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venerdì 4 giugno 2010

Windows 7 sul mio iMac

Ho lavorato per più di un anno con Manga Studio EX 4 per Windows, e passata al Mac avevo due scelte: o  comprarmi la versione equivalente per Mac, o usare la versione Debut per Mac che già posseggo.
Per un po' ho lavorato con il Debut pensando di passare alla fine le tavole sul pc per usare quegli effetti che si trovano solo sull'EX; con il passare del tempo capivo che certe possibilità o le dimenticavo, o mi irritavano perchè dovevo pur sempre fare dei passaggi in più (e il mac superveloce mi ha viziato subito).
Comprare una versione nuova di Manga Studio avrebbe comportato una spesa di 200 euro, ma forse c'era un'alternativa: comprare una versione di Windows e installarla sul Mac con Boot Camp, potendo così usare poi altri programmi che si trovano solo per Windows.
Un mio conoscente aveva una copia intonsa e originale di Windows 7 che mi ha venduto con forte sconto. Dopodichè ho fatto delle ricerche su internet per capire bene come installare sul Mac la copia di Windows: mi sono imbattuta però nei programmi di "virtualizzazione", consigliati perchè meno "invasivi" del sistema e facili da disinstallare in caso di non riuscita dell'operazione. Nel mio caso poi una caratteristica di questi programmi mi ha fatto pendere verso il loro uso: con Boot Camp si creano due diverse partizioni dell'hard disk - una dedicata al Mac, l'altra a Windows; per passare da un sistema all'altro avrei sempre dovuto riavviare la macchina. Con i programmi di virtualizzazione invece il passaggio avviene immediatamente perchè i sistemi sono entrambi in funzione (se si sta utilizzando il sistema "ospite", nel mio caso Windows 7): basta un tasto per passare dall'uno all'altro.

I programmi di virtualizzazione più famosi per Mac sono tre:"Parallels Desktop", "VMware Fusion", e "VirtualBox". I primi due sono a pagamento (di "VMware" esiste una versione gratis per pc se non sbaglio), l'ultima è gratis e recentemente ha assunto il nome completo di "Oracle VM VirtualBox".
Io ho scelto di usare  "VirtualBox" per vedere se poteva funzionare - al limite avrei usato in alternativa il trial di VMware, dopo.

La prima cosa da fare è scaricare VirtualBox, installarlo, e configurarlo per il sistema che si vuole "ospitare" (che può essere Windows, OS per Mac o Linux,  dato che VirtualBox è multipiattaforma): bisogna scegliere quanta parte dedicare al sistema da installare, se renderlo fisso o "dinamico" (cioè adattabile ai file che vi si infileranno nel tempo), e poi la quantità di Ram da dedicare (io avevo a disposizione 4 Giga, per il mio Manga Studio avevo scelto 1 Giga, poi aumentato a 1 e mezzo).
La seconda cosa importante da fare è installare il sistema operativo - nel mio caso Windows 7 - che sarà "accolto" in una specie di superfile da VirtualBox. Ogni volta che vorremo avviare il nostro sistema ospite bisognerà avviare prima VirtualBox, da lì un tasto (vedi Foto 2) permette l'avvio ad esempio di Windows, e da quel momento saremo all'interno di quel sistema.
Subito dopo bisogna scaricare i "Guest Additions" (sono nelle impostazioni e opzioni del programma) che servono per i vari driver e componenti del sistema che si andrà a virtualizzare (ad esempio senza i Guest Additions io non riuscivo ad adattare la finestra di Windows al mio schermo; qui un post che spiega bene come installarli).
Altra cosa importante per far funzionare le periferiche è abilitarle prima dalla finestra delle Impostazioni di VirtualBox (vedi Foto 3) . Per il lettore cd/dvd non c'è problema, un po' meno intuitivo è l'uso delle periferiche usb, per cui occorre creare dei "filtri" (più facile da fare che da spiegare, ma qui ho trovato un post che lo spiega abbastanza bene).
Io ci ho messo un po' a capire che una volta attivati i filtri delle porte usb ( e a me interessava in particolare usare la Wacom) per far riconoscere a Windows la mia tavoletta dovevo infilarla nella usb dopo aver caricato il sistema (ovvero: basta staccare e riattaccare la presa usb). Naturalmente prima ho scaricato i driver della Wacom per Windows...

Come fare per passare al sistema Mac (senza spegnere Windows)? Con un semplice tasto, per il Mac è il tasto Command (come memo c'è l'iconcina in basso a destra, sempre visibile: Foto 4).  Aseconda se sia attivato o disattivato col mouse potremo operare indifferentemente tra le finestre di Windows e di Mac, ma se voglio lavorare con tutte le funzionalità della Wacom devo disabilitare il Mouse (clicco sull'iconcina relativa in basso a destra, Foto 4, che smetterà il colore verde): adesso il mio puntatore è confinato in Windows, per ritornare a operare al di fuori cliccherò sui tasti citati.
Per spegnere Windows seguire la solita procedura, pertendo dal menu Start; solo dopo chiudere VirtualBox.

Windows 7 mi serve per usare Manga Studio e poco più, non lo appesantirò con altri programmi. Ciononostante ho scaricato un antivirus, non si sa mai.
Per adesso non ho avuto problemi, credo che potrei aumentare la Ram dedicata (credo e spero che la Ram dedicata a Windows torni in uso al Mac una volta spento il sistema ospitato). L'unico inconveniente è che non esiste la possibilità di mettere in stand-by o in sopensione Windows 7 (non so se si può fare qualcosa). [Aggiornamento: si può, dal menu bar di VirtualBox selezionare "Macchina" e poi "Metti in pausa"]

Ah, un altro problemino è che naturalmente se si lavora in Windows lo schermo del Mac, non rilevando attività alcuna, dopo un po' va in risparmio energetico e si oscura. Onde evitare continui cambiamenti nelle impostazioni apposite io consiglio l'uso di un programmino che si chiama Caffeine: l'icona si sistema sulla barra dei menu, a portata di clic, e se attivato permette il congelamento delle impostazioni di risparmio energetico (lo uso quando devo parlare un po' tramite Skype).

4 commenti:

  1. Ma sei più esperta di un sistemista.
    Complimenti!!!!!
    Io ho visto Parallel Desktop è non mi sembrava malaccio.
    Virtual Box l'ho usato molte volte anche quando era marchiato SUN. L'unica pecca è la gestione della scheda di rete. Qualche volta non funziona la modalità "rete interna"

    Rete interna = viene assegnato un nuovo IP (es DHCP) come se fosse una scheda fisica

    NAT = il sistema (Ospite) usa un IP fittizio che viene rimappato sulla tua scheda di rete (Mac)

    In sostanza la differenza è che se usi "rete interna" hai la possibilità di far vedere in una rete LAN anche il Windows.
    Con il NAT solo il tuo Mac vede il Windows.

    Ciao

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  2. Questo tuo blog comincia a diventarmi indispensabile.

    Grazie e complimenti !!

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  3. Finello@: buono a sapersi, comunque per adesso non devo creare Lan, per cui m'accontento!Però mi viene il dubbio che magari l'ultima versione (che è davvero recentissima) abbia delle migliorie che possano accontentare anche i creatori di Lan...chissà, non è che abbia letto per bene tutte le specifiche, per me è già tanto aver creato una cartella condivisa!

    masayume@: molte grazie, la filosofia di questo blog (se ne ha una!) vorrebbe essere quella della condivisione delle "scoperte" che faccio giorno per giorno, e se anche una sola persona trova degli spunti o delle informazioni sono ben contenta!

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  4. Ha già detto tutto Finello. Virtual Box è ottima anche con Linux ma dopo un po' ti accorgi che sei ormai legato a un S.O. e il suo uso diventa sporadico (per fortuna).

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