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giovedì 18 marzo 2010

Fumetti francesi nella mia libreria


Con la Francia ho un legame speciale - e non solo perchè è il bengodi del fumetto (almeno visto da qui): alle medie ebbi la fortuna (o sfortuna?) di studiare il francese, e contemporaneamente due miei zii pensarono bene di accasarsi con due simpatiche donne galliche .
Una parte dei miei parenti dunque risiede in Francia, e fin dall'adolescenza ho avuto la fortuna di poter andarci spesso - sia visitando cittadine dell'est del paese, sia Parigi e Tours.
Non ho fatto tanti acquisti di fumetti come avrei desiderato (a quei tempi non lavoravo), mentre negli ultimi anni per impossibilità varie sono tornata raramente a visitare il regno de la Bande Dessinée.
Devo dire che sono sempre stata attratta dal fumetto di fantascienza - più dal versante grafico/visivo che dalle storie vere e proprie. Appartengo alla generazione che è stata fulminata da "Star Wars" prima e da "Blade Runner" dopo; aggiungiamoci anche un po' di scorpacciate di "Star Trek" ed ecco spiegato il mio insano interesse per alieni, pianeti lontani ed astronavi.
Il fumetto francese tuttavia presenta una larga varietà di generi che avrei apprezzato troppo tardi; è solo da pochi anni che sono arrivate le traduzioni di Baru, Sfar, Dupuy-Berberian, Blutch, ecc.

Nella mia libreria quindi c'è una strana mistura di fumetto francese tradotto - tra il contemporaneo e il genere fantascientifico - e altre cose in lingua originale poco note in Italia e scoperte grazie ai suggerimenti di amici e colleghi "francesofoli".
Tra le cose recuperabili in italiano (a parte gli autori citati precedentemente) ci sono gli albi della serie di Aldebaran e Betelgeuse di Leo. Qui la fantascienza è poco avventurosa e molto "scientifica", e pur non essendo il segno di Leo particolarmente originale o talentuoso le storie alla fine sono coinvolgenti ed interessanti, specialmente per quanto riguarda la creazione "coerente" di mondi alieni: guardare ad esempio la cura con sui è stato costruito il sito di questa lunga saga (che è trovabile sia grazie all'Eura che ultimamente anche alla Planeta De Agostini).

Non tradotto in italiano e non fantascientifico è invece il personaggio di Jérôme K. Jérôme Bloche arrivato ormai all'albo n. 21 (di solito ne esce uno all'anno); i disegni sono di un bravissimo Dodier che dopo i primi 5 albi (ancora un po' acerbi e soprattutto debitori verso una certa classica scuola di disegno) trova un segno più personale e assolutamente piacevole, in linea con un realismo mitigato da un'espressività ricca di talento. Le storie sono scritte all'inizio da Makyo, poi subentra anche Dodier, e in qualche albo anche Le Tendre.

Della saga di Golden City sono stati tradotti in Italia i primi 5 volumi - mi risulta non più trovabili - editi da BD Edizioni. Come al solito segno pulito ( a opera di Nicolas Malfin), ottimo design tecnologico, accuratezza delle tavole; dell'intreccio ricordo poco, ma qui mi interessava l'ambientazione più che altro.
Lo sceneggiatore di queste storie, Daniel Pecquer, è lo stesso della saga di Arctica, non ancora tradotto in italiano. Il primo volume l'ho comprato alla Fnac di Milano quando ancora si potevano trovare sugli scaffali diversi albi originali di vario tipo. Ho tentato di ordinare i numeri 2 e 3 della saga (visto che risultavano in catalogo) ma sono mesi che aspetto e ritengo che l'ordinazione sia fallita (in passato mi era capitato di comprare qualche albo francese, con successo).
Anche in questo caso sono interessata al design della tecnologia e al disegno, che pur non essendo nulla di originale è però abbastanza accattivante (autore Bojan Kovacevic).

Se volessi navigare sui siti delle case editrici francesi probabilmente troverei tanti altri fumetti interessanti, e magari migliori - c'è una tale abbondanza da perderci la testa. Per fortuna non amo acquistare fumetti o libri via internet solo perchè ho l'ansia da "attesa del corriere"; non avendo portineria la mia paura è che non possa essere in casa al momento dell'arrivo dei pacchi, e non ho tempo nè voglia di stare dietro ad eventuali disguidi.
Comunque guardare le anteprime delle tavole dei fumetti francesi non costa nulla - in ogni sito che ho linkato se cercate bene c'è la possibilità di sfogliare qualche pagina dei vari albi.

3 commenti:

  1. Un pochino OT ma forse non tutti sanno che una delle mie nonne aveva lo stesso cognome del grande Moebius; purtroppo non siamo parenti e non so disegnare (e tutto il resto).
    Inoltre quando ero piccolo io parecchi francesi erano belgi (sì non le persone i fumetti). Tin-Tin, i Puffi (non so scriverlo in francese) e altri di cui non ricordo i nomi. Poi c'era Asterix e, attorno al '68 Barbarella di Jean-Claude Forest (anche questo non lo ricordavo ma l'ho googlato).

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  2. Ti ho dato un input per il post? :-)
    Appena riesco, ti racconto anche qualche mia lettura.

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  3. Massimo@: Ah, può darsi - almeno inconsciamente!

    juhan@: sì, a rigore si dovrebbe dire "fumetto franco-belga", poi per caso credo di aver citato solo francesi, se non sbaglio.
    Da piccola ho solo letto di sfuggita Tin Tin, e l'ho recuperato solo dopo, ancor meno ho letto Asterix; immagino che certe letture (o mancate letture) avvengano per caso (ad esempio non avevo amici che possedevano albi di questi personaggi).

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