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martedì 15 giugno 2010

Fumettini "concettuali"

C'è stato un periodo nella mia vita in cui mi piaceva sperimentare con le forme del fumetto, ma soprattutto in cui mi facevo ispirare dalle cose che leggevo (in primis riviste come "Frigidaire") e che studiavo (Arte Povera e Arte Concettuale).
La mia tesina di Storia dell'arte verteva sugli anni dal 1959 al 1963, tra i più originali e produttivi dell'arte italiana (magari qualcuna avrà sentito nominare Piero Manzoni, Pino Pascali, Pistoletto, ecc.); le opere che mi affascinavano di più erano le installazioni oppure le rielaborazioni di oggetti o aspetti della vita quotidiana, ma anche le ricerche di alcuni artisti concettuali che riflettevano sul linguaggio, sul rapporto tra questo e la realtà.
A dire la verità tutto questo adesso mi appare lontanissimo - adesso non saprei nè spiegare cosa sono l'Arte Povera o Concettuale nè perchè mi piacesse così tanto: effetti della "vecchiaia"? Non lo so...
Comunque ho messo on line alcuni di questi fumettini prodotti all'epoca (anni dal 1986 al 1989 circa) che pomposamente definisco "concettuali" solo perchè le storie che racconto o non ci sono o sono meno importanti del come le realizzavo.

Nell'album online di Picasa ho disposto le tavole in ordine cronologico: in effetti  la definizione di "concettuale" forse si potrebbe riservare solo alle 4 tavole di "Inizio/Fine" (non chiedetemi nulla a riguardo, non ricordo nulla del perchè e del percome!).
All'inizio c'è una tavola autoconclusiva: piuttosto chiara e metaforica più che altro. Poi c'è una storia di 7 pagine del 1986 realizzata attraverso sagome nere abbastanza figurative che poi vanno a degenerare nell'astratto: anche qui più che "concettuale" direi metaforica. Da perdonare (spero) le atmosfere un po' da "automaceramento" giovanile e pseudointellettuale. A seguire una storia di 3 pagine ("Teatro") di cui inchiostrata solo la prima; qui volevo provare a far confliggere il testo come presenza fisica e il disegno - il primo infatti si espande a coprire parti del disegno e quasi diventa parte attiva ed espressiva della storia pur non diventando mai "effetto sonoro". Dopo ci sono le 4 tavole "Inizio/Fine" (?) e due cose che non sono propriamente fumetti ma appartengono al tentativo di dare un senso altro rispetto alla semplice riproduzione del reale; ho utilizzato delle pagine di un quotidiano come carta da disegno ( e per me aveva un senso all'epoca). "K." è ovviamente Kafka, uno dei miei scrittori preferiti all'epoca (la sagoma segue i contorni di una sua foto abbastanza famosa).

 A proposito di"ombre", pennellate, fumetti e "concettuale" segnalo un'interessantissima operazione di qualche anno fa a cura di Franco Busatta - una vera e propria reinterpretazione concettuale di un albo di un famoso e classico fumetto: "Il piccolo Ranger".
L'albetto (intitolato "Il cavaliere nero") uscì nel 2003 edito da Hazard Edizioni in 1000 esemplari - ignoro la sua reperibilità odierna. La storia originale è di Andrea Lavezzolo e Francesco Gamba ed è del 1965; Busatta dunque interviene sulle tavole ricoprendole di un nero profondo da cui lascia emergere qui e là pezzi del Cavaliere Nero, che si trova a volte solitario a galleggiare in questo nero inquietante, a volte accompagnato da qualche balloon sopravvissuto alla cancellazione busattiana - cancellazione che crea un altro racconto, che sembra alludere a dimensioni oniriche, a tracce e riverberi di ricordi e sensazioni.

Per finire vorrei dire che uno degli spunti per questo post (che però covavo da tempo) è l'aver scoperto il sito di un artista bravissimo e interessante che certamente tra le sue radici può annoverare i movimenti artistici sopracitati: Luca Serasini si muove tra pittura, foto, installazioni con una bravura notevole, e io consiglio di dare un'occhiata alle sue opere.

3 commenti:

  1. Ho dato un'occhiata alle opere di Luca Serasini, che non conoscevo, ed in effetti sono veramente notevoli. Grazie di averle portate alla mia (nostra) attenzione.

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  2. cara Patrizia, che sorpresa esser citato nel tuo blog... Ho visto le tue vignete concettuali. La prima con le figure che diventano indefinite e i disegni su giornale son quelle che preferisco... L'idea (per quello che posso pensare io) è veramente originale... Mi ha fatto venire in mente un quadro che ho realizzato come una storia (collezione aquiloni)

    ciao e grazie ancora e sei veramente brava
    Luca Serasini

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  3. Faresti la felicità della mia prof. di educazione artistica. Lei, infatti, era infastidita dai miei fumetti "normali", e invece incentivava una maggiore creatività.
    C'é da dire, però, che io non sono nè artista nè creativo. Mi piacciono i fumetti... e basta.

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