisica. Molto bello anche il gol inglese in contropiede (!); in generale ho apprezzato il fatto che non ci sia stata cattiveria in campo.

Su Twitter naturalmente si trova di tutto: gente che si sfoga, gente esaltata, ironia e sarcasmo (più il secondo direi); il povero Paletta è stato il bersaglio principale, il commento più gentile che ho trovato è stato questo:


La "sabbia in campo" fa riferimento al campo di gioco di Manaus che pare fosse indecente - da qui il facile gioco di parole (molto abusato in diversi twitter, come il seguente, che però ha un guizzo di originalità).


Come sempre nelle manifestazioni che tendono a monopolizzare l'interesse delle masse c'è sempre chi ribadisce il proprio disinteresse:


Ho notato una grande quantità di donne presenti a commentare la partita - non tutte con motivazioni stringenti:


Comunque la partecipazione è molto sentita e appassionata, pure troppo:



C'è chi cerca di urlare piano:


Chi è vittima di pratiche superstiziose:


Non mancano i commenti che abbassano drasticamente il livello di testosterone:



Riferimenti a go-go allo spray con cui gli arbitri segnano il limite delle barriere nei calci di punizione in questo mondiale (qui un'interpretazione di Pierz):


E a proposito di "barriere":



Qualche metafora sociale e politica non poteva mancare:


Nè chi chi si è fatto irretire da offerte commerciali e materiali:


C'è posto anche per un pensierino ai lavoratori:


Vedere l'Italia tenere palla e l'Inghilterra giocare in contropiede ha sorpreso non pochi:


Segnalo anche l'uso occasionale di termini non comuni da parte della tifoseria:


Naturalmente il calcio è anche occasione di rivalsa sociale ed etnica, palliativo temporaneo a frustrazioni di ogni tipo:


Per finire un paio di link: uno a una ricerca scientifica su come viene percepito il fuorigioco dai nostri sensi (praticamente facilissimo sbagliare, quasi obbligatorio), l'altro a chi è un minimo interessato al calcio ma non riesce ad ascoltare nessun giornalista o trasmissione radio e televisiva (e li capisco), per chi vuole un poco di pacatezza e commenti unicamente sportivi può ascoltarsi Gigi Garanzini qua.
Aggiornamento: trovato questo bel video con diverse azioni da gol, animazione di Richard Swarbrick.

venerdì 6 giugno 2014

Notizie varie (e un po' su Manga Studio 5)

Orson (dalla storia che sto disegnando di Nathan Never) - ©SBE

  • Ho conosciuto Paolo Limoncelli tramite il forum inglese di Manga Studio: qui un bel tutorial su come creare i pennelli in Manga Studio 5, qui un paio di suoi pennelli free, qui invece un set di 12 pennelli professionali in vendita (molto belli), e qui dei markers - sempre per Manga Studio 5.

venerdì 30 maggio 2014

La Grande Guerra (e un po' di link fumettosi)

La guerra bianca - Mark Thompson - Il Saggiatore
Tra poco si entrerà nel vivo delle iniziative legate al centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale - un evento che è bene cercare di ripercorrere se si vuole capire qualcosa del nostro presente.
Di seguito alcune risorse per informarsi in vario modo (prossimamente invece un post dedicato ai libri sul tema - quello che si vede in foto l'ho preso in ebook durante un'offerta):


Fumetti e disegno: