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Attenzione: NON faccio scambio link e banner - grazie! Vendo tavole originali dei miei lavori bonelliani e realizzo disegni su commissione (per info p.mandanici@gmail.com)



lunedì 4 aprile 2011

Ascolti e letture

In questo periodo ho iniziato l'ascolto dell'audiolettura de "I Mille" di Giuseppe Bandi:  Radiotre sta trasmettendo la lettura davvero azzeccata di Alessandro Benvenuti, il quale riesce a trasmettere tutta la vivacità e il colore del linguaggio ottocentesco del Bandi. Questi ha partecipato all'età di 26 anni all'avventura della spedizione dei Mille nel 1860, ma anche alle seguenti battaglie per l'unità d'Italia; parecchi anni dopo però lo si ritrova padrone dell'informazione di mezza Toscana e sostenitore degli interessi borghesi e industriali dell'epoca: da rivoluzionario a conservatore, una parabola non inusuale!
Tuttavia i ricordi narrati con talento ne "I Mille" pur redatti decenni dopo mantengono una freschezza e una forza incredibili: sembra quasi di stare a fianco di Garibaldi, Bixio, e tutti i giovani di belle speranze che si gettarono a capofitto in un'impresa quasi disperata.
Consiglio almeno l'ascolto della prima puntata (qui), e della parte finale in particolare; viene narrato un episodio davvero comico ma che rende bene sia il livello di avventatezza e l'entusiasmo dei giovani garibaldini sia il loro anticlericalismo (per il download delle puntate invece qui, oppure l'abbonamento tramite iTunes)..
Su Tecalibri è possibile leggere qualche pagina e l'introduzione di Ettore Bianciardi; il padre Luciano scoprì il libro di Bardi da ragazzino e ne fu rapito, tanto da prendere ispirazione da quello per un suo libro, "La battaglia soda".
Il libro di Bandi è in vendita a 16 €, ma è possibile trovarlo in PDF qui.

In lettura invece (tra le altre cose) ho "Lo spacciatore di fumetti" di Pierdomenico Baccalario; l'ho visto un pomeriggio nella vetrina di una libreria, attirata in primis dalla copertina molto bella di Giulia Sagramola, e poi dal titolo abbastanza curioso. Il libro è uscito nella collana "Carta bianca" di Einaudi Ragazzi, sul retro c'è la dicitura "da 12 anni" - in su, aggiungo io.
La storia è ambientata a Budapest negli anni ottanta, quando ancora c'era il regime comunista; Baccalario immagina (credo...!) che a quei tempi i fumetti fossero proibiti, come pericolosi prodotti  capitalisti, portatori di possibili germi di libertà. I ragazzini protagonisti di questo libro sono spacciatori di fumetti di supereroi (Marvel e Dc più che altro - ma ci sono anche albi di "Watchman" e "L'Eternauta") che rivendono ad amici e compagni di classe; il "fornitore" della merce proibita è conosciuto solo da uno di loro, il narratore, Sàndor.
L'atmosfera è un po' cupa, tra sospette spie del regime, padri assenti o indifferenti, palazzoni grigi e tristi, e la paura perenne di essere scoperti; d'altronde viene descritta anche l'emozione vibrante dei ragazzi a contatto con storie che hanno rappresentato qualcosa per tutti i "vecchi" lettori di fumetti (come me): fumetti che fatico a immaginare conosciuti da ragazzini di 12 anni, che al massimo potrebbero aver letto qualche manga.
Ecco, se qualcosa non funziona in questo libro, a parte forse qualcosina a livello di trama, sembra essere la descrizione dei motivi per cui quelle storie di X-men, Wolverine e Vendicatori siano così importanti per i ragazzino del libro e per i censori del regime: viene dato un po' per scontato.
Con la lettura sono quasi a metà, rimando tra un po' su aNobii il mio giudizio finale.

L'immagine non c'entra niente con gli argomenti del post: è un disegno-prova che ho realizzato appositamente per il prossimo video tutorial di Manga Studio sul colore. Non significa niente, l'ho inventato su due piedi e realizzato in 10 minuti - eppure mi è venuta voglia di poter disegnare un giorno qualche fumettino per ragazzi con quel tipo di segno sintetico e allegro (prima che mi venga sollecitato/domandato: no, per adesso non posso, è solo un desiderio, un'aspirazione, un piccolo sogno).

sabato 2 aprile 2011

Varie -20

Il corso di Manga Studio che avrei dovuto condurre a Verona è sospeso fino a tempi meno grami (si spera), non essendoci stati sufficienti iscritti. Mi ero davvero preparata bene, tanto da sentirmi abbastanza sicura nell'affrontare "il pubblico"; comunque sia questa esperienza nel sistematizzare le mie conoscenze di Manga Studio sono sicura mi servirà molto (sia per il mio lavoro, sia per futuri corsi).
Sto pensando alla realizzazione di un altro video tutorial su Manga Studio, ma non so ancora bene di cosa parlare, ci devo pensare.

Ho visto per la prima volta tutte le tavole della storia per "Universo Alfa" appena stampate in A3 e letterate (io a casa ho una semplice stampante A4); l'impressione è stata migliore di quella che pensavo, vedere le tavole su schermo di computer effettivamente falsa un po' la percezione e io temevo uno scadimento di qualità nel passare alla stampa su carta. Direi anzi che mi sono resa conto di aver fatto un buon lavoro e di aver compiuto passi in avanti rispetto al passato, oltretutto non c'era alcuna tavola o vignetta da rifare (avevo già fatto una piccola correzione in precedenza), solo la sostituzione di una vignetta in cui l'azione che dovevo mostrare non si capiva proprio benissimo, quindi l'ho ridisegnata semplicemente cambiando punto di vista.

Tornando sul tema ebook segnalo un libro (a mo' di esempio) che presenta un rapporto di prezzo cartaceo/digitale abbastanza buono (considerato però che il prezzo intero del cartaceo è abbastanza alto anche in rapporto alla foliazione): sul sito de "la Feltrinelli.it" è possibile comprare "Piccolo trattato di epistemologia" nelle due versioni, cartacea ed epub (social DRM), l'una a 18 €, l'altra a 4,90 €.
Considerato che di solito dal cartaceo all'epub c'è una differenza di 2-3 euro mi sembra già un passo avanti.

Molti disegnatori che utilizzano software digitali hanno una qualche versione di Photoshop; io non lo uso da tantissimi anni, e non l'ho quasi mai adoperato per colorare. Sui miei computer ho le versioni ridotte di Painter e quella di Art Rage (Studio), per non parlare della sezione colore di Manga Studio.
Tuttavia credo che per tutti sia utile osservare i tutorial per Photoshop che si trovano sul sito "ctrl+Paint", davvero chiari, ben fatti e aggiornati spesso.

Infine il link a un video dove potrete ammirare la bravura di Takehiko Inoue (autore di "Slam Dunk", "Real", "Vagabond") alle prese con la realizzazione di un acquarello (o quel che è) di vari metri quadrati.

giovedì 31 marzo 2011

Leggere attentamente la sceneggiatura

Terminato di disegnare la storia per “Universo Alfa” ho quasi subito ripreso in mano la storia di Mirko Perniola per “Agenzia Alfa”.
Tav 22autoNelle scene che sto disegnando  compaiono May, Branko e Betty in missione; May e Betty sono andate a una festa in una villa abbastanza sontuosa immersa in un piccolo parco, Branko invece le aspetta a debita distanza con il suo grosso furgone attrezzato (di cui  però in queste scene vediamo solo la cabina di guida, almeno fino a tavola 23) .
Come si può vedere dalla foto 1 May e Betty abbandonano la villa in auto, e quella è l’ultima vignetta in cui compare la villa – ovvero non c’è una panoramica dell’ambiente o dell’esterno della villa, e nelle tavole precedenti in effetti io ho solo “presentato” la villa con il suo giardino (e parcheggio) interno.
Ho ripreso il mio lavoro dalla tavola 23, dove si vede l’auto di May e Betty che entra nel capiente vano posteriore del furgone guidato da Branko – il tutto mentre si percorre una strada…situata dove?
E’ bene dire che nella tavola seguente il furgone dei nostri si immetterà in una strada trafficata della grande città neveriana. Dunque il percorso è dalla villa a una qualsiasi superstrada che si inoltra presumibilmente tra  palazzoni futuristici.
Nella foto 2 si vede la descrizione della prima vignetta della tavola 23: si parla di “ ampia strada (senza traffico)”, ma non dell’ambientazione precisa; Mirko giustamente si fida della mia esperienza e non si dilunga in descrizioni scontate.
Io cosa faccio? Senza pensarci troppo, forse influenzata dalla lettura della tavola successiva (dove il furgone è già in città), disegno una superstrada già cittadina. E’ vero che la villa potrebbe anche essere inserita in città, come qualche volta si è visto in Nathan, ma di solito in questi casi, proprio perché  inusuale, si fa vedere certamente la villa da lontano, con il suo parchetto ma anche con la presenza incombente (o sullo sfondo) di grattacieli e simili. Senza questa caratterizzazione viene più semplice Testo sceneggiaturaimmaginare una villa del genere alla periferia della città o anche un po’ fuori.
Nella foto 3 potete vedere la prima versione di quella vignetta, quella disegnata senza riflettere; nella foto 4 invece la versione cambiata di poco, ma dove ho voluto rendere il passaggio tra “ambiente forse campagnolo” e “ambiente cittadino” meno traumatico. A onor del vero Perniola mi aveva detto che se volevo potevo lasciare la vignetta invariata, ma sono dell’idea che se con poco si può migliorare l’”informazione” di una storia è sempre meglio farlo; lo stacco tra la vignetta di foto 1 e quella di foto 3 era troppo netto.
Inutile dire che ho cancellato e risistemato lo sfondo usando gli strumenti messi a disposizione di Manga Studio, e l’ho fatto senza curare troppo la matita facendo io il lavoro più grosso e preciso direttamente in fase di ripasso “a china”.
Ho raccontato questo piccolo aneddoto per ribadire come sia importante la lettura approfondita della sceneggiatura in rapporto al disegno, e come siano tante le variabili del racconto visivo, soprattutto se si vuole mantenere una coerenza interna e chiarezza di lettura.

Copyright©immagini Sergio Bonelli Editore - cliccare per ingrandirle

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sabato 26 marzo 2011

Bollettino fumettoso

Giovedì scorso ho consegnato le  ultime 9 tavole del fumetto per "Universo Alfa/La squadra fantasma". Come in tutti i casi in cui si termina un lungo lavoro i sentimenti sono diversi: soddisfazione, malinconia, riflessioni (perché quella vignetta l'ho disegnata così? perché non ho fatto caso a quella cosa?), stanchezza, e altro che non saprei neanche spiegare.
Non mi dispiace tornare a disegnare numeri di 94 tavole, se non altro perché avrò il modo di poter cambiare qualcosa nel mio modo di disegnare (o di organizzare il lavoro) senza dover aspettare un anno e mezzo!
Per circa un mese e mezzo adesso tornerò a lavorare alla storia di Mirko Perniola per "Agenzia Alfa" (ne ho disegnate 22 tavole per adesso), per poi affiancargli un Nathan Never che dovrebbe uscire a maggio 2012 (scritto da Davide Rigamonti - in edicola adesso una sua storia).

Segnalo inoltre un paio di post dal blog "Fumettologicamente" (da me spesso citato e saccheggiato) che mi permettono di dare consigli di lettura: uno riguarda ormai un classico della storia del fumetto - "Alack Sinner" di Muñoz e Sampayo (in particolare nel post linkato Matteo Stefanelli analizza il significato dei primi piani nelle tavole di Muñoz - e mi viene voglia di rileggere tutte quelle storie lì, specie le prime); un altro riguarda un fumetto contemporaneo, una serie scritta dal bravissimo Brian K. Vaughan, "Ex Machina", attualmente ancora pubblicato in volumi da Magic Press.
Nel post di Stefanelli vengono indicati i link alle tre parti di un articolo scritto da Andrea Alberghini di Comics Metropolis su Ex Machina: rende merito alla complessità di questa serie che è riuscita a parlare di politica americana con brillantezza e ironia (e pazienza se ad alcuni non piacerà molto lo stile del disegnatore Tony Harris, utilizzatore di foto ma molto efficace nel rappresentare New York e la varietà dei suoi abitanti).

Copyright© immagine Sergio Bonelli Editore

sabato 19 marzo 2011

Varie -19

Ultimi giorni per "La squadra fantasma", terminato le matite delle ultime tavole - e la 170 si chiude con un tramonto...

Comprato e letto il secondo volume de "Gli anni dolci" di Jiro Taniguchi tratto da un romanzo di Hiromi Kawakami. La storia è molto semplice e ha un suo ritmo interno, lento, scandito dagli incontri a volte casuali, a volte a distanza di tempo tra la protagonista e il suo ex professore di liceo (il rapporto si evolverà nel secondo volume); questi incontri avvengono spesso in una specie di ristorante (non so bene il termine per quel tipo di locali giapponesi) e sono scanditi da bevute di sakè e mangiate di piatti dei più vari, ritratti da Taniguchi con la maestria già vista in "Gourmet".
Molti dei termini riferiti al cibo sono lasciati col nome giapponese, e a fine volume c'è un glossario che  spiega di cosa si tratta; oltre a ciò al termine del secondo e conclusivo volume c'è una specie di intervista/dialogo con Taniguchi e la scrittrice del libro, Kawakami. Ho scoperto che tutte quelle scene in cui si beve e si mangia, che sembrano così importanti nel rapporto tra i due protagonisti, sono state suggerite a Taniguchi dall'editore (o dall'"editor"?): nel libro poi non ci sono proprio (ma sono molto piaciute alla scrittrice); bizzarro.
Oggi poi ho visto che il libro della Kawakami è in vendita in Italia, il titolo è "La cartella del professore". Con lo sconto del 25% sul sito Bol il libro arriva a costare 13,88 €; nella stessa pagina è indicato anche il fumetto di Taniguchi, e persino il relativo ebook, a cui avevo fatto un pensierino. Be', sapete quanto costa l'ebook con DRM Adobe de "La cartella del professore"? Un euro in meno: un affarone!

A proposito di ebook e e-readers per chi vuole leggersi articoli e post più o meno lunghi sul proprio lettore di ebook (ma anche su iPhone e iPod, per dire) c'è una comoda estensione per browser che trasforma le pagine htlm in formato epub e le scarica sul proprio computer: dotEPUB è disponible come bookmarklet per Chrome, Firefox, Safari e Opera; per Chrome è disponibile anche come add-on che va a sistemarsi sotto forma di bottoncino verde accanto alla barra degli indirizzi.



Infine: questa canzone dei Verdena dal loro ultimo doppio cd "Wow" mi piace molto ("Razzi arpia inferno e fiamme") - ma non il relativo video ufficiale, mi sembra che i movimenti all'interno del video distraggano dalla musica, che è veramente suggestiva.
I Verdena li ho ascoltati per un periodo, tanti anni fa, poi li ho persi di vista (sono sempre stata un'ascoltatrice di musica molto distratta e inconstante); adesso sono indecisa se acquistare tutto il cd (è in gara con l'ultimo di P.J. Harvey), e la tentazione di accontentarmi degli mp3 di iTunes c'è (riuscirei a prendere sia l'uno che l'altro con la stessa cifra che userei per i cd - anzi meno).
Alla fine è probabile che non compri nulla, eh...

lunedì 14 marzo 2011

E-reader Sony PRS 350: quasi una recensione

La mia recente determinazione a voler approfondire lo studio dell’inglese è stato uno dei principali motivi che mi ha spinto all’acquisto del mio primo ebook reader, il Sony PRS 350 (quello da 5 pollici).
Ci sono in giro certamente readers più economici, più grandi, più veloci, più versatili, ma pochi che abbiano un dizionario inglese/italiano integrato così semplice e veloce da usare: basta “cliccare” due volte su una parola del testo (col dito o con il pennino in dotazione) per vedere apparire in fondo allo schermo la relativa traduzione.
Non mi interessava avere uno schermo grande, né la possibilità di ascoltare mp3, né quella di collegarmi a internet, ecc; volevo un e-reader semplice ma con il dizionario - più la possibilità di sottolineare e prendere appunti, cose che il Sony fa.
Non ho mai posseduto un e-reader quindi la mia “recensione” va presa per quello che è, un semplice racconto delle mie prime impressioni.

HomeIngrandire

Il Sony PRS 350 ha bisogno del collegamento tramite USB a un computer (Windows o Mac) per poterci caricare i libri (e nello stesso tempo in questo modo si carica la batteria). Una volta collegato l’e-reader questi attiva l’installazione di un programma che si chiama “Reader Library”, e che serve per gestire i file da trasferire e sincronizzare (in teoria) con il pc.
Sul forum di Simplicissimus molti sconsigliavano l’uso di questo programma (che non è obbligatorio) preferendogli ad esempio Calibre (che oltre che un ottimo convertitore di ebook in diversi formati è anche un gestore e catalogatore di file, nonché un “trasferitore” dei suddetti file su qualsiasi tipo di device collegato al computer); dopo un paio di prove di sincronizzazione ho capito il perché dello “sconsiglio”.
In breve: raccomando di togliere la spunta alla sincronizzazione automatica nella “Reader Library” quando si collega l’e-reader; a me ad esempio ha cancellato dei libri precedentemente caricati tramite lo stesso programma, non so perché. Piuttosto tutto fila liscio se si trascinano semplicemente i file dalla libreria di RL (visualizzati a destra in elenco) nella colonna di sinistra dove appare il nome “Reader” quando questi è collegato. Nella stessa colonna si effettuerà poi lo scollegamento del reader in maniera sicura.
I file di testo (non solo formato epub, ma anche PDF, Word, rtf, txt) possono essere importati in “Reader Library” andando sul menu “File” e scegliendo “Importa file”. 

Reader Library1Reader Library2

Nella “Reader Library” c’è anche una sezione Store su cui ci sono link ai principali siti web che vendono ebooks: Ibs, Bol, Feltrinelli, ma questi non sono gli unici siti dove possiamo acquistare e scaricare ebooks.
Non so per quanto sia valida l’offerta ma acquistando un e-reader Sony si ha diritto a scaricarsi gratis un ebook a scelta da tre Store principali (Feltrinelli, Bol, Ibs) per il valore di 16 €; bisogna andare sul sito Sony e seguire link e istruzioni: alla fine riceveremo via mail il codice da inserire al momento dell’acquisto (io ho scelto l’ultimo libro di racconti di Murakami).
Tra l’altro c’è la possibilità di abbonarsi (e scaricarsi) anche a quotidiani e riviste; in Italia non c’è ancora molto ma c’è da segnalare ad esempio “La Stampa” che ha pensato a delle versioni apposite per e-readers e iPad, e addirittura distinguendo tra e-readers più grandi e più piccoli (c’è anche la versione per i 5 e 6 pollici).
Per le riviste invece segnalo “Alfabeta 2” di cui si può fare l’abbonamento per e-readers o addirittura comprare singoli numeri.

CIMG0640Dizionario tastiera

Del problema del prezzo e del formato ho già accennato in precedenti post; molti ebooks sono limitati dal DRM Adobe, ma molti altri hanno una licenza Social DRM o spesso non hanno “lucchetti” ma watermark, o addirittura si affidano al buon cuore dei lettori, raccomandando di non prestare o copiare la tale copia di quell’ebook, di solito in formato epub.
Io ho provato comunque a comprare un paio di libri protetti da DRM Adobe, in teoria in caso di “smarrimento” o corruzione dell’ebook ho diritto ad altri 3 download dello stesso: non ho capito se c’è un limite di tempo.
Inoltre al primo acquisto di ebook protetti da DRM ci verrà chiesto di “autorizzare” il dispositivo su cui lo vogliamo leggere (nel mio caso l’e-reader, ma vale anche per il pc): mi sembra di aver capito che in tutto possono essere 6.
Sempre sul forum di Simplicissimus qui se ne parla, ma non so se queste regole valgano per tutte le case editrici.
C’è ancora molto da fare a proposito della gestione e conservazione degli ebook acquistati: oltre al fatto che non si possono rivendere, regalare e prestare non c’è neanche l’assicurazione che il file possa essere mio a vita (come un libro di carta) perché è lecito sospettare che un giorno cambierò e-reader (che si può anche rompere), forse più di uno, e lo stesso vale per il computer.
Proprio per questo direi di aspettare prima di fare acquisti di un certo rilievo: certo, non c’è ancora molto da scegliere, ma questo mercato è appena agli inizi. Quando è possibile approfitto di sconti, occasioni, oppure cerco ebook  gratuiti (si trovano moltissimi classici, sia italiani che inglesi).

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Primo impatto con l’e-reader una volta caricato e pronto alla lettura: il fondo della “pagina” mi sembrava alquanto grigino; abituata allo splendore luminoso del mio iPod (su cui in questo periodo sto leggendo “I biplani di D’annunzio” di Luca Masali, acquistato  in formato epub a poco prezzo su Bookrepublic.it) il confronto sembrava impari, ma dopo poco tempo ho iniziato ad apprezzare la diversa illuminazione, che forzatamente per l’e-reader deve provenire dall’esterno: più è forte, e meglio si legge.
Una volta iniziata la lettura di un testo è facile essere concentrati su quello e non badare né al fondo, né al “lampo nero” che appare per una frazione di secondo quando si volta la pagina; ad alcuni dà fastidio, io l’ho ignorato fin da subito.
Il Sony PRS 350 è un e-reader “touch”, quindi il cambio pagina e le sottolineature si possono effettuare con le dita (se non le avete grosse e se usate una font abbastanza grande) oppure con il pennino di cui è dotato il Sony, alloggiato a scomparsa sulla parte destra; in alternativa il cambio pagina si può effettuare tramite i 2 tasti posti in basso a sinistra.

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Come si può vedere dalle foto i libri possono essere organizzati in “collezioni” che possiamo nominare a piacere; su ogni libro (o rivista) possiamo apporre segnalibri, sottolineature e note (queste ultime esportabili in file rtf se si apre il libro all’interno della “Reader Library”: basta cliccare il pulsante verde in basso a sinistra).
Nella sezione “Applicazioni” c’è anche un programma per prendere appunti a parte con la tastiera, e uno per prendere appunti a mano o fare dei semplici disegnini: da tenere in conto che c’è un minimo di ritardo di risposta sia per la digitazione sulla tastiera, sia per il disegno col pennino; se non si deve scrivere a lungo ci si abitua, non è un grosso problema.
Su questo modello di e-reader si possono caricare anche foto di vari formati, ma la scala di grigi è molto ridotta e le foto si vedono abbastanza male. Sono presenti 12 dizionari integrati, di cui solo uno verso l’italiano, quello in inglese appunto (un Collins).
Il Sony legge anche i PDF, ma si sa quanto sia difficile impaginare e adattare questo formato, specie se lo schermo è piccolo. Nonostante ciò ho voluto provare a infilarci dentro una copia di “Internazionale” (ho l’abbonamento in PDF che scarico dal loro sito ogni settimana) che oltretutto ha un’impaginazione veramente complicata (su tre colonne, con presenza anche di foto a metà pagina, ecc.).
Ho provato a impostare la visualizzazione della pagina “ritagliata” in 6, che non è male, ma funziona a fasi alterne; lasciando la pagina intera ma aumentando la grandezza del carattere si ottengono delle visualizzazioni tutto sommato decenti.
La lettura migliora ulteriormente se i PDF sono a pagina continua e con poche immagini, per cui nonostante la scomodità dello schermo piccolo direi che il Sony 350 se la cava niente male.

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Questo reader viene venduto “nudo”, senza alcuna copertina o protezione. Ho pensato a diverse alternative per proteggerlo ma alla fine ho scelto di prendere la copertina semirigida ufficiale della Sony (anche se costosa) perché mi permetteva di risolvere anche un altro problema: quello della luce.
Quando leggo la sera  a letto di solito uso quei piccoli faretti a batteria da “appendere” sui libri (ce n’è anche uno simpatico che si mette sull’orecchio, ma la stanghetta in plastica tende a rompersi e le batterie sono quelle a pillola che durano poco e costano tanto), e la custodia Sony mi permette di avere una superficie su cui “pinzare” il faretto; tra l’altro alla Feltrinelli ho comprato una lucetta con due spot alimentata con ministilo, scoprendo poi che ha anche un attacco elettrico utilizzabile con un vecchio caricatore per cellulari (e quindi non uso neanche le batterie!).
A proposito di batterie la durata della carica del Sony e-reader viene calcolata ufficialmente  in 2 settimane, non si sa in base a quale tipo di uso (in teoria il semplice cambio pagina costa energicamente molto poco). Sul forum di Simplicissimus si avvisa che la prima carica dura meno, ma che poi con l’uso si assesterà su durate più lunghe, tenendo conto però che l’uso del dizionario o di altre applicazioni tende a ridurne la durata. In ogni caso niente a che vedere con le ore di durata di un iPad o di un iPod Touch, e credo anche con tablet simili.

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Per adesso posso dire che trovo l’esperienza della lettura su un e-reader molto interessante e anche piacevole (il mio e-reader essendo piccolo pesa davvero poco – e no, non mi manca l’odore della carta: in caso si può dare un’occhiata a questo divertente rimedio). Poter leggere libri in inglese senza molte difficoltà per me è davvero una cosa importante, spero di imparare tanto e di divertirmi al tempo stesso.
Seguirò con attenzione l’evolversi del mercato degli ebook, e sono sempre in attesa dell’apertura di nuovi store e siti da cui attingere (almeno potenzialmente!).